Autore: luigi gavazzi
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L’attentato di Sarajevo secondo Il buon soldato Sc’vèik
Il buon soldato Sc’vèik di Jaroslav Hasek è fra i libri indispensabili sulla prima guerra mondiale. Lo è per vari motivi: per esempio perché usa l’umorismo, l’ironia malinconica e la mestizia sorridente per smascherare l’idiozia burocratico-militarista che portò l’Europa alla catastrofe. Lo è perché è un romanzo pacifista, antimilitarista e antiautoritario il cui obiettivo principale…
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La (sana) paura del lettore di perdersi qualche libro
Certo che esiste una FOMO (Fear of missing out) del lettore. In verità però mi pare sia sempre esistita. Solo che adesso è più evidente, accentuata e frenetica. Forse perché si condivide più di quanto si facesse prima. Con FOMO – come noto – si intende una sorta di ansia “sociale” creata dal timore/sospetto che…
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La prima guerra mondiale, 100 anni. Altri libri
Aggiornamenti 9-6-14 Allora, aggiungo altri testi che nella versione originale del post avevo tralasciato – Jaroslav Hasek, Il buon soldato Sc’vèik (ovviamente su questo torniamo, perché secondo me è il miglior libro sulla Grande Guerra). – Józef Wittlin, Il sale della terra La grande guerra in Galizia. Un piccolo uomo della provincia orientale dell’Impero asburgico scaraventato…
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Accesso-libero, contro la morte (commerciale) dei libri
L’open-access movement è una possibile soluzione alla morte lenta cui sono destinati i libri una volta terminata la loro “vita commerciale”. Vita che per la stragrande maggioranza di quel che viene pubblicato, indipendentemente dalla qualità, è decisamente breve. “Vita breve” significa che nessuno leggerà mai più quei testi, perché saranno introvabili e/o inaccessibili.
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Quando parlo del libro che sto leggendo
Ma allora, quando decidiamo di parlare di un libro? Prima di provare ad abbozzare tre risposte a questa domanda, va ricordato che esse dovranno sempre fare i conti con le risposte date quando abbiamo parlato dei motivi per non parlare di un libro. 1 – Il punto fondamentale potrebbe suonare così:mi azzardo a parlare di una…
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Quando non parlo del libro che sto leggendo. Per diventare un lettore migliore
Il ragionamento che provo a fare in questo post ha una premessa fondamentale: la lettura non è una attività sociale; lo abbiamo scritto al primo punto del nostro modesto decalogo su come creare un Gruppo di lettura ma vale per ogni attività di condivisione della lettura.
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Gabriel García Márquez, intervista alla Paris Review, 1981
La gloriosa Paris Review propone online, dal numero 82 del 1981, un’intervista a Gabriel García Márquez sull’arte della fiction.
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Thelonious Monk, omaggio partigiano: buon 25 aprile
Spero mi perdonerete per questa scelta di ricordare il 25 aprile quest’anno usando questa singolare e memorabile immagine della copertina di un disco di Thelonious Monk, Underground. La copertina venne creata da Norman Griner usando una foto scattata a una messa in scena nell’appartamento di Monk a Manhattan.
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Gabriel García Márquez: cominciamo a ripensare a Gabo. E voi come lo avete letto?
È un giorno difficile e non ho potuto pensare a Gabriel García Márquez, morto ieri a Mexico, DF. Comincio a farlo ora sperando di ricavare dalla mia memoria di lettore qualche idea. Per esempio quella relativa al modo in cui Gabo mi ha rivelato William Faulkner. Il che è un po’ come dire che nel confronto…
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Il mago di Oz, le illustrazioni di Lisbeth Zwerger @brainpicker
Maria Popova e il suo splendido blog, http://www.brainpickings.org/, oggi ci ricordano una bellissima edizione del Mago di Oz di L. Frank Baum. È quella uscita nel 1996 illustrata da Lisbeth Zwerger, “morbida ma irriverente”.
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La guerra, in fondo, aiuta la società a organizzarsi
Pezzo che sembra una provocazione ma è un’analisi di come le società possono reagire alle guerre: la guerra è terribile, certo, ma nel lungo periodo rende l’umanità più sicura e ricca. Perché spinge a creare società più grandi e più organizzate, governate da governi più forti.
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“Sono contro i consigli di lettura”
Questa settimana si è rivisto al bar quell’amico che giudica i lettori. Più arrabbiato questa volta. Si è accanito contro coloro che consigliano i libri. Il loro torto (nostro?) è sentirsi missionari, pionieri, evangelizzatori. “Non capite” – mi ha detto – “che chi non legge non si fa certo convincere da fighetti che pensano di liberare…
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Marguerite Duras, 100 anni
Marguerite Duras (Marguerite Donnadieu il vero nome) avrebbe compiuto oggi 100 anni. L’autrice de L’amante, vero libro di culto negli anni ’80 (e di molto altro) e regista assai prolifica, viene oggi ricordata in rete con ogni tipo di pensiero.
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Un libro sospeso, per un lettore ignoto #librosospeso
Rilancio con piacere il #librosospeso, un’iniziativa ispirata alla generosa pratica dell’offrire un caffè a uno sconosciuto che passerà nel bar e applicata invece a un libro per un lettore sconosciuto (o un potenziale lettore) che passerà in libreria. Non so se sia una novità assoluta: certo il merito di averla lanciata (su suggerimento di un…
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La settima Maratona dei racconti di lettura, a Cologno Monzese
Torna la “Maratona dei racconti di lettura” organizzata dalla Biblioteca di Cologno Monzese. In breve: sabato 12 aprile dalle 20:30 si narra in pubblico, in pochi minuti, un storia letta in un romanzo, un racconto, in un frammento di memoria. Raccontare un libro insomma. E si va avanti a oltranza per tutta la notte. Il tutto…
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Heidegger antisemita nei “Quaderni neri”
La pubblicazione dei primi tre volumi dei Quaderni neri, – quelli che coprono gli anni fa il 1931 e il 1941 – di Martin Heidegger ha riacceso il dibattito sul pensiero del filosofo a proposito del Nazismo e dell’antisemitismo. Come ha scritto Richard Brody sul New Yorker, quello che emerge è il ruolo centrale dell’antisemitismo…
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Idee confuse, 28 marzo 2014
Virginia Woolf, whom we lost on this day in 1941, on the creative benefits of keeping a diary http://t.co/YVw5BXz9yp pic.twitter.com/2CUtWMiX0o — Maria Popova (@brainpicker) 28 Marzo 2014
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Può un padre raccontare la storia di suo figlio, assassino di 27 persone?
Il disagio del lettore davanti a una storia come quella dell’assassino della Sandy Hook Elementary School: la scrittura deliberatamente rifiuta le tecniche “narrative” perché non vuole attribuire un senso. Perché il senso narrativo forza verso una conclusione che sembra inevitabile. E invece la maggior parte delle storie come quella di Adam Lanza, ovviamente, finisce in altro modo. I…
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Il gruppo di lettura su Proust e le scelte sulla fine della vita
Questa mattina l’uomo che la volta scorsa ho frettolosamente definito “amico” mi aspettava dentro il bar. È piuttosto alto, ha la barba curata, sarà sui sessantacinque, con una voce stridula e incostante, guarda quasi sempre lontano, quasi mai negli occhi. La discussione della volta scorsa sui lettori deve averlo stimolato perché questa mattina ci ha…
