I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

1.153 commenti

  1. @Luigi: Da quando mi hai proibito di fare propaganda a favore del governo, non ho più scritto una sola riga pro Salvini (men che meno pro Di Maio). Anzi, la settimana scorsa ho perfino esortato Camilla a esprimere il suo dissenso contro Salvini sabotando la sua festa romana.
    Al tuo ordine di cessare la propaganda governativa ho obbedito e obbedirò ligiamente, perché il blog è tuo e quindi hai il diritto di imporre delle condizioni di questo tipo. Ma se mi vieni ad accusare ingiustamente di fare propaganda a favore dei decapitatori, perdonami ma una reazione te la devi aspettare. Ad ogni modo ripeto che ti ho già perdonato, e quindi per me la questione è chiusa. Ti stringo la mano.

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  2. miiiiiiiiiii che due maroniiii !!!!!!!!!!! NO inni alla politica delle destre (qualunque destra italiana o estera) qui, dice Luigi in soldoni. Cosa c’è di poco chiaro, che non si riesce a capire ?
    E perchè si osa replicare al padrone di casa?? E’ scortese, oltre che sciocco. Stop please, qui stiamo tutte e tutti da altre parti e siamo infastiditi.

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  3. @Cristina: E’ il padrone di casa, non il Padreterno. Se dice una sciocchezza, ho tutto il diritto di farglielo notare, soprattutto se la sciocchezza mi riguarda in prima persona. Inoltre, ribadisco che i gilet gialli non sono inquadrabili politicamente, sono un fenomeno totalmente nuovo. E’ come prendere un artista con uno stile che non ricorda in nulla i pittori a lui precedenti, e voler a tutti i costi identificarlo come un cubista o un surrealista. Ragionate per categorie sorpassate, e pretendete di applicarle ad un fenomeno che è già anni luce avanti a questo modo di pensare che divide tutto in destra e sinistra, come ai tempi della famosa canzone di Giorgio Gaber.

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