I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

1.397 commenti

  1. @EditaLara: Tempo fa mi è capitato di frequentare un forum pieno di odiatori come quelli che hai descritto tu. Erano quasi tutti di estrema destra, e adottavano un lessico coerente con il loro posizionamento politico: in quel forum i migranti venivano chiamati “i palestrati” o “i Bello Figo”, i pro – migranti accoglioni, i viaggi sui gommoni crociere, le ONG vice – scafisti… sono uscito da tempo da quel forum, proprio perché non sopportavo questo lessico irridente: sai che detesto il politicamente corretto, ma anche l’estremo opposto alla lunga mi è diventato intollerabile. Non escludo tuttavia che, poiché chi va con lo zoppo impara a zoppicare, io abbia assunto alcuni tratti del loro comportamento. Se è così me ne dispiaccio e cercherò di correggermi, ma per favore non dirmi che se non fosse per me questo blog sarebbe il festival dell’amicizia: ho visto scoppiare tante liti in cui non c’entravo assolutamente nulla, in tempi sia lontani che recenti.
    Attendo che Camilla risponda alla mia domanda.

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  2. @ww. Dopo il tuo ultimo post ti rispondo molto volentieri. Anzi ho tirato un sospiro di sollievo, inatteso e non ci posso credere.Le liti vere e proprie, amare anche tristi non sono mai avvenute se non col nostro ” asfaltatore”, mai con altri.
    Per me questo blog non è “tipico”, solo confronti su autori e letture ma anche espressione di affetto e incoraggiamento, amicizia e simpatia. Qui nessuno ha voglia di ” vincere”, di “asfaltare” ( che bruttissima espressione) ma solo di godere di un tipo di compagnia e di scambio di pareri e sentimenti che ha preso il posto di lunghe telefonate e letterine. da imbucare nella cassetta delle lettere di antica memoria. Stima e affetto e curiosità e chiacchiere . Tutte cose. semplici e neppure competizioni ne’ sfoggio di superiorità. Ciao Cam

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  3. E basta! santiddio che noia infinita, e che angustia! Ufffff

    Camilla;
    Oz lo sto finendo. La seconda parte è infinitamente migliore del primo terzo. Se lo scrittore avesse usato le forbici il libro – comunque ridondante e spesso ripetitivo – ne avrebbe goduto sicuramente. Il lessico è un po’ quello che usavano i miei genitori, ampollosetto, e vecchiotto,e con molti lemmi leziosi, e nonostante le moltissime luci e anche la genialità del mettersi a nudo, non mi riesce a prendere il cuore, insomma non mi emoziona. E’ una lingua, cioè uno stile che mi piace poco, che trovo vagamente barboso..

    Ciò detto lo sto finendo volentieri ( ecco se fossi Oz avrei detto volontieri – o sarà colpa della traduzione? no ,non credo), perchè è interessante da molti punti di vista.

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  4. @ww. caro ww Cristina e’ una amica, una persona che conosco da molti anni , a cui voglio tanto bene. Tu non c’entri niente tra noi due. Se avessi dato retta a Cristina io non avrei mai discusso con te di politica o di questioni legate a scelte morali, a convinzioni profonde . Tra le mie convinzioni c’è anche quella che mi impedisce di ignorare qualcuno che sta parlando con me. Sarebbe. stato facile ignorarti , come se tu non ci fossi. Ma tu ci sei e non me la sento di fingere che tu sia trasparente. Sono stata sempre sincera con te. anche quando mi hai provocata , mi hai fatto saltare i nervi. So che con te non ce la farò mai a comunicare serenamente, del resto esperienze. simili, purtroppo, capita di farle persino con i figli o le persone più care. Ero molto contenta delle tue diverse scelte e lo sono ancora. ciao. cam

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  5. Camilla,
    ah Camilla mia. Oggi ho sentito una tristezza a Fahre… riascolta la fine dell’intervento di Liliana Segre, c’è da piangere!

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  6. L’altra sera su Rai uno Liliana Segre e poi Edith Bruck (che ho letto di recente) mi hanno fatta piangere.

    Oggi puntuale è arrivato Internazionale, vi riporto un pezzetto dell’editoriale dedicato alle fake nrews.


    Ma la confusione tra fantasia e realtà che ne risulta somiglia molto alla definizione di psicosi e dietro le notizie false si nasconde il pericolo della tirannia. È fondamentale quindi che i giornalisti continuino a fare il loro mestiere, smascherando le notizie false ed evitando che entrino in circolazione.

    Un possibile antidoto allora è la letteratura, in ogni sua forma.
    Abbiamo più che mai bisogno di scrittori e scrittrici , dice Jennifer Egan. Perché la letteratura co.e la democrazia è costruita a partire da una pluralità di idee. E perché leggere ci ricorda l’importanza dell’empatia, delle sfumature e delle contraddizioni.

    Buona serata, scappo che lo spettacolo teatrale casalingo di mia figlia ricomincia davanti ad un caloroso anzi morbidoso pubblico di peluche 🙂

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  7. @Camilla: Continui a non rispondere alla mia domanda, ma va bene lo stesso.
    P.S: Avevo già replicato a Camilla in maniera più articolata di così, ma il mio commento era stato censurato da Luigi. Non commento la sua scelta perché altrimenti verrei censurato di nuovo. 🙂

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  8. @Camilla: Una settimana fa Cristina ha scritto un commento che non c’entrava nulla con i libri, e tu non hai detto niente. 5 giorni dopo io ho fatto la stessa identica cosa, e tu hai subito scritto un commento contro di me. Come giustifichi questa disparità di trattamento?

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  9. @Tutti
    Già dalle prime righe ho riconosciuto un libro letto moltissimi anni fa, subito, già dalle pagine iniziali, “La bella estate” di Cesare Pavese ha risvegliato ricordi latenti.

    Ginia è un’adolescente di sedici anni, lavora, è indipendente, non ha legami familiari (al fratello deve preparare i pasti, ma per il resto è come non ci fosse, visti i suoi impegni lavorativi), fa lunghe passeggiate con le amiche, a un certo punto, però, abbandona la solita compagnia di coetanee e comincia ad uscire con Amelia, una giovane donna più vecchia di lei. Dall’amica è introdotta in un ambiente bohemien, qui conosce un pittore, Guido, di cui si innamora. È piena di entusiasmo, Ginia, affronta la vita con curiosità e voglia di vivere, ma avrà presto modo di scoprire che la vita non ci riserva solo belle sorprese e che anche chi amiamo può beffarsi di noi.

    Ho pensato di provare tenerezza per questa ragazza che si affaccia alla vita, ma forse avevo solo in mente la lettrice che ero quando ho letto per la prima volta questo libro: non dovevo essere più vecchia della protagonista …

    Bello, sono contenta di avere ritrovato Pavese.

    Mariangela

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  10. Dove abito, al circolo ARCI dove insieme a vecchietti che giocano a carte e a bocce, e che ballano il liscio,si ritrova anche un coro amico di canti popolari (leggi canti fi guerra emigrazione resistenza, lavoro etc) è arrivato un volantino anionimo che dice: vi conosciamo, sappiamo cosa fate e chi siete. Abbiamo esplosivo sufficiente a fare saltare il circolo. Vogliamo che viviate con questo terrore ogni minuto.!

    Ecco ho detto tutto. e non è finita.
    Non è solo far morire i migranti il loro intento, se a qualcuno non era chiaro

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  11. @Cristina: Potete dormire tra 2 guanciali: se qualcuno avesse seriamente intenzione di far saltare il circolo, non vi avrebbe mai fatto il favorone di avvisarvi prima, portando voi a stare in guardia e il suo piano ad avere minori possibilità di riuscita. E’ una palese sbruffonata, non fatevi il sangue amaro per niente. E comunque andate a denunciare.

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  12. @Tutti@Cristina
    Mi spiace per questa grave intimidazione che voi avete subito. Non ce l’hanno solo coi migranti, ma con tutti coloro che non si uniformano, possono essere i frequentatori del circolo ARCI, può essere chi palesi idee più umane, può essere chiunque voglia mantenere la propria indipendenza di giudizio. Noi lettori siamo sotto tiro, ovviamente, già per il fatto di essere lettori. Ma noi resistiamo, Cristina, non è facile, ma resistiamo!

    Ciao e coraggio,

    Mariangela

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  13. @Tutti
    Mesi fa ho letto un libro che, scritto in un linguaggio colto e ricercato, potrebbe essere definito un breve saggio sull’antisemitismo, si tratta di “Otto ebrei” di Giacomo Debenedetti. L’avevo reperito in questo volume non recente:

    ►Giacomo Debenedetti, ”16 ottobre 1943; Otto ebrei”, prefazione di Alberto Moravia, edizione a cura di Ottavio Cecchi ; in appendice: Lettera a Hitler, Editori Riuniti, 1978, 109 p.

    Vedo adesso che di questo libro c’è il podcast di una lettura RAI
    https://www.raiplayradio.it/playlist/2018/07/Otto-ebrei-7dbba230-26c0-4359-88e6-74e67e6d922f.html .

    Quando venne redatta la lista delle persone destinate alle Fosse Ardeatine, si decise all’ultimo momento di espungervi 10 nominativi, di questi dieci, otto erano di individui ebrei. L’autore ricostruisce i fatti e dice la sua su questa cancellazione non disinteressata e frutto, anch’essa, di una discriminazione. Il libro non l’ho più sotto mano, ma mi ero segnata un passaggio che ritengo attuale:

    “La gente del tipo Alianello (il commissario che cancellò i nomi) – piccola borghesia suscettibile, creativa, presuntuosa, impressionabile, laureata in legge, abbastanza evoluta per potersi credere delle idee, non abbastanza per averne – quella gente è la più plastica argilla per la propaganda. Sono gli studenti neofiti di ogni verbo pubblicitario, i catecumeni dello slogan.”

    Quanta ne conosciamo di gente così? Quanto è pericolosa?

    Ciao,
    Mari

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  14. @Mariangela
    interessantissimo il testo che proponi
    Ho già visto che si trova in giro, lo prenderò.
    Non mi hai ancora detto quali sono i tuoi consigli…
    Ciao a tutti.

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  15. nel 68 si diceva ( per molto meno) RIbellarsi è giusto. Altrochè giusto, è un imperativo morale, imperativo.
    Pensate che qui dove sto hanno divelto le panchine davanti alla stazione perchè ci si s edevano 4 poveri barboni un po’ bevuti, e la città è cosparasa di cartelli vietato sedersi, vietatoi bere, mangiare sdraiarsi etc. Gli piace la morte a questa gentaglia, tutti chiusi in causa, impauriti.
    Ma la vita, il cuore l’umanità avrà la meglio, saremo isolati dall’europa più civile ( anche se , vero… anche lì), e faremo la fine dei reietti.

    Sto finendo con la letteratura islandese: adesso basta pecore, ghiacci, nevicate, freddo, sopravvivenza, solitudini. Direi che ho fatto il pieno.
    Pastore di Islanda – piccolo libretto cult della lettartura dell’isola – di Gunnar Gunnarson a me dice poco. Un racconto di Avvento, dove il pastore esce a cercare le pecore disperse nella neve. E rischia la pelle lui, col suo cane e il montone. Perchè lo fa da 27 anni? per istinto salvifico? è una parabola cristiana? Non so, il racconto è efficace, la natura terribile, l’uomo testardo e tenace, i pericoli enormi. Ma uno arretra e si chiede: questa lotta con l’avversità della natura cosa vuole dirmi? che l’uomo buono puo’/deve sfidare il maltempo per dare salvezza?

    Come dice una del mio GdL: in islanda metà della popolazione scrive e l’altra metà legge quello che i primi scrivono… ahaha
    devo scendere più a sud.

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  16. Giornate insofferenti le mie, ( tranne domenica a vedere la piccola ma bella mostra di Gauguin e gli Impressionisti nel magnifico Palazzo Zabarella); desolazione nel vedere l’imbruttimento di un Paese (cioè della gente di questo Paese) invece così pieno di Bellezza. L’intolleranza persino verso quattro barboni ubriachi e innocui, il timore nel fare una passeggiata perchè “le brave persone, quelle indaffarate che lavorano , vanno in auto , mica in bici o a piedi come extracomunitari” ! e poi l’assurdo , angoscioso macigno del ddl Pillon che mi rivolta lo stomaco e le budella.
    Poi , leggendo siti di filosofia incontro una donna che subito mi conquista e di cui mai avevo sentito parlare!
    Ma perchè ?? perché non la conoscevo ???
    Voi forse sì, Adriana Cavarero, professoressa di filosofia, scrittrice e molte altre cose.
    Di lei ho ascoltato 25 minuti di un vecchio intervento in un liceo, ma quant’è ancora attuale! un punto di vista così nuovo per me ma anche naturale e in cui mi riconosco sulle differenze, l’unicità di ciascuno, gli stereotipi di genere.. e poi il suo studio approfondito su Platone, insomma la leggerò appena possibile!
    L’avete letta ?
    Incollo il link se vi interessa, la seconda metà ancora più interessante della prima.
    E’bello scoprire nuove voci, che se nuove non sono ma per me sì, lenisce un po’ la mia insofferenza e mitiga un po’ l’imbruttimento..

    http://www.raiscuola.rai.it/programma-unita/adriana-cavarero-il-racconto-dellidentit%C3%A0/273/16220/default.aspx

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  17. @ Cristina certo che no. Non dimentichiamo Il libro (tra i più belli) letto nel 2018.
    Sono tanti ma io non posso soffrire le lunghe liste che al lettore non servono a nulla,scelgo un libro tra i più belli. Bisogna. subito dire che si deve per forza partire da uno dei più noti e tipici romanzi del meraviglioso Henry James RITRATTO DI SIGNORA ( c’è stato anche un bellissimo film con Nicole Kidman). Il finale tipico di James è misterioso.Tutti i lettori , con quella porta lasciata aperta nel giardino inglese, gelido e bianco di neve si sono chiesti. ” che sarà di Isabel,…….?
    Così. deve aver pensato il mio scrittore PREFERITO John Banville, che con James ha di certo in comune l’ interesse per la Psiche delle sue creature letterarie e non certo per le avventure , e e’ in questa chiave, l’ inconscio Froidiano, che JB trasloca la bella e complessa Isabel dall’ 800 al 900. Isabel per Henrj James è una donna che si interroga continuamente su ciò. che sta pensando. Banville spinge. più avanti su questa strada.
    Ma a fare di ISABEL un libro luminoso e ammaliante e’ il piacere con cui Banville si abbandonaai dettagli di luoghi e personaggi delle peregrinazioni di Isabel dall’ Inghilterra. all’Italia , un amore dello sguardo che sj ferma sulle piazze alberate inglesi , e sulla campagna toscana. e molti luoghi e atmosfere. Alla fine, come ci fa notare Banville, questo gioco , senza tregua, tra i coniugi non sia una partita. già. scritta tra vittima e carnefice ma ” una persecuzione reciproca”.
    ISABEL di John Banville. ed Guanda.
    un romanzo vero, senza messaggi. Cam

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  18. ( MESSAGGIO PER CAMILLA SOPRATTUTTO DI UNA VECCHIA AMICA DI UN ALTRO BLOG)
    Camilla! ho copiaincollato il tuocommento a ISABEL a Stefanie e Valeria ( do you remember vero??)

    Ecco il feed Back di Valeria, ti farà piacere:

    Cam sempre superlativa. E il suo amore per Banville sempre acceso. Uno dei libri che DEVO leggere. Per il mio amore per James, più che altro.

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  19. @Jezabel
    Jez, mi riferivo al fatto che racconti di scrivere da scuola: osservato da fuori, e magari da occhi maliziosi, può apparire (non a me) una perdita di tempo a danno dei doveri di dipendente pubblica. Però, come ti dicevo, sono fatti tuoi, io parlavo in modo disinteressato.

    @Tutti
    Già sapete che mi piacciono molto i libri dedicati alla memoria storica quindi comprenderete il mio apprezzamento per questo lavoro che della memoria storica studia proprio la sua materiale concretizzazione nei monumenti edificati dalle dittature:

    ►“Memorie di pietra: i monumenti delle dittature”, a cura di Gian Piero Piretto, Cortina, 2014, 272 p.

    Questi libri qui mi piacciono, in generale, perché ripercorrono i fatti storici facendoci capire come il potere politico, e non solo nelle dittature, riesca a manipolarne la memoria nel corso del tempo, ora celebrando oppure passando sotto silenzio una ricorrenza, erigendo una statua o decretandone il suo spostamento, istituendo una festa nazionale o sopprimendola. Ecco, il libro curato da Piretto (alcuni scritti sono ad opera di altri autori) soddisfa proprio queste curiosità, è un libro di storia, ma è anche un libro sul presente perché ci spiega come la storia sia vissuta e percepita in molti paesi che hanno conosciuto la dittatura (ci sono articoli sull’Albania, sulla ex DDR, sulla ex Jugoslavia, sulla Corea del Nord, sui sacrari italiani costruiti durante il ventennio di regime fascista e altro ancora).

    Se poi pensate che nel libro c’è un capitolo dedicato al mausoleo sovietico di Berlino, al Treptower Park, dove sono sepolti i soldati dell’Armata Rossa morti durante la battaglia di Berlino, capirete il mio entusiasmo. Qualche anno fa ho visitato con profonda emozione questo luogo della memoria, tra l’altro, casualmente, era proprio un 22 giugno (data d’inizio dell’operazione Barbarossa, nel 1941).

    Sul comportamento dei soldati sovietici durante questo scorcio della seconda guerra mondiale si possono dire tante cose, la loro marcia verso ovest si macchiò anche di nefandezze (è noto l’alto numero di stupri a danno delle donne tedesche), ma è pur vero che per sconfiggere Hitler, volenti o nolenti, hanno sacrificato la loro vita. Visitare questo posto scatena sentimenti contrastanti e un tumulto di pensieri che ho riprovato leggendo queste venti pagine. (Gian Piero Piretto,”Il monumentale mausoleo sovietico al Treptower Park di Berlino”, pp.181/205).

    Chi ama la storia non può non godere di questo libro!

    Ciao,
    Mariangela

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  20. @ Cristina per Stefania e Valeria

    Grazie cris, mi fai sempre felice ( attimo fuggente ma lucente) quando. mi dici delle due splendide Stefania e Valeria. E grazie a Valeria per il suo bel pensiero. Anch’io adoro the master Henry James, ( ne amo tanti scrittrici e scrittori : sono una donna tremenda) un abbraccio Cam
    @ Marian Vorrei ma non riesco a starti dietro nei meandri dei tuoi codici. Baci Cam

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  21. @ chi vuole leggere.
    Lo so che la mia ammirazione per John Banville è assai poco condivisa .Io lo considero il miglior scrittore. vivente perché
    * originalità, intelligenza a palate :
    non dà MAI. giudizi morali,
    e’ un romanziere vivissimo dopo “la dichiarata morte del romanzo ottocentesca”
    nessun protagonista e’ mai eroico ma neppure. cattivo.
    i suoi romanzi sono leggibili più e più. volte e sembrano sempre diversi. I comportamenti dei protagonisti sono sempre ” inimmaginabili” . E’ un piacevolissimo misto tra Proust e Beckett . Insomma a me piace assai. Non parlo dei gialli ( sono un altra scrittura, un altra anima , sono belli in modo normale).
    Non ho mai ( fino ad ora, )trovato un vero amante di Banville tra le amiche/i. Lo amano solo pesi massimi. Magris per es. e non mi ricordo al momento gli altri. Ma lo amo io e mi basta . ciao ciao. Cam

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  22. seguito : come per Proust non è. possibile capire davvero Banville: come per Proust occorre averlo letto TUTTO o quasi. Come per Proust. Non so perché. 😃 Cam

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  23. @Tutti@camilla
    Camilla, a quali codici ti riferisci? Vuoi dire il libro di cui ho scritto oggi? Quello è un signor libro per gli appassionati di memoria storica, altro che, inoltre Gian Piero Piretto era in lista da un po’: penso sia una firma imprescindibile per la storia e la cultura sovietica, lo vedo dai titoli dei suoi libri. E anche loro sono in elenco da qualche anno, accidenti! Tempo tiranno!

    Perché dici che qui nessuno ama Banvile, quando sai che io, anche su tuo suggerimento, l’ho letto, apprezzato e condiviso con altri lettori? Certo, non ho letto tutto di questo autore, ma i due romanzi che avevo scelto erano veramente molto belli, al top, proprio. Mi viene sempre da affiancare Banville a Julian Barnes: forse per la poesia e la profondità della loro scrittura.

    Ciao
    Mari

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  24. @ Marian intendo per “codici” una serie di scritti .Il significato e’ molto ampio , etimologicamente, perciò mi e’. venuto di usarlo. Mi viene difficile starti dietro a volte, mi piacerebbe dialogare con semplicità. Se hai letto Banville sono Contenta per te. ciao ciao Cam

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  25. Mariangela, com’è che non capisci mai quello che scrive Camilla e la prendi alla lettera? su dai, fai la brava, per favore,
    fai dei salti allucinanti e bizzzarri nelle tue letture, quindi che unoi non capisca i tuoi codici ( quelli che ti guidano insomma) è normale no?

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  26. @Cristina @Camilla @tutti
    In effetti negli ultimi mesi, quasi per caso, ma non del tutto forse, ho provato a leggere su argomenti mai esplorati prima e devo dire che anche in lettura concedersi qualche “salto”, ogni tanto fa bene (Cristina, cosa c’è di allucinante nel variare un po’ le proprie letture e spaziare tra generi diversi?)

    Ho provato alcuni testi concentrati sulla tematica del lavoro e, devo dirlo, inaspettatamente, li ho trovati molto interessanti. Chi l’avrebbe detto?

    https://gruppodilettura.com/2010/01/28/granta-109-work-lintero-numero-dedicato-al-lavoro/comment-page-1/#comment-74173

    Ciao
    Mariangela

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  27. variare un po’… alla faccia! vabbè.
    Non c’è nessun male, Marianmgela, solo che io e Camilla non riusciamo a seguire. A noi serve un filo – letterario, stilistico, emotivo – per allargare la conoscenza come un cerchio nell’acqua. Quindi restiamo sbalordite e incapaci di s eguirti. Tutto là.
    Tu destabilizzi saltando di palo in frasca. Poi liberissima, ci mancherenbbe

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  28. @Cristina @Camilla @tutti
    Un po’ di destabilizzazione, rispetto alle nostre certezze, fa bene sempre, secondo me, in lettura poi, per me la destabilizzazione è l’obiettivo del confronto con gli altri, perché permette nuovi punti di vista.

    Si deve poi tenere conto che l’attualità mi lascia piuttosto iniifferente, è il libro che mi apre nuove visuali, che mi fa percepire il problema. Proprio ultimamente ho avuto modo di scorrere i cataloghi della Ediesse, della Mabifestolibri e di Gruppo Abele: libri molto interessanti, a forte impatto emotivo, per me, peccato che i gruppi di lettura solo raramente considerino i libri di saggistica di questo tipo.

    Ciao,
    Mariangela

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  29. @ Marian Va bene Marian, leggi come ti piace e ti dà più soddisfazione. Peccato che non si possa quasi mai essere “co/lettori “.Non e’. sempre stato così : ricordo sempre i dialoghi quando leggevi Musil, per esempio. A me piaceva molto. Buone letture e “scoperte”. Un abbraccio. Cam

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  30. @Cristina @Camilla @tutti @Dani
    Cam, diciamo che voi mi sgridate sempre, anche quando mi avvicino io ai problemi dell’attualità, e senza fatica tra l’altro, leggendo con piacere, io che sono sempre stata rimproverata di non occuparmi del mondo attuale!

    Coi romanzi è diverso, soprattutto se si tratta di libri conosciuti da chi scrive e da chi legge. Io sto proseguendo l’ascolto de “I miserabili”, sono alla divagazione su Waterloo, sul congresso di Vienna, sulla società che sembra nascere da quella sconfitta, ma che in realtà non può cancellare il ‘700 e la rivoluzione; bello, veramente, una digressione molto lunga, quella su Waterloo, che puoi concedere solo a un grande! Volevo appiccicare qui uno stralcio, ma sarebbe stato troppo lungo. Lo finirò lentamente questo classicone, non prima di giugno, ma sono contenta di essermici buttata.
    Mari

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  31. Domanda: secondo voi I miserabili è un classico?
    me lo sto chiedendo. ( Mari non è una domanda polemica nei tuoi confronti, sia chiaro subito)

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  32. Ciao, concordo con te Camilla, la co-lettura è quasi impossibile, almeno per me: seguo percorsi e fili di lettura personalissimi, eterogenei e diversi . Oltretutto leggo riviste di economia, filosofia, politica estera e ciò mi lascia poco tempo per la letteratura pura. Ma va bene così, in questo momento è ciò che mi serve, poi, quando è troppo e la testa comincia a scoppiare di troppe voci e opinioni , salto sul nastro del distopico e della poesia e ritrovo la mia voce interiore e i silenzi che mi mancavano.

    In questo momento sul comodino accanto a Cechov c’è 1984 di Orwell, momentaneamente in standby, a favore del testo teatrale sulla Shoa di Alessandro Izzo “La valigia dei destini incrociati” di cui la scorsa settimana ho visto il bellissimo spettacolo, così semplicemente e poeticamente profondo ,emozionante, necessario; bravissima la compagnia Bertolt Brecht Formia.

    In lettura articoli e interventi della rivista Micromega (2017). Vol. 8: Gli intellettuali giudicano la religione, e il dossier interessantissimo “L’esperienza del bello” della rivista La chiave di Sophia in cui ho anche scoperto la filosofa Adriana Cavarero.

    Di poesia ho appena finito di leggere “Bestia di gioia” di Mariangela Gualtieri e “La bambina pugile. ovvero La precisione dell’amore” di Chandra Livia Candiani .

    Per mia figlia sto leggendo ad alta voce Momo del grandissimo Michael Ende, per il distopico ho finito il primo volume della serie Berlin, assai semplice ma accattivante, Fabio Geda ( molto più noto per “Nel mare ci sono i coccodrilli” ) è un italiano che merita una bella chance.

    Ho anche molta voglia di leggere arte, in particolare gli scritti di Rothko ( appena visto alla Tate Modern) ma è in arrivo dalla mia biblio “Boy erased. Vite cancellate”. di Garrard Conley .

    Penso che prossimamente per un po’ mi focalizzerò solo su un paio di letture, per non incorrere in quel senso di dispersione sempre in agguato quando si leggono varie cose contemporaneamente.

    Ecco: per una lettura condivisa dovrei trovare un gruppo di lettura , purtroppo non ne ho vicini, mi piacerebbe molto provare questa esperienza che mi manca !

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  33. Cara, hai citato MNariangela Gualtieri che io amo, e vado a sentire incantata appena posso. e Chandra che mi incuriosisce e che sto iniziando a conoscere.
    MOMO è splendido quanto mi divertii all’epoca quando lo leggevo a mio figlio!

    ma tu dove lo trovi il tempo per leggere tutta quella roba? interssante oltre ogni dire, sia chiaro
    brava!!

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  34. @Cri macché brava, per seguire attualità ed economia spesso ci metto un mese o due a leggere un romanzo! 🙂 però va a periodi, in effetti gli ultimi due mesi senza connessione internet quindi senza Netflix (croce e delizia) hanno aiutato ! ah ah!
    Il tempo è pochissimo, infatti sono molte settimane che non prendo il domenicale del Sole o Robinson o La lettura per non accumulare!
    Comincio a sentire il bisogno di trovare un autore o una autrice a cui affezionarmi per un po’, approfondirli, farli diventare di famiglia..se mi capisci.. ah e quanti dei vostri consigli sono in attesa!
    Buona serata!

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  35. @ Editalara qualche. volta,raramente, si avvera una vera ” lettura condivisa”.
    Un unico libro oppure un unico autore possono ceare un continuo dialogo anche tra persone lontane l’ una dall’ altra.
    Quando avevo il longevo gruppo di lettura di nome Le Benevole si riuscì a condividere veramente , in sette persone un bel romanzo di Andrew S. Greer
    LE CONFESSIONI. DI MAX TIVOLI. Fu unica questa bellissima avventura ma la ricordo ancora con un brividino. assai piacevole. Anche su un romanzo di David Grossman successe , con una amica, Maria Rosa, una condivisione lacrime (vere) e sangue.Tra un incontro e l’altro stavamo appiccicate al telefono più. volte al giorno. Esperienze forti, passionali. Rare.
    Il titolo : CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO. baci Cam

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  36. @Editalara aggiungo un pensiero. di John Berger
    ” La maggior parte delle storie amiamo raccontarle a voce alta,perché. chi narra spera che, raccontandolo, un fatto anonimo possa diventare familiare o intimo. ”
    Cam

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  37. @Editalara @Tutti
    Edit, grazie per avere citato anche le riviste. Hai ragione, è il tempo che manca, poi tu con la bimba piccola, non so proprio come fai. E infatti volevo vedere qualcosa della filosofa che avevi già citato, ma adesso proprio non ho spazio per una new entry.

    L’esperienza di un gruppo di lettura devi farla, non ti aspettare tutte rose e fiori, ma vale comunque la pena. Da quello che vedo, cercando qui e là, sono pochi i gruppi che discutono libri di saggistica: troppo consolidato il pregiudizio che la vuole fredda e lontana dal cuore.

    @Cristina @Tutti
    Cristina, lo so che non è polemica, però non capisco: che “I miserabili” siano un classico, secondo me, non è revocabile in dubbio!!

    Mari

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  38. @Camilla: Anch’io ho letto Che tu sia per me il coltello, e mi è piaciuto tanto il modo molto particolare in cui questo romanzo epistolare è strutturato. All’inizio tu leggi soltanto le lettere dell’ uomo, poi ad un certo punto lui smette di scriverle e a quel punto iniziano le lettere della donna, che lo supplica di ricominciare la loro relazione epistolare. E poi alla fine si esce dallo schema epistolare per passare ad un altro tipo di contatto non diretto, quello telefonico… geniale!
    Le lettere di lei sono molto più carine. Non solo come stile, ma anche come contenuti: infatti lei quando scrive a Yair gli racconta dei fatti concreti, del tipo “A mio figlio è successo questo, a mio marito è successo quest’altro”; lui invece scrive soprattutto della sua ossessione per lei, praticamente rimestando sempre la stessa zuppa, dicendo sempre la stessa cosa con parole diverse. Ma alla fine anche le lettere di lui in qualche punto sono gradevoli, quindi nel complesso concordo nel dire che è davvero un romanzo degno di nota.

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  39. @ ww. ma il finale ww, il finale dove lui, narcisista schizzato, fa quasi morire il bambino . per ripicca e lei “la donna” alza per caso gli occhi verso quel calendario e si rende conto di essere finalmente. incinta. E corre fuori , salta in auto e riesce a salvare i due , blu per il freddo , insomma l’ ho letto tanti anni fa ma non lo dimenticherò. …Grossman , su mia richiesta, a Mantova, disse che in Israele moltissimi uomini giovani, sempre in guerra sempre all’erta, pieni di sensi di colpa e di ferocia …difensiva, vanno fuori di testa , come il nostro Y.Roba di anni fa’ . Insomma quelli sono momenti: Grossman, gentilissimo, che ti spiega …Poi mi ha salutata con il cenno di baciamano.Al bar della piazzetta. Da anni non viene. in Italia Grossman e ben pochi scrittori Israeliani. E per me è. una cosa tristissima. ciao cam

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  40. @Camilla: Mi fa piacere che tu abbia un ricordo positivo anche del Grossman uomo oltre che del Grossman scrittore. Riguardo alle sue visite in Italia, non disperare: il nostro è un gran bel paese, quindi chi ci è stato una volta ci torna sempre volentieri. Grazie per la risposta, e buona notte! 🙂

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  41. GRossman viene- anzi veniva – spesso in Italia, con e senza Noah, sua amica. Una volta era spesso da Fazio, ma erano tempi normali e civili. Ora che ci viene a fare in questo paese sporcato e lordo di razzismo e antisemitismo?. David Grossman uno dei miei grandissimi amori

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  42. @ Cristina Editalara Jezabel Dani, Mariangela (?) punto interrogativo , non ricordo tuoi interventi su questa grande scrittrice.@ tutti.
    L’ ultimo libro di Annie Ernaux e’ uscito in Italia nel 2018, si intitola. UNA DONNA (uscì in Francia nel 1987) stessa casa editrice, l’ Orma, tradotto meravigliosamente, come tutti gli altri suoi capolavori.Ecco un grande romanzo con lo stesso incipit de Lo stranieri di Camus.
    Un libro da leggere e rileggere per accettare l’idea che ” l’ inadeguatezza e’. costitutiva. dell’ essere umano, oltre che viatico per qualsiasi forma di conoscenza ” ( E. S.)
    Penso che Ernaux e tutti i suoi libri possano essere i migliori libri letti nel 2018. E su questi libri c’è stata certamente. una corale e convinta co/ lettura.
    Cam

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  43. cAMILLA CREDO CHE L’ULTIMO uscito di Annie Ernaux SIA La VERGOGNA ( USCITO INVECE COL TITOLO l’oNTA ANNI FA).
    UNo di quelli che io ho amato di più.

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