Libri e luoghi

A questo blog piacciono molto i libri di W.G. Sebald e siamo sempre, anche se non lo ammettiamo, alla ricerca di quel tipo di scrittura. (Questo è un articolo in aggiornamento; via via che li incontriamo si citano libri dedicati, in un modo che ci piace, ai luoghi).

Santo Stefano Belbo, foto: gruppodilettura

Aggiornamento 18 ottobre 2021

In questi giorni esce il nuovo libro di Jan Brokken, L’anima delle città, Iperborea, 2021. Così lo presenta l’editore:

“La Parigi di Satie, la Amsterdam di Mahler, la Bologna di Morandi, la Cagliari di Eva Mameli Calvino e tante altre. Storie, ritratti d’artista, reportage, in una sentimentale flâneurie metropolitana”.

Aggiornamento 24 settembre 2021

Iosif Brodskij, Fuga da Bisanzio, Adelphi – (Su Leningrado) grazie a Renza del suggerimento.
Adam Zagajewski, Tradimento, Adelphi, (Su Leopoli) grazie ancora a Renza.

14 settembre 2021

Ci fa molto piacere e genera speranza e attesa quanto scrive Leonardo G. Luccone su “Robinson” del 4 settembre 2021 in un articolo dedicato a Nella foresta delle metropoli di Karl-Markus Gauss, Keller, un “diario di viaggio della memoria nella memoria dell’Europa, ‘un libro di divagazioni’ che accetta di prendere molte delle ‘traverse possibili’ in un’esplorazione di microcosmi legati da rapporti segreti. Spigoli di mondi che non troverete in nessuna guida turistica o su nessuna pagina del web. Per Gauss le persone sono le radici dei luoghi; i luoghi sono graffiti delle generazioni; le architetture asintoti del territorio: Gauss si sintonizza come nessuno sull”’ethos della resistenza’, sulle ragioni di chi sta al margine”.


Ebbene ci sono molti motivi per andare più a fondo con questo libro, anche per andare oltre Sebald. È quindi il primo di questa serie di segnalazioni di libri sui “luoghi”, giusto per trovare una definizione facile da ricordare.

  • Karl-Markus Gauss, Nella foresta delle metropoli, Keller.

Come ricorda Luccone, vale la pena ricordare anche altri titoli di Keller, in questo percorso nei luoghi, ordinati nella collana Razione K. Su questa collana vorrei tornare presto. 

La settimana successiva, comunque, sempre Robinson ci ha ricordato:

• Saša Stanišić, Origini, Keller.

Scrive Melania Mazzucco di questi libro: “Con balcanica libertà narrativa, senza vincoli di genere, scompiglia i piani cronologici del racconto, rimescola i ricordi autobiografici di ragazzino orgoglioso di essere jugoslavo nella Visegrad multietnica degli anni ’80 con quelli, a volte immaginari, dei nonni, e in particolare di Kristina, l’altra vera protagonista. Rimasta indietro, sola, l’anziana nonna è sopravvissuta alla guerra civile: ma nel 2007 ha iniziato a perdere la memoria, sua e della famiglia, di cui è l’ultima depositaria”.

Qui e ora ricordo solo alcuni altri titoli che rientrano in questa linea a suo modo dedicata ai “luoghi” alla quale vorrei prestare un po’ di attenzione, magari per un nuovo gruppo di lettura (che ne pensate?) Ovviamente i titoli possibili sono centinaia. Vorrei ricavare una linea più scarna, in cui non ci siano troppi libri/autori. Poi vedremo anche di definirla.

Cominciamo con 

  • Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957, ora pubblicato da Bompiani.
  • Pier Paolo Pasolini, La lunga strada di sabbia, reportage del 1959 per la rivista “Successo”. Ora pubblicato da Guanda.

E poi:

  • Claudio Magris, Danubio
  • Claudio Magris, Microcosmi
  • Claudio Magris, L’infinito viaggiare (tutti da Garzanti)
  • Marcello Fois, In Sardegna non c’è il mare (Laterza)

Ma anche (un po’ a memoria): 

  • Jan Brokken, Anime baltiche, Iperborea
  • Stefan Hertmans, Guerra e trementina, Marsilio (Belgio)
  • Szilárd Borbély, I senza terra, Marsilio (Ungheria)
  • Teju Cole, Città aperta, Einaudi (ne avevamo parlato qui) (New York City)
  • William Least Heat-Moon, Strade Blu, Einaudi (Stati Uniti)
  • Robert Pirsig, Lo Zen e l’Arte della Manutenzione della Motocicletta, Adelphi (Stati Uniti)

17 commenti

  1. Aggiungerei alcuni testi: di Iosif Brodskij “Fuga da Bisanzio”, Biblioteca Adelphi, con una Leningrado personale e affascinante e ” Fondamenta degli incurabili” , Piccola Biblioteca Adelphi, su Venezia.

    Di Adam Zagajewski “Tradimento” , Biblioteca Adelphi, su Leopoli ” cristallizzata dalla memoria e purificata dalla nostalgia”.

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  2. @tutti

    Per Norvegia, Schleswig Holstein e Isole Frisone, il mio libro è questo:

    ► Giorgio Manganelli, “L’isola pianeta e altri settentrioni”, Adelphi, 2006

    Impareggiabile, la prosa di Manganelli, è quasi poesia!

    Mariangela

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  3. @tutti

    Per l’Italia, oltre a Piovene, già ricordato da Luigi, avevo apprezzato questa raccolta:

    ► Nino Savarese, “Cose d’Italia”, Sellerio, 1991

    La descrizione più efficace del paesaggio lombardo io la devo però a Cardarelli:

    ► Vincenzo Cardarelli, “Il cielo sulle città” in “Opere complete”, Mondadori, 1969, “Ritorno a Milano con alcune riflessioni sul viaggiare”

    Mariangela

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  4. @tutti

    Claudio Magris ne “L’infinito viaggiare”, citato anche da Luigi nell’articolo, ricorda Bjornstjerne Bjørnson, cantore del paesaggio norvegese. Scrive di lui l’autore triestino:

    “Ha contribuito a creare lo stereotipo dell’idillio nordico con acque silenti e foreste solitarie, ma ha anche creato un incantevole paesaggio dell’anima, animato da echi e risonanze lontane.”

    [Claudio Magris, “Parrocchia del Nord” in “L’infinito viaggiare”, Mondadori, 2005, pp.196/201]

    Quindi, per un breve viaggio sulla carta alle Lotofen, il mio suggerimento è questo:

    ► Bjornstjerne Bjørnson, “Una nuova rotta estiva” in “Opere”, prefazione di Carlo Picchio, UTET, 1967, XL, 766 (pp. 677/702)

    Mariangela

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  5. @luigi questo post è fantastico. Questa è la letteratura a cui vorrei dedicarmi sempre, se solo potessi. E Sebald domina il mio Pantheon.
    Così al volo aggiungerei LE CIVETTE IMPOSSIBILI di Brian Philips x Adelphi, e alcune cose di Cees Noteboom x Iperborea, ad esempio Tumbas e Il libro dei giorni. E ancora il Simenon di Europa 33 (gran libro).
    Ma ci penso ancora, sicuramente c’è tanto che può rientrare nel genere.
    Ma….la prima foto fatta a Santo Stefano Belbo? Non riconosco la casa ed è il mio paese 🙂

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  6. Tra le letture recenti che mi hanno ricordato il grande Sebald vorrei segnalare:

    Geoff Dyer – sabbie bianche – il sesso nelle camere d’albergo – amore a venezia, morte a varanasi;
    Lawrence Osborne – cacciatori nel buio – bangkok – il turista nudo;

    e poi un altro che mi piaciuto parecchio e’ PIANURA di Marco Belpoliti.

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  7. Per molto tempo non ho potuto seguire il blog ora trovo i bellissimi suggerimenti di Luigi. Aggiungerei almeno DOLORE E RAGIONE e PROFILO DI CHIO, davvero “ salva vita “ oltre che bellissimi.
    un grandissimo che qui non ho mai incontrato è MATHIAS ENARD, il suo BUSSOLA è portentoso è ricchissimo di sapere in tutti i campi della cultura.
    Di CLAUDIO MAGRIS ho sempre nel cuore le parole finali di DANUBIO: sono un breve verso di un grande poeta, Biagio Marin….”fa che la morte mia sia come el scorer del fiume ne tel mar grando”
    è il dialetto di Magris.

    Ciao, ciao Cam

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  8. Errata-corrige. Ho dimenticato di scrivere che i due testi di Adelphi sono di Brodskij,e il verso del poeta Biagio Marin dice “ …fa che la morte mia. l Signor. la sia. (
    . como el score del fiume in tel mar grando (dialetto di Marin)
    Uffa. Chiedo scusa sono senza occhiali. Cam

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  9. @tutti

    Utilissimo questo articolo! Sto tirando giù tutti i vostri titoli e intanto cerco di farmi venire in mente quelli dei libri di viaggio che sono piaciuti a me, per fortuna l’OPAC sopperisce alla scarsa memoria (e al fatto che non trovo più gli elenchi di qualche anno fa!); questo, sono sicura, mi era piaciuto:

    ► Wolfgang Büscher, “Germania, un viaggio”, Voland, 2009

    Ciao,
    Mari

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  10. Cari tutti,in parricolare Marian, e Dani ,
    Segnalo Kimamanda Ngozi Adichie QUELLA COSA INTORNO AL COLLO. ,e APPUNTI SUL DOLORE.
    di MATHIAS Enard. IL BANCHETTO ANNUALE DELLA CONFRATERNITA DEI BECCHINI. , romanzo prodigioso
    Di tutt’altro genere. segnalo Maria Stephanova MEMORIA DELLA MEMORIA

    Cam

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  11. @Camilla
    Grazie!

    @tutti
    Per una definizione poetica e precisa del concetto di viaggio, non posso non tornare a Manganelli, impareggiabili in questo senso le pagine di “Viatico”; aspro e silenzioso il suo Abruzzo ne “Il segreto dei secoli”; ma è per come sa parlarmi dei cieli e del tempo atmosferico che per me Manganelli è un grande! Ne dà prova ne “La lenta ostinazione del tempo”. Sono pezzi che ho appezzato qualche annetto fa in questo libro:

    ► Giorgio Manganelli, “La favola pitagorica: luoghi italiani”, Adelphi, 2005

    L’avete letto?

    Mariangela

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  12. Ah questo post! Devo trovare anch’io il tempo di segnarmi tutti i consigli, come ha fatto Mariangela.
    @Luigi, allora non sai dirmi nulla sulla foto?
    @gente tutta, a proposito di luoghi. Venite sulle tracce di Pavese. Sarò felice di accompagnarvi, tra quei quattro tetti perché “Io vengo di là”

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