Libri e luoghi

A questo blog piacciono molto i libri di W.G. Sebald e siamo sempre, anche se non lo ammettiamo, alla ricerca di quel tipo di scrittura. (Questo è un articolo in aggiornamento; via via che li incontriamo si citano libri dedicati, in un modo che ci piace, ai luoghi).

28 settembre 2022

Oggi un libro su Londra. In particolare sull’evoluzione fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta che trasformò la città, rinnovandone, anche ideologicamente, il mito. Il libro è: John Davis, Waterloo Sunrise: London from the Sixties to Thatcher, Princeton, 2022. Ne scrive Florence Sutcliffe-Braithwaite sulla London Review of Books, Chelseafication (c’è un paywall ma un articolo al mese si legge gratis). Dice Sutcliffe-Braithwaite: «As John Davis points out, the idea that London started to ‘swing’ in the 1960s was largely the concoction of journalists in need of a story, most of them American. But in Soho and on the King’s Road in Chelsea, ideas were taking shape that would eventually change what people all over the country wore, what they listened to and what their houses looked like».

26 settembre 2022

Più che un libro su un luogo è un libro su un viaggio e la storia di un altro viaggio. Si tratta del lavoro di Tim Parks, Il cammino dell’eroe. A piedi con Garibaldi da Roma a Ravenna, Rizzoli, 2022. Lo scrittore inglese, insieme a sua moglie Eleonora, nell’estate del 2019 ha percorso a piedi il tragitto di Giuseppe Garibaldi, con Anita e altre 4800 persone, nel 1849 dopo la caduta della Repubblica Romana. Braccati da spagnoli e napoletani a sud, dai francesi attorno a Roma e dagli austriaci a nord, riuscirono a fuggire fino a San Marino, dove si separarono. Garibaldi e Anita, accompagnati da duecento seguaci, arrivarono fino a Cesenatico. Da lì volevano andare a Venezia, dove ancora resisteva la Repubblica. Vennero però intercettati dalle navi austriache vicino a Comacchio dove presero terra in ordine sparso. La maggior parte venne imprigionata, molti fucilati. Garibaldi perse Anita incinta e ammalata e da Ravenna riuscì a fuggire. Ebbene: Parks, segue le tracce di questa fuga, ma racconta anche il presente dei luoghi, avvicinati e raggiunti, passo dopo passo.

21 settembre 2022

Dopo alcuni mesi un aggiornamento: propongo: Palermo. Un’autobiografia nella luce di Ramak Fazel e Giorgio Vasta, Humboldt Books. Scrive su Doppiozero Carola Allemandi:
“l’elegantissimo, potente esempio di quanto gli occhi e la parola possano trovarsi abbagliati, disorientati nel complesso di un’urbanità che non lascia scampo, di un’umanità che senz’altro è lì, sempre apparentemente uguale a se stessa, da millenni.”
Un libro di immagini e parole.
Dice la scheda dell’editore:
“In questo vortice di immagini Fazel inventa con il suo sguardo una Palermo sospesa, una città fatta di penombra dove, nel bel mezzo di una sterpaglia, è possibile imbattersi in un dinosauro. Ritratto di Palermo in soggettiva selvaggia, resa dei conti con il passato, nella rara bellezza della lingua esatta di Vasta si compone un’autobiografia paradossale, sulle tracce di un’archeologia di memorie e visioni: la fuga si dissolve in un’immagine nitidissima, irreale e struggente, in cui possiamo riconoscere la forma di ciò che per ciascuno di noi ha nome mancanza”.

20 aprile 2022

Inevitabile per me aggiungere anche qui il folgorante piccolo libro di Daniel Mendelsohn, Tre anelli. Una storia di esilio, narrazione e destino, Einaudi, 2022. È un libro su come si racconta (e si legge), ma c’entrano tanto, forse soprattutto, i luoghi: Istanbul, Cipro, l’Ucraina e la Polonia, la Grecia di Omero, l’Inghilterra meridionale percorsa da W.G. Sebald. Un libro che è anche una dialettica fra l’esser costretti in casa da una sorta di depressione e proiettarsi nel mondo.
Già che ci siamo ci metto anche la riscoperta di Vincenzo Consolo e della sua Sicilia (Cefalù, Alcara Li Fusi fra gli altri) dentro Il sorriso dell’ignoto marinaio Einaudi e Mondadori). Su Consolo e la Sicilia merita attenzione: Ada Bellanova, Un eccezionale Baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo, Mimesis/Punti di vista, Milano-Udine 2021: trovate una sintesi dei temi qui.

25 marzo 2022

Da un bel po’ non si aggiorna questo post. Oggi vi propongo questo libro di Paolo Inghilleri,
I luoghi che curano, Cortina,
2021.
Così la quarta:
“Un malessere diffuso sembra oggi essere presente: insoddisfazione, insicurezza, timore per il futuro che possono diventare ansia, depressione, apatia. Il libro descrive le cause psicosociali di questo stare male: dalla troppa possibilità di scelta al doversi confrontare con altre culture, dalla crisi economica al destino incerto del pianeta. Ma ognuno di noi possiede, biologicamente e come specie, fattori protettivi: la capacità, attraverso l’empatia, di comprendere l’altro e di collaborare, la predisposizione alla resilienza, la tendenza innata a raggiungere stati esperienziali positivi. Partendo da queste premesse, l’autore affronta il tema della cura, non in generale ma rispetto agli effetti terapeutici dei luoghi, degli oggetti e della natura e illustra come devono essere i paesaggi, le città o le costruzioni architettoniche che possono “curare” e farci star bene. Lo fa percorrendo casi reali, dagli slums di Mumbai alle opere di grandi architetti come Aravena, Boeri e Piano, dall’uso dei beni comuni a quello della propria casa. Una parte importante è dedicata agli effetti benefici della natura sulla psiche e sul comportamento e a come tutto questo si interseca con il futuro ambientale del pianeta e con ciò che ci ha insegnato la pandemia del coronavirus.”

18 novembre 2021

In un mercato, prevalentemente di alimentari, ho trovato un paio di bancarelle con dei libri. Una aveva in bella mostra una recente ristampa dello splendido Le voci di Marrakech di Elias Canetti (Adelphi). Penso sia necessario aggiungerlo a questa lista. Prima di tutto perché qui Canetti ci offre una prova molto bella di scrittura istantanea dettata dal soggiorno in una città; poi perché la Marrakech degli anni ’50 del secolo scorso aveva un fascino umano e letterario davvero notevole.

14 novembre 2021

Oggi qualche libro su Milano:
– Gaia Manzini, A Milano con Luciano Bianciardi. Alla scoperta della città romantica, Giulio Perrone Editore, 2021.
– (A cura di Gianni Biondillo), Miracolo a Milano. Un omaggio a un film e a una città, EuroMilano, 2021.
–Jacopo Lareno Faccini, Alice Ranzini, L’ultima Milano. Cronache dai margini di una città, Fondazione Feltrinelli, 2021. Questo libro si occupa di casa, gentrification, rigenerazione urbana, affitti, rendita, poveri e ricchi.
–Matteo Pericoli, Ecco Milano, Rizzoli Lizard, 2021.

29 ottobre 2021

Oggi una breve segnalazione per un saggio: Alessandro Bosco, Milano, il grattacielo e la metropoli. Riletture moderniste dello spazio urbano tra architettura, cinema e letteratura (1956-1963) (Franco Cesati Editore). Così lo presenta l’editore:
«Forse nessun altro oggetto architettonico possiede la carica mitico-simbolica del grattacielo, il quale funge qui da cartina al tornasole per mettere in evidenza il complesso ventaglio di concezioni del moderno che si intersecano nella Milano del boom a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta». 

27 ottobre 2021

Ancora un titolo Iperborea in uscita: Cees Nooteboom, Venezia. Il Leone la città e l’acqua, 2021.

Questa la quarta di copertina:

Un vagabondaggio letterario, storico e filosofico dedicato a Venezia. Un sogno di palazzi e chiese, di potere e denaro, dominio e declino, un paradiso di bellezza.

«Questa è sempre stata una città per forestieri. Il gioco consiste nel far durare un secondo di più l’incertezza, nell’essere veneziano per un microsecondo, prima che abbia luogo l’inevitabile smascheramento. Loro da un lato vivono di noi, dall’altro si sentono minacciati dalla nostra massa e la sera abbandonano la città come una nave che affonda. Ma come fai a spiegargli che non fai parte della massa?» Dopo oltre cinquant’anni di periodici soggiorni a Venezia, Cees Nooteboom offre alla sua città del cuore il proprio tributo di narratore che ha fatto del viaggio una forma di vita. Animato dalla sua inestinguibile curiosità, lo vediamo aprirsi all’imprevisto ogni volta che imbocca una calle, smarrirsi tra gli strati di passato in un luogo che nell’anacronismo ha la sua essenza e in cui i morti non sono mai completamente morti. Prendendo parte a «una conversazione che si protrae nei secoli», quella di Proust, Ruskin, Rilke, Byron, Pound, Goethe, McCarthy, Morand, Brodskij, Montaigne, Casanova, Goldoni, Da Ponte, James, Montale, si addentra nei paesaggi reali della città anfibia, tra mobilità dell’acqua e immobilità della pietra, e si insinua dentro scenari soltanto dipinti o immaginati, per vivere almeno qualcuna delle tante Venezie sognate dai grandi del passato. E quando è sopraffatto dalla sovrabbondanza di storia e di bellezza, cerca angoli più quotidiani, si fa invisibile in un bar, si mimetizza in un campiello e osserva come a teatro la vita veneziana che scorre, aggiungendo altre immagini, altre riflessioni, altre trasfigurazioni al suo particolarissimo ritratto della «città in cui i racconti non si esauriscono mai».

Spero di tornarci presto, Anche sul libro di Karl-Markus Gauss del quale abbiamo parlato qualche giorno fa.

Santo Stefano Belbo, foto: luiginter

Un’altra novità che, se pure di altro segno, ci interessa a proposito di luoghi e di città è la seguente:

Ezio Manzini, Abitare la prossimità. Idee per la città dei 15 minuti, Egea, 2021.

Manzini spiega che questa città “per esistere (e resistere) deve fondarsi su tre pilastri fondamentali: comunità, cura e innovazione digitale. Concetti diversi, talvolta lontani, ma che non possono prescindere gli uni dagli altri nel dare vita a un futuro davvero a misura d’uomo”.
Si parla da alcuni anni, e se n’è parlato parecchio negli ultimi mesi, di “città dei 15 minuti” per esprimere, con uno slogan, l’idea di centri abitati dove tutto quel che serve ai cittadini, compresi la cultura e l’intrattenimento, sia raggiungibile, appunto a 15 minuti di cammino o – ancora più rapidamente – in bicicletta.
È un’idea suggestiva che può aiutare a rendere le nostre città più sostenibili e a farne un ecosistema nel quale sia più facile e piacevole vivere.

Poi aggiungo un libro di qualche anno fa ma davvero imperdibile: Orhan Pamuk, Istambul, Einaudi. È insieme memoir e libro sui luoghi. Splendido.

Aggiornamento 18 ottobre 2021

In questi giorni esce il nuovo libro di Jan Brokken, L’anima delle città, Iperborea, 2021. Così lo presenta l’editore:

“La Parigi di Satie, la Amsterdam di Mahler, la Bologna di Morandi, la Cagliari di Eva Mameli Calvino e tante altre. Storie, ritratti d’artista, reportage, in una sentimentale flâneurie metropolitana”.

Aggiornamento 24 settembre 2021

Iosif Brodskij, Fuga da Bisanzio, Adelphi – (Su Leningrado) grazie a Renza del suggerimento.
Adam Zagajewski, Tradimento, Adelphi, (Su Leopoli) grazie ancora a Renza.

14 settembre 2021

Ci fa molto piacere e genera speranza e attesa quanto scrive Leonardo G. Luccone su “Robinson” del 4 settembre 2021 in un articolo dedicato a Nella foresta delle metropoli di Karl-Markus Gauss, Keller, un “diario di viaggio della memoria nella memoria dell’Europa, ‘un libro di divagazioni’ che accetta di prendere molte delle ‘traverse possibili’ in un’esplorazione di microcosmi legati da rapporti segreti. Spigoli di mondi che non troverete in nessuna guida turistica o su nessuna pagina del web. Per Gauss le persone sono le radici dei luoghi; i luoghi sono graffiti delle generazioni; le architetture asintoti del territorio: Gauss si sintonizza come nessuno sull”’ethos della resistenza’, sulle ragioni di chi sta al margine”.


Ebbene ci sono molti motivi per andare più a fondo con questo libro, anche per andare oltre Sebald. È quindi il primo di questa serie di segnalazioni di libri sui “luoghi”, giusto per trovare una definizione facile da ricordare.

  • Karl-Markus Gauss, Nella foresta delle metropoli, Keller.

Come ricorda Luccone, vale la pena ricordare anche altri titoli di Keller, in questo percorso nei luoghi, ordinati nella collana Razione K. Su questa collana vorrei tornare presto. 

La settimana successiva, comunque, sempre Robinson ci ha ricordato:

Saša Stanišić, Origini, Keller.

Scrive Melania Mazzucco di questi libro: “Con balcanica libertà narrativa, senza vincoli di genere, scompiglia i piani cronologici del racconto, rimescola i ricordi autobiografici di ragazzino orgoglioso di essere jugoslavo nella Visegrad multietnica degli anni ’80 con quelli, a volte immaginari, dei nonni, e in particolare di Kristina, l’altra vera protagonista. Rimasta indietro, sola, l’anziana nonna è sopravvissuta alla guerra civile: ma nel 2007 ha iniziato a perdere la memoria, sua e della famiglia, di cui è l’ultima depositaria”.

Qui e ora ricordo solo alcuni altri titoli che rientrano in questa linea a suo modo dedicata ai “luoghi” alla quale vorrei prestare un po’ di attenzione, magari per un nuovo gruppo di lettura (che ne pensate?) Ovviamente i titoli possibili sono centinaia. Vorrei ricavare una linea più scarna, in cui non ci siano troppi libri/autori. Poi vedremo anche di definirla.

Cominciamo con 

  • Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957, ora pubblicato da Bompiani.
  • Pier Paolo Pasolini, La lunga strada di sabbia, reportage del 1959 per la rivista “Successo”. Ora pubblicato da Guanda.

E poi:

  • Claudio Magris, Danubio
  • Claudio Magris, Microcosmi
  • Claudio Magris, L’infinito viaggiare (tutti da Garzanti)
  • Marcello Fois, In Sardegna non c’è il mare (Laterza)

Ma anche (un po’ a memoria): 

  • Jan Brokken, Anime baltiche, Iperborea
  • Stefan Hertmans, Guerra e trementina, Marsilio (Belgio)
  • Szilárd Borbély, I senza terra, Marsilio (Ungheria)
  • Teju Cole, Città aperta, Einaudi (ne avevamo parlato qui) (New York City)
  • William Least Heat-Moon, Strade Blu, Einaudi (Stati Uniti)
  • Robert Pirsig, Lo Zen e l’Arte della Manutenzione della Motocicletta, Adelphi (Stati Uniti)

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66 risposte a “Libri e luoghi”

  1. Ciao, posso segnalarti un libro scritto a 4 mani da Mauro Leonardi e da me recentemente pubblicato da Bookabook dal titolo la Seminatrice? Mi diresti cosa ne pensi? Grazie Adriana Di Salvo

    https://bookabook.it/libri/la-seminatrice/

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  2. Aggiungerei alcuni testi: di Iosif Brodskij “Fuga da Bisanzio”, Biblioteca Adelphi, con una Leningrado personale e affascinante e ” Fondamenta degli incurabili” , Piccola Biblioteca Adelphi, su Venezia.

    Di Adam Zagajewski “Tradimento” , Biblioteca Adelphi, su Leopoli ” cristallizzata dalla memoria e purificata dalla nostalgia”.

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  3. Grazie Renza! aggiungo alla lista; quando te ne vengono in mente o ne scopri altri, me lo scrivi? (vale, naturalmente, per tutti eh!)

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  4. @tutti

    Per Norvegia, Schleswig Holstein e Isole Frisone, il mio libro è questo:

    ► Giorgio Manganelli, “L’isola pianeta e altri settentrioni”, Adelphi, 2006

    Impareggiabile, la prosa di Manganelli, è quasi poesia!

    Mariangela

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  5. @tutti

    Per l’Italia, oltre a Piovene, già ricordato da Luigi, avevo apprezzato questa raccolta:

    ► Nino Savarese, “Cose d’Italia”, Sellerio, 1991

    La descrizione più efficace del paesaggio lombardo io la devo però a Cardarelli:

    ► Vincenzo Cardarelli, “Il cielo sulle città” in “Opere complete”, Mondadori, 1969, “Ritorno a Milano con alcune riflessioni sul viaggiare”

    Mariangela

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  6. @tutti

    Claudio Magris ne “L’infinito viaggiare”, citato anche da Luigi nell’articolo, ricorda Bjornstjerne Bjørnson, cantore del paesaggio norvegese. Scrive di lui l’autore triestino:

    “Ha contribuito a creare lo stereotipo dell’idillio nordico con acque silenti e foreste solitarie, ma ha anche creato un incantevole paesaggio dell’anima, animato da echi e risonanze lontane.”

    [Claudio Magris, “Parrocchia del Nord” in “L’infinito viaggiare”, Mondadori, 2005, pp.196/201]

    Quindi, per un breve viaggio sulla carta alle Lotofen, il mio suggerimento è questo:

    ► Bjornstjerne Bjørnson, “Una nuova rotta estiva” in “Opere”, prefazione di Carlo Picchio, UTET, 1967, XL, 766 (pp. 677/702)

    Mariangela

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  7. @luigi questo post è fantastico. Questa è la letteratura a cui vorrei dedicarmi sempre, se solo potessi. E Sebald domina il mio Pantheon.
    Così al volo aggiungerei LE CIVETTE IMPOSSIBILI di Brian Philips x Adelphi, e alcune cose di Cees Noteboom x Iperborea, ad esempio Tumbas e Il libro dei giorni. E ancora il Simenon di Europa 33 (gran libro).
    Ma ci penso ancora, sicuramente c’è tanto che può rientrare nel genere.
    Ma….la prima foto fatta a Santo Stefano Belbo? Non riconosco la casa ed è il mio paese 🙂

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  8. Tra le letture recenti che mi hanno ricordato il grande Sebald vorrei segnalare:

    Geoff Dyer – sabbie bianche – il sesso nelle camere d’albergo – amore a venezia, morte a varanasi;
    Lawrence Osborne – cacciatori nel buio – bangkok – il turista nudo;

    e poi un altro che mi piaciuto parecchio e’ PIANURA di Marco Belpoliti.

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  9. Per molto tempo non ho potuto seguire il blog ora trovo i bellissimi suggerimenti di Luigi. Aggiungerei almeno DOLORE E RAGIONE e PROFILO DI CHIO, davvero “ salva vita “ oltre che bellissimi.
    un grandissimo che qui non ho mai incontrato è MATHIAS ENARD, il suo BUSSOLA è portentoso è ricchissimo di sapere in tutti i campi della cultura.
    Di CLAUDIO MAGRIS ho sempre nel cuore le parole finali di DANUBIO: sono un breve verso di un grande poeta, Biagio Marin….”fa che la morte mia sia come el scorer del fiume ne tel mar grando”
    è il dialetto di Magris.

    Ciao, ciao Cam

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    1. @tutti

      Utilissimo questo articolo! Sto tirando giù tutti i vostri titoli e intanto cerco di farmi venire in mente quelli dei libri di viaggio che sono piaciuti a me, per fortuna l’OPAC sopperisce alla scarsa memoria (e al fatto che non trovo più gli elenchi di qualche anno fa!); questo, sono sicura, mi era piaciuto:

      ► Wolfgang Büscher, “Germania, un viaggio”, Voland, 2009

      Ciao,
      Mari

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  10. Errata-corrige. Ho dimenticato di scrivere che i due testi di Adelphi sono di Brodskij,e il verso del poeta Biagio Marin dice “ …fa che la morte mia. l Signor. la sia. (
    . como el score del fiume in tel mar grando (dialetto di Marin)
    Uffa. Chiedo scusa sono senza occhiali. Cam

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  11. @tutti

    Utilissimo questo articolo! Sto tirando giù tutti i vostri titoli e intanto cerco di farmi venire in mente quelli dei libri di viaggio che sono piaciuti a me, per fortuna l’OPAC sopperisce alla scarsa memoria (e al fatto che non trovo più gli elenchi di qualche anno fa!); questo, sono sicura, mi era piaciuto:

    ► Wolfgang Büscher, “Germania, un viaggio”, Voland, 2009

    Ciao,
    Mari

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  12. Grazie a tutti per i suggerimenti!
    Posso aggiungere VIAGGIO IN PORTOGALLO di Saramago?
    Ciao

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  13. Cari tutti,in parricolare Marian, e Dani ,
    Segnalo Kimamanda Ngozi Adichie QUELLA COSA INTORNO AL COLLO. ,e APPUNTI SUL DOLORE.
    di MATHIAS Enard. IL BANCHETTO ANNUALE DELLA CONFRATERNITA DEI BECCHINI. , romanzo prodigioso
    Di tutt’altro genere. segnalo Maria Stephanova MEMORIA DELLA MEMORIA

    Cam

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  14. @Camilla
    Grazie!

    @tutti
    Per una definizione poetica e precisa del concetto di viaggio, non posso non tornare a Manganelli, impareggiabili in questo senso le pagine di “Viatico”; aspro e silenzioso il suo Abruzzo ne “Il segreto dei secoli”; ma è per come sa parlarmi dei cieli e del tempo atmosferico che per me Manganelli è un grande! Ne dà prova ne “La lenta ostinazione del tempo”. Sono pezzi che ho appezzato qualche annetto fa in questo libro:

    ► Giorgio Manganelli, “La favola pitagorica: luoghi italiani”, Adelphi, 2005

    L’avete letto?

    Mariangela

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  15. Ah questo post! Devo trovare anch’io il tempo di segnarmi tutti i consigli, come ha fatto Mariangela.
    @Luigi, allora non sai dirmi nulla sulla foto?
    @gente tutta, a proposito di luoghi. Venite sulle tracce di Pavese. Sarò felice di accompagnarvi, tra quei quattro tetti perché “Io vengo di là”

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    1. ciao @Dani, la foto l’ho scattata lo scorso agosto, è sulla strada che porta al grande monumento ai partigiani; sembrava una casa abbandonata; alloggiavo in un agriturismo proprio lì davanti, Ca’ d’ Gal. ciao ciao

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  16. @Dani
    brava, mi piacerebbe un sacco.
    Eventualmente anche nei weekend mi guideresti?
    grazie. ciao

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  17. @Jez, certo 🙂

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  18. A Dani. La mia carissima vecchia amica Fernanda Pivano mi parlò molto e spesso di Cesare Pavese. Tra l’altro ho trovato un piccolo ma interessante documento su Pavese scritto nel 1948 da Ghitta Carrei una fotografa ungherese, dal suo studio passarono le principali personalità del suo tempo.
    “Life in many days, scriveva Cesare Pavese in una lettera all’attrice Constance Bowling il suo ultimo fatale amore
    Segue un altro scritto
    Cam

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  19. Pavese venne accusato di “antifascismo” e mandato al confino, dove dove scrive il suo “Male di vivere” la sua epigrafe conclusiva…….Non scriverò più “
    È un congedo dalla scrittura e dalla vita.
    Il 27 agosto Pavese viene trovato morto in una camera d’albergo di Torino. Aveva ingerito dei sonniferi.
    Il giorno dopo raccolte in una cartellina rossa vengono trovatele dieci poesie Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, tra le poesie più intense e disperate liriche di amore della Poesia italiana.
    Scusa la mia scrittura, frettolosa e “cecata”. Importante è leggere Pavese, uno dei nostri più grandi e sinceri scrittori italiani.
    Cam

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  20. @tutti

    Checché se ne dica, pochi luoghi raccontano la vita come i cimiteri …

    • Marcenaro Giuseppe, “Cimiteri Storie di rimpianti e di follie”, Bruno Mondadori, 2008

    • Akunin, “Le città senza tempo. Storie di cimiteri”, Frassinelli, 2006

    • Michelangelo Giampaoli, “Il cimitero di Jim Morrison: trasgressione e vita quotidiana tra le tombe ribelli del Père-Lachaise di Parigi”, Stampa alternativa, 2010, 356 p.

    Mi erano piaciuti moltissimo tutt’e tre!

    Mari

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  21. @TUTTI Certo che siete fantastiche: quanti suggerimenti e consigli, grazie di cuore!

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  22. ciao @Dani, la foto l’ho scattata lo scorso agosto, è sulla strada che porta al grande monumento ai partigiani; sembrava una casa abbandonata; alloggiavo in un agriturismo proprio lì davanti, Ca’ d’ Gal. ciao ciao

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  23. @tutti

    Se invece vogliamo gironzolare per il Vecchio Continente:

    ► Roberto Giardina, “L’altra Europa: itinerari insoliti e fantastici di ieri e di oggi”, Tascabili Bompiani, 2004, 895 p.

    ► G.Tomasi Lampedusa, “Viaggio in Europa: epistolario 1925/30”, Mondadori, 2006, 182 p.

    Ciao,
    Mari

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  24. @Tutti

    Ho ritrovato gli elenchi, evviva!

    “O Roma o morte!” (motto, sembra, nato da un malinteso):

    1. Marco Lodoli, “Isole: guida vagabonda di Roma”, Einaudi, 2005, 147 p.

    2. Emanuele Trevi ,“Senza verso un’estate a Roma”, Laterza Contromano, 2004, 120 p.

    3. Sandra Petrignani , “E in mezzo il fiume. A piedi nei due centri di Roma”, Laterza, Contromano, 2010, 131 p.

    4. Vittorio Imbriani , Iannaccone Veltroni, “Passeggiate romane”, Salerno, 2007, 143 p.

    5. Corrado Augias, “I segreti di Roma”, Mondadori, 2005, 424 p.

    Dal numero 2 al 5, buoni libri, ma il Numero Uno, in tutti i sensi, nell’elenco e per gradimento, è la raccolta di immagini su Roma di Lodoli.

    Mariangela

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  25. @tutti
    Ci sono libri che, più che di luoghi specifici, ci parlano di ambienti naturali, di solito spazi aperti lontani dalla realtà cittadina; sono testi che ci calano in situazioni molto diverse da quelle della nostra vita quotidiana:

    ► Boch Anne-Laure, “L’euforia delle cime. Piccole considerazioni sulla montagna e il superamento di sé”, Ediciclo Editore, 2008, 91 p.

    ► Aime Marco, “Rubare l’erba. Con i pastori lungo i sentieri della transumanza”, Ponte delle Grazie, 2011, 115 p.

    Ciao,
    Mari

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  26. Siete tutti bravissimi! I vostri suggerimenti stimolano la mia curiosità e i miei interessi. Vorrei a mia volta segnalare un titolo, sicuramente meno conosciuto, dedicato ad una forma di viaggiare oggi di grande richiamo, il turismo enogastronomico. Il libro però non è di oggi, ma uscì in Italia nel 1910, due anni dopo l’edizione tedesca, con prefazione di Gabriele d’Annunzio. “Osteria” di Hans Barth (1862-1928) è, come recita il complemento di titolo, un “guida spirituale delle osterie italiane, da Verona a Capua. L’autore entra nel piccolo mondo delle osterie, racconta dei vini che vi si bevono, intrecciando la narrazione a ricordi letterari, descrizioni storiche, archeologiche e artistiche. Recentemente ripubblicato da Verdone editore nel 2019, a cura di Enrico De Carlo, bibliotecario abruzzese.

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  27. Ciao, manca Viaggi e altri viaggi di Tabucchi, sul Portogallo e le Canarie soprattutto ( ma non solo).

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  28. Li metto in ordine di pubblicazione, non di lettura o di apprezzamento:

    • Enzo Pifferi, “Transiberiana proibita”, Editrice EPI, 1979

    • Angelo Maria Pellegrino, “In Transiberiana”, Stampa Alternativa, 1991

    • Laura Leonelli, “Siberia per due Madre e figlia lungo lo Enisej”, Feltrinelli Traveller, 2004

    • Fiammetta Positano De Vincentis, “Tre donne sulla Transiberiana. In treno alla scoperta dell’Oriente”, Marna, 2006

    • Paolo Cagnan, “Con tutti i posti che ci sono. Cronache semiserie lungo la Transiberiana”, Vallecchi, 2009

    • Mario Buffa, “Sulla Transiberiana”, Ediciclo Editore, 2010

    • Luciana Castellina, “Siberiana”, Nottetempo, 2012

    Riguardando questo elenco, adesso, a distanza di più di dieci anni, ricordo libri di qualità letteraria diseguale, però, a causa della mia curiosità per la Siberia, a me erano piaciuti tutti.

    L’ultimo, quello di Castellina, merita per più motivi: è anche un pezzo di storia d’Italia!

    Ciao,
    Mariangela

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  29. A Marian*. Mi era piaciuto moltissimo IL Corpo in cui sono nata, lo lessi molto tempo fa, ma ne ho un ricordo molto confuso.
    Intanto ho quasi finito (?) è più complesso del Fiume Arar, ma ritengo un ……privilegio letterario riuscìre a leggerlo con gioia, tutto, tutto, tutto. Si tratta il Banchetto annuale della Confraternita dei becchini, di MATHIAS Enard. Chissà se qualcuno avrà la voglia di leggerlo
    Cam

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  30. Camilla, quel librone che dici tu, non potevo proprio affrontarlo, adesso; in compenso, proprio per la curiosità di conoscere Enard, da te stuzzicata, ho iniziato e presto finito un suo racconto lungo, “L’alcol e la nostalgia”.

    Un amore a tre e un viaggio nella grande sconfinata terra russa, tanti ricordi e un po’ di storia, probabilmente non è il miglior libro dell’autore, ma il libricino a me è piaciuto molto. Hai presente quando hai bisogno di una lettura pregnante da terminare a breve e ti capita sotto mano il pezzo giusto? Ecco, per divertirsi leggendo è necessario saper scegliere e un briciolo di fortuna!

    Magari,Camilla, conosci anche questo libro.

    Mari

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  31. @tutti
    Autobiografie o libri di viaggio?

    • Marisa Madieri,“Verde acqua”, Einaudi, 1987
    • Milani Mori, “Bora”, Frassinelli, 1998

    Non saprei, ricordo però che assieme a saggi e a guide mi avevano accompagnata al nostro travagliatissimo confine orientale (ne avevamo parlato con Cristina tempo fa, anzi, qualche anno fa).

    Mari

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  32. A Marian. Certo cara Marian, conosco il racconto della transiberiana e Zona e Parlami di battaglie di elefanti, Via dei ladri, L’alcol e la nostalgia, La perfezione del tiro, Bussola (un capolavoro), L’ultimo discorso alla società proustiana di Barcellona.
    Con Bussola (2016) ha vinto il premio Goncourt, il premio von Rezzori, il premio Strega europeo, ed è stato finalista al Man Booker International Prize.
    Ciao Cam

    Ciao Cam

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  33. @tutti

    Viaggiatore inesausto, scrittore attento e sensibile, Rumiz merita qui una doverosa citazione!:

    • Paolo Rumiz, “E’ Oriente”, Feltrinelli, 2003

    • Paolo Rumiz, “L’italia in seconda classe”, Feltrinelli, 2009

    • Paolo Rumiz, “Annibale”, Feltrinelli, 2008

    • Paolo Rumiz, “La leggenda dei monti naviganti”, Feltrinelli, 2007

    • Paolo Rumiz, “Trans Europa Express”, Feltrinelli,2012

    • Paolo Rumiz, “Maledetta Cina”, Feltrinelli, 2012

    • Paolo Rumiz, “Il filo infinito”, Feltrinelli, 2019

    • Paolo Rumiz, “A piedi”, Feltrinelli, 2012 (libro per bambini? No, per tutti!)

    • Paolo Rumiz, Tullio F. Altan, “Tre uomini in bicicletta”, Feltrinelli, 2002

    “Scrivere per viaggiare e viaggiare per scrivere”, lo ha scritto lui, ma non so più dove!!

    Mariangela

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  34. @tutti

    Una spiaggia scozzese, la villa romana di Piazza Armerina, Miramare di Massimiliano e Carlotta, tanti altri luoghi sono raccontati in questa bella raccolta:

    ► Mario Praz, “Il mondo che ho visto”, Adelphi,1982, 547 p.

    Lo conoscete?

    Mari

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  35. @tutti

    Se si parla di letteratura di viaggio, non posso non tornare ad un nome, quello di uno studioso che la materia la conosce e la illustra bene:

    ► Attilio Brilli, “Quando viaggiare era un’arte. Il romanzo del Grand Tour”, Il Mulino, 1995, 181 p.

    ► Attilio Brilli, ”Viaggi in corso, aspettative, imprevisti, avventure del viaggio in Italia”, Il Mulino, Intersezioni, 2004, 158 p.

    ► Attilio Brilli, “In viaggio con Leopardi”, Il Mulino, Intersezioni, 2017, 130 p.

    Onestamente, non li ricordo nel dettaglio e penso sia normale dopo tanti anni, posso però dire che Brilli scrive bene e che questi suoi libri, ai tempi, sono stati tutt’e tre occasione di divertimento.

    Mari

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  36. @tutti

    I due volumi di questo Meridiano per me sono stati preziosi: per godermi pezzi antologici scelti con cura, per capire l’evoluzione del genere letterario e per attingere idee di lettura da una bibliografia sterminata:

    ► Luca Clerici, “Scrittori italiani di viaggio”, Meridiani, Mondadori, 2013

    In questo caso si può ben dire: libro imprescindibile per gli appassionati di letteratura odeporica.

    Ciao,
    Mari

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  37. Purtroppo ho viaggiato pochissimo, ma Berlino, per me, non è solo un luogo dell’anima, ci sono stata davvero: due volte in due anni. In entrambi i casi, i libri hanno preparato il viaggio, lo hanno accompagnato e ne sono stati un nostalgico prolungamento. Non sono libri recenti, ma per me sono stati importanti!

    1. Alfredo Venturi, “Il Novecento visto da Berlino”, Boroli Editore, 2004, 220 p.

    2. Ales Steger, “Berlino”, Zandonai, 2006, 125 p.

    3. Monika Maron, “La mia Berlino”, Bollati Boringhieri, 2006, 72 p.

    4. Alessandra Montrucchio, “Berlino”, Feltrinelli, Traveller, 210 p.

    5. Piero Badaloni, “Tutti pazzi per Berlino”, Sperling e Kupfer, 2007, 155 p.

    6. Eraldo Affinati, “Berlin”, Rizzoli, 2009, 267 p.

    7. Elena Agazzi, “Berlino Piccolo manuale di viabilità letteraria”, Unicopli, 2009, 144 p.

    8. Lilli Gruber, Paolo Borella, “Ritorno a Berlino”, Rizzoli, 2009, 333 p.

    9. Haidar, Cipollini, Kossel, “Città e memoria. Beirut, Sarajevo, Berlino”, Bruno Mondadori, 2010, 221 p.

    10. Michele Monina, “Berlino non ha muri”, Laurana, 2012, 154 p.

    L’elenco include testi di diversa natura: qualcuno lo ricordo vicino al reportage giornalistico; quello di Agazzi, direi, è una sorta di guida letteraria; altri ancora prendono invece la forma di autentico diario di viaggio.

    Tra le altre impressioni, mi è rimasta in testa la commozione davanti al CheckPoint Charlie di Lilli Gruber, tornata a Berlino dopo il crollo del Muro!

    Mari

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  38. Per una capatina “dall’altra parte”:

    ► Knopp Guido, “Goodbye DDR”, Hobby & Work, 2005, 153 p.

    ► Anna Funder, “C’era una volta la DDR”, Feltinelli, 2005, 250 p.

    ► Claudia Rusch, “La Stasi dietro il lavello”, Keller, 2009, 133 p.

    ► Tilde Giani Gallino, “Per una capatina “dall’altra parte”:

    ► Knopp Guido, “Goodbye DDR”, Hobby & Work, 2005, 153 p.

    ► Anna Funder, “C’era una volta la DDR”, Feltinelli, 2005, 250 p.

    ► Claudia Rusch, “La Stasi dietro il lavello”, Keller, 2009, 133 p.

    ► Tilde Giani Gallino, “Viaggio nell’altra Germania”, Einaudi, 2013, 213 p.

    ► Francesco Distefano,”In viaggio per l’Est. Da Sofia a Mosca nell’altra metà dell’Europa”, Pietro Pintore, 2003, 101 p.

    Anche qui, niente di recente e qualche libertà: i libri di Funder e Rusch non sono libri da viaggio, ma per me sono stati fondamentali per comprendere, almeno in parte, il regime tedesco orientale.

    Mari
    I

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  39. Scusate il pasticcio del precedente commento, nel copia incolla mi si sono sovrapposte le righe.

    Questo il testo corretto:

    Per una capatina “dall’altra parte”:

    ► Knopp Guido, “Goodbye DDR”, Hobby & Work, 2005, 153 p.

    ► Anna Funder, “C’era una volta la DDR”, Feltrinelli, 2005, 250 p.

    ► Claudia Rusch, “La Stasi dietro il lavello”, Keller, 2009, 133 p.

    ► Tilde Giani Gallino, “Viaggio nell’altra Germania”, Einaudi, 2013, 213 p.

    ► Francesco Distefano,”In viaggio per l’Est. Da Sofia a Mosca nell’altra metà dell’Europa”, Pietro Pintore, 2003, 101 p.

    Anche qui, niente di recente e qualche libertà: i libri di Funder e Rusch non sono libri da viaggio, ma per me sono stati fondamentali per comprendere, almeno in parte, il regime tedesco orientale.

    Mari

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  40. @tutti

    Libri e luoghi? Come faccio a non parlare di Milano anche a costo di ripetermi? Senza pensarci su, così d’istinto, mi vengono in mente questi due testi:

    ► Gianni Biondillo, Michele Monina, “Tangenziali Due viandanti ai bordi della città”, Guanda, 2010, 308 p.

    ► Gianni Biondillo, “Passaggio a nord-ovest. Milano a piedi, dal duomo alla nuova fiera”, Terre di mezzo, 2016, 99 p.

    Ciao,
    Mari

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  41. @Mariangela, e chi ti ferma più? 😄😄

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  42. @tutti @Dani
    Dani, leggo dall’altra parte che “Nella foresta delle metropoli” di Gauss, consigliato qui da Luigi, sta piacendo tanto anche a te. Datemi tempo, prima o poi lo leggerò anch’io!

    @Dani
    Hai ragione, Dani, è difficile fermarsi, vuoi per una passione personale, vuoi perché il genere proposto in questo articolo ha confini porosi, e con questo non voglio dire, ovviamente, che tutti gli autori che scrivono di viaggio raggiungono le stratosferiche vette letterarie di Sebald!

    C’è anche un altro fattore, secondo me, che dilata l’area della letteratura da viaggio: come la mettiamo con le guide? Ce ne sono molte di ultima generazione dove gli autori abbandonano il criterio di oggettività che improntava, per esempio, le guide del TCI, guide in cui la divagazione e la sensazione di chi scrive non sono affatto escluse, anzi sono il motivo che accompagna il viaggiatore (o semplicemente, il lettore) per tutto il viaggio, sia sulla carta che in quello vero. Per come la penso io, diventa sempre più difficile tirare una linea di demarcazione tra letteratura odeporica e guida intesa come manuale pratico.

    Mari

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  43. @tutti

    Almeno una guida dovete lasciarmela citare, non foss’altro che per l’originalità degli intenti:

    ► Giovanni Dall’Orto, Massimo Basili, “Italia arcobaleno: luoghi, personaggi e itinerari storico-culturali LGBT”, Sonda, 2020, 239 p

    Vi sono segnalati, tra l’altro, luoghi deputati alle torture e alle pene capitali (i sodomiti, come venivano chiamati i gay, ne sapevano qualcosa!); opere di ispirazione omoerotica; pagine scelte di letterati famosi che, secondo la morale del tempo, si accaniscono contro gli omosessuali.

    Per darvi un’idea, nelle pagine dedicate a Milano sono indicate, tra le altre cose, queste evidenze: Piazza Santo Stefano, dove il rogo di individui accusati di sodomia è documentato dal Registro dei Giustiziati; di Andrea Appiani a Palazzo Greppi, “Giove e Ganimede”, la famosa coppia omosessuale dell’Olimpo; dalla cronaca del 1895, qualche affermazione di Paolo Valera, che testimonia di una violenta omofobia.

    Ci sono anche itinerari per Roma, Venezia, Firenze e Torino.

    In fondo anche questo libro parla di luoghi, però il punto di vista è differente, penso inedito per il grande pubblico, per dirla con Giovanni Dall’Orto, questo è “l’altro Grand Tour”!

    Mariangela

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  44. @tutti
    Se cercate un autore che abbia ambientato le sue storie a Milano, qui lo trovate: dal classicissimo Manzoni agli autori della contemporaneità:

    ► “Milano: dicono di lei”: la città nella letteratura”, testi a cura di Lorenzo Notte, Elleboro, 2019, 427 p.

    Avete presente un volumetto tutto blu? La copertina, i tagli, inferiore, superiore e anche quello concavo, questo libro è tutto colorato di blu, tanto da sembrare quasi un cofanetto, e forse, per la ricchezza antologica, un piccolo scrigno, lo è davvero.

    Non si gira solo in Piazza Duomo e dintorni, le passeggiate letterarie si spingono in periferia, Giambellino, Quarto Oggiaro, la Bovisa sono luoghi lontano dal centro, ma onusti di storia cittadina.

    La devo a Radio Popolare, questa guida letteraria: grazie!

    Mariangela

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  45. @tutti
    Paesaggi mozzafiato e atmosfere ancestrali erano le prime immagini che mi venivano in mente quando sentivo nominare la Patagonia. Questo libro, però, ha aggiunto qualcosa in più:

    ► Laura Pariani, “Patagonia blues”, Effigie, 2006, 106 p.

    Il contatto coi bianchi fu traumatico: latifondisti, cercatori d’oro, cacciatori e avventurieri di ogni sorta sconvolsero questa terra e, nel giro di quarant’anni tra ‘800 e ‘900, decretarono la fine della popolazione nativa.

    A Punta Arenas c’è un convento di salesiani, l’ordine dovette gettare la spugna nel 1911, spiega Pariani, i protetti da convertire, gli indios, erano oramai quasi tutti morti. Nel cimitero locale un monumento commemora il loro sterminio.

    Viaggiare è anche cercare di capire.

    Mariangela

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  46. Cari tutti. Un gran bel libro per me ! È arrivato Francois de. Salignac de la Mothe Fenelon (sì proprio FENELON) LE AVVENTURE Di TELEMACO. Terza edizione. PARIGI. 1807.
    È un grosso volume,pieno di avventure di un Telemaco. ……..piano piano ve lo racconterò. 😇Cam

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  47. A tutti. Da Le avventure di Telemacovi trasacrivo la parte finale del libro (L’affettuoso saluto di Minerva e le sue ultime raccomandazioni).
    ………..Or che al pari d’Ulisse avete anche voi tante malagevoli vicende sofferte per mare e per terra; andate pure che ben siete degno di camminare sulle orme da lui segnate. Facile e breve tragitto vi resta per giungere a Itaca……………..
    ……….Ascoltate tutti, ma a poche prestate fede; anzi badate a non prestarne anche troppa a voi stesso. Procurate di non ingannarvi; ma non vi rincresca di fare altrui palese che vi siete talvolta
    ingannato…………L’umore produce nell’uomo
    fin dalla sua fanciullezza, le inclinazioni e le avversioni, in pregiudizi talora dei più gravi interessi, onde basta talvolta una falsa ragione a decidere perché si decide secondo l’inclinazione, secondo l’umore e si oscura perciò il talento, resta oppresso il coraggio e diviene l’uomo disuguale, debole, vile e insoffribile nell’umano commercio. Diffidate dunque, o Telemaco diffidare di questo segreto nemico…… il più prezioso tesoro del cuore umano saranno in voi la prudenza, la giustizia, la pace. l’ilarità, gli innocenti piaceri, la vera libertà la dolce abbondanza e la più bella gloria, sgombra di ogni sospetto di macchia, che potrebbe offuscarla. Io vi lascio o figlio di Ulisse; ma la mia luce vi sarà sempre innanzi…… Tempo è ormai di camminare per voi stesso…………….Qui finì di parlare Minerva….e disparve.Tutto fuor di se stesso rimase allor Telemac e sospirando alzò ambe al cielo le mani al cielo, si prostrò umile al suolo e poi andò a risvegliare i compagni e presto partì
    di quella isola, e giunse in dove riconobbe Ulisse in casa del fido Eumeo.

    Abbracci Cam

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    1. @Camilla @tutti
      Grazie Camilla. Mi sembra di capire che, partendo da “Tre anelli” di Mendelsohn (dovrò proprio leggerlo!!), sei approdata a Fénelon e al suo seguito dell’Odissea. Significativo che, nelle raccomandazioni finali di Minerva che tu hai trascritto per noi, assieme alla prudenza e a altre virtù, troviamo anche l’ilarità, proprio l’ilarità! Atena era proprio la dea della saggezza!

      Non conosco Fénelon, però mi intimorisce un po’, non so, a me dà la sensazione di lettura molto impegnativa!

      Ciao,
      Mari

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  48. @Camilla @tutti
    Grazie Camilla. Mi sembra di capire che, partendo da “Tre anelli” di Mendelsohn (dovrò proprio leggerlo!!), sei approdata a Fénelon e al suo seguito dell’Odissea. Significativo che, nelle raccomandazioni finali di Minerva che tu hai trascritto per noi, assieme alla prudenza e a altre virtù, troviamo anche l’ilarità, proprio l’ilarità! Atena era proprio la dea della saggezza!

    Non conosco Fénelon, però mi intimorisce un po’, non so, a me dà la sensazione di lettura molto impegnativa!

    Ciao,
    Mari

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  49. Cara Marian, Fenelon era uno scrittore settecentesco , aveva avuto il merito ( in quei tempi Guerreschi, e violenti) di scrivere la vicenda di Telemaco come un ragazzo buono, e non violento MAI.ECCO PERCHÉ È FINITO NEL LIBRO DI MENDELSON, degli anelli. Il libro LE AVVENTURE DI TELEMACO, non si trova più.Ho dovuto rivolgermi ad Amazon per ordinarlo. Ho preso il meno costoso,infatti è una edizione bruttina assai.Ma a me interessava MOLTO Il. testo .ciao carissima. Cam

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  50. @Camilla @tutti

    È vero, Camilla, ho guardato il catalogo on line di tre sistemi bibliotecari e, in tutt’e tre i casi, questo libro di Fénelon è ammesso al prestito in una sola copia (le altre sono molto risalenti e giustamente sono fruibili solo in consultazione). Stai facendo una lettura … rara!

    Quando puoi, mettici qui qualche altro pezzo!

    Mari

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