Il diritto di ascoltare

Vladimir Tatlin, Il pescivendolo, 1911 (WikiArt)
Vladimir Tatlin, Il pescivendolo, 1911 (WikiArt)

Ho letto qualche settimana fa un articolo che affronta una faccenda alla quale stiamo dedicando attenzione: l’ascolto (“The right to listen. As citizens of a democracy, we need to hear one another. Why can’t we?”, The New Yorker, 27 gennaio 2020). Ma lo fa in un modo sorprendente.

L’ascolto è ovviamente importante nella condivisione della lettura, va da sé. Ma è fondamentale anche in ogni pratica di riconoscimento delle persone nel mondo, riconoscimento della loro umanità, dell’identità, anche delle loro ragioni e rivendicazioni, anche se queste ragioni ci appaiono immotivate, prepotenti o ingenue.

L’articolo cui mi riferisco però mi ha colpito perché affronta la questione dell’ascolto, diciamo così, al contrario. O meglio non lo affronta tanto come un diritto-a-essere-ascoltati, ma soprattutto, per una volta, come diritto di ascoltare.

Dopo aver ascoltato a lungo un gruppo di persone che raccontavano alcune vicende dolorose della loro vita, l’autrice, Astra Taylor – una film-maker e scrittrice canadese – si trova a pensare all’ascolto come a un diritto di tutti che spesso però ci viene negato.

Non ci avevo mai pensato in modo consapevole, non in questo modo. Ascoltare, sedersi ad ascoltare, avere il tempo di ascoltare, visto come diritto di ciascuno di noi di dedicare tempo, di conoscere, di approfondire le relazioni, non come concessione che ogni tanto facciamo ad altri.

In effetti, prestandoci attenzione, vengono alla mente decine di occasioni nelle quali ascoltare ci avrebbe fatto bene e piacere ma non l’abbiamo fatto perché altre cose ci hanno impegnato, altro ci ha strappato da un dialogo, da uno scambio, dall’intrecciarsi dei discorsi.

Il diritto di ascoltare va difeso, spesso vanno costruite le occasioni per l’ascolto. Ascoltare lettori parlare del libro che hanno letto è un privilegio che dovremmo proteggere, per esempio. Perché non siamo lì principalmente per parlare, ma soprattutto per ascoltare.

Taylor allora ci ricorda che servirebbe una teoria dell’ascolto, come esiste una teoria degli speech-act, avremmo la necessità di una “listening-act theory”. Perché, “ascoltare è agire”.

È spesso più semplice non ascoltare, lo sappiamo, specie nei momenti difficili, complessi, nelle faccende complicate. Ma ascoltare è un gesto pieno di significato: come abbiamo detto prima, significa prima di tutto offrire riconoscimento e rispetto. Ma significa anche aprire se stessi, concedere a se stessi un privilegio cognitivo ed emotivo, significa conoscere di più e stabilire una relazione con gli esseri umani che ascoltiamo. Ed è un diritto, appunto, mettersi nelle condizioni di esercitare questo diritto, anche scegliendo chi ascoltare, potendo scegliere chi ascoltare e come ascoltare.

Il diritto ad essere ascoltati e di ascoltare è diritto legato a doppio filo con le relazioni sociali ineguali, le relazioni di classe, con il rapporti fra ricchi e poveri, potenti e deboli.

6 commenti

  1. Proprio così, ascoltare è un privilegio se si ha la possibilità di scegliere chi come e quando farlo. Per questo partecipare a un gruppo di lettura è una delle esperienze più intense che abbia mai fatto, in quanto esercizio e luogo privilegiato del diritto di ascolto. Grazie per avercelo ricordato

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  2. @Domenico Fina.
    Mi hai piacevolmente stupita quando ho letto la tua passione per “i libri di Oz”. Da STORIA DI AMORE E DI TENEBRA a tutti bei romanzi scritti da Amos Oz. Ma si trattava del mago di Oz! Io ricordo un vecchio film per bambini. Ma evidentemente non ne ho compreso la bellezza. Peccato perché Amos Oz mi manca moltissimo e speravo di poterne parlare con qualcuno. Ciao ciao. Camilla

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  3. Ciao, rispondo qui 🙂 Camilla, sì intendevo Il mago di Oz, nell’edizione Einaudi uscita di recente, in cui la brava traduttrice, Chiara Lagani, ha riunito il meglio di 13 libri formandone uno solo di circa 500 pagine che scorre spassoso, inventivo, attualissimo. Di Amoso Oz ho letto troppo poco per dire cose significative a riguardo 🙂

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