I libri più belli, letti nel 2020

Caricature by Cappiello of Cyclist Jacquemin Published in "le Rire"
Leonetto Cappiello
Caricatura di Jacquemin pubblicata in “le Rire”,
Leonetto Cappiello, 1903

Ci risiamo. Ricominciano con un nuovo giro di giostra: i libri più belli letti nel corso di questo 2020. La comunità formata attorno a questi post resiste, si rinnova; a volte esita, in altri momenti si entusiasma. Il 2019 ha generato meno commenti degli anni precedenti, ma ha anche trovato un equilibrio più maturo. I commenti mi sono parsi ancora più ricchi, più profondi. Siamo davvero un esempio di gruppo di lettura in rete, autoregolato.

Grazie ancora a tutti voi e, ovviamente, la discussione è aperta a tutti, anche a chi non ha mai partecipato, che è particolarmente benvenuto.

Le regole sono sempre le stesse:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2019 si leggono qui: (https://gruppodilettura.com/2019/03/06/i-libri-piu-belli-letti-nel-2019/comment-page-1/#comments)

598 commenti

  1. @Mariangela

    Brava, la tua capacità di leggere, nonostante tutto, e di analizzare e collegare ha la forza di un trattore!

    Sono curiosa di sapere quale sia l’immortale che hai tra le mani.

    Ciao

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  2. A tutti/e. Cerco, vi cerco perché. I tenete compagnia , ottima compagnia,. In questo periodo sono molto ansiosa, , e solo ieri si è presa ilvirus una donna giovane, a me molto vicina e questo mi ha …accoppata. Spero che vaccinino alla svelta. Sto leggendo un libro dietro l’altro, sto aspettando che esca l’ultimo romanzo di Mariapia Veladiano di cui ieri ho letto un paginone entusiasta su La lettura del Corriere di questa settimana. il romanzo si chiamaZiaCamilla ed è sull’Alzaimer. Veladiano è una amica è una donna deliziosa , sono contenta che il suo libro abbia avuto tanto successo critico. Vi voglio bene. “Vostra”. Cam

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  3. @Camilla @Tutti
    Cam, mi spiace per l’ansia, in effetti è ancora tutto molto, molto anomalo, è già una bella cosa che riesci a leggere. Di Veladiano non ho mai letto nulla, mi sembra di capire che la conosci personalmente.

    @Cristina @Tutti @Cla055
    Cristina, Claudio, scriveteci cosa state leggendo!

    La serata qui è di un freddo frizzante, non sgradevole, ad uscire ben coperti, però!

    Mari

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  4. Ciao ragazzi e ragazze,

    volevo dirvi che ho letto questo romanzo formidabile (L’acqua del lago non è mai dolce, Bompiani 2021) di Giulia Caminito in due giorni; come tutti i libri seriamente costruiti per far affiorare un personaggio complesso, aspro, talvolta respingente, nichilista, infine ammirevole, impiega due terzi per dire ciò che vuole dire. Ci vuole pazienza. Il romanzo è scritto con una certa apprensione lirica, con diversi passaggi divertenti, alcuni feroci, la voce che parla è quella di una ragazza, Gaia, della quale scopriremo il nome soltanto alla fine del libro, quando come in uno di quei romanzi russi, ma col piglio di una ragazza che vive tra Roma e Anguillara, Gaia, il cui unico vero entusiasmo era stato il livore, se si escludono alcuni brevi blitz di vita, inizia a esistere.
    Si “costruisce nel mondo” attraverso una lettera.
    Diventa un io noi.
    Le accade di farlo dopo alcune vicissitudini di vita, una in particolare, che non rivelerò.

    Ecco alcuni passaggi significativi. Ma non fidatevi dei passaggi significativi. Fidatevi del libro letto fino alla fine. Del senso che assume il tutto.

    [Giulia Caminito, 32enne romana al suo terzo romanzo, è un talent; lo penso convintamente]

    “Ho la solita espressione di quando mi passano davanti gli eventi come carri merci, per cosa stiano litigando non ne ho idea, ho l’istinto di tapparmi le orecchie e iniziare a urlare, io sono avversa a questa famiglia, alle sue mancanze, ai suoi tormenti.”

    “Il primo giorno di liceo scopro che anche dove educano i ricchi i muri si sfarinano, i cortili hanno le radici che scerpano l’asfalto e le palestre puzzano d’un sudore antico.”

    “Ho già dichiarato a Iris più volte la mia insofferenza nei confronti del principe Myškin, che coi suoi modi candidi e la sua flemma bianca mi porta all’esasperazione, tanto che se lo avessi davanti lo schiaffeggerei. Io odio gli innocenti, dico a voce alta e Iris si mette a ridere.”

    “Radio Vaticana invero è compagna fedele per gli abitanti del paese, non perché particolarmente credenti o pii, ma perché i suoi ripetitori si trovano a pochi chilometri dalle nostre case e con le loro onde la radio riesce a farsi sentire appena alziamo il citofono, il telefono fisso o addirittura quando apriamo il frigorifero. Là, grazie alla luce artificiale che illumina le vivande, veniamo inondati dal volere divino e insieme al salame e alla lattuga contempliamo il regno dei cieli.”

    “Perché sei fatta così, hai il coraggio di fare tutto. Non so cosa rispondere a quella frase, non mi sono mai pensata capace e volitiva, ho sempre e solo agito per scatti e convulsioni, per sentimenti di rivalsa e per vergogna.”

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  5. @. Domenico Fina. Comincio da te : per ringraziarti dei tuoi interventi/consigli di lettura che sono sempre interessanti. Cercherò questo “ L’acqua del lago…….. di Giulia Caminiti , che non conosco ancora. Ti saprò dire.
    @ Marian. Carissima , io amo molto la tua bella Milano, i “ migliori anni” della mia vita, solo 10, li ho passati im unaMilano bellissima , dove c’èra il Piccolo con Streler e Ornella Vanoni giovanissima e stupenda, c’era ancora la Callas e tante magnifiche altre “ splendide avventure”. Perciò dialetto delizioso compreso, ho detto del libro su Milano qualcosa per una persona che non aveva nulla a che fare con quella splendida cultura .Come sempre ti ammiro per il tuo rapporto con la lettura e …anche, oggi si può ben dire, con la letteratura. Vi saluto tutti con affetto.Cam

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  6. Per quanto mi riguarda sto leggendo l’opera prima di Roberto Cimpanelli La pazienza del diavolo. Un thriller abbastanza macabro ma anche avvincente. Subito dopo mi aspetta La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio del quale non mi perdo un libro tanto mi piace.

    Un caro saluto a tutti (vi leggo giornalmente con vero piacere)

    Claudio

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  7. @Tutti @Cla055@Jezabel
    Grazie Claudio, vedo che è un libro recentissimo! Io ho recentemente abbandonato “il volo del calabrone” di Ken Follett, lo conoscete? L’ho trovato lento, poco incisivo e l’ho mollato, non per snobismo, ma perché mi annoiava. Mi hanno però detto che è lontano dall’essere il suo migliore. Jezabel, giusto che non era piaciuto neppure a te?

    Claudio, anch’io ti saluto con vero piacere, perché ogni tanto non ci racconti cosa leggi?

    Vi dico una rinuncia che ho dovuto fare, a causa del periodo non favorevole: non ho continuato dopo le prime venti pagine un libro che era piaciuto, se non ricordo male, a Cristina, parlo di “Berta Isla”di Marias: non era il momento e quando è così non è mai il caso di insistere.

    Ciao,
    Mari

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  8. @Tutti @Camilla
    Camilla, a proposito di teatro: per anni ho sognato di abbandonare la provincia per cercare di avvicinarmi a quest’arte che io ho frequentato, e pochissimo, all’età del liceo (!!). Adesso che le distanze fisiche sono ridotte grazie ad un trasloco, adesso che potrei, c’è tutto chiuso, e io che avevo già programmato soireé e spettacoli che finiscono a sera tarda! Invece, niente, per ora, e non tocchiamo quel tasto lì, perché penso sia un argomento dolorosissimo quello del teatro e della musica.

    Ciao,
    Mariangela

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  9. @Domenico Fina. Ho letto il libro di Camminiti “l’acqua del lago non è mai dolce” da te così ben commentato e mi sono spesso divertita . Mi sembra un libro originale probabilmente da leggere con maggiore attenzione.Io lo ho letto tutto di un fiato, come un giallo, che del giallo ha molti elementi. Per fortuna ne hai già parlato tu. Io non avrei voglia di rituffarmi in quel lago …pericoloso. Grazie comunque, i tuoi commenti sono sempre preziosi. Camilla

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  10. Buongiorno,
    dopo aver letto la recensione ho inserito il libro di Giulia Caminito ‘L’acqua del lago non è mai dolce’ nella mia coda di lettura. Qualcuni di voi ha letto “Svegliami a mezzanotte” di Fuani Marino? a me ha “fulminato”.
    E’ di genere non-fiction, l’autrice racconta di un suo tentato sucidio e di tutto quello che ne è conseguito con rara maestria, senza accuse e/o giudizi e con molta empatia per chi le sta vicino. Lo consiglio a chi se la sente di affrontare un tema così difficile.
    Patrizia

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  11. @Tutti @Patrizia Ferragina
    Patrizia, non conosco “Svegliami a mezzanotte” di Fuani Marino, ma ti ringrazio per averlo segnalato qui: al momento giusto (perché un libro così va letto nella luna giusta) andrò a prendermelo.

    @Tutti @Camilla @Jezabel
    Vi dicevo di essere vicina ad un immortale, e non ho esagerato, il personaggio letterario che ho incontrato in queste settimane di lettura va chiamato col suo nome, è stato definito il Grande Italiano, il Gran Lombardo, ma nel mio libro questo Padre della Patria è ripreso nel suo aspetto umano, vicino ai suoi affetti (e dispiaceri!) familiari: ho finito “La famiglia Manzoni” di Natalia Ginzburg, citato qui da Camilla il lontano 12 gennaio 2016.

    Esaudendo il desiderio dell’autrice, ho letto questo libro come un romanzo, perché il lavoro di ricerca svolto da Ginzburg, pur approfondito e rigoroso, permette una lettura che si avvicina – sui generis – a quella del romanzo epistolare/famigliare. Manzoni non è protagonista più della sua numerosa prole, delle sue due mogli e della sua volitiva madre, Giulia Beccaria. Il focus è proprio la vita famigliare che si svolge per circa sessant’anni per lo più nella casa di via Morone a Milano (salvo i soggiorni a Parigi, le estati a Brusuglio, le puntate a Lesa e qualche viaggio in Liguria e in Toscana).

    La famiglia Manzoni fu funestata da tanti lutti (solo due figli sopravvissero al padre) e inoltre a Don Lisander i figli Enrico e Filippo non risparmiarono certo dispiaceri con la loro vita disordinata, se poi aggiungiamo i disturbi nervosi del capo famiglia, capiamo che anche l’esistenza dei grandissimi può essere dura. Brava l’autrice a coinvolgerci nella lettura di queste lettere, talvolta dolcissime, talvolta strazianti.

    Oltre ai sentimenti, nel libro ci ho trovato tanto: innanzitutto, molti aspetti di storia materiale che mi hanno incuriosito; ci sono quasi tutti i più importanti nomi della cultura letteraria del tempo, e poi, non per ultimo per importanza, c’è Milano, la Milano dell’800 che sta apprestandosi a divenire la “capitale morale”!

    Non so dirvi quanti annessi e connessi questo libro si è portato dietro, e quante curiosità ha scatenato: è uno di quei felici casi in cui, per dirla alla Proust, quello che per l’autore è la fine, per il lettore è l’inizio.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  12. @ Mariangela
    Mi piace il tuo entusiasmo.
    Ricordi malissimo nel caso di Ken Follett perché tutte le volte che l’ho iniziato non sono andata oltre la terza pagina ed ho fatto mille sforzi per finire I pilastri della terra (era suo?). Ma non ne conosco neanche i titoli, pur avendone parecchi esemplari dalla mamma.

    @ Cam
    Brutta bestia l’ansia, davvero.
    Mi ha attanagliato stamattina in classe (per la prima volta in presenza dopo tre mesi). Non facevo che riprendere per uso scorretto della mascherina.
    Non riesco più a guardare un film senza pensare, a volte con un vero e proprio soprassalto, che i protagonisti si stanno avvicinando troppo o hanno atteggiamenti pericolosi.
    Come vedi siamo tutti un po’ in crisi.

    Buonanotte a tutti.

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  13. I@mariangela. Grazie per avermi ricordato uno dei più bei libri che mi hanno regalato ore gioiose. LA FAMIGLIA MANZONI della grande Natalia Ginsburg è un grande , stupendo racconto , su Manzoni e il suo mondo è contro tutti gli sciocchi pregiudizi e le presuntuose ignoranze. Un libro importantissimo per noi italiani , e molto interessante per tutti, giovani e non giovani.Brava Mariangela, sempre. Ciao ciao. CAM

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  14. @Tutti @Jezabel
    Ricordavo bene, quindi! Anche a te Follett non piace!

    @Tutti @Camilla
    Era da tanto che avevo voglia di rituffarmi nella letteratura italiana dell’800, dopo tanti anni! Ve l’ho detto questa di Ginzburg è stata lettura gravida di conseguenze felicissime. Ho innanzitutto ripreso gli appunti del professore di letteratura italiana del liceo e li ho trovati puntuali ed accurati, anche alla luce delle acquisizioni fatte nei non pochi decenni che mi dividono dai tempi della scuola. Mi sono poi procurata nuovi testi e non per completare il romanzo, perché il libro di Ginzburg è completo ed autonomo, ma solo per prolungarne gli effetti. Ho fatto anche un bel giro per Milano per vedermi, a musei tristemente chiusi, almeno i monumenti dei grandi del romanzo: Manzoni, in piazza San Fedele, Cesare Beccaria, nella piazza omonima; Antonio Rosmini, ai giardini Montanelli davanti a Palazzo Dugnani. Proprio una perfetta integrazione tra letteratura, storia cittadina e passeggiata all’aria aperta!

    Ve lo chiedo sempre, ma voi mai che mi diciate niente delle vostre città! E non deve eswere per forza una città, può essere un paese, un comunello, una frazione, un borgo, una contrada. Ma voi mai niente!

    Ciao,
    Mariangela

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  15. Cara Marian, tema, la mia citta’ è TRENTO, un freddo tremendo, si va dallo 0 a 2 g , quando non e’ sotto zero.Da anni non faceva tanto freddo. Come è possibile passeggiare tra le belle strade del centro storico, guardare i bellissimi palazzi antichissimi, che il Concilio di Trento ha distribuito generosamente , il Castello del Bunconsiglio , sempre magnificamente aperto a tutti , ovviamente gelido anche lui, e insomma tutte le bellezze davvero speciali, ora tra il gelo e il maledetto virus!!! La bellezza qui sono anche i dintorni , bei laghi e laghetti di montagna , dove d’estate si può davvero sguazzare come papere, circondati dai grandi monti , ora tutti pieni di candide nevi, i boschi ricchi di ottimi funghi. Tutto anche a pochissimi km dalla città.Insomma ci sarebbe da raccontare ……ma quando si ritrovera’ un po’ di pace e calore. Ti mandero’ descrizioni piu’ carine quando saremo, almeno, VACCINATI. CIAO CIAO CARISSIMA. CAM

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  16. @Camilla
    Grazie, Camilla! Hai descritto paesaggi da favola! Che brava! Io mai stata a Trento, si può? Quando parli dei laghetti, mi ricordi l’atmosfera di Heidi, anche se non sei in Isvizzera, ma nella nostra variegata e multiforme Italia. Vedrai, passerà il freddo e un po’ dopo anche il virus!

    Mi sono così affezionata alla famiglia Manzoni che non ho potuto fare a meno di procurarmi il catalogo di Casa Manzoni, il museo manzoniano che a Milano ha sede proprio in via Morone, in quella che è stata la casa di Don Lisander e della sua famiglia per oltre sessant’anni:

    ► “Casa Manzoni, Intesa San Paolo, 2016, 320 p, Musei e Gallerie di Milano

    Mi sa che è il primo il museo che visiterò quando sarà possibile, nel catalogo li ho ritrovati tutti miei protagonisti (oramai mi sembra di conoscerli!) e ho anche ritrovato alcuni ritratti citati da Ginzburg. Toccante quello di Giulietta Manzoni, la figlia maggiore, ritratta da bambina: ha due occhi azzurri che sembrano sfavillare anche sulla carta. Poveretta, tanto sola, invaghita prima di Fauriel, poi di un cugino, quando Massimo d’Azeglio la chiede in moglie sembra non capire, è disorientata, chiede tempo, ma la nonna, la sua omonima Giulia (Becccaria) insiste e lei accetta. Quello che da sposata capirà invece ben presto, come scrive Ginzburg le cui conclusioni peraltro non sempre ho condiviso, è che D’Azeglio l’ha sposata per interesse, perché era figlia di Manzoni!

    Povere donne: per loro l’illuminismo era di là da venire!

    Ciao,
    Mari

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  17. Ogni tanto i messaggi non mi partono e Allora faccio delle prove. Scusatemi.
    Certo che una scrittrice come Ginsburg è rara da ritrovare.
    Cam

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  18. @marian. uscito nel 2013. Intitolato TENTATIVI DI BOTANICA DEGLI AFFETTI,molto buono, sulla falsariga del grandissimo Manzoni, qui chiamato mastro Titta,racconta di botanica ma soprattutto di umanità femminile. Se lo trovil. Te loconsiglio vivamente , specialmente in quest atmosfera botanico/milanese. Vale la pena di leggerlo. Cam

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  19. @Camilla
    Grazie, Camilla

    @Cristina @Tutti
    Cristina, come stai? Cosa stai leggendo? Io, ancora, sto facendo fatica coi romanzi, ma mi intrappolano i miei libroni, con belle fotografie d’arte e saggi di storia cittadina, magari non li leggo tutti, però mi segno la bibliografia, mi invento i miei sentieri di lettura futuri, faccio progetti di passeggiate e via.

    Qui le temperatura sono miti per la stagione e di sera, al tramonto, quella mezzora di luce in più ti fa dire: meno male, un altro inverno è finito, e che inverno, con le giornate di pioggia uggiosa che abbiamo avuto, sembrava non finire mai!

    Ciao,
    Mari

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  20. @ tutti. @cristina
    Anch’io vorrei leggere Cristina, e le altre che non leggo da tanto. Davvero lo spirito di CRI mi manca. Ho letto L ultimo romanzo di Mariapia Veladiano, e mi piacerebbe sentire anche i vostri pareri.Ieri mi hanno regalato una edizione speciale , tutta illustrata e lucidata di IL GRANDE GATSBY. LO RILEGGERÒ con “un sentimento “ molto diverso da quello di tantissimi anni fa.Mi era piaciuto tanto Forse ora non sarà. Più così ; come si cambia nel tempo. A tutte un grande abbraccio. Cam

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  21. @Camilla @Tutti
    Cam, io ricordo di non essere stata in grado di apprezzare “Il grande Gatsby” neppure da ragazza, non so il perché, ma non ne serbo un ricordo positivo.

    Camilla! Ieri qui a Milano un freddo bestia, non so a Trento, ma ieri non scherzava neppure qui; però giornata chiara, quello conta, belle giornate di luce tersa e cristallina.

    Dani, Cristina, Claudio, Jezabel, Domenico, Patrizia, Nonnaci, Paolo, Adour, Barbara, Bettiblu, Luigi, voi tutti, cosa state leggendo?

    Ciao
    Mari

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  22. @Marian. Sto leggendo col solito grande piacere e la solita ammirazione LA DONNA DI GHIACCIO di Annie Ernaux ma appena lo finisco voglio “godermi” Il grande Gatsbie”. È un romanzo importante per la letteratura americana. A presto Cam

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  23. Eccomi 😊
    Mariangela, sto rileggendo le tre autobiografie in terza persona di Coetzee, Infanzia (1997), Gioventù (2002), Tempo d’estate (2009) pubblicate in un unico libro di circa 500 pagine nel 2011. È un testo anomalo e formidabile che solo Coetzee poteva scrivere, la sua vita in terza persona come se fosse un personaggio da egli stesso detestato. L’infanzia a Città del Capo, il primo volume è il testo più irritante, un bambino irrequieto, capriccioso, che ama e odia sua madre, che prende le distanze da suo padre, che già guarda gli adulti dall’alto verso il basso. Il secondo volume è la parte riguardante la vita in Inghilterra, Coetzee studia matematica e va a lavorare nell’IBM, è sempre scombinato col resto, con le donne, con la sua passione di scrivere, col lavoro. Questo secondo volume contiene momenti più felicemente comici, anche se si tratta sempre di Coetzee. Una comicità indiretta. Il terzo (Tempo d’estate) è il più bello, uno dei suoi libri migliori in assoluto. Coetzee immagina di essere morto e la parola passa a coloro che lo hanno conosciuto, molte sono donne, che ricostruiscono al sua vita di trentenne attraverso le interviste che un ricercatore (che vuole scrivere un libro su Coetzee stesso) cerca di armonizzare, ma non ci riesce. Ne esce un personaggio strampalato, che non ha una briciola di talento agli occhi di chi lo ha conosciuto. Una sorta di Zeno nato in Sudafrica, bianco, di lingua inglese. Distante da tutto e allo stesso tempo – a ben vederlo – molto vicino alla nostra parte più vera.

    Poi sto leggendo “Pianura” di Marco Belpoliti, appena pubblicato da Einaudi, si tratta di un viaggio nella pianura padana, diviso per luoghi, suggestioni, persone. Belpoliti rievoca conoscenze, fra queste Luigi Ghirri e Gianni Celati. Un libro notevole, si può avvicinare a Microcosmi di Claudio Magris.

    Infine sono contento che “L’acqua del lago non è mai dolce”, di Giulia Caminito, libro che ho amato e del quale ho scritto qui (grazie Camilla, per esserti incuriosita a molti libri che ho proposto 🙂) sia stato candidato allo Strega da Giuseppe Montesano. È un libro che merita la vittoria, anche se come accade ormai da dieci anni – con una parentesi nel 2017 -, vincerà un uomo, forse Emanuele Trevi con “Due vite”.
    Ma posso sbagliarmi, e voglio sbagliarmi.

    Buona giornata,
    Domenico

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  24. ciao! ho avuto grane importanti di computer e altro per cui sono stata molto assente.

    Ho letto con piacere anche io FIGURE – Einaudi – di Falcinelli ( spero di ricordare bene il cognome dell’autore), libro che insegna in modo gradevole a osservare da altri punti di vista le immagini dei quadri dei film e delle pubblicità. MOLTO piacevole un vero diversivo.

    Poi ho letto in onore a Domenico I segreti del giovedi sera di Elvira Seminara, questo decisamente più gradevole di quello sui vestiti, ma insomma, non un capolavoro.

    Ora sto leggendo Guadalupe Nettel La figlia unica… boh lo devo finire, ma BOH.

    Mi manca il libro geniale, profondo sconvolgente, profondo.

    Tempo d’estate lo avevo letto anche io ma lo ricordo male, Coetzee è sempre molto destabilizzante, grande scrittore ma così cangiante!

    Mi sa che mi rimetterò a leggere Roth e King e sono curiosa di Clarice Lispector.
    Ma naturalmente il prossimo sarà l ultimo di Annie ERnaux, lei sempre altissima.

    Qui fa freddo piove sempre ma l’albicocco del vicino ha già messo fuori molti fiorellini rosa e le mimose sono in fiore già da 20 giorni o più.

    Statemi bene e accorti/e

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  25. Ciao a tutti. Rispondo all’appello di Mariangela, anche se non ho nulla di sconvolgente (come dice Cristina) da segnalare. Leggo molto. Attualmente sono alle prese con L’ILLUMINAZIONE DEL SUSINO SELVATICO di Shokofee Azar, spero di averlo scritto giusto, autrice iraniana.
    Libro singolare che, in uno stile che richiama un certo realismo magico sudamericano, racconta vicende famigliari sullo sfondo dei fatti tragici delle repressioni di Komeini sul suo popolo. Non conoscevo l’autrice: ho comprato il libro perchè scelto dal mio GDL. Lettura in corso, per cui non lascio giudizi di merito.
    Contemporaneamente sto RIleggendo Vita e Destino di Grossman. Ne avevo scritto in passato, quindi non mi ripeto, ma nella mia vita di incontri così ne ho fatti pochi. Non ci sono aggettivi adeguati a descriverlo, o almeno al momento non saprei come definirlo se non immenso.
    Baci a tutti

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  26. Cristina, grazie per “in onore a Domenico ho letto I segreti del giovedì sera” ma io non so nulla del libro di Seminara e nemmeno del giovedì sera 🙂 Io avevo parlato con un certo entusiasmo di Giulia Caminito, “L’acqua del lago non è mai dolce”, libro per me molto interessante. Ma con le novità non riesco a stare al passo, escono troppi libri che colpiscono e poi li scordo in men che non si dica. Quello di Caminito però non credo, la protagonista – al momento – resta a gravitarmi in testa.

    Baci

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  27. @Domenico Fina. Non solo a gravitarti in testa.Il libro di Camminiti è una grande opera , impossibile da descrivere a un “pubblico “ distratto e. troppo tranquillo sulla grande avventura letteraria, dove ormai si. sono stabilite le “ regole “ del buono e del “bello”. Fin ora non ho letto critiche su questa bomba e anzi, se te ne capitano ( critiche interessanti) intendo ti prego di scrivercelo. La …..statura di L acqua del lago non è mai dolce, mi sembra gigantesca . Ciao e grazie ancora per avermi fatto conoscere sto maledetto lago. Su Coetzee nessun dubbio, ovviamente voglio dire che la critica ha avuto tutto lo spazio dovuto.Cam

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  28. @ Dani
    Poiché scrivi: <> credo che io debba necessariamente riprovarci 🙂 . Non ero riuscita ad andare avanti.

    @Mariangela
    grazie per aver continuato a chiamarmi in causa, ma io in questo periodo leggo poco e quando leggo non riesco a parlarne. Adesso ho per le mani Y. Kawabata, IL PAESE DELLE NEVI, pescato al book crossing della scuola. Sulla presentazione trovo “romanzo finissimo d’un erotismo occulto…”.
    Vediamo un po’. E poi stamattina mi è arrivato il romanzo di recente pubblicazione di una mia amica palermitana e non vedo l’ora di tuffarmici.

    A presto.

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  29. @Domenico Fina @Tutti
    In passato avevo letto anch’io Belpoliti in un testo che parlava di pianura padana: ricordo atmosfere molto azzeccate e un’alta considerazione di Celati.

    @Cristina @Camilla @Tutti
    Quel libro di Falcinelli è in lista, ma deve aspettare! So che Ernaux è una delle vostre preferite, quindi: buon divertimento!

    @Dani @Tutti
    “Vita e destino”, forse lo avevo già scritto, è ora reperibile anche in versione audio quindi …

    @Jezabel @Tutti
    Sei in Giappone!! non l’ho letto ma mi hanno detto bene di quel libro lì!

    @Tutti
    Io ho finito “Ditelo a Sofia” di Magda Szabò, l’ho trovato molto carino, delicato, tutto incentrato sulla psicologia infantile, visto che la protagonista è una ragazzina impacciata e apparentemente poco sveglia (ne è convinta soprattutto sua madre, nota pedagogista). Però coi bambini le cose non sono sempre come appaiono e non sempre avere ingurgitato manuali di pedagogia è garanzia di riuscire a capirli, ci vuole sensibilità, tatto, disponibilità all’ascolto. Insomma una bella storia che si svolge in Ungheria, negli anni ’50, non ha la stessa potenza de “La porta”, ma è comunque un libro gradevole.

    Ciao,
    Mariangela

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  30. @Tutti
    Ho letto “La signora Dalloway” di Virginia Woolf e per quanto la lettura sia terminata più di due settimane fa, non c’è stato giorno che una qualche scena del libro non mi sia tornata in mente. Potrei cavarmela così e tacere che ho rischiato di abbandonarlo perché questo romanzo è, sì, e giustamente, annoverato tra gli imprescindibili, ma è anche un romanzo non facile, che a me ha richiesto molto impegno ed attenzione.

    Nei capitoli iniziali, tutti quei punti di vista diversi, quasi i personaggi si passassero il testimone per raccontare, uno dopo l’’altro, ma senza apparente connessione, le loro storie, mi stavano scoraggiando: prima Clarissa, poi Lucrezia, poi l’infelice Septimus, e il tutto con ampi flash back che conducono a riunioni giovanili di trent’anni prima. Vi dico, due i sentimenti a cento pagine dall’inizio: la consapevolezza di avere per le mani un gran libro, ma anche uno spiazzante senso di disorientamento.

    La parziale rilettura di quanto sentito fino a quel momento ha fatto molto, ma ancor più ha fatto arrivare alla fine, alla scena della festa di Clarissa, dove tutto torna e dove tutto si riallaccia; grazie ai ricordi dei vecchi amici della protagonista, ormai maturi cinquantenni, i tasselli che l’autrice ci aveva consegnato all’inizio si uniscono e il quadro si forma alla perfezione.

    Quanto ai temi: impagabile l’ironia con cui viene descritta la società altoborghese inglese; tanto feroce quanto leggera la critica alla medicina psichiatrica; sottile ma efficace la descrizione dell’amore saffico (da questo romanzo, molto più che da “Orlando”, ho capito perché Virginia Woolf è divenuta un’icona del mondo lesbico).

    È uno di quei casi dove la fatica viene ampiamente ripagata. Vi scrivo queste cose per sentire la vostra opinione, non certo perché mi senta all’altezza di scrivere di un libro di questa levatura.

    Mariangela

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  31. @Mari grazie per aver parlato di questo libro che hai saputo affrontare bene, rendendocelo con delicatezza e attenzione. Infatti mi hai fatto venire una gran voglia di rileggerlo. Virginia Wolf amatissima.
    È che sono nel mondo di Vita e Destino che è un Everest. La salita è lunga, dura e occorre fermarsi spesso per fare spaziare dovutamente lo sguardo sull’insieme e non perdere alcun particolare del paesaggio.

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  32. Ciao Mariangela 😊
    “Gita al faro” e “La signora Dalloway” sono i due capolavori di Virginia Woolf ma “La signora Dalloway” – per me – di più.
    Gita al faro ha due tempi, netti, il primo denso di brillantezza, con intere pagine straordinarie, il secondo tempo è quello naturale, che segue dopo alcune pagine allucinatorie e impressionistiche, tempo che opprime.
    La signora Dalloway è una serie di andirivieni mentali senza alcuna flessione, scritto in uno stato di grazia dalla prima all’ultima pagina.

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  33. @Domenico Fina. @Marian @tutti. Io sono invece alle prese con Il grande Gadsbi, nella recentissima e. bellissima nuova edizione, davvero ben riuscita e accattivante.Amo molto gli scrittori americani ma Grande Gatsby,che non mi aveva molto interessata, ora me lo sto godendo .Lo trovo davvero bello,uno dei grandi tra a Elliot e. Henry James. Virginia Wolf la mi piace molto nella SIGNORA. DALLOWAI ,I Che non si dimentica facilmente. Che piacere tornare a quei famosi anni.

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  34. @Tutti @Cristina @Claudio

    Ho finito un giallo di Hanz Tuzzi, “Il maestro della testa sfondata”. Allora, io con i gialli, notoriamente, non ho confidenza, ne ho letti pochi e ci metto un po’ a capirli, però questo era carino, prima di tutto perché, entrando nella storia il commercio di libri antichi, vi sono un mucchio di informazioni su questo argomento e, d’altro canto, mi hanno detto che l’autore è un bibliofilo, quindi, ci sta.

    Poi c’è da dire che, ambientato a Milano, il romanzo cita un sacco di vie della mia mal combinata città e, manco a dirlo, ha occasionato un paio di passeggiate nel centro cittadino, le vie più periferiche, pur presenti nel libro, le lascio per la primavera. Milanesi che leggete, Cristina, per caso siete mai stati in via Gabba? È una via a fondo chiuso, nella quale ho trovato un’entrata dell’orto botanico di Brera, strada molto signorile, come la definisce lo stesso Tuzzi, io non l’avevo mai sentita prima.

    Di solito i gialli che piacciono a me, sono considerati poco “gialli” dai giallisti incalliti, quindi volevo chiederti, Claudio, se conosci Hans Tuzzi o magari questo suo libro.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  35. No Mariangela, non conosco lo scrittore nè ho letto il libro ma visto come ne hai parlato senza dubbio lo leggero’. Di gialli che si svolgono a Milano ho letto i libri di Alessandro Robecchi e il libro Nero a Milano di Romano De Marco. Robecchi mi piace molto ed anche il libro di De Marco è interessante. Ciao a tutti.

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  36. @t. tutti. Viva i gialli, specialmente in questa epoca……più gialla e inquietante che mai.Io ho intrapreso la lettura
    del GRANDE GATSBY,uno dei capostipiti della letteratura americana. È sicuramente un grande libro, la prima reazione , non letteraria, è stata per me , “ ecco da dove viene il trampismo “. È un grande libro, comunque,
    Incredibilmente affascinante, come possono essere i veri e grandi capolavori cinematografici.E pensare che ero piena di miserabili PREGIUDIZI.Ciao affettuosamente a tutte e tutti . Cam

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  37. @tutti
    buongiorno
    sono reduce da Astrazeneca e sto dando i numeri a scuola. Ho l’ora buca adesso e ho chiesto asilo politico ad una collega (che fa lezione sulle derivate) per poter stare seduta.
    Arriveranno tempi migliori e meno tensivi.

    @Mariangela e ad altri giallisti
    di gialli ambientati a Milano ci sono anche quelli di Fulvio Capezzuoli, fine cinefilo, che riesce a riprodurre l’atmosfera noir dei film USA d’altri tempi.
    Li ho trovati strepitosi.
    Ciao a tutti.
    Mangio qualcosa per riprendermi.

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  38. @Jez uguale uguale. Astrazeneca martedì scorso e stress a mille a scuola. In più dormo poco, aiuto!!! Ma stop lamentation.
    Io ho terminato la rilettura di Vita e Destino, libro meraviglioso ma letto in questo periodo e con lo stress che mi rode è stata una dura esperienza. Ora per GDL Niente di nuovo sul fronte occidentale (della serie facciamoci del male).
    @Mary mai letto i gialli di Scerbanenco?

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  39. @Dani
    facciamoci forza!!!
    Continui a stimolarmi alla lettura di VITA E DESTINO! ! !
    Chissà . . .
    Sto cercando di proseguire con i miei studi e con la scuola a distanza sono sempre a lavorare, quindi non leggo.
    Ho saputo che Giamaica Kincaid ha scritto a Robinson Crusoe. Avete letto qualcosa? Devo andare a vedere, ne ho sentito su radio3.

    A presto.

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  40. @tutti
    Volevo mandare un saluto a tutti dalla Lombardia zona rossa: periodo che sembra non finire mai, resistiamo, il tempo atmosferico è dalla nostra, oggi giornata tersa e luminosa.

    @Jez @Dani
    grazie x i nomi dei giallisti. Di Scerbanenco ho letto due libri, mi erano piaciuti entrambi.

    @camilla
    Anch’io, come ti dicevo, verso quel libro che pure è così importante x la letteratura americana, nutrivo pregiudizi, adesso invece non ho tempo per iniziare un altro libro. Però un libro Usa l’ho finito anch’io, e anche lui sulla storia di quel grande paese dice molto!

    @Crisrina@Claudio
    Se riuscite, scriveteci, fatevi sentire!!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  41. @Tutti
    ciao, spero stiate bene e che siate su di morale!

    Ho letto due libri che magari conoscete: “Dieci donne” di Macela Serrano e “Le idi di marzo” di Valerio Massimo Manfredi, nessuno dei due mi ha entusiasmata, ma mi piacerebbe conoscere il vostro parere.

    Vi dicevo di vere ultimato un libro che sugli USA dice molto, si tratta di “Tra me e il mondo” di Ta-Nehisi Coates. É un padre afroamericano che parla al figlio quindicenne di come il razzismo abbia permeato tutta la sua esistenza, dall’infanzia a Baltimora fino al presente. In gioventù ha cercato di affrontarlo aderendo alle teorie di Malcolm X, ma dopo i primi entusiasmi comprende che combattere la discriminazione con gli estremismi porta ad altre ingiustizie e quindi comprende i limiti dell’ideologia fondata sulla negritudine. Il libro all’inizio sembra più un saggio, poi diventa romanzo, racconta dei pericoli scampati, perché essere di colore, negli USA del XX e XXI secolo, garantisce una vita a rischio.

    A me questo libro, nella sua brevità, è piaciuto molto e, per quanto l’avessi scelto per averlo trovato nelle classifiche che lo danno tra i più belli del XXI secolo, l’ho un po’ vissuto come la continuazione de “La ferrovia sotterranea”, letta lo scorso anno. Non è un libro storico, ma dà bene l’idea della continuità tra passato e presente.

    Ciao, scrivetemi!
    Mariangela

    PS: sull’arbitrarietà delle classifiche non mi ripeto, ma rimane il fatto che attingendovi mi capita con una certa frequenza,diciamo l’80% delle volte, di trovarvi libri interessanti.

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  42. @Mariangela
    sono abbastanza su di morale, la giornata è bellissima ed io sono stata in un supermercato forestiero (nel comune accanto) per comprare il branzino…
    Piccole soddisfazioni per vite limitate temporaneamente.
    Io V. M. Manfredi non lo tollero nemmeno come lettura per le medie, ma certamente non ne parlo male davanti ai ragazzi che già leggono poco.
    Marcela Serrano mi ha molto colpito negativamente una ventina di anni fa con un libro a dir poco asfittico che me la fa evitare come la peste in libreria. Il libro era IL TEMPO DI BLANCA (grazie Internet) su una donna afasica che mi ha proprio demoralizzato.
    Mi interessa moltissimo invece il libro che hai citato sugli USA.
    Lo appunto. Ho appena rivisto con piacere GREEN BOOK, godibilissima storia, liberamente ispirata ad una vicenda reale, in cui si intrecciano i razzismi degli USA e insegnano tanto su quelli nostrani.
    Almeno una volta l’anno (o anche due) qualcuno mi fa pesare le mie origini meridionali, ma mentre io sorrido, metto in moto l’ironia, capisco che altri più fragili possono averne la vita condizionata.

    Mariangela, continua a leggere pure per me.
    Ciao.

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  43. Ciao a tutti.
    Vorrei segnalare un libro: 533 IL LIBRO DEI GIORNI di Cees Nooteboom, autore olandese, naturalmente edito da Iperborea.
    Un libro che ammalia con le sue riflessioni talvolta profonde, altre più concise ma sempre interessanti. L’autore vive (e descrive) metà dell’anno sulle montagne tedesche e l’altra metà sull’isola di Minorca in una vecchia casa con un giardino popolato da cactus resistenti e tenaci tartarughe. Ogni capitolo, breve o più esteso, è un dono prezioso, una condivisione bella (vi sono accenni a situazioni politiche vecchie o recenti, racconti di tradizioni folkloristiche, aneddoti su vari scrittori..) Più leggo libri di questo tipo più mi rendo conto che questa letteratura ricca di digressioni è quella che attualmente prediligo. Fa viaggiare, suscita ricordi, emozioni anche profonde. Sicuramente leggerò altri suoi libri.

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