I libri più belli, letti nel 2019

Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919
Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919

Eccoci anche quest’anno al post dedicato ai libri più belli, letti nei dodici mesi. L’appuntamento è diventato quasi un caso di studio: un vero gruppo di lettura esteso, un fiume di idee e consigli; a volte anche di schermaglie, quasi sempre confronti ricchi di stimoli e argomenti.
Ricordo le regole per chi non avesse mai partecipato:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Per leggere i commenti del 2018 (sono 28 pagine in tutto):
https://gruppodilettura.com/2018/03/25/i-libri-piu-belli-letti-nel-2018/comment-page-1/#comment-74568

437 commenti

  1. Lo so, lo so, Camilla, Matar è un’altra cosa, ma , quando due libri trattano del medesimo argomento, in questo caso la storia della Libia, il lettore i paragoni lì fa., E non sarebbe lettore se non li facesse. Conoscete Dawan? Io non l avevo mai letta.

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  2. Ciao. Ho lasciato a metà IL COMPLOTTO CONTRO L’AMERICA di P. Roth. Qualcuno definisce il genere fantapolitica, definizione eccessiva per un romanzo che semplicemente ipotizza una presidenza Lindbergh (l’aviatore che simpatizzava per il nazismo) e sconfitta di Roosvelt e quindi il non intervento dell’America nella seconda guerra mondiale. Non saprò come finisce. Non mi prende, non è all’altezza di Pastorale, Indignazione, Patrimonio o altri capolavori di Roth. Non tutte le ciambelle..

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  3. @ Dani. non sono una fanatica di Roth , specialmente il Roth vecchio, ma il Fanta romanzo Complotto verso l’America e’ un grandissimo e lungimirante memento, specialmente in questi giorni tremendi per il nostro Paese . Sempre più. alla deriva dell’ odio, della prepotenza cieca e brutale il Romanzo mi e’ tornato in mente come un tuono roboante foriero di orrore.Penso che sia un capolavoro. E …speriamo. che ce la caviamo! Un abbraccio. Cam

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  4. @Cam certo, il parallelo con la nostra situazione è stato chiaro anche per me, retorica basilare, per le pance ecc..ma non è bastato a farmi continuare il romanzo. Tu che stai leggendo? Tutti, che state leggendo? Io ho iniziato IN CASO DI DISGRAZIA. Ogni tanto devo leggere Simenon 😀

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  5. @Dani, @Cam, Roth è uno di quei grandi scrittori sempre in lista ma ancora mai letto accidenti! rimedierò..
    nelle ultime settimane mi sono reimmersa nelle poesie di Leopardi, che a distanza di decenni dall’adolescenza, assume nuovi e profondi significati per me ora , da adulta!
    Mi sono poi tuffata nel magnifico Meridiano Mondadori di Ungaretti, per riscoprire un uomo e un poeta elevatissimo, i suoi scritti, le sue note, le sue riflessioni sulla guerra e sugli Uomini sono talmente profonde, talmente limpide e piene di Compassione, talmente perfette da inondarmi di meraviglia e ammirazione.
    Le sue parole come gocce di cristallo che penetrano l’anima e l’intelletto e li trasformano! Meraviglioso Ungaretti!

    Continuo poi anche con calma l’affascinante lettura de “Il grande mare di sabbia” di Malatesta, consigliato proprio da te @Dani mi pare; per la prima volta leggo un libro di un autore che trovo antipaticissimo, eppure il suo saggio-libro di viaggio è davvero molto molto intrigante, ben scritto , puntuale e descrittivo ma anche coinvolgente, mi trasporta in un luogo dell’Anima, evoca ricordi e desideri , rimanda ad altre storie ed altri libri, come per esempio il grande viaggiatore del Deserto Theodore Monod ( di cui ho preso “Il viaggiatore delle dune”, per nulla facile da trovare !!) , uomo che rifiutò l’invito di Mitterand con questa lettera che ne rivela la caratura morale:
    ..quando il presidente Mitterrand nel 1988 lo invita alle celebrazioni per la festa nazionale del 14 luglio, Monod risponde così:
    Signor Presidente,
    La prego di scusarmi ma non potrò assistere al ricevimento del 14 luglio al quale lei mi ha invitato.
    Continuo a sperare vivamente che verrà un giorno in cui la festa nazionale non sarà più solo militare e vedrà sfilare anche i tagliaboschi, i ferrovieri, i minatori, i maestri, gli infermieri, e non più solo gli uomini di guerra.
    Nell’attesa di questi tempi nuovi in cui, inoltre, il ritornello del nostro inno nazionale non sarà più sanguinario e razzista, le porgo i miei distinti saluti.

    Insomma, continue scoperte e riscoperte!
    Da cominciare poi per l’estate anche S.King, Il re scorpione.

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  6. @EditaLara: L’ombra dello scorpione è senza dubbio uno dei romanzi migliori di King. Sul podio però metterei:

    Medaglia di bronzo: The Dome
    Medaglia d’argento: 22/11/’63
    Medaglia d’oro: Buick 8

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  7. sì @Ww, King un grande Maestro! non ne ho letti abbastanza e non stilo classifiche ma da non perdere assolutamente “Stagioni diverse”.
    ho acquistato anche Elevation..

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  8. @Edita prendo spunto e mi leggo anch’io qualcosa di Leopardi..e magari Keats. Mia figlia e i suoi amici si radunano in luoghi accoglienti e fanno publiche letture, sia di testi scritti da loro che classici. Sono aperti a chi passa di lì. Qualche giorno fa mi rileggeva ODE A UN USIGNOLO di Keats. Quanta bellezza, che grande comunione con la natura, comprensione profonda per l’esistenza e amore per la vita in un poeta di salute cagionevole, morto giovanissimo. A sentirla leggere dalla sua voce di fanciulla adolescente mi faceva commuovere

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  9. @dani. c’ era un delizioso. film sulla vita e la morte ( in Italia,giovanissimo. e poverissimo, )di Keats, di Jane Campion.Bellissimo e indimenticabile. Cam

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  10. @ Cristina. Dani Editalara e tous le monde del blog.
    Vi avevo chiesto se ricordavate Salvatore Scibona che ,saranno almeno 9 o 10. anni ,aveva scritto un romanzo. sulla migrazione dall’ Europa
    all’America, strepitoso. Di quel libro ho un costante. ricordo pieno di momenti emozionanti.
    Titolo. LA FINE. presentato a Mantova. Questo settembre Scibona torna a Mantova con un nuovo libro.Che contenta che sono. Ciaociao Cam

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  11. camilla io mi ricordo di averlo letto, ma niente altro. Tabula rasa nella mia povera testolina di lettrice troppo smemorata. ufff

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  12. @Cam l’avevo letto anch’io, ma ricordo che non l’avevo apprezzato. Ma sai…con la mia scarsa memoria è difficile ora dirti perché. Se un libro mi colpisce in qualche modo si fissa nella memoria, per qualche aspetto che mi ha fatto risuonare le corde interiori, diversamente lo scordo. Aimè

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  13. @ cri. edita. Dani
    Grazie di avermi risposto. In effetti LA FINE e’ un romanzo. complesso, molto articolato e sorprendente .Queste sono tutte alte qualità. letterarie ma anche rendono il romanzo molto impegnativo. L’ ho ripreso ma le immagini e le impressioni della mia memoria non sono bastate a rendere la lettura ” facile”, eppure ci sono tutte le mie sottolineature di 9 anni fa’. Mi tocca ricominciare : sarà a causa della mia memoria più debole o della effettiva alta complessità del bel romanzo? Effettivamente ricordo che a Mantova, tanti anni fa’ dissi a Scibona. ” ho letto il libro 3 volte” tra l’ ilarità del ” banco” , allora capitanato da Sinibaldi. E poi fu bellissimo. Forse sono invecchiata troppo e un po’. scimunita. Ma lo rileggerò per la quarta volta e la vedremo ! Ciao. ragazze, vi voglio bene.
    avete letto che il premio Nobel. Vargas Lliosa ha chiesto il Nobel per la pace a Carola? 😊

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  14. Cara @Cam , in tutto questo frastuono insopportabile di voci politiche vergognose soprattutto riguardo i diritti civili e delle donne ( che “qualcuno” a caso vorrebbe per magnanima concessione “regalarCi” 😦 ) la letteratura resta la nostra ancora di salvezza, la nostra consolazione in tempi di intollerabile superficialità.
    Ti voglio bene anch’io 🙂

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  15. @EditaLara: Un’effettiva parità tra uomo e donna è impedita non tanto dalla politica, ma dalla società civile. A livello di mentalità infatti molti uomini ritengono ancora di avere una posizione dominante nei confronti delle donne: lo possiamo vedere ad esempio dagli innumerevoli femminicidi causati dal fatto che l’uomo “non aveva accettato la separazione”, ovvero non aveva accettato l’idea che una donna potesse essere libera di prendere le proprie decisioni in merito al loro rapporto di coppia.
    Ci sono poi quelli che non arrivano al femminicidio, ma comunque rendono la vita impossibile alla ex con uno stalking difficile da contrastare, perché le leggi in materia sono inadeguate: le pene sono minime e il divieto di avvicinarsi alla ex è ridicolo, per l’impossibilità di controllare che venga effettivamente osservato.
    Per non parlare poi di quegli uomini che trattano la compagna come una schiava, o come una vittima da angariare con violenze fisiche e/o psicologiche.
    La svolta deve quindi avvenire nella mentalità delle persone comuni prima ancora che della politica. In questo senso la scuola e l’educazione familiare possono fare moltissimo.

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  16. @ ww. bel post caro ww. Ma solo una politica liberale può ” progredire” nel superamento del maschilismo,tra l’ altro,molto altro,e non certo una politica di destra ,estrema e mostruosamente crudele e apertamente misogina. Incredibilmente feroce e basata sulla brutalità. e l’ignoranza e apertamente razzista. Cam

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  17. @Camilla: A mio giudizio è necessario superare questa visione manichea per cui la sinistra è la panacea di tutti i mali e la destra un crogiolo di tutti i manigoldi possibili e immaginabili. Quest’atteggiamento di superiorità morale vi rende molto antipatici agli occhi degli elettori. Fermo restando che è sgradevole anche l’abitudine radicata in molti uomini di destra di sfottere i politici dello schieramento opposto.

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  18. @Ww tutte cose giuste e stradette e risapute ( certo altra cosa è metterle in pratica) ma che passi sotto silenzio una affermazione (di ieri, passata quasi inosservata, cosa ancora più terribile, ma io l’ho sentita cavolo!!! )) tanto maschilista e offensiva mi fa infuriare a dir poco, le parole contano, costruiscono la nostra idea di mondo e civiltà, esprimono quello che siamo e dicono tutto di noi assieme ai nostri silenzi.

    https://www.lapresse.it/politica/fonti_m5s_regalare_diritti_alle_donne_gravissime_parole_salvini-1629416/news/2019-07-09/

    e per parlare di letteratura e in tema, sto leggendo un libro prezioso: Donne di Eduardo Galeano, fulminante, perfetto, necessario.

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  19. p.s. non ne faccio una questione di destra o sinistra , anzi è talmente trasversale sto becero sessismo che purtroppo fa piangere i sassi. Ne sento continuamente anche nella quotidianità, da tantissime persone, uomini e pure donne, in gamba, ma l’idea dello strapotere maschile sulle donne è talmente radicato e radicale che permea anche le più semplici e apparentemente insignificanti frasi.

    e poi: REGALARE??? I diritti civili ci devono essere regalati?? per pura benevolenza e a discrezione di chi??
    scusate ma è argomento scottante.

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  20. mi riferisco a un mio post non ancora pubblicato e in moderazione per il link allegato. ma a parte il link, sono parole che io ho sentito ieri in un tg.

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  21. Buongiorno a tutti,
    sto leggendo il seguito di LE HO MAI PARLATO DEL VENTO DEL NORD, ovvero la SETTIMA ONDA. Non sono un amante dei sequel, ma questo regge, devo dire, anche al caldo, che ha inaspettatamente colpito le mie montagne bergamasche.
    Intelligente schermaglia via email tra due personaggi costruiti molto bene.
    Spero non mi deluda alla fine.

    La settimana scorsa ho letto Salwa al Neimi, LA PROVA DEL MIELE.
    Letto il 1° rigo della quarta di copertina, mi appare come un racconto basato sullo scambio culturale: islamica colta, vive a Parigi etc etc
    Comincio a leggere e mi appare subito un contorto tentativo di libro erotico ragionato.

    Non so. Non è la prima volta che leggo romanzi di autrici appartenenti all’area islamica araba.
    Almeno tre e tutte e tre non riescono a scrollarsi di dosso il peso del pregiudizio che l’Occidente può avere sulla loro cultura. Tutte e tre a rimestare nel più banale dei luoghi comuni: la donna araba islamica è passionale, vive il desiderio e ci sono anche degli esemplari che vivono senza scandalo la propria omosessualità.
    Ebbene?
    In questo la voce narrante dichiara tutto il tempo che le interessa sperimentare tutto, senza l’amore, per poi capire che l’uomo con cui ha sperimentato di più era l’amore della sua vita.

    Insomma, qualche pagina bibliograficamente interessante c’è. Stila una sorta di elenco ragionato di autori della tradizione araba da leggere. Per il resto, fuffa!!!

    A presto.

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  22. @Tutti
    Ciao, spero stiate tutti bene.

    @Jezabel, probabilmente la tua autrice araba indulge in un orientalismo retrivo che l’Occidente ha inventato per rappresentare l’Oriente. È capitato anche a me, in passato, di imbattermi in simili scimmiottature, peccato, sono quei libri che non danno molto, in effetti.

    Io ho finito l’ascolto de “I miserabili” e sto riassaporando questo capolavoro in compagnia di un autore che ben conosciamo:

    ►Vargas Llosa, “La tentazione dell’impossibile Victor Hugo e “I Miserabili”, a cura di Antonella Ciabatti, Libri Scheiwiller, 2011, 213 p.

    Il romanziere peruviano, qui in veste di critico letterario, dice la sua su Hugo e sul suo capolavoro, lo fa con spiegazioni limpide e acute; non sono sempre d’accordo con lui, ma mi sto divertendo un sacco perché leggendolo ripercorro tutto il romanzo, ho modo di riflettere su alcune scene e di incontrare di nuovo i personaggi.

    Secondo Vargas Llosa, Hugo è un narratore imperioso, a cui il lettore deve arrendersi, della cui personalità non può non sentire la preminenza; i personaggi sono a suo parere dei tipi, c’è il santo, il giusto, il fanatico e così via. Tra le righe io ho avvertito quasi un filo di fastidio da parte di Vargas Llosa per questo tipo di narrazione tipicamente ottocentesca. Io penso che sia vero, Hugo come narratore si impone al narrato e i personaggi, a ripensarci adesso a lettura finita, potrebbero apparire senza sfumature, ma credo che la grandezza di Hugo consista proprio in questo: mentre leggevo avevo la sensazione che quel modo di raccontare fosse l’unico possibile e che quei personaggi fossero autentici e coerenti con se stessi! È vero che lo svolgimento del racconto è molto lento e a questo la narrativa contemporanea ci ha disabituati, quindi il lettore deve inizialmente fare uno sforzo di adattamento, questo senz’altro, ma per il resto lo stile del libro ha fatto sì che al narratore Hugo, “Il divino stenografo” lo chiama Vargas Llosa, io mi sia affidata senza remore per tutto il corso del romanzo come a una guida sicura.

    Mi piace questo libro di vargas LLosa e lo consiglio, veramente.

    Ciao,

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  23. @ Marian Victor Hugo. e Adele H. madre dei 5 figli, l’ amico di Hugo Saint Beuve, amico anche di Adele , ecc. ci sono nel libro di Vargas Llosa? scusa se speculo ma sono argomenti. che mi interessano.
    Ciaociao Cam

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  24. @Camilla @Tutti

    Camilla, il libro di Vargas Llosa “La tentazione dell’impossibile Victor Hugo e “I Miserabili” potrei etichettarlo, per farmi capire, come testo di critica letteraria perché approfondisce i temi del romanzo, ne ricostruisce le vicende e ne sviscera i significati; non è una biografia di Hugo in senso stretto, Adele Hugo (penso la figlia) è citata come autrice di un libro sul padre, ma non ha un rilievo suo in queste pagine. Però se ami Hugo e se hai apprezzato il suo grande romanzo io il libro mi permetto di consigliartelo!

    Sono quasi alla fine, Vargas Llosa enfatizza la pretesa di Hugo di riportare tutto, i fatti di rilievo quanto i dettagli, gli aspetti sociali come i rivolgimenti storici, i moti dell’animo quanto gli aspetti di storia materiale.

    “I fatti che andremo narrando appartengono a quella realtà drammatica e vivente, che lo storico talvolta trascura per mancanza di tempo e di spazio. Eppure in essa, ripetiamo, è la vita, il palpito, il fremito umano. I minuti particolari, crediamo di averlo già detto, sono, per così dire, il fogliame dei grandi avvenimenti e si perdono nelle lontananze della storia. L’epoca chiamata delle sommosse abbonda di particolari di questo genere.”
    [Victor Hugo, “I miserabili”, versione integrale in cinque Tomi. Lettura di Moro Silo, a cura di Maurizio Falghera, il Narratore audiolibri, 2009, 5 compact disc (MP3), “Testo” (IV, X, II, p. 568)]

    Nel suo intento di “totalità romanzesca” Hugo riesce perfettamente, è un narratore che ci porta dove vuole lui, lo seguiamo ovunque voglia condurci, si tratti di cloache (le pagine dedicate alle fogne di Parigi rimangono impresse) o di campi di battaglia (indimenticabile Cambronne!). E a lettura finita il lettore (la lettrice) si domanda: quanto è bravo uno che, scrivendo, fa di me quello che vuole?

    Ciao,
    Mari

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  25. @ Marian. bellissima e appassionata la tua riflessione su Victor Hugo,I MISERABILI,NOTRE DAME DE PARIS, L’UOMO CHE RIDE, NOVANTATRÉ E altri.romanzi e’ un poderoso ” genio” della letteratura ottocentesca. La sua vita di uomo, marito e padre e’ assai meno gloriosa e e’ invece piena di sofferenza per la moglie Adele H., che lamentava una specie di prepotenza virile , sopraffatta da questo ” gigante” che la riempiva di figli , oggi diremmo che nella vita privata era sicuramente. un maschilista pesante. Anche una delle figlie su chiamava Adele . Saint Beuve fu molto ” vicino” ad Adele moglie e su questa …famiglia c’ e’ molto da leggere . Su Adele ci devono essere anche più. di un film. Cominqu grazie ancora. Io amo molto Vargas Llosa e il suo saggio su Hugo non lo conosco. Un abbraccio. Cam

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  26. Tutte/i. L’uomo che ride di Victor Hugo è stato il libro che – letto sui 14 anni – mi ha legata alla lettura per sempre.

    Ho riletto ieri LA FIGLIA OSCURA di Elena Ferrante. E’ un libro bellissimo, lo confermo a distanza di un decennio e più. Forte, con uno stile nervoso e scattante, rimesta nelle pieghe oscure dell’animo di una donna e di una madre portandone in superficie le ambiguità e le tortuosità. Un libro definitivo sulla nostra ambigua duplicità. Ferrante è maieutica, e, anche se a Camilla non piace, ha una potenza fuori dal comune.

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  27. @ cris. confermo che non mi piace la camaleontica , una e trina,( di più? di meno?) ferrante.Certo il mio parere è ovviamente. senza alcuna importanza. Per questo romanzo da spiaggia non andrei a disturbare Socrate e Platone con la maieutica. L’ uomo che ride e’ invece è un grande romanzo, forse il più bello di Victor Hugo. ciaociao Cam

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  28. Elena Ferrante non è una scrittrice da spiaggia ( la trilogia forse si). Secondo me e secondo migliaia di lettrici e lettori. Poi, a ciascuno il suo, ovvio.

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  29. @ cam e tutti
    Sapete che L’UOMO CHE RIDE è un libro di cui parlava sempre mia nonna Maria, lettrice di nascosto.
    I maschi di casa le impedivano di leggere …sembra incredibile.
    E naturalmente, anche se le piaceva la scuola ed erano ricchissimi, le è stato impedito di proseguire oltre la quinta.
    La casa però era piena di libri e così – direi – l’occasione faceva la ragazzina ladra.
    Sin da piccola quindi ho sentito parlare di questa opera, ma l’ho sentita come una sorta di faccenda di famiglia.
    Non l’ho mai nemmeno incrociato fisicamente in libreria o nei mercatini.
    Forse è giunto il momento di leggerlo.

    Quanto alle mie letture attuali, per comodità di viaggio aereo ho letto un po’ di teatro di Pirandello, non ho finito LA SETTIMA ONDA, per cui dovrò aspettare a settembre, ed ho ripreso KEYLA LA ROSSA che avevo iniziato e poi abbandonato a giugno.
    La mia si può definire “lettura intermittente”.

    @ Mariangela
    Interessante la lettura de I miserabili attraverso Vargas Llosa
    Brava, c’è sempre da complimentarsi per le tue attività di approfondimento.
    Un saluto siculo.

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  30. @ Jezz. carissima “Sicilia Nuzza”certo che le case, i salotti delle nonne e bisnonne e le loro stesse vite non sarebbero state indifferenti all’immaginifico, angelico e diabolico Victor Hugo. Cosa non ha scritto quell’ incredibile mago della scrittura romanzesca. L’ uomo che ride e’ magnificamente triste, disperante e al tempo stesso commovente, strabiliante e grandioso. La storia della tua nonna e’ bellissima e e’. bellissima la tua definizione di ” un affare di famiglia” l’ avventuroso e tremendo romanzo L’ uomo che ride ,che ovviamente ha un nome ” indimenticabile ” che io in questo. momento sto dimenticando, la piccola Dea, il cane magico Homo e insomma mi sento dentro quelle mirabolanti e stupefacenti e crudeli avventure che solo Hugo seppe regalare a tante generazioni di lettori, ancor oggi capaci di appassionarsi.
    Sono contenta quando scrivi , sempre originale, mai prevedibile. Un abbraccio. Cam

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  31. @cam
    Accidenti, grazie mille.
    Io mi rileggo e mi sembra sempre di non aver scritto niente di quello che volevo dire veramente…

    A presto.
    PS anche mia mamma ora vuole leggere L’uomo che ride!!!!

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  32. tutte sotto l’ombrello del libro che mi ha avviata alla lettura! Bello!
    Io sto leggendo Delitto e castigo, un po’ mi annoio un po’ no, coi russi ho un rapoprto strano, la loro vita così freneticamente fatta di bevute samovar, visite reciproche, passeggiatine, visite di nuovo, mangiate, bettole, vestiti, stracci, carrozze e cadaveri per strada boh… mi lascia sempre stranita.
    L’orgoglio poi,m la spiritosaggine, come sono lontani da me!
    La psicologia è ben descritta nelle sue giravolte demenziali e farneticanti, ma tutto il resto, i deliri, le inimicizie che sbollono, i medici le scale oscure, tutto il vaevieni,il rapporto delirante col denaro, mi annoia,

    sbaglio ne sono certa ma già anche le ultime cose di Tolstoj mi avevano annoiata.
    Ohibo’ che oso dire? (vecchia sono sarà quello??)

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  33. @ Cristina. Hai sbagliato. libro Cri. Stai parlando di DELITTO E CASTIGO. di Dostoevskij non certo di Tolstoj. E questo libro fa tremare, fa paura e coraggio al tempo stesso.Paura, tanta paura, di fronte alle rivelazioni dell’ animo , alla psiche che crediamo di dominare e invece ne siamo dominati. E a un libro tra i più. grandi e moderni e importanti
    della letteratura universale . Terribile e emozionante. Del testo tutto Dostoevskij e’ un fenomeno di genialità assoluta. Penso che hai in mano un libro taroccato. Ti prego Cristina , Dostoevskij e’ immenso.Ciaociao tua Cam

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  34. Jez, leggere quel libro a commento de “I miserabili” è stato un piacere! Veramente!

    Camilla, Cristina, forse l’avevo già scritto: da ragazza amavo Dostojeskji, ma l’ autore russo non ha retto alla rilettura, tutto in lui mi è parso esagerato ed eccessivo quando l ho ripreso circa 3 anni or sono (cambiamo, non c’è niente da fare!).

    Per contro, ora apprezzo moltissimo Tolstoj. Sull’argomento non vi ho ancora detto che ho letto recentemente “La sonata a Kreutzer”, proprio di Tolstoj: grande romanzo breve, alcune affermazioni sulla condizione della donna sono particolarmente attuali.

    Qui ne avete parlato recentemente. Ammetto, però, di essere stata maggiormente colpita da “La morte di Ivan Ilicic”, sempre di Tolstoj.

    Ciao,
    Mariangela

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  35. Vorrei segnalare L’ORDINE DEL GIORNO di Eric Vuillard, scrittore e cineasta francese, premio Goncourt 2017, meritato. Vi si racconta dei giorni che precedono l’invasione dell’ Austria e della riunione tra i magnati dell’industria tedesca che avallarano il nazismo e le sue nefandezze. La professione di regista di Vuillard condiziona la scrittura fatta di immagini nitide, di quadri narrativi che si susseguono con ritmo incalzante e un crescendo di tensione culminante con l’ ingresso dei carri oltre confine. Bel finale ironicamente tragico poiché l’entrata a Vienna è ritardata da guasti ai carri di scarsa qualità. I fatti sono raccontati da prospettive inusuali (ad es. Una bottega a Hollywood) e ciò crea una sensazione di straniamento ed evidenzia l’assurdità del male. Dialoghi surreali fanno risaltare la menzogna e la tracotanza del nazismo, la sua brama di potere che gli fa via via divorare la libertà dei popoli. L’annullamento progressivo dei diritto è descritto come una tenaglia che si stringe sempre più lasciando attoniti anche quei funzionari in origine simpatizzanti del Fuhrer. Insomma, da leggere.
    Che fatica scrivere un commento dal telefono! Col PC non riesco, non so perché..

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  36. Camilla, so che è di Dostoijevski! dicevo che coi russi ( quindi anch Tolstoj) ho dei problemi, ma vedo che non sono stata chiara nell’esprimermi

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  37. @Tutti
    Dopo un classicone, dopo tante sperimentazioni con tormentatissimi libri rumeni, e ungheresi, sono tornata ad attingere dalla classifica della BBC proposta qui da Luigi:

    https://gruppodilettura.com/2015/01/20/i-romanzi-piu-belli-del-xxi-secolo-secondo-la-bbc/

    “Il tempo è un bastardo” di Jennifer Egan ha una struttura strana, a tessere di mosaico, la chiamo io: i capitoli (non sono racconti!) sono legati tra loro per il fatto che i medesimi personaggi, se pur in ruoli diversi, vi appaiono ora come figure centrali, ora come comparse; in certe parti sono l’io narrante, in altre solo comprimari. Spiegato così, viene in mente Olive Kitteridge, ma in quel romanzo la protagonista è una sola, mentre qui, alla fine, quando il lettore ha messo insieme i pezzi (deve sbrogliare un po’ la matassa, ma la lettura dà soddisfazione ) si accorge che in questa vicenda i protagonisti sono almeno due, e comunque, tutti, innamorati della musica rock.

    Scritto in modo spigliato, ironico e divertente, è il libro che mi ci voleva dopo tante letture interessanti, certamente, ma forse un po’ ostiche (sto riferendomi agli autori dell’Est europeo di cui vi ho detto tempo fa). Bravissima, Jennifer Egan!

    Qui ne avevate parlato qualche anno fa, so che la conoscete,

    Ciao,
    Mari

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  38. @ Marian pochi. Anni fa’ lessi GUARDIAMI di Jennifer Egan. mi colpi’ moltissimo. poi di Egan non lessi altro, non so perche’. GUARDAMI mi sembro’ molto forte, definitivo per una. scrittrice. stranezze del Proprio inconscio. Ciao ciao Cam

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  39. @Dani: A proposito di opere che raccontano il nazismo da una prospettiva inusuale, cerca il film “Europa Europa”: per quanto incredibile possa sembrare, è tratto da una storia vera.

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  40. @ ww. Il film Europa Europa. L’assurdo del razzismo, in tutte le possibili declinazioni.Posso chiederti quale è il punto ” speciale” per cui consigli questo film?Grazie. Cam

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  41. @Camilla: Lo considero inusuale perché racconta il nazismo senza essere ambientato in Germania (se escludiamo le scene iniziali). Complimenti per la tua cultura cinematografica: nonostante sia stato candidato all’Oscar, lo conoscono in pochissimi (e infatti ha un numero di voti su imdb davvero molto ridotto).

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  42. @Ww grazie, lo guarderò
    Non lo conoscevo. Ho visto che partecipa alla produzione anche Les film di Losanghe, fondata dal mio amatissimo Romer.
    Ho appena finito UNA STANZA TUTTA PER SÉ. Vera femminista Virginia Wolf, coerente, convinta. Interessante la teoria, che riprende da Coleridge, secondo cui le migliori espressioni artistiche vengono da personalità androgine che incarnano la creatività femminile e maschile al contempo. Una completezza di visione che secondo lei ebbero Shakespeare, Keats, Proust e altri che cita. Comunque sulla scia di questo saggio sto leggendo anche le sue lettere e pagine del diario. Curioso, non amava Joyce che trovava egocentrico e il suo Ulisse, plebeo.. Io non l’ho mai letto per cui non posso esprimere pareri. Ciao a tutti

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  43. @Tutti

    Come vi dicevo settimane fa, mi sono messa in testa di leggere qualche romanzo breve della letteratura tedesca: ho miseramente fallito con un racconto tenuto in grande considerazione da Thomas Mann ed elogiato anche da Kafka: si tratta del “Michele Kohlhaas” di Heinrich von Kleist. All’inizio sembra di essere al cospetto di una storia edificante, per un po’ tutto bene, poi le pagine precipitano nel caos, io non ho capito più nulla.

    Adesso ci sto riprovando, ho scelto un pezzo di Wedeking che tra l’altro è pure diventato un film di Irving. Sto leggendo“Mine-Haha ovvero Dell’educazione fisica delle fanciulle”. Centinaia di ragazze vengono convogliate verso una sorta di collegio, un luogo dove le più grandi si occupano dell’ educazione delle più giovani; è vietato uscire. Atmosfera strana, leggermente inquietante: tutto è avulso dalla realtà, salvo la cura del corpo e l’esercizio fisico che deve modellare le fanciulle alla perfezione. Percepisco qualcosa di torbido come in alcuni romanzi giapponesi letti anni fa, insomma lettura difficile non facilitata dal saggio di Roberto Calasso che ne dà un’interpretazione economica (mi mancava!).

    Chiedo a voi perché so che amate il cinema magari conoscete anche il film che si intitola “L’ educazione fisica delle fanciulle: mine ha-ha”.

    Ciao,
    Mari

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  44. Dani,
    le lettere di Virginia Woolf erano piaciute moltissimo anche a me, soprattutto i passaggi sui libri e sulla lettura. Quanto amava leggere, Virginia!!

    ciao,
    Mari

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