Gruppi di lettura: come crearne e uno e farlo vivere felice

Roz Chast,
Roz Chast, The Subway Sofa, 12 aprile 2016

Che cosa è un gruppo di lettura? Come si organizza? Come si legge “in gruppo”? 
Alcune delle idee sono state espresse altrove in questo blog e sono qui semplicemente ripetute e sintetizzate. Soprattutto, molte di queste “regole”, le ho imparate dal lavoro prezioso di alcuni bibliotecari nei quali ho avuto la fortuna di imbattermi in questi anni.
Naturalmente sono gradite precisazioni, smentite, punti di vista diversi.
(Il post è stato pubblicato per la prima volta nel giugno 2011 e sostanzialmente rivisto, modificato e editato in febbraio, marzo, novembre 2017; e ancora in novembre 2018)

CHE COS’È UN GRUPPO DI LETTURA?

Proviamo a rispondere nel modo più semplice possibile:

il gruppo di lettura è un insieme di lettori che decidono di condividere, parlandone, la loro lettura privata di uno stesso libro. Lettura privata va intesa come: ciascuno per proprio conto.
È una definizione approssimativa e molto generica dei diversi tipi di gruppi di lettura che conosciamo: è utile per cominciare; in alcuni casi è necessario renderla più specifica.

Ma quali sono le caratteristiche fondamentali di un gruppo di lettura?
Questa, invece, è una domande alla quale credo sia inutile provare a rispondere. Ci costringerebbe a selezionare, a fare una classifica di caratteristiche, magari ad escluderne.
Finiremmo nel tunnel della ricerca della presunta essenza di un Gdl, in un esercizio di definizione rischioso – che potrebbe anche portare a escludere qualche gruppo. Operazione dunque che ci allontanerebbe da quel che ci interessa: creare, sviluppare, vivere un gruppo di lettura.

STRUMENTI E REGOLE (premessa)

Seguiamo una strada più pratica; mettiamo a punto alcuni strumenti, e regole del gioco (flessibili, reversibili, modificabili via via che si gioca) che sappiamo che funzionano e che sicuramente aiutano a fare un gruppo di lettura.
Sono “strumenti” e “regole” ricavate da anni di frequentazione dei gruppi di lettura ma anche da esperienze di dialogo con altri lettori su cosa succede nei loro Gdl.
Alcune idee sono però anche frutto di attività ancora più estemporanee: conversazioni con altri lettori che non fanno parte di gruppi di lettura ma che esprimono interesse per la condivisione della lettura; domande di lettori ignari di come funzioni un Gdl; oppure di lettori scontenti della loro esperienza nei gruppi. Alcune cose le ho ovviamente imparate dal lavoro di alcuni bibliotecari.

OLTRE LE BIBLIOTECHE (premessa 2)

A proposito di bibliotecari, è d’obbligo un’altra premessa. Non pretendo in alcun modo di occupare lo spazio concettuale e pratico abitualmente occupato dal lavoro e dalle idee dei bibliotecari. Sappiamo che è soprattutto nel quadro della loro attività che, in Italia soprattutto, sono nati e si sono sostenuti negli anni decine di gruppi di lettura. E in questo quadro si è prodotto anche molto lavoro di divulgazione su “come fare”. È però un lavoro che ha avuto soprattutto altri bibliotecari come interlocutori.
Qui vorrei invece rivolgermi ai lettori, da lettore. Sia perché il ruolo dei lettori anche sul piano organizzativo, nei gruppi che si creano e svolgono le loro attività nell’ambito delle biblioteche, è sempre più importante per la salute dei Gdl; sia perché il fenomeno dei gruppi di lettura manifesta ormai segni di vitalità anche fuori e indipendentemente dalle biblioteche.
È quindi  e soprattutto pensando a un gruppo di lettura totalmente o almeno in parte autogestito dai lettori che ho raccolto quello che ho scritto qui.

REGOLE DEL GIOCO

Cominciamo con alcuni “consigli” elementari, fondati su alcune regole del gioco. Alcuni di questi consigli, per essere applicati, richiedono l’uso di “strumenti” dei quali ci occuperemo successivamente.

1 – La lettura è un’attività privata

(che poi, a volte, viene condivisa). Non date retta a chi sostiene il contrario e teniamo questa convinzione come bussola in tutte le attività e iniziative relative al gruppo di lettura: ci aiuterà a prendere decisioni giuste e realistiche e a evitare le delusioni.
Un gruppo di lettura non fa letture di gruppo. Ciascuno legge da solo, per i fatti propri, il libro scelto come libro da condividere. Poi, in un incontro a una data stabilita, si discute di quel libro. Un gruppo di lettura fa allora quella che viene definita “lettura condivisa”; da non confondere con la lettura di gruppo, che invece prevede che l’atto della lettura sia fatto insieme a tutti gli altri.

Parlare ad altre persone di un libro che si è letto può essere difficile e faticoso. Discutere di un libro, in modo pertinente e profondo, significa molto spesso aprire una finestra sulle proprie idee e i propri sentimenti, le proprie emozioni più intime. Ho conosciuto persone che hanno lasciato il gruppo, del quale pensavano di sentirsi felicemente parte, perché era diventato emotivamente troppo faticoso parlare con sincerità dei libri letti. Poi ci sono timidezze nel parlare con persone che si conoscono poco o per nulla; fastidio per il protagonismo di altri lettori; intolleranze all’imposizione di una data entro la quale il libro dovrebbe essere terminato per poterne parlare nell’incontro. E molti altri ostacoli, come vedremo.

Un gruppo di lettura si regge quindi su un equilibrio instabile. Da una parte la naturale indipendenza del lettore nella scelta del libro, nella personalizzazione della lettura, nella interpretazione, nel tempo da dedicare, nel modo di scegliere di cosa parlare a proposito di quel libro e di come parlarne, e in tutto il resto che fa di ogni lettore un lettore idiosincratico e irriducibile a qualsiasi “gruppo”.

Dall’altra, però, abbiamo la forza considerevole, cognitiva ed emotiva, della condivisione con altri dell’esperienza unica e irripetibile di quanto e come si è letto quel libro. È una pratica di generosità che richiede uno sforzo: la trasmissione gratuita di un’esperienza intensa e importante, per molti lettori un’esperienza decisiva. Una esperienza simile a quella del dono: gratuità di pensieri ed emozioni generati dalla lettura.
In fondo, la condivisione della lettura della quale stiamo parlando si fonda sulla convinzione di fondo che le storie che si sono scoperte dentro i libri possano continuare a esistere solo se condivise, rimesse in circolo, con l’aggiunta di ideali note a margine volute dagli altri lettori.

2 – Il gruppo di lettura deve avere confini permeabili.

In entrata, uscita, rientro, ri-uscita e così via. Un gruppo di lettura che rende difficile il transito si trasformerà presto in un ciarliero salotto; e in esso la conservazione del salotto stesso sarà più importante della qualità, del coraggio e della varietà della discussione.

Un salotto è diverso da un gruppo di lettura. Un gruppo che non favorisce il transito in entrata e uscita, rischia di irrigidirsi, faticherà a rinnovarsi e soffrirà molto l’instabilità generata da ogni – inevitabile – abbandono. E faticherà ad accogliere nuovi lettori (sempre che nuovi lettori, un Gdl “chiuso” riesca a trovarli).

Fra le possibili metafore efficaci per questo concetto di disponibilità e invito al transito nel gruppo di lettura, mi pare che funzioni quella del piccolo bus in viaggio – se ne vedevano parecchi negli anni Settanta, oggi un po’ meno – che si ferma a far salire gli autostoppisti; l’atmosfera è accogliente, sul bus ci sono altri autostoppisti, si scambiano le provviste di cibo, l’acqua, il vino; si scambiano le idee e le emozioni, le storie. Poi, dopo un po’ di strada, qualcuno scende, è arrivato. Altri salgono. È uno spazio aperto e, insieme, intimo, solidale e di confronto e di conforto, capace di mutare continuamente, e allo stesso tempo di mantenere la propria natura “aperta” e di esplorazione.

3 – Il gruppo di lettura ha bisogno di una casa.

O meglio di un luogo pubblico (o quasi pubblico come il bus di prima) che faccia da casa. Certo, molti gruppi di lettura si riuniscono davvero nelle case private. Ma questa pratica, lo si intuisce, rischia di spingerlo presto a diventare il citato “salotto”. L’esperienza ha fino a oggi indicato che le biblioteche pubbliche sono il luogo ideale per fare da casa a un gruppo di lettura. È il luogo più aperto, e capace di favorire il “transito”. Vanno bene anche i locali di un circolo culturale aperto; persino quelli di un bar. Anzi, ho maturato la convinzione che nei bar, pub, enoteche possano nascere gruppi specifici e “leggeri”, agili avanguardie. Questi luoghi potrebbero diventare fra i migliori per la creazione di nuovi gruppi, che magari si consolidano trovandosi altrove.

4 – Moderatore.

La discussione di ciascun libro in un gruppo di lettura funziona meglio se guidata da un moderatore (in alcuni gruppi è stato chiamato “maestro di gioco”, anche per ricordare che suo compito è tenere sempre presente che ci sono delle regole del gioco e che queste regole sono suscettibili di trasformazione). È importante che il moderatore cambi per ogni libro discusso. Il perché è intuibile: non si rischiano le conferenze, non si rischia l’omologazione a un solo tipo di discussione o interpretazione.
Un buon metodo è affidare di volta in volta il ruolo alla persona che più ha a cuore il libro scelto.

Ma serve davvero un “moderatore”?
Forse si può fare senza. Diciamo che su questo tema ci sono idee – forse contraddittorie – ancora in evoluzione e elaborazione. Tornate a leggere qui.

5 – Comunicazioni.

Qualcuno deve fare da collante fra i lettori del Gdl, in particolare fra una riunione e l’altra, nelle pause estive e nelle feste di Natale. Comunica a tutti data e ora degli incontri; comunica il libro scelto a chi non ha partecipato all’ultima riunione; mette all’opera le idee per pubblicizzare il gruppo e favorire il “transito”.

6 – La scelta del libro.

Scegliere il libro nel modo giusto è un passaggio molto importante: ve ne accorgerete quando tutto sarà mandato a monte tutto con scelte mediocri, fatte più per non scontentare nessuno che per interessare, sorprendere o scardinare sicurezze dei lettori, o con scelte superficiali. Se vi sembra una regola banale, non state tenendo conto della maledizione dell’abitudine. Quando il gruppo di lettura si consolida – dopo un po’ di libri con le relative riunioni di discussione – la scelta rischia di diventare quasi una routine; e in questo modo viene sottovalutato l’impatto che questa scelta avrà sull’intensità di partecipazione alla condivisione della lettura e in definitiva sul futuro del Gdl.
Libri scelti dopo discussioni intense sono indicatori significativi della salute del gruppo di lettura. Libri scelti quasi senza pensarci dovrebbero essere un segnale d’allarme sulla salute del gruppo.

7 – La discussione: (quasi) nessuna regola.

Il gruppo di lettura si autoregola. Trova equilibri che si ridefiniscono ogni volta, anche dipendenti dal moderatore, dal numero di partecipanti alla discussione, dal libro discusso. Un gruppo autoregolato riesce anche ad ammortizzare il potenziale di rovina generato da elementi di disturbo, per esempio il narcisismo di qualche partecipante.
Ovviamente il tutto in quadro di civiltà e rispetto che viene dato per accettato e rispettato da tutti.

8 – Chi partecipa a un gruppo di lettura non fa critica letteraria.

Non sostituisce i critici di professione. Ovviamente non si può impedire a un lettore di provare a fare il “critico”. Ma un “vorrei essere un critico” tende ad appesantire la discussione e a creare malintesi e diffidenze. Viene visto come “uno che sale in cattedra”. La discussione funziona meglio se i lettori/partecipanti esprimono al massimo l’esperienza soggettiva di lettura di quel libro, senza le pretese di oggettività nel giudizio estetico che segnano ogni lettore che “vorrebbe essere un critico”.

9 – Profondità.

D’altra parte, è decisamente meglio che le differenti personalità nel Gdl si esprimano liberamente. Anche a costo di appesantire la discussione. Una discussione articolata, magari anche con digressioni clamorose è meglio di un “like” alla Facebook, o di un, apparentemente più meditato: “È un libro ben scritto”. Una discussione generica uccide il gruppo di lettura.

10 – Il gruppo di lettura non dovrebbe avere “finalità”, “obiettivi”, “ragioni” esterne alla condivisione delle letture.

O meglio: può anche averle, ovviamente. Non dovrebbero però essere queste finalità a regolare il funzionamento del gruppo. Perché, se così fosse, ci troveremmo con un gruppo telecomandato, con poca inventiva e capacità di esplorare.

11 – Il gruppo di lettura deve essere ambizioso

Partecipare a un gruppo di lettura è una scelta forte che si colloca all’incrocio fra l’amore estetico per la scrittura d’autore, il bisogno di conoscenza, l’emozione della lettura “personale”, l’urgenza del dire e condividere questa scoperta.

Ora, se si genera questa voglia forte di condividere quel che si è letto, che ci trascina dentro il gruppo di lettura, ovunque si riunisca; e se questa urgenza è così significativa: ecco che l’esperienza del gruppo di lettura dovrebbe essere ambiziosa e complessa, per non deludere. Coraggiosa.

12 – Il Gruppo di lettura con lettori che non leggono i libri

Come detto, anche a chi non ha letto il libro deve essere invitato a partecipare al Gdl. Tuttavia, in che misura la violazione della regola fondamentale del gioco (leggere il libro) mette a rischio l’esistenza stessa del gruppo di lettura?
Insomma, quanti lettori “che non giocano” è in grado di sopportare il gruppo?
C’è poi la questione dei lettori che parlano di libri che hanno letto decenni prima e che ora non rileggono? Anche loro giocano con regole diverse, che mettono in difficoltà il gruppo.
Forse, poi dovremmo dire la stessa cosa di chi legge i libri in modo superficiale e finisce col dire cose che non sono pertinenti con ciò che l’autore del libro ha scritto.
A presto.

:.. Gruppi di lettura, fuori dalle biblioteche!
:.. Gruppi di lettura, come crearne uno. Parte seconda: il lettore che distrugge
:.. Come creare un gruppo di lettura: parte terza, la discussione
:.. Come scegliere il libro: il vero ostacolo alla lettura condivisa (ovvero: guardatevi dalla coazione a consigliare)

75 commenti

  1. wow, che bel post! non leggo libri (già detto) però credo siano consigli molto utili per chi frequenta i GdL. soprattutto perché nascono da esperienza diretta, quindi frutto di vissuto condiviso.
    attendo il seguito del post.
    p.s. in lettura di qs blog ti ho spesso avvertita un po’ sul defilato nella vita sociale di scambio. ma meglio intervenire poche volte con sagge argomentazioni, che ogni 3×2 (alla suxmercato) tanto per mandare ‘saluti e baci’.

    Mi piace

  2. @Maria Vittoria: quando parlo di biblioteca come “casa” del gruppo di lettura, intendo dire uno spazio in biblioteca *dedicato* al gruppo di lettura; non parlo di incontri nelle sale lettura della biblioteca, dove, ovviamente, non si può discutere.

    ciao ciao

    Mi piace

  3. Non mi è mai capitato di trovare uno spazio dedicato a G.d.L. all’Archiginnasio o nell’Ex Sala Borsa di Bologna; certamente mi sembra una buona idea, anche se molto strutturata e a rischio di cadere sotto il controllo esclusivo di chi guida il gruppo di lettura che per primo viene attivato.

    Mi piace

  4. wow luigi che bel tema!

    sono tematiche che mi toccano da vicino perchè ho fortemente voluto un gruppo di lettura dove abito, ma ho sempre tante domande in merito a come farlo funzionare.

    personalmente trovo che i gruppi di lettura abbiano sempre una rilevanza sociale. fanno uscire le persone di casa, le abituano a condividere emozioni oltre che informazioni di servizio (come chiamo io la comunicazione che generalmente abbiamo con gli altri), diffondono cultura, aprono le menti ….

    anche la lettura pubblica di un libro, che noi come gruppo abbiamo fatto, è, credo, importante sempre nell’ottica della diffusione di cultura. ma mi spiego meglio. gli strumenti che abbiamo a disposizioni predispongono molto alla “visione” anche frettolosa e poco all’ascolto. allora: se leggi un libro (ridotto magari) ad un gruppo di persone, bè, predisponi le persone all’ascolto, magari ad occhi chiusi, e l’ascolto ti mette a contatto con te stesso, è un modo forse più “spirituale” di intrattenimento, chiamiamolo così.

    la scelta dei libri. ecco questo è un tema spinoso. nel mio gruppo si dibatte spesso. libri pallosi, libri di richiamo, ecc. io penso che i libri che si propongono devono sempre essere libri di qualità e non per una questione snobistica. io stessa leggo libri del cavolo. ma so distinguere un libro del cavolo da un libro con la elle maiuscola. ed è questo che bisogna trasmettere. non l’idea che devi leggere per forza libri colti, ma il fatto che devi saper distinguere la qualità di un libro al di là, ad esempio, del genere.

    in tal senso, dico che assumere il ruolo di “critico letterario” non è da escludere se si tratta però solo di mettere in evidenza qualche indicazione, ad esempio, sullo stile utilizzato dallo scrittore. Fornire qualche strumento in più per poter godersi meglio il libro perché i libri non sono solo contenuto, ma anche forma.

    ho scritto molto e scriverei di più perché vorrei tanto migliorare il gruppo di lettura di cui mi sento responsabile (a volte troppo!)

    Mi piace

  5. Vorrei che Maria mi chiarisse cosa intende per libro con la “l” maiuscola. Faccio parte di un GdL consolidato da due anni e l’esperienza più stupefacente è quella di ascoltare ogni volta giudizi diametralmente opposti da parte dei componenti il gruppo, su libri (e relativi autori) di indiscussi riconoscimenti letterari come un premio Nobel. Parlo di Hemingway, Saramago, Deledda, Kawabata per esempio, giudicati a tutto sì o a tutto no. Quale formula, quali elementi fanno sì che un libro si possa definire con la “l” maiuscola oggettivamente? Grazie!

    Mi piace

  6. tema che continua a tornare …

    rispondo solo con una banalità che in realtà non è banalità e poi con un esempio:

    se sei una persona che ha il “palato raffinato”, quando sei di fronte ad un libro con la L maiuscola lo capisci. e lo capisci fin dalle prime pagine. ti si accende qualcosa dentro nel cervello e nel cuore.

    l’importante è non confondersi e parlare di “mi piace non mi piace; annoia o diverte”. perchè il problema non è il gusto personale. per questo io insisto sul fatto che è importante non certo fare una critica letteraria, ma contestualizzare i libri. ci sono libri che hanno fatto storia vedi ulisse di joyce perchè proponevano uno stile completamente nuovo, ad esempio. e non stiamo certo parlando di un libro per cui ti ammazzi dalle risate. quando lo leggi però lo sai che sei di fronte ad un capolavoro, lo capisci.

    esempio di due libri che ho amato molto, uno dei quali è un libro normale e uno un libro libro. ti faccio un esempio di libri recenti e di autori “giovani”.

    libro ben scritto, piacevolissimo, commovente, che fa riflettere, ma normale: l’arte di ascoltare i battiti dl cuore di sendker. passerà alla storia? non credo

    libro molto ben scritto, piacevolissimo, commovente, che fa riflettere, innovativo nello stile e non solo: la storia dell’amore di nicole krauss. passerà alla storia? credo proprio di sì.

    perchè? perchè il primo ti offre una bella storia, il secondo ti svela il mondo.

    io non so spiegartelo meglio.

    ma la cosa importante, credo, è andare oltre il mi piace, non mi piace.

    Mi piace

  7. Aspetto la seconda parte ( e le altre che verranno): questa la trovo utilissima. A me piacerebbe riuscire a mettere su un gruppo a scuola, con studenti e docenti: qualche idea in proposito? Grazie comunuqe.

    Mi piace

  8. Tema che non sarà mai esaurito, credo. Non conosco i libri che tu citi e vedrò di leggerli per capire meglio quello che tu intendi per Libro e libro. Ma non mi convince l’idea del palato raffinato per fare questa distinzione. Posso leggere un libro di un autore acclamato ma deve risuonarmi qualcosa dentro, come dici tu, per essere acclamato anche per me. Posso evitare di dire “non mi piace” ma posso dire “non mi interessa”. Di cosa è fatto un libro principalmente? Di una storia, di fatti, della capacità di raccontarli, di svolgerli, del lessico usato per fare ciò e delle considerazioni eventuali dell’autore, di metterci qualcosa di suo. Uno di questi fattori può essere da solo determinante per far sì che un libro venga apprezzato da un lettore, da chi per esempio predilige le storie, i racconti, le vicende. Ci sono lettori che apprezzano invece maggiormente il lessico, il modo di scrivere e danno meno importanza alla trama. Forse un lettore esigente chiede di trovare entrambe le qualità in un Libro e non spesso succede….

    Mi piace

  9. Grazie Luigi per averci ricordato rivordato i fondamentali di un GdL. Per quanto mi riguarda mi soffermerei sui punti 6 e 8.
    Per quanto riguarda la scelta del libro, nel nostro gruppo di lettera (Desperate Readers) si mette sempre e tutto democraticamente ai voti (NON a scrutinio segreto, così sappiamo almeno chi incolpare quando il libro non è piaciuto..), con buona pace degli assenti.
    Sul punto 8 mi trovi completamente d’accordo e infatti ne avevamo parlato proprio durante l’ultimo incontro http://desperatereaders.wordpress.com/2011/07/03/dobbiamo-restare-lettori/
    Permettimi un’ultima nota sul punto 7: ritengo che un minimo di fermezza per coordinare gli interventi sia indispensabile. Tuttavia, un po’ di fantasia nel tempo non guasta, e nella nostra esperienza sono stati divertenti (ma serviti a dare una struttura diversa agli incontri) “i giochi di società” utilizzati per Espiazione (ops): carte con i nomi dei personaggi e Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte: Snakes and Ladders personalizzato.

    Mi piace

  10. P.S. Il mio precedente messaggio odierno era in risposta a quello di Maria del 1° luglio, se già non si era capito!

    Mi piace

  11. @Maria Vittoria (https://gruppodilettura.wordpress.com/2011/06/29/gruppi-di-lettura-come-crearne-e-uno-e-farlo-vivere-felice/#comment-28138): il riferimento alla bibliorteca come “Casa del gruppo di lettura” in effetti dovrei articolarlo un po’ (magari con l’aiuto di qualche bibliotecario che lavora anche ai gruppi di lettura).
    Comunque, restando molto sintetici, aggiungerei che intendevo dire che uno spazio specifico destinato al gruppo andrebbe sempre unito a un lavoro specifico di un bibliotecario a supporto: si tratta infatti di aprire la biblioteca anche “fuori orario”, di aspettare che le riunioni si concludano, e, quasi sempre, almeno nella mia/nostra esperienza che il bibliotecario partecipi ai gruppi. Insomma, con quel termine “biblioteca, casa del gruppo di lettura”, intendo molto di più di una collocazione fisica per il Gdl.

    ciao ciao

    Mi piace

  12. Il nostro grl è nato a inizio 2011. Finora siamo riusciti a trovarci una volta al mese. Io tengo le fila dal punto di vista organizzativo (sms per ricordare ora e giorno dell’appuntamento etc o eventuali spostamenti), gli incontri sono stati tutti a casa mia tranne uno, e stiamo valutando l’idea di fare a rotazione nei prossimi mesi. Per ora ognuno dei partecipanti ha scelto personalmente un libro. Abbiamo letto “La versione di Barney”, “Pnin”, “La camera azzurra”, “Le possibilità della notte” e “Un fiume chiamato tempo, una casa chiamata terra”. Non tutti i partecipanti sono sempre presenti fisicamente, qualche volta si palesano telefonicamente o via sms. Quel che più ci entusiasma è che il numero dei partecipanti cresce di riunione in riunione…

    Mi piace

  13. ciao Luiginter,
    come sempre discussioni utili e direi necessarie. Che ti fanno fermare un attimo a pensare a quello che stai facendo.
    Sono sostanzialmente d’accordo sui punti elencati, e soprattutto su Manguel. Di suo si può usare anche il bellissimo decalogo sul lettore ideale contenuto ne Al tavolo del cappellaio matto. Tanto che io, in alcuni gruppi, leggo all’inizio dell’incontro qualche breve brano, un piccolo racconto, un’osservazione sulla lettura e i lettori. Così mettiamo subito le cose in chiaro!
    Il bello della lettura e quindi dei gruppi di lettura è che sono sempre sorprendenti e imprevedibili, quindi è difficile scegliere delle regole. Certo la scelta del libro è importante ma spesso la lettura scelta è solo il pretesto per trovarsi a parlare delle nostre letture. Quindi, soprattutto quando il gdl è già avviato, anche su questo punto ci si può rilassare. Secondo me è essenziale creare una consuetudine, un luogo adatto, un clima che invita ad ascoltare e parlare e magari tanti libri intorno. Per questo la biblioteca è perfetta.
    Tornando alla scelta del libro, ha già detto tutto Maria. Tra l’altro molto bene e con un ottimo esempio. Anche se è difficile spiegare a parole la differenza tra un libro di narrativa e uno di letteratura. Ma un lettore lo sente.
    Ma al di là di tutte le classificazioni, le regole, le possibilità, le modalità diverse io sono sempre più convinta che il gruppo di lettura accresce veramente la lettura personale. Ho resistito molto a questo pensiero, perché ero sempre stata convinta che la lettura fosse un rapporto molto esclusivo tra me e il libro. E fine. Quindi assolutamente non desidero incontrare l’autore, non amo leggere, prima della mia lettura, pagine di critica. Invece devo ammettere che l’incontro con gli altri lettori ha scardinato questa ferma convinzione e mi ha regalato dei punti di vista, spesso illuminanti e indispensabili, sul libro letto. Come dice molte meglio di me Bichsel:“E so cosa mi porterei dietro su un’isola completamente deserta, dove si è totalmente soli e senza nessuna possibilità di tornare indietro…in realtà non mi porterei dietro nessun libro, perché senza una comunicazione quotidiana cesserebbe sia la lettura che la scrittura. Ho bisogno degli altri almeno per far sapere che ho letto”. (Peter Bischsel, Il lettore, il narrare)
    ciao a tutti

    Mi piace

  14. @olialma, @Maria, @lettoreambulante: sulla scelta e sulla “qualità” dei libri scelti.

    Il mio punto 6) era più “astratto”. Ogni gruppo dovrebbe scegliere i libri in base alle proprie esigenze, volontà, inclinazioni, voglia di sperimentare, istinti, interessi, insomma, non è un problema di questa “regola” la qualità del libro scelto.

    Volevo solo sottolineare l’importanza di scegliere il libro coinvolgendo i partecipanti al ragionamento sulla scelta; non sottovalutando il possibile dibattito dedicato alla scelta. Si tratta di fare in modo che il gruppo senta la scelta come propria, di tutti. La scelta del libro *condivisa*, esattamente come poi verrà condivisa la lettura.

    Ci sono gruppi che leggono cose molto molto alte e poi ogni tanto sperimentano letture più pop, magari un best-seller disprezzato. Ma lo fanno consapevolmente, come scelta di cimentarsi in una lettura diversa, magari solo per capirne i meccanismi. Lo fanno condividendo la scelta.

    ciao a tutti e grazie per il contributo sui temi.
    Dai continuate!

    Mi piace

  15. A proposito di gruppi di lettura, possibile che io non riesca a trovarne uno in “carne ed ossa” qui da me, nel levante ligure?? Tra voi lettori del blog non c’è nessuno che passa le vacanze in questa zona e che ha voglia di discure di libri???

    Cinderella

    Mi piace

  16. Ciao Cinderella,
    mia mamma abita a Rapallo, dove spero di trascorrere le ferie in agosto; fammi sapere se organizzi un gruppo di lettura in zona – considera che ci muoviamo a piedi a causa dei nostri inseparabili cani -.

    Mi piace

  17. Anche se la mia esperienza è recentissima, visto che il gruppo Cassiopea di Roma l’ho “inventato” a settembre 2010 e per di più senza avere nessuna idea di cosa fare, mi ritrovo completamente in ciò che ha scritto Luigi. In più aggiungo che il luogo mi/ci piace di più se è pubblico. Capisco la difficoltà a trovarne uno adatto, ma, stando in una casa, chi ospita non è in campo neutro ed è possibile che l’emergere delle sensazioni e dei sentimenti suscitati dalla lettura (privatissima!) e dalla discussione in cui essi si condividono possa essere in qualche modo frenato, magari anche solo dai “doveri” di ospitalità. Noi abbiamo preferito, dopo la (ahinoi) chiusura della libreria Rinascita che ci ospitava, cercare un altro posto simile e siamo state fortunate. E’ il nostro spazio di libertà totale da impegni di ogni altro tipo, tesoro custodito e difeso con unghie e denti. E’ anche lo spazio in cui guardarsi negli occhi, e non temere di raccontare per raccontarsi. Un’esperienza, fino ad ora, meravigliosa. Per quanto riguarda la scelta dei libri, all’inizio ho chiesto a ciascuno di proporre un libro che per lei/lui avesse veramente un significato profondo e che avesse lasciato un segno importante. Da questa base, è nato un elenco che stiamo svolgendo, ma il bello sono le ramificazioni che si sono create su temi, periodi storici, tipologie di personaggi, addirittura sono arrivate ricerche geografiche e storiche che ognuno aveva fatto per conto proprio. E ovviamente altri libri. Non c’è che dire, stimolante! Per il momento, riusciamo a tenere il tutto sotto controllo!
    Di solito da noi modera chi ha proposto il libro, normalmente introdotto dalla stessa persona la volta precedente. Per ora ci troviamo bene così, ma è chiaramente un work in progress (consentitemi l’anglicismo!). Il gruppo è aperto, e se è chiaro che un impegno così non può essere imposto, va da sè che senza una certa costanza si perdono incontri davvero interessanti e significativi. Cosa che è stata finora, a mio parere, la forza trainante e il collante.
    A proposito del punto 6, essendo un gruppo nuovo non ci siamo ancora trovate nell’impasse descritto da Luigi; ma è significativo che la prossima ed ultima riunione prima delle vacanze verterà su “scegliere un classico: perchè? e cosa vuol dire classico?”, poichè dopo tanti contemporanei, sia pure eccellenti, ci andava di risciacquare i panni nella Letteratura… e infatti mi appunto quanto così ben detto da Maria: un libro-libro (per me appunto un classico) in più, aggiungo io, ti svela il mondo. E tranquilla, anch’io ho voluto il gruppo fortissimamente, ho superato parecchi contrattempi e me ne sento responsabile, oltre ad essere la curatrice della parte logistica e organizzazione: è così che deve andare. Sennò Luigi andrebbe a spasso, no?, invece di stare qui a scrivere per noi e leggere di noi….
    L’ultimo libro letto era, come già ho scritto altrove, leggerino, eppure anche lì sono uscite cose veramente interessanti e coinvolgenti. L’importante è desiderare leggere ed essere come viandanti curiosi che non sanno cosa li aspetta, ma aspettano con fiducia ed ottimismo.
    Comunque, ogni esperienza ed ogni gruppo sono diversi, ma le regole indicate mi sembrano ragionevoli e razionali. Diciamo, linee-guida. E quindi ancora un grazie al nostro imprescindibile Luigi. Saluti e baci a tutti (anche a New Entry…)

    Mi piace

  18. @lucilla p.: grazie della tua testimonianza e delle tue impressioni, credo siano davvero preziose. Non ho capito esattamente che tipo di “luogo pubblico” sia quello nel quale vi riunite ora: un’altra libreria?
    Decisivo anche l’equilibrio che sottolinei fra apertura del gruppo e “costanza” e continuità di partecipazione: è la vera questione sulla quale si decide la durta e il futuro di ogni gruppo.

    Grazie ancora e se ti raccontaci l eprossim eesperienze del vostro gruppo

    ciao ciao

    Mi piace

  19. Caro Luigi, grazie a te! Il posto di cui parlavo è la sede di un partito che però è aperta, per precisa scelta, a tutto il quartiere (che è comunque un quartiere particolare, la Garbatella, roba da farlo proteggere dal WWF), e cioè alle diverse associazioni, se non hanno una sede propria, a gruppi di vario tipo e a chi ne fa richiesta per un dibattito, riunione, convegno o, come noi, per parlare di libri. E’ una bella villetta dei primi del ‘900, con giardino, con angoletti romantici tra le rose giusti giusti per creare l’atmosfera per aprirsi alle buonemozioni di cui parla Illex, o per fare dichiarazioni d’amore, non si sa mai…., e alcune sale di varia grandezza che la responsabile, la gentilissima ed amabile Paola, ci ha messo a disposizione per l’inverno. Proprio fortunate. Nel quartiere c’erano anche altre possibilità, altre associazioni che affittano sale (a Garbatella sembra di essere ancora negli anni 70, per quanta vita culturale c’è, a tutti i livelli, una meraviglia)(per non parlare della gente….si parla di tutto, specialmente però di politica e della Roma, in mezzo alla strada, seduti al bar o al parco, al mercato, ovunque). E c’era anche il gradevolissimo Caffè Letterario di via Ostiense, sede di una biblioteca comunale, nonchè di uno storico gruppo di lettura che da qualche anno ha anche istituito un premio, credo un po’ come quello di Farenheit. Per non sovrapporci, abbiamo optato per la villetta. Se qualche romano/a fosse interessato/a a maggiori notizie, penso possa trovare tutto su Internet (W la tecnologia!). Se invece vi interessasse il gruppo Cassiopea, fatevi un giro dove si è parlato delle ultime elezioni, troverete il modo di contattarmi. Ciao

    Mi piace

  20. La scelta del libro da leggere all’interno del nostro GdL è condizionata da due fattori: 1°) il volume non deve superare un certo numero di pagine, più o meno intorno alle 300; 2°) deve essere reperibile il numero di copie sufficiente per i componenti il gruppo (12 persone) all’interno del circuito delle biblioteche della zona. Col primo punto si dà la possibilità ad ognuno di farsi anche le proprie letture personali e col secondo nessuno si deve arrabattare per cercare il libro da leggere. All’incontro convenuto (una volta al mese) ognuno legge la sua piccola relazione sulla lettura fatta, ci si scambiano pareri e opinioni e si redige un sunto mediato da tutto quello che è scaturito, a disposizione di chi ne vorrà usufruire all’interno della biblioteca dove ci troviamo per i nostri incontri. La lista dei libri da cui si attinge è stata suggerita da ognuno di noi al nascere del nostro gruppo. A tutt’oggi, dopo due anni di letture, non si è verificato il caso di un libro piaciuto a tutti, ma tutti si dicono soddisfatti comunque di essere stati “spinti” a letture che di loro volontà non avrebbero mai fatto, perchè sempre di cultura si tratta, anche ciò che può non essere di proprio gradimento. Non abbiamo un vero moderatore, anche se le due persone che hanno voluto il gruppo sono i punti di riferimento. Il principio che vale è che ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni e, se non combaciano con le nostre, abbiamo l’opportunità di ampliare il nostro punto di vista…. Per ora ha funzionato! Buone letture a tutti.

    Mi piace

  21. @olialma
    piccola relazione e sunto mediato: che metodo rigoroso ed impegnativo per tutti i partecipanti!

    Alla biblioteca cui geograficamente appartengo, è tutto gestito come serie di eventi organizzati dalla direzione della stessa. Cioè, hanno un moderatore fisso esterno (pagato), col quale concordano a inizio percorso (annualmente, con durata da settembre a giugno) i libri da leggere (mensilmente). Sulla base di un filo conduttore argomentale, che varia di anno in anno.
    Suppongo verificate anche le disponibilità di libri presso tutto il circuito interbibliotecario di riferimento.

    Subito dopo pubblicano delle cartoline promo pubblicitarie con date incontri e titoli libri. Oltre ad un’informativa generalizzata via email.
    Il primo incontro è introduttivo, di illustrazione-spiegazione-chiarimenti su come si svolgerà l’intero percorso.
    Chi è interessato a parteciparvi con continuità, lascia il nome e viene così inserito in una lista cui sarà riservata – la volta prima del successivo incontro mensile – una copia del libro che si leggerà.

    Quando c’è l’incontro, dopo l’introduzione del moderatore e sua breve lettura di qualche stralcio, interviene chi vuole, senza obbligo alcuno. Quindi, si può anche aver letto e non intervenire mai, o non aver letto e star là semplicemente ad ascoltare opinioni e pareri (come nel mio caso…).

    E’ un metodo secondo me organizzato e certo (l’incontro c’è comunque, anche fosse presente una sola persona!), ma c’è molta meno condivisione (i titoli dei libri sono di fatto imposti a priori, e poi la discussione del testo è gestita in buona parte dal moderatore e, per la restante quota, è animata principalmente dai soliti).

    Positiva invece la scelta di opere che fanno tutte capo all’argomento comune deciso a inizio anno.

    La location è in un’area della biblioteca, ma non apposita. E gli incontri si tengono in orario pomeridiano di apertura (al sabato).
    Il che, altro svantaggio, non garantisce necessariamente la totale concentrazione d’ascolto, visto che capita sempre qualche utente esterno che vaghi nei pressi.

    Saluti e baci (questa volta lo uso io :-))

    Mi piace

  22. aggiungo una modalità di scelta del libro: il blog! Stiamo facendo il programma nuovo per la biblioteca di mn, che si chiamerà lettori in città e alternerà romanzi sui lettori (e qui non ho problemi perché ne ho un’ampia collezione) e romanzi con protagonista una città. E volevo mettere Tokyo blues di Murakami, grazie a voi
    buona domenica

    Mi piace

  23. NewEntry: trovi che sia rigoroso ed impegnativo il metodo adottato dal nostro GdL? Forse sì, ma siamo stati tutti d’accordo e lo siamo tuttora. Mi sembra anzi che il compitino che facciamo ogni mese (si intende che non è obbligatorio) e che leggiamo e commentiamo nel gruppo, renda tutti protagonisti e nessuno prevalga sugli altri. Sono commenti di “lettori”, sensibili e appassionati se vuoi, ma non certo critici od esperti. Poi c’è il sunto, la breve relazione: se hai tempo, voglia e curiosità abbiamo un portale dove puoi vedere il lavoro che ne risulta: http://www.anobii.com/bibliocederna/books Clicchi “Recensioni” e troverai anche i titoli di tutti i libri letti dal nostro GdL “Liberi Lib(e)ri”.
    Interessante anche il vostro tipo di organizzazione. Anche noi ci troviamo in biblioteca in orario di apertura la mattina, ma abbiamo un angolo tranquillo e, più che essere disturbati, forse siamo noi con i nostri…entusiasmi a disturbare! Grazie per le notizie interessanti.

    Mi piace

  24. olialma grazie per l’indicazione del blog.

    l’idea del compitino non è male, ma se proponessi una cosa così al mio GDL mi manderebbero a quel paese.

    al di là di come vengono strutturati i GDL, io credo comunque che:

    1. attivarli abbia una valenza sociale/culturale importantissima perchè stana persone, cervelli, emozioni

    2. non importa quante persone partecipano; l’importante è che i fruitori di una biblioteca sappiano che ci sono e che, magia …, è possibile condividere le emozioni che i libri regalano

    3. una volta che il gruppo si è amalgamato, le persone trovano il “coraggio” di esprimere opinioni vincendo la timidezza

    4. il massimo della riuscita di un GDL è che non vi siano moderatori o “presentatori” o bla bla bla, ma che i componenti del gruppo forniscano un contributo ciascuno secondo la sua sensibilità

    5. rimane comunque importante, secondo me, che qualcuno dei componenti azzardi una sorta di rivisitazione critica del libro che è fatto, come ho già detto, non solo di significato, ma anche di significante

    Mi piace

  25. @ olialma
    link utile quello dove piazzate le vs. recensioni. sicuramente ‘c’è più da lavorare’ rispetto ad altri gruppi di lettura a gestione più soft (ascolto, condivido, torno a casa) ma rimane comunque traccia del pregresso. il che è utile anche in futuro, sia per andare a riprendere un po’ di storia del vs. gruppo sia per rileggersi le emozioni che quei libri fornirono. ciao. buona estate

    Mi piace

  26. per Maria: può darsi di no, che non ti manderebbero a quel paese;
    per NewEntry: sì, c’è più da lavorare ma…. secondo quello che vedo da questa mia unica esperienza di GdL, tutti ci tengono a leggere il proprio “compitino”, che è nato spontaneamente. Nel senso che, invece di un bla-bla a ruota libera come si faceva all’inizio, un paio di persone hanno iniziato a portare una paginetta scritta, strutturata, compattata, succinta ma completa di tutto quello che volevano dire. Il loro esempio è stato seguito “spontaneamente” dagli altri e addirittura, se qualcuno non può essere presente a un incontro, si preoccupa di far pervenire comunque, nel limite del possibile, il suo commento, che viene letto in ogni caso. Questo lavoro in più credo che comunque gratifichi, come ho già avuto occasione di dire, e forse dà un senso di attiva partecipazione al gruppo, anche in vista della relazione finale, che è il risultato del
    contributo di tutti. Il vero lavoro, se volete, è per chi si occupa della della relazione finale… Buone vacanze anche a voi!

    Mi piace

  27. @ olialma
    Il vostro è dunque un esempio di come la passione per un’attività induca ad abbandonare pigrizia e passività, a favore di volontà e collaborazione.
    Credo questo metodo funzioni proprio perché condiviso, che è l’aspetto prioritario di ogni iniziativa. E suppongo anche perché fa capo ad un gruppo affiatato e ristretto.
    Bravi! Passerò a leggere anche le vostre successive recensioni!

    Mi piace

  28. olialma: hai ragione! l’idea della paginetta scritta è da proporre.

    anche perchè è un pò che penso che sarebbe bello che il nostro gruppo lasciasse in biblioteca una sorta di “verbale” (brrrr che bruta parola) di ciò che avviene durante gli incontri, un pò per invogliare chi non ha mai partecipato a partecipare e un pò per fornire un servizio alla biblioteca.

    non l’ho mai proposta seriamente perchè mi sa che dovrei fare io poi questo “verbale” però …. la lopropongo e vediamo che ne viene fuori!

    Mi piace

  29. Carissimi tutti,
    ho accolgo con rinnovato sollievo il consiglio del Decalogo sulla opportunità di turnare il coordinatore, maestro di gioco o come altro lo volete chiamare: nei nostri, ormai esausti 3 GdL della Biblioteca di Cervia, mi sono ritrovata a farlo quasi sempre io e devo riconoscere che ne sono un po’oppressa dopo tanti anni! Anch’io come lettrice ho il diritto di non stare sempre in prima fila, o no?
    Sfinimento a parte, ho incontrato o avuto colloqui con bibliotecari e lettori di altre città o quartieri che stanno iniziando la loro avventura con tanta competenza ed altrettanto entusiasmo. la lettura dei gdl ha una tranquilla forza quasi naturale che “gemina” nuove letture e questo fa bene a tutti noi.
    sulla scelta del libro credo, d’accordo con molti di voi, si gioca il 50% della qualità della lettura del gdl ma, noi cervesi, non abbiamo ancora trovato la chiave giusta. Infine vi voglio testimoniare una nuova devastante difficoltà nel reperire le copie dei libri per tutti dovuta al taglio totale dei fondi, allo stentare delle forme di autofinanziamento e della indisponibilità delle altre biblioteche della rete romagnola a prestare i loro libri senza ricarica di spesa! sarà un caso che nelle biblioteche romagnole ci sono solo 2-3 gdl, oltre a quelli cervesi?
    Bianca da Cervia

    Mi piace

  30. Che manna questo blog, appena conosciuto (ri-conosciuto dopo tanto). caro luiginter- il mio ultimo (da 4 anni) gruppetto di lettura ha dato frutti inattesi. Dopo i primi due anni, in cui- trovandoci in case private- tendeva a essere un “tinello” più che un salotto, letterario, un luogo di quasi noia e di pochissimo interesse, è passato , nel terzo anno, nella fase baruffa. Più c’era passione per il libro presentato più saltavano fuori le reciproche intolleranze. accuse di Immorali da una parte e bigotte dall’altra, una cosa insopportabile. Ma intanto, tutti abbiamo cominciato a “essere più capaci”: di parlare del libro, perchè abbiamo letto con maggiore attenzione, spirito critico,rispetto reciproco. Ora a settembre riprenderemo, tutti noi partecipanti leggiamo meglio, parliamo meglio dei libri e….siamo migliorati su tutta la linea. Sarebbe bello avere un “vero luogo” ma da noi gli orari delle biblio (ne abbiamo molte per fortuna) sono molto rigidi.Grazie infinite per questo bellissimo sito.

    Mi piace

  31. Interessante post con un argomento davvero non facile da sviluppare per i tanti aspetti che comporta la creazione, l’organizzazione e quindi lo sviluppo di un GdL. Al di là dei molti fili che intessono la tela di un quadro appassionante – quale è un GdL – ho sperimentato lungo i nove anni del nostro GdL (e confrontandomi con altri bibliotecari) che la partecipazione a un gruppo di lettura fa scaturire quella magia del tutto unica di far nascere un ambiente (il luogo pubblico del circolo in cui i partecipanti-lettori si dispongono in Biblioteca e il suo contraltare privato, della lettura individuale) nel quale i lettori possono esplorare la creatività della lettura. E’ una esperienza di benessere, di educazione, di piacere, di apprendimento, di rispetto degli altrui punti di vista, di arricchimento, di scoperta, di fuga, di riflessione, il GdL è un nodo nella comunità locale in cui si inserisce, e negli ultimi tempi è diventato un momento di amplificazione della voce dei lettori forti in un sistema editoriale spinto verso il basso dell’intrattenimento (a scapito della qualità: da qui il tema della scelta del libro).
    Concordo al 100% e oltre con Bianca Verri sul problema del reperimento di un numero adeguato di copie per i noti problemi economici dovuti ai tagli e per forme di autofinanziamento che non decollano per niente. Questo aspetto può seriamente condizionare la scelta del romanzo, con conseguenze negative.
    Sull’altro tema affascinante del coordinamento, probabilmente, ancora una volta, non esiste la ricetta esatta, ma deve considerarsi il caso specifico.

    Mi piace

  32. ho partecipato tempo fa ad un gdl il tutto è durato un anno ora spero di poter incontrare degli appassionati e curiosi per tentare insieme questa piacevole e utile avventura sono anch’io del parere di chi ci vede una valenza sociale anche se modesta ma sicuramente è utilissimoai singoli partecipanti quel confronto su temi svariatissimi, spesso nuovi o lontani dall’orizzonte quotidiano o locale e non è solo ascoltando ma partecipando dopo averescoperto personalmente con la lettura certi valori che non si sarebbero immaginati insomma leggere rende liberi, meglio se ci liberiamo insieme. grazie e speriamo di risntirci più avanti

    Mi piace

  33. Ciao! Ho scoperto con interesse questo blog. Vorrei chiedervi: sapete se esistono GdL in carne e ossa a Milano? Io non riesco a rintracciarne uno, e mi piacerebbe moltissimo: potreste aiutarmi? Mi riferisco in particolare a Milano città, non tanto all’hinterland. Grazie!!

    Mi piace

  34. @Cinderella: leggo ora la tua richiesta di informazioni su GdL nel Levante ligure.
    Al “Cenobio dei Dogi” di Camogli da alcuni anni e in alcuni pomeriggi di domeniche invernali si riunisce un GdL,aperto a tutti. Se è ancora attivo, come credo, potrai avere maggiori info dall’Associazione Culturale “L’Ochin” di Camogli.Cerca in rete i riferimenti. Ciao,marina

    Mi piace

  35. per Maria (e per tutti): fatto buone vacanze? Buon ritorno all’ovile! Ho provato a leggere i due titoli di cui parlavi nella tua mail del 1° luglio, ma non hanno funzionato per me nel modo in cui tu brevemente li descrivevi. A conferma che ognuno di noi filtra secondo il suo mondo. Grazie comunque. Fammi sapere come proseguirà il proposito della paginetta scritta. Sono curiosa. E se toccherà a te, più che certo, sono convinta che ti divertirai anche…. Buone letture e buon lavoro!

    Mi piace

  36. ciao a tutti! interessante qsto blog…mi ha fatto venir voglia di dirvi qlcosa anche sul mio GdL!!! siamo un gruppo di una quindicina di persone e ci troviamo da ottobre a maggio tutti i martedi pom. in una sala della biblioteca com. (profonda provincia del nordest) per leggere libri. funziona così: ognuno di noi ad inizio stagione propone un autore o un libro che presenterà (in una data decisa del ns calendario) agli altri partecipanti del gruppo leggendo stralci dal libro prescelto per circa due orette. finora ha funzionato!!! i limiti sono che a volte due ore sono poche per capire pienamente un libro (anche se chi lo presenta ne fa un sunto), che il gruppo è formato da persone dai 50 anni in su e che non tutti i partecipanti scelgono di fare una presentazione…qualche consiglio????ciao a tutti

    Mi piace

  37. per lucibor: è mia convinzione che non ci siano consigli da dare a un GdL che funziona da un po’, così com’è strutturato, in qualsiasi modo lo sia. Vuol dire che le persone che vi partecipano sono soddisfatte di quello che ricevono e di quello che danno. Prezioso è il decalogo di “idee/suggerimenti” di luiginter su come far funzionare un GdL, anche perchè stilato su esperienze dirette, ma poi lo svolgimento degli incontri, le tematiche di lettura, le letture stesse e i commenti possono essere molto diversi da un gruppo all’altro. E funzionare tutti. L’unica cosa che, a parer mio e per mia esperienza, ritengo importante per la tenuta nel tempo di un gruppo, è che le persone siano il più attive e partecipi possibile, che abbiano sempre modo di esprimere i loro commenti senza temere di venire criticati o giudicati. In poche parole sentire che LORO sono il GRUPPO! Buone letture! Una curiosità: mi precisi “profonda provincia del nordest” qual è? Grazie!

    Mi piace

  38. Vivo all’estero, un paese dove non c’e’ la possibilita’ di comprare libri in italiano e diventava sempre piu’ difficile per me leggere (tanto) come ero abituata a fare.
    4 anni fa ho fondato (con un’amica) un gruppo di lettura appoggiandomi all’Associazione culturale italiana con la quale gia’ collaboro come vicepresidente (e organizzo di tutto dalle lezioni di italiano alle letture di libri per bambini ad altro ecc ecc)
    Ho coordinato il gruppo per il primo anno, poi ho passato la mano e ci stiamo alternando. Delle persone che ne facevano parte il primo anno, sono rimasta forse io sola, il gruppo pian piano cambia (la gente si sposta) e si rinnova, ma ho voluto che avessimo un regolamento (stilato da me e dalle avvocate del Gruppo) che ci tengo a riproporre sempre all’inizio dell’anno perche’ lo stare insieme sia ordinato, consapevole e sulla base di obiettivi condivisi.
    Vi riassumo il “regolamento”: ci si trova una volta al mese al mattino, in una saletta privata di un locale pubblico, perche’ nessuna sia “la padrona di casa” e tutte possano partecipare senza l’ansia di fare il caffe’ e offrire i pasticcini! L’obiettivo e’ leggere alcuni libri all’anno, non costa iscriversi tranne, ovvio, le spese del libro da leggere, chiunque puo’ partecipare, serve solo leggere il libro e condividerne le impressioni, si partecipa alla scelta proponendo 3, massimo 5 libri e poi il gruppo vota per decidere, la durata di lettura dipende dallo spessore del libro, chi non riesce a leggere in tempo puo’ partecipare comunque alla discussione, si possono proporre brani o letture a voce alta, il nostro GdL promuove e gestisce la Biblioteca Virtuale, che e’ un servizio esclusivamente riservato allo stesso GdL. (e talvolta si sono proposti dei film. E talvolta (a casa mia) ho proposto giornate di Poesia!!!)

    La Biblioteca virtuale, voglio dirvelo, e’ un piccolo gioiello! E’ composta da libri che ognuna di noi mette a disposizione del Gruppo pur tenendoli “fisicamente” a casa propria. Virtuale perche’ di questa biblioteca esiste solo una Lista periodicamente aggiornata e inviata ai membri del GdL, la coordinatrice annuale del GdL gestisce e coordina anche il prestito della Biblioteca Virtuale, tutto questo e’ regolamentato e spiegato bene nei 13 articoli del “Regolamento della Biblioteca Virtuale” (precisissime le avvocate, una di loro ha fondato il gruppo con me!). In questo modo ogni lettrice e’ stata messa in grado di accedere alla biblioteca privata della altre lettrici e le possibilita’ di letture di tutte sono notevolemente aumentate. Io poi, ho un grande serbatoio di libri elettronici, messo anch’esso a disposizione del GdL e da quest’anno stiamo riattivando un vera piccola biblioteca con veri volumi di carta che presto saranno accessibili a tutta la comunita’ italiana non solo alle signore del mio GdL. Di tutto questo sono contenta!

    Se a qualcuno interessano i testi dei nostri regolamenti, in un’ottica di condivisione di buone pratiche, sono disponibile ad inviarveli.

    Qualche ultima precisazione su come condurre i gruppi: i gruppi hanno anime diverse ogni anno, dipende da come sono composti e guidati, e’ necessario che qualcuno coordini gli appuntamenti e guidi le riunioni, da noi spesso introduce il dibattito chi ha proposto il libro e poi si fa il giro…. chi vuole parla, ci sono spesso dibattiti accesi, negli anni abbiamo letto di tutto, le posizioni su tutto sono diverse come gli interessi e le letture di partenza… ci e’ passata sotto gli occhi la letteratura come i romanzetti da poco e i best sellers, ogni tanto qualcuno chiede che si preparino delle schede a cui rispondere per aiutare l’analisi e altri preferiscono di no, ogni tanto si rimprovera a qualcuna di parlare troppo e ad altre di star troppo zitte. E’ normale. Poiche’ siamo all’estero arrivano da noi anche lettrici “poco lettrici” per il gusto di prendere un caffe’ in compagnia… la mia gioia e’ stata veder diventare lettrici anche alcune persone che venivano solo a bere il caffe’!!! La gioia piu’ grande quando qualcuno mi diceva “grazie” perche’ dopo anni aveva ripreso a leggere!

    Tra alti e bassi il “mio” GdL procede… abbiamo letto tanto, davvero piu’ del previsto! E abbastanza bene! Il gruppo mi sembra “felice”, tutto sommato, si’, ha una sua ragione e un suo equilibrio, spero che in futuro il mio GdL continui a leggere anche quando non ci sara’ piu’ nessuna delle persone che in questi anni ha condiviso con me momenti, libri, belli e brutti, ma pagine scritte che facevano discutere tutte con passione.
    (E che continui il prossimo anno, anche se io dovessi lasciare la citta’ in cui ancora, adesso, vivo).

    Mi piace

  39. L’iniziativa di un gruppo di lettura mi sembra un cosa estremamente interessante dAL MOMENTO CHE SONO U’accanita lettrice. Però mi sorgono alcuni dubbi circa la realizzazione concreta prima quale città si sceglie poi in quale luogo si svolge l’incontro poi ancora l’orario degli incontri rRsolti questi dubbi avete la mia più totale disponibilità

    Mi piace

  40. […] In una di queste digressioni di lettura – che poi proprio una digressione non è, quanto una lettura di accompagnamento – ho trovato la definizione di “long distance reader“, usata da Declan Kiberd in Ulysses and Us. The Art of everyday life, per definire quei (pochi) lettori “comuni” che si sono affezionati all’Ulisse e per superare appunto la “solitudine del lettore da lunghe letture” (altra possibile digressione: qui ovviamente viene chiamato in causa Alan Sillitoe della The Loneliness of the Long-Distance Runner) si incontrano in gruppi dedicati – che hanno anticipato proprio i Gruppi di lettura. […]

    Mi piace

  41. […] scorsa settimana un amico, lettore accanito e ogni tanto “maestro di gioco” di un gruppo di lettura, mi ha chiesto di aiutarlo a preparare un elenco di romanzi di […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.