I libri più belli, letti nel 2021

Ciao a tutti, con un leggero ritardo rispetto agli altri anni eccoci con il nuovo capitolo della serie dei “Libri più belli letti quest’anno”.

Che dire: la lunga serie di commenti è sempre una grande sorpresa, fonte di conoscenza e informazioni ma anche di intelligenza emotiva e affetti. Nel racconto delle letture si intreccia sempre la vita dei lettori oltre a quella dei libri. A costo di ripetermi, come ogni anno ringrazio questa comunità preziosa e civile. Forza lettori!

Le regole sono arcinote ma le ripeto per chi arriva per la prima volta (i nuovi arrivi sono sempre benvenuti e preziosi):

1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto (in passato) si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2020 si possono leggere qui:

I libri più belli, letti nel 2020

(L’immagine è di Oliver Kilbourn, 1950, Station Bridge – Wikiart.org)

165 commenti

  1. Carissima Dani, ho finito ieri sera o meglio notte,i tedeschi, di Jatuba Katalpa, il libro mi è piaciuto moltissimo fino a quando Klara va a Rzy,poi il clima cambia , si fa duro o selvatico, e così gli uomini , i maschi intendo,e li , pur leggendo fini alla fine,sono stata meno beata. Forse avrei avuto bisogno di spiegazioni, forse non ho capito niente. Se vorrai darmi una dritta sarei molto. contenta. Ciao. ciao. Cam

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  2. @Cam non so bene che dirti… Io in un libro non cerco necessariamente contenuti piacevoli o che mi facciano stare bene. Mi piace apprendere e trovo che il punto di vista che ci offre I TEDESCHI su quel periodo storico sua stato finora meno esplorato. Il libro è quindi istruttivo, ma è un suo pregio minore. Ve ne sono infiniti altri. Ne parlo in modo più diffuso qui, se vuoi.
    https://gruppodilettura.com/2021/05/13/i-tedeschi-una-geografia-della-perdita/
    Ciao cara

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  3. @Dani. Posso solo ringraziarti. Cara Dani sei stata tanto gentile e tanto …affettuosa a rispondere alla mia reazione “ brontolona “ ,mi accorgo che sono stata molto superficiale e, soprattutto troppo impaziente, e pigra ,mi ero tanto divertita e appassionata. alla figura di Kllara che non avrei voluto che si mettesse in qualche storia triste, sciocchezze di una vecchia lettrice a notte tarda.Al di là dello scherzo posso solo rileggere quelle pagine con cognizione più adatta a una lettura ….inusitata e inattesa , ringraziamenti a te e grazie anche per avermi fatto conoscere una grande scrittrice. Con affetto. Tua. Cam

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  4. Felice di esserti stata di aiuto nell’approccio a un libro più che meritevole. Io sto facendo un po’ fatica con Ragagnin. Dopo 400 pagine de Il bambino intermittente, sono tentata di abbandonarlo anche se mi spiace… Sono arrivata a due terzi. Complicato, faticoso, ma sicuramente interessante e nuovo. Sarò curiosa di un vostro parere, se qualcuno lo leggerà. Io mi dedico a una giovane scrittrice che ho avuto il piacere di conoscere personalmente in una libreria torinese. Lei si chiama Martina Merletti e ha pubblicato con Einaudi il suo primo romanzo. Vi dirò.

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  5. @Dani. Hai letto il libro di Caminito L’acqua del lago non è mai dolce. Io lessi quando era appena uscito tra pareri solo negativi degli amici. A me piacque moltissimo, così contemporaneo, dove la casa e la scuola sono un lusso.
    Ciao ciao Cam

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  6. @Dani. @ Cristina @ Marian @jezz @cla a tutti e. tutte
    Frugando tra centinaia e centinaia di libri che da tempo ho trascurato ecco apparirmi. alcune GRANDI FIRME,grandi davvero. Muriel Sspark. piccolissimo ,rispetto a suo grande lavoro,esempio di bellezza. GLI ANNI FULGENTI DI MISS BRODIE,
    CRISTINA STEAD. ( da leggere L UOMO CHE AMAVA I BAMBINI)
    G ERTuDe SteinJak Keruac,, Antonio Tabucchi,MmMario Vargas. L’Iosa,Gore Vidal,Enrique Villa Matas
    ,Derek Walcott,Alice Walker,William Butler Yeats,e altri mucchi. Camb. Bastaaaa

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  7. @Tutti @Camilla
    Frugare tra i vecchi libri è bello, ma ancora più emozionante è rileggere e discutere in un gruppo di lettura un libro che negli anni del liceo è stato oggetto di “studio/lettura”: quanto tempo, da allora, quanta vita in mezzo!

    Io ho riletto “Conversazione in Sicilia” pochi mesi fa e la lettura da adulta ha confermato il mio giudizio di liceale, con la differenza che, ai tempi, visto il minor numero di libri letti, avevo al mio attivo meno termini di paragone: è un capolavoro, un gioiellino di scrittura realistico simbolica, e quale statura intellettuale quella di Vittorini!

    Certo, è già un’esperienza dagli esiti incerti decidere di rileggere (so di lettori che volutamente non rileggono da adulti il libro del cuore), ma ancora più sconcertante può essere la scelta di rileggere e condividere con altri i libri che si sono molto amati: tante teste, tanti pareri, e, si sa, quando ci toccano i “nostri libri”, … noi lettrici e lettori diventiamo suscettibili!

    Ciao,
    Mari

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  8. @Tutti

    Capita che le nostre letture colloquino tra loro, talvolta per scelta, talvolta per puro caso. Proprio mentre rileggevo “Conversazione in Sicilia”, ho conosciuto un autore che, come Vittorini, ha narrato Milano in tempo di guerra, sto parlando di Carlo Castellaneta, di cui ho letto “Notti e nebbie”. Anche questo romanzo è ambientato nella capitale lombarda durante la Resistenza: l’accostamento a “Uomini e no” è stato inevitabile.

    In “Uomini e no” il punto di vista è quello dei resistenti, in “Notti e nebbie” a parlare è un repubblichino, uno strenuo difensore dell’ordine fascista. Quello di Castellaneta è un libro duro, molto duro, ma non c’è compiacimento, è la realtà dei fatti.

    Mi è piaciuta l’ambientazione milanese: bello leggere romanzi ambientati nel passato nella propria città, sono tanti i racconti dei nostri cari che tornano alla mente!

    Mariangela

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  9. @tutti buonasera

    @Camilla @Dani
    questi TEDESCHI mi attira, finora non l’ho trovato nelle varie occasioni in cui sono tornata in libreria. Che emozione!!!! Potevo ritirarlo direte voi, ma è stato così bello lanciarsi negli acquisti visibili, possibili, disponibili che mi riservo di ritirarlo più avanti

    @Mariangela
    Mia cara fanciulla, sono certa che CONVERSAZIONI IN SICILIA, UOMINI E NO siano capolavori del mio conterraneo, ma io l’ho iniziato due volte e per due volte sono scappata a gambe levate. Come puoi vedere, capita spesso che i capolavori letterari uccidano la mia curiosità. . . Il diritto del lettore è quello di evitare i libri che non ci piacciono.

    Non so se ho già scritto che in questo periodo sto leggendo un saggio sulla spagnola del 1918. Illuminante!!
    La studiosa, tal Spinney, ha diviso per temi (reazioni, pregiudizi, studi, etc) e per ogni tema affrontato fa un po’ il giro del mondo, elencando il modo di affrontare l’epidemia in vari angoli del mondo.
    In sostanza, mi sembra di leggere cose avvenute l’anno scorso. Sarebbe bello poter parlare all’autrice, capire cosa pensa di questo ripetersi ciclico del comportamento dell’umanità.
    Interessantissimo anche scoprire quanti personaggi famosi ci hanno lasciato precocemente a causa di questa piaga (una influenza con complicazioni tali da apparire simile alla peste!!!)

    Buona notte a tutti

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  10. @Jezabel. Cara Jez, tu mi vieni in aiuto, sia su tedeschi (libro affascinante ma …..nella seconda parte, ostico. Rimane comunque un libro importante è bello,ma di cultura “ altra”..posso dire inusitata. insomma.,per un italiano
    Per quanto riguarda “CONVERSAZIONI IN SICILIA e UOMINI E NO, oltre a VITTORINI E CASTELLANETA, trovo che siamo in un passato politico. è in un periodo storico. …obsoleti. Le epidemie, maledette, che siano la peste del Manzoni, quella di Camus, o quelle descritte da Spinney, non sono periodi storico-politico, destinati a essere superati, come il latte andato a male, ma fanno parte sempre della continua ricerca scientifica, ( non sono mai SUPERATE ).Volevo anche rivolgermi sia a Dani che a Marian. Con affetto a tutte/tutti un abbraccio. Cam

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  11. Ciao amiche/amici.
    Tra stanchezza e caldo non so se vi ho già parlato di CIO’ CHE NEL SILENZIO NON TACE di Martina Merletti. L’ho finito, con grande emozione. Opera Prima di una giovane scrittrice, agronoma di formazione, ma che scrive come un’autrice navigata. Una bella scoperta davvero e se il buongiorno si vede dal mattino chissà cosa ci regalerà in futuro. Bel romanzo con base storica accuratamente documentata, personaggi vividi, bel ritmo narrativo fatto da brevi capitoli e un’ambientazione ben riuscita.
    Lettura che consiglio.
    Baci

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  12. @Dani molto interessante anche questo consiglio. Titolo intrigante e poi la tua accattivante recensione.

    Se riesco a liberarmi da alcune cose che devo leggere per dovere, inizierò GIUDA di Amos Oz di cui avete parlato credo qualche tempo fa in questa sede.

    @Camilla
    Non posso dire male del romanzo I tedeschi, mi ha attirato tantissimo e di sicuro lo leggerò; magari lo troverò ostico anch’io, ma ormai è nella lista 😉

    @ tutti
    in un afflato di sicilianitudine ho afferrato (in una cartoleria ben fornita anche di libri) un libro della Sellerio con il termine Màkari nel titolo, in omaggio alla chiacchierata con un collega di origini marsalesi che mi aveva nominato questo luogo/autore…insomma, ricordavo il luogo della chiacchierata, ma non esattamente i contenuti. Poi in auto mi sono resa conto che Màkari (nonché l’argomento della famosa conversazione) era la serie televisiva che ho letteralmente ODIATO questa primavera, abbandonandola dopo la sofferta visione della prima puntata!!!!!
    Speriamo che il libro sia più gradevole per me. Sapete qualcosa del libro?

    Ciao a tutti.

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  13. La serie su Màkari, tratta dai libri di Savatteri (un grande!), per quel che ho visto (poco), l’ho trovata brutta anch’io. Invece i libri, con i personaggi di Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, sono belli, molto divertenti, ma anche amari, per niente stupidi. A me hanno fatto ridere molto, tanto da non potermeli portare sui mezzi pubblici per non passare per troppo pazza a ridere da sola…
    Dello stesso autore, ma con un altro protagonista, sto leggendo: “Gli uomini che non si voltano”, mi piace molto, l’ironia qui è meno smaccata, più feroce, forse. Dovrei leggerlo d’un fiato perché ha molti personaggi e se lo alterno, come faccio di solito, con altri libri, tendo a perdere il filo, comincio ad avere un’età…
    In ogni caso jezabel, spero ti divertirai a leggere Savatteri, facci sapere…
    Ciao a tutti,
    Luisa

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  14. @Tutti @Luigi

    Vedo nel riquadro in alto a destra che Luigi ha postato un link dedicato allo storico Angelo Del Boca:

    https://www.rivistailmulino.it/a/angelo-del-boca-br-1925-2021

    Sono d’accordo su quanto espresso nell’articolo e trovo azzeccata l’autodefinizione di “testimone scomodo”. Apprendo ora che è morto qualche giorno fa: lo ringrazio per le sue ricerche sul nostro passato coloniale, mi hanno fatto conoscere un aspetto importante della storia italiana.

    Mariangela

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  15. care e cari, ho letto mentre tacevo. ecco qualche riga per voi.
    Io Due vite di Emanuel trevi che ha vinto lo Strega l ho letto e mi è piaciuto parecchio.
    Scrive assai bene. Anche se il libro non è un romanzo ma più una riflessione sull’ amicizia e il disegno di due personalità notevoli e diversissime: . i suoi amici Rocco Carbone e Pia pera. Morti entrambe, scrittori entrambe. Amicissimi tutti e tre. Si delinea una forma di intellettualita’ culturale e sociale come non ce n è piu. Gente che legge parla di libri di film approfondisce. Sta insomma dentro la vita della cultura, e cultura crea e fa.
    Un bel libro su come essere amici e come perdersi e ritrovarsi. Trevi ha il tocco della profondità intelligente e della sincerità.meriti non da poco.

    Grande suo merito è poi avermi fatto conoscere la grazia e la stravagante personalità di Pia Pera che nella seconda parte della sua vita aveva abbandonato scrittura e traduzioni ( Puskin dal russo!) per in ventarsi giardiniere e scrittrice di libri pratici ma anche pensierosi sui giardini. Qualcuno la ricorderà perché ha collaborato per molto a Gardenia e a Diario di deaglio.
    Poi si è ammalata di sla e ha scritto un libro struggente sulla sua vita che cambia, sulla perdita progressiva dell’ autonomia del corpo, sulla perdita del giardino a Lucca e in definitiva sul senso della vita quando la morte ti assedia in modo così dirompente. Non pensate a un libro triste.
    È un libro delicato profondo talora svagato, talora malinconico. A volte persino buffo. Struggente. Riflessioni sull senso ultimo dell’ esistere. Sulla bellezza dell’ aria. Di un colpo di luce, di un frullo d ali, di un boccio tenace…. Cercatelo e e Leggetelo. Questo libro delicato è una benedizione. mi ringrazierete

    Si chiama AL GIARDINO ANCORA NON L HO DETTO. Ponte alle grazie. Pia Pera. 2016

    E ora sto leggendo un altro libro di Emanuele Trevi ( ma perché non l avevo mai letto????) che mi sta piacendo forse anche più di Due vite.
    Si chiama Sogni e favole. Bellissimo.
    Lo schema é piu o meno lo stesso. Riflessioni sul passato personale,, la fiovinezza, il formarsi del pen siero e dei gusti..la conoscenza di personaggi di spessore umano e culturale fuori dal comune. In questo caso Arturo Patten bravissimo fotografo ritrattista, e Cesare Garboliu. Ma intanto c è il profumo e l atmosfera di un’ epoca in una Roma strana e inafferrabile.
    Affascinante, intelligente, profondo.
    Devo finirlo ma già consiglio tutto.

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  16. @Bettiblu @Cristina
    Vi ringrazio per i vostri consigli.

    @tutti
    Io ho finito qualche settimana fa “Alla scoperta di Milano” di Giovanni Guareschi, che non conoscevo. Un bel libro: tanta ironia, disincanto e, sotto la patina della svagatezza, anche un po’ di dolore.

    Siamo negli anni ’40, a Milano, dove l’autore è arrivato dalla provincia; a Milano ci sono le case editrici, la sede del Corriere della Sera, tante occasioni di lavoro e opportunità. L’istituzione famigliare, il matrimonio sono trattati fuori da ogni retorica, in modo divertente. Surreale e romantica la scena di volo finale.

    Mi ha fatto sorridere, a proposito di questo libro, lo scambio epistolare tra Guareschi e Borrelli, l’allora direttore del CdS: l’autore scherzando sul suo stesso romanzo e fingendo che l’abbia scritto un suo amico, pur perorandone una recensione, lo definisce “un libercolo”. Il Direttore risponde con il medesimo linguaggio arguto e sapido: escludendo che si tratti di “un libercolo”, assicura di averci trovato un po’ di sale, di aglio e, anche, un po’ di ingegno. Dopo un mese il CdS pubblicava una recensione de “Alla scoperta di Milano”.

    [“Guareschi al Corriere: 1940-1942”, a cura di Angelo Varni, Fondazione Corriere della sera, 2007, 110 p.]

    Mariangela

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  17. Anch’io ho apprezzato (e scoperto) Trevi con Due Vite, per cui leggerò altro, prima o poi. E magari pure il libro che citi di Pia Pera, Cristina. Me lo aveva prestato un’amica ma non ero in vena di leggere di… malattia. Ma forse quel libro offre molto di più.
    Ora ho ben tre letture in corso e non è da me.. L’autobiografia di Petra Delicado (x il mio gdl), Europa 33 di Simenon e Uomini d’Irlanda, meravigliosi racconti di Trevor.
    Baci a tutti

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  18. @ Cristina. Dani e Marian. Con le rispettive QUALITÀ,
    Comincio da Trevor ( che amo moltissimo),Petra Delgado e il vecchissimo Simenon, che letto e riletto dieci volte ai tempi di mio padre che ne era grande consumatore.La Pia Pera la conosco da molto, devo averci lasciato addosso qualche furtiva lacrima. La Marian che legge Guareschi, da bambina impazzivo per Guareschi e e la sua famiglia, aveva una figlia, piccolina, che adorava giocare con bulloni e simili. Però non è come leggere Lo Zibaldone di Leopardi, che non ha “ tempi”, è il grande Leopardi, sempre.
    Marian ha letto qualcosa di Delboca, grande antifascista. Strano questo richiamo paterno che ricorre centinaia di secoli fa in molte di queste letture.
    Bravissima Dani con ‘sti’ tedeschi. Ho letto anche io alcuni libri , alcuni vecchi ma alcuni nuovi.Ma non il Premio Strega. Lo leggerò. A tutte un abbraccio.Cam

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  19. brava Dani! non avevo capito che era tua la recensione ! scusami tanto. vi abbraccio,

    trevi mi sta portando da Amelia Rosselli, da Cesare Garboli ( che personaggione!!!!!) e da sua moglie Rosetta Loy fiumi di intellettualità si aprono e chiudono…..
    Dani leggi quel libro di Pia pera, per favore

    Io leggerò i tedeschi e sono intrigata dalla recensione di ieri di Loredana Lipperini a Lo stradario dei miei baci di Daniela Ranieri.
    l ‘avete sentito? libro molto strano, intriga.

    baci e baci

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  20. @Camilla
    Cam, da come scrivi sembra tu abbia conosciuto Guareschi personalmente. Capisco bene?

    @Tutti
    Anch’io vi dico cosa ho letto. D’accordo con Dani che dovremmo lasciare spazio anche alle case editrici minori, mi sono letta due romanzi della casa editrice Keller.

    Vi parlo del primo che ho finito due settimane or sono, si intitola “Veloce la vita” di Sylvie Schenk. Intimo, riflessivo, vagamente autobiografico, è un libricino che si legge velocemente e lascia tanto per la profondità con cui è scritto. La protagonista, come l’autrice, è francese, ma si trasferisce in Germania dove sposa un tedesco. Siamo nei tardi anni ’50 e il ricordo dell’occupazione tedesca è ancora presente nelle coscienze e lo stereotipo antitedesco più vivo che mai. Mi è piaciuto, veramente, in italiano penso sia l’unico romanzo tradotto di questa autrice.

    Lo conoscete?
    Ciao, Mari

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  21. pensa che l ho letto qualche mese fa sto Veloce la vita e non mi ricordo niente di niente. ma il problema è mio, mi dimentico quasi tutto. ohimè orami è patologico

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  22. @Mari ciao. Non conosco il libro che citi, ma Keller (che è trentina, come Camilla) lavora bene e pubblica autori interessanti. Così è per Nutrimenti, Nottetempo, Miraggi NN. I grandi editori, per dirla con le parole di un amico libraio, sono sempre più spesso scatole vuote. Magari lui esagera…ma non ha tutti i torti 😄😄

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  23. @Dani. @Marian cari tutti. A proposito di Case editrici volevo chiedere Dani ,esperta come è,se conosce la casa editrice ATLANTIDE ,COPIE NUMERATE, CURE PARTICOLARI ECC.,e se si cosa ne pensa. Se mi dici il tuo parere te ne sono grata, ( sempre che rtf conosca questa CE.
    @ Marian. Guareschi era celebre tantissimi anni fa’ è il lo leggevo sui giornali, le riviste ecc. che portava copiosamente a casa mio padre. E naturalmente io leggevo tutto quello che trovavo . Ma ero una bambina di sei sette anni . Un saluto affettuoso a tutte. Cam

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  24. Cara Dani, se mi mandassi il tuo indirizzo mi piacerebbe spedirti una copia di “ TIGRI” ed,ATLANTIDE,di Polly Clark, per avere un tuo ,per me prezioso parere, sia sul testo che sull ‘edizione. Sarei felice di poterti fare un regalino “libresco “.Camilla

    Camilla Pacher. Via Chini Padre Eusebio. 35. TRENTO

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  25. Ciao ragazze e ragazzi,

    quando leggo Mariangela che si firma Mari mi viene in mente Michele Mari 🙂 scrittore che ammiro in alcuni libri, in altri non mi arriva come dovrebbe, ma insomma è un fior di letterato, un po’ Landolfi, un po’ Gadda, un po’ se stesso, scrittore di dolceamare epifanie.

    Di Michele Mari ho letto pressoché tutto, i testi che ho più apprezzato sono “Leggenda privata” (2017) e le sue due raccolte di racconti, “Euridice aveva un cane” (1993) e “Tu, sanguinosa infanzia” (1997); trovo che la forma breve sia il suo apice, la forma in cui esprime al massimo il suo talento.

    Michele Mari è preso in un gorgo dal suo troppo sentire e dall’amore per le parole.
    Si è detto che Mari non faccia altro che riscrivere dell’adolescente stupore, allorquando il suo mondo interiore non gravava come macigno sulle cose, quando era contento e non lo sapeva. «Il culto dell’infanzia in Mari», «Il tema dell’infanzia in Mari».
    No, non direi esattamente così. Mari lo sapeva, lo sa, il suo gioco è un gioco serio che non ha attinenza con l’età. L’ho ascoltato in radio, qualche anno fa, un uomo più che cinquantenne che si estasiava per i Pink Floyd, come se il suo amore fosse postdatato, l’effetto che i Pink Floyd fanno a un ventenne lui lo aveva provato, riprovato, ricreato, dopo i cinquanta.

    Nel racconto “Euridice aveva un cane” – a parer mio, non solo il suo miglior racconto, ma forse il racconto più bello della nostra narrativa recente -, il bambino Michelín appena può corre a giocare con il cane della sua vecchia vicina Flora, è contento a casa di un’anziana che coltiva l’orto, che ha una mucca e una capra, disdegna la compagnia dei suoi coetanei, soprattutto dei vicini di villeggiatura in estate, la famiglia Baldi, schierati come soldati per andare a messa la domenica, ad annoiarsi a morte, coi loro orrendi materassini da mare sull’erba, barbecue, motociclette, le loro grida sguaiate, i loro ridicoli, poco serî alberi da giardino, “lagestremie e arbusti da lungomare nizzardo”.
    Poi passeranno gli anni, Michelín crescerà, da topo di biblioteca diventerà studioso impegnato, e d’estate tornerà sempre meno al paese mitico di villeggiatura, nel varesotto. Flora vive ancora ma è ricoverata, vorrebbe andarla a trovare ma tentenna, esita, rimanda…
    Tutti i racconti di “Euridice aveva un cane”, almeno i più belli, quello del titolo e poi ancora I palloni del signor Kurz, Tutto il dolore del mondo, Tutti vivemmo a stento, L’ora di Carrasco, sono racconti di amore e di morte vissuti come giocose nevrosi, l’infanzia non è altro che il guizzo serio, l’animosità buona che ci meritiamo, a tutte le età.

    Buone vacanze e buone letture✨

    Domenico

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  26. @Cristina @Tutti
    Se hai dimenticato è perché hai assimilato del tutto il libro!

    @Domenico Fina @Tutti
    Domenico, invece io Michele Mari non riesco a leggerlo! Salvo magari ritentare proprio con i racconti di “Euridice aveva un cane”, perché no, forse provare solo col racconto eponimo, talvolta nelle cose ostiche (e la scrittura di Mari un po’ ostica lo è!) la brevità aiuta.

    @Tutti
    Infatti, Dani, hai ragione e, in parte, sulle grandi case editrici, ha ragione anche il tuo amico libraio. É sempre la mancanza di tempo che ci impedisce di fare tutte le esplorazioni di lettura che avremmo in testa. Però, come dicevo, edito da Keller, avevo letto anche un altro libro, “La quarta parete” di Sorj Chalandon, un romanzo che da “Veloce la vita” è lontano mille miglia: diverso l’argomento, diversa l’ambientazione, diverse e ben più tragiche le atmosfere.

    Anni’80, Libano in piena guerra civile: nella Beirut massacrata dalle diverse fazioni, il protagonista vuole mettere in scena l’Antigone di Anouilh. Lo ha promesso al suo caro e fraterno amico, il vero ideatore di quest’avventura teatrale (si spiega il titolo). È lui ad indicare da chi debbano venire interpretati i diversi ruoli: gli attori da lui prescelti sono di etnia e di religione diverse, c’è un druso, una palestinese, un ebreo e anche esponenti di altre parti attive nella guerra in corso.

    È uno di quei libri che ti fa capire cosa sia la guerra, non è un libro facile, ma temo che lo violenza di certe scene sia giustificata dalla realtà storica.

    Non conoscevo l’autore, magari voi l’avete già incontrato.

    Spero stiate bene e spero che l’estate non ci precipiti ancora in una situazione di innalzamento dei contagi!

    Mari

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  27. @Camilla che cara, mi farebbe molto piacere! Facciamo che ti scrivo qui la mia mail e tu mi contatti lì, così ci parliamo in privato,ok?
    Scrivimi a
    danielabussi5@gmail.com
    Un abbraccio,
    Dani
    P.S. Non sono affatto esperta sai.. cerco di tenermi aggiornata visto che da un annetto devo occuparmi di una piccola ma bellissima biblioteca.

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  28. @Tutti
    Qualcuno di voi, qui, lo aveva citato il libro che ho finito la settimana scorsa, forse qualche anno fa e, a ragione, ammoniva di non farsi trarre in inganno dal titolo: ho terminato “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg

    Rientra nel mio filone “naturalistico”, è una derivazione indiretta de “L’assemblea degli animali”, che continua a propagare i suoi effetti benefici. Questo dell’autore svedese è uno di quei libri che ti fanno capire che quando si parla di questo mondo le partizioni hanno valore solo accademico: vita sulla terra, piante, animali, animali non umani, tutto, rientra in un discorso che non ammette suddivisioni, e anche il nostro benessere, anzi direi la nostra sopravvivenza, dipende dal rispetto che sappiamo dimostrare nei confronti di questo insieme. Non che sia un libro con pretese pedagogiche, intendiamoci, non è un libro che predichi qualcosa, è proprio che queste sono conclusioni a cui si approda se si segue l’autore.

    Chi l’aveva citato di voi? Forse Dani?

    Ciao,
    Mariangela

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  29. @tutti
    buonaseeeeeera 🙂
    come al solito, mi attacco ogni tanto e penso sempre di trovare pochi commenti per cui posso inserirmi alla svelta. Invece, con piacere scopro una certa vivacità: l’estate porta buone opportunità di lettura un po’ a tutti, anche solo per la luce più duratura.
    Grazie a Bettyblue per gli stimoli su Savatteri, mia mamma si è fiondata e l’ha finito in un battibaleno ridacchiando a più non posso. Da come parli, effettivamente questo autore sembra interessante. Ne terrò conto!!! E appena lo avrò affrontato, registrerò le impressioni per tutti.

    Intanto mi sto beando con la lettura di GIUDA di Oz che voi certamente avete già da tempo nel vostro bagaglio. Bel libro, ben fatto. Io amo in modo particolare i libri con “atmosfere ebraiche”; ma qui non ci sono solo le storie personali dei personaggi, l’amore, la perdita, il lutto, ma anche le contraddizioni del sionismo e i sentimenti controversi degli ebrei che dopo la seconda guerra mondiale si sono trasferiti in Israele. Su tutti però campeggia Giuda Iscariota, per una ricerca universitaria del protagonista. Giuda diventa il discepolo più devoto, sulla base di alcuni scritti non canonici e anche della personale riflessione di Oz. Come fanno questi a creare personaggi dallo spessore immortale??? Beati loro.
    Non l’ho ancora finito, ma finora sono estasiata.

    Quanto a me, sono in Trinacria, attualmente terrosa lei e terrata io. Ci siamo abituati ad essere ricoperti di terra periodicamente, ma vedere i turisti che gioiscono di questo cataclisma è molto divertente: nei loro occhi lo stupore per le strade che si trasformano in campi da beach volley!!!!
    Nei nostri invece il riflesso di scope e palette sudate!!!
    A presto.

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  30. ciao, di corsa,
    sto leggendo il secondo libro di Eshkol Nevo – La simmetria dei desideri – storia dell’amicizia a Haifa e Tel Aviv di 4 ragazzi cresciuti insieme, delle vicend delle loro vite dissimili, dei loro caratteri diversi, dove gli avvenimenti si attorcigliano e si stendono negli anni. sono a metà e mi piace un sacco. un giovane autore israeliano di vaglia.
    Come sempre in questi libri il fondo della questione è di tipo morale, o almeno così sembra a me, è questo il loro fascino specile.

    ho già letto un due mesi fa Tre piani, ve l’avevo detto ( si quello da cui Moretti ha tratti il film presentato a Cannes, ma io non ne sapevo nulla) anche quello parecchio bello.

    Camilla, ti piacerebbe, ne sono certa! Hai letto Io resto qui Cam??

    Poi leggerò un libro dedicato a Cesare ( suo marito e compagno) da Rosetta Loy sulla scia lunga dei libri di Enanuele Trevi. e poi mi sono procurata due libri di Coetzee.
    sono attrezzata per un lungo agosto da leggere.
    baci

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  31. @Mari di Sjoberg avevo letto L’arte della fuga (credo di averne anche scritto qui).
    Il tuo commento mi fa pensare ad un saggio che ho regalato a mio marito, che è un micologo. Libro che lui (e non solo lui) ha trovato straordinario, per cui Ve lo consiglio anche se non l’ho letto, x mancanza di tempo. Si tratta di L’ordine nascosto di Merlin Sheldrake. Giovane studioso con nome da ciclo arturiano, che la sa lunga su molti ambiti. Qui parla di funghi, tutto l’ampio regno, non solo i funghetti dei boschi, e da lì spazia e allarga il discorso in ampie volute su uomo e ambiente e tante tante cose. Pare bello e interessante e di mio marito mi fido.
    Ciao

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  32. @Cam ciao, non ancora. Ti avviso appena arriva. Comunque ho curiosato in internet la casa editrice editrice e ho scoperto che vende tramite librerie selezionate, tra le quali c’è la mia libreria di fiducia.

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  33. @Tutti @Dani
    C’ero andata vicino, era un altro libro, ma l’autore era lui, Sjoberg. In fatto di scritti sulla natura, molto interessante il suggerimento di tuo marito: “L’ordine nascosto” di Merlin Sheldrake (magari nel mese di agosto … )

    @Tutti
    Mi dovete scusare, ma non ricordo bene, non so se il piacere di incontrare il libro che ho davanti lo debba a voi o ad altri lettori, so però per certo che, anche solo a sfogliarlo, questo volume dalla copertina rosa e rosa fucsia, rivela più che non un saggio:

    ►Joni Seager, “L’atlante delle donne”, traduzione di Florencia Di Stefano-Abichain, add editore, 2020, 208p

    Immaginatevi un libro costituito da grafici e da cartine geografiche, con poco testo, tanto colore e molti disegni semplici ed intuitivi. È diviso per argomenti e ogni scheda è dedicata ad un aspetto, un fattore che ci dice molto sulla condizione delle donne in giro per il mondo. Sono immagini semplificate al massimo da cui, già alla prima occhiata, ricavi un concetto, una diseguaglianza, un’ingiustizia più grave che altrove. Tra i vari temi non potevano mancare quelli gravissimi delle mutilazioni genitali, dello schiavismo sessuale e del femminicidio, però sono tanti gli aspetti rivelatori legati alla vita quotidiana, dalla connettività in rete alla disparità salariale, dalla cura del corpo ai chilometri percorsi per procurarsi l’acqua, questo libro non ne trascura alcuno e li offre al lettore con immediata chiarezza.

    È un libro da vedere, però,da sfogliare, magari da commentare con qualche amico lettore. Non so se io sia riuscita a descrivervelo!

    Mari

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  34. Camilla! no i tedeschi non l ho letto,alla Biblio non ce l’hanno, ne ho sei o sette della biblio da legger ( qualche Coetzee e roth di sicura qualità per stare al sicuro?

    holetto altri due librini di Olafsdottir , si quella delizia che ha scritto Rosa Candida, mahhh che delusione, robette che dire ette è poco.
    ho anche iniziato un libro su Cesare Garboli di Rosetta loy ( titolo Cesare), ma ho smesso, per me era noioso e lui ne usciva abbastanza male,che strano tipo Garboli, marxista ma è stato per anni compagno di Susanna Agnelli prima di Rosetta Loy.
    comunque ora darò un occhio a un suo libro di scritti poi chiudo il capitolo Garboli di d erivazione Trevi.

    Fa caldissimo, vi abbraccio sudaticcia

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  35. @cristina. Sto trafficando tra i libri ,cerco un poeta Auden, e mi è venuto incontro un libro delizioso di anni fa . Se lo trovi è bello.di Klaus. Modick. CONCERTO DI UNA SERA D ESTATE SENZA POETA
    Baci. Cam

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  36. a tutti/e. ho letto una cosina di Paolo Cognetti molto bella sull’andare in alta montagna e camminare.
    Profondo, simpatico, sincero. Cognetti è bravo, non ce n’è,
    si chiama Senza mai arrivare in cima – viaggio in Himalaya

    si legge in 2 ore.
    come acqua pura di fonte.ù
    consigliatissimo

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  37. @Tutti @Cristina
    Cognetti l’avevo incontrato, ben prima dello Strega, come commentatore di racconti: può sembrare altisonante, ma è vero: è bravo anche come critico letterario!

    @Tutti
    Avete mai letto Diana Athill? Conoscete il suo “Da qualche parte verso la fine”? Io l’ho terminato qualche giorno fa, penso siano pagine autobiografiche sincere e dirette, i suoi amori, gli hobby, la passione per i libri ci sono tutti, ma soprattutto la scrittrice vuole parlarci della vecchiaia, visto che, passati i novant’anni, è questa la stagione della vita che sta vivendo. Sono pagine che non conoscono infingimenti, le reazioni del corpo col progredire dell’età sono spiegate con molta chiarezza.

    Non condivido tutto quello che scrive, in fatto di maternità e famiglia, per esempio, ha idee discutibili, sono invece d’accordo con lei quando parla di libri e letture, ci spiega che per lei la scrittura ha avuto un potere curativo. È stata un’importante editor per moti anni, si può dire che abbia trascorso tra i libri l’intera vita. La penso come lei: la scrittura ha un potere terapeutico, anche quella dilettantistica, quella che tutti noi possiamo esercitare a puro scopo catartico, senza velleità letterarie.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  38. a Cristina. Cara, ti è piaciuto il Cognetti con gli scarponi.Bene, piace a tutti a me no, perché c’è una specie di “ religione”, almeno qui in Trentino, su tutto ciò che parla di montagna. Il libro ti è piaciuto e sono contenta per te ……..ma a me “quei” libri, non li posso soffrire. Ti abbraccio. Tua Cam

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  39. cara Cam. sei prevenuta s empre verso Cognetti. bah, la montagna è una semplicr occasione per parlare di se e gli altri, della vita dell’amicizia, dei valori.
    baci testadura

    Piace a 1 persona

  40. @Tutti @Camilla
    Malinconia? La Athill? Pensa che invece io ci ho sentito tanta energia in questo libro, energia e voglia di vivere!

    @Tutti
    “Nel segno dell’anguilla” di Patrik Svensson è un libro strano perché non sai dire se sia un romanzo o un saggio, ma questo, di per sé, non sarebbe indice di originalità: tanti sono i miscugli di questo tipo e, non sempre, perdonate il giudizio personale poco sfumato, risultano facilmente digeribili. Qui il bello è che l’autore ci propone pagine molto documentate sull’anguilla, che potrebbero dirsi saggistiche, inframmezzate con pezzi narrativi raccontati in prima persona: i ricordi d’infanzia, la pesca col padre, la vita di famiglia. Il fatto è che più prosegui nella lettura, più tendi a dare un significato esistenziale anche alle pagine documentarie, man mano vai avanti, ti scopri ad interpretare in modo simbolico le informazioni scientifiche.

    Era in lista da prima de “L’Assemblea degli animali”, quindi non so dirvi se , suggestionata dal titolo, l’abbia scientemente privilegiato ad altri libri per seguire il filone naturalistico, o se la scelta sia dipesa da altri motivi, specifico solo che questo non è a mio parere un libro di letteratura naturalistica, questo secondo me è un ibrido ben riuscito tra saggio e romanzo.

    Mi piacerebbe sentire il vostro parere.

    Ciao,
    Mari

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  41. @Tutti
    Dove siete? È tornato il caldo anche da voi?

    @Tutti
    È bello girare per il mondo sfogliando le pagine di romanzi che ci portano in posti nuovi; incontrare autori che ci parlano di culture distanti dalla nostra è un’operazione che, se si sceglie bene, ripaga e arricchisce, ma ogni tanto è bello anche tornare nella vecchia Europa, puntando su un classico.

    Non so dire se McEwan possa già essere considerato un classico, so che non tutti i suoi romanzi che ho letto mi sono piaciuti, “Amsterdam”, però, che ho terminato da pochi giorni, è per ora il miglior libro dell’estate 2021! Scorrevole, credibile, divertente, tendente al giallo, ti tiene lì fino alla fine e quando sei alle ultime pagine, quasi ti spiace sia finito. Il tema principale di questo romanzo, quello del contemperamento tra diritto all’informazione e diritto alla privacy, deve venire attualizzato alla luce delle nuove tecnologie, e offre non pochi spunti di riflessione, senza contare che ben potrebbe alimentare una ricca discussione in un gruppo di lettura.

    So che l’avete letto, ma mi piace dire la mia: “Amsterdam” è degno del miglior McEwan e ringrazio il lettore che me lo ha consigliato!

    Fatevi sentire!

    Mari

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  42. @Marian e Cristina. Sono arrivati un po’ di nipoti e , finalmente, il piccolo Zeno che è un bimbo molto simpatico che parla moltissimo mescolando inglese e italiano e fa un casinò ovunque sia.
    I libri sono sempre presenti. Allora Cristina lasciarmi brontolare verso alcuni libretti ambientati in montagna, ho i miei motivi per trovarli ( on sempre ma spesso) stucchevoli.
    Ammiro Marian che legge, anche lei, a modo suo, ma non leggo da tanto Mc Ewan e non ho voglia di…lui..Ho diversi libri iniziati e leggo un po’ qua è un po’ la. Vi voglio bene carissime.La estate è così.Vi abbraccio. Cam

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