I libri più belli, letti nel 2021

Ciao a tutti, con un leggero ritardo rispetto agli altri anni eccoci con il nuovo capitolo della serie dei “Libri più belli letti quest’anno”.

Che dire: la lunga serie di commenti è sempre una grande sorpresa, fonte di conoscenza e informazioni ma anche di intelligenza emotiva e affetti. Nel racconto delle letture si intreccia sempre la vita dei lettori oltre a quella dei libri. A costo di ripetermi, come ogni anno ringrazio questa comunità preziosa e civile. Forza lettori!

Le regole sono arcinote ma le ripeto per chi arriva per la prima volta (i nuovi arrivi sono sempre benvenuti e preziosi):

1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2021. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto (in passato) si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2020 si possono leggere qui:

I libri più belli, letti nel 2020

(L’immagine è di Oliver Kilbourn, 1950, Station Bridge – Wikiart.org)

262 commenti

  1. @tutti

    ► “Atlante della letteratura al femminile: l’anima dell’altra metà del cielo”, a cura di Elena Pigozzi, Susi De Pretis, Demetra, 1998, 110 p.

    Quando un libro ti regala autrici “nuove”, e tu lettrice sei tutta contenta di avere scoperto nuovi filoni auriferi, merita la doppia citazione. Dopo avermi condotta nella New York di Sylvia Plath e Helene Hanff, mi ha portato in Spagna e mi ha fatto incontrare quella che leggo essere una delle più importanti autrice iberiche del ‘900, Ana Marìa Matute. Il suo libro “Prima memoria” è stato recentemente riedito da Fazi con titolo “Ricordo di un’isola”, io ho approfittato dell’edizione digitale e l’ho letto recentissimamente.

    La storia si svolge in Spagna al tempo della guerra civile, la protagonista è una ragazzina selvatica e taciturna, espulsa dal collegio. La famiglia, le istituzioni sono asfissianti e per le donne non è mai facile la vita, e crescere è ancora più difficile. Che scrittura! Che incisività nel descrivere personaggi e situazioni e quanto sentimento in questo romanzo!

    E pensare che questa autrice non l’avevo mai neppure sentita nominare! Che ingiustizia il mondo!

    La conoscete?

    Mari

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  2. A Marian e tutti/e che hanno nominato i libri che hanno letto Lo scorso anno.Nessun ordine da seguire , perciò a me ,che sono vecchiotta,non è possibile………entrare nel merito.
    Ho riletto il famoso (spero )Le Benevole, che J. Littel.,ha scritto anni fa, seguendo l,Orestea.Un grande libro, che ci racconta tutto L’ orrore di un uomo che si butta , per caso, nel nazismo In
    tutto il suo orrore.,Credo che LE BENEVOLE , debba essere letto. Ciao. Ba tutte//i. Cam

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  3. @tutti

    Sto ascoltando “Domenica Libri” di Radio Popolare e ho sentito un’affermazione che vorrei riportare qui. Interrogato su cosa leggere per capire qualcosa di più sul rapporto Russia Ucraina, Francesco Cataluccio ha risposto affermando che i libri di Vasilij Grossman sono una fonte preziosa.

    https://gruppodilettura.com/2021/09/24/vasilij-grossman-vita-e-destino-al-gruppo-di-lettura-grandi-libri/

    Spero stiate bene, scrivete!

    Mariangela

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  4. @tutti@Domenico Fina

    Volevo dirvi che ho finito “Vita mortale ed immortale della bambina di Milano” di Starnone. Grazie, Domenico Fina, come spesso accade con un bel libro, era un tuo consiglio!

    Capita nella vita di dare per scontate durante l’infanzia e l’adolescenza certe presenze famigliari e di non comprendere fino all’’età adulta quanto importanti siano state per la nostra crescita. È quello che accade in questo romanzo di formazione narrato in prima persona: per il protagonista, la nonna è una persona di cui vergognarsi, dimessa com’è, la considera poco più di un accessorio casalingo, però è lei, sempre lei il suo punto di riferimento inconscio.

    È scritto bene, è coinvolgente, nella sua brevità regala commozione e qualche risata, io sono contenta di averlo letto .

    Ciao,
    Mari

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  5. Grazie Mariangela 🙏😊
    l’ultimo di Starnone è un libro poetico nel senso più alto, ovvero senza affettazione ma con precisione, fatti, racconti e idee sull’infanzia e sulla paura della morte di chi ha elaborato nel tempo ciò che scrive.
    Anche il libro di Daniela Ranieri di cui ho parlato qui è a suo modo formidabile, una specie di invettiva autoironica con molte pagine toccanti, da leggere come una sorta di saggio romanzo manuale sulle vicissitudini storte dei sentimenti e in generale delle giornate intense.

    Spero si possa al più presto tornare a leggere e scrivere senza il macigno di eventi come quelli che stiamo vivendo, confido (per un complesso di cose che sarebbe troppo lungo esprimere) che la guerra raggiungerà presto un punto di tregua, vigilata. Poi starà a noi occidentali riformare il futuro in un’ottica green, riducendo al contempo, al minimo i consensi dei sovranisti.

    Un caro saluto al forum tutto

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  6. A tous A Domenico in particolare perché ti voglio ringraziare del tuo ultimo post , dove sono contenta di potermi rispecchiare, ancora una volta. E ti confido che sono andata a rispolverare OMERO, L’ Abate FENElON, persino qualcosa di Racine, Prust è un vecchio amico , fin dall ‘adolescenza ecc. Con tutto ciò mi sono divertita ma ho perso di vista I NUOVI. Distratta dalle antichità (per altro attualissime e pertinenti rispetto a questa infame è assurda guerra, che trasuda dolore, ingiustizia e follia).Percio spero tanto che tu ci parli di qualche nuovo romanzo. Grazie . A tutti un saluto affettuoso. Cam

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  7. Sul CORRIERE DELLA SERA di oggi,9 .3. c’ è una interessante intervista a DANIEL. MENDELSON , sulla guerra di Putin. Cam

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  8. @Camilla @Tutti @Cristina

    Cam, purtroppo non ho ancora potuto leggere i due articoli che hai consigliato, riprendo però il tuo penultimo commento, dove ci dicevi che stai rispolverando Omero e “le antichità”, per dirvi che, anch’io, sono da quelle parti (complici le tue righe):

    ► Eva Cantarella, “L’amore è un dio”, letto da Ottavia Piccolo, regia Flavia Gentili, Emons Italia, Feltrinelli, 2011, 1 Compact disc (MP3) (286 min)

    Appena iniziato, ma ho già visto che le spiegazioni, l’interpretazione, tutto, depongono per una lettura del mito diversa da quella che abbiamo imparato a scuola. Storie bellissime che bisogna imparare a raccontare nel modo giusto. Cristina, lo conosci? Penso ti piacerebbe.

    Cosa state leggendo?

    Ciao a tutti
    Mari

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  9. @Tutti@Camilla
    Intanto che stiamo parlando di classicità, mi azzardo a citare un titolone, un pezzo grosso, con una specificazione, però. Quando l’ho incontrato, qualche mese fa, volevo rimandarne la lettura perché – sarà capitato anche a voi – sono conscia che certe opere meriterebbero attenzioni particolari e tempo per gli approfondimenti:

    ► Ovidio, “Le metamorfosi”, audiolibro, lettura interpretata da Claudio Carini, Recitar Leggendo, 2015, 1 compact disc (MP3) (975 min.)

    Il fatto è che ho cominciato ad ascoltarne qualche capitolo, non più di uno al giorno, e non sono riuscita a smettere. Accantonati i propositi di una lettura sistematica, mi sono lasciata prendere dall’ascolto affidandomi alla suggestiva interpretazione di Claudio Carini.

    Uno più efferato dell’altro, questi racconti fanno accapponare la pelle; qualche mito mi era ovviamente già noto, altri mi stanno invece giungendo nuovi, con la loro spietata logica basata su arbitrio e violenza. Camilla, è difficile fare certi paragoni, ma penso che tu abbia ragione quando affermi che certe letture dell’antichità sono purtroppo attualissime.

    Ciao,
    Mari

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  10. @Tutti@Cristina

    Cristina, come stai? Come state tutti? Leggendo questo libro ho pensato a te, Cristina, fustigatrice su questo blog delle declinazioni al maschile anche se l’aggettivo è riferito ad una donna:

    ► Maria Dell’Anno, “Parole e pregiudizi: il linguaggio dei giornali italiani nei casi di femminicidio”, LuoghInteriori, 2021, 236 p

    Istruttivo, questo libro: quando una donna viene ammazzata si parla di “fatalità”, di “Raptus”, di “amore non corrisposto”, spesso si tirano in ballo le motivazioni passionali, oppure si sentono i cascami del vecchio delitto d’onore. In pratica il linguaggio dei media è spesso, e neppure troppo velatamente, giustificazionista, non di rado, deresponsabilizzando l’uccisore, colpevolizza la vittima.

    Accurate e minuziose le schede a fine libro: inquadrano come sia stata data la notizia in 26 casi su diversi giornali.

    Le regole? Ci sarebbero, e sono state raccolte anche in un decalogo dell’ordine dei giornalisti, ma questo lavoro evidenzia con forza che vengono sistematicamente disattese.

    Cosa state leggendo?
    Mari

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