I libri più belli, letti nel 2020

Caricature by Cappiello of Cyclist Jacquemin Published in "le Rire"
Leonetto Cappiello
Caricatura di Jacquemin pubblicata in “le Rire”,
Leonetto Cappiello, 1903

Ci risiamo. Ricominciano con un nuovo giro di giostra: i libri più belli letti nel corso di questo 2020. La comunità formata attorno a questi post resiste, si rinnova; a volte esita, in altri momenti si entusiasma. Il 2019 ha generato meno commenti degli anni precedenti, ma ha anche trovato un equilibrio più maturo. I commenti mi sono parsi ancora più ricchi, più profondi. Siamo davvero un esempio di gruppo di lettura in rete, autoregolato.

Grazie ancora a tutti voi e, ovviamente, la discussione è aperta a tutti, anche a chi non ha mai partecipato, che è particolarmente benvenuto.

Le regole sono sempre le stesse:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2019 si leggono qui: (https://gruppodilettura.com/2019/03/06/i-libri-piu-belli-letti-nel-2019/comment-page-1/#comments)

409 commenti

  1. @Camilla è un modo di dire piemontese. Potrei tradurlo con mannaggia..
    Mi stupivo di non aver mai incrociato l’autore nei miei passati anni di lettrice. Ciao cara

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  2. grazie cam. non so se è un classico, so che a me era piaciuto molto e mi aveva toccata molto. E l’avevo letto su tua spinta, come molti libri ( io.. li leggo !).

    Ommi ommi …..mmmh ma che vor di Dani??

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  3. @Tutti
    Periodo così intenso che non sono riuscita neppure a dirvi perché “La macchina del vento” di Wu Ming1, finito da qualche settimana, non mi ha convinta.

    Mirando forse al romanzo storico, l’autore ci racconta la vita dei confinati a Ventotene durante il fascismo, la quotidianità di queste persone che scontano con una pesante limitazione il loro anelito alla giustizia e alla democrazia. Per citarne solo qualcuno: Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Umberto Terracini, Sandro Pertini.

    Riconosco a Wu Ming1 il merito di avermi avvicinata a nomi che sui manuali di storia avevo sì incontrato, ma di cui non avevo mai valutato appieno l’ indipendenza di giudizio e la prestanza morale; ammetto anche che grazie a questo libro ho compreso che la pena del confino era molto più coercitiva di quanto io l’avessi immaginata. Se però devo cercare di dare un giudizio sul Romanzo in sé, devo dire che non mi è piaciuto, qualcosa non ha funzionato nel linguaggio, secondo me, piuttosto piatto e anodino che alla fine, invece di coinvolgermi, ha finito con l’annoiarmi.

    Ventotene è stata luogo di confino che ha ospitato personaggi illustri, alcuni morti in seguito durante la Resistenza, altri da annoverare tra i futuri padri fondatori della Repubblica; l’idea di parlare del loro soggiorno forzato sull’isola in modo romanzato e accessibile è molto bella, ma purtroppo, a mio modesto parere, non ha trovato realizzazione compiuta in questo libro.

    È un giudizio che dipende da un gusto personale, quindi opinabilissimo, mi chiedevo se qualcuno di voi l’avesse letto per sentire il vostro parere.

    Ciao,
    Mariangela

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  4. Mari, i Wu M Ing hanno questo limite ( e questo pregio al tempo stesso), fanno libri “politici”, non tanto letterari.
    A volte ben riusciti a volte meno.

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  5. @Tutti@Cristina
    Cristina, mi sa che hai ragione, peccato perché l’idea era buona; in generale, vedo che questi tentativi di romanzare la storia, talvolta, sono fuori dalla portata dei loro autori.

    Posso però dirvi quale libro, se pur letto solo parzialmente, mi ha invece profondamente commossa a proposito di Ventotene e di Santo Stefano, l’isoletta limitrofa, dove per secoli ha funzionato il carcere ritenuto il più duro d’Italia, “la tomba dei vivi”, come già Luigi Settembrini l’aveva definita:

    ► Pier Vittorio Buffa¸ “Non volevo morire così. Santo Stefano e Ventotene. Storie di ergastolo e di confino”, Nutrimenti, prefazione di Emma Bonino

    Guardate, la prefazione di Bonino vale da sola il libro: sintetica, chiara, accorata, fa capire quanta sofferenza sia passata da quelle parti e quanto dobbiamo ai non pochi che vi sono morti per la democrazia. Buffa, ha lavorato con i documenti archiviati nel carcere di Cassino e ci consegna le storie degli ergastolani sepolti sull’isola di Santo Stefano.  

    Qualcuno ce l’ha fatta, però, ad uscire vivo da Santo Stefano, ed è pure diventato Presidente della Repubblica! Viva Pertini!

    Mariangela

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  6. @Tutti @Jezabel

    Spero stiate bene e che abbiate trascorso un buon Ferragosto.

    Jez, ho visto in biblioteca un libricino disponibile al prestito, un volumetto che si apre per la parte bassa e, buttato uno sguardo alla foto di copertina, ho subito pensato a te:

     Nadia Scanziani, “Sicilia: la buona terra: la natura immutata nel tempo in 100 scatti d’artista”, Dario Flaccovio Editore, 2019, 127 p.

    La mappa, che segue l’appassionata presentazione di Grazia Neri, mi ha subito ricordato lunghe tirate in macchina, sotto un sole che sempre mi cuoceva: dall’Etna fino a Trapani, passando per Caltagirone, Enna, Ragusa ed Agrigento, la Sicilia profonda che sempre mi sgomentava quando mi trovavo ad attraversarla.

    Le fotografie sono molto belle e propongono immagini di paesaggio coltivato, dove è arrivata la mano dell’uomo, uliveti, aranceti, filari ordinati di colture diverse. Tutte autostrade e statali che corrono sotto cieli arroventati, dove lasciato un paese ci vuole un po’ prima di avvistarne un altro, e intanto, lontano dalla Sicilia turistica, ti scorrono accanto campi di grano, mandorleti, ma, anche – e lo ricordo bene – paesaggi lunari, stranianti.

    Jez, sarà un caso che delle parti “nostre” (la regionalità acquisita non si perde), sul mio libro, ci sono solo le foto dell’Alcantara e di Motta Camastra? Io i Peloritani li ho sempre visti spogli, poco coltivati e piuttosto abbandonati, facile preda di incendi (che nessuno è in grado di spegnere). Resoconti recenti mi dicono che la situazione è peggiorata: nessuno si cura più degli appezzamenti di terra, anche orti e vigne sono stati abbandonati e questo aggrava la situazione.

    Il libro propone i testi in italiano e in inglese e, scelti dall’autrice, alcuni brani letterari che accompagnano le fotografie. Nelle poche righe dell’introduzione, l’autrice pone il problema del degrado, della mancanza di progettazione urbanistica e, ammettendo che il pericolo non è scampato, citando Daverio, scrive una cosa che forse è vera: “La Sicilia ha un vantaggio, la sua geografia è così forte e così feroce che è quasi impossibile assassinarla”.

    Vedi tu, un libricino tanto piccolo quante cose può tirar fuori!

    Ciao,
    Mariangela

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  7. bè la natura siciliana è stata completamente stravolta dai Romani che abbatterono i boschi per farne campi di grano….

    Daverio…. ve l’ho mai raccontato che eravamo compagni di Università? un tipetto Philippe…

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  8. @tutti @Cristina

    No, Cristina, di Daverio non ci hai mai raccontato. Io l’ho visto in TV, e penso che sia in gamba, almeno, a sentirlo, però di suo non ho mai letto niente.

    Cosa stai leggendo? Cosa state leggendo?

    Mariangela

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  9. Bah, non so se Daverio scrive, più che altro chiacchiera d’arte e di città d’arte…a Milano aveva una galleria secoli fa, poi credo abbia dovuto smettere… non lo vedo dal 1969, fai tu, ma mi fa strano vederlo in tv ognitanto

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  10. @ Mariangela
    Grazie per l’indicazione strepitosa. La giro anche a delle amiche fotografe, compagne di viaggio in Irlanda, con le quali ho cenato stasera al fresco, in zona crateri Silvestri.
    Il degrado purtroppo è sotto gli occhi di tutti ed è sempre più evidente, ma anche più agito via via che si prende consapevolezza in fatto di ecologia.
    Può essere?
    Ebbene sì. Sono così ben allineati i sacchetti dell’immondizia in tante belle spiagge, che sorge il dubbio che siano incastrati ad arte.
    Ho perso le speranze, ahimè!

    Sto rileggendo Great expectations di Dickens…che meraviglia!
    Buonanotte

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  11. Ho terminato IL SUSSURRO DEL MONDO. @Cam tu l’avevi letto vero?
    Ne sono uscita scossa, è stata una lettura impegnativa, emozionante che mi ha fatto male al cuore. Powers come sempre dimostra talento nel costruire le storie. Qui di parla di lotte, di clima impazzito, di ecologia, ma soprattutto di ALBERI. Alberi antichi, secolari, amati, osservati, accuditi, vissuto e… distrutti anche, da uomini marionetta manovrati da aziende cieche, serve del denaro, del profitto. Ecco perché fa male, molto. La sapienza di Powers sta anche nell’impianto della storia che è un albero. Lui, autore/creatore impianta/introduce 8 pianticelle: sono i personaggi del romanzo, raccontandoci la base di partenza delle loro storie che in modo inatteso si intrecciano e danno vita al seguito del racconto che si fa trovo, chioma, semi nelle pagine finali. Si soffre, ma si impara a conoscere un mondo meraviglioso di cui (mi sono resa conto) si conosce poco o nulla. Non guarderete mai più un albero come prima, ve lo garantisco. Vi verrà voglia di abbracciarli, di perdervi nei boschi e ascoltare il loro sussurro.

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  12. A DANI. Sono contenta di aver condiviso il magnifico orrore, in cui viviamo, senza redercane e conto. Ormai gli autori si rendono conto che, la fuga nella fantascienza non risponde più alla consapevolezza che tutti oramai…. sospettiamo… nei confronti della realtà. Comunque so che hai affrontato una fatica tremenda. Un abbraccio. Cam

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  13. @Jezabel
    Hai ragione, Jez, in Italia talvolta viene una rabbia!

    @Dani F
    “Il sussurro del mondo”, bene, se parla di alberi, cercherò di leggerlo. Di Ellie Wiesel, mai letto niente!

    @Tutti@Dani
    Ho terminato un libro suggerito da Dani, forse lo scorso anno di sti tempi: “La morte dei caprioli belli” di Ota Pavel, autore cecoslovacco.

    L’autore ci parla della sua famiglia, che ha superato la guerra e il campo di concentramento per attraversare poi parte della storia della Cecoslovacchia comunista, ma il protagonista indiscusso è il padre dell’io narrante. Un po’ sbruffone, un po’ poeta, ora istrionico rappresentante di elettrodomestici, ora improvvisato allevatore di conigli, il suo “magnifico papà” conosce alti e bassi professionali, e spesso i suoi tentativi di arricchimento falliscono e inevitabilmente la disillusione coinvolge tutta la famiglia. Tutto questo è narrato con il sorriso sulle labbra, in modo lieve.

    Sono sempre più favorevolmente colpita dalla casa editrice Keller, che propone autori dell’Est europeo e, come mi è già capitato di constatare, lo fa con note al testo e una postfazione che ci aiutano a comprendere i riferimenti storici e culturali che potrebbero risultare ostici al lettore italiano. Proprio dalla postfazione di Mariusz Szczygiel apprendo tra le altre cose che due di questi racconti hanno incontrato l’ostilità del regime. A me questo libro è piaciuto.

    Bello cambiare area geografica, ogni tanto, poi d’estate, per me, un giro in area tedesca e mitteleuropea è quasi un’abitudine (purtroppo solo sulla carta!)

    Mariangela

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  14. @Mari ciao. Si Ota Pavel è un autore interessante, una penna leggera, con tratti ironici, nonostante una vita per niente facile (malattia mentale, problemi di salute, morto giovane..). Di lui ho letto anche “Come ho incontrato i pesci”, sempre edito da Keller. Altro bel libro autobiografico sullo stile di quello che hai letto.

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  15. Ciao. Chi mi aveva suggerito CANONE INVERSO di Maurensig, Cristina sei tu vero? Beh, grazie.
    Meraviglioso. Storia affascinante, con al centro la musica, le ragioni del talento e l’ambientazione in una decadente mitteleuropa che mi piace molto. Appena terminato con grande appagamento. Va da sé che anch’io lo consiglio.

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  16. A tutte/i Bello CANONE INVERSO. Ne abbiamo parlato molto anni fa,
    Un bel libro che ho più volte proposto perché è davvero simpatico è LARCHEFIEL.. Autrice Polly Clark. Ed. . Atlantide. Qui c’è la musica della poesia del grande poeta W. H. Auden, a Hlensburg durante gli anni 1930/1932.
    Un piccolo libro prezioso, secondo me. Ciaociao Cam

    Piace a 2 people

  17. @tutti

    Di Mauriac avevamo parlato circa due anni or sono, nel luglio 2018, ma io la nostra nostra discussione di allora l’avevo del tutto dimenticata così come avevo scordato che Mauriac è un premio Nobel, quando, circa un mese fa, mi sono imbattuta nel suo “Thérèse Desqueyroux”. Vi dico subito questo, avete presente quando ho messo qui l’elenco dei personaggi letterari femminili che mi hanno colpita? Ecco, questa Thérèse entra senz’altro in lista!

    Intanto bisogna sottolineare che è un romanzo scritto benissimo, dalla struttura perfetta, poi mi ha stupita la capacità di Mauriac di cogliere il malessere femminile in un mondo che relega la donna in una posizione di subalternità, quel modo di mostrarci l’insofferenza della protagonista verso una società ipocrita e incapace di slanci. Non me l’aspettavo un libro tanto bello: acuto, profondo e scorrevole.

    L’ho trovato scorrendo una selezione di titoli di letteratura francese del XX secolo redatta da una libreria on line. Talvolta i metodi più banali funzionano!

    Ciao,
    Mari

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  18. Ciao a tutti
    @Mariangela
    Mauriac è un autore che non mi ha mai deluso. Credo di aver partecipato a quella discussione e c’erano pareri discordi sulla presentazione di certa religiosità. Era andata così? Non so…

    Sono molto in crisi per il mio lavoro. Me lo stanno assassinando in tutti i modi e anche la tv sembra essersi accanita sulla scuola. Forse volendo colpire l’amministrazione centrale, non si accorgono codesti giornalisti che stanno denigrando il lavoro di molti.
    Scusate il breve sfogo, ma la scuola dovrebbe un complesso risolto nella vita di una società adulta. E invece, sembra una ferita purulenta ogni anno di più.

    Nella tempestosa mia esistenza (girello per l’Italia) ho trovato Francoise Sagan. Questa scrive così bene dei sentimenti, per quanto letteratura di intrattenimento, che mi ritrovo a rileggere intere pagine. Ne ho letti già altri, ma questo LA DISFATTA, è tempestoso, come sono io in questo periodo!
    Buona serata a tutti.

    Piace a 1 persona

  19. @tutti @Jezabel

    Jez, i motivi di amarezza, quando i media parlano del lavoro pubblico, non mancano mai!

    Ti chiedo, di Sagan hai letto anche “Bonjour tristesse”?

    @tutti @Jezabel @Camilla @Cristina
    In merito a Mauriac ricordi bene, non ho la presunzione di parlare per le altre partecipanti del blog, ma mi permetto solo di riassumere perché di quella conversazione avevo preso parzialmente nota; Cristina affermava che l’integralismo cattolico di Mauriac e certe sue rigidità non si possono mettere in dubbio, Camilla ammoniva che dovremmo giudicare l’opera senza lasciarci deviare dai dati biografici. Al di là della contrapposizione di allora, e giudicando senza avere letto la biografia di Mauriac e avendo all’attivo un suo solo libro, io penso che qui il cattolicesimo non sia quello bigotto e conformista, qui la sensibilità, la capacità di calarsi nel personaggio e nel suo ambiente, senza inibizioni
    o pregiudizi, indubbiamente ci sia.

    Per caso hai letto anche “Groviglio di vipere”? Dovrebbe essere il suo libro più famoso. Qualcuno mi scrive come si pronuncia Desqueyroux? Io penso si legga: Desqiru, però è così strano che non sono sicura.

    Ciao,
    Mari

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  20. Mari, Gide fece una famosissima polemica con Mauriac sulla famiglia… ahaha torno ai tempi del liceo!
    Mauriac, si, integralista, bracvissimo scrittore, ma, oggi? io ho davvero bisogno di altro

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  21. Mauriac. Un misogino da Nobel. Fascistoide e fanatico contro tutto ciò che riguarda la “donna, male assoluto e il sesso.”Insomma un uomo odioso ma un grande scrittore. Oggi, secondo me, assolutamente illeggibile. Solo secondo me. Ciao ciao. Cam

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  22. Ciao. Scusate, non lo faccio mai, ma stavolta credo di poter azzardare, ovvero consigliare un libro in cui sono a metà. Se la seconda parte sarà deludente chiederò scusa, ma corro il rischio. Leggete L’ARTE DI PERDERE di Alice Zeniter. Fidatevi, punto.

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  23. @tutti
    Scusatemi, in merito a Mauriac, come si fa a dire, contemporaneamente, che è “un grande scrittore” , “oggi oggi assolutamente illeggibile”? Come fanno le due affermazioni a camminare assieme?

    Io penso che individualmente, ma anche nei.grppii di lettura, “i grandi scrittori” poco letti o dimenticati andrebbero proposti e caldeggiati, poi a ognuno rimarrebbe il dirotto di un giudizio negativo, senza soggezione per i nomi blasonati, ma non leggere un autore in base alla biografia, veramente, è pregiudizio! mai come in questo caso, giudichiamo l “opera con la vita!

    Mari

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  24. @tutti
    Ho appena saputo che è morto Daverio.

    Che tristezza! Per anni ho guardato la sua trasmissione di opere d’arte remote e poi Per un pugno di libri, nata con Roversi e poi con neri Marcorè era bellissima (sarò un po’ misogina anch’io???)

    @Mariangela
    Fermo restando che uno legge quello che gli pare, nel momento in cui gli pare… Sì, credo che la definizione “grande scrittore” ma “illeggibile oggi” non vada bene insieme, se non tradotto in “io non riesco più a leggerlo”.

    Quanto agli scrittori “piccoli” che scrivono bene, perché uno dovrebbe passare ad altro se si sta divertendo, svagando, interessando…?
    Io “Bonjour tristesse l’ho letto, mentre “Groviglio di vipere” non sapevo cosa fosse prima che tu lo nominassi.
    Avevo visto il film di “Bonjour…” e così ho deciso di leggerlo. Carino, grazioso. Estivo? Da pomeriggio? Leggero?

    Non è mica 50 sfumature di grigio… per cui uno dice: “Va là…non perdere tempo!”
    Insomma, oggi virgolette e puntini di sospensione parlano del mio senso di stufamento verso tutto!!!

    Ciao!

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  25. Esatto sono d’accordo Jezabel. Io avevo letto Bonjour diversi anni fa. Godibilissimo. Quindi, perché no?
    Ma leggete anche il libro di Zeniter, je vous en prie.

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  26. @dani

    Zeniter…chi è costui?
    Eh, eh, eh. Certamente, una mancanza mia.
    Andrò a vedere su internet.
    Ieri mi hanno creato talmente tanti problemi con il volo, alla fine tutti risolti, che ho scordato di portare un qualsivoglia testo (sarebbe andato bene anche 49 sfumature 🙂

    Bene!
    Mi butto nella vita del nord.
    Ciao ciao.

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  27. illeggibile oggi certo che vuol dire a me oggi non direbbe nulla. Però davvero ci sono cose storie che oggi – nel contesto attuale – a me riescono illeggibili.
    Cose vecchie polverose, dibattiti stantii sulla patria, l’essere francesi, il maschilismo, il ruolo della donna, la campagna, bah…Mauriac..pfui era anche stato ministro della cultura mi pare sotto De Gaulle ( o no? oddio la mémoire s’en va)

    Insomma avendo tempo da perdere si, ma c’è tanta roba più grande e bella sotto il cielo d’autunno ( scusa Mari hai mai letto Gide o Colette o De Beauvoir o…MAurensig ?), e anche Sagan, per l’amor di Dio, leggera che leggera che leggera.

    Bah anni 70 forse, 2020? Sagan’ …perchè ?

    Dani, lo cerco e lo leggerò ( però finiscilo dai prima), promesso

    Camilla, aiutami tu: troviamo nomi per la categoria “grandi scrittori/scrittrici illeggibili oggi” (sono sicura che la categoria esiste)
    Vi bacio tutte

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  28. @
    Mariangela, per favore, non seguire le mie indicazioni di lettura per cui stanno per nascere financo nuove categorie di interpretazione!!!

    🙂 🙂 🙂

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  29. @Cristina, guarda caso l’ultimo libro letto x GDL è stato proprio di Simone de Beauvoir, Memorie di una ragazza per bene (io avevo letto solo Led Belles Images ai tempi del liceo), quindi felice di affrontare cotanta autrice e un testo come dire…. fondamentale per molte. E invece, che fatica Santo cielo. A parte qualche pagina ho arrancato come uno che si trascina nel deserto. Se non fosse stato x il Gdl l’avrei lasciato visto che ormai mi sono imposta solo letture accattivanti. Un avvitamento su se stessa che sarebbe potuto essere anche interessante ridotto a metà pagine. Ogni oscillazione microscopica e ripetitiva nel rapporto col cugino messa per scritto, così come quella con l’amica. Insomma ridondante, prolisso. Sicuramente importante per il racconto della sua emancipazione dai condizionamenti famigliar-borghesi, ma ripeto, una brevità maggiore avrebbe giovato.
    Questo per dire che i percorsi di lettura sono cosa personale, così come i lettori imperdibili. Quindi Mari, per carità, se vuoi leggere De Beauvoir a mio parere orientati verso un altro libro
    @Cri, sempre tu, Zeniter quasi finito. Confermo tutto 😄

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  30. Dani, non so quanti fa avevo riletto Memorie di una ragazza perbene, e no, macchè, noin ricordo la fatica che tu dici, ma la memoria ahimè ogni tanto è fallace.
    In ogni caso Una morte dolcissima – sulla malattia e la morte della madre – è un libro che ho molto amato pochi anni fa di Simone de Beauvoir.

    Cercherò Zeniter, promessissimo

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  31. Scusami, Cristina, devo farti una domanda che talvolta mi trovo costretta a rivolgerti: ma, tu, “Therese Desqueyroux” di Mauriac, l’hai letto? No perché io di Mauriac non ho letto la biografia, io ho letto e apprezzato questo suo romanzo, e in base ai loro romanzi io giudico gli scrittori, non in base alle loro idee politiche o filosofiche.

    “Therese Desqueyroux” su Anobi è stato definito da qualcuno troppo “femminocentrico” invece io lo trovo un libro che con sensibilità e intelligenza sa descrivere lo stato d’animo di un essere umano in trappola, una donna che dovrebbe reprimere intelligenza e sentimenti, che dovrebbe sapersi adeguare a quello che la società le chiede, e invece non ci sta. Non voglio dire troppo della trama, perché non mi piace, dico solo che dopo il ritorno a casa, dopo il processo, la sua situazione è terribile: sola, priva di energie e speranze, senza neppure un libro (il marito ha interrotto gli ordini al solito libraio di Bordeaux), per lunghi mesi non riesce a reagire, abulica e priva di forze, se ne sta in camera sua, al buio. Io dico che, solo per come descrive questa depressione, Mauriac secondo me è uno scrittore attento e acuto che vale l pena leggere, oggi.

    Verrà anche il tempo per gli altri autori che tu citi, ho sempre trascurato la letteratura francese, chissà mai,potrebbe essere l’occasione buona. Io non faccio l’elenco dei libri illeggibili, io allungo la lista dei libri che vorrei leggere!

    Ciao,
    Mari

    "Mi piace"

  32. Mari ,
    devo averla letta o a fine liceo o all’università, credo sia un libro bello.MA.
    Mauriac nei suoi libri esprime la sua visione del mondo, oscurantista, ipercattolicissima, retriva e maschiocentrica à la campagnarde. Questo OGGI mi è insopportabile o, meglio, oggi cerco ben altro che non un mondo passato chiuso soffocante e represso.
    So sulla mia pelle che è esistito, non perdo tempo con chi lo illustra e lo esalta.
    Quindi non è la sua vita personale o le sue idee che mi allontanano, ma proprio le sue idee DENTRO i suoi libri, se mi faccio ben capire.

    Dovessimo criticare gli autori e le autrici sulla base della biografia credo che di scrittori ne sopravviverebbero ben pochi, fra l’altro…

    "Mi piace"

  33. milenaAgus scrive pochi libri ma quei pochi (sono sei) sono davvero dei rari e raffinatissimi capolavori. Milena Agus è tradotta in molte lingue. I suoi libri sono editi tutti da Nottetempo,hanno ricevuto numerosi premi e conoscono un grande apprezzamento da lettori raffinati in molti Paesi.” Un tempo gentile “ è il titolo e parla ( ma con quale talento) di migranti. Se potete leggetelo .Un abbraccio a tutti.

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  34. @tutti @Jezabel @Camilla @Cristina @Dani
    Quindi, a tuo parere, Mauriac riverserebbe nei suoi libri una “visione del mondo, oscurantista, ipercattolicissima, retriva e maschiocentrica à la campagnarde”. Ma dove, in quale libro, secondo te? In “Therese Desqueyroux”? Di Mauriac non conosco certo l’opera omnia e non ho neppure letto “Un groviglio di vipere”, che forse è il suo libro più importante, ma in “Therese Desqueyroux” tutto questo non c’è, anzi, famiglia e rispettabilità sono, sì, fattori importanti, ma sono visti come elementi limitanti, condizionanti. No, mi dispiace, far passare un autore così per bigotto solo perché era cattolico, no, non rientra nel mio metro di giudizio ed è un criterio che non informa di sé le mie scelte di lettura. Io sono atea, ho le mie idee, ma se decido di leggere un libro mi sforzo di non partire con un’idea preconcetta, altrimenti la lettura non può che fallire, se cerco solo conferme senza lasciare spazio a deviazioni e a spaesamenti, è finita, è inutile leggere!

    Sulla questione della leggibilità di un libro: capita di sentire lettori affermare che un libro è superato, illeggibile, inutile, magari perché è stato scritto decenni fa senza però entrare nella rosa dei classici. Ora, senza togliere importanza alla letteratura contemporanea, che pure va letta perché ci dice molto del nostro tempo, io penso che l’attualizzazione di un libro sia a carico del lettore, è il lettore che deve saper fare quell’operazione di raccordo tra quanto legge e ciò che vive lui, certo, ci sono libri che questo passaggio lo rendono più facile, con alcuni testi è in effetti più agevole, ma talvolta – diciamolo – ci gioca molto la pigrizia o la mancanza di tempo del lettore (anzi, della lettrice, visto che parlo in base alla mia personale esperienza).

    Ciao,
    Mari

    "Mi piace"

  35. Mariangela, io sono laureata in letteratura Francese, secondo te parlo a vanvera così per idee preconcette?
    Certo è proprio tipico mio, no?
    ti saluto

    "Mi piace"

  36. Buongiorno,
    Vorrei segnalare un libro che ho letto pochi mesi fa e che mi ha colpito particolarmente. Forse lo conoscete già, è “la parete di Marlen Househofer”‘ la storia di una specie di Robinson Crusue al femminile che ci racconta come può essere terribile la natura e che mi ha fatto molto riflettere.
    Lo consiglio a tutti e grazie per le vostre segnalazioni, di cui ho preso nota. Stamattina ho acquistato “canone inverso” e “il sussurro del mondo” colpita dai vostri commenti ….

    Piace a 1 persona

  37. @Cristina @Tutti
    Cristina, non ho mai detto che parli a vanvera, ma in questo caso la circostanza che tu sia laureata in letteratura francese non rileva e non risponde alla mia affermazione: indirizzare le scelte di lettura in base alla biografia degli autori non è mai proficuo per noi lettori. Però la questione può rimanere in sospeso, approfitto invece della tua laurea in letteratura francese per chiederti se di Queneau hai letto il suo “I fiori blu” e se ti è piaciuto. Lo chiedo a tutti voi. Poi mi spiego meglio.

    Ciao,
    Mari

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  38. Mari, I fiori blu, lo sto leggendo proprio ora a pezzi. Non è il mio genere di letteratura, ma a pezzetti vado avanti.
    Faticosamente, è il genere sarcastico fantastico iperbolico che proprio non sta nelle mie corde…

    Allora mi ri-spiego. Io non oreinto le mie scelte e i miei giudizi sulla base della biografia degli scrittori, ma sulla base dei loro testi, del loro scrivere e delle loro storie, uffi, però..
    Certo gli autori dichiaratamente di destra mi lasciano estranea ed esitante ma non è nemmeno detto

    "Mi piace"

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