I libri più belli, letti nel 2020

Caricature by Cappiello of Cyclist Jacquemin Published in "le Rire"
Leonetto Cappiello
Caricatura di Jacquemin pubblicata in “le Rire”,
Leonetto Cappiello, 1903

Ci risiamo. Ricominciano con un nuovo giro di giostra: i libri più belli letti nel corso di questo 2020. La comunità formata attorno a questi post resiste, si rinnova; a volte esita, in altri momenti si entusiasma. Il 2019 ha generato meno commenti degli anni precedenti, ma ha anche trovato un equilibrio più maturo. I commenti mi sono parsi ancora più ricchi, più profondi. Siamo davvero un esempio di gruppo di lettura in rete, autoregolato.

Grazie ancora a tutti voi e, ovviamente, la discussione è aperta a tutti, anche a chi non ha mai partecipato, che è particolarmente benvenuto.

Le regole sono sempre le stesse:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2019 si leggono qui: (https://gruppodilettura.com/2019/03/06/i-libri-piu-belli-letti-nel-2019/comment-page-1/#comments)

563 commenti

  1. @dani
    Mia cara, ho letto io IL TAMBURO…
    Un libro incredibile.
    Sono passati molti anni, ma ricordo tante sensazioni.
    Me lo consigliarono in treno, andavo dalla Sicilia a Latina, quindi stiamo parlando di 30 anni fa, anche se mi sembra ieri.
    Ricordo la difficoltà indubbia, ma è stata una lettura epocale.
    Ho sempre pensato di rileggerlo, magari la maturità porta nuove elaborazioni!
    Le vacanze di Natale meritano di essere santificate con un libro particolare.
    Ciao. Fammi sapere.
    Buonanotte a tutti.

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  2. Ho preso l’ultimo romanzo di Barnes: l’uomo con la vestaglia rossa.
    Qualcuno l’ha già letto?
    A Marian Si l’ho visto e mi ha entusiasmato
    Ciao
    Cam

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  3. si ho visto la prima della Scala, mi è anche piaciuta abbastanza – parti in prosa a parte, recitate male a mio parere. Ma non c’era un fil rouge, un assunto che tenesse insieme le arie scelte. Co munque belle scenografie e danze stratosferiche. Bello spettacolo, nel senso di bel pastiche pubblicitario di ottima fattura,
    Poi la lirica è un’altra cosa, forse.

    Sto leggendo un libro di 1100 pagine Una vita come tante di una scrittrice americana di origini hawaiane. Hanya Yanagihara.

    Gran bellibro, e si soffre, tantissimissimo. Mi mancano 200 pagine.
    Camilla credo che potrebbe essere un libro da leggere per te.
    La storia di 4 amici ma in particolare di Jude il fragile ferito, doloroso Jude. Boston new york, contemporaneo e struggente.

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  4. A Cristina. Grazie per la segnalazione ma in questo momento non mi sento di affrontare libroni troppo impegnativi.
    Leggo due o tre libri un po’ qua è un po’ la’.
    È troppo freddo qui a Trento e la cosa mi rompe. Per uscire non bastano, a me, due piumini sovrapposti e sono di pessimo umore, vado a rilento con Barnes e leggo il suo bellissimo L’uomo con la vestaglia rossa che è comunque fascinoso.
    Vi saluto e vi auguro tutto il bene possibile. Un abbraccio (immaginario) affettuoso a tutti.
    Cam

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  5. Un abbraccio virtuale anche a te Camilla e a tutti i frequentatori del gruppo. Tieniamo duro che il periodaccio sta finendo. Saluti a tutti Claudio

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  6. Una vita come tante ,libro che ho amato e regalato. 1100 pagine e non una di troppo.Sono contenta che sia apprezzato anche da voi. In questo periodo avrei bisogno di un’ altro libro che sappia appassionarmi.
    Ciao a tutte/i

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  7. Claudio ciao caro.
    No il periodaccio non sta finendo, credo io. Apprezzo il tuo sguardo positivo ma gli sfracelli sociali politici e sanitari saranno (già sono) devastanti.
    Mi aspetto una svoltaccia di destra rabbiosa ed estrema, illiberale e violenta.
    Mi aspetto una pandemia strisciante e altre morti.
    Insomma sono di un pessimismo nero. Mi dispiace. Poi dicembre per me per la mia vita è un mese pazzesco.

    Nonnaci sto finendolo, insomma qualche critica c’è da farla ( c’è c’è) ma il libro ha un suo perchè, se ce la faccio dirò a libro ultimato.

    Camilla qui clima a volte perfin troppo primaverile, tempo bastardissimo.
    Barnes troppo intellettualistico per me ora

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  8. Mi spiace sentirti cosi negativa Cristina. Penso che l’arrivo del vaccino schianterà questo virus subdolo ne sono proprio convinto. Riguardo alla destra illiberale (lo è sempre stata) significa Cristina che se non lo faranno i giovano ci penseremo noi anche stavolta :-)) Ciao

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  9. eccomi, ho finito UNA VITA COME TANTE ( Titolo originale a little life) di Hanya Yanagihara. scrittrice statunitense di origini hawayane ( e antenati giapponesi)

    Non sapevo assolutamente che questo libro fosse un caso da un po’ di anni, è trascinato da un forte passaparola e continua ad accrescere il numero dei suoi lettori ed estimatori.
    Ci credo.
    Premetto: NON è esattamente un capolavoro, secondo me. MA ci sono ottime ragioni per leggerlo. E’ un’esperienza esistenziale leggerlo, un’esperienza forte, molto forte, a volte quasi insostenibile.

    Perchè è un libro prima di tutto e soprattutto sul Dolore ( i titoli s econdo me sono errati e fuorvianti, qui c’è un’esistenza assolutamente fuori dall’ordinario).
    Da anni non mi capitava di succhiare un libro senza poterlo mollare come con questo. Ma per una volta non ho tanto seguito la scrittura, il suo farsi , o l’ordito e la trama della storia, che è tutta solo interiore a un gruppo coeso e ristretto di persone.
    La vicenda dell’amicizia e della relazione fra 4 amici dal liceo fino all’età a dulta, ma soprattutto del più fragile di loro, Jude, è totalmente coinvolgente. Io sono rimasta incollata.
    La scrittura la sostiene bene, cerca il ritmo giusto, sostiene i dialoghi e i monologhi interiori, descrive a brevi pennellate gli ambienti, delinea i caratteri di contorno.
    Vero: su molto sorvola, non approfondisce, o da per scontato, e diverse cose sono decisamente poco verosimili per non dire assurde ( non mi interessa dire quali qui, perchè di fatto la verosimiglianza non sta negli eventi bensì nel sentire).
    Ma la calamita, il perno, è Jude e ciò che gli succede e cosa ha nel cuore.
    E di Jude diventiamo tutti amici e innamorati subito, il nostro cuore batte per lui.

    E’ un libro fortissimamente sentimentale. E’ anche un libro su come sono le amicizie buone/ottime, e come sono dei bravi genitori e come le parabole delle esistenze compiano archi imprevedibili.

    Ho poi letto in rete diverse recensioni (mi ha colpito quella di un blog mai sentito prima, Tegamini). Insomma io consiglio a chi cerca un forte coinvolgimento emotivo e una storia fortissima.
    E ripeto: si soffre, parecchio. Siete avvertite/i.

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  10. solo due righe per dire che sto leggendo diversi titoli di Oliver Sacks. Non Risvegli che è il suo più famoso, ma Gratitudine, Ogni cosa a suo posto, In movimento.
    E’ una lettura ..tonificante. Questo medico (ebreo) così famoso è stato un uomo dalla vitalità prorompente, curioso di tutto in modo positivistico quasi, motociclista e culturista, nuotatore, appassionato di ogni aspetto della vita, con un fisico possente e robusto, e una modalità energica e vibrante di stare al mondo.
    Tutto ciò arriva dai suoi scritti e -pur così lontano da me – devo dire che fa bene. La sua curiosità e il suo entusiasmo sono contagiosi, la sua fede nella scienza è benefica, la sua passione per la vita in ogni aspetto brilla vivida come una possibilità autentica.

    Per una sferzata di energia positiva Sacks è perfetto.

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  11. @Cristina
    Concordo pienamente sul “mio” carissimo Sacks. Caro, caro, caro dottore, innovativo e umano, con quel sorriso accattivante!
    Lo leggo e lo rileggo!
    Ciao.

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  12. Care,da parecchi giorni non posso scrivere a causa di … chissà,tanto che ho rinunciato a riprovarci Ma vi leggo e vi voglio bene. Spero di riuscire a sistemare questo INCONVENIENTE.Abbracci. Cam

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  13. Care,da parecchi giorni non posso scrivere a causa di … chissà,tanto che ho rinunciato a riprovarci Ma vi leggo e vi voglio bene. Spero di riuscire a sistemare questo INCONVENIENTE.Abbracci. Cami

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  14. Ho ricevuto per Natale molti libri che desidero comunicarvi per eventuali vostri commenti.
    Di Darà Horn. VITA ETERNA. ed. Atlantide
    Di NathanEnglander. Kaddish.com. Einaudi
    Di Jessica Andrews. Acqua salata. Nn5. Di Charlotte word. Il weekend. Nn5. Se qualcuno li conosce mi faccia un cenno. Comunque vi saprò dire. State bene.. e ditemi qualcosa. Bacioni. Cam

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  15. @Tutti
    Mi auguro che stiate bene, in queste settimane vi ho letto, ma non ho potuto intervenire.

    Quest’anno mi è capitato di fare delle riletture di cui non vi ho parlato:

    • Friedrich Dürrenmatt, “La visita della vecchia signora”
    (critica feroce all’avidità e all’arricchimento capitalistico: sempre attuale)

    • Marguerite Yourcenar, “Le memorie di Adriano”
    (Intensa biografia (o autobiografia?) scritta con precisione storica e acuto scandaglio dell’animo umano)

    • Fedor Dostoevskij ,”Il giocatore”
    (che dire: autore amato in gioventù e mal digerito in età … matura?)

    Spero stiate bene e, senza retorica, vi faccio i miei più sentiti e sinceri auguri.

    Mariangela
    PS. giusto che per le classifiche dei nostri migliori del 2020 non siamo in ritardo?

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  16. @Tutti
    Il 2020 è stato un anno particolare, durante il quale leggere non è stato facile, ma un consuntivo di lettura voglio pur cercare di farlo.

    Di solito parto con gli abbandoni dolorosi, vale a dire con i libri che, inaspettatamente, non mi sono piaciuti e dico subito che la delusione del 2020, clamorosa e frustrante, è stata “I fiori blu” di Queneau. Quest’anno, però, vorrei evidenziare anche il dato positivo che sto rilevando nello scorrere i titoli letti: la lettura di autori italiani che qui, per farmi capire, avevo definito ”meno noti”, mi ha regalato momenti di divertimento e arricchimento culturale ed è il dato saliente che emerge da questa ricognizione (che poi fossero “meno noti” solo a me, può essere cosa vera). Degli autori che ho potuto provare (quanti sono ancora in lista!) nessuno mi ha delusa, però è giusto dire che, più degli altri, mi ha colpita Salvatore Satta: il suo “Il giorno del giudizio”, apprezzato qui anche da un’altra lettrice, è forse la sorpresa più bella di questo travagliato 2020.

    @Nonnaci
    Eri tu, Nonnaci, che non avevi parole per descrivere il romanzo di Satta? Ah! La memoria!

    Ciao,

    Mariangela

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  17. sconsigliatissimo :Ferzan Ozpetek Come un sospiro, una boiata pazzesca , davvero una roba brutta brutta.

    Invece sto leggendo nella quiete del tempo di Olga Tocarczuk, che libro strano . una favola strana

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  18. Salve,

    Le letture che questo anno mi hanno dato soddisfazione sono stati saggi anomali come quello mirabolante di Brian Phillips, Le civette impossibili, di cui ho già scritto. Otto prose varie diversissime e splendide.

    Altro saggista da leggere con misto di ammirazione e piacevolezza è Riccardo Falcinelli, con il suo “Figure” (Einaudi) ha composto una sorta di storia breve dello sguardo dal rinascimento a Instagram, corredato di 500
    tra foto, ritratti, quadri, pellicole, affreschi, ritagli di giornale. Riccardo Falcinelli è uno dei nostri saggisti più interessanti.
    E infine quando pensavo di non aver letto niente di niente rilevante nel mondo della narrativa, mi è capitata la lettura di “E siccome lei” di Eleonora Marangoni, pubblicato da Feltrinelli due mesi fa. L’ho in questi giorni, con gioia.

    “Di quando ascolto ripetutamente No sé qué hacer di Pérez Prado, e mi sento esattamente così: una canzone spensierata con un titolo disperato.”

    Eleonora Marangoni ha trascorso il 2020 guardando i film di Monica Vitti, quelli più belli, penso a L’avventura, Dramma della gelosia, La ragazza con la pistola, Ti ho sposato per allegria, e via via tutti, compresi i meno noti e riusciti, nei quali l’unica cosa che conta è la presenza della Vitti, da sola a giustificare il film.
    Per ogni film ha mantenuto il nome della protagonista, in parte l’indole, e da questa esile impressione iniziale ha inventato 47 storie brevi di cinque, sei pagine, che si sono rese indipendenti. Sono andate per conto loro e ci sono andate come si deve. È un libro che ho trovato di una bellezza inafferrabile, a partire dall’intuito che lo sostiene. Scritto con ammirevole variazione di temi, di registri, di umori; una raccolta di improvvisi, lettere, racconti, monologhi di sorprendente bravura.

    Uno dei libri più belli e felici del (fate voi).

    Un abbraccio di cuore e un augurio di un Buon anno nuovo 🪅✨💚

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  19. @Domenico Fina
    Grazie, Domenico.

    @Tutti
    Come al solito, inizio la mia classifica con i “distinto”, che come voto è appena sotto “ottimo” (come alle medie, qualche anno fa!!), libri che mi sono piaciuti e che forse si sarebbero guadagnati una stella in più se li avessi incontrati in un altro momento, in una condizione di spirito diversa, o con una maggiore disponibilità di tempo (per dire che tutto è soggettivo e che il voto è più un pretesto per riordinare le idee):

    • Brian Panowich, “Bull Mountain”,
    • Dino Buzzati, “Un amore”
    • Fausta Cialente, “Le quattro ragazze Wieselberger”
    • Ota Pavel, “La morte dei caprioli belli”

    Ditemi anche i vostri!

    Ciao,
    Mari

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  20. Rachel Cusk, Transiti. È quello che ho preferito della bella trilogia, con Onori e Resoconto.
    Vivian Gornick, Legami feroci
    Merita una menzione Daniele Mencarelli, La casa degli sguardi che ho trovato più spontaneo è libero di Tutto chiede salvezza, un manoscritto che comunque vale la pena leggere..
    In rilettura Libera nos a malo.

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  21. @Paolo

    Grazie!

    @Tutti

    Prima che l’anno finisca, vado con i miei migliori del 2020:

    • Manuel Vilas, “In tutto c’è stata bellezza”
    • Giovanna Zoboli, “Fuori da noi”
    • Alessandro Robecchi, “I tempi nuovi”,
    • Mordecai Richtler, “La versione di Barney”
    • Jesmyne Ward, “Salvare le ossa”
    • Jane Howard, “Gli anni della leggerezza”
    • Letizia Muratori, “Spifferi”,
    • Salvatore Satta, “Il giorno del giudizio”
    • Max Frisch:,”Homo Faber”
    • Giuseppe Dessì, “Il disertore”
    • Nanni Balestrini, “Vogliamo tutto”
    • Luigi Santucci, “Lo zio prete”
    • Lalla Romano, “L’ospite”
    • Jeanette Winterson, “Perché esser felice quando puoi essere normale?”
    • Philip Roth, “Il complotto contro l’America”
    • Mauriac, “Thérèse Desqueyroux”.
    • Claudia Durastanti, “La straniera”
    • Sally Roony, “Persone normali”
    • Augusto De Angelis, “L’albergo delle tre rose”
    • Rosetta Loy,”Le strade di polvere”
    • Colson Whitehead, “La ferrovia sotterranea”
    • Georges Simenon, “Il piccolo libraio di Arkangelsk”

    Ciao a tutti,
    Mari
    PS: di Satta ho già detto, l’argento e il bronzo se lo giocano Dessì, Richtler e, manco a dirlo, Philip Roth.

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  22. @Tutti

    Mi sono già pentita di essermi sbilanciata, e dove lasciamo “Perché esser felice quando puoi essere normale?” di Jeanette Winterson? E “Thérèse Desqueyroux”? No, no, andare oltre il listone non fa per me! E’ ingiusto!

    Mari

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  23. mariangela sai, non ti c apisco ma non importa. Mettere Vogliamo tutto insieme a Philip Roth, si insomma, mi è incomprensibile.
    E vabbè, il mondo è bello perchè è vario.

    Buon anno, speriamo che ce la faccia, lui, e noi

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  24. Non ho letto i vostri libri o liste, (ci sono anche listoni) penso che ad un certo punto della vita un lettore subisca una regressione e per ritrovare l’incanto ha bisogno di libri di apparente semplicità.
    Ricordo una volta di tantissimi anni fa quando qui si parlava di “Le ho mai raccontato del vento del nord” libro soave di un educazione e bellezza che solo il piacre dela semplicità puo dare.
    Questo l’ho ritrovato in un libro “Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin” molti storceranno il naso ma non importa, se qualcuno sara felice di averlo letto.
    Ma sono qui per darvi i miei auguri, che per molti anni ho dimenticato, ma questo anno che abbiamo appena superato è stato orribile, lo dico come medico e come uomo e merita auguri speciali.

    en appi niu iar

    Pensavamo di avere tutto, ma non avevamo nulla.
    Vivevamo riflessi in uno specchio che ci rimandava l’immagine più bella, del mondo che ci circondava.
    Ma non era vero.
    Abbiamo vissuto per costruirci un immagine vincente, edonistica spinta verso la ricerca di un piacere egoistico, a scapito di tutto e di tutti.
    Il mondo eravamo NOI e respirava con NOI fino a quando un giorno di marzo ha smesso di respirare.
    E Pian piano abbiamo imparato a conoscere le nostre fragilità,
    le nostre debolezze
    l’impotenza di non poter far nulla
    la potenza di ciò che si stava compiendo
    il tempo sospeso……interminabile
    il Distacco..
    la Solitudine…
    la Paura di tutto ciò che ci circonda.
    Ma da tutto questo dobbiamo imparare.
    Imparare che non siamo isole, ma continenti
    Imparare che siamo foglie di un albero, ed ogni foglia è indispensabile all’albero.
    Che un abbraccio, una stretta di mano, un bacio vale più di qualsiasi immagine.
    Perché “Siamo onde dello stesso mare,
    foglie dello stesso albero,
    e fiori dello stesso giardino”
    Noi insieme siamo il nuovo mondo che verrà.
    A u G u R i 🍾🥂 a tutti voi.
    [Antonio Distaso]

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  25. @Tutti @Adour
    Ciao Adour, qui nessuno storce il naso: se “Cambiare l’acqua ai fiori” ti è piaciuto, fai bene a raccontarcelo, peccato, invece, tu non voglia leggere le nostre liste e il mio listone (brutto termine, usato in senso improprio, per di più) perché magari conosci qualche titolo e mi dici la tua.

    @Tutti @Cristina
    Va beh, Cristina, tu con “Vogliamo tutto” di Balestrini ce l’avevi su già quando l’avevo citato dopo la lettura! Se, per una ragione o l’altra, mi è piaciuto, perché non dovrebbe stare, e a buon diritto, accanto a Philip Roth? Quei libri lì, in modo diverso, mi sono piaciuti tutti, tutti mi hanno dato molto, perché non dovrebbero poter venire affiancati tra i bellissimi – i miei bellissimi – del resoconto di fine anno?

    Ciao,
    Mari

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  26. Se sbaglio qualcosa segnalatelo, per favore, è la prima volta che intervengo.
    ‘La città dei vivi’ di Nicola Lagioia mi ha inchiodato alla poltrona; mi è sembrato un magnifico esempio di non-fiction. Serio, con delle ricerche alle spalle, credo che non abbia nulla da invidiare agli americani, da ‘A sangue freddo’ in poi. Qualcuno la pensa come me (o no)?

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  27. Adour fa piacere ritrovarti, anche solo per un saluto di inizio anno. Io ho letto il libro che citi, scorrevole, carino, ma non mi ha fatta impazzire.
    Paola benvenuta. Tranquilla scrivi ciò che vuoi. Come dice Luigi la regola principale è il rispetto reciproco e la buona educazione, rimanendo ovviamente in tema, ovvero le nostre letture. Non ho letto il libro di Lagioia, x ora, ma ho trovato un commento interessante. Ti incollo il link
    http://www.leparoleelecose.it/?p=40269

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  28. Io non ho liste, ma cercherò di trovare il tempo x riassumere qualche titolo significativo. Per ora baci a tutti e grazie Mari. I tuoi elenchi sono una fonte preziosa a cui attingere

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  29. Bentornato Adour,fa piacere reincontrare una vecchia conoscenza.Ho sempre apprezzato i tuoi post e la tua improvvisa scomparsa ha lasciato un vuoto.
    Colgo l’occasione per salutare tutte/i

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  30. @tuttee @ Adour. Prima di tutto saluto adour,il mio miglior amico di blog che mi sia mai capitato. Molto tempo fa con adour. ho. condiviso letture che sono rimaste come pietre miliari nel mio immaginario.
    Saluto affettuosissimo a Marian, sempre sulla breccia, sempre deliziosa, sempre gentile.
    Infine un saluto a tutte etutti, dopo molte vicende per. me molto incasinate e SPIACEVOLI. Spero , spero, spero che tutto si sistemi. Vi voglio bene. Cam

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  31. Fedeltà di Marco Missiroli – Distinto
    Il cuore non si vede di Chiara Valerio – Buono
    Letti casualmente di seguito e legati in parte, forse solo per me, dai due protagonisti: uno con la sua sottile vena di anaffettività, l’altro drasticamente senza cuore. Missiroli più maturo, concreto, tondo, con dei personaggi ben delineati e incastonati nel racconto. Una pecca potrebbe essere il finale consolatorio (anche se invecchiando iniziano a piacermi, ma questo è un altro affare). Il cuore della Valerio e il suo personale Samsa, sono protagonisti di un libro importante, forse in alcuni tratti eccessivamente didascalico e non tutti gli attori della piece sono sempre risolti e ben amalgamati, ma la forza dell’invenzione complessiva vince rendendo la lettura significativa. Varrà la pena leggere altro dell’autrice. Mi piace conoscere un poco gli autori che mi hanno colpito e credo che inizierò Il corpo in cui io sono nata di Guadalupe Nettel, visto che Quando finisce l’inverno è stato tra le più interessanti scoperte dell’anno passato.

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  32. @Tutti @Paolo
    Paolo, avevo letto “il corpo in cui sono nata” qualche anno fa, seguendo un suggerimento di Camilla: lo ricordo come un buon libro, dove il rapporto madre figlia gioca un ruolo importante. Vedo che “Internazionale” piazza “La figlia unica”, proprio di Nettel, tra i libri migliori del 2020.

    @Camilla, un caro saluto @Tutti, un caro saluto a tutti, anche a Cristina, che mi striglia sempre, e ad Adour, che non vuole leggere le nostre liste!

    Ciao,
    Mari

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  33. Carissimi. Faccio come Marian e vi sottopongo una lista di libri. Cheho ultimamente letto. Cene sono di decenti e anche no. Di Anne Griffin. QUANDO TUTTO È DETTO. VOTO SUFFICIENTE ,DI. Nathan ENGLANDER. KADDISH.COM,VTO 7+ ,DiJessica. Andrews. Acqua salata. Voto 7,DiFay Weldon. Le peggioripaure,voto. 7+. Di Wii Compton Burnett PIÙ DONNE CHE UOMINI.Voto 7++

    Nulla di speciale insomma.Sono tutti regali. Un abbraccio 🤗 camilla

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  34. Salve ,
    Le mie migliori letture del 2020
    Madrigale senza suono (Andrea Tarabbia) romanzo indiscutibilmente di qualità, (almeno questo è il mio modesto parere)
    I goldbaum(Natasha solomons) minuzioso e ricercato molto molto carino
    Le assaggiatrici (Rossella postorino) ispirato ad una storia vera semplicemente delizioso a mio parere
    Le sei mogli di Enrico Ottavo (Antonia Fraser) ricostruzione storica eccellente, per chi ama il genere storico Fraser è un marchio di fabbrica.
    Saluti
    Barbara

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  35. @Patrizia @Tutti
    Scusa se rispondo solo ora, non ho letto “La città dei vivi” di Lagioia, ma vedo on line che è spesso annoverato tra i migliori del 2020. Ti ringrazio e Io segno.

    @Barbara@Tutti
    Barbara, sbaglio o il genere storico è il tuo preferito? Di Tarabbia avevo letto “Il giardino delle mosche”, libro molto duro al limite dell’insopportabile, però era storia vera: un serial killer che ne ha fatti fuori tanti perché attentavano alla sopravvivenza dell’URSS! Questo che hai letto tu, com’è?

    @Camilla @Tutti
    Non conosco i libri che elenchi, vedo però che “Più donne che uomini” è una riedizione di un libro apparso parecchio tempo fa.

    Ciao,
    Mari

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  36. Carissima Marian,mando un altro elenchino di libri :Mario Vargas Llosa. TEMPIDURI, Dara Horn. VITA ETERNA, JUlian Barnes. L’uomo con la vestaglia rossa.Jim Knipfel. ESEQUIE.Ognuno a suo modo sono tutti buoni. Ciao ciao. Camilla

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  37. Ciao a tutti.
    Da parte mia nessun elenco (ma apprezzo i vostri). Ho letto molto, complice la chiusura forzata. Cose belle, altre meno, ma se meritevoli le ho sempre segnalate qui. Ora, strano, i miei flussi di lettura mi tengono stretta con nessi casuali o curiosi alla letteratura nordamericana. Strani i nostri percorsi di lettore. Per cui da Homer &Langley di Doctorow sono passata a Il cuore è un
    cacciatore solitario di Carson McCullers (indimenticabile, quanto mi piace lei!), poi Furore di Steinbeck (che non ha bisogno di un mio misero commento). Ora approdo a Stagioni diverse di Stephen King, appena iniziato, dopo aver concluso i meravigliosi racconti di Raymond Carver raccolti sotto il titolo di Cattedrale. Questi ultimi un binomio di semplicità/complessità che lascia meravigliati.
    Ora King, che non ho mai affrontato.
    A presto

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  38. A Dani. Che magnifici autori hai letto ,Carson Mc Cullers, ovviamente Stainbeck,sono stelle di prima grandezza.
    Come i racconti di Carver e lo stesso King.Sono molto contenta, io amo moltissimo, da sempre, questi dei dell’Olimpo della letteratura americana. Anche King è un grande. Bello veramente , ti saluto affettuosame. Cam

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  39. A Dani. Ho dimenticato di parlare del grandissimo DOCTOROW. Dopo Homer e Langley ci sono alcuni romanzi molto belli, molto interessanti di Doctorow , davvero speciali . Per es.RAGTIME, BILLI BATHGATE ( forse sbaglio perché di Doctorow ho letto moti libri mi sembra però che BILLI BATHGATE sia ispirato dal famoso caso “Rosemberg”), L’acquedotto di New York , magnifico , pieno di. gangsters, che dominavano la città, TUTTO IL TEMPO DEL MONDO,LA MARCIA. sulla guerra di indipendenza, a mio parere più bello de più famoso film di VIA COL VENTO.ECC. TANTI CAPOLAVORI SULL’AMERICA ,sconosciuti ma affascinanti. CIAO. ciao carissima. Scusa i miei inevitabili svarioni.Buone letture, molto interessanti.Cam

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  40. @tutti un augurio di buon anno

    @Dani
    ho aperto il blog per vedere se avevi commenti su IL TAMBURO DI LATTA e ti trovo a citare Carson e Stephen. Due libri poi davvero belli.
    Io non ho liste, nè particolari novità nella narrativa. Ho regalato due libri ma senza la soddisfazione di “permanere” in libreria.
    Sfrutto le possibilità offerte dal web facendo corsi.
    Leggo sì, anche tanto, ma solo per la scuola e i miei studi.
    Questo pomeriggio ho ripreso in mano L’Innocente. Che rabbia!

    Buona serata. Vado ad asportarmi una pizza.

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  41. @Dani @Tutti
    Ogni tanto, fai un tuffo negli Usa! Anch’io non ho mai letto il famosissimo King! Poi ci dirai.

    @Camilla @Tutti
    Cam, grazie per i libri di Doctorov, quelli a sfondo storico USA mi interessano anche se non li posso leggere ora. Guardando la tv la scorsa settimana, con quello che succedeva, la rivolta, dico, mi è venuto in mente Philip Roth (è stato un pensiero istintivo, tanto, oramai, collego il grande Roth con la storia americana!)

    @Jezbel @Tutti
    Anch’io cerco di collegarmi “on line”, sfrutto le occasioni che si presentano; il periodo continua ad essere molto difficile e l’eventualità che la Lombardia ritorni in zona rossa mi sprofonda in una tristezza infinita.

    Le mie letture preferite in queste settimane sono libri d’arte, per un po’ mi leggo le schede, poi man mano che l’attenzione e la vista scemano mi limito a guardare le immagini, bellissime fotografie, ricchissime di suggestioni. Per me è lettura anche questa.

    @Cristina @Tutti
    Cristina, tu che sei milanese, hai per caso mai letto “Milano è una selva oscura” di Pariani? Conoscete l’autrice?

    Ciao,
    Mari

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  42. Cara Marian, ho avuto per le mani il libro che citi di Laura Pariani ma lo ho subito ……..escluso. È scritto con molto spazio per il dialetto o le frasi gergali. Forse non è per me che lo ho lasciato subito. Forse e ‘ bello. Comunque Pariani ha scritto molti libri. Ciao ciao. Cam

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  43. @Mariangela @tutti

    zona rossa sia… non so più quale coniglio tirar fuori dal cappello per rianimare i diciottenni dietro lo schermo.
    Per fortuna, ci sono gli autori, i grandi, quelli tosti: ora tocca a Foscolo sostentare con Parini quelli di quarta e all’ironia di Svevo puntellarmi quelli di quinta. Che meraviglia immergersi in queste pagine immortali.

    Su consiglio di un’amica ho guardato LE DUE VITE DI M. PASCAL (1985, Monicelli) con un Mastroianni maturo.
    Forse è una bella prova di cinema (per la mia amica una meraviglia), ma io non sono riuscita ad andare avanti; l’attualizzazione (siamo negli anni’80 del Novecento) mi ha preso alla sprovvista, Mastroianni poi, a parer mio, non c’entrava nulla con Mattia. Insomma, è là che aspetta di essere completato. Mattia Pascal è un altro dei miei miti.
    Se a qualcuno interessa è su Rai play. Sto seguendo invece con piacere Ligabue, lo sceneggiato che tanto mi colpì da bambina. Non è male questa possibilità di ripescare lavori del passato. I film in tv cominciano troppo tardi per i miei gusti di ghiro letargico delle montagne innevate.
    Buona giornata

    "Mi piace"

  44. @Camilla @Tutti
    Camilla, immagino: “Milano è una selva oscura” di Pariani può risultare ostico a chi non abbia dimestichezza don il dialetto milanese, contiene tanti modi di dire, molti retaggio di un mondo che non c’è più, questo non può che entusiasmare me, che i motti e i detti milanesi li ho sempre raccolti (qualcuno del libro è rimasto indecifrato anche a me, però!), ma sicuramente può scoraggiare chi di lingua meneghina non mastica nulla.

    Vi chiedevo il vostro parere perché l’ho terminato da poco, è la storia di un barbone che racconta la sua vita, è ambientato a Milano nel 1969, termina proprio collegandosi con i fatti del 12 dicembre, in Piazza Fontana. A me è piaciuto, la lingua ripesca un po’ Porta, un po’ Gadda, racconta di un’esistenza difficile, ma non è mai lacrimoso, anzi, anche grazie al ricorso a modi di dire, che mi hanno fatto ritornare ai tempi dell’infanzia, il tono è ironico e disincantato.

    Protagonista, e non solo sfondo, è Milano, è la mia città, ma non è esattamente la “capitale morale” che ci ho trovato, qui di umanità ce n’è poca, anzi, la scena finale del libro sembra una citazione di un episodio trovato ne ”La vita agra” di Bianciardi, e sappiamo cosa pensasse Bianciardi della Milano “dal cuore in mano”…

    @Jezabel @Tutti
    So che per voi professori è ancora più difficile, lo immagino, io sono impiegata, davanti a un pc sto tanto a smart working che in ufficio, ma per uno che ha scelto di insegnare …

    In riferimento alla nostra letteratura del XIX secolo, parli di ”pagine immortali”, e io, per via di una lettura suggerita da Camilla, che però non ho ancora finita, a un “immortale” sono ora molto vicina. Però prima finisco il libro, poi vi dico.

    Ciao,
    Mari

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