I libri più belli, letti nel 2020

Caricature by Cappiello of Cyclist Jacquemin Published in "le Rire"
Leonetto Cappiello
Caricatura di Jacquemin pubblicata in “le Rire”,
Leonetto Cappiello, 1903

Ci risiamo. Ricominciano con un nuovo giro di giostra: i libri più belli letti nel corso di questo 2020. La comunità formata attorno a questi post resiste, si rinnova; a volte esita, in altri momenti si entusiasma. Il 2019 ha generato meno commenti degli anni precedenti, ma ha anche trovato un equilibrio più maturo. I commenti mi sono parsi ancora più ricchi, più profondi. Siamo davvero un esempio di gruppo di lettura in rete, autoregolato.

Grazie ancora a tutti voi e, ovviamente, la discussione è aperta a tutti, anche a chi non ha mai partecipato, che è particolarmente benvenuto.

Le regole sono sempre le stesse:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2019 si leggono qui: (https://gruppodilettura.com/2019/03/06/i-libri-piu-belli-letti-nel-2019/comment-page-1/#comments)

64 commenti

  1. Ciao a tutte/i
    vi mando un salutino con la manina un po’ lontana dal mondo dei libri e da molto altro. Non riesco a leggere da più di due mesi.

    Anche se, a dire il vero, un libro due giorni fa l’ho iniziato e a spizzichi lo sto leggiucchiando:

    LA NAVE DEI FOLLI del mio amico cantautore ( e molto altro) Alessio Lega. Il sottotitolo recita VIta e Canti di Ivan Della Mea.
    Ci passa tutta una enorme stagione di cultura italiana dentro. Lo consiglio caldamente perchè è utile, caldo, e ben scritto. E una vita come poche, davvero poche altre.
    Il Mea c’aveva temperamento da vendere e ferite grosse e profonde che venivano da lontano.

    Poi, cara Camilla, di Tokarcuck DEVi leggere GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI: Questo è un libro molto bello e divertente e saggio, e profondo e pieno di sorprese!ù
    Avevo provato altri due suoi e li avevo mollati subito.
    Ma QUESTO merita, credi a me e a Dani, da brava!

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  2. Buongiorno!
    Non ho molto da dire perché il libro che sto leggendo è abbastanza “da capezzale”.
    L’esplorazione del Canada da parte del signor Radisson. Un libro di narrativa per le scuole medie, son certa.
    È degli anni Settanta e non si è ancora affermato del tutto il rispetto per le popolazioni schiacciate dalla prepotenza europea.
    Lo sto leggendo come documento di un atteggiamento ancora ambiguo.

    Intendo leggere GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI da un po’. Adesso però pur avendo tanto tempo non riesco.
    Buona lettura.

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  3. Anno nuovo libro nuovo. Ho scelto per ini ziare l,’nno. il nuovo libro di Jan Btokken, I GIUSTI, una ricerca storica che, come è consuetudine del bravissimo Btokken, cattura il lettore con la sua speciale capacità empatica e narrativa. I GIUSTI sono coloro che mettono la vita umana davanti a ogni bisogno di salvare un essere umano. Accenna anche a Carola Rachete e al suo esempio meraviglioso. Brokken parte dagli anni
    40 e racconta da storico/scrittore una vicenda che vide il salvataggi di migliaia di ebrei. Sommersi dalla storia. salvati dalla letteratura. Come prima lettura dell’anno il libro di Brokken mi sembra perfetto. Tutti i suoi libri mi sono molto piaciuti:Nella casa del pianista sulla vita diYutin Egorov, Il giardino dei cosacchi sul periodo siberiano di Dostoevskij, Anime baltiche viaggio in un cruciale ma dimenticato, pezzo di Europa, Bagliori a S. Pietroburgo dedicato alla musica e alla poesia russa. A tutti un abbraccio… ANTIVIRALE. CAM

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  4. Leggo con passione in questi giorni surreali del virus – ma i parchi e le strade in alcuni momenti sono piene di gente che incrocia gli sguardi e sorride, gioca e parla (anche se a distanza – “Say Nothing. A true story of murder and memory in Northern Ireland”, di Patrick Radden Keefe. (Pubblicò qualche anno fa un lungo articolo sul New Yorker su questo rapimento, dal quale poi ha sviluppato questo libro).

    Attorno alla storia di un rapimento e uccisione di una giovane donna – accusata dall’Ira Provisional di essere una collaborazionista degli inglesi e dei protestanti – si snoda il racconto dei Troubles in Irlanda del Nord e delle perdite di vita e di possibilità di una generazione, nella Belfast spaccata dall’odio settario, dalla violenza, dalla politica assurda dei britannici, dal peso della Storia, della religione, delle discriminazioni di classe.

    Sullo sfondo la figura potente ma ambigua nelle sue responsabilità, di Gerry Adams, l’uomo che poi fu uno degli artefici degli accordi del Venerdì Santo e di quella pace fragile.

    Un libro molto bello.

    Abbracci a tutti

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  5. Buongiorno,
    qualche segnalazione sulle mie migliori letture di quest’ultimo periodo:
    I CASI DEL COMMISSARIO CROCE di Ricardo Piglia autore argentino, mi pare scomparso da pochi anni; un libro che dal romanzo poliziesco o noir coglie anche la realta’politica argentina descritta nell’arco di una vita di indagini sempre e comunque “sul pezzo”. Sono dodici racconti variegati, alcuni sembrano proprio articoli di cronaca nera che Piglia rielabora con intelligenza e humor.
    MOMENTI STRAORDINARI CON APPLAUSI FINTI una graphic nobel di GIPI (proposto da Francesco Piccolo per il Premio Strega 2020)
    GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI di Olga Tokarczuk qui molto celebrato in questo periodo e a mio parere bello,bello,bello
    L’ULTIMO AMORE DI BABA DUNJA di Alina Bronsky letto dopo aver visto la serie tv “Chernobyl” be’ mi ha sorpreso e commosso…
    Poi ultimo ma non ultimo la scoperta di Guido Catalano poeta non lo so, pero’ di questi tempi qualcosa di leggero, frizzante, spiritoso aiuta…almeno un poco…. (ne sto leggendo tre in contemporanea – OGNI VOLTA CHE MI BACI MUORE UN NAZISTA – MOTOSEGA – TI AMO MA POSSO SPIEGARTI)

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  6. Catalano è deliziosissimo!!! GIPI anche di più.caro Giulio.

    Dovete sapere che da qualche anno mi diletto su FB a scrivere – non sempre e non regolarmente, ma solo quando mi gira, una (mia) parola del giorno.

    Faccio esercizio di presunzione e vi metto quella che ho scritto oggi. Mi scuserete e capirete il perchè. Bacetti

    “La parola di oggi, di domani e della settimana, ma anche del mese è PAURA.

    Penso che non bisogna combattere la paura.
    Ma che invece è cosa sana giusta e intelligente avere paura.
    E comportarsi di conseguenza

    Non sottovalutate. Statevi fermi a casa il più possibile.
    Tenete a casa i bambini. consolate gli anziani e parlategli. O fateli parlare.
    E poi
    Leggete. Leggete. Leggete. Che è bello e fa tanto bene.
    Ma sono ok anche i solitari.gli origami e i tortellini fatti a mano.O l’uncinetto. Rivedete i vecchi film, fate giardinaggio.
    Portate sapone a chi non ne ha.
    Non baciatevi. Rimandate. Dopo sarà anche più bello

    Porco di un cane. Abbiate paura! Bisogna.
    Se no continuiamo a fate i cazzoni che si infettano a migliaia e decine di migliaia per superficialità, incapacità di rispettare le r egole, individualismo estremo, ignoranza, arroganza, prevaricazione, stupidità. E poi la gente muore.
    (ma nemmeno Pilates posso fare? E la partita a burraco? ma dai, siamo amiche, ci conosciamo… bè c erto prenderlo da un amico è meglio che prenderlo da uno sconosciuto no?)

    E’ , sta storia pazzesca, anche un’occasione per crescere. Usiamola per uscirne. Vivi, e magari migliori, anche se certamente impoveriti ( certo, ma non saremo soli, ci sarà tutta l’Europa fra due settimane).
    Non è detto che che non serva a rivedere le priorità – anche socio economiche.
    a riscoprire la solidarietà e l’umiltà.
    E un po’ di solitudine e di silenzio. Che mancano tanto.”

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  7. @cristina.sono d”accordo con te Cristinae
    TI ringrazio per i consigli letterari, li terrò presenti.
    @Domenico Fina. Avrei voluto intervenire, giorni fa, su Pnin. Questo romanzo, come tutti
    gli altri romanzi di Nabocov. Pnin e più che bello. io lo ho sempre vissuto. come Proustiano. di cui lo stesso Nabocov era un espertissimo ammiratore. Volevo anche concordare con la scrittura delicatamente forte. Amo anch’io Letizia Muratori, sarò banale ma penso che sia una tra le migliori che scrivono oggi. Ma non riesco a sopportare. La Elena ferrante (penso che sia una associazione tra maschi e femmine) il successo mondiale di Ferrante si spiega forse con libri costruiti ad hoc che piacciono tanto anche a chi non legge mai niente. Se penso al clima anni ’50 cosa di meglio di Pasolini, il cinema di Rosselini. e chi più ne ha. Sublime la Elsa Morante. Scoppiazzando dai grandi di quegli anni il successone con lacrima e’ assicurato. Chiedo scusa agli amanti del gruppo Ferrante ma la penso così… all’incirca. Ciao ciao. Cam

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  8. Ciao Camilla, Elena Ferrante, per quel poco che di lei ho letto (“I giorni dell’abbandono” e il primo volume de “L’amica geniale”) posso dire che non mi è congeniale, altro discorso è la valutazione su popolarità e impatto sull’immaginario internazionale; in altre parole chi sa creare personaggi che ‘girano’ nel mondo, deve avere una qualche forma di talento, penso a Murakami, che quantomeno va riconosciuto e analizzato.

    Per parlare di libri notevoli che stanno per uscire, segnalo che martedì prossimo arriverà in libreria l’ultimo romanzo di Elizabeth Strout, lei sì – per me – è una scrittrice meravigliosa. E almeno questa è una buona notizia 🙂 Si tratta di una continuazione di “Olive Kitteridge”, che per quanto mi riguarda è tra i maggiori romanzi (nonché personaggi), degli ultimi venti anni. Si intitola “Olive, ancora lei”.

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  9. E se a quanto pare bisognerà fare vita morigerata e casalinga, ecco un’altra imminente lettura da mettere in cascina (esce il 18 marzo). Si tratta dell’ultimo romanzo di Paolo Di Stefano (il moderatore del forum, «Leggere e scrivere»), uno scrittore che negli ultimi anni ha pubblicato libri notevoli di «rammemorazione», sullo stile di Svetlana Aleksievič, voci corali di testimonianze dolenti, penso al libro intorno a Marcinelle (“La catastrófa”) e a “Giallo D’Avola”, in cui si rivela uno scrittore dal piglio comico pregevole. Questo nuovo romanzo, che si intitola “Noi”, sembrerebbe essere il suo più ambizioso.

    https://www.bompiani.it/catalogo/noi-9788845293153

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  10. @Domenico Fina. Ciao Domenico. Non avrei mai pensato a Murakami accanto Ferrante perché mi sembra che, comunque, una certa “voglia di fantasia” o di fantastico il fan di Murakami deva averlo, specialmente nei primi romanzi dell’autore.Olive Kitteridge , una figura letteraria complessa, una scrittrice stupenda.

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  11. Ma della grande Elena Ferrante bisogna leggere La figlia oscura e soprattutto L’amore molesto e considerare L’amica geniale un polpettone di successo, confezionato e scritto con divertimento proprio per essere un polpettone.

    Vabbè Murakami e Ferrante,accodstamento davvero singolare:
    Ferrante tutta la vita per dirla alla calcistica.
    Murakami, una noia! almeno per me, una lingua così piatta, ma schiacciata proprio

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  12. prima o poi – se e quando ricomincerò a leggere – voglio leggere il libro sui Gruppi di lettura scritto dal nostro gentile ospite Luigi

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  13. Non volevo accostare Murakami e Ferrante, naturalmente 🙂 forse sono stato sbrigativo. Intendevo dire che entrambi sono autori di successo internazionale e entrambi hanno stimatori e stroncatori ovunque; a prescindere dai gusti personali sono del parere che abbiano a loro modo, e con le dovute differenze, un certo talento estetico letterario. Su Ferrante gli estimatori dicono che andrebbe letta la prima Ferrante, vedi giudizio di Cristina, su Murakami, c’è chi preferisce quello più onirico, Kafka sulla spiaggia, e chi quello più realistico di Norwegian wood. (I miei autori contemporanei preferiti sono altri, ma questo è un altro discorso. Ciao 😊)

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  14. @tutti
    Avete presente le storie violente, con scazzottate e morti ammazzati? Ecco, io ne ho incontrata una in “Bull Mountain” di Brian Panowich.

    L’attacco è falcidiante, realistico, veloce, ti immerge subito in un ambiente disumano, dove l’unica legge che conta è quella del più forte. Siamo in Georgia, lontano dallo sfavillio delle grandi metropoli. I fratelli possono essere molto diversi tra loro e, come dice il proverbio “fratelli coltelli”.

    Strano, non lo avrei mai detto, questa vicenda made in Usa, con i suoi protagonisti in camicia di flanella nel complesso mi è piaciuta.

    Ciao,
    Mari

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  15. @tutti
    Avete presente le storie violente, con scazzottate e morti ammazzati? Ecco, io ne ho incontrata una in “Bull Mountain” di Brian Panowich.

    L’attacco è falcidiante, realistico, veloce, ti immerge subito in un ambiente disumano, dove l’unica legge che conta è quella del più forte. Siamo in Georgia, lontano dallo sfavillio delle grandi metropoli. I fratelli possono essere molto diversi tra loro e, come dice il proverbio “fratelli coltelli”.

    Strano, non lo avrei mai detto, questa vicenda made in Usa, con i suoi protagonisti in camicia di flanella mi è piaciuta.

    Ciao,
    Mari

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  16. si che ci riesci, due volte uguale Mari! ahah
    le storie di grana grossa all’americana a volte prendono

    ce toccherà leggere per forza mannaggia
    ( ah io posso anche fare giardinaggio e footing)

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  17. A. Domenico Fina e a tutti. Una piccola, preziosa libreria di Rovereto,un piccola cittadina a un soffio da Trento, ha pubblicato oggi su un quotidiano locale la disponibilità di spedire senza spese, qualunque libro. Inoltre anche a viva voce, al telefono Arcadia (questo è il suo nome) è disponibile a dare ogni notizia sui libri che vorremmo.
    Io h subito approfittato chiedendo due libri appena usciti, l'”” ultimo romanzo di Elizabeth Strout.(grazie a un accenno di Domenico Fina), appena uscito racconti di follia e (non sono sicura del titolo,) del famoso Patrick mc Grat. con ampia prefazione di Joi CarolOates. Due riletture di grandi scrittori, intriganti molto. Di questi tempi, sempre chiusa in casa, mi fanno gola. A tutti un saluto affettuoso. Cam

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  18. In questa fase ho bisogno di scrittori italiani. Perissinotto e Fois sono quelli che sento più vicini
    Il silenzio della collina di Perissinotto è un libro che trovo gli sia riuscito benissimo.

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  19. ho trovato una recensione audio molto convincente di un libro di Cataluccio – L’ambaradan delle quisquilie – fatta da Gianni Cuperlo.

    Vi metto il link che purtroppo però passa tramite Facebook, quindi chi non ce l’ha, ciccia. Merita parecchio a mio avviso.

    Il libro si può ordinare, le vendite online per ora ( e lo sto dicendo in modo consapevole) funzionano ancora.

    Letture e films a gogo, se non diventiamo colti a sto giro, non so quando.

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  20. Grazie Cristina, molto interessante il modo di illustrare un libro che ha Cuperlo, lo acquisto come eBook 🙂
    di Cataluccio avevo apprezzato molto “Vado a vedere se di là è meglio”(2012); libro che è piaciuto anche a Mariangela, se non ricordo male, e che consiglio vivamente.

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  21. @Donenico Fina @TUTTI
    Domenico, avevo apprezzato il libro di Cataluccio, segnalato qui da Dani e da Luigi Gavazzi. Tante sono state le idee di lettura che vi ho tratto, mi sembra giusto ricordarne almeno una: segnatevi il romanzo del polacco Pawel Huelle “Cognome, nome, Weisser Davidek”; secondo me questo è il classico libro poco conosciuto e poco pubblicizzato solo perché è stato scritto da un autore dell’est europeo, area geografica culturale di cui a mio parere continuiamo a sapere troppo poco e poco esplorata anche dai gruppi di lettura (talvolta la condivisione è difficile perché nel sistema bibliotecario non ci sono sufficienti copie per tutti i partecipanti del gruppo).

    @TUTTI
    Era un libro di cui voi parlavate qui già nel 2014, lo avevo sempre rimandato e ora che l’ho terminato dico: meno male che non l’ho perso per strada, questo romanzo, perché a leggerlo mi sono proprio divertita, sto parlando de “La versione di Barney” di Mordecai Richtler.

    Barney si accattiva subito la nostra simpatia, di più, la nostra complicità perché Barney non è uno stinco di santo e ne è ben conscio, però non è un assassino e lo scopo del suo scritto è quello di rendere nota la sua versione dei fatti (da qui il titolo): non ha ucciso lui il suo amico Boogie, Boogie è scomparso, ma lui non lo ha ammazzato. Con questo preciso obiettivo, il protagonista ci racconta la sua vita, dagli anni bohemien di Parigi fino ai tempi attuali che lo vedovo, sessantasettenne, solo ad affrontare i guai dell’incipiente vecchiaia e a rimuginare i suoi rancori.

    Spesso si cita l’ironia nel descrivere i libri per dire che sono divertenti, ma qui non c’è solo ironia, qui c’è una miscela di umorismo, disincanto, speranze non sopite, un misto di voglia di vivere e necessità di fare i conti con gli scherzi della memoria e i disturbi dell’età, insomma ne vengono fuori pagine che fanno riflettere (sulle fasi della vita, sull’amore, sul rapporto di coppia) pur strappandoti la risata. Non mi sembra roba da poco.

    Non lasciatevi scoraggiare dalle prime pagine, un po’ caotiche, perché ne vale la pena, tanto più che già dall’inizio, pur nella non completa comprensione, la lettura regala spasso e voglia di proseguire.

    Penso lo conosciate, ditemi cosa vi ricordate di questo libro!

    Ciao, Mariangela

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  22. Cara Marian, per fortuna RIcorfo molto poco di questo libro sgradevole. Ebbe un successo esorbitante . io l’ho trovato stupidamente cinico e odioso. Per uno strano caso (!!!) me ne regalarono 3 copie che ho… Buttato via stufa di questo B. odioso. De gustbus.
    Cam. 7

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  23. @Mariangela, La versione di Barney, come scrivi tu, è pieno di spunti, romanzo ricchissimo, ironico e profondo al contempo. Tu lo descrivi benissimo.

    Ma ora devo dire due parole sul libro finito stanotte in un’ora di insonnia. ECLISSI di Ezio Sinigallia, vincitore di Modus Legendi a cui ho partecipato quest’anno per la prima volta. Ora, contrariamente a quel che sostiene Cristina, io la trovo una bella iniziativa. Sostenere autori meno noti e piccole case editrici è cosa buona e giusta, pazienza se a scegliere la cinquina è un’élite ristretta. Farlo fare a molti sarebbe complicato, difficile da gestire. Però però però….
    Premetto che non conoscevo Sinigaglia. Leggo che è un traduttore, quindi avvezzo a cesellare la lingua e si vede. La scrittura è elegante, accurata. La storia, riassunta brevemente, racconta di un anziano triestino che fa un viaggio al nord per assistere ad un’eclissi. Qui fa un incontro con una donna da cui scaturirà una presa di coscienza fondamentale che lo aiuterà ad elaborare un’esperienza dolorosa. Belle le descrizioni della terra in cui si svolge il racconto. Dov’è il problema? Il difetto, enorme, è quello di aver inserito parlate diverse (dialetto friulano, inglese islandesizzato, italiano inglesizzato) che guastano l’emozione, richiedono un grande sforzo di concentrazione e a volte sono anche difficili da capire in una trascrizione complicata. Addirittura a volte ridicolizzano il testo perché sembra di ascoltare Stanlio e Olio in una storia che non ha nulla di ironico. Ma che gli è preso, mi sono chiesta più volte nella lettura?
    E non è che io non ami la sperimentazione linguistica. Ho letto più volte e amato il Partigiano Johnny di Fenoglio, anche per il suo uso della lingua, ricca di neologismi che uniscono l’inglese e l’italiano, ma il tutto è inserito in un’opera di ampio respiro, coerentemente, senza disturbare la narrazione. Qui, l’accozzaglia in un romanzo di 100 pagine è disturbante, esagerata.
    Ergo, mi vergogno un po’ di aver spinto in classifica in libro così. E in qualche modo vorrei scriverlo anche agli organizzatori di Modus Legendi.

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  24. Dani, per la mia esperienza, risalente a circa tre anni fa, non posso che concordare con Cristina; Modus Legendi, ai tempi in cui mi iscritti alla pagina Facebook, era completamente dominato da Angelo Di Liberto, ho avuto l’impressione di un quasi setta, davvero; il “moderatore” si fingeva liberale ma in qualche maniera rendeva qualsiasi discussione egoriferita ai suoi gusti e ossessioni. Più di una volta ho sostenuto che non bisogna caldeggiare un libro di un editore indipendente a prescindere, ma bisogna caldeggiarlo se se lo merita, ci sono libri di case editrici famose che hanno avuto un destino di dimenticanza ingiustissimo come e peggio di tanti libri pubblicati da piccoli editori, per cui: non sempre l’editore indie garantisce un testo di qualità autentica. Se penso che Cesare De Marchi ha pubblicato un capolavoro nel 2007, con Feltrinelli, si intitola “La furia del mondo”, e che lo abbiamo letto in sette, otto gatti, beh il metodo del fanatismo indie, non tiene.
    Di questo libro vincitore quest’anno non so nulla, ma dico solo che per individuare i libri belli e meritevoli bisogna leggere tanto e andare a spasso fra i libri, con curiosità e metodo, non ho avuto l’impressione che “il moderatore” di Modus Legendi avesse questa libertà mentale come principale virtù.

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  25. @Domenico Fina non entro nel merito delle dinamiche di quel gruppo perché non ho approfondito, superficialmente, né conosco Di Liberto. Mi intrigava l’idea, ci ho provato. Amen, non lo rifarò, mi fido del tuo parere 😄😄
    Faccio parte del gruppo dei 7/8 gatti che hanno letto La Furia del mondo. Bello e rapinoso.

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  26. Ho cercato informazioni su questo Angelo Di Liberto. I suoi studi post – liceali li ha compiuti all’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa: in pratica ha fatto una specie di DAMS. Le sue pubblicazioni sono 3 di numero, di cui 2 sono libri per ragazzi. Avendo un curriculum così trascurabile sia come percorso di studi che di pubblicazioni, su quali basi si mette fare il maître à penser?

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  27. @ Mariangela @tutti
    Mi è piaciuto Barney e mi è piaciuto anche il film.
    Non ricordo bene un episodio in particolare, ma mi identificavo molto in lui.

    Non leggo.
    Sono disturbata da tante cose. Sono a casa, come impone il decreto e la sanità mentale, ma non a casa mia. Sono comunque in trincea, la zona è molto colpita e ogni sera si fa il conto di chi non ce la fa.
    Nel frattempo è mancato mio papà, ma io ero già al Nord (in controtendenza).
    Sto studiando però…aiuta.
    E faccio ginnastica.
    Spero di non avervi rattristato, non va malissimo. Posso guardare il lago in queste stupende giornate.

    A presto.

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  28. @JEZABEL
    Jez, mi spiace, davvero, mi spiace anche che tu sia ora lontano da casa tua. Ti siamo vicini.
    Un abbraccio

    Mariangela

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  29. @Jezabel. Mi avevi commossa raccontando del tuo Papà, pensai a un rapporto raro, speciale tra un padre e una figlia. È una immagine di te e tuo papà che mi è rimasta,bella e luminosa.. TI sono vicina. Cam

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  30. @tutte. @Domenico Fina…
    Ho iniziato OLIVE, Ancora lei, di Elizabeth Strout e ne sono deliziata. Una pluralità di idee, da assaporare una per una, una dipendenza da questa capacità di autenticità, una meraviglia. E sono solo a pag. 70. Non ho pensato più all’angoscia di questi incredibili giorni di paura. Una lezione di… respiro, un momento di serenità. Cam

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  31. ADDIO A UNA VISTA

    Non ce l’ho con la primavera
    perché è tornata.
    Non la incolpo
    perché adempie come ogni anno
    ai suoi doveri.

    Capisco che la mia tristezza
    non fermerà il verde.
    Il filo d’erba, se oscilla,
    è solo al vento.

    Non mi fa soffrire
    che gli isolotti di ontani sulle acque
    abbiano di nuovo con che stormire.

    Prendo atto
    che la riva di un certo lago
    è rimasta – come se tu vivessi ancora bella
    come era.

    Non ho rancore
    contro la vista per la vista
    sulla baia abbacinata dal sole.

    Riesco perfino ad immaginare
    che degli altri, non noi
    siedano in questo momento
    sul tronco rovesciato d’una betulla.

    Rispetto il loro diritto
    a sussurrare, ridere
    e tacere felici.

    Suppongo perfino
    che li unisca l’amore
    e che lui stringa lei
    con il suo braccio vivo.

    Qualche giovane ala
    fruscia nei giuncheti.
    Auguro loro sinceramente
    di sentirla.

    Non esigo alcun cambiamento
    dalle onde vicine alla riva,
    ora leste, ora pigre
    e non a me obbedienti.

    Non pretendo nulla
    dalle acque fonde accanto al bosco,
    ora color smeraldo,
    ora color zaffiro
    ora nere.

    Una cosa non accetto.
    Il mio ritorno là.
    Il privilegio della presenza –
    ci rinuncio.

    Ti sono sopravvissuta solo
    e soltanto quanto basta
    per pensare da lontano.

    WIslaWa Szymborska

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  32. Ciao a tutti. Ho finito LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI di Elena Ferrante. Piaciuto? Ni…
    Non posso dire no, perché se una storia ti afferra non puoi negare che ti comunichi piacere, e la storia ha un certo appeal (in questo lei è maestra). Tuttavia vi sono delle debolezze. Intanto una suddivisione un po’ manichea dei personaggi che incarnano un’attitudine di vita che nel finale decade inspiegabilmente. Mi riferisco in particolare a Vittoria, donna focosa, fortemente intuitiva, quasi animalesca e per nulla incline a compromessi, ma nel finale…. Boh? Non voglio guastarvelo quindi non aggiungo altro. Gli uomini, con una sola eccezione, ne escono malissimo, chissà perchè? La protagonista, Giovanna, adolescente in evoluzione, anche lei nel finale di muove in modo non coerente con i comportamenti precedenti. E poi ancora questa ossessione verso lo studio come unica possibilità per emanciparsi da una condizione di subalternità, vedi l’Amica geniale. E infatti le analogie con la quadrilogia non sono poche. A questo punto tanto vale leggersi quella che ha una struttura più complessa e interessante, personaggi più coerenti e uno sviluppo temporale più esteso. Forse di questo libro non c’era bisogno. Sarò stata troppo cattiva?

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  33. @Dani@a tutte /i
    Non sei stata troppo cattiva. A mio avviso il grande successo commerciale, spesso, (sempre) si nutre di massicce dosi di stereotipi.
    In questi giorni terribili si è arrivati a dire che “tanto muoiono solo i vecchi”, terribile segno di barbarie latente, ho pensato alla Rupe Tarpea e sono stata molto felice di a ver letto il bellissimo libro di una Scrittrice “in carne e ossa”, vera, Elizabeth Strout, Olive ancora lei. È un meraviglioso libro sulla vecchiaia, senza ombra appunto di stereotipi. Certo se non si conosce la Strout e il suoplendido OLIVE KITTERIDGE, e anche I FRATELLI BURGESS, di qualche anno fa non si potrà, forse, apprezzare questo capolavoro. Vivamente. lo consiglio a tutti, una lettura speciale.,importante e bellissima. Cam, un abbraccio forte

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  34. Camillla ha sempre il dente avvelenato con Ferrante, è così da quando la conosco oramai più di 10 anni, e ancora non me ne faccio una ragione. ahahaah

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  35. @cristina. È vero cristina. L’immediato successo di Ferrante, quella che ha ripreso lo stereotipo della Italia degli anni cinquanta, per altro già patrimonio storico autentico, quello, letteratura, cinema da Rossellini, Pasolini, (Morante, Ginsburg de Sica di Umberto D. ecc. , usando un vecchio album di foto che mostrava un popolo vinto e misero ma superato per fortuna. (Olivetti. Fellini e scrittori vari….) e… digitalizzato. Insomma la smetterò di esercitare la mia visione critica di un successo editoriale a mio avviso a un passato da superare. Non sono capace nemmeno di spiegarmi. Chiedo venia. Cam

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  36. @JEZABEL
    Jez, come va? Riesci a leggere?

    @TUTTI
    Ho terminato “Salvare le ossa” di Jesmyne Ward, di cui forse avevate parlato qui tempo fa. Molto bello, veramente.

    L’uragano Katrina è stato annunciato e nel giro di pochi giorni si abbatterà sulla famiglia di quattro ragazzi, sono quattro fratelli del Mississippi, orfani di madre, che vivono segregati in un ambiente degradato (nel romanzo è nettissima la separazione tra bianchi e afroamericani).

    Le difficoltà sono tante, ma la solidarietà familiare (e non solo) non viene meno nel momento estremo della calamità. Ho sentito molto i temi della maternità e del parto che percorrono tutto il libro.

    Scritto in una lingua solo apparentemente facile, all’inizio è quasi un parlato ma poi si arricchisce di metafore e di simbolismi, anche i riferimenti mitologici sono ben incastonati e, nell’insieme, io l’ho letto (anzi sentito) senza intoppi.

    Mi sembra ben dosata la miscela di fatti storici ed elementi romanzeschi: mi ha emozionata e mi ha anche insegnato molto sulla tematica razziale degli USA di oggi.

    Mariangela

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  37. Camilla tesoro mio, e tutti/e
    metto qualche puntino sulle i perchè le cose vanno ragionate su dati di realtà.

    L’amore molesto – di Elena Ferrante ( secondo me il suo libro migliore) è uscito nel 1992, ovvero. 28 anni fa
    I giorni dell’abbandono è del 2002. 18 anni fa.
    La figlia oscura è del 2006. 14 anni fa.

    IL primo tomo de L’amica geniale è del 2011. L’ultimo è del 2014.

    Di Immediato successo NON è legittimo parlare nel caso di Ferrante.
    Il successo ( strano e mondiale e travolgente anche per la stessa Ferrante suppongo) è venuto dopo la quadrilogia L’amica geniale, diciamo negli ultimi 5/6 anni.

    Dal 1992 in poi Ferrante è stata letta – per circa un quindicennio – solo da gruppetti minoritari di lettrici che si sono innamorate di lei con un passaparola fortissimo( pochissimi gli uomini che la leggono e l’apprezzano, a causa delle tematiche esclusivamente femminili abbastanza e stranee e soprattutto disturbanti per l’universo maschile)

    Ma di quale diavolo di successo IMMEDIATO parli Camilla ??? Acci! est modus in rebus.

    Il che nulla toglie alla legittimità di critiche personali ai suoi libri ( ma non al loro ” successo”, di cui lei non è certamente responsabile, bisognerà capirne il perchè semmai – perchì mi pare interessante in termini socio-letterari).

    A me ad esempio pare strano il successo di Olive Kitteridge che a te piace così tanto. e che a me piace… così così. Certo – anche in questo caso – non è comunque Elisabeth Strout ad esserne responsabile.
    Non mi interessa aprire polemiche su Strout che so piacerti molto – e va benissimo. Ma io non mi accanisco contro un libro che non mi piace con argomenti spuri.
    Il successo non è un elemento di critica.

    E come vedi nel caso di Ferrante dal suo primo libro al suo cosiddetto successo sono passati 22 (VENTIDUE) anni.

    Quindi stiamo sul testo e lasciamo perdere il contesto.

    Anche questa insinuante critica detta a mezza voce – che autentico è il patrimonio storico letterario/cinematografico ma inautentica Ferrante quindi… – ma chi ti da la legittimità di dire una cosa del genere?

    Stai sul testo. E’ ribollente, vischioso, umorale, partenopeo, viscerale, sanguigno. ( si è tutto questo certo)
    Sono queste le ragioni per cui non lo apprezzi.
    Va bene. Il resto è fuffa inutile

    Ciao Camilla uffi

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  38. Mariangela
    sono senza parole. In tempi di coronavirus leggi un libro su un’altra tragedia? Non ti bastava il virus?
    No, anche l’uragano.
    Mah, davvero come ripeto spesso, NON ti capisco.

    Io non riesco a leggere nulla, quasi nemmeno le parole crociate.

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  39. @cri vecchia storia ammuffita,
    discorsi inutili sul filo della noia assoluta e di un reciproco rapporto noioso (io mi sento noiosissima a discutere su alcuni…Argomenti ).e ormai ache nel blog sento una tale lontananza di interessi, di fonti di informazione sui libri, di cui io mi godo un mondo (TRA Robinson di Repubblica. la Lettura del Corriere. Il domenicale del Sole lontanissima dai social e dagli interventi della rete, rarissimamente mi trovo il pi acere grande della condivisione die letture comuni. E questo impedisce ogni confronto. Seguo sempre il blog che trovo ricco e vivace ma non mi capita quasi mai di poter “Condividere” letture comuni. Pazienza, non è sempre stato così. Saluti affettuosi. CAM

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  40. @Tutti
    A proposito del libro di Jesmyn Ward, ho dimenticato una cosa importante: io l’ho sentito con questo audiolibro:

    ► Jesmyn Ward, “Salvare le ossa”, letto da Valentina Bellè ; regia di Flavia Gentili, Emons, 2019, 1 compact disc (MP3) (09 h e 57 min)

    @Cristina
    Il libro l’avevo iniziato tempo fa. Nel romanzo di Ward l’uragano arriva alla fine, le sciagure che affliggono quelle genti, nel paese più potente del mondo, sono la povertà, il degrado, l’isolamento. È con questo scenario, prima ancora che con la forza cinque, che il libro mi ha scossa.

    È però vero che anch’io ci ho riso su quando, segnalando questo libro ad amici ad emergenza già dichiarata, mi sono accorta che il mio consiglio di lettura “catastrofico” cadeva in un periodo particolare. Però non vuol dire, sai, c’è chi, leggendo, esorcizza, quindi non è detto che non sia il momento giusto per un libro così.

    Ciao.
    Mari

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  41. Prendo atto Camilla.
    Ma ogni volta che attaccherai Ferrante con argomenti inutili , penso che replicherò. Noiosamente.
    Del resto se ti annoi qui, come elegantemente sembra che tu dica, perchè intervieni scusa ?

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