I libri più belli, letti nel 2019

Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919
Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919

Eccoci anche quest’anno al post dedicato ai libri più belli, letti nei dodici mesi. L’appuntamento è diventato quasi un caso di studio: un vero gruppo di lettura esteso, un fiume di idee e consigli; a volte anche di schermaglie, quasi sempre confronti ricchi di stimoli e argomenti.
Ricordo le regole per chi non avesse mai partecipato:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Per leggere i commenti del 2018 (sono 28 pagine in tutto):
https://gruppodilettura.com/2018/03/25/i-libri-piu-belli-letti-nel-2018/comment-page-1/#comment-74568

579 commenti

  1. Dani, cara
    due scrittrici di vaglia per me Michela Murgia, Elena Ferrante ( i primi tre)., Poi Clara Sereni . mancata l’anno scorso, ( un gioiello il Gioco dei regni), non mi è dispiaciuto L’arminuta di Dpnatella di Pietrantonio, poi ci penso ma intanto queste…
    Certo in FRancia c’è di più. ma queste sono ottime scrittrici

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  2. @Cristina si vero, era un’affermazione un po’ buttata lì. Ferrante, Murgia, Di Pietrantonio, sono d’accordo. Ero un po’ delusa dal romanzo di Maria Pia Veladiano che, non so perché, mi ha ricordato Simona Rondolino, altra delusione. Anzi so perché: in entrambi era presente il binomio dolore/musica.

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  3. Veladiano piace tanto a Camilla, a me per nulla, trame pasticciate e finali buonisti.dico io. a ciascuna il suo.como siepmpre

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  4. Il 28 Agosto sarebbe stato votato un decreto legge volto a stabilizzare una grande quantità di insegnanti precari. Sarebbero stati assunti con un concorso: per definirne le modalità c’erano voluti mesi di trattative tra i sindacati e il ministro Bussetti, ma alla fine si era arrivati ad un accordo. Era tutto pronto, c’era solo da votare.
    Poi, appena 20 giorni prima della data fatidica, $alvini ha deciso di staccare la spina al governo. In questo modo ha rovinato non solo il lavoro di un suo stesso ministro, ma anche la vita di tutti quei precari che hanno un bisogno disperato di stabilità. Non sono uno di loro, ma conosco la loro sofferenza, e quindi non lo perdonerò mai per aver frantumato tutte le loro speranze. Adesso aspetto le 15 come il giorno di Natale, e mi auguro che tra 2 ore Conte, Di Maio o chi per loro gli assesti il colpo del ko, asfaltandolo senza pietà. Felice di non averti mai votato $alvini, e mi dispiace di aver a lungo provato grande simpatia per te.
    P.S.: Purtroppo la prossima volta non potrò fare l’amore con Giorgia in cabina elettorale, perché sarebbe come votare $alvini. Cercasi nuovo partito per cui tifare.

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  5. @Cristina @ Dani &
    Spendo due parole su Mariapia Veladiano perché forse c’ e’ un equivoco non da poco nel giudizio , in questo caso di LA VITA ACCANTO. Veladiano e’. una teologa/ filosofa ha dedicato un particolare. interesse sullo studio di quel mistero che è la maternità. Chi conosce un po’ di Femminismo ( Luce Irjgarj, e le italiane più note) sa quanto misterioso e potente sia il legame con la creatura che la madre ha partorito e quanti studi si continuino a fare su questa vicenda umana che solo una donna può vivere. La vita accanto e’ uno di essi, la scrittura nitida e perfetta di Veladiano ne ha fatto un romanzo che è. un modo magnifico per comunicare uno studio importante e reso leggibile da chiunque. V. ha scritto altri due romanzi sul dramma indecifrabile della maternità con la carica potentissima di amore e paura che e’ destinato a tutte le madri.
    Certo che le storie di ferrante e i romanzi. in cerca di successo non sono paragonabili a i libri di V.anche se sono ” belli” da leggere. Per me la italiana più interessante e d e l i z i o s a. e’ Milena Agus. ciaociao Cam

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  6. E’ vero MIlena Agus! deliziosissima certo.

    Sul resto cara Cam, restano divergenze profonde. Che vuoi farci? non è buttando schizzetti sui gusti deglle altre che difendi Veladiano. Chi decide che certi romanzi sono in cerca di successo ( e a parte che se anche fosse se valgono what’s the problem?? ma dai Camilla, mnetti via il velenino e la coda, che non servono

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  7. @né velenino né coda cara Cristina.Le ragazze sono adulte colte, intelligenti e hanno tutto l diritto di scegliere le loro letture. Che la/il ferrante non mi piaccia e’. una vecchia storia e suoi libri sono diventati celebri sul mercato americano e oltre. Che a qualche vecchietta solitaria cioè io non piaccia e’ un sacrosanto diritto e potrei dire il perché. Siccome , giustamente, non interessa nessuno non lo faccio. Penso però che in una rubrica su libri e letture sia giusto esprimere il proprio pensiero e tenere conto di molte posizioni. Io spesso ho cambiato idea o ho scelto letture che non mi attiravano soprattutto per merito di Mariangela o di altre, te compresa.Mi dispiace molto comunque di dare l’ impressione di ” schizzare veleno”, starò più. attenta. Pensavo ( che cretina) che fosse interessante leggere Veladiano.Cam

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  8. @Camilla si conferma il fatto che ogni romanzo, nell’incontro coi lettori, si frange in storie diversamente percepite e ciò è bello e interessante. Del romanzo di Veladiano tu trovi centrale il tema della maternità. Io vi ho individuato piuttosto quello della malattia dell’anima, nel personaggio della madre, peraltro poco o nulla approfondito e in primo piano la discriminazione e il disagio dovuti ad un aspetto fisico brutto (forse deforme? Non si riesce a capire…). La zia è un po’ macchietta, assolutamente non delineata, il padre? Un’ombra, un inetto. Belli i personaggi apparentemente secondari, che tali non sono, ma avrebbero meritato più scrittura, più attenzione, cioè la governante e l’anziana pianista. Però tutto superficiale, insoddisfacente, incompiuto. Per me Cam carissima, ovvio. Avevo talmente bisogno di approfondimento psicologico che ho deciso di leggere il secondo libro della Recherche, lì Proust ci regala minuzie chirurgiche, con la maestria, la perfezione che conosciamo. I classici per me sono antidoto sicuro alle letture deludenti. NON sto paragonando Proust a Veladiano!!!! Sia chiaro eh?
    Ciao amiche

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  9. @ Dani conosci tutta la RECHERCHE? cosa intendi con secondo libro? Dalla parte di Swan – Un amore di Swan – O anche All’ombra delle fanciulle in fiore?
    Che bellezza mettersi tranquille a leggere Proust. Io vado matta per Swan.
    Come mi piacerebbe chiacchierare con te di libri. Tornò solo un attimo su La vita accanto: quello che tu chiami ‘malattia dell’ anima e’ prprio la maternità.
    Sarebbe bello poter parlare dal vivo. Ciao carissima. Cam

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  10. @ tutte
    Grazie a chi ama la mia scrittura di famiglia.
    Qui il caldo annunciato non è arrivato. Benedetti media che cercano di condizionarci su tutto.
    Si sta
    Come d’estate
    Sulle sdraio
    I siciliani.
    Continuo L’UOMO CHE RIDE con calma. Come sempre accade in un classico ci sono pagine e pagine di descrizioni e in esse termini di una precisione antica. In questa epoca di approssimazione linguistica, i classici ti presentano una lista di termini specifici, per cui per esempio una nave ti appare sezionata in tutte le sue parti più minuscole.
    È anche questo che ci attira nei classici?
    Buonanotte!

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  11. @Jez e certo, anche questo.
    @Camilla, ho iniziato due volte la Recherche leggendo DALLA PARTE DI SWAN, poi mi fermavo. Altri libri mi chiamavano, poco tempo… Stavolta ho deciso di continuarla leggendo il secondo volume ALL’OMBRA DELLE FANCIULLE IN FIORE. Una mia amica l’ha letta interamente, tutta di seguito. Io non credo di riuscirci 🙄
    Sarebbe bello incontrarci tutti, davvero. E magari leggerci ad alta voce le pagine che amiamo, con i nostri accenti dialettali diversi. Dal Trentino alla Sicilia. Buona giornata

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  12. @Tutti @Camilla
    Hai fatto cenno a Ionesco, ma non ho compreso cosa tu volessi dire.

    @Tutti @Cristina
    Appunto, abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra idea in merito alla pittura dell’’800: come dici tu, discordiamo e dissidiamo: io ripeto solo che, gusti a parte, non si può fare di tutt’un erba un fascio. Parlo per me, anche in letteratura conviene verificare di persona, non dare mai nulla per scontato; io mi impongo, prima di tutto, di leggere, poi di giudicare e al limite anche di rifiutare.

    Ciao,
    Mari

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  13. @ Mariangela Eugene Ionesco, grande drammaturgo, scrisse IL RINOCERONTE nel nascere del nazismo quando questa orrenda ideologia mortifera si spargeva tra la gente come una epidemia terribile di in morbo mortale. Il dramma di Ionesco si trova tradotto benissimo in italiano in qualunque libreria o biblio. Leggerlo in questi giorni, ancora molto pericolosi, e’. una esperienza. letteraria imperdibile e terribile. Si legge in poche ore ma è. un grandissimo capolavoro .
    Per quanto riguarda la pittura e la letteratura (ottocentesca?) italiane e’. una grande idiozia . snobbarla non occorre certo ” guardare di persona. per giudicare ???????!!!!!) quando la Storia dell’ arte ci parla chiaramente dei grandi artisti e letterati di quel periodo. Inoltre c’è dentro anche tutto il Risorgimento Italiano. Per questo ti e’ piaciuto anche il piccolo mondo antico di Fogazzaro.ciaociao e continua così. Cam

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  14. @Camilla
    Grazie della risposta.

    @Tutti @Jezabel

    Jez, mi ha colpito quanto hai scritto a proposito della lingua de “L’uomo che ride”: tu parli di “precisione antica” ed è proprio la definizione che mi mancava per classificare il modo di raccontare di Hugo, in particolare, e degli scrittori dell’800, in generale. È qualcosa che senti subito, che ti cattura, a cui ti affidi incondizionatamente (non vale per tutti, ovvio che anche in questo senso non si possa generalizzare, oltretutto stiamo parlando di un signore che si chiamava Victor Hugo, mica uno qualunque!). Anch’io sto leggendo un altro romanzo del grande autore francese … saprò dirvi.

    Ciao,
    Mari

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  15. Io sto leggendo John Fante, che divertente! Tutto il resto lascio.

    Si davvero Jezz ma quei 4 versi perfetti sui siciliani e le sdraio… che sono?

    (Camilla Veladiano anche per la cosiddetta critica ufficiale, vabbuo’.
    Io invece avevo visto un rapporto malsano – parecchio – col padre, e tutto però abbozzato irrisolto, accennato , non spiegato, nemmeno la bruttezza fisica, iospesso scordo le cose ma quel libro mi fu così antipatico ( ed ero così ben disposta) che me lo ricordo a distanza di tanti anni. Mi dispiace Camilla. dico davvero)

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  16. @ Cristina. insomma a me della Vita accanto non mi importa un cavolo. Se non si capisce il mistero della maternità, ancora indagato e tutt’ altro che rusolto.
    La bambina è. riuscita “male” rispetto alle aspettative malefica di una parentela , i natali “alti’ del padre che contro la volontà di una casato ” superiore” non aveva accettato il matrimonio tra il loro rampollo di un ceto alto borghese con ragazza molto bella …e basta. Di umili natali, si diceva allora. Erano previsti ” disastri” da questo matrimonio socialmente più. che sbagliato. La giovane sposa per tutta la gravidanza ha palpitato ,terrorizzata. lei stessa di non essere all’altezza , di essere criticata comunque dalla Famiglia che la considerava un grave errore del rampollo . Un bel bambino, sano e bellissimo, possibilmente. maschio l’ avrebbe aiutata a sentirsi meno inferiore. Invece nasce un brutto ragnetto femmina, portatrice di atavici tratti del volto di antiche miserie. Come volevasi dimostrare da parte di suoceri e parenti altolocati Un marito stronzissimo con una sorella gemella che è. innamorata di lui ed ben lieta che la povera cognatina sia distrutta dagli eveni. Eccetera. Se non si capiscono queste dinamiche sociali ( oggi forse ancora vigente tra regnanti ecc.) La povera ” moglie. povera e d’umilissime origini non ce la fa e si uccide. Il resto si dovrebbe capire ma pare che non si capisca …..comunque. non me ne importa un fico secco. Se non di comprende una situazione ( molto comune fino al secolo scorso) amen.

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  17. se non si capisce è perchè magari non è ben detto?
    non me ne importa un fico secco e amen dice la mia Cam
    . Benissimo. passiamo oltre ordunque

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  18. @ cri. Mi Rifiuto di parlare ancora di Maria Pia Veladiano , non sai cosa ti perdi mia dolcissima Cri.
    Ora sto trafficando con Proust ma non dico niente : quanto. mi piace Swan, di quanto trovo disgustoso il clan dei Verduren!( e pensare che alla fine madame Verduren…)In questi primi capitoli di Dalla parte di Swan, anche Odette e’ schifosetta. E poi basta. A tutte un caldo !!!a braccio. Cam

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  19. @Tutti @Camilla
    Cam, quando avevi scritto che Capuana mostra sensibilità per il problema della condizione della donna, io avevo appena incontrato Zosima, a quel punto della lettura, non ancora fidanzata con il barone di Roccaverdina, ed ero curiosa di vedere come l’autore avrebbe risolto quel rapporto tra un uomo prepotente, risoluto, ma preda del rimorso e della gelosia, e la dimessa trentunenne che ripete sempre quel rassegnato “Ormai!”. Adesso che ho finito il romanzo, capisco meglio quanto avevi scritto: Capuana nel riprendere la psicologia femminile è senz’altro più attuale di Verga!

    @Tutti
    Volendo continuare con un romanzo dell’Ottocento, questa volta mi sono spostata in Francia: ho letto circa un terzo di un romanzo di cui conoscevo il titolo, solo per la trasposizione operistica che ne è stata fatta, sto ascoltando “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas figlio.

    È un’intensa storia d’amore, tra una mantenuta e un giovanotto: amare ma azzeccate alcune considerazioni sulla prostituzione! Però voglio godermi gli altri due terzi, prima di dire.

    Ciao,
    Mari

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  20. @ Marian che. belle letture. Bello il libro di Dumas f.e bella l’ opera di Verdi La Traviata. Margherita o Violetta sono figure. che mi inteneriscono. Ciaociao

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  21. @Tutti @Camilla
    Siete appassionati di opera?

    @Tutti @Cristina

    Ho trovato questo libricino che per me è una chicca:

    ►Edith Wharton, “Milano pittoresca”, a cura di Attilio Brilli, Minerva, 2017, 16 p.

    Il Castello Sforzesco, i Navigli, Palazzo Clerici e Palazzo Borromeo, l’ospedale Maggiore (Università statale), la cappella Portinari e altri capolavori milanesi, diciamo che, quest’anno, che non ho potuto fare escursioni urbane, giro Milano almeno sulla carta, in compagnia dell’autrice de “L’età dell’innocenza” (che non ho ancora letto!). Faccio notare che il curatore è Attilio Brilli, uno che di letteratura di viaggio se ne intende davvero.

    Cristina! Ci sono anche i telamoni di via degli Omenoni e quelli del portale dell’arcivescovado di Corso Venezia! Io amo telamoni e cariatidi, so che il mio gusto architettonico ti aveva scandalizzata già una volta, può essere stia facendo il bis.

    Utile, divertente e rilassante, la lettura interstiziale!

    Ciao,
    Mari

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  22. @ Marian Edith Wharton e’. una grande scrittrice del Novecento che ha scritto romanzi meravigliosi A te ,sempre in cerca di storie rare,curiose speciali e raffinate. mi permetto di consigliare una speciale biografia della grande Edith Wharton . Titolo L’ETÀ DEL DESIDERIO. di Jenny Fields che ne fa una magnifica ” educazione” sentimentale. Davvero imperdibile.Fammi sapere. Cam.

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  23. E grazie della tua segnalazione del l’interessante libro su Milano. Edith era coltissima e viveva gran parte della sua vita in Europa :Francia, Inghilterra, Italia e altri Paesi pieni di sapienza . ciaociao CAM 😐

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  24. Ciao a tutti, come state?
    Quest’estate ho recuperato i mesi di non lettura invernale…. e ho particolarmente apprezzato “le assaggiatrici” di R.Postorino, e nudi e crudi di Bennett.

    Vi piace leggerei testi teatrali? A me hanno sempre appassionato, li trovo particolarmente coinvolgenti.
    Ora sto leggendo “molti amori, un sogno d’amore di Williams. Testi realistici ambientati nell’america Puritana degli anni 50, ma sempre attuali
    Ciao!

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  25. @Lulu ciao, bello vedere nuovi nomi qui, era ora!! E sei entrata con grazia chiedendoci come stiamo. Speriamo di leggerti ogni tanto. Io personalmente non conosco i due testi che citi e sul teatro sono moooolto carente. Però, visto che ho deciso di colmare certe mie lacune, dedicherò ogni tanto un po’ di tempo a Shakespeare. Per ora ho letto Romeo e Giulietta e Re Lear, ma verranno anche gli altri. Non sto a commentarli, non credo ce ne sia bisogno che ne dite? Ciao Lulu e ciao a tutti

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  26. @ Lulù ciao Lulu. di quale Williams Carlos o John dacci qualche notizia in più. Certo non si parla di Shakespeare.. Attendo chiarimenti.Bennett. e’. sempre molto divertente. ciao ciao Cam

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  27. Ciao Lulu.
    Le assaggiatrici anche secondo me è un buon libro, Postorino è stata brava, ha e viotato gli scogli che affioravano e occhieggiavano ovunque.
    A me i testi teatrali piacevano, Shakespeare soprattutto, ma anche Molière e qualche novecentesco. Non sempre danno la gioia della rappresentazione però.

    Sto leggendo credo per la prima volta ( e chi lo sa dimenticona sono) Don De lillo. Rumore bianco. Sono a metà. Un signor scrittore!

    Mariangela, a me le cariatidi piacciono, ALCUNE milanesi poi non ci sono più ( quelle di via degli omenoni e altre sono state candellaTE, VICINO A vIA dURINI) non so perchè. Per una volta tanto che concordo…

    ahah

    Ps ma anche voi dovete ogni santa volta rimettere l email e il nome? che barba!!!

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  28. @Tutti @Lulu
    Benvenuta, Lulu. No, con i testi teatrali non ho purtroppo confidenza.

    @Cristina
    temevo che cariatidi e omenoni ti sembrassero inutili orpelli. L’altra volta, mi avevi stroncato il Palazzo della Borsa (che in effetti è in uno stile magniloquente).

    @Tutti
    Voume vecchiotto e consunto trovato oggi sullo scaffale degli omaggi della mia biblioteca:

    ► Ugo M. Palanza, “Capolavori della letteratura straniera: per le scuole medie superiori”, Dante Alighieri, 1958, 858 p.

    Ho voluto iniziare dall’ultima letteratura presa in considerazione, quella danese. Sono partita dal tardo ‘800, trascurando Søren Kierkegaard perché il nome mi era già noto e in queste occasioni fortuite sono a caccia di nomi a me sconosciuti. Seguendo le indicazioni di Palanza, a casa, mi sono fiondata sull’Opac:

     Jens Peter Jacobsen, “Marie Grubbe”, Carbonio, 2019, 227 p.

     Jens Peter Jacobsen, “Niels Lyhne”, Iperborea, 2017, 284 p.

     Johannes Vilhelm Jensen, “Opere”, UTET, 1969, 765

     Helge Rode: non trovato nulla se non su WIkipedia

     Johannes Joergensen: leggo che ha scritto monografie su diverse sante e probabilmente anche qualcosa
    sull’Italia. Qui il mio fornitissimo sistema bibliotecario potrebbe farmi un regalo, vi dirò …

    Ehhm, ehhm, apprendo ora, scrivendo, che tra questi “sconosciuti” c’è anche un premio Nobel per la letteratura! Diversamente da me, l’avrete senz’altro già riconosciuto, quindi non vi dico chi è!

    Bello portarsi a casa i libri che non cerchi! Se conoscete qualcuno di questi autori e mi raccontate qualcosa, mi fate contenta.

    Ciao,

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  29. ma tanto cara Mari, tu non dai retta a nessuno/a. ahah

    Chi aveva letto il libro di Cataluccio Vado a vedere se di là è meglio? tu forse? io smemorina sono, lo hanno ristampato

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  30. @Mariangela mi pare che forse JENSEN a vincere un Nobel per la letteratura tra i tuoi ” candidati”. Parecchi anni fa. Ma i danesi contemporanei o del passato sono scrittori stupendi. Continua così. e diverrai una vera esperta nel tuo modi. ciaociao

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  31. @Cristina@Camilla@tutti

    Camilla! Lo sapevo che tu avresti individuato il Nobel! È lui, è Johannes Vilhelm Jensen, che ha vinto il Nobel nel 1944!

    Cristina, non è vero che non do retta a nessuno! Certo non posso leggere tutti i libri che citiamo qui, ma mi fa davvero piacere quando mi raccontate degli autori a voi noti e non solo perché prima o poi vado a prendermeli. Ieri poi con quel vecchi manuale trovato per caso mi sono divertita un sacco a spulciare ii nomi e a cercarli sul catalogo on line. Non ti sto prendendo alla lettera (come dii tu), ma è per dire che parlar di libri fa sempre piacere, anche quando non si vogliono né ammannire né raccogliere consigli. Adesso, per esempio, che sto finendo come letture estive romanzi impegnativi, qualcuno per mole, qualcuno per contenuto, non posso accogliere suggerimento alcuno, ma a leggervi poi tutto torna buono oltre al fatto che è interessante (senza contare che nei primi due anni di frequentazione di questo blog ho letto quasi esclusivamente titoli trovati qui, suggeriti da voi o dai link di Luigi).

    @Cristina@Dani@tutti
    Bravo Cataluccio, è uno di quegli intellettuali che fanno da ponte, che traghettano verso culture altre. Ce ne vorrebbero così, di persone che hanno una tale apertura mentale!

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  32. Cecilia Resio ( che a volte mi piace molto, a volte meno, ma questa vale).

    Parigi, domani sarà settembre.

    °°°

    Non è facile invecchiare con garbo e parsimonia.
    Bisogna accertarsi della nuova carne,
    di nuova pelle,
    di nuovi solchi,
    di nuovi nei.
    Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza,
    senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene,
    occorre far la pace col respiro più corto,
    con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi,
    con le giunture,
    con le arterie,
    coi capelli bianchi all’improvviso,
    che prendono il posto dei grilli per la testa.
    Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era,
    reinventarsi, continuare ad essere curiosi,
    ridere e spazzolarsi i denti
    per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo.
    Bisogna coltivare l’ironia,
    ricordarsi di sbagliare strada,
    scegliere con cura gli altri umani,
    allontanarsi da sé, ritornarci,
    cantare, maledire i guru,
    canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza.
    Invecchiare come si fosse vino, profumando
    e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.
    Bisogna camminare dritti, saper portare le catene,
    parlare in altre lingue, detestarsi con fantasia.

    Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire
    ed io ho ancora tante cose da imparare.

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  33. @Cristina a tutte. troppo saggio, troppo razionale, troppo troppo ovvio. Sembra preso da qualche “manuale ” che regala la serenità, un tanto al chilo. Riuscire a ” resistere” senza deprimersi troppo, al reale accorciarsi del tempo a nostra disposizione,a pensare seriamente che il tempo sta per finire che si tratta di morire presto comunque andare incontro a un periodo sempre più difficile, uno sfinimento fisico e psichico irreversibile. Quello che hai scritto non è ” la vecchiaia” . La vecchiaia non arriva allo stesso modo , per molte e’ corredato da dolori fisici che non ti lasciano nemmeno riposare. E i denti che brillano non fanno parte della vecchiaia e nemmeno i buoni consigli. Quello di cui parli tu cara Cristina e’. un periodo Pre/ vecchiaia, dove un buonsenso intelligente sono. una buona ” difesa” . Per qualcuno la vera vecchiaia comincia dopo gli 80 anni, per qualcuno fino ai 90 /95 si può sentirsi bene, per i più molto prima . Certo che i buoni propositi a un certo punto non funzionano e…si soccombe. La Atwood ha scritto parole indimenticabili in romanzi di annj fa’. come L’assassino. cieco. Io ho avuto una mamma che è. morta a 102 anni e pur essendo una tipa di ferro …a un certo punto ha sperato , segretamente, di finire. Lo disse a uno dei miei figli, che adorava riamato. La verità non ha canonj , belle parole , …lasciamola stare che tanto poi ha sempre ragione su tutto.Ad maiora. Cam

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  34. @Cam @Cristina
    Ceeeeerto che i versi sono perfetti! Sono di Ungaretti.
    Ho parafrasato allegramente SOLDATI!
    Si sta
    come d’autunno
    sugli alberi
    le foglie.
    Ungaretti vi ringrazia per i complimenti.
    Mi sono eclissata, sempre con L’homme que rit (spero di ricordare bene il titolo originale), sommersa dalle incombenze familiari, ma anche per 4 giorni ritagliati per un giro della Sicilia. Ne avevo voglia da ben 10 anni. Posti ritrovati e posti scoperti (il Duomo di Agrigento, per esempio, uno spettacolo!!!!).
    Ho addirittura dormito in tenda sulla spiaggia di Pachino (non me ne vogliano le Autorità costituite) – insomma, cose da CIOVANI.
    @Mariangela
    anche tu trovi che i classici dell’800 ci regalino spettacolari immersioni terminologiche??? Sono felice di aver trovato consensi… Quegli oggetti e quelle suppellettili che nella mia mente darebbero spazio ad una banalizzante parafrasi HANNO UN NOME!!
    Trovo che Umberto Eco, in alcuni romanzi, si sia agganciato a questa speciale competenza, per ricordare i classici. Lo pensi anche tu?

    Vi saluto. Sono a scuola, in attesa di iniziare un esame di idoneità e ho tanti colleghi da salutare.
    Buon inizio a me!!!!

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  35. @Jezabel @Tutti
    Sì, sì, le descrizioni che sanno fare certi scrittori ottocenteschi sono incredibili, Tolstoj, Hugo, Capuana, tutti bravissimi in questo. Però su Eco non so dire, perché non ho letto romanzi suoi.

    Ho letto anch’io che Agrigento città è troppo spesso trascurata a favore della più famosa valle dei templi.

    @Tutti @Cristina @Camilla@Dani
    In merito alla poesia sulla vecchiaia sono d’accordo con Camilla: è un ottimismo che temo infondato, solo raramente le cose vanno così. In realtà la medicina si è occupata degli organi vitali, si vive di più, ma si vive male, spesso si sopravvive e questa è un’ingiustizia. Sono troppo condizionata da un caso familiare per pensare alla vecchiaia con serenità. Però non è detto.

    @Tutti
    Tra i nomi degli autori danesi del manuale ritrovato c’era anche quello di Johannes Joergensen. Oggi ho ritirato un libro per bambini tratto da un suo testo (semplicissime ma efficaci le illustrazioni!):

    ► “Una vita piu: storia di un chicco di grano”, testo di Giovanni Joergensen, disegni di Sr. Mariarisa Guerrini O.S.A., Editrice Rogate,1986, 29 cm.

    È la storia del chicco di grano, chiuso nella zolla nera e umida, terra sotto, terra sopra, che si interroga sul perché della sua trista condizione, ma la fine è l’inizio … (facile riconoscere il passo del Vangelo di Giovanni: “se il chicco di grano non muore, rimane solo, se invece muore, produce molto frutto.”).

    Il libro è ispirato da profonda religiosità (la prima pagina è sottoscritta delle monache agostiniane) e in teoria è destinato ai bambini, ma sfogliarlo può fare bene e dare speranza a tutti, anche agli atei adulti.

    Ciao,
    Mariangela

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  36. Scusate, ho riletto perché oggi ero tormentata da una bimbetta prepotente a scuola (si possono portare i figli al lavoro fregandosene dei colleghi poi costretti ad occuparsene???), infatti ho notato un refuso : perifrasi, non parafrasi!
    Mi scuso.
    PS @cri pure io devo sempre mettere nome e mail…ma mi adeguo.

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  37. @Mariangela
    Evviva l’uso consapevole della lingua !
    Io di Agrigento ho sempre pensato male, vedendo gli orridi frutti della speculazione edilizia che ha la financo la valle dei Templi.
    Ora la ritengo una perla chiusa in un’ostrica malforme.
    Purtroppo non conosco scrittori danesi…anche se adoro il Nord, quindi magari li ho letti in passato senza saperlo.
    Fa freschino nella mia valle, eppure gli abitanti parlano di caldo umido, sudate! Mah!
    Stamani 18 gradi!!!!

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  38. Condivido Camilla, quella poesia – non mia ribadisco – è di Cecilia Resio – vale per chi ha sui 50-60 anni, non oltre.
    Però è combattiva e speranzosa. questo mi piaceva.
    Per il resto lo sgretolamentoi è più feroce e insesorabile lo sappiamo.
    Toni Morrison… qualcunp/a l’ha letta?

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  39. @ Cristina sono tanti i libri che trattano la vera vecchiaia, quella che è. vicinissima alla inevitabile fine. Quelli che si amano , coppie vecchissime, ne ha scritto da par suo David Foster Wallace. Con furore @ Jezz tu che sei piena di poesia e, mi sembra, anche una donna dolce mi permetto di consigliarti due danesi ( tra mille, tutti fantastici) W. BANG : La casa bianca, scritto nel’900. Iperborea, piccolo e gioiello e di PETER OEG , anni 2000, I quasi adatti.Sulla scuola,in Danimarca.E’. l’ autore del famoso Il senso di Smilla per la neve. Salutami il papà. Cam

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  40. @Cristina, si. Lessi Amatissima di Toni Morrison alcuni anni fa. Direi senz’altro da leggere anche se la mia scarsa memoria non mi permette di dirti di più. L’argomento comunque è lo schiavismo. Sicuramente più bello dell’acclamato La ferrovia sotterranea, più recente, che non mi ha fatta impazzire. Ti consiglio però, se leggi in inglese, di cercarti la versione in lingua originale BELOVED. Il linguaggio è particolare e la traduzione non può che impoverirlo.. io stessa lo farò prima o poi. Ciao

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  41. Jezz, Cam,
    I quasi adatti di Peter Hoeg
    è un libro duro e abbastanza difficile, letto dal mio GdL pochi mesi fa. A suo modo tremendo e dolorosissimo. Ma importante. Non è un libro sulla scuola, o, almeno, non solo. E’ un libro sull’infanzia e l’adolescenza e i giochi con la morte e il dolore dei collegi ( non elitari) e la durezza delle costrizioni, e il rischio di vivere e la voglia di fuggire, in ogni senso. Un libro sul limite e su una delle età più terribili. Il trio di amici è indimenticabile, così come le punizioni e i divieti e le crudeltà. Un libro fortissimo.
    Hoeg era un bambino destinato probabilmente a “perdersi” diciamo, si è salvato in quanto la famiglia Hoeg lo ha adottato (già grandino) da un istituto e gli ha permesso di reinserirsi ( con non poche difficoltà) in un percorso di affettività e socializzazione.Insomma un libro dove c’è tanto di autobiografico e tanto dolore.

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  42. @Tutti @Cristina
    davvero duro, il libro di Hoeg che citi. Adesso non riuscirei a leggerlo.

    @Tutti
    Ho finito “La signora delle camelie” e mi sono commossa per una storia che qualcuno su Anobi definisce lacrimevole. La malattia, l’assalto dei creditori, l’abbandono da parte degli amici, lo strazio amoroso e quello fisico, insomma, impossibile non soffrire con la povera Margherita. Chiara la critica al perbenismo e alla doppia morale. Sono contenta di averlo letto. Il supporto audio che ho usato è questo:

    ► Alexandre Dumas, “La signora delle camelie”, Alfaudiobook, 2012, per la lettura di Fabio Bezzi e Debora Zuin (versione integrale).

    Ciao,

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  43. @tutte
    grazie per i consigli…segno subito.
    @Cam grazie anche per i saluti al papi. Adesso è a 1450 km esatti da me. Sigh!

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  44. @ Cristina davvero avete letto Peter Hoeg nel gruppo di lettura? Più. che altro è. un gran grido contro gli istituti. Certo che H. ha sempre lottato sullo strapotere delle cosiddette ” case di recupero” per ” correggere” bambini e ragazzi ( e …anche adulti). Abbracci Cam

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  45. Camilla , certo che lo abbiamo letto. Bè c’è tutta la adolescenza ferita nel libro di Hoeg. Non posso dire di più per non rovinare la lettura ai prossimi lettori/lettrici ma i risvolti tragici sono lame crudeli e indimenticabili.
    GRande libro – in parte anche meditabondo e filosofico.
    Ora sto rileggenddo ( terza volta) Patrimonio di P. Roth. resto ogni volta stupefatta dalla grandiosità ariosa, agile, lucida e tenera di questo libro.

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