55 libri sulla lettura e i gruppi di lettura

Georgia O'Keeffe, Lake George Barns, 1926
Georgia O’Keeffe, Lake George Barns, 1926

Fra le perle preparate per il Terzo raduno nazionale dei Gruppi di lettura di Mantova c’è una preziosa bibliografia curata da Luca Ferrieri (egolector) e Simonetta Bitasi (lettoreambulante).
Ve la propongo perché è davvero piena di spunti e di libri usciti da poco oltre ad alcuni “classici” in tema.
I libri in elenco sono di valore, peso, portata molto diversi. Si va da riflessioni teoriche profonde a manuali di self-help per gruppi intraprendenti. Ma ci sono anche romanzi, e saggi su argomenti specifici. Insomma, vedete voi. Aiutano, credo, a essere lettori (e Gruppi) ambiziosi.

Eccolo: 

  • Jesús Arana Palacios – Belén Galindo Lizaldre, Leer y conversar: una introducción a los clubes de lectura – Trea, 2009
  • AAVV, The New Yorker – lo humor dei libri, Archinto, 2014
  • Mary Beard , Fare i conti con i classici: Leggerli, studiarli, amarli, Mondadori, 2017
  • Walter Benjamin, Tolgo la mia biblioteca dalle casse, Electa, 2017
  • Walter Benjamin, Ingrandimenti, Else, 2017
  • Stefan Bollmann, Le donne che leggono sono pericolose, Rizzoli, 2007
  • Stefan Bollmann, Le donne che leggono sono sempre più pericolose, Rizzoli, 2011
  • Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere, Laterza 2014
  • G. Cavallo – R. Chartier, Storia della lettura nel mondo occidentale, Laterza, 2009
  • Aidan Chambers, Siamo quello che leggiamo. Crescere tra lettura e letteratura, Equilibri, 2011
  • Régine Detambel, I libri si prendono cura di noi: Per una biblioterapia creativa, Ponte alle Grazie, 2016
  • Luca Ferrieri, La lettura spiegata a chi non legge: quindici variazioni, Bibliografica, 2011
  • Luca Ferrieri, fra l’ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire, Olschki, 2013
  • Juan Goytisolo, Le settimane del giardino, Einaudi, 2004
  • Sophie Hart, The Naughty Girls Book Club, Avon, 2014
  • Jenny Hartley, The Reading Groups Book, Oxford University Press, 2003
  • Nick Hornby, Una vita da lettore, Guanda, 2008
  • Il piacere di leggere. Fotografie di André Kertész, Sciarelli 1997
  • Rachel W. Jacobsohn, The Reading Group Handbook: Everything You Need to Know to Start Your Own Book Club, Hachette Books, 1998
  • Kertész, Manguel, Gurbo, Leer, Periferica; En coedición con la editorial, Errata naturae edizione, 2016
  • Elizabeth Long, Book Clubs: Women and the Uses of Reading in Everyday Life, University of Chicago Press, 2003
  • Alberto Manguel, Mientras embalo mi biblioteca, Alianza Literaria, 2017
  • Alberto Manguel, La città delle parole, Archinto, 2016
  • Alberto Manguel, Una storia della lettura, Feltrinelli, 2009
  • Alberto Manguel, Al tavolo del Cappellaio matto, Archinto, 2007
  • Alberto Manguel, La biblioteca di notte, Architno, 2007
  • Alberto Manguel, Diario di un lettore, Archinto, 2006
  • Alberto Manguel, Con Borges, Adelphi, 2005
  • Alberto Manguel, Il computer di Sant’Agotino e altri saggi, Archinto 2005
  • Alberto Manguel, Vicios solitarios: lecturas, relecturas y otras cuestiones éticas, Fundación Germán Sánchez Ruipérez, 2004
  • Giuseppe Montesano, Come diventare vivi: Un vademecum per lettori selvaggi, Bompiani, 2017
  • Giuseppe Montesano, Lettori selvaggi. Dai misteriosi artisti della Preistoria a Saffo a Beethoven a Borges la vita vera è altrove, Giunti, 2016
  • Azar Nafizi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi 2007
  • Elizabeth Noble, The Reading Group, Penguin Books, 2010
  • Susan Osborne, Bloomsbury Essential Guide for Reading Groups, A&C Black, 2008
  • Tim Parks, Di che cosa parliamo quando parliamo di libri, Utet, 2015
  • Michel Peroni, Historias de lectura: trayectorias de vida y de lectura, Fondo de Cultura Economica Usa, 2003
  • Michele Petit, Elogio della lettura, Ponte alle Grazie, 2010
  • Riccardo Piglia, L’ultimo lettore, Feltrinelli, 2007
  • Monique Pistolato, Cari libri. La lettura condivisa come laboratorio d’umanità, Edizioni Paoline, 2014
  • Ezio Raimondi, Le voci dei libri, Il Mulino, 2012
  • Ezio Raimondi, Un’etica del lettore, Il Mulino, 2007
  • Francesco Recami, Il gruppo di lettura, Sellerio, 2017
  • Manuel Rivas, I libri bruciano male, Feltrinelli, 2009
  • DeNel Rehberg Sedo, Reading Communities from Salons to Cyberspace, Palgrave, 2011
  • Barbara Sgarzi, Anobii, Il tarlo della lettura, Rizzoli, 2009
  • Mary Ann Shaffer & Annie Barrows, Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, Astoria, 2017
  • Ellen Slezak, The Book Group Book: A Thoughtful Guide to Forming and Enjoying a Stimulating Book Discussion Group, Chicago Review Press, 1995
  • Giovannni Solimine, L’Italia che legge, Laterza 2010
  • The New York Public Library, Guide to Reading Groups, Crown Pub, 1995
  • Hans Tuzzi, Il mondo visto dai libri, Skira, 2014
  • Mario Vargas Llosa, Elogio della lettura e della finzione, Einaudi, 2011
  • Bianca Verri, Come creare un gruppo di lettura in biblioteca, Bibliografica, 2015
  • Maryanne Wolf, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge, Vita e Pensiero, 2015
  • Alessandro Zaccuri, Come non letto. 10 classici +1 che possono ancora cambiare il mondo, Ponte alle Grazie, 2017

24 commenti

  1. @Tutti
    Approfitto dell’articolo di Luigi per segnalare un libro che ho molto apprezzato, sperando che qualcuno di voi l’abbia letto e mi dica la sua:

    ► Guido Vitiello, “Il lettore sul lettino: tic, manie e stravaganze di chi ama i libri”, Einaudi, 2021, 161 p.

    Intanto vi dico subito che sono contenta di averlo letto perché è un libro divertente, a tratti addirittura spassoso, che in alcuni punti mi ha portato alla risata aperta, e di ridere abbiamo bisogno. Poi, come suggerisce il titolo, c’è l’analisi di tanti nostri comportamenti, qualche fissazione, noi lettori, l’abbiamo tutti, visto che “il sacro parallelepipedo” ci impone qualche tabù: perché mollare un libro ci sembra scorretto? Perché gettare i libri ci appare sacrilego? Ma Vitiello esamina anche i casi patologici e cita – e qui il suo lavoro per me è serio – tante ricerche scientifiche sui meccanismi mentali di chi legge. Come al solito, il tentativo di riassumere può fuorviare: questo libro è leggero e arguto, indagatore e divertente, ed è scritto in un linguaggio svagato.

    Dimenticavo: se siete patiti dei libri sui libri, non trascurate la bibliografia perché può regalare belle sorprese!

    Mariangela

    PS. dall’elenco dell’articolo avevo già attinto il bel libro di Monique Pistolato, che parla anche di lettura condivisa

    https://gruppodilettura.com/2019/10/12/quando-raccontiamo-un-pezzo-della-nostra-storia-agli-altri-lettori/

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  2. @Tutti

    Quando le fonti convergono bisogna ascoltarle: questo libro è presente nella bibliografia di Vitiello e inoltre l’avevo già trovato segnalato nei suggerimenti di “Atlante della letteratura al femminile: l’anima dell’altra metà del cielo”, curato da Elena Pigozzi:

    ► Helene Hanff, “84 Charing Cross Road”, Archinto, 1987, 111 p.

    Miss Hanff ha una passione per i classici inglesi, ma non ama recarsi nelle librerie newyorchesi, preferisce ordinare i libri ad una libreria antiquaria di Londra, accludendo i dollari nella busta, perché spostarsi di diversi isolati per fare un vaglia non rientra proprio nelle sue intenzioni.

    Potremmo definirla una precaria del settore culturale, Miss Hanff, scrive libri per bambini, sceneggiature per la televisione, sogna di lavorare per il teatro, ma nulla di stabile. È esigente in fatto di libri e, a tremila miglia più a est, in libreria, c’è un libraio competente e disponibile. Lettera dopo lettera, si crea un rapporto di stima ed amicizia, presto la corrispondenza si allarga agli altri commessi e ai famigliari.

    Helene non è abbiente, l’imprevisto odontoiatrico è una brutta botta, ma ha il cuore d’oro: ai suoi corrispondenti inglesi spedisce pacchi di cibo, calze di nylon e beni ancora razionati in Inghilterra nei primi anni ’50.

    Consigliato a tutti: per la leggerezza di scrittura, perché sprigiona passione per i libri e anche per incontrare i grandi nomi della letteratura inglese.

    Il film devo ancora vederlo.
    Mari

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  3. @Mariangela
    è proprio bello; la signora diventa una buona amica per il lettore; me lo hanno spedito in regalo per posta (graditissima sorpresa) nei primi anni della mia permanenza nelle valli bergamasche!
    Grazie per averlo citato.
    Buonanotte.

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  4. @tutti
    ne approfitto anch’io per aggiungere all’elenco anche
    Berthoud E. – Elderkin S., Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, (a cura di F. Stassi) Sellerio, 2013.
    Come in una sorta di dizionario, si parte dal malanno, con una rapida spiegazione. Poi si introduce un’opera letteraria in cui quel malanno viene analizzato, per cui l’opera stessa può diventare un supporto terapeutico.
    Es: Abbandono
    Canto della pianura, Kent Haruf.
    Non manca l’ironia e si rivela una inesauribile fonte di suggerimenti per la lettura, oltre a curare alcune “paturnie”!!
    A presto.

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  5. A Jez. e Marian. Ho. letto “di gusto “ i vostri ultimi post,sulle varie ricette , e giudizi, ecc. che alcuni autori e relativi libri, hanno regalato al lettore.Io ho troppi libri da leggere da cui traggo un mondo di ….belle cose. Alcuni scrittori non mi prendono se sono scritti in modo banale,per es non leggo Haruf o simili.Preferisco libri che mi stupiscono e mi danno nuove prospettive esistenziali e che mi commuovono fino alle lacrime.Quei libri non li lascio MAI. Ora ho Mendelson sempre pronto.E sempre nella mia testa. Vi. ringrazio per le vostre “scritture “,che molto mi piacciono. Un abbraccio . Camm

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  6. @Tutti @Jez @Camilla
    Jez, il libro che citi tu mi aspetta da un po’ di tempo.

    @Tutti @Camilla
    Camilla, sono sicura che appena leggerai queste mie righe penserai ad un libro un po’ arido, fatto di mere elencazioni! Invece, ti dico, questo libricino qui ha dentro tante idee e tanti spunti di lettura:

    ► Massimo Gatta, “Lo Scaffale di carta: mestieri del libro nella narrativa contemporanea”, a cura di Gaspare Naldi, introduzione di Ilaria Crotti, e uno scritto di Stefano Salis, Biblohaus, 2011, 108 p.

    Negli ultimi anni, soprattutto nel genere giallo, si sono moltiplicate le opere narrative che parlano del libro oppure degli ambienti e degli operatori che alla fattura del libro sono preposti. Basta scorrere il catalogo on line per constatare che biblioteche, librerie, editori, scrittori e altri soggetti ricorrono nei titoli dei romanzi, ripeto, soprattutto nei gialli, piuttosto frequentemente. Mi direte che quando un filone diventa alla moda, c’è da diffidare, e avete ragione, però la selezione di questo libricino è particolare: risale a qualche chicca non alla portata di mano; ricorda scrittori solitamente poco menzionati che vale la pena leggere o rileggere; propone letture che, almeno per quanto mi riguarda, non saprei scovare per conto mio.

    I capitoli raccolgono i libri per figure professionali: uno è dedicato ai testi che parlano degli stampatori, un altro a quelli dove i protagonisti sono i librai; alla fine ci sono anche rilegatori. C’è anche un capitolo in lode alla carta che, lo dice un’amante delle letture digitali, propone degli stralci che, da soli, invogliano ad andarsi a procurare il libro menzionato!

    Insomma, promette tanto questo lavoro sui libri nella narrativa contemporanea. Manterrà le promesse?

    Mari

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  7. @Tutti
    Non foss’altro che per avermi spinta a consultare questo libricino, sarò sempre grata al volume di Gatta “Lo Scaffale di carta”, di cui vi dicevo al precedente commento:

    ► Giovanni Papini, “Dichiarazione al tipografo”, Scheiwiller, 1958

    Vi dico, tante volte ho sentito definire un libro “un gioiellino”, ma raramente ho sentita vera la definizione come in questo caso, non mi è capitato spesso di riscontrare una rispondenza così perfetta tra la preziosità del testo e quella del libro inteso in senso materiale.

    Sul contenitore, sull’oggetto libro, mi esprimo alla buona, da una che di editoria di pregio non si intende: carta elegante, carattere di stampa terso e chiaro, impaginatura ariosa dagli ampi margini. Diciamo, tutto all’altezza della fama della casa editrice: della fattura dei libri di Scheiwiller avevo letto mirabilia, ma verificare di persona, è un’altra cosa!

    Sul testo di Papini, che vi invito a cercare on line e a leggere per intero, dico solo questo: commista ad un drammatico e viscerale attaccamento al mestiere di scrivere, vissuto come ineludibile, vi ho trovato una gratitudine incommensurabile per questo lavorante del libro: il tipografo, appunto.

    Col tipografo, Papini scopre comunanza di intenti:

    “Fra noi ci s’intende. Fissato il corpo e il carattere ognuno torna al suo lavoro.
    Io lascio nelle tue mani quel che ho di più caro in quel giorno. Ti lascio un tanto d’anima mia sgocciolata in inchiostro e tu pensi a tradurla in metallo.”

    Al tipografo, Papini formula una proposta di complicità eterna:

    “Bisogna che tu mi prenda tra i tuoi fratelli, tipografo. Siamo cuciti a doppio filo per tutta la vita come gli assassini dagli anelli della catena. Tu non potresti vivere senza di me ed io non potrei vivere senza di te.”

    Al tipografo, chiamato in correità, confessa infine Papini:

    “Ho strizzato il mio cuore come un’arancia poco fatta e tutto l’agro del disprezzo m’è caduto addosso e mi ha scolorito per sempre. Ma quel po’ di dolce ch’è rimasto attaccato alla buccia, quel po’ d’amore che m’è rimasto nel cuore, l’ho lasciato per te, complice necessario d’ogni mio piacere e delitto.”

    Mariangela

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  8. A Marian,non oserei mai darti consigli, cara Marian,così interessata e a tutto. Ho apprezzato il tuo ultimo post e la ricerca. ammirata di una “perfezione “.Ma oggi ho letto un bellissimo. articolo ( su Robinson ) di oggi di CARLO ROVELLI dal titolo. TUTTO COMINCIÒ NEL. MARE DI LESBO
    Credo che anche per te sarebbe una lettura affascinante. Un saluto affettuoso. Cam

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  9. @Tutti

    Libri immaginati, libri mai scritti, libri frutto di fantasia letteraria, sembrerebbe una stramberia invece, l’ho imparato in un libro che sto leggendo, per queste opere c’è l’etichetta, sono un vero e proprio genere letterario, quello degli pseudobiblia:

    ► Paolo Albani, “Bibliofilia curiosa: libri immaginari, bizzarri, mai scritti & falsi”, Apice libri, 2018, 157 p.

    In un’altra parte del libro di Albani ho poi scoperto l’esistenza di libri in lamiera, libri che non si aprono, libri con pagine completamente bianche o trasparenti (solo il libro imbullonato di Depero lo conoscevo già).

    Come rapportarsi con questi oggetti? Non lo so, per il momento, poco avvezza per carattere alle novità, comincio a registrarne l’esistenza e della nuova acquisizione sono grata al libro e a chi me l’ha consigliato. Penso vadano presi un po’ come divertissement, un po’ come opere di sperimentazione, qualcuna sembra situarsi a metà strada tra l’opera di design e il manufatto (esiste anche un libro dove le parole sono ricamate!), in tutti i casi, superato lo spaesamento o forse proprio grazie a quello, suppongo vi si debba saper cogliere la forte dose di provocazione ed ironia.

    Ciao a tutti, torno ai rassicuranti libri “normali”!
    Mariangela

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  10. Cara Marian, sono contenta che tu non mi dimentichi mai. È un brutto periodo per me: io non sono stata bene, e quel che è peggio non sta bene una mia carissima amica. insomma mala
    tempora currunt. Ho cominciato a leggere Leningrado ma ti assicuro e che di questi tempi di guerra mi è stato impossibile continuare Leningrado. Ho visto che il bellissimo TRE ANELLI è stato letto da Luigi Gavazzi con gran piacere. Un libro che (forse ti ho già detto) mi ha aperto la mente e la voglia di tante altre letture “antiche” davvero splendide, ben diverse dalle svogliate letture scolastiche. Naturalmente ILIADE, ODISSEA ora sto aspettando FENELON che non ho trovato. Lo ho ordinato in rete e aspetto di leggere LE AVVENTURE DI TELEMACO. insomma sono bellissimi questi nostri avi scrittori. Comunque Mendelson è davvero eccezionale. Ti abbraccio. CaM

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  11. Al blog. Da qualche tempo c’è un grande caos. Nel blog, con ripetizioni continue di post già scritti ,insomma forse si dovrebbe sistemare .Questo sul cellulare ( almeno sul mio) devo usare solo il tablet.
    Camilla Pacher

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  12. A Luigi. Scusami Luigi, sarà tutta colpa dei miei “attrezzi “.Comunque L l importante è leggere.Quando mi arriva FENELON. …ti racconto tutto di TELEMACO.
    Ciao ciao. Camilla

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  13. ► Antonio Ferrara, “Leggero leggerò: guida impertinente alla lettura e all’amore per i libri”, Interlinea, 2021, 145 p.

    Avete presente il formato 16×12 cm? Sì, proprio un libricino, eppure regala tante riflessioni profonde sulla lettura, qualcuna viene proprio voglia di trascriverla e di conservarla accanto a quelle dei più famosi Proust e Woolf …

    “Nei libri incontriamo i nostri dolori, le nostre paure, le nostre ombre.

    Un libro è uno splendido allenatore – per un bambino o per una bambina, per un ragazzo o per una ragazza – per essere pronti quando capiteranno le fatiche del crescere e del vivere.

    Per avere fiato a sufficienza e muscoli tonici, quando sarà il momento.

    Assumete uno splendido trainer, regalate un libro ad un bambino.”

    Questo solo un assaggio, per il prosieguo procuratevi il libro e andate a pagina 76, intitolata “Disagio” la cui epigrafe, significativamente, recita così:

    “Il dolore che non si esprime ordina al cuore di spezzarsi” William Shakespeare

    Consigliatissimo anche agli appassionati di lettura ad alta voce.

    Ciao a tutti
    Mari

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  14. @Tutti @Camilla

    Sullo scrivere e soprattutto sul rapporto editore scrittore, mi è piaciuto questo libro, ennesima perla tratta da “Lo scaffale di carta” di Massimo Gatta:

    ► Giampaolo Rugarli “Superlativo assoluto” , Garzanti, 1987, 98 p.

    “Un classico caso di dissociazione” sentenziò con tristezza Baumgarten. “Come se, tutto all’improvviso, uno volesse trasformare la vita in un romanzo o un romanzo nella vita. Questa è la dissociazione.”
    […]
    Il medico era un ottimo uomo, affabile, educato, però … come tutti i medici pretendeva di interloquire su qualsiasi argomento. I romanzi non erano reumatismi, dopo tutto. O erano reumatismi della fantasia? Be’ questa era una mediocre battuta di spirito perché in ogni caso, i rapporti tra la vita e il romanzo erano di una complessità estrema … Per esempio, quando lei aveva scritto “Il superlativo assoluto”, aveva pensato di trasformare la sua vita in un romanzo e non per questo era dissociata. Ognuno avrebbe dovuto scrivere il romanzo della propria vita. Era il metodo più sicuro per garantirsi una lunga conservazione. Perché bisognava fare i conti con la morte e, dopo, non restavano che i ricordi della posterità, ricordi arbitrari, destinati a scomparire molto presto … A ogni cimitero andava annessa una biblioteca, per seppellire i romanzi scritti dagli estinti.” (pp.89/90)

    Conoscete l’autore? Io ne ignoravo anche il nome, sinceramente. Camilla, conosci Rugarli?

    Mari

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  15. Carissima. Marian, mi chiedi se conosco Rugarli, so ,come tutti, che è un notissimo. medico, so che ha scritto molti trattati. di medicina. E non so altro nemmeno ho mai letto niente del dottor Rugarli.
    Ciao cara Marian. Cam

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  16. @Tutti @Camilla

    Camilla, l’autore che dici tu è Claudio Rugarli, vedo che ha pubblicato libri di medicina. Il mio scrittore invece è Giampaolo Rugarli: io non lo conoscevo, ma, per quello che ho letto nel frattempo, di suo e su di lui, mi sa proprio che vale la pena considerarlo per ulteriori letture!

    Ciao,
    Mari

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  17. A Luigi Gavazzi. Ho finito le avventure di Telemaco e ti voglio dire quanto stupore leggere una educazione sentimentale straordinaria e magnifica a un ragazzo ,per quel tempo,molto “ considerato e nobile”. La bontà dell’anima, il rispetto per la vita, il rispetto per se stessi, la cura e il rispetto per gli altri, una certa severità verso se stessi,eccetera. È tutto questo nel 1700,una educazione di rispetto per glialtri,di gratitudine verso il bene che ti vien dato. Fantastico FE’NELON. Ciao ciao. Camilla

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