I libri più belli, letti nel 2022

Eccoci di nuovo con il post che raccoglie i libri migliori letti nel 2022 dai lettori del blog.

La regola è sempre la stessa (la ripeto per chi arriva per la prima volta: i nuovi arrivi sono sempre benvenuti e preziosi):

1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2022. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.

2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo, per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto (in passato) si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2021 si possono leggere qui:

L’immagine è: August Macke, Promenade, 1913 (Wikiart)


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109 risposte a “I libri più belli, letti nel 2022”

  1. Ciao Mari, leggo solo ora di ritorno da Parigi, non c’ero mai stato e Parigi merita di starci 🙂

    La ballata di Iza è uno dei capolavori di una scrittrice che ammiro, una vera maestra della prosa, da Magda Szabó si impara davvero cosa significa scrivere come si deve, non scrive mai pagine tanto per… titoli come questo, assieme a La porta, Via Katalin, L’altra Eszter sono direi indimenticabili.

    Il titolo originale de La ballata di Iza è “Pilato”; ci ho pensato molto, non si riferisce solo a Iza, da tutti amata ma mai del tutto da nessuno, ma è ancora più radicale: in questo magnifico romanzo, si capirà nella quarta e perfetta ultima parte (che a differenza tua considero esemplare nell’ illuminare tutto ciò che la precede) che Pilato talvolta lo siamo tutti. Pieni di premure che restano nell’aria. È un romanzo inquietante sull’attenzione. Sul sapersi spiegare e sapersi far amare. Nessuno è innocente e nessuno colpevole.
    Di Iza pensano “Signore Iddio come deve essere stanca per mantenere continuamente il controllo su se stessa.” Iza è distante, Iza bambina non voleva sentir cantare ballate in cui si parla di morte. Iza è un personaggio memorabile, come lo sono gli altri grandi personaggi di Magda Szabó, gli altri due per me sono Emerenc de La porta e Eszter (personaggio grandiosamente irritante) de L’altra Eszter; se non li hai letti te li consiglio caldamente.

    Buona fine estate e buon inizio autunno

    Domenico

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  2. e io sto per andarci, a Parigi ma belle, che conosco bene per averci anche vissuto e lavorato milioni di anni fa.
    ma manco da una decina di anni, e fremo. Sto persino leggendo un librone su parigi segreta di serena Dandini, … vabbè mah boh

    Concordo su Magda Szabo ogni libro è bello e valido, senza raggiungere le vette de La porta, inarrivabile.
    ma leggete Works ! per favore!!! davvero merita tantissimo

    la nuova grafica del sito mi disorienta del tutto, mi ci perdo. sos

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  3. Sto leggendo Works, bellissimo, grazie Cristina per avercelo fatto conoscere. Mi spiace solo tantissimo sia morto suicida, la sua vita aveva un senso per me, ora che lo sto leggendo.

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  4. Intendevo riferirmi all’autore di Works, Vitaliano Trevisan, a cui mi sto affezionando tantissimo leggendolo.

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  5. Carissime,quante belle cose avete fatto, io sono qui un po’ ammalata e molto stanca.le elezioni poi mi hanno distrutta:ItalliaFascista,! Che cosa orribile,non sopportabile.
    È un periodo brutto per me……….e vedo che continua.

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  6. Ciao Betti Blue, vedrai andando avanti, WORKS è un capolavoro potente, bisogna farlo conoscere!
    Camilla, l ‘italia è la solita piccina, meschina, egoista, poco lungimirante, fasulla, imbrogliona, voltagabbana, chiusa, insicura, bisognosa di un leader da seguire e amare e poi odiare. non credo sia fascista a parte qualche migliaia di idioti, è piccolo borghese e marcia.
    ma noi non siamo esenti da colpe, e berlusconi ha fatto il grosso del lavoro ( e pure Grillo),
    stai serena, pensa a te alla tua grande famiglia, e goditi ogni singola giornata. che la vita è un soffio, anche meraviglioso o tremendo, dipende, certo è che volavia veloce.

    Consiglio moltissimo di Trevisan anche i Quindicimila passi. tutto di invenzione, a metà strada fra Thomas Bernahrd e l’ossessività delirante di Wallace.
    Grande scrittore Trevisan, gli si vuole bene subito, nonostante il pessimo carattere.

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  7. @Camilla
    Camilla, mi associo all’incoraggiamento di Cristina. Scrivici quando puoi!

    @Tutti
    Conoscete “Un ragazzo italiano” di Gian Arturo Ferrari? Io l’ho letto e apprezzato, è un romanzo di formazione dalla scrittura garbata e gentile. Il protagonista è un bambino di una cittadina emiliana che trascorre le vacanze e i momenti più felici nel paesotto della nonna materna (forte il legame con quest’ultima). Un rapporto conflittuale col padre, un’invincibile balbuzie e un ambiente famigliare un po’ teso non consentono di dire che la sua sia stata un’infanzia spensierata. Secondo me, molto interessante anche la parte finale, quando oramai liceale, vive l’ambiente milanese ante sessantotto, e della borghesia presunta colta percepisce tutti i limiti.

    Consigliabile, a mio parere!

    Mariangela

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