Il tempo per leggere non si compra insieme ai libri

Libri o scaffali pieni di libri? Foto luiginter, Flickr
Libri o scaffali pieni di libri?

Foto luiginter, Flickr

In momenti differenti della loro vita, i miei tre figli, guardandosi intorno in casa, mi hanno chiesto:

Papà, ma tu li hai letti tutti questi libri?


Io ho sempre risposto sinceramente che no, ne avevo letto una buona parte, ma non tutti. E che gli altri li avrei forse letti in futuro.
E loro:

Ma allora perché li hai comprati?

Perché mi interessavano, mi interessano ancora. Alcuni. Vedrai che li leggerò

Matteo è il più piccolo, ha otto anni. Capisce che non sono proprio convinto che tutti quelli che non ho letto vorrei veramente leggerli.
Eppure, nonostante la mia consapevolezza, che lui intuisce, a volte, ancora mi trovo a comprare dei libri che poi non leggo.
Molto meno di prima però, lo giuro.

Il fatto è che l’atto di comprare i libri – lo intuisco, non so bene a quale livello di coscienza, ma lo intuisco – mi ha dato spesso l’illusione di comprare anche il tempo per leggere.

E’ anche per questo, credo, che l’atto di andare in biblioteca a prendere un libro adesso mi sembra più sensato di quello di entrare in libreria: perché non mi inganna con questa illusione.
E’ come se sapere che i libri in biblioteca non si comprano li mettesse al riparo dalla tentazione di includere nel prezzo di copertina le ore necessarie per la lettura. Che così diventano più facilmente immaginabili come ore concrete da far saltar fuori dal resto della vita.
E sto imparando: prima di comprare un libro ora sono quasi sempre certo che il tempo per leggerlo già l’ho messo da parte

39 commenti

  1. Prendo libri in biblioteca e se sono stata fortunata nella ricerca o mi sono arrivate prenotazioni o libri che ho chiesto di acquistare mi ritrovo con 4 libri che mi interessano tutti insieme…leggo,come tantissimi, più libri contemporaneamente ma la settimana scorsa ho restituito un libro, che avevo prenotato, appena l’ho visto:”A un cerbiatto somiglia il mio amore” con il suo poetico titolo veterotestamentario e le moltissime pagine mi ha bloccato…ho capito che in questo periodo non sarei riuscita a finirlo, neppure in tre settimane…l’ho riprenderò!

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  2. Argomento spinosissimo. C’è qualcosa di ancestrale e forse, nel mio caso, di nevrotico nell’inseguire questo o quel libro, quell’autore o quel genere. E’ evidente che potrei non avere tutto quel tempo per leggere. Cerco di assolvermi adducendo ragioni di passione, ma so che è un autoinganno. Allora mi costringo a pensare alla foresta amazzonica, alle spese di casa, al fatto che alla fine non sono dissimile da qualsiasi altro consumista. E passo al bookcrossing…almeno, non avrò il tempo per leggere quel libro scambiato, ma avrò dato impulso al riciclaggio!

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  3. Sul mio comodino c’è un’enorme pila di libri che devo/voglio ancora leggere. Ma è bellissimo, mi da una grande sensazione di sicurezza. Un po’ come quando faccio le marmellate e le conserve con le verdure del mio orto e penso: bene, adesso può arrivare l’inverno, da mangiare c’è…

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  4. Hai proprio ragione luiginter: io ho appena comprato dei libri costosissimi di cui però penso proprio che mi limiterò a guardare le figure… (va bene che sono illustrazioni bellissime, però…)

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  5. Ciao Alli, _Il giorno della locusta_ è un libro bellissimo. E’ di Nathanael West, ed è stato scritto alla fine degli anni ’30. Si svolge a Hollywood durante la grande depressione, un popolo di attori di secondo livello, aspiranti sceneggiatori, attrici infelici, gente in generale che lavora o vorrebbe lavorare nel cinema. E’ un libro sulle frustrazioni, sulla ricchezza desiderata, sulla solitudine, sulle illusioni. Sulla folla. La scena finale della folla impazzita è indimenticabile. Lo consiglio sempre a tutti. Uno dei più bei romanzi della letteratura americana del Novecento.

    ciao ciao

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  6. hai fatto bene perchè,nonostante come tutti i libri di grossman sia bello, non è per niente scorrevole e in alcuni punti personalmente l’ho trovato ostico. quando avrai tempo a sufficenza e la mente sgombra da problematiche varie potrai senz’altro riprenderlo e leggerlo perchè comunque merita.

    Ciao, Claudio

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  7. Che bella immagine, Helga! I libri come cibo, in questo caso dell’ animo. E’ una metafora a cui ci si rivolge spesso, soprattutto in tempi di “malinconia”collettiva come questa.

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  8. Vivo una vita molto spartana ma per i libri e la musica ho la sindrome dello shopping compulsivo. Per me il libro è quasi uno status symbol: da piccola , a casa mia, i libri erano una merce introvabile, nessuno leggeva ed io associavo all’oggetto-libro un mondo magico , fatto di gentilezza , di bellezza e di tutte le virtù possibili . Certamente la vita è breve, quindi dovrei darmi da fare per scegliere e leggere solo libri di valore , che posseggano quella sostanza fondamentale che permette di pensare e crescere come persona ma ho fatto mia l’affermazione di Borges:
    “Nel mio testamento, che non ho intenzione di scrivere, consiglierei di leggere molto, ma senza lasciarsi condizionare dalla reputazione degli autori. L’unico modo di leggere è inseguendo una felicità personale. Se un libro vi annoia, fosse pure il Don Chisciotte, accantonatelo: non è stato scritto per voi”
    e penso lietamente con Pennac che : ” Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”
    essendo certa , come Nabokov, che :”Sapere che si ha qualcosa di bello da leggere prima di coricarsi è una delle sensazioni più piacevoli della vita “.

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  9. C’è un piacere che l’andare in libreria (senza necessariamente comprare) ti da e la biblioteca no. Stare ore a girare per libri, con la testa che va un pò giù e un pò su, passare dai romanzi ai saggi, scoprirne uno che ti colpisce e del quale non avevi mai sentito parlare.
    In biblioteca vai per prendere, in libreria per apprendere. Io ci vado sempre quando reputo di avere un paio di ore da dedicarmi.

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  10. ciao helga, come hanno già scritto altre persone, bellissima immagine, la tua, che rende molto l’idea. io sono per l’acquisto sfrenato, anche se nella mia libreria ci sono un sacco di libri che non ho letto e non so neanche se leggerò. però sono possessiva, ho bisogno di circondarmi di libri.

    *giuliaduepuntozero

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  11. Ciao Anto…a me capita di girare anche in biblioteca, sfogliare libri e quotidiani, incontrare casualmente amiche/i del GdL, leggiucchiare la trama di DVD, bere 1 caffè nel bar della biblioteca, in primavera e nel primo autunno leggere nel giardino.Non essendo interessata a leggere subito i libri di narrativa appena usciti,(ma con i saggi sono un pò più interessata alla novità)trovo interessante, interessante nelle modalità che tu indichi, cioè di libertà individuale e cuoriosità allertata, anche l’andare in biblioteca. E’ chiaro però che non tutte le bilioteche sono uguali però sono moltissime, credo, quelle che possono essere frequentate come spazio stimolante e piacevole. E anche sociale.

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  12. mi succede di continuo la stessa cosa, entro in libreria e per un attimo divengo padrona del mio tempo..il mio tempo? di certo non è mio! non posso disporne a piacimento.
    ma l’illusione di avere infiniti giorni davanti per poter leggere infiniti libri è impagabile.
    e poi nemmeno in biblioteca ti salvi dal trabocchetto, potresti entrare in quella di Borges…

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  13. mi ero appena lasciata entusiasmare dalla tua descrizione e… scopro da ibs che non è più disponibile, einaudi non lo edita più. 😦

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  14. Accidenti! E’ assurdo.
    L’ennesima dimostrazione dell’incapacità del sistema editoriale di selezionare la qualità. Einaudi pubblica continuamente libri di secondo livello e “lascia” perdere libri di questo valore. Spero sia in vista la ristampa da parte loro o di qualcun altro…
    Prova in una biblioteca!

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  15. Ciao Anto,
    in effetti il piacere di andare in libreria non si discute.
    Io cercavo di mettere a fuoco quella sensazione/illusione che mi ha sempre provocato la tentazione di acquisto: la convinzione che con l’acquisto arrivasse anche il tempo necessario per leggere tutto quello che compravo (che compro, ancora, a volte). Convinzione che mi ha spinto a comprare _anche_ libri che poi non ho letto.

    Ora vado in libreria – ci vado spesso eh – ma cerco di farlo con attenzione a consapevolezza e controllo l’impulso all’acquisto. Cerco di trattenermi fino a quando la sicurezza che il libro che ho per le mani lo leggerò veramente sia sufficientemente forte.

    Il vagare, anche a caso, fra i libri che ti chiamano però si può fare anche in biblioteca.

    E ci si può far tentare da libri strani, o sconosciuti. Solo che il fatto di non comprarli questi libri a me trasmette una maggiore consapevolezza della necessità di pensare al tempo della lettura oltre che all’oggetto della lettura.

    🙂

    ciao ciao

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  16. Ciao.. Anche a me è capitato che mia cugina mi chiedesse “ma li hai letti tutti?” e io mi sono sentita molto orgogliosa della mia cara collezione.. Anche perchè tutti i libri che ho sono miei miei 🙂

    Anche io ho un blog sui libri, se vuoi dacci un’occhiata e ancor meglio potremmo fare scambio di link nella blogroll 🙂
    fammi sapere nel mio blog

    leparoledipinte.blogspot.com

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  17. Grazie, sono contenta che la mia sindrome da criceto viene capita (e forse anche condivisa) da voi 🙂
    Per la cronaca: mio marito va completamente in paranoia se sul suo scaffale “dl” (= da leggere) ci sono meno di 10 libri…

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  18. Mhhhh ricordo anni fa, visitai la casa di un editore vecchio stampo, di quelli colti sul serio.
    La casa era stupenda e finemente arredata, ma evidentemente, dalla mia faccia non trapelava invidia fino a quando…
    … fino a quando non la vidi: un’immensa parete piena zeppa di libri! (la Treccani sembra una formichina, lì in mezzo).
    Vedendo la mia espressione, l’uomo si avvicinò con aria furbetta e mi sussurrò:
    «Non li ho letti tutti…»

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  19. “Problema” spinoso, l’acquisto forzato. Forzato poi da nessuno se non da me stessa. Questo mese mi ero ripromessa di non comprare niente, visto che sto affrontando Vita e destino, che mi sembra uno sforzo notevole, per quanto il libro sia davvero bello e non diffcile da leggere. Ma ho già ceduto, due volte mi sembra: ormai non riesco neanche a temere il conto. Come se fosse un vizio e forse davvero lo è. Meno di prima, anche io. Adesso ci ragiono un po’ di più, cerco di leggere quei libri che aspettano da tempo negli scaffali, di riprendere in mano quelli che sono stati abbandonati, di prendere qualche libro in bibblioteca, anche se avere solo un mese di tempo mi sembra poco, visto che ne leggo sempre almeno due in contemporanea. Comunque sento che mi sto avviando verso la “maturità” e verso una lettura che si fa più vicina a ritmi e tempi personali e non maniacali. Speriam bene. Saluti.

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  20. Oh, bene, vedo che avete preso la mia causa a cuore. 🙂 Proverò. Nel frattempo, ho scritto all’Einaudi, che mi ha risposto, dicendo che sì, è fuori catalogo e buonanotte. Mmm. Tra l’altro è difficile reperibilità pure un altro titolo di West, Signorina Cuori Infranti.
    A questo punto mi vengono dei dubbi sul perché.

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  21. Io ho smesso, non di acquistare libri, ma di prndere quelli in biblioteca, era un bel modo per capire quali acquistare e quali leggere e basta.
    Ho smesso per un motivo “futile”: sono emicranica e non posso mantenere i tempi di lettura imposti, o andare a rinnovare il prestito [ho attacchi che durano anche più di una settimana di seguito] e mi veniva l’ansia, poi, per finirli… insomma non mi godevo la lettura…
    Poi sono pure la classica persona con un problema di possesso: mi piace vivere il libro, sottolinearlo, scriverci accanto -lapis- ecc.
    Ma non solo questo, c’è anche un motivo affettivo che non mi lascerà più. Ho conosciuto un signore nella mia adolescenza che amava i libri e ogni volta ne parlavamo e me ne regalava uno dei suoi perchè aveva più versioni dello stesso [credo per la traduzione]. é morto troppo giovane, d’improvviso. Un infarto e non mi ha più lasciato, è rimasto in me per tutti i libri condivisi e tutti quelli che avrei voluto condividere, ancora, con lui. Senza accorgermene ho iniziato a pensarlo e ad acquistare come se lui fosse sempre accanto a me e sperare, un giorno d poter dare ai miei figli, o nipoti, quello che lui ha dato a me e se non riuscirò in forma di dono “emotivo”, almeno so che avranno tutti i miei libri. poi decideranno loro che farne…
    [se venderli al libraccio per un quarto o tenerseli :P]

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  22. signorina cuori infranti è un altro mini capolavoro!

    fidati alli. E’ un’assurdità del mercato. Se pensi solo a quanta fuffa viene pubblicata e si trova in libreria… 😉

    ciao ciao

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  23. A me è capitato di comprare libri che definisco “maniacali” tipici di un periodo personale di approfondimento, una specie di carotaggio spontaneo, non dovuto a studio/lavoro, su un autore o argomento:sicura di leggerli ma mai letti per fine infatuazione o meglio passaggio ad un quieto interesse, in parte soddisfatto con altri libri sull’argomento o autore: uno di questi e ridacchio io stessa nel ricordarlo, la tesi di laurea di E.Fromm, pubblicata in italiano.

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  24. ciao, ogni volta che entro in libreria mi prometto di dare solo un’occhiata, poi inevitabilmente vedo il titolo, che è il mio titolo, non posso lasciarlo, e così via, dovrei cominciare a frequentare di più la biblioteca, ma di alcuni autori mi è impossibile non avere i libri, è quasi una malattia, è come fare provviste per i giorni in cui non si potrà.

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  25. Eh, ho visto scorrere nelle vostre testimonianze almeno una decina di sindromi, passioni, pentimenti e panacee che ho in comune con voi: tra queste alcune perdurano: adoro passare in libreria anche per annusare, toccare libri nuovi; ogni volta trovo qualcosa per me o per i miei amici; so già che non li leggerò tutti e alcuni li sfoglierò appena o in parte ma mi faranno compagnia; spesso rimpiango di averli lasciati andar via; passo sempre più spesso del tempo di “quasi lettura” passeggiando tra i miei libri – non così tanti ma certo incombenti in casa mia – e rinnovo la mia amicizia con loro, li saluto, li riconosco, li riscopro e a volte scopro probabili punti di contatto tra di loro ( e allora li metto vicini); mi capita che libri non letti e che non leggerò, vengano prestati o donati a qualcun altro e ciò giustifica per me l’acquisto; mi capita, quando ripongo i libri sugli scaffali della biblioteca in cui lavoro di scoprire – sempre – dei libri “capitali”, oppure dimenticati, preziosi e benedico le biblioteche; da qualche anno mi confronto con il tempo che s-corre e scelgo di non leggere libri che intuisco siano “bufale”( qualche volta mi sbaglio, ma in definitiva non così spesso)…
    in sintesi sono un’eclettica, forse superficiale, un po’ nevrotica lettrice, ma non riesco a condannare quasi nessuno dei vizi e dei bisogni che avete catalogato e che mi riguardano.
    PS : sullo scaffale di L. ho riconosciuto uno dei libri comprati e non ancora letto : Lo scialle andaluso e un altro letto due volte : La vita agra.

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  26. che gioia vedere ogni volta che entro in camera la mia pila di libri sul comodino ! leggo e rileggo tanto e di tutto, di solito ho 3 4 libri iniziati da finire (forse) ma non leggerò mai tutti i libri che ho acquistato. e ce ne sono alcuni – uno in particolare- che non ho mai voluto finire, per continuare a portarli con me e vivere la loro magia.

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  27. ciao a tutti, visto che purtroppo il tempo non si compra, nè assieme ai libri nè in qualche altro modo, la cosa migliore è viverlo in diretta, senza porsi l’obiettivo di leggere tutti i libri o di completarli tutti. sul mio comodino c’è un libro che mi porto dietro da anni, lo amo e proprio per questo non mi va di finirlo! attaccamento morboso? può darsi…

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  28. mi riconosco in pieno…. anch’io coccolo i miei libri li sfoglio …e mi riprometto di leggerli al più presto perchè tutti meritano di essere letti ma la giornata non ha più di 24 ore

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  29. Anch’ io, come Bianca, mi sono riconosciuta in molti e diversi ritratti. Soprattutto in quello di Marina e nel piacere delle biblioteche. Il tempo passa , le case si riempiono ( anche le soffitte) e arriva il momento che lo spazio fisico proprio non c’ è più. Allora, ti accorgi che le biblioteche diventano luoghi bellissimi e ti impongono di avere con il libro il rapporto corretto che gli è congeniale : la lettura.
    Qualche tempo fa, c’ era nella mia zona un postino simpatico, apparentemente molto servizievole, sempre pronto a portare fino in casa la posta. Un giorno ha rivelato che veniva in casa per poter guardare ed accarezzare i libri che lo accoglievano fin dall’ entrata. ” Oddio, i Millenni!” E i vecchi Mondadori, rilegati in azzurro!”. Parlavamo molto di libri( è un gran lettore) e ce ne siamo anche scambiati. Alla domanda se i libri comprati andassero tutti letti, rispondeva inorridito che per lui i libri andavano accarezzati, magari annusati e che in questo stava il piacere più grande. Ora ha cambiato zona e ogni tanto ci incontriamo, ma ora condividiamo il disincanto della politica.

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  30. E’bellissimo quello che hai scritto….ho quasi il rimpianto di aver letto quasi con avidità il libro della mia vita (Demian di H.Hesse)…sarà stato l’ardore dei 16 anni…
    A questo punto mi viene spontaneo chiederti quale sia questo libro che indolente ti accompagna da anni e che chissà per quanto ancorà ti accompagnerà, sempre che la sua preziosità non ti induca a mantenerle il segreto…

    Sentitamente,
    Rossella

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