Sappiamo bene che è il grande Agostino (354 – 430 d. C.) il nostro patrono, per così dire. Patrono inteso come patrono di chi scrive, o vorrebbe farlo, storie autobiografiche a partire dalle letture che fa o che ha fatto.
Quindi questo suona come un piccolo e modesto tributo a colui che ha inaugurato, avviato e offerto come modello, la scrittura della moderna autobiografia fondata sulla lettura.
C’è dunque un libro nella sua vita, anzi più d’uno, la cui lettura costituisce una trasformazione radicale, e da lì la vita cambia e la vita che cambia viene scritta dall’autore, e da lì viene riletta (per così dire e riscritta) anche la vita precedente.
Sappiamo che nella sua casa di Milano, nel giardino, sente questa voce che gli dice “Tolle lege, tolle lege”.
In Agostino troviamo, in altre parole, ben delineato il rapporto fra l’io che scrive e si costruisce attraverso la confessione autobiografica e alcuni libri decisivi per la conversione, per l’intera vita.
La scena della conversione nel giardino di Milano nel libro VIII, passaggio decisivo di Confessioni, punto di svolta della vita di Agostino, presenta dunque il grande paradosso di essere un evento profondamente individuale collegato però a una pratica imitativa, come nota Sergio Zatti. La letteratura, luogo deputato dell’imitatio, si sovrappone a una prassi dell’imitatio cristiana. La scena narrata della conversione ha tutte le caratteristiche di finzione letteraria più che di resoconto documentario; ed è una scena che viene preparata per dar luogo a un evento che diventa la “metànoia che trasforma una vita incoerente in un racconto orientato”. Come scrive Zatti, l’itinerario di Agostino verso l’appuntamento con Dio è costellato da una serie di figure e scritture che diventano guide ispiratrici già durante la giovinezza africana. Al centro c’è sempre la parola dell’Altro: ascoltata di persona o letta sui libri, essa sempre agisce come principio cogente di imitatio.
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https://gruppodilettura.com/2023/10/26/questione-di-tempo/
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Agostino, Confessioni, traduzione di Carlo Vitali, Milano, Rizzoli, 2014.
Sergio Zatti, Il narratore postumo. Confessione, conversione, vocazione nell’autobiografia occidentale, Macerata, Quodlibet, 2024.
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Di tutto ciò abbiamo ovviamente parlato anche in Leggere per raccontarsi. Dai gruppi di lettura ai laboratori di narrazione, Bibliografica Editrice, 2025.
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