*Info: Leggere per raccontarsi *Gruppo di lettura Grandi libri *Gruppo Un racconto

Autobiografia in terza persona

Potrebbe essere la soluzione migliore per raccontare certi momenti della vita, eventi controversi con ambivalenze o dubbi irrisolti. La voce in terza persona, il nostro alter ego, sarebbe comunque in dialogo con la voce del protagonista e con gli altri personaggi

Vasyl Yermylov - Design per sigarette - senza data

In effetti potremmo scrivere alcuni dei nostri racconti autobiografici in terza persona, invece che in prima.

Un narratore che osservi di lato la storia dell’eroe protagonista ha una sua precisa necessità e giustificazione: è una specie anomala di narratore autobiografico, un alter ego ironico e critico capace di allontanarsi e di vedere in prospettiva ciò che il narratore in prima persona non sa o non può mettere a distanza.

Senza perdersi nelle paludi dell’autofiction, ci offrirebbe un atteggiamento distaccato, in grado di cogliere la portata limitata, non assoluta, di ogni esperienza soggettiva. Pur rimanendo una voce autobiografica, potrebbe leggere e riferire i pensieri del protagonista e al tempo stesso relativizzarli; così ci aiuterebbe a cogliere l’esperienza e i pensieri che suscita senza renderli verità indiscutibili.

Potrebbe essere la soluzione migliore per raccontare certi momenti della vita, eventi controversi con ambivalenze o dubbi irrisolti. La voce in terza persona, il nostro alter ego, sarebbe comunque in dialogo con la voce del protagonista e con gli altri personaggi — «Luigi disse, Luigi pensò» — ampliando l’ampiezza della narrazione.

Il protagonista può parlare nel racconto, ma il narratore che ne è l’alter ego può osservare e dire cose che il primo non sa formulare, non sa associare o non vuole al soggetto “io”.

Lo sdoppiamento amplierebbe la possibilità di abbracciare la vicenda: il protagonista può parlare dentro il racconto, mentre il narratore‑alter ego osserva e dice cose che il primo non sa formulare, non sa associare o non vuole esprimere con l’io. Inoltre, il narratore in terza persona può usare con grande effetti il discorso indiretto libero, strumento che permette di mostrarci le cose sia attraverso gli occhi e il linguaggio del personaggio sia attraverso quelli dell’autore, senza che il confine fra i due sia sempre riconoscibile.

[Immagine: Vasyl Yermylov – Design per sigarette – senza data]

***

Leggi anche: A settembre il primo corso di scrittura di «Leggere per raccontarsi»Cinque incontri online su Zoom, dal 21 settembre alle ore 21.

***

Il romanzo dell’estate del gruppo di lettura Grandi libri è Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline. Come partecipare al gruppo.

***

“Scherzi del destino” di Alice Munro al gruppo Un racconto. Ti interessa partecipare?

***

L’ultima volta che vidi mio padre – Frammento autobiografico

Commenti

Lascia un commento

Scopri di più da GRUPPO DI LETTURA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere