I libri più belli, letti nel 2021

Ciao a tutti, con un leggero ritardo rispetto agli altri anni eccoci con il nuovo capitolo della serie dei “Libri più belli letti quest’anno”.

Che dire: la lunga serie di commenti è sempre una grande sorpresa, fonte di conoscenza e informazioni ma anche di intelligenza emotiva e affetti. Nel racconto delle letture si intreccia sempre la vita dei lettori oltre a quella dei libri. A costo di ripetermi, come ogni anno ringrazio questa comunità preziosa e civile. Forza lettori!

Le regole sono arcinote ma le ripeto per chi arriva per la prima volta (i nuovi arrivi sono sempre benvenuti e preziosi):

1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto (in passato) si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Gli interventi/commenti del 2020 si possono leggere qui:

I libri più belli, letti nel 2020

(L’immagine è di Oliver Kilbourn, 1950, Station Bridge – Wikiart.org)

107 commenti

  1. M. O’Farrell, Hamnet, nel nome del figlio
    Elizabeth Chadwick, Eleonora d’Aquitania: La regina ribelle, Il trono d’autunno, La corona d’inverno.

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  2. @Tutti @Camilla

    Gli audiolibri mi regalano sempre molto, in questo caso la versione audio mi ha permesso di tornare ad un libro che, per momentanea saturazione di lettura, avevo dovuto accantonare:

     Stefano Mancuso, “L’incredibile viaggio delle piante”, letto da Paolo Giordano, Laterza, 2019, 1 compact disc (MP3) (3 h 50 min)

    Le piante non sono stanziali, si muovono e usano i vettori più diversi e Mancuso fornisce esempi con storie bellissime, tutte imperniate su una multidisciplinarità che tira in causa storia, geologia, geologia, storia del costume e delle mentalità, veramente un libro divertente ed istruttivo che io farei leggere ai ragazzi nelle scuole.

    Camilla, tu ne avevi parlato lo scorso maggio, e dopo avere letto questo libro, sono d’accordo con te: la natura meriterebbe di venire studiata con maggiore attenzione e con questo suo lavoro Stefano Mancuso fa la sua parte.

    In questo caso è d’obbligo non trascurare la versione cartacea perché il volume è molto elegante e presenta illustrazioni molto originali. Belli, infatti, gli acquarelli di Grisha Fischer: sembrano carte geografiche in piena regola, ma, aguzzando la vista e prestando attenzione alle denominazione delle terre emerse, si nota che a viaggiare sugli oceani azzurrini non sono i continenti, bensì foglie delle più diverse specie:

     Stefano Mancuso, “L’incredibile viaggio delle piante”, acquerelli di Grisha Fischer, Laterza, 2018, 142 p.

    Ciao,
    Mariangela

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  3. Carissima, sono contenta che tu abbia “conosciuto “ Mancuso ( lo scienziato), i suoi libri sono , ormai visti i tempi,molto più interessanti e appassionanti dei romanzi, compresa la fantascienza. Avevo letto e vi avevo parlato di SPILLOVER,di Quamman,che aveva previsto , con incredibile precisione,da brividi,L,attuale pandemia. Insomma persino la grandezza della finzione letteraria ha risentito inevitabilmente del virus, terribile cosa, a mio avviso, in questo lungo , tristissimo, periodo delle nostre esistenze.Percio le letture “scientifiche “ possono aiutarci …..a stare meglio.Per le letture cerco libri classici, del passato, sto leggendo o rileggendo i grandi americani , fino agli anni 30/40, poi la seconda guerra mondiale ha interrotto il magnifico flusso.Un abbraccio virtuale, Camilla

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  4. Ho finito di leggere l’ennesimo giallo Sangue inquieto di Robert Galbraith (J.K. Rowling). Il libro mi è piaciuto tantissimo. Ne leggo tanti di gialli, visto che sono i libri che preferisco, ma raramente ho riportato commenti. Questa volta mi permetto di dare un consiglio. Attenzione è un libro lunghissimo (oltre mille pagine) ma ha il potere di tenere incollato il lettore alla storia .
    Saluti, Claudio

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  5. @Cla055. Penso che sarebbe ora di distinguere trai cosiddetti gialli , dove si passa da libri molto”leggeri” a veri capolavori,lasciando intatto il pregiudizio che “ un giallo”sia. una lettura di poco valore. Si perdono da parte dei lettori libri importanti letterariamente oltre che estremamente interessanti e gradevolissimi. Certo che chi si “ specializza” sa scegliere , come te Claudio, che forse ti privi di letture magnifiche anche se non “ gialli “. Attenzione alle Case editrici che dovrebbero,forse, fare qualche sforzo in più, del resto, penso, anche a loro vantaggio.Buone letture. Cam

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  6. Quello che dici, Camilla, è senza dubbio vero. Comunque anche prediligendo i gialli leggo tanto anche di autori di alto lignaggio tipo Murakami, McEwan, Coe, Grossman, Eco, Yehoshua, Oz, Allende etc etc. I gialli mi piacciono tanto perchè non vedendo quasi per niente la televisione la sera mi crogiolo a letto con queste letture senza dubbio interessanti ma che non hanno bisogno di un attenzione particolarmente sostenuta.

    Ciao,ciao Camilla…..

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  7. Bentrovato Wwayne. Vuoi che un giallista non ha letto lo scibile letterario di Michael Connelly. Mi piace tantissimo Harry Bosh ed è stato bravissimo l’autore ad affiancargli una detectivi simpatica come Renee. Ho letto un paio di mesi fa il suo ultimo uscito in Italia ‘La legge dell’innocenza’ dove pero’ la parte di protagonista la riveste il suo fratellastro Haller. Molto bello ed intrigante ma senza dubbio tu l’avrai già letto.

    Saluti Wwayne e a presto.

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  8. @cla055: L’ho letto ed è piaciuto molto anche a me, anche se avrei preferito se Connelly avesse dato a Bosch un ruolo più decisivo. In pratica tutto ciò che l’autore ha fatto fare a lui lo poteva fare tranquillamente Cisco. Proprio per questo sono certo che Connelly abbia inserito Bosch in questo libro per motivi puramente commerciali: è il suo personaggio di maggior successo, ci sono tanti fan dell’autore che comprano solo i libri in cui c’è Bosch, e allora lui ha pensato scaltramente di riservargli quest’inutile cameo. Niente di illegittimo, per carità.
    Tra l’altro ne “La legge dell’innocenza” Connelly ci ha dato una notizia bomba: la figlia di Bosch è entrata in polizia. E’ evidente che ha in programma di dedicare una serie di libri anche a lei, e ovviamente non vedo l’ora di leggerla. Grazie per la risposta! 🙂

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  9. Certo che sentirvi così appassionati mi fa un certo effetto, io ho molto amato i gialli speciali di Fred
    Vargas, capolavori letterari. Purtroppo di Vargas ho perso le tracce. Da anni non pubblica più. Camilla @ CLA55 e ww

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  10. @Camilla Pacher: Per un giallo è difficile ottenere lo status di capolavoro letterario, perché molti lo considerano un genere per definizione lontano dalla vera letteratura. Anche altri generi sono vittime dello stesso pregiudizio: l’horror e la fantascienza, ad esempio. Per fortuna però ci sono degli autori che questo pregiudizio lo smentiscono: Stephen King per l’horror, Philip K. Dick per la fantascienza e Agatha Christie per il giallo. Anzi, per il giallo ci metto anche Fabrizio De Sanctis e appunto Michael Connelly.

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  11. Camilla anche io ho letto tutti i gialli della Vargas e mi sono piaciuti, particolarmente quelli dei tre evangelisti. Da quando pero’ ho letto del suo atteggiamento nei confronti di Battisti, l’omicida, mi sono ricreduto. Come puo’ una intellettuale del suo calibro non capire che un omicida non si puo’ difendere. E’ stato condannato in contumacia per quattro omicidi in quattro sentenze diverse, nonostante questo è stato coperto prima dai francesi tra cui la Vargas quindi dai brasiliani. Ora io sono di sinistra, l’ho sempre detto, ma mi dispiace l’omicidio non lo ammetto. Cosi’ come sono contrario alla pena di morte. La Vargas forse ora ha capito,lo spero, che questa persona era indifendibile. Forse per questo ora si nasconde e non pubblica piu’ nulla.

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  12. Ciao a tutti.
    @Mari Mancuso è un bravissimo divulgatore. Guarda anche qualche video su YouTube, racconta sulle piante cose bellissime. Pensa che abbiamo anche letto in suo libro col mio GDL, La nazione delle piante.
    Io invece ho appena terminato L’ACQUA DEL LAGO NON È MAI DOLCE di Giulia Caminito, consigliato da Domenico. Libro disturbante, adamantino. Mi ha riportato alla mente i disturbi adolescenziali, con quella protagonista urticante, indurita da una vita difficile, da una madre imponente. Bello, scrittura che non ti molla e ti attanaglia alle pagine.
    E ora sto ultimando un libricino di Sebald: LE ALPI NEL MARE. Non c’è nulla da fare, lui per me è uno dei più grandi scrittori del nostro tempo. Pure queste poche pagine che raccontano luoghi della Corsica possiedono e trasmettono un fascino indiscusso. È un tipo di letteratura che amo e cerco in diversi autori. Incursioni in luoghi e tempi diversi raccontate da Sjoberg, Noteboom ( per fare due nomi a caso), ma Sebald sovrasta tutti enormemente.

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  13. @cla50. Io non conosco bene la vicenda Vargas. Battisti, ho letto qualcosa , Battisti faceva parte di un
    Gruppo armato negli anni delle contestazioni politiche.Nei gruppi armati si usavano le armi negli scontri con la controparte,e dove ci sono armi si spara e si può purtroppo uccidere, da ambo le parti. Certo erano anni terribili dove la politica aveva perso …..la testa. Vittime ci sono state da ambo le parti.Tempi brutti, tempi in cui tutto si deforma.Cam

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  14. @Camilla: I terroristi usano esattamente questa giustificazione: “Eravamo in guerra, ci sono state vittime da entrambe le parti e quindi pari e patta”. In realtà in molti casi i terroristi sono andati ad uccidere delle persone più pacifiche che mai, che non erano in guerra con nessuno e che avevano la sola “colpa” di essere finite nel loro mirino (spesso per i motivi più stupidi). Ti consiglio “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi, una lettura davvero illuminante in questo senso.

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  15. @ww. Mai fare di tutte le erbe un fascio caro ww. Altrimenti, nella Storia sarebbero tutti feroci assassini,il nostro Risorgimento per primo.Puo darsi che “ quel”. Cesare Battisti fosse solo un assassino ma può darsi invece che la vera storia di questa vecchia vicenda, ripeto legata a un periodo tremendo della storia di :” dì quegli anni”
    non sia così ovvia . Del resto ora Battisti è in prigione e, comunque, una persona molto legata a lui ne possa soffrire. moltissimo e non avere lo stesso giudizio degli avvenimenti accaduti, in tempi molto particolari.Roba vecchia ormai, non è il caso di fare polemica.. Ciao ciao. Cam. (Un peccato che Fred Vargas non scriva più i suoi fantastici racconti)

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  16. @Tutti

    Non sono ancora riuscita raccontarvi di alcune letture perché sono così importanti che ho paura di banalizzare. Come è noto, un libro tira l’altro e grazie ad un GdL che ha proposto “Porte aperte” di Leonardo Sciascia, sono tornata all’autore siciliano proprio quando ero convinta di conoscerlo bene per avere già letto di suo tre libri che in realtà non lo rappresentano appieno. Sciascia apprezzava Manzoni, ma anche senza fare caso alle numerose esplicite citazioni che ho trovato in alcune opere di Sciascia, non è difficile da “Porte aperte” ritrovarsi a riflettere su un’opera manzoniana mai letta, mero ricordo scolastico, “La storia della colona infame”, per poi tornare allo Sciascia de “La strega e il capitano” e di “Morte dell’inquisitore”. Insomma tra Racalmuto e Brusuglio c’è meno distanza di quanto io avessi immaginato dopo la lettura de “Il giorno della civetta”.

    Vorrei saper andare con ordine, ma queste letture non sono ancora del tutto sedimentate, come dire, il turbinio è ancora in corso e, tra memorie cittadine (la vergogna dei presunti untori, come milanese, non l’avevo mai interiorizzata tanto come leggendo Sciascia!) e puntate allo Steri, dove c’erano le prigioni dell’Inquisizione, devo ancora mettere ordine. Mi piacerebbe sapere, se li avete letti, che effetto hanno fatto su di voi questi libri.

    @Camilla
    Camilla, hai per caso notizie di Cristina?

    Spero stiate bene e siate in compagnia di buone letture
    Ciao a tutti,

    ps. l’italiano ottocentesco di Manzoni mi sta mettendo in difficoltà, lui che è così chiaro nel romanzo, qui faccio fatica!

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  17. @Marian. Non so nulla di Cristina e mi dispiace molto di non leggerla da tanto.Sono tempi tristi per me, ho avuto tanti pensieri per tutti i miei più cari lontani, insomma è un lungo periodo troppo triste.Leggo tanti libri,americani fino agli anni 40/50 , mi piacciono moltissimo e sono particolarmente buoni amici. Uso carissima.Cam

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  18. @Camilla@Cristina@Tutti

    È un periodo molto difficile e capisco la tua apprensione per i tuoi lontani, anche a me spiace di non leggere Cristina da molto tempo, però bando alla tristezza, Camilla!

    Ci dici che sta leggendo libri americani fino agli anni ‘40/’50, io avevo trovato tempo fa un link, a mio parere interessante, che riportava l’elenco dei libri significativi per comprendere la storia degli USA, mi sembra di averci trovato anche “Uomini e topi” di John Steinbeck. Proprio pochi giorni fa, mentre mi sceglievo un libro cercando le anteprima, questo titolo mi è ripassato sotto gli occhi e mi sono ricordata che è in lista da anni. L’avete letto?

    Ciao,
    Mari

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  19. @Camilla@Cristina@Tutti

    È un periodo molto difficile e capisco la tua apprensione per i tuoi lontani, anche a me spiace di non leggere Cristina da molto tempo, però bando alla tristezza, Camilla!

    Ci dici che sta leggendo libri americani fino agli anni ‘40/’50, io avevo trovato tempo fa un link che riportava l’elenco dei libri significativi per comprendere la storia degli USA, mi sembra di averci trovato anche “Uomini e topi” di John Steinbeck. Proprio pochi giorni fa, per scegliermi un libro, questo titolo mi è ripassato sotto gli occhi e mi sono ricordata che è in lista da anni. L’avete letto?

    Ciao,
    Mari

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  20. @Camilla@Cristina@Tutti

    È un periodo molto difficile e capisco la tua apprensione per i tuoi lontani, anche a me spiace di non leggere Cristina da molto tempo, però bando alla tristezza, Camilla!

    Ci dici che sta leggendo libri americani fino agli anni ‘40/’50, io avevo trovato tempo fa un link che riportava l’elenco dei libri significativi per comprendere la storia degli USA, mi sembra di averci trovato anche “Uomini e topi” di John Steinbeck. Proprio pochi giorni fa, per scegliermi un libro, questo titolo mi è ripassato sotto gli occhi e mi sono ricordata che è in lista da anni. L’avete letto?
    Ciao,
    Mari

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  21. @ Marian. Per me UOMINI E TOPI e un libro tremendo, per me nauseante. Non è un giudizio critico, ovviamente, ma c è da star male .Cam

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  22. @Marian. Per es ( visto che i BEI libri sono tantissimi. tantissimi, hai mai letto Edith Warton.? È.veramente BRAVA. vale la pena di conoscerla, è tra i grandi e lo merita. Cam

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  23. @tutti @Mariangela@Camilla
    è vero, UOMINI E TOPI è un libro tremendo, al limite del sopportabile.
    A casa lo abbiamo letto, ma è l’unico che non possediamo di Steinbeck. Chissà perché? Steinbeck è l’autore preferito di mia mamma ed ha uno scaffale apposito.
    Credo che, se ti incuriosisce e ti è passato davanti varie volte, sia giunto il momento di leggerlo 😉

    Leggendo la Colonna infame, ti assicuro, ho trovato molte difficoltà anch’io. Ti immergi completamente nel Seicento lombardo e non c’è stata la risciacquata dei panni in Arno che ci permette di leggere I PS in tutto il loro splendore linguistico.
    Ciao a tutti. Cerchiamo di tenere alto il morale. Io sono qui e tutti “loro” ( i miei) sparsi per l’Italia, ma SU col morale!
    Ciao.

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  24. @jez in questo periodo virale io mi vivoi libri come farmaci o vaccini .Comunque scelgo letture chiare e meravigliosamente capaci di donarsi alla. lettrice (cioè io:), come carissimi vecchi amici , vecchi di reciprocità ma freschi e giovanissimi ed entusiasti della vita, anche nei momenti più difficili. Ecco perché leggo americani , donne e uomini, attivi fino agli 40/50 . E così mi curo e mi consolo e mi sento molto meglio.Ne ho preparato un bel mucchio.. Ciao carissime tutte , cercate di star bene non leggete Uomini e topi ma neanche scritture troppo difficili e lontane nel tempo. Il consiglio di bisnonna Camilla. (Il mio bellissimo bis nipotino si chiama Zeno. ) un abbraccio. Cam

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  25. @Jezabel @Camilla@Tutti
    Camilla, non ci credrai, ma uno dei libri concorrenti di “Uomini e topi” è stato proprio “L’età dell’innocenza” di Warthon, ma ha ragione Jezabel: è da troppo tempo che il librodi Steinbeck mi passa tra le mani senza che io lo colga al volo, adesso è il suo momento!

    Complimenti per il bisnipote! Devi cominciare a pensare quali libri regalare a Zeno! Fai l’’elenco!

    @Jezabel @Tutti
    Vi ho parlato delle mie letture in modo convulso, non ho neppure detto che “Porte aperte” è un breve romanzo molto diverso dagli altri di Sciascia, è molto intimo, tutto concentrato sulla coscienza individuale, atto a fare riflettere sul diritto, sulla giustizia e, naturalmente, sulla pena di morte. Avrete certo capito il perché dell’aggancio con “Storia della colona infame” di Manzoni e perché io li abbia assimilati assieme, in modo congiunto. Trovo il libro di Sciascia capace di fare scaturire una ricca discussione in un gruppo di lettura, quindi lo consiglio sia per la lettura individuale sia per quella condivisa.

    Jez, mi consolo a leggere che con Manzoni saggista un po’ di difficoltà l’’abbia avuta anche tu, io mi sono affidata molto a parafrasi altrui, ma quando il contenuto ti sta a cuore, come dire … il fine giustifica i mezzi!!

    Vi saluto e spero di leggervi pesto.

    Mari

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  26. @Camilla @tutti
    I libri come farmaci o come vaccini…
    Sono ammirata e ricordo di un periodo di totale immersione nei libri che appunto servirono per tirare fuori le mie risorse incatenate (perché le risorse bisogna soltanto riacciuffarle, là dove si nascondono).
    Non è il momento per me di leggere e così, appena riesco giù di film (che poi non arrivo nemmeno ad uno alla settimana). Prevale la camminata selvaggia per uscire dal circuito malato del rapporto mediatico (e mediato)!
    Il tuo rimando alle letture come cura mi ha fatto pensare a CURARSI CON I LIBRI, RIMEDI LETTERARI PER OGNI MALANNO di due autori anglosassoni.
    Lo avete letto? Elenca alcuni malanni e associa un libro (ovviamente fra i classiconi) che può dare sollievo e perché! Magari possiamo scriverne un manuale di questo genere anche noi, che ne dite?
    I miei alunni (in presenza) si stanno scervellando a scrivere sulla libertà…
    Ieri volevano paragonare la loro condizione di reclusi a quella di Anna Frank !!!!!!!!!
    Son giovani!
    Buona giornata a tutti.

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  27. @Mariangela @tutti
    Acci… ho scordato un pezzo
    L’età dell’innocenza è proprio una buona lettura che può rompere il senso di cupiggine determinato da Uomini e topi (per rimanere in tema di cure letterarie).
    Quanto alle difficoltà nate da La colonna infame, felice di averti dato una mano.

    @Camilla
    Zeno… è un nome bellissimo. Scelto per tradizione letteraria, familiare o cosa? Sono curiosa!

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  28. @Giulio @Tutti
    Un libro leggero, carino e veloce da leggere? Io per alleggerire un po’ rispetto al tandem Sciascia/Manzoni (che sta dando grandi soddisfazioni), ho seguito un consiglio di Giulio di qualche tempo fa: “La donna dal taccuino rosso” di Antoine Laurain. Bello, secondo me.

    Giulio, non sai quanti lettori chiedano, in questo periodo, libri “leggeri”, libri di questo tipo voglio dire, veloci, che regalino un sorriso ma che rimangano credibili, che non scadano nella banalità . Io, di mio, nel 2014, avevo chiesto anche a voi i vostri, ma mi rendo conto che è difficile trovare libri con queste caratteristiche.

    Ciao,
    Mari

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  29. ciao sono tornata! Sono stata senza pc per un mese e mezzo e poi ho avuto rogne varie. e vi avevo persi/e… avendo perso tutti i miei contatti o quasi dal vecchio pc.
    ma insomma rieccomi.
    per ora un saluto poi leggerò

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  30. Borgo Sud Donatella Di Pietrantonio
    Cara pace Lisa Ginzburg
    Scrirttrici molto diverse che si incontrano allo Strega con un canovaccio curiosamente con tante similitudini. Il primo scorrevole, “avventuroso”, ma troppo costruito per i miei gusti. Neanche la Ginzburg mi ha fatto impazzire, ma l’ho trovato più interessante e la catarsi nelle ultime pagine, anche se può essere un espediente scontato, dà comunque corpo al percorso delle protagoniste e all’opera.
    Ora sto leggendo Brevemente risplendiamo sulla terra; certo che siamo su un altro pianeta: capacità descrittive e di introspezione senza cadute di stile e se, come ho sentito, è un’opera prima, varrà la pena leggerne ancora.
    Altra lettura: Le otto montagne Paolo Cognetti, testo privo di poetica, didascalico ma scorrevole. Il problema e che le mie aspettative non erano elevate in partenza, l’ho scelto perché mi andava di leggere qualcosa di “infilato” in una delle nostre amene vallate alpine, ma cavoli, qualcosa di meglio si poteva fare.
    Ultimati con piacere due libri di Elizabeth Strout anche il questo caso le doti della scrittrice sono notevoli.
    Spiace alla fine riscontrare che le migliori letture, spesso, non provengono scrittori nostrani ma, in zona Cesarini, La lucina: un agile libello di Antonio Moresco che riesce bene a riscattare l’onore nazionale; racconto lieve, permeato di notevole sensibilità, essenziale e in grado di lasciare una traccia.

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  31. @ Cristina. Disparu è riapparsa Ho anch’io problemi diciamo di computer e telefono.Ci penserò quando ……potrò . Leggo Paolo che cita alcuni scrittori e scrittrici:sempre ottima la Strout ma rara, la Ginsburg nipote non la conosco , con quel nome c’è ne è. UNA.Cognetti e i monti non mi ainteressa, da anni, molti anni, non ho saputo nulla di Antonio Moresco (volutamente) , e ora leggo che ha scritto un bel racconto ( La lucina) , ma non lo aveva già scritto molto tempo fa ..
    Io avevo letto qualcosa di estremamente tristanzuolo, anni fa. Ho scritto per salutare Cristina
    Sto leggendo , ma lo ho già detto, scrittori americani. Saluti a tutte/i. Cam

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  32. care e cari, scriverò forse più avanti. sono incasinata, da ogni punto di vista, ma ogni tanto guardo, potete contarci

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  33. @jez. Ciao ,mi dici che sei curiosa circa le scelte dei nomi dati ai “nuovi “ bimbi e cioè il nome Zeno del mio bis nipotino. Il motivo d ella scelta dei miei nipoti, genitori di Zeno, sono molto semplici. I miei ragazzi vivono ormai da qualche anno in Irlanda, per motivi di lavoro , hanno scelto il nome Zeno per “ evitare”troppe storpiature anglofone del nome e. Zeno . Come sia andata , Zeno ha due anni e va alla scuola materna ( e ci va molto volentieri !) non so.. Questo maledetto virus mi ha impedito di andare a trovare i miei cari e, piano piano si perdono certi particolari ,purtroppo. Speriamo di poter tonare a viaggiare, in poco tempo si poteva andare a Dublino o potevano venire a Trento i miei ragazzi. Zeno è un 👦 bimbo biondo molto bellino e coccolo.ciao . Cam

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  34. Ciao a tutti. Ogni tanto ci si imbatte in un capolavoro. I TEDESCHI di Jakuba Katalpa. Il libro è pubblicato in italiano da Miraggi edizioni,( una delle migliori case editrici attive attualmente. Un breve prologo anche un po’ banale, una donna che indaga nel passato della nonna, schiude un mosaico di vite meraviglioso e variegato. Persone sulle cui vite il destino imprime svolte imprevedibili. Sul nazismo e la Shoah si sono scritti fiumi di parole, ma Jakuba Katalpa riesce ancora ad offrirci un punto di vista nuovo che è la vita da una località nei sudeti, zone fuori dal Reich (Polonia) dove occupati e occupanti convivono nella diffidenza. C’è la vita in queste pagine: la sensualità, il sangue, forza e debolezza umana, la malattia, la morte, le paure. Personaggi memorabili, donne soprattutto e maternità reali, mancate, desiderare e tradite. Brevi capitoli che rendono la narrazione incalzante e una capacità di trasportare chi legge nel villaggio minerario con la sua natura, gli odori, i suoni, la vegetazione.
    Da leggere e magari anche rileggere.

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  35. @Cam
    Che bella questa storia!
    Penso spesso ai bambini che affrontano periodi storici bui, gli ignari di tutto, i puri totali…
    Zeno da adulto rivedrà tutte le foto dell’epoca della sua prima infanzia con la mascherina! E che abbiano tanta fortuna, soprattutto coi problemi ambientali.

    @Dani
    Il tuo libro mi attira moltissimo. Segnato!

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  36. @Tutti
    Ciao a tutti, spero stiate bene, un saluto anche a Cristina che è tornata e che ci legge. Dani, quel libro lì mi attira moltissimo, spesso rimango incuriosita dai titoli che citi, siccome ci sono più libri che vita, non sempre riesco a leggerli! Però segno!

    Il duo Sciascia/Manzoni mi ha permesso di scoprire un ex ministro della Repubblica in una veste inedita: vi ricordate Mino Martinazzoli? Lo avreste mai immaginato critico letterario capace di analisi e acume? Io di lui avevo ricordi di immagini televisive di quando ero molto giovane e non ci avrei creduto se non avessi letto questo suo breve saggio:

    ► Mino Martinazzoli, “La colona infame tra la pietà e l’ironia” in “Attualità della Storia della colonna infame: atti Congresso manzoniano, 15-16 giugno 1985, Boario terme”, 1987, pp. 11/31

    L’argomento è il libro di Manzoni, che nella sua terribilità offrirebbe molti spunti di discussione in un gruppo di lettura, libro che, come vi scrivevo, mi ha turbata come lettrice e come milanese.

    Di Martinazzoli, cui chiedo venia, mi è piaciuta questa affermazione, purtroppo eternamente attuale:

    “L’invenzione degli untori serve anche alla moltitudine, quando di fronte ad effetti complessi, riesce più facile deviare su una qualche inventata colpevolezza costruendo così alibi anche alle proprie rassegnazioni e alle proprie latitanze.”

    Mariangela

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  37. Salve ragazze e ragazzi, ho letto questo libro che reputo un capolavoro autentico, vi aggiungo le mie impressioni che ho pubblicato or ora su Goodreads, ciao e buone letture:

    «Se dovessi spiegare cos’ho contro le immagini, direi che soffrono di una malattia comune, l’amnesia euforica: non ricordano il proprio significato, da dove sono sbucate, chi sono i loro parenti, ma nonostante tutto godono di ottima salute».

    Uno degli interlocutori di Marija Stepanova [Mosca, 1972, poetessa e saggista] la scoraggia a scrivere l’ennesimo libro in cui una persona erudita gira per il mondo mediante borse di studio alla ricerca delle proprie radici, “ce ne sono tanti di libri così oggigiorno”, di famiglie ebraiche travolte dalla shoah, da rivoluzioni d’ottobre, disgregazioni dell’URSS. Questo lo sa e sa anche che i suoi antenati non si sono distinti in atti eroici, né vili, né memorabili, i documenti in suo possesso non hanno coinvolgenti segreti da rivelare, scriverà quindi sul «meccanismo della memoria e su ciò che vuole da me».
    Lo pubblicherà a 45 anni, nel 2017.

    “Memoria della memoria”, tradotto nel 2020 in molti paesi (con stupore dell’editore russo che aveva previsto solo 3000 copie nel 2017) è finalista dell’International Booker Prize inglese, non può non vincerlo, ci sono libri che sai che non possono non vincere, anche se non conosci gli altri finalisti.

    Fin dall’adolescenza Marija Stepanova ha annotato su biglietti cose che non dovevano perdersi, il primo amore, una frase, una promessa, un palazzo, ma poi questi biglietti si sono persi e ripersi nei traslochi, le è accaduto con recensioni, con i ritratti, con i ricordi. Confessa di aver visitato la casa di un suo bisnonno a Saratov, una città che non aveva mai visto – un amico riesce a ritrovare attraverso Google l’indirizzo del palazzo dove il suo bisnonno ha abitato all’inizio del Novecento -, entra in quel cortile, ne visita la casa, ritrova le suggestioni che aveva in mente leggendo antichi documenti e lettere, salvo poi rendersi conto che ha sbagliato civico.
    Tutto questo frullare è diventato un capolavoro – posso sbagliare confondendo libri gne gne con libri ben fatti, ma un capolavoro credo di riconoscerlo -; inserendo di tutto, lettere di antenati senza spiegarle, libri letti, palazzi, oggetti, recensioni di documentari, incursioni nell’opera di Charlotte Salomon, illustrazioni delle scatole meravigliose di Joseph Cornell (in un capitolo perfetto) riferimenti a Sebald, Calasso, il senso del passato in Osip Mandel’štam, Marina Cvetaeva, Pasternak, i ritratti di Rembrandt, Anne Carson, l’incendio nella foresta, il quadro di Piero di Cosimo che caratterizza il toccante capitolo finale…
    Non foto, né disegni, solo parole attraverso una prosa splendida, accuratamente tradotta da Emanuela Bonacorsi.

    Stepanova riesce a ottenere – per intermittenze e correlazioni – quello che un titolo apparentemente pretenzioso vorrebbe fare.

    Quando si sofferma a scrivere della scatole di Joseph Cornell, artista statunitense vissuto nella metà del Novecento, che confezionava scatole sottovetro nelle quali inseriva suppellettili di mercatini, sfere, ritratti di attrici in un collage enigmatico, ricorda che nella sua infanzia i bambini seppellivano in posti segreti i loro oggetti cari, ‘i segreti’:

    «Chi ha vissuto in Russia negli anni settanta può vedere nelle scatole di Cornell qualcosa di molto simile ai segreti, la passione della mia infanzia.
    Non c’è nulla nell’alquanto inespressiva vita di allora che spieghi la comparsa di questo gioco. A rigor di termini, nel gioco non c’erano altro che le regole. I segreti non erano un’occupazione ma un mistero che doveva essere condiviso solo con gli amici del cuore, e tutto ciò che aveva a che fare con loro non era come gli altri nostri passatempi a scuola o in cortile. Erano letteralmente underground: venivano tenuti sottoterra come tesori o come defunti. In campagna, dove è consueto chinarsi a terra per piantare un seme o raccogliere un frutto, non ci sarebbe nulla di straordinario in questo. Ma noi eravamo bambini di città che memorizzavano la via di casa dalle crepe dell’asfalto e non avevano nessun legame speciale con la terra nera e granulosa che a primavera sprigionava l’acacia e i lillà».

    Queste divagazioni nell’opera di Cornell sono contenute in un capitolo che inizia con la cupola del palazzo di Würzbug, affrescato magnificamente da Giambattista Tiepolo, con pappagalli e animali di ogni specie, “principesse, coccodrilli, pallide gambe di creature divine”, semidistrutto dai bombardamenti e riaffrescato nella sua forma originaria col rosa prevalente.
    E così via con continui salti e guizzi e incursioni nel corso dei singoli capitoli e nel corso del libro tutto. Cosa sto intendendo: che questo libro è impressionante nello scartare di lato, tra una suggestione e un’altra senza mai perdersi, supera e di molto molti libri ai quali è stato accostato.

    Il sottotitolo dell’edizione russa è «romance», romanza, qualcosa che ha a che fare col romanticismo, ma anche performance vocale e leggera; in un’intervista Marija Stepanova spiega che questo libro, se proprio ma proprio vogliamo incasellarlo in un genere, è un libro d’amore, d’amore per tutti coloro che non abbiamo conosciuto nella loro vita, ma che abbiamo conosciuto in altre forme, e queste altre forme premono, senza scampo, a modo loro.

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  38. @Tutti
    Grazie Domenico, segno.

    Ho letto “Eugénie Grandet” e devo dire che non ha concorso a riconciliarmi con il celeberrimo autore francese, che avevo trovato piuttosto pesante anche in “Papà Goriot”.

    La storia è interessante, presenta spunti che fanno discutere, ci sono aspetti che potremmo quasi definire “femministi” perché si tratta di una ragazza che sa reagire, che sa decidere della sua vita nonostante i condizionamenti subiti, i contenuti ci sono, intendiamoci, però, scusatemi, calata come sono nelle cose manzoniane, mi è venuto istintivo il confronto tra due autori contemporanei e, permettetemi un po’ di campanilismo, non c’è storia! L’ironia, la profondità, l’umanità di Don Lisander sono un’altra cosa!

    Però, rimane la vicenda di questa donna: sottoposta per tutta la vita alle vessazioni del padre (per risparmiare nega a moglie e figlia anche i beni di prima necessità, come il riscaldamento e un pasto decente!), alla fine dà una sterzata alla sua esistenza facendo di testa sua.

    Cristina, so che non sei d’accordo, ma per me Balzac è troppo didascalico, sarà un limite mio, ma io lo trovo pedante.

    Mariangela

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  39. @Domenico Fina. Colgo l’attimo …fuggente,per caso ho dato un’occhiata al blog e ho trovato la tua splendida e ricca recensione di MEMORIA DELLE MEMORIE, che rileggerò domani ,ora sto uscendo, ma sicuramente andrò a comprarmi il libro che mi pare imperdibile e lascerò i libri cominciati con assai moderato piacere per immergermi in questo capolavoro. E grazie davvero, sei prezioso.Cam

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  40. @ Marian. Da quando sono diventata bisnonna ( insomma, bisnonna ho detto)è da quando avevo sei anni, appena capace di riconoscere l’alfabeto, ho cominciato a leggere. I libri della letteratura italiana , francese e inglese , tradotte in italiano.In casa c’era una grandissima quantità di libri, di mia madre , ereditati dai nonni ecc. Inoltre i miei erano dei grandi lettori e compravano moltissimo in libreria ( L’ antica e fornitissima LIBRERIA MONAUNI, ( da anni non esiste più, ) Questo sproloquio per dirti quanto mi dispiace che una deliziosa ragazza
    come te , grande amante della lettura, dica che è “ pesante”. Perché Balzac, ormai, è nel firmamento dei grandi angeli e non si può dire che un angelo “è pesante”. Balzac è Balzac. Basta non leggerlo.
    Perdonami, ma il peso specifico non va ignorato. Spero che il nostro comune amore per la letteratura e la lettura ti faccia continuare a volermi bene. Cam

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  41. @Tutti@Camilla

    Camilla, ne avevamo parlato già con Cristina, purtroppo Balzac non è per me, tra i narratori ottocenteschi, per ora, è quello che trovo più ostico, l’unico che faccio fatica a leggere. Però è scorretto mettere assieme romanzieri del tardo Ottocento con Balzac e Manzoni che, in quel secolo, scrivevano negli anni ’30. Penso che il paragone andrebbe fatto con Walter Scott, di cui non ho mai letto nulla. Magari voi lo scrittore scozzese lo avete letto e sapete dirmi.

    Ciao,
    Mari

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  42. @Camilla: Che dispiacere leggere della chiusura di una libreria fornitissima. Purtroppo Amazon le sta ammazzando tutte – soprattutto da quando c’è la pandemia, perché la gente preferisce farsi portare le cose a casa anziché uscire e andare nei negozi per comprarle.
    Io nel mio piccolo cerco di far sopravvivere le librerie che ancora resistono – anche perché i corrieri di Amazon hanno un raro talento nello scegliere sempre il peggior momento possibile per suonarmi il campanello. 🙂

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