Gruppi di lettura in videoconferenza, ai tempi del coronavirus

Mascára, Graca Morais (Wikiart)
Mascára, Graca Morais (Wikiart)
Possiamo provare a rimettere in azione i nostri gruppi di lettura o a inventarne di nuovi in queste settimane di isolamento per il virus?

In fondo bastano pochi accorgimenti e attenzioni su alcuni particolari, e si può fare. L’idea è dunque creare o far rivivere un gruppo di lettura usando Internet al tempo del coronavirus.

Più semplice riprendere un gruppo di lettura già costituito, ma si può anche sperimentarne uno nuovo.

UN GRUPPO DI LETTURA (QUASI) FACCIA-A-FACCIA

Intendo un gruppo di lettura online che sia il più vicino possibile ai gruppi faccia-a-faccia ai quali siamo abituati quando ci si incontra nelle biblioteche, nei circoli, nei caffè o a casa di qualcuno. Questi saranno gruppi di lettura online, a distanza, simulando una presenza faccia-a-faccia e con comunicazioni sincrone, di interazione contemporanea.

Non ci occuperemo qui dei gruppi in rete che usano prevalentemente sistemi di comunicazione asincrona dei quali su questo blog ci si è occupati in passato

VIDEO-CONFERENZA

Gli strumenti tecnici per organizzare un gruppo di lettura faccia-a-faccia in rete sono parecchi. Whatsapp permette incontri con massimo quattro persone, è sufficiente dunque per un gruppo molto piccolo; ha il vantaggio di essere un’applicazione conosciuta da quasi tutti ed è facile da usare. Basta infatti creare un gruppo e effettuare una chiamata, selezionando l’opzione videochiamata.

Una possibilità alternativa, sempre gratuita, è Hangout, applicazione di Google per chat e videochiamate e conferenze; la versione gratuita regge almeno 10 persone se le connessioni sono buone; dal computer si accede dal browser; per usarla dal telefono è necessario scaricarsi l’app (controllare che già non sia fra le app Google installate). Gli strumenti che si possono usare sono ovviamente molti di più. Parecchi in questo periodo stanno provando Zoom, con buoni risultati. Per un gruppo di lettura basta la versione gratuita.

PER PRIMA COSA DECIDIAMO CON CHI E IN QUANTI FARLO

Per un gruppo di lettura on line non andrei oltre le dieci persone: diciamo fra le quattro e le dieci. Un numero maggiore metterebbe in seria difficoltà la discussione quando – come è auspicabile succeda una volta che il dibattito è avviato e si è andati oltre il primo giro di interventi – lettrici e lettori parlano in modo più creativo ma disordinato; i flussi di analisi e pareri tendono prima ad articolarsi in catene di contiguità di giudizio o di tipologia di analisi e poi, quasi d’improvviso, a contrapporsi e sovrapporsi*. Insomma, l’ambiente è a questo punto più creativo ma anche più portato a generare confusione. In una cornice così aperta e articolata, se si superano le dieci persone finisce col prevalere il caos sulla creatività.

LA MODERAZIONE

Anche se credo che in generale il ruolo dei coordinatori dei gruppi debba essere molto contenuto e di basso profilo, nel caso dei gruppi a distanza penso sia necessario attribuirgli un certo rilievo, almeno nella conduzione funzionale della discussione; non serve un moderatore protagonista e interventista; serve invece una persona che sappia intravedere il caos e la dissoluzione e fermi il gruppo poco prima del precipizio. Come nei gruppi in-presenza, preferisco un moderatore che cambi spesso, direi a ogni nuovo libro. Una soluzione buona anche per i gruppi online è che il moderatore sia la persona che ha proposto il libro che il gruppo ha scelto di leggere. In questo modo si favorisce un avvicendamento in questo ruolo.   

SCEGLIERE IL LIBRO

Una volta definiti i partecipanti al gruppo di lettura, si convoca la prima riunione in videoconferenza, nella quale si sceglie il libro. La soluzione più rapida e più divertente è che ciascun lettore e lettrice (ovviamente senza obblighi) proponga un libro, lo presenti e dica i motivi della proposta. Alla fine del giro, il gruppo vota e sceglie. Chi ha proposto il libro scelto sarà la coordinatrice del gruppo fino al prossimo libro.

INCONTRI FREQUENTI

A differenza dei gruppi faccia-a-faccia, i circoli di lettura a distanza possono riunirsi con facilità anche frequentemente. Credo che farlo almeno una volta a settimana, o anche due, sia un’opportunità da sperimentare. Ci permetterebbe di portare la discussione in gruppo più vicina all’esperienza di lettura. Ridurrebbe il gap fra il presente della lettura – ciascuno di noi solo nella propria stanza che si gusta il libro – e il momento del racconto di quel che abbiamo letto. Gap temporale che spesso è definito con accenti di frustrazione dai lettori. Tra l’altro, nel caso di romanzi lunghi, incontri frequenti potrebbero portare a più incontri di discussione per ciascun romanzo, mutando così la prospettiva del dialogo stesso e sperimentando il fenomeno inedito per molti gruppi del discutere di un libro senza conoscerne lo sviluppo finale.

QUALI LIBRI SCEGLIERE: L’OPZIONE DEL RACCONTO

D’altra parte i gruppi in videoconferenza possono approfittare della possibilità di incontrarsi frequentemente per sperimentare la lettura di uno o due racconti brevi alla volta. Il racconto è un oggetto di lettura particolarmente adatto alla lettura ravvicinata, a una lettura particolarmente attenta anche a dettagli tecnici decisivi, ad aspetti della vicenda, alla voce di chi narra, dei personaggi, alla struttura delle scene o a qualsiasi altra caratteristica che è più semplice mettere sotto la lente di ingrandimento del gruppo rispetto a un romanzo lungo, la cui discussione avvenga a distanza di settimane dall’inizio della lettura. In questo caso anche la lettura e la sua discussione – come detto prima – diventerebbero ravvicinate.

ASCOLTARE (ATTENZIONE AI SOLILOQUI)

Più le persone che partecipano sono adattabili e capaci di accettare e ascoltare le parole degli altri lettori e di proporre le proprie senza diventare protagonisti narcisisti, più è agevole l’andamento del circolo. Questo è ovviamente vero sempre, ma è particolarmente necessario nei gruppi in videoconferenza. Non intendo dire, come vedremo più avanti, che si debbano per forza limare e rendere innocui i pensieri di ciascuno; ma partecipare a un gruppo di lettura ha senso se l’esperienza è ricca e piena di stimoli, anche stimoli che mettano in dubbio e alla prova le proprie convinzioni. Quindi dobbiamo essere consapevoli che ascoltare è indispensabile, tanto più in una condizione di precaria comunicazione.

In un gruppo di lettura in videoconferenza è ancora più fastidioso e imbarazzante che nei normali gruppi sentire un lettore che ripete un pensiero, appena formulato da un’altra lettrice/lettore, come se fosse un pensiero mai prima espresso da nessuno nella discussione; questo succede – a me irrita parecchio – semplicemente perché quest’ultimo lettore, mentre gli altri parlavano, non ascoltava ma stava rimuginando altro, stava formulando tra sé il proprio discorso, si stava preparando al proprio soliloquio.

CORAGGIO

Anche in queste esperienze precarie di gruppi in videoconferenza, resta valida l’importanza di essere coraggiosi. Quindi, i lettori, una volta rispettate le regole di civiltà, non devono sentirsi in dovere di essere concilianti, perché temono la disgregazione, effettivamente più probabile in un gruppo a distanza. Non si deve esitare nel raccontare letture profonde, originali o in controtendenza nelle interpretazioni e nei giudizi dei libri letti dal circolo online. E i moderatori, come accennato, devono favorire il confronto, anche duro. Anche in videoconferenza, i gruppi di lettura ci piacciono se osano, se sono abrasivi, se aiutano ad allargare le prospettive di ciascuno, se non si limitano a confermare quel che si pensava prima di cominciare.

*Ho analizzato questa dinamica della discussione nel terzo capitolo di I Gruppi di lettura. Come dove e perché leggere insieme, Editrice Bibliografica, 2019.

10 commenti

  1. Il nostro GDL si è costituito a settembre 2019 ed ha avuto un discreto successo con l’aumento progressivo, incontro dopo incontro, del numero di partecipanti perciò ci dispiaceva doverlo sospendere in attesa della fine di questa tragica emergenza. Così, proprio sabato scorso, abbiamo provato ad incontrarci con ZOOM per capire se riuscivamo a commentare il libro che ci eravamo proposti di leggere a febbraio. Il risultato è stato incoraggiante, molti sono riusciti a collegarsi (spesso grazie al supporto tecnico dei figli molto meno imbranati di noi “nativi carta-penna-calamaio”. Siamo riusciti a commentare il libro, a scambiarci opinioni ed emozioni, a suggerirci nuove letture e a programmare un successivo incontro ad aprile. In questo periodo di clausura forzata è stato davvero molto bello ritrovarci anche solo virtualmente. Spero che altri GDL possano provare e ottenere lo stesso esito. Buona lettura a tutte e tutti!

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  2. Grazie Paola per la bella testimonianza di un Gdl che lotta per continuare a creare condivisione; in quanti vi siete collegati? La discussione ha avuto necessità di moderazione o è filata liscia e si è autogovernata?
    Grazie ancora
    _luigi

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  3. Eravamo in 15 collegati ..un paio non sono riusciti a farlo per problemi di copertura della rete. Abbiamo gestito l’incontro come al solito, io facevo da moderatore e facevo intervenire chi chiedeva la parola. Il “trucco” per far funzionare bene la conversazione è di silenziare tutti tranne il moderatore che poi invita a turno i partecipanti ad intervenire. Così facendo si eliminano i rumori di fondo che ognuno può avere intorno al proprio microfono e tutti riescono a sentire bene i singoli interventi. E’ utile consigliare l’uso delle cuffie. La riunione è durata più di un’ora e tutti hanno avuto la possibilità di intervenire ..devo dire che è stata una bella sorpresa riuscire a parlarci anche con questi mezzi. Grazie a voi per il sito e per tutte le info che pubblicate.

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  4. @Paola
    Complimenti!
    In questo periodo stiamo superando tante inibizioni nei confronti del “tecnologico” e soprattutto siamo molto strategici, ma non pensavo che addirittura si potesse portare avanti il neonato gruppo di lettura.
    Jez

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  5. Ci siamo fatti ispirare dall’articolo e ieri sera il gruppo di lettura di Misano Adriatico (zona rossa) si è ritrovato sperimentando l’incontro in videoconferenza. Eravamo “solo” in undici, di solito superiamo la quindicina ma i membri più giovani hanno disertato mentre i più anziani, pur digiuni di abilità tecnologiche, hanno fatto di tutto per partecipare. Tra divertenti intoppi tecnici, risolti grazie alla tenacia dei membri più esperti, una volta carpiti tutti i segreti dei microfoni e aver condiviso l’emozione di come ciascuno sta trascorrendo questo tempo sospeso, si è giunti a discutere di “Viaggio al termine della notte”. Pur nelle differenti sfumature di commento si è convenuto che il classico di Céline, “potente”, “disturbante”, “stregato”, non è la lettura più adatta ad una quarantena che mette a dura prova la concentrazione. Nel prossimo incontro dunque ci racconteremo le letture che ciascuno ha sentito utile fare per trascorrere questo particolare momento. E’ interessante sottolineare che alcuni hanno definito la modalità videochiamata addirittura preferibile per il vantaggio di scoraggiare i commenti che si accavallano… Quando si dice trovare il buono in ogni situazione!

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  6. Grazie Lisa per il racconto della vostra esperienza; che tra l’altro conferma alcune impressioni che ho avuto anche io e l’idea che sia più difficile governare le eventuali sovrapposizioni di parole e flussi di ragionamento fra persone diverse; cosa che a volte aiuta l’ordine del gruppo, certo; ma potrebbe alla lunga togliere un po’ di imprevedibilità e immaginazione al complesse della discussione.
    Grazie ancora Lisa, tienici aggiornati su quel che fate!
    a presto
    luigi

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  7. Beati voi che vi parlate in videoconferenza. Io posso cercare il dialogo “alla vecchia maniera, A volte funziona. Certo che affrontare il mare di frustrazione e disperazione di Céline in questi giorni (mesi, anni?”), è impossibile. Si è sempre coinvolti nella lettura.
    Per me sto cercando storie interessanti e magari “divertenti”, tipo IL CIRCOLO PICKWICK o BOUVARD E PEKUSCET (?)CLASSIVONI CHE CI DANNO UN SENSO DI “IMMORTALITÀ E QUALCHE RISATA. CIAO E BUON LAVORO. CAM

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  8. Io conduco da un po’ di tempo un meetup ( meetup.com/Italian_Literature_Reading_Club ): svolgiamo incontri di lettura collettiva, attualmente solo in videoconferenza.

    Una volta a settimana, leggiamo insieme, ad alta voce, i maggiori testi della letteratura italiana (purché liberi da copyright, con qualche eccezione). Ovviamente la partecipazione è libera e gratuita.

    Siamo un gruppo molto ristretto, e stiamo cercando opportunità di incontrare altri amanti della letteratura.

    Recentemente abbiamo intrapreso la lettura (con parafrasi dettagliate e ampie spiegazioni) dell’introduzione al Decameron di Boccaccio, quello sulla peste. Ne concluderemo la lettura il 2 maggio.

    Il nostro prossimo incontro però sarà il 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione: leggeremo alcuni testi sulla resistenza, e proveremo anche ad ascoltare alcuni canti partigiani.

    ***

    Sarebbe bello organizzare letture collettive in videoconferenza in cui possano partecipare lettori italiani da tutta Italia, e anche da fuori. Esistono iniziative in tal senso? Qualcuno è interessato?

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  9. Riflessioni sul secondo incontro del gruppo di lettura di Misano Adriatico svolto in videoconferenza:
    per questo secondo tentativo abbiamo scelto la piattaforma Jitsi Meet (risultata una delle più funzionali dopo un confronto fra colleghi), la parte tecnica non ha presentato problemi anzi, forti della prima esperienza, eravamo attrezzati per realizzare un corposo reportage fotografico collegando dispositivi vari. Con il materiale è stato realizzato un post pubblicato sulla pagina facebook della biblioteca.
    Eravamo collegati in 11 (il gruppo abituale è costituito da circa 12-15 membri). Due nuovi partecipanti hanno preso parte alla serata proprio perché facilitati dal mezzo online. Qui però terminano le buone notizie. Diversi membri “affezionati” del gruppo hanno disertato la videoconferenza in attesa che si torni all’incontro in presenza; durante la discussione non è stato semplice coinvolgere i nuovi avventori, credo che la freddezza del mezzo abbia inciso; sempre a causa del mezzo è stata segnalata una certa frustrazione invece tra i membri consueti che non ritrovano la spontaneità delle dinamiche relazionali che nel tempo hanno reso stabile il gruppo.
    Il mezzo digitale fa i conti con il tipo di gruppo che va ad impattare: il nostro è il classico gruppo di lettura che vive di stabilità e consolidati legami relazionali, l’atmosfera è da circolo di amici, è un valore che in videoconferenza si attenua e il gruppo ne soffre. Inoltre, se in presenza l’atmosfera rilassata e conviviale mette a proprio agio anche i nuovi partecipanti, lo stesso effetto non è riproducibile online (anzi quando i più affiatati si sono lasciati andare alla tentazione dell’ammiccamento bonario fra amici i nuovi sono rimasti stupiti se non irritati). Per condurre la facilitazione ho improvvisato e a fine serata ero davvero stanca e con la brutta sensazione che potesse andare meglio.
    Personalmente mi piacerebbe sperimentare di più questa nuova modalità ma credo che dal mese prossimo proporrò di incontrarci nel giardino della biblioteca (dove possiamo avere la distanza di sicurezza) per riequilibrare il gruppo e ritrovare quelle sensazioni positive che ci fanno incontrare da ormai nove anni.

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