Come funzionano i gruppi di lettura online su Goodreads

Inauguriamo su queste pagine una nuova rubrica, dedicata ai gruppi di lettura online. Cercheremo di esplorare e capire gli strumenti online per creare e gestire gruppi di lettura, e per parteciparvi.
Nella prima puntata, ossia quella che stai leggendo, parleremo dei gruppi di lettura del social network Goodreads.

Che cos’è Goodreads?

Per chi non lo sapesse, Goodreads è un social network progettato per un pubblico specifico: quello dei lettori di libri. Esistono diversi altri social network verticali dedicati ai libri, ma oggi Goodreads è di certo il più usato al mondo.

La caratteristica principale di Goodreads è quella di essere un sito (e un’app) di social cataloging. Cosa diamine significa? Significa che permette alle persone di catalogare i propri libri, di recensirli, di dargli dei voti, di annotarli e – ciò che più conta – di condividere tutte queste informazioni con amici e sconosciuti (oltre che con i data analyst di Goodreads, ma questo è il prezzo da pagare per un servizio completamente gratuito).

Naturalmente Goodreads offre ai suoi utenti anche la possibilità di creare o partecipare a gruppi, ossia ad ambienti collettivi dedicati ad argomenti specifici. Luoghi in cui condividere pensieri e conversare con gli altri iscritti. Più o meno quello che accade nei gruppi di Facebook, solo che nei gruppi di Goodreads è assai più facile trovare gente disposta a parlare con passione di un libro anziché di calcio, politica o altro.
Di tali gruppi di discussione, su Goodreads sono oltre diecimila quelli “taggati” come gruppi di lettura.

Proviamo a immaginare come sarebbe Facebook se fosse frequentato soltanto da un pubblico internazionale di persone interessate a leggere libri (quindi assai meno persone rispetto al Facebook ultrageneralista che conosci). Ecco, Goodreads, più o meno, è così. O almeno dovrebbe esserlo nelle intenzioni dei suoi proprietari.

Ah già. Di chi è Goodreads? Nel 2013 Goodreads è stato comprato da Amazon, che tuttavia (per ora) non lo ha riempito di bottoni verdi lampeggianti con scritto “Compra!”, ma anzi tende a preservare lo spirito originario, più da biblioteca che da libreria.

Due cose da sapere prima di creare un gruppo di lettura su Goodreads

1) Per partecipare a un gruppo di lettura su Goodreads occorre essere iscritti a Goodreads. Cosa che si può fare gratis qui.

2) I moduli online da compilare per creare il gruppo sono in inglese. Gli iscritti a Goodreads parlano fra loro in tutte le lingue del mondo, e parlano di libri scritti in tutte le lingue del mondo. Ma il software di Goodreads si rivolgerà a te in inglese. Solo in inglese.
Se non sai manco una parola d’inglese, compilare il modulo d’iscrizione o quello per creare il gruppo non sarà semplicissimo.

Come creare un gruppo di lettura su Goodreads

La creazione di un gruppo su Goodreads è piuttosto intuitiva per chiunque abbia un minimo di dimestichezza con Internet.
I gruppi di Goodreads, infatti, assomigliano molto ai gruppi di Facebook, con qualche cosa in più che li rende adatti all’uso da parte dei lettori.

Per esempio: su Goodreads, chi amministra il gruppo può mettere in evidenza i libri in lettura, cosa che su Facebook non mi pare sia prevista. Chiunque visiti la pagina del gruppo, su Goodreads, saprà subito quali libri il gruppo ha letto, sta leggendo o leggerà, e quando.

Come su Facebook, il gruppo può essere pubblico (chiunque può partecipare e leggere i contenuti del gruppo), privato (solo i moderatori possono decidere chi può partecipare al gruppo, ma i contenuti sono visibili a tutti, anche ai non iscritti) o segreto (solo i moderatori possono decidere chi può partecipare al gruppo, i contenuti sono visibili solo agli iscritti e il gruppo non compare nei risultati del motore di ricerca di Goodreads né su Google).
Come in quasi tutti i social, il gruppo dispone anche di una mailing interna che informa gli iscritti sulle novità pubblicate nel gruppo.

Nel gruppo è possibile pubblicare post testuali, gallerie di immagini, video, sondaggi, calendari di eventi e notizie di appuntamenti “fisici” (tutte cose che peraltro anche un gruppo Facebook sa fare).

Su Goodreads, se si consulta la scheda di un titolo, questa riporta, fra le tante informazioni, anche un elenco di link a gruppi che hanno discusso di quel libro.

Chi volesse creare un gruppo di lettura su Goodreads, cominci da qui e poi si si dia agli esperimenti.

I gruppi più seguiti

I gruppi di lettura più popolari su Goodreads sono quelli fondati da personaggi famosi. Il più affollato è quello fondato e moderato dall’attrice inglese Emma Watson (l’Hermione della trasposizione cinematografica di Harry Potter). Lei lo descrive come “un gruppo di lettura femminista”. Ha circa 221mila iscritti (o meglio iscritte). Ogni due mesi viene scelto il libro da leggere. La Watson di solito apre la conversazione con alcune domande, ma lascia sempre molto spazio agli altri moderatori. A volte lei riesce a coinvolgere nel gruppo l’autrice o l’autore del libro selezionato (o il traduttore, l’editor ecc.). Quasi tutti i libri trattano temi fieramente femministi.

Un altro gruppo molto frequentato è quello della conduttrice tv americana Oprah Winfrey. In questo caso però il gruppo su Goodreads è solo uno dei molti strumenti di conversazione (o di social media marketing?) di cui si serve il book club televisivo della Winfrey. Al momento Oprah e il suo gruppo stanno leggendo l’autobiografia di Michelle Obama.

Nei gruppi di lettura online hanno molto successo le challenge, fenomeno peraltro dilagante oramai ovunque nelle community digitali (specialmente fra i minori, su YouTube o sui social media per teenager).
Una challenge è, appunto, una sfida. I partecipanti al gruppo affrontano la lettura condivisa come fosse una gara a punti. In genere non si vince niente, a parte vanità e gloria. In tutta franchezza temo che non riuscirò mai ad affrontare la lettura come una competizione o come un gioco, ma de gustibus. Ecco un esempio di regolamento di una challenge in un gruppo di lettura italiano su Goodreads.

Giudizio finale

Goodreads funziona ed è ben frequentato da un pubblico internazionale. La community italiana sta crescendo, e se il software si rivolgesse ai suoi utenti in altre lingue oltre all’inglese, di certo il numero di italiani aumenterebbe.

Però non mi è del tutto chiaro perché mai un gruppo di lettura debba usare i gruppi Goodreads invece di quelli Facebook. Sui due social network, i gruppi funzionano in maniera quasi identica. E di sicuro è più probabile che i tuoi amici, quelli che vorresti invitare nel gruppo, siano già registrati a Facebook ma non a Goodreads.

Nei gruppi di lettura di Goodreads, gli iscritti potrebbero avere a disposizione strumenti più evoluti. Strumenti che gli permettano di comunicare facilmente agli altri compagni di avventura molte più informazioni: quale edizione e traduzione di quel titolo stanno leggendo, a che pagina sono, quali note a margine hanno segnato, e così via. Tutte cose che per ora sono visibili nei profili personali, ma non nei gruppi.
Per farla breve: bello Goodreads, però, forse, non ci aprirei un gruppo di lettura.
Nelle prossime puntate di questa rubrica cercheremo di capire se in giro c’è di meglio.

Louvre di Abu Dhabi, foto di Agnieszka Kowalczyk
Foto: il Louvre di Abu Dhabi, di Agnieszka Kowalczyk

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