Il vero miracolo del Gruppo di lettura

Geroge Ault, Studio Interior, 1938 (Wikiart.org)
Geroge Ault, Studio Interior, 1938 (Wikiart.org)

Accettare di leggere un libro che non abbiamo sul comodino.

Anche se l’energia che spinge i gruppi di lettura è  – quasi sempre –  il semplice desiderio e bisogno del lettore di parlare delle proprie letture, il miracolo che li rende possibili è un altro. È il compromesso che i lettori accettano: leggere un libro che è stato scelto da altri. O meglio, leggere un libro che interrompa la serie dei libri che abbiamo deciso, per i fatti nostri, di leggere. E far entrare, in questa serie, un libro frutto di un compromesso.
È un lettore che si trasforma, almeno in parte, per questo periodo dedicato al libro del Gruppo.
Per i lettori accaniti, appassionati, è una trasformazione complicata: mettere da parte la propria lista per dedicare le ore (probabilmente) più profonde della giornata a un libro (probabilmente) bello ma che forse abbiamo già letto, magari avremmo letto fra dieci anni o forse non avremmo letto mai. E invece, improvvisamente, diventa il libro (o uno dei libri) del momento.
In questi giorni ho sentito il fastidio dei lettori che non sono disposti a tali compromessi.
Sono lettori che, pur amando condividere quel che leggono, non partecipano a gruppi di lettura. Vorrebbero un co-lettore dei libri che decidono di leggere, o, se proprio non arriva il co-lettore, almeno un lettore disposto ad ascoltarli e a fare qualche domanda. Son lettori che vogliono attenzione. E quando non la ottengono  –  ”nessuno si interessa ai libri dei quali parlo io, sono letture troppo eterodosse?” –  si innervosiscono, appunto: niente co-lettori, “nessuno si accoda alla mia lista di letture”.
Nel Gdl si tratta invece aprire la propria, presunta, eterodossia ad altre eterodossie; a meno che non si riesca a convincere tutto il gruppo a seguirti. Cosa che ogni tanto ovviamente succede, ma non sempre, non con ogni libro scelto. Il resto dele volte nel Gdl si accetta il compromesso; che poi magari ci fa scoprire autori che abbiamo trascurati, o addirittura che avevamo scelto di ignorare.
Sta qui, in buona misura, la differenza fra chi legge fuori dai gruppi di lettura  –  pur amando parlare, anche molto, di quel che legge  – e chi legge nei gruppi di lettura: quest’ultimo tiene sempre uno spazio libero sul proprio comodino per un libro, imprevisto, scelto con gli altri.
Per intenderci, nessuno accetta sempre il compromesso, credo. Ma a volte il compromesso vale molto. Perché con il libro “intruso”, entrano anche pensieri “intrusi”, soprattutto i pensieri degli altri lettori. E spesso sono pensieri eterodossi che sorprendono.

*Un co-lettore è un lettore che ha letto il tuo stesso libro

3 commenti

  1. Ho partecipato pochissime volte a un GdL senza chiedermi a fondo perchè non mi andasse. Lo scopro leggendoti. A volte diamo giudizi senza nemmeno accorgercene, questo è uno di quei casi. Non ti va di metterti nella mani di altri, sono gli alti che scelgono, quasi sempre.
    Un po come quando ti passano il libro che hanno tanto amato e tu lo hai sempre lasciato sullo scaffale. Poi ti senti costretto a leggerlo e scopri un mondo.

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  2. Come siamo tutti diversi! A me i gruppi di lettura piacciono proprio perché così esco un po’ dai miei interessi e leggo anche quello che non avrei mai incontrato né tantomeno cercato!
    Poi mi piace ascoltare quali e quanti echi le stesse letture suscitano nelle persone.

    Piace a 1 persona

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