I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

1.397 commenti

  1. @Tutti @Cristina

    So che ne avete già parlato in passato quindi non mi dilungo: un libro che non sappia comunicare a chi non c’era, non può essere definito un libro riuscito. Tra l’altro non sono nata ieri e neppure l’altro ieri, quindi alcuni decenni descritti nel romanzo non mi sono stati del tutto estranei, ero già grandicella, li ho vissuti anch’io, ma, pur riconoscendo le tendenze, le mode e gli oggetti descritti, mi sono annoiata.

    Non ho riconosciuto in questo libro di Ernaux l’autrice de “Il posto” e, soprattutto, del prorompente “Passione semplice” (non è vero che “non ci prendiamo” perché questi suoi due libri mi erano piaciuti e parecchio).

    Ciao
    Mari

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  2. Ho controllato le impostazioni che regolano i commenti, e non mi sembra ci sia nulla di anomalo. Vi prego di segnalarmi – anche usando la mail gruppodilettura@gmail.com – se uno dei commenti che postate non viene visualizzato. Può essere che WP abbia modificato qualche parametro del sistema automatico di filtro per i commenti spam. Il commento di Cristina era effettivamente finito nella coda di moderazione, anche se non aveva nessuna caratteristica corrispondente a quelle che vengono considerate “sospette”.

    A presto

    -L

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  3. @Tutti

    Grazie alla versione audio (l’audiolibro è di recente pubblicazione) ho incontrato questo testo famosissimo:

    ► Emilio Lussu, “Un anno sull’altipiano”, letto da Daniele Monachella e altri, adattamento regia e direzione artistica di Daniele Monachella, Emons Italia, 2016 , 1 compact disc (MP3) (389 min.)

    Bello, significativo, per certi versi più istruttivo di un manuale di storia, antidoto a tanta retorica sulla Grande Guerra, prezioso per comprendere le angherie e i soprusi della giustizia militare italiana; ciò non di meno, libro che io agli studenti delle medie inferiori non proporrei mai.

    @Jezabel
    Jez, tu l’hai mai proposto ai tuoi studenti?

    Ciao
    Mariangela

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  4. @Tutti
    Dove siete finiti? Perché non scrivete?

    I consuntivi di fine anno servono a chiarirsi le idee. Se poi qualcuno vuole pensar male: che c’è esibizionismo, prolissità, bulimia o qualcosa di illecito, fatti suoi, mi dispiace per lui che il piacere della lettura e della sua condivisione non riesce neppure a comprenderli (non sto riferendomi a qualcuno di voi, naturalmente).

    Come ogni anno, inizio dalla pars destruens: ometto volutamente la zona grigia di quei libri che mi sono, sì, piaciuti e che per certi versi ho pure apprezzato, ma sono risultati senz’altro al di sotto delle aspettative e, in due casi, della fama degli autori (si è trattato di autrici: Wolf e Bachman)

    Questi sono i libri che proprio non mi sono piaciuti:
    • Susan Abulhawa, “Ogni mattina a Jenin” (non terminato)
    • Jan Brokken, “Anime baltiche”
    • Nagib Mahfuz, “Il ladro e i cani”

    Ciao
    Mariangela

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  5. Buonasera a tutti,
    buone feste. Sto leggendo L’ACCHIAPPASOGNI di King.
    Lavoro tanto a maglia. È rilassante. Abbiamo ballato con la madre Terra e non si finisce mai di allarmarsi.
    Oggi figure istituzionali e tanti bei progetti (sperem).

    Mariangela, non assegno mai libri da leggere.
    Suggerisco, propongo, racconto la trama…

    A presto.

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  6. @Jezabel @Tutti
    Mi spiace per lo spavento dovuto al terremoto! Lavorare a maglia viene bene con gli audiolibri, ma deve trattarsi di lavorazioni semplici, che non implichino cali o aumenti, le sciarpe sono i capi più adatti.

    @Tutti
    È doveroso citare anche i libri che non leggiamo per intero perché possono averci dato tanto, nonostante la lettura parziale, e rappresentare un porto sicuro per futuri ritorni.

    Questi tre li ho usati, anche, come guide, per girare per Milano, la mia “mal combinata città”. Ne ho parlato con piacere con Cristina:

    1. Orsina Simona Pierini, Alessandro Isastia, “Case milanesi: 1923-1973: cinquant’anni di architettura residenziale a Milano”, fotografie di Stefano Topuntoli, Hepli, 2017
    2. “Milano” Touring
    3. “Zona 6”, testo realizzato grazie alla preziosa collaborazione dei ricercatori della memoria Roberto Marelli e Alberto Recchi, ideatrice e coordinatrice del progetto Paola Cascone, testi a cura di Giorgio Bacchiega, Assessorato al decentramento, 1991

    Sono debitrice a Isabella Camera d’Afflitto: grazie ai suoi lavori mi sono avvicinata alla letteratura araba e ho compreso appieno il dramma palestinese:

    1. Isabella Camera d’Afflitto, “Letteratura araba contemporanea. Dalla nahdah a oggi”, Carocci, 1998
    2. Isabella Camera d’Afflitto, “Cento anni di cultura palestinese”, Carocci, 2007

    I titoli che seguono potrei etichettarli come guide di critica letteraria (del Meridiano su Swift ho letto solo il paratesto); mi hanno fatto conoscere meglio gli autori letti:

    1. Riccardo Capoferro, “Defoe: guida al “Robinson Crusoe””, Le Bussole – Carocci, 2003
    2. Swift, “Opere”, a cura di Masolino d’Amico, Mondadori, I Meridiani, 1997, 1573 p.
    3. Alessandro Vescovi, “Amitav Ghosh”, Le Lettere, 2011

    Questi due, per quanto non recenti, sono andata a prendermeli per leggere qualcosa di serio sui paesi baltici, come controveleno a Brokken:

    1. Czeslaw Milosz, “I popoli baltici” in “La mente prigioniera”, Adelphi, 1981, pp. 261/290
    2. Czeslaw Milosz, “La mia Europa”, Adelphi, 1985

    Ci sono libricini, vecchi e consunti, che all’apparenza sembrerebbero da eliminare dagli scaffali delle biblioteche, e invece possono essere fonte di ottime scoperte. Questo lo sto ancora utilizzando per scovare autrici a me ignote:

    1. Luciana Tufani, “Leggere donna: guida all’acquisto dei libri di donne”, E/O, 1994, 123 p.

    Ciao
    Mari

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  7. mah, ciao.
    Per chiarire. dunque : il mio commento a Gli anni c’è ora e c’è sempre stato, solo che all’inizio era preceduto da una riga che diceva ” questo commento non è ancora stato moderato”. Tutto là. Poi la riga è scomparsa e il commento ( 23 dic. ore 10,05) è lì.

    Non ricordo se ho scritto qualcosa dopo onestamente, Mariangela quale sarebbe il mio commento che tu hai ricevuto e che manca?

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  8. ciao Cristina,
    wp usa akismet, sistema automatico antispam. Un complesso algoritmo cerca di capire quale fra i commenti può essere spam, tenendo conto di una combinazione di indizi. In genere funziona bene. A volte sbaglia. Quando ha dei sospetti mette in moderazione. A quel punto mi arriva una mail che mi avverte. Attualmente nessun commento è in moderazione.
    Cosa sia successo esattamente con il tuo commento non saprei dirlo. Importante è sapere, e su questo ti posso assicurare, che non è attiva alcuna “moderazione” umana _prima_ della pubblicazione dei commenti. I filtri sono solo quelli di akismet. Infatti non mi risulta che sia successo altre volte che un commento fosse fermato prima della pubblicazione, o sbaglio?

    ciao a tutti

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  9. Cristina, il tuo commento che non vedevo è la tua risposta su ’gli anni”, ora è tutto chiaro.

    A me era successo su un altro articolo,non recente, di qs blog, poi tutto ok.

    Ciao e grazie a Luigi
    Mariangela

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  10. Luigi, ti credo sulla paroila. Non so cosa sia akismet nè lo voglio sapere,però. Grazie e auguri

    Psst: ho letto per la pruma volta un libro di Melania Mazzucco
    SEI COME SEI – bella storia di una ragazzina figlia di una coppia gay che avendo perso un padre che è morto è stata portata via all’altro di cui non porta il cognome.
    Godibile, scritto in modo decente. una carica di affettuosità quasi straripante da parte della ragazzina.undicenne
    Insomma un libro a tesi – pro idea che le coppie gay debbano e possano avere figli – ma piacevole. Con molte digressioni sull’arte che è materia peculiare di Mazzucco.

    Sono sui gialletti, De Cataldo si, ma insomma Malvaldi, dio bònino, un lo reggo.

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  11. @tutti. mi dispiace tantissimo che Amos Oz non possa più scrivere.
    Se per caso qualcuno non avesse letto STORIA D’ AMORE E DI TENEBRA, penso proprio. che dovrebbe leggerlo con tutta l’attenzione possibile.E’ un capolavoro di Storia, di bellezza letteraria, culturalmente necessario. Resta un buchino nel cuore di chi non lo conosce. Auguri e abbracci a tutti.💔 Cam

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  12. @Tutti
    Tra i libri di saggistica che ho letto nel 2018, primeggia il libro di Cataluccio, che, per forza di trascinamento, mi ha condotta anche ai tre successivi.

    1. Francesco M. Cataluccio, “Vado a vedere se di là è meglio: quasi un breviario mitteleuropeo”, Sellerio, 2010”
    (da leggere, veramente! Se siete in procinto di un viaggio da quelle parti e anche se sapete fin da ora che non potrete andarci mai!)

    2. Adam Zagajewski, “L’ ordinario e il sublime: due saggi sulla cultura contemporanea”, traduzione di Alessandro Amenta, Casagrande, 2012

    3. Adam Michnik, “Il pogrom”, a cura di Francesco M. Cataluccio, Bollati Boringhieri, 2007, 77 p.
    (un pogrom, dopo la Shoah, per me sarebbe rimasto inimmaginabile!)

    4. Guido Crainz, ““Il Sessantotto sequestrato: Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni”, saggi di Pavel Kolář, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro, Anna Bravo, Donzelli, 2018
    (bellissimo libro per celebrare la ricorrenza del cinquantenario del Sessantotto)

    5. Paolo Bertinetti, “Il romanzo inglese” Laterza, 2017

    (vecchia conoscenza che non delude mai, Paolo Bertinetti, sia per la chiarezza della sua scrittura, sia per la selezione dei titoli che ho tramutato in proficui i consigli di lettura)

    6. Federica Di Rosa, Elisa Roson, “Tra la spada e il muro: storie di vittime e di eroi del lavoro pubblico del nostro tempo: 8 atti unici + 1”, prefazione di Susanna Camusso, introduzione di Florindo Antonio Oliviero, Ediesse, Funzione pubblica CGIL Lombardia, 2015, 142 p.
    (parla dei dipendenti pubblici, la mia tanto malfamata categoria, in modo inconsueto: con il linguaggio del teatro)

    Raccontatemi quello che volete, che la narrativa non va trascurata, che i romanzi ci insegnano molto, e va bene, devo darvi ragione, ma a questi sei libri di saggistica (per imprecisione, ci metto anche i pezzi teatrali sul lavoro pubblico) tengo molto e non si dica che la saggistica non regali emozioni!

    Ciao,
    Mariangela 

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  13. Bè Mari hai scelto la meglio saggistica, CRainz, Cataluccio, roba di qualità!

    Oz devo infilarmici ,avevo letto Giuda ( e non m’era piaciuto), Storia di amore e di tenebra devo leggerlo. Non mi ricordo che titoli avevo letto di lui, ma certo conosco meglio Yeoshua e Grossman ( che terna però!!)

    Ho letto di passaggio anche un libretto di Andrea Pinketts, che come giallista infioretta lo stile e sfida qualche profondità.Mah, si, boh

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  14. @Tutti @Cristina
    Cristina, Crainz e Cataluccio mi sento proprio di consigliarli caldamente, io ho già sott’occhio altri loro lavori.

    Di Amos Oz, di narrativa, avevo letto solo “Non dire notte” e mi era piaciuto: del libro ricordo, oltre ai due protagonisti, la presenza diuturna del deserto, che si percepiva in ogni pagina.

    Non nascondo che su di me, quest’anno, ha avuto un impatto emotivo maggiore la notizia della morte d Philip Roth, per quanto come scrittore si fosse già detto “in pensione”.

    Ciao,
    Mari

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  15. @ Cristina credimi Cris STORIA DI AMORE E DI TENEBRA e’ uno dei libri più importanti sulla nascita di Israele.Storicamente imperdibile. Il romanzo. più fondamentale di Oz e. di tutti gli altri grandi suoi contemporanei .
    E’ a livello di un Wassily Grossman per importanza storica, oltre a tutto il resto. I bei romanzi di Oz, in età più giovanile, dove tagliava il pane a fettine sottili e se lo mangiava di gusto con olive e pecorino.Gli ultimi romanzi , Giuda compreso sono stati scritti in età più matura non più così freschi e sensuali , più tristi, ovviamente e più preoccupati. Non sono tutti uguali i libri d’ autore, ovviamente. Un abbraccio Cam

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  16. @Cam sono totalmente d’accordo con te su quel libro di Oz, assoluto capolavoro, uno dei libri che ho amato di più nella mia esistenza di lettrice. Letto e riletto e lo leggerò ancora. Non solo tratta della nascita di Israele, ma anche di come si forma uno scrittore si dall’infanzia. I livelli di lettura sono infoniti e si moltiplicano e sovrappongono. Capolavoro, come.quello di Grossman.
    Brava Cam. Leggetelo leggetelo, impossibile non amarlo follemente

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  17. @ Dani. ricordi Dani la terribile realtà, il deserto, le condizioni di vita che i profughi ebrei scappati dall’ Europa, da case belle e confortevoli si trovavano davanti. La mamma di Oz eil padre , una storia terribile per Oz bambino. E la nonna che lavava tutto fino a consumarlo in cerca di… E il nonno col suo decalogo. Un libro formativo, direi indispensabile per ” capire” Israele. I Kibbutz, la paura, le fatiche. Ti ringrazio tantissimo per la tua condivisione. Un abbraccio Cam

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  18. @Tutti
    Ora vado con i miei migliori di narrativa. Come al solito una doverosa premessa: tra le letture collocate sul primo e sul secondo gradino del podio corre talvolta una differenza minima, dovuta più a gusti personali che non a demeriti letterari degli autori (questi, più o meno in ordine di lettura, sono i miei ”Distinto” o medaglie d’argento):

    1) Tahar Ben Jelloun, “Nadia”
    2) Sinan Antoon, “Rapsodia irachena”
    3) Amitav Ghosh, “Il cromosoma Calcutta”
    4) Sabri Musa, “L’incidente del mezzo metro”
    5) Richard Ford, “Fra loro”
    6) Ghassan Kanafani, “Uomini sotto il sole”
    7) Baha Taher, “Ieri ti ho sognato” in “Scrittori arabi del Novecento” a cura di Isabella Camera d’Afflitto
    8) Frank McCourt, “Le ceneri di Angela”
    9) Tahar Ben Jelloun, “Un giorno di silenzio a Tangeri”
    10) Suad Amiry, “Sharon e mia suocera”
    11) Ibrahim al-Koni, “La patria delle visioni celesti”
    12) Dacia Maraini, “Bagheria”
    13) Edith Bruck, “Privato”
    14) Daniel Defoe, “Le avventure di Robinson Crusoe”
    15) Roberto Bolaño, “Notturno cileno”
    16) Bohumil Hrabal, “Una solitudine troppo rumorosa”
    17) Władysław Szpilmanm, “Il pianista”
    18) Peter Schneider, “Nemico della costituzione”
    19) Patrick McGrath, “Follia”
    20) Danilo Kiš, “Giardino, cenere”
    21) Mary Shelly, “Frankestein”
    22) Zadie Smith, “Denti bianchi”
    23) Mariolina Venezia, “Come piante tra i sassi”
    24) Doris Lessing, “Il diario di Jane Somers”
    25) Georges Simenon, “Il cane giallo”
    26) Ricarda Huch, “L’ultima estate”,
    27) Emilio Lussu, “Un anno sull’altipiano”

    Ciao
    Mariangela

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  19. @Cam io posso dire, senza ombra di dubbio, che Storia ld’amore e di tenebra sia uno dei libri che ho amato di più in assoluto e che due letture sono a malapena sufficienti per cogliere i temi che lo compongono. Personaggi imdimenticabili: lo zio saggio ed erudito, questo bimbo che scruta le vite degli altri al caffè e così inizia a creare le prime storie, la sua solitudine feconda di fantasie che hanno fatto di lui il grandissimo scrittore che è stato. Scusate se scrivo ancora ma lo amo veramente tanto!!!

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  20. @ Marian
    Tu non ami la condivisione quindi io devo tornare indietro per dire che tra Amos Oz e Philip Roth non si possono fare paragoni. Roth un grande. scrittore sicuramente, di vasto successo internazionale , come uomo era certamente impegnatissimo , a volte in modo affascinante, col proprio ego. Tanti artisti lo sono, nulla da dire.Ma paragonarlo a Oz, e’ una follia. Oz, letterato grande, per ampiezza del suo orizzonte espressivo ma certo anche per il suo impegno. civile. Il suo continuo dissidio con la politica israeliana e i suoi pamphlet per la pace gli hanno portato anche molti avversari.Un uomo importante. in tutto il mondo per la pace e per la sua sapienza politica .Alcune sue parole in una recente intervista che cito a memoria: “”impara come e’ bello essere diversi…..””
    I libri di Amos Oz, da una storia d’amore e di tenebra del 2002 a Giuda ( 2014) sono tra i capolavori della letteratura contemporanea. Libri che fanno i conti con il passato.E mi fermo qui. A volte sarebbe forse meglio leggere un solo libro ,ma leggerlo bene, che farne fuori una trentina. So che sarai inviperita ma non so cosa farci. Questa volta, su Oz intendo, mi sentirei in colpa per non aver tentato di condividere le mie impressioni sincere e profonde con te che stimo e che ami la letteratura. ciao ciao. Cam

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  21. @Tutti @Camilla
    Lo so, lo so che mi stimi, ho già ricevuto in passato calde manifestazioni di stima, per quello che leggo, per quanto leggo e soprattutto, per come leggo. Non sono inviperita, figurati, Sono abituata a ben altro!

    @Tutti
    Questo è l’elenco dei libri di narrativa che più mi sono piaciuti nel 2018. Rimarrete delusi se ci cercate le novità: come dico sempre, a fare da battistrada, io lascio andare avanti gli altri, però mi sono diertita un sacco:

    1) Murid Al-Barghuti, “Ho visto Ramallah”
    2) Pierlugi Cappello, “Questa libertà”
    3) Ghassan Kanafani, “Ritorno a Haifa”
    4) Charlotte Brontë, “Jane Eyre”
    5) Viet Thanh Nguyen, “Il simpatizzante”
    6) Tayeb Salih, “La stagione della migrazione a Nord
    7) Krys Lee, “Come siamo diventati nordcoreani”
    8) Teju Cole, “Città aperta”
    9) Karen Joy Fowler, “Siamo tutti complretamente fuori di noi”
    10) Alexandre Dumas “Il conte di Montecristo” (versione ridotta)
    11) Kevin Powers, “Yellow birds”
    12) Grazie Deledda, “Cosima”
    13) Harriet Beecher Stowe, “La capanna dello zio Tom”
    14) Lyman Frank Baum, “Il meraviglioso Mago di Oz”
    15) Kader Abdollah, “Il corvo”
    16) Jonathan Swift, “I viaggi di Gulliver”,
    17) Stanislaw Lem, “Solaris”
    18) Pawel Huelle, “Cognome e nome Weiser Dawidek”
    19) Emily Bronte, “Cime tempestose”
    20) Gustave Flaubert, “Madame Bovary”
    21) Nobokov, “Lolita”
    22) Grahan Swift, “Ultimo giro”
    23) Grahan Greene, “Fattore umano”
    24) Giorgio Bassani, “Il giardino dei Finzi-Contini”
    25) Abraham Stoker, “Dracula” (versione ridotta)
    26) Friedrich Christian Delius, “La ballata di Ribbeck”
    27) Aramburu, “Patria”
    28) Kent Haruf, “Canto della pianura”
    29) Dino Buzzati, “Il colombre ed altri racconti scelti”
    30) Andre Gide, Georges Simenon, “Caro maestro, Caro Simenon: lettere 1938-1950”, prefazione di Marco Vallora, Archinto, 1989, XXX, 88 p.
    31) Nicole Müller, “Perché questo è il brutto dell’amore”
    32) Georges Simenon, “Lettera al mio giudice”
    33) Anton Cechov, sei romanzi brevi
    34) Milena Agus, Luciana Castellina, “Guardati dalla mia fame”

    Ciao,
    Mariangela

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  22. @tutti @Cristina

    Lo sapete che è uscita una nuova raccolta di racconti di Berlin? Io non ho ancora letto neppure la prima, ma ricordo che voi né eravate entusiasti ( non Camilla, però).

    Ciao,
    Mariangela

    Il titolo potrebbe essere ”sera in paradiso”.

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  23. Su Berlin stanno scavando il fondo del barile… Mari. secondo me leggi anche troppo…. io che pure mi considero una lettrice forte leggo assai meno.

    Mah, saranno gli audiolibri?

    Buon inizio di anno, pant pant pant

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  24. @tutti @Cristina
    Vi scrivevo di Berlin perché ieri ho visto il libro a Garabombo, il mercato equo e solidale che c’è a Milano fino alla Befana, ma probabilmente per voi non è una novità.

    Audiolibri o no, l’importante, se ci divertiamo e se ne abbiamo bisogno, è leggere, di tutto di più, senza pregiudizio e cercando di sfruttare al meglio tutti i supporti, anche quelli che sulle prime ci mettono in difficoltà (non solo per l’e-reader, persino per impostare il lettore MP3 ho dovuto farmi aiutare!).

    Il problema, semmai, si presenta quando noi lettori non riusciamo a leggere, quella è una spia sicura che non siamo informa. Nel mio consuntivo, per esempio, ho rilevato una flessione nei mesi di settembre e ottobre (porgo il fianco con questi termini da travet, ma i rendiconti sono rendiconti!): non è un caso, non sono stata bene e ho letto poco. Adesso, così così, e sto leggendo! Scusate il lamento, a proposito di lamento, indovinate quale libro mi sono sentita con grande spasso e divertimento, da non riuscire, auricolare all’orecchio, a frenare le risate mentre camminavo per strada, con i passanti che mi guardavano male? Libro famosissimo!

    Ciao,
    Mariangela

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  25. @Tutti @Jezabel @Dani

    Il libro che ha fatto ridere me, a crepapelle, anche sui mezzi pubblici, in mezzo a viaggiatori che si interrogavano sul mio stato mentale, il “lamento” cui facevo cenno io è quello del titolo del famoso romanzo di Philip Roth:

    ►Philip Roth,“Lamento di Portnoy”, letto da Luca Marinelli, Emons, 2017, 1 CD MP3 (8h 01′)

    Bello, veramente, mai letto prima per non so quale pregiudizio, ma bello davvero. Un po’ romanzo di formazione, un po’ autobiografia raccontata da un io narrante al cospetto del proprio psicoterapeuta, potrebbe venire definito, anche, l’elenco di tutti quei condizionamenti che trasmettono i genitori, viene fuori l’aspetto asfissiante della famiglia: la figura nevrotica della madre, ossessiva, onnipresente, possessiva, quella del padre, forse meno invadente, ma altrettanto condizionato da pregiudizi e conformismo.

    Dani, penso fossi tu ad avere scritto che, qui, come c’è da aspettarsi da un racconto fatto ad uno psicanalista, i desideri e le pulsioni sessuali vengono fuori viste da un punto di vista maschile perché chi sta parlando è un uomo. Io sono d’accordo: l’inconscio non conosce il politically correct, per sua natura la nevrosi è egoista.

    Nonostante la scabrosità di certe scene, io non l’ho mai trovato volgare o gratuito.

    Ciao,
    Mariangela

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  26. @Mari e tutti. Non sono io, non ho mai letto quel libro di Roth, ma altri si e lo apprezzo molto. MAgari rimedierò. Purtroppo però avrò meno tempo per leggere in futuro, cambio lavoro e sarò più impegnata.
    Io invece sto leggendo I FIGLI DELLA MEZZANOTTE di Rushdie, di cui fosti tu, mi pare, a parlare qui. Appena iniziato, ma di quei libri che ti avvincono.
    Sui racconti di Checov, ne ho letti alcuni in queste vacanze, nulla da aggiungere agli elogi fatti da tutti in altro post.
    Sono semplicemente perfetti nella loro descrizione di esseri umani, natura, sentimenti, con totale sospensione di giudizio. Solo un occhio che osserva e racconta con lucidità. Grande letteratura.

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  27. Tra le buone letture di questi ultimi tempi segnalo “DESTINATARIO SCONOSCIUTO” di Kressman Taylor ed. Rizzoli apparso per la prima volta su una rivista americana nel 1938 ripubblicato prima negli USA nel 1995 poi nel 1999 in Francia raggiungendo un grande successo di vendite. E’ un romanzo epistolare che si legge tutto d’un fiato; l’ho scoperto casualmente leggendo Dix libris – la mia storia sentimentale della letteratura di Gioele Dix un attore che stimo e che mi piace….Quando si dice che i libri contengono mondi che aprono altri mondi…..

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  28. Dani! I figli della mezzanotte è un libro portentoso, rapinoso, imperdibilissimo, travolgente. una vera meraviglia!!

    Ciao Giulio caro, quante strade fanno i libri per raggiungerci, vero?

    Bene: vi dico una vera CHICCA. Poi qualcuno/a mi ringrazierà perchè questo libro scalda il cuore.

    LUCE D’ESTATE ed è subito inverno. libro felicissmo di Iperborea autore islandese (Jon Kalman STefansson) , forse ne avevo anche già accennato, ((scusate ma sono anziana e rintronata..ahah))

    Un libro che FA BENE all’anima, leggero in apparenza, ma un vero inno alla vita, al sesso, all’amicizia, alle bevute, ai sogni, ai grandi progetti. Paesino di 400 anime, e i suoi vari abitanti, chi bizzarro, chi timido, chi felice guidatore di camion, chi addetto alle telefonate dei depressi, e poi due o tre donne che ti levano il fiato per la bellezza, il desiedrio che suscitano e poi un eros fantastico, pieno, tenero, la forza delle stelle e una lingua soave, piena, personaggi fantastici -come Jonas che dipinge ovuqne uccelli e suona il violino, e Elisabeth che aspetta per 6 anni il suo amante mentre tutti gli uomini le sbavano dietro, e ognuno va per la sua strada seguendo il suo destino perchè forse ” è proprio in un paese piccolo che la vita si fa più grande”, con la calma, il buio, la luce delle stelle e la passione per la natura. Ogni pagina brilla di piccole meraviglie, perle divertenti o sagge, e personaggi sono veri e densi – che li vorresti stringere tutti fra le braccia coi loro difetti e le loro grandezze.
    Non un capolavoro ma un libro buono, come il pane caldo appena sfornato,scritto bene, con un ritmo pacato ma anche vitale, e poi piccole riflressioni come laghetti alpini, calmi, sereni e di un blu profondissimo.
    Non perdetevelo, ripeto, scalda il cuore e in tempi come questi, ci vuole.

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  29. @tutti @Dani @Giulio @Cristina
    Avete citato tre libri che, tutti, se pur motivi diversi, mi avevano molto impressionata: “I figli della mezzanotte” (mito, storia, magia, sentimenti, non a caso, per quanto arbitrarie siano queste definizioni, è stato definito il romanzo più bello dell’ultimo trentennio del xx secolo); “Destinatario sconosciuto” (una lettura che devo al prezioso consiglio di una bibliotecaria); “Luce d’estate ed è subito sera” (condiviso con altri lettori, è stato apprezzato quasi unanimemente). Bello leggere, e anche condividere, altro che.

    A proposito di condivisione, mi piacerebbe mettervi a parte di un’impresa appena iniziata, che potrebbe anche fallire, però, perché per leggere il tempo non è mai abbastanza e il lavoro assorbe tante energie (Dani, non è detto che leggerai di meno, chi lo dice?). Ve lo dico: ho iniziato “I Miserabili”, ho letto poco, non dico niente, ma so che voi l’avete già letto.

    Staremo a vedere.

    Ciao,
    Mariangela

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  30. @ Cristina Dani. Marian
    Il romanzo di Steffanson e’ bellissimo, da tempo Cri ce ne parla. Da anni tengo sempre vivo il mio interesse per IPERBOREA che ha un catalogo davvero magnifico e e’ dedicato alla letteratura nordica. Ovvio che non tutti i libri di Iperborea possano piacere a tutti certo e’ che dar loro una certa attenzione , spesso e’ in ottimo investimento culturale.
    @ Dani. c’è da qualche tempo (meno di un anno forse) una Casa editrice speciale, accuratissima, con i volumi numerati, che ora si trova in tutte le librerie e , spero, le varie biblioteche, ma fimo a poco tempo fa era difficile scovarli.Sono libri un po’ speciali scelti con grande cura.Del primo ho già parlato. LARCHFIELD, autrice Polly Clark , ( parla del meraviglioso Auden!!!) ne ho letto un altro La STORIA DI JENNY e certo li terrò d’occhio.Casa editrice. ATLANTIDE. Per chi ama anche il libro come oggetto prezioso.
    @ Marian tu ti muovi tra le letture, e vai da Erode a Pilato a modo tuo. Ora con balzo secolare leggi I MISERABILI e preannunci il tuo parere. E’ molto difficile saltabeccare senza tregua, e difficile seguirti, anche se cerco di farlo sempre.Sul famoso Victor. Hugo ovviamente. non mi soffermo.

    Buone letture comunque. Ciao ciao a tutte. Cam

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  31. I miserabili, feuilletton che io ho studiato e leggiucchiato a scuola. E’ come i tre moschettieri ( ma meglio eh), un librone fundamental, per divertimento, facilità, ritmo lingua fluida e divertimento. Non è Anna Karenina silegge a glu glu Mariangela, ce la puoi fare.

    Camilla mia! vedi? finalmente un libro che ci mette d’accordo! che bellezza! da tempo ve ne parlo? si sono alla seconda lettura e sono dimenticona, ahahah avrete pazienza con una vecchia lettrice che ha la memoria coi buchi…ahah

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  32. @tutti @Camilla @Cristina
    Camilla, peccato che sul grande Hugo, come scrivi, tu non ti voglia soffermare, io non l’ho mai letto e confrontarmi con qualcuno mi avrebbe fatto piacere

    Se è lecito esprimersi dopo avere letto circa il 6 per cento di un romanzo di quasi 800 pagine, ma c’è anche da dire che la prima impressione è quella che vale, mi permetto di scrivere qui le mie sensazioni, così di primo acchito. Io lo sto trovando scritto (e tradotto) divinamente, con una narrazione che si snoda lenta, anzi lentissima, ma che sa tirarti dentro, piena com’è di considerazioni profonde sulla religione, sulla società e sulla vita. È il classico narratore ottocentesco che vuole dire la sua (e Hugo lo fa da par suo) sui personaggi, sui loro sentimenti e sul mondo circostante e non disdegna di inframmezzare al racconto le sue idee sugli esseri umani e sul mondo.

    Premesso che magari io non sarò in grado di portarne a termine la lettura, se va bene ci metterò mesi a finirlo, Cristina, ma, per quello che ne scrivi, non ho capito se stiamo parlando di i due libri diversi oppure se la lettura scolastica ti abbia rovinato il romanzo.

    Mari

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  33. @Mari quando su dice che i classici sono una garanzia!! I Miserabili è magnifico, nell’impianto, nei resoconti storici, nella descrizione degli ambienti, l’approfondimento dei personaggi. E in alcune pagine vola alto, altissimo. Ricordo ancora l’ incanto della scena di Cosette che medita in giardino. Insomma una meraviglia delle meraviglie. E altrettanto bello è Notre Dame. Anche lì storie di grandezza e miserie, digressioni sull’architettura. Insomma questi romanzi sono dei forzieri pieni di gioie e preziosi da cui tutti, per fortuna, possiamo pescare per adornare il cuore e la mente

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  34. @Dani
    Dani, Grazie!

    @tutti
    Intanto è onesto riportare la bibliografia: sto leggendo il romanzo di Victor Hugo ascoltando questo audiolibro:

    ►Victor Hugo, “I miserabili”, versione integrale in cinque Tomi. Lettura di Moro Silo, a cura di Maurizio Falghera, il Narratore audiolibri, 2009, 5 compact disc (MP3)

    Leggo che questa versione audio si basa su diverse traduzioni di pubblico dominio (in particolare quelle di C.Barbini e di E. Perino del 1892, G. Lubrano del 1895 e di G. Rubetti del 1909), ma che alcune parti sono state ritradotte là dove, a giudizio del curatore, non erano sufficientemente coerenti con una corretta interpretazione del pensiero di Victor Hugo espresso nel testo francese.

    (Note dell’editore, a cura di Maurizio Falghera, PDF allegato all’audiolibro “Testo”, p 10)

    Voglio procurarmi l’ultima edizione cartacea (2017) della Mondadori per fare un confronto.

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  35. @ Mariangela oltre che grande scrittore Victor Hugo fu anche un personaggio importante attivissimo nella vita culturale e politica del suo tempo.scrisse moltissimo. Un altro romanzo eccezionale che vale la pena leggere e’ NOTRE DAME.

    La moglie Adele ebbe 5 figli da Hugo. Una donna molto interessante , stanca delle sua vita non facile accanto a una personalità strabordante come quella dell’ importantissimo marito trovò una sua storia di amore con il grande poeta e critico letterario Charles. Saint-Beuve .Adele Hugo finalmente poté destinare la propria passione a “” un corpo che non desidera prevaricarla””.Una relazione . entusiasmante e dolorosa. Una delle figlie di Victor e Adele Hugo, di nome Adele come la madre fu la famosa Adele su cui il cinema e grandi registi ci hanno dato opere bellissime. Insomma cara Marian un grande come Victor Hugo ha attorno alla sua indimenticabile figura storie straordinarie che vale la gioia di conoscere , oltre alle sue grandi opere letterarie. ciao ciao. Cam

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  36. Mariangela, mah, mi ricordo una scrittura felice e fluida, ma devo andare coisì tanto indietro negli anni che non sono più sicura di nulla. Mi piaceva Hugo, molto—
    Ora come ora, non so se avrei voglia di rileggerlo, certo solo su carta semmai, con la mia voce interiore

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  37. Correggo il titolo del libro di Jon Kalman Stefansson dicui ho tessuto gli elogi qui sopra:
    Luce d’estate ed è subito notte….

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  38. @tutti @Camilla @Cristina
    Cam, grazie, nulla sapevo di Adèle Hugo, la figlia id Victor, personaggio femminile inconsueto per i tempi e degno di rispetto (leggo che la sua storia è stata trasposta in film da Truffaut nel 1975).

    Cristina, fai bene a leggere da carta se gli altri supporti non sono di tuo gusto, penso però che questa edizione del romanzo di Hugo (più di 60 ore di lettura) sia ben tradotta (on line ho visto un’altra traduzione di libero dominio e mi piace di meno) e curata molto bene; sul’interpretazione non spendo lodi perché Moro Silo l’ho già incontrato altre volte: della lettura ad alta voce è un maestro indiscusso, secondo me.

    Per dare l’idea: ho superato il capitolo che Hugo dedica all’implacabilità dell’ingiustizia: il condannato è paragonato a un uomo caduto in mare e lasciato nei gorghi, in balia delle onde, dalla nave che si allontana. Detto così non dice niente, ma come lo scrive lui è indimenticabile. Qui sotto metto solo poche righe:

    “Il mare è l’inesorabile notte sociale in cui il codice penale getta i suoi condannati. Il mare è l’immensa miseria.
    L’anima trascinata in quel gorgo può diventare un cadavere. Chi la risusciterà?”

    ►Victor Hugo, “I miserabili”, versione integrale in cinque Tomi. Lettura di Moro Silo, a cura di Maurizio Falghera, il Narratore audiolibri, 2009, 5 compact disc (MP3), “TESTO”, p. 65

    Ciao,
    Mariangela

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  39. mariangela, devi sapere che il primo – proprio il primo – libro che ho letto da sola in vita mia sui 13-14 anni è L’uomo che ride di Victor Hugo. e da allora non ho mai smesso.

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  40. @ Marian. oltre alla famosa storia di Adele H e al bel film di Truffaut, dove Adele e’ segnata dalla potente figura del padre come l’altra Adele sua madre e moglie di Hugo . la sua storia con Saint -Bove e’ molto interessante. Helen Humphrey grande scrittrice Canadese , credo, ha scritto mirabilmente nel romanzo LA VERITÀ SOLO LA VERITÀ. Adele moglie era una donna molto evoluta e ” femminista”.Insomma anche i grandi uomini non sempre sono “grandi” anche con le loro donne, mogli e figlie ecc. pre. ciaociao

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  41. @tutti @Camilla

    Camilla, però che brutta fine, Adèle figlia: per lunghi anni è sopravvissuta al padre, rinchiusa in manicomio, se ho capito bene. Non so cosa si toccato in sorte ad Adèle madre (grazie per avere citato il romanzo di Humprey), certo non era e non è comodo essere avanti coi tempi!

    Ciao,
    Mariangela

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  42. bè non è comodo nemmeno essere indietro coi tempi, no? è s empre scomodo essere donne, tutto qua. uffi, non cambierà mai?

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  43. @tutti @Cristina
    Diciamo che è scomodo essere avanti coi tempi, brutto deve essere anche, come dici tu, non riuscire a stare al passo coi tempi, ma difficile risulta anche non uniformarsi pedisiquamente ai tempi. A questo proposito, se volete leggere belle pagine sulla necessità di non adeguarsi alla cultura dominante, potete procurarvi questo libro e leggervi l’introduzione di Luca Toschi. Io l’ho letto qualche mese fa:

    ►Francesco Ferrini e Alessio Fini, “Amico albero: ruoli e benefici del verde nelle nostre città (e non solo)”, premessa di Alessandro Pagnini, prefazione di Luca Toschi, ETS, 2017, 131 p.

    Il libro tratta di sviluppo sostenibile e si propone di illustrare i benefici del verde urbano. Lo dico per inciso e brevemente: è veramente molto interessante e innovativo. È però l’introduzione di Luca Toschi, dall’ariosità multidisciplinare, che mi ha particolarmente colpita perché ci dà una lezione sulla necessità di rimanere all’erta e di pensare con la nostra testa. Quello di Tsoschi è innanzitutto un monito contro il monoculturalismo, contro il pensiero seriale, contro l’appiattimento che esclude la diversità, contro una soggezione che uccide le piante, ma, come scrive lui stesso, ben può annichilire anche gli esseri umani. Nella sua introduzione ci sprona al pensiero critico e a non farci fagocitare, appunto, per tornare al nostro discorso, “dai tempi”.

    Questa introduzione mi ha fatto dolorosamente riflettere: sul mondo in cui viviamo, su alcuni rapporti interpersonali e anche a proposito del mio ambiente di lavoro. Ma, si sa, la reazione alla lettura è personale.

    Ciao,
    Mariangela

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