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I libri più belli, letti nel 2013

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del…

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del 2012 ha superato i mille commenti (sì 1000) ed è – come quelli degli anni precedenti – un enorme giacimento di ragionamenti e idee sulla lettura. La lettura e i libri; i lettori e i libri, i lettori con i lettori.

Ora partiamo con quello del 2013: speriamo di mantenere tutti gli amici degli anni trascorsi e di incontrarne nuovi. Sarà un viaggio bellissimo.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti. Valgono tutti i libri che volete.

Come sempre usiamo i commenti.

Commenti

1.778 risposte a “I libri più belli, letti nel 2013”

  1. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Cara Renza,anch’io non sono mai riuscita a farmi piacere A.Tyler e concordo con la tua bella sintesi di giudizio.Trovo scriva in modo troppo piattamente descrittivo e sia semplicistica nella visione delle cose.Spero stiate tutti bene,ciao

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  2. Avatar Renza
    Renza

    Fa piacere, Maria Teresa, trovare condivisioni. A volte sembra di essere un po’ marziane e invece… un caro saluto.

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  3. Avatar Leonardo
    Leonardo

    @Polissena: seguo il forum con piacere. In particolare i tuoi post hanno un appeal dialettico e intellettuale irresistibile. Belli anche i tuoi racconti veneziani.
    @Renza: grazie, anche per i commenti deliziosi e illuminanti, che ispirano molte mie letture.

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  4. Avatar Renza
    Renza

    Grazie, Leonardo! E (ha ragione Polissena ) fatti sentire più spesso. Un caro saluto anche a te.

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  5. Avatar paoletta
    paoletta

    Grazie Polissena per la bella poesia che, non so per quale labirintico pensiero, mi ha ricordato la più famosa “lentamente muore” di Neruda.
    Vorrei segnalare e consigliare un bel libro “CANI SELVAGGI” di Helen Humphreys. Il libro mi è stato regalato e non conoscevo l’autrice.
    Bello. Libro carico di solitudine, di rancori ma anche di tanto amore. I cani del libro esistono davvero e selvaggi lo sono diventati loro malgrado.
    Un animale ti allontana dal tuo agoismo, e nel libro tutto questo è svelato in maniera magistrale.
    @carloesse – I bravi scrittori non sono sempre quelli che occhieggiano dagli scaffali delle librerie, per questo ti ringrazio per i tuoi consigli di lettura.
    Chiedo consiglio. Qualcuno di voi ha letto “GLI INNAMORAMENTI” di Javier Mariàs? La lettura di “domani nella battaglia pensa a me”, dopo un incipit bellissimo, è stata per me un pò faticosa.
    Un saluto

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  6. Avatar illex
    illex

    L’amicizia, come l’amore, richiede quasi altrettanta arte di una figura di danza ben riuscita. Ci vuole molto slancio e molto controllo, molti scambi di parole e moltissimi silenzi. E soprattutto molto rispetto.
    Rudolf Nureyev

    Paola grazie, m’hai fatto commuovere.
    Ti voglio bene

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  7. Avatar Polissena
    Polissena

    E adesso che posso scrivere? Sono io ad essere commossa. Tutti quei ringraziamenti che mi fanno pensare che abbiamo più che mai bisogno di poesie e di poesia..

    C’é nella poesia sempre qualcosa per ognuno di noi, pensieri che abbiamo pensato e sogni che abbiamo sognato e non abbiamo saputo esprimere.
    Ed ecco che qualcuno, anche di un altra epoca, di un’altro paese o in un’altra lingua parla con le nostre stesse parole

    Ma mi sto allargando troppo, é che fin da piccola sono stata sempre un po’ troppo ‘sognante’

    Un abbraccio a tutti
    Paola

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  8. Avatar Vera
    Vera

    Sogna Paola, continua a sognare anche per noi. Su questo ti voglio ricopiare una piccola citazione della Genesi che ho chiosato alcuni giorni fa in un altro contesto:
    dal libro della Gènesi:
    “«Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».”
    io: NESSUNO PUO’ UCCIDERE I SOGNI!
    e certe poesie sono sogni, ed i sogni … hanno il linguaggio delle poesie

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  9. Avatar adour
    adour

    si polissena è una persona di cuore,è una persona che parla al cuore,sempre attenta a particolari,che sono sempre importanti.
    La più grande traduttrice di silenzi del Blog e questo la rende una persona deliziosa.
    se posso unirmi. Auguri illex (sinceramente) non prendere impegni se passo da roma .PIZZA? 😉

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  10. Avatar adour
    adour

    Tanto per stuzzicarvi 🙂
    Si è già parlato del libro PARLAR DA SOLI di Andrés Neuman ed. Ponte alle Grazie,grazie ad una “cercatrice di perle” come camilla,straordinaria nella sua recherche.
    Ma al di fuori dell’interpretazione spiccatamente freudiana di Eros e Thanatos,certamente presente ad una prima visione nel libro,vorrei raccontarvi quello che io ho visto.

    Ho visto e letto Dell’imperfezione della vita e dell’amore

    E’ imperfetta la vita che ti condanna con una semplice parola, “Cancro”. E’una sentenza di morte che non ha appello. Allora,si è già morti in quel momento? Lo sottolinea più volte Mario,ricordando come nel momento della diagnosi,tu smetti di appartenere al club dei vivi ed entri a far parte dei non morti di coloro che non hanno speranza,non hanno futuro.
    Secondo me,in quel momento non si muore ma si smette di vivere.
    Ma questa sentenza non ha una sola vittima,ma molte altre,quella dei figli,mariti,parenti. Con “c’è poco ormai da fare” lo stadio della malattia… e quant’altro, che forse molti di noi avranno già sentito,si toglie la speranza e si aggiunge una certezza di quello che non sarà mai più,che vi sarà un’altra vita. Allora,si allora,ci aggrappiamo ai momenti che sono stati,agli attimi che possiamo costruirci O più egoisticamente ed immoralmente a “dobbiamo fare tutto quello che è possibile”e l’impossibile. Ed è qui che si consuma la crudeltà più grande.
    Il rimanere aggrappati,disperatamente,a quello che rimane di un malato terminale (se lo chiede anche elena) dove un giorno in più,non è un giorno di vita ma un giorno di dolore in più. E si tenta e si ritenta sino alla fine,rifiutando a quell’uomo anche l’ultimo atto di dignità quello di morire nel proprio letto,rilegandolo(come vedo spesso) in un anonimo letto di ospedale. Se mi permettete una piccola considerazione personale,quando mi avvicino al capezzale di un malato t,e lo guardo negli occhi,la sua disperazione mi sembra che nasca dalla mancata accettazione della morte dei suoi parenti,e lui sembra chiedermi “tempo” perché capiscano,perché accettino. In altri invece vedo, pacatezza che non è rassegnazione,ed è il mio eroe,perché ci vuole tanto coraggio e dignità a morire così. Quando e quanto è giusto accanirsi? Chi può dire è finita? Può un uomo solo o un medico aggravarsi di tale responsabilità?,come si spiega l’imperfezione della vita a chi con un altro aveva costruito non solo un mondo ma anche i suoi sogni? (si vera anche i sogni si uccidono)

    L’imperfezione dell’amore è tutta nella figura incredibile di Elena.Vi è una moglie che vive la malattia come una sciagura di cui vergognarsi. E’ la donna,ma non moglie, che si prende cura di mario,che gli tiene la mano,che vorrebbe rassicurare o essere rassicurata. E’ la moglie,non la donna,che non ricorda,quando l’amore ha iniziato a scemare (e chi di noi lo ricorda) che dice di mario “Che amo ancora che non desidero più” = ti voglio bene la fase evolutiva dell’amore matrimoniale. Ed è incredibile perché lei,accanto a mario non ne avverte la morte ma qualcosa di più terribile,l’odore della morte.
    E a tutto questo lei si ribella,riversando questa rabbia questo rammarico,nella voracità della passione con Ezequiel ,appagante e sfinente.Lei “ama” Ezequiel perche quest’uomo,un po’ più basso,con qualche anno in meno,certamente non affascinante,ama anzi adora le sue imperfezioni,i suoi peli incarniti,i suoi fianchi un po’ appesantiti,adora ogni suo orifizio.E questo rapporto carnale la libera dai compiti di una madre,di una moglie,gli toglie ogni etichetta,lasciandola sola essere Donna.
    Ezequiel è la liberazione degli eventi ed è la ricompensa delle sue incombenze,non senza rimorso anzi più volte sottolineata da lei stessa con sono una troia o sono una puttana.
    Ma questo richiamo alla vita è cosi forte che ne diviene parte integrante come lavarsi vestire telefonare a mario,chiamare ezequiel, scopare (pg 68). Ezechiel non è solo un esercizio di sesso Ezechiel diviene la sua colpa e la sua rinascita e nel “non posso vivere senza di te” ..espiavano entrambi la stessa sorte, lei,moglie, per mario,Ezechiel per lei,donna.
    Non è cosi l’amore,appunto imperfetto?
    Un sorriso!

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  11. Avatar Illex
    Illex

    Dott.Adour, se passi per Roma sei mio ospite, con Paola ovviamente se non avrà impegni, Carlo se vorrà unirsi a noi, Lucilla se si libera e Paoletta che legge Sebald nel fare, quasi, il mio stesso percorso in metro.

    Se ho dimenticato qualcuno dei romani me ne scuso, trattasi di demenza senile.
    L’invito è tutti

    Grazie per gli auguri,
    un caro saluto

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  12. Avatar adour
    adour

    No caro illex dott.noooo 😉 Ti prego sono solo una voce,e spero un amico .
    per la pizza dobbiamo allargarci ,che ne pensi?,penso e spero ce ne siano molti altri Maria-Teresa,jezabel,camilla,la nostra giornalista Simonetta,luiginter ,ennore,spero dani e stefano (non fare polemica sull’invito :),vera è un pò lontano leggo su cicpicippi Abudabi? e tutti ma tutti mi raccomando !

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  13. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Ciao a tutti e si’,Adour,pensi bene!speriamo di poter organizzare un incontro a TEMA,un qualche festival letterario o altro che ci interessi e poi si va a mangiare (sapete che ho capito che mangiare e’ necessario!).Domani e’ l’8MARZO e qui dalle mie parti i ristoranti saranno pieni di sole donne(un anno, mi raccontano,sono capitati due mi pare proprio romani :sono rimasti senza fiato,ovunque al completo,ovunque donne..Dalle vostre parti si usa un po’meno?)E tuttavia,mi viene da pensare ,sono anni in cui solo uscire a cena fra donne l’8marzo non basta proprio piu’..e’ anche peggio di prima.Sto leggendo due libri di Concita de Gregorio ,MALAMORE ed anche UNA MADRE LO SA ,belli e veritieri.So amici carissimi che voi siete uomini di cervello e di cuore(insomma con una marcia in piu’)perche’ vi leggo e sono certa della vostra azione quotidiana perche’ le violenze sulle donne ,di ogni tipo, cessino e la societa’ cambi.Da ragazza pensavo non ci fosse piu’ il problema ma mi guardo intorno e vedo che c’e’,eccome.Un sorriso e a presto!

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  14. Avatar Vera
    Vera

    Si’ Adour, sono ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, forse a voi in Italia e’ piu’ nota Dubai, secondo Emirato in ordine di importanza, (sono 7) gia’ che mi hai trovata su Twitter fatti riconoscere anche la’. per la pizza: teleconferenza …. e attenzione al fuso orario! un caro saluto ad Illex. e a tutti.

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  15. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Cara Vera,mi verrebbe da chiederti ,come farebbe un mio amico toscano, -o che tu fai laggiu’? -Non lo chiedero’ invece e spero tu ci stia bene,buon lavoro se lavori!

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  16. Avatar Vera
    Vera

    Cara Maria Teresa, ti rispondo: siamo qui per lavoro. (Ed anche io ho dei cari amici toscani, che mi parlano esattamente in quel modo!) Qui e’ un’altra vita, difficile da raccontare. Sono qui con la mia famiglia, stiamo tutti bene, gli italiani qui stanno tutti bene, tranquilli! Anche io lavoro, e sono cosi’ occupata ormai, e come vi racconto da un po’, da aver poco tempo persino per la lettura… una delle mie piu’ grandi passioni! E cosi’ sono meno attiva anche qui sul Blog e leggo 1Q84 in molte notti anziche’ solo in una magari! … come potevo fare tempo fa, quando non lavoravo a tempo (cosi’) pieno, ma per ora mi va benissimo cosi’, (Ogni cosa ha il suo momento)
    Grazie.

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  17. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Grazie a te.Magari quando puoi,parlaci ,per favore,della vita li’ e ancor piu’ di come vedi vivere le donne comuni.ciao!

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  18. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Io non riesco a leggere, se non libri di storia. Ma per la pizza? Si va in uno degli Emirati?????
    Buona notte

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  19. Avatar lettoreambulante

    no Adour, non chiamarmi giornalista o mi arrabbio! anche perché non lo sono, caro dottore. Ma passiamo ai libri
    camilla ho letto il libro di Enard, ti scrivo con più calma. tu avevi letto ZONA?
    E per tutti voi assolutamente procuratevi in qualsiasi modo CANADA di Richard Ford. Assomiglia molto a STONER ma forse è anche meglio. anche qui vi scriverò presto per bene, ora debbo correre a lavorare come Vera, che abbraccio.

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  20. Avatar antonellina
    antonellina

    Per notizia, Richard Ford sarà a Roma (Auditorium Parco della Musica) il 17 marzo p.v.. Saluti a tutti.

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  21. Avatar lettoreambulante

    anche a milano, ma purtroppo non riesco ad andare. sigh!

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  22. Avatar adour
    adour

    per noi,per tutti,per non dimenticare….
    “I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano;
    lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità;
    il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.”
    Kofi Hannam

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  23. Avatar Stefano
    Stefano

    Leggetevi “Il silenzio degli Angeli” di Rino Rondinella

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  24. Avatar camilla
    camilla

    @lettoreambulante — Ho letto ZONA di mathias Enard e ti posso dire che ho fatto molta fatica a leggerlo. è una specie di vaso di Pandora: tutti gli orrori dell’odio tra gli uomini, tutto il furore delle insensate battaglie,e guerre e violenze , Ricorda l’Iliade in certi momenti ma è modernissimo e contemporaneo nella scrittura, allucinante. tutta la brutalità del singolo guerriero follemente feroce che si inebria di causare dolore disperazione e al tempo stesso,a sua volta disperatamente solo, debole e fiacco nel suo animo di morte. e di tenebre. Insomma un grandissimo libro. PARLAMI DI BATTAGLIE, DI RE E DI ELEFANTI, è un magnifico piccolo poema, un romanzo scritto divinamente, commovente e fantastico.ciaociao– devo andare.

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  25. Avatar Vera
    Vera

    ciao Simonetta (lettoreambulante), grazie! ciao Paoletta (ben ritrovata) e grazie.
    in giornate come questa io penso sempre a Virginia Woolf e mi viene voglia di rileggere ancora ancora e ancora Una stanza tutta per sé .
    E ripassare i motivi per cui si e’ sentita l’esigenza di una giornata internazionale dedicata alla donna. La maggior parte delle donne che frequento ogni giorno nemmeno lo sa che questa giornata esiste… o perche’ esista … quelle che ne conoscono l’esistenza infatti devono averla scambiata con la giornata del fiorista e delle cene o dei regali… una sorta di estensione di san Valentino… chissa’ perche’! … donne! … buona giornata a tutti.

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  26. Avatar adour
    adour

    @vera : su cippicippi non volevo essere invadente e poi non sapevo se fossi veramente tu,spero di “seguirti”
    @Mariateresa mangiare (in compagnia) è necessario per il corpo e anche per l’animo,a me piace tantissimo ,forse perché a tavola riusciamo ad essere sempre quelli che siamo senza veli!
    @Simonetta cara :non succederà più. Ho letto la tua recensione di Parlar da soli sul tuo blog,andavi un po’ di fretta? :). Bellissima invece la recensione e dove l’hai scovato (brillante) su Katherine Boo, BELLE PER SEMPRE, Piemme che comprerò al più presto (insieme a richard Ford)
    @Camilla: non mi saluti ? 😦 ma ti riferivi a ZONA o a PARLAMI DI BATTAGLIE, DI RE E DI ELEFANTI sono a pag 56 ed il feroce guerriero non l’ho trovato. Invece tutto scorre,come se fossi inebriato,estasiato. Stupende quelle parole a pag 36.Ancora una piccola considerazione per la cura estetica estremamente ricercata del libro,inusuale,i colori,l’affresco raffigurato,la sua copertina rigida,ma vellutata al tatto,il dorso telato,ed all’interno le lettere forti chiare con un impaginazione,in cui quelle parole sono l’unico ornamento che occorre. tres jolie 😉
    Un sorriso a tutti
    PS stefano per questa fatidica (quasi eroica) pizza ,non puoi,non devi mancare !

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  27. Avatar lucilla
    lucilla

    Dopo tanto tempo, che piacere rileggervi! Vi ritrovo con tutti i vostri colori, con tutte le sfumature delle vostre emozioni, dei vostri caratteri, e sempre così veri. Cosa per me molto consolante, in questi tempi tremebondi (mi sento piuttosto disorientata e forse è un bene, dover lasciare le sponde conosciute ed aprire la mente…e ancora un po’ di più il cuore). Mi piace tanto la vita e l’umanità che sento scorrere nei dialoghi, anche in quelli accesi ed “impermalositi”.
    Mi interessano le vite delle persone e, leggendovi, come già scrisse Polissena qualche tempo fa, mi sembra di leggere un romanzo con tanti racconti, come piace a me ( a proposito, Renza, neanche Alice Munro ti piace?).

    Invece, ora col mio gruppo di lettura, abbiamo iniziato LA FIERA DELLE VANITA’ di William Thackeray, titolo che, anche se del 1848, abbiamo trovato adatto al periodo storico attuale. Un manuale completo di tipologie umane deprecabili in varia gradazione: dal vanitoso giovanotto danaroso e irragionevolmente pieno di sicumera, all’aristocratico ignorante e arrogante, alla ragazzotta scaltra che sa come manovrare le persone e soprattutto gli uomini per raggiungere il suo scopo (sistemarsi, ovviamente), una specie di “bestiario” attualissimo. La finezza psicologica è sorprendente, anche nel tratteggiare i personaggi femminili. Grande osservatore, ironico e puntiglioso commentatore delle piccolezze umane, con poca “pietas” ma senza vero sarcasmo, Thackeray ci ha già conquistato con il suo sguardo disincantato, facendoci ridere molto, ma piuttosto amaramente. Ho proposto un gioco ai miei co-lettori: citare un personaggio contemporaneo per ogni personaggio del libro. Tanto, duecentocinquanta anni dopo, non è cambiato molto. “Voglio creare un gruppo di personaggi senza Dio nel mondo (…) avidi, pomposi, meschini, per lo più perfettamente soddisfatti di sè, e a loro agio riguardo alla loro superiore virtù”. Noi, invece, abbiamo tutti i giorni in TV, e non solo lì, gli originali…
    Abbracci calorosi ed affettuosi da una Garbatella in fiore, anche se, oggi, piuttosto annacquata

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  28. Avatar lucilla
    lucilla

    Dimenticavo: vorrei Renza al Quirinale. Con lei sì che mi sentirei rappresentata dalla parte migliore del Paese.

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  29. Avatar camilla
    camilla

    @ lettoreambulante–Cara Simonetta, ieri sera ti ho scritto due righe di fretta, caotiche, Anche se non ho fretta , del resto, il mio caos non calmo interferisce. Oggi vado a prendere CANADA di Richard Ford, che è in libreria e mi aspetta. ho finito con gran piacere psicofisico uno di quei classichetti ,della c.ed. Astoria, CLUNY BROWN di Margery Sharp. sono piccoli negli intenti eppure perfetti questi libri di scrittrici del ‘900- come un fiore fresco, o un caffè ristrettissimo fatto bene, o un sorso d’acqua fresca , o un apostrofo rosa, che mi rallegrano e sono estremamente eleganti
    @ adour– grazie caro adour di aver letto PARLAMI DI BATTAGLIE, DI RE E DI ELEFANTI,di Mathias Enard, ora mi piace ancora di più. E’ vero è tutto bello , anche fuori, ma certo la lettura, parola dopo parola, è assai vicina all’eros, fino alla fine. E il grandissimo artista Michelangelo Buonarroti, trentenne nel romanzo,ne esce così umanamente buono (sempre preoccupato per i fratelli che chiedono soldi), timido, selvatico, eppure adorabile e grandioso nel suo continuo creare, con la mente e le forti mani dure, creare, dicevo, meraviglie. Condividere libri così è una delle cose più belle e intime per me. E non è affatto facile. Resta con me.Gli orrori sono nel romanzo ZONA (2011 ?)
    @ mariateresa–non vedo l’ora che tu legga PARLAMI DI BATTAGLIE, DI RE E DI ELEFANTI, di Mathias Enard, perchè i tuoi pensieri li sento sempre consoni ai miei.
    @ Carloesse –anche i tuoi commenti sulle letture leggo con grande piacere e interesse. Sento la tua integrità e sincerità e intelligenza.ciao a tutti quanti.

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  30. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Ho vissuto con amarezza la giornata della donna (e non festa della donna, come la chiamano quelle che aspettano un anno per uscire con le amiche e magari andare a vedere gli spogliarelli).
    Fra auguri senza senso e commenti ancor più mentecatti, pensavo ad una scena a cui avevo assistito il giorno prima : un padre che picchia la figlia, la madre che dice: “ma tu lo istighi”. E insomma nessuno denuncia, perchè lui è disoccupato, lui è addolorato e… Uffa!

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Aggiungo che anche la mimosa è femminuccia e non merita di essere portata all’estinzione…

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  32. Avatar carloesse
    carloesse

    @Simonettaambulante
    Oh, oh! questo CANADA mi incuriosisce assai. Ho cercato la tua recensione sul tuo sito, ma non c’è ancora. L’aspetto ? se no, spero ci dirai qualcosa di più anche qui.
    Come spero ne parlerà anche Camilla, che se l’è già procurato.
    Io per ora l’ho inserito nella mia W.L. su Anobii.
    A presto

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  33. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Ciao a tutti.Grazie Adour per il rigo sul mangiare insieme,per come ci chiami sempre tutti tutti per la pizza(reale e metaforica)e specie per la bellissima citazione.Proprio le parole che speravo di leggere qui.Carlo e gli altri,mi piacerebbe sentirvi sull’ l’8marzo,e’ sempre un conforto in piu’..Jezabel ,hai circoscritto in modo bellissimo una storia ahime’ da copione,carine le parole per la mimosa,quasi un piccola poesia!Comincio subito PARLAMI DI BATTAGLIE..,Camilla,credo mi si aprira’ anche uno scenario affascinante .Perche’ Renza al Quirinale,Lucilla?non e’ curiosita’,penso ci sia un motivo interessante!a prestoBuona lettura,piove anche..

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  34. Avatar Renza
    Renza

    Lucillaaa!! Giusto per l’ età, sarei adatta per il Quirinale ( anche se, a dire il vero, non è ancora proprio quella del nostro attuale Presidente…). Così abbiamo risposto alla curiosità di Maria Teresa.
    In ogni caso,Lucilla, fatti sentire più spesso con le tue osservazioni sui libri letti
    ( ricordo ancora le note su Trevor) . Bella l’ idea di trovare altre ” fiere della vanità”! Grazie, cara e un abbraccio.

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  35. Avatar Renza
    Renza

    Premetto che sulla giornata della donna, io sono di parte.
    Ho conosciuto questa festa da mia madre che era stata partigiana ( trasferiva le armi nella borsa della spesa, nascoste sotto le patate) e che era nata- per un bel caso- proprio quel giorno.
    Ricordo quindi queste giornate con il tripudio di mimose e di donne che avevano vissuto la guerra ed erano fiere di questa riconquista libertà.
    Oggi, la festa, come tutte le feste, è diventata commercio. Ristoranti pieni e – mi hanno raccontato- spettacoli di spogliarello maschile offerti (e accettati).
    Inevitabile, purtroppo, in questa epoca del mercato a tutti i costi.
    Ma- e mi rivolgo soprattutto a Jezabel che ci ha detto di aver letto libri di storia- il rito resta ancora importantissimo. Una civiltà senza riti identificativi non è un bene. L’ identità collettiva ha bisogno di cerimonie di riconoscimento, come succede in molte parti del mondo. Se cessano questi riti in cui la collettività tutta ritrova dei principi e dei valori da difendere si cade nella ritualità casuale, forse indotta da non ben identificati “agenti”.
    Quando si cercò di abolire il 25 aprile e il 2 giugno molti storici ( ricordo Giovanni De Luna) puntarono l’ attenzione sul pericolo della perdita di un riconoscimento collettivo di idee fondative ( che purtroppo in Italia è stato sempre traballante). Se non condividiamo uno sfondo, cosa ci resta?
    Solo ed esclusivamente il nostro individualismo, peraltro strumento assi debole e pronto a cedere alle mode di turno.
    Per concludere, vi invio questa poesia di Edoardo Sanguineti che anch’ io ho ricevuto

    Ballata delle donne

    Quando ci penso, che il tempo è passato,
    le vecchie madri che ci hanno portato,
    poi le ragazze, che furono amore,
    e poi le mogli e le figlie e le nuore,
    femmina penso, se penso una gioia:
    pensarci il maschio, ci penso la noia.

    Quando ci penso, che il tempo è venuto,
    la partigiana che qui ha combattuto,
    quella colpita, ferita una volta,
    e quella morta, che abbiamo sepolta,
    femmina penso, se penso la pace:
    pensarci il maschio, pensare non piace.

    Quando ci penso, che il tempo ritorna,
    che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
    penso che è culla una pancia di donna,
    e casa è pancia che tiene una gonna,
    e pancia è cassa, che viene al finire,
    che arriva il giorno che si va a dormire.

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.
    Femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

    Quando ci penso, che il tempo è passato,
    le vecchie madri che ci hanno portato,
    poi le ragazze, che furono amore,
    e poi le mogli e le figlie e le nuore,
    femmina penso, se penso una gioia:
    pensarci il maschio, ci penso la noia.

    Quando ci penso, che il tempo è venuto,
    la partigiana che qui ha combattuto,
    quella colpita, ferita una volta,
    e quella morta, che abbiamo sepolta,
    femmina penso, se penso la pace:
    pensarci il maschio, pensare non piace.

    Quando ci penso, che il tempo ritorna,
    che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
    penso che è culla una pancia di donna,
    e casa è pancia che tiene una gonna,
    e pancia è cassa, che viene al finire,
    che arriva il giorno che si va a dormire.

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.
    Femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

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  36. Avatar Anna B.
    Anna B.

    Renza..semplicemente, grazie..

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  37. Avatar carloesse
    carloesse

    @maria-teresa
    La mia opinione sulla giornata della donna? Non credo conti poi molto. Credo siano le donne a dovere trovare se possa avere significato (spero non solo quello della sollazzevole cena tra amiche – che sì, è diffusissimo anche a Roma naturalmente- o dello spogliarello maschile da andare a vedere tutte insieme). Come credo per la giornata della Shoah, o quella del gay pride. Perché penso che il rischio si quello di permettere al resto del mondo (i non-donne, i non- ebrei, i non-gay) di lavarsi la coscienza con un mazzolino di mimose, con la gitarella turistica ad Aushwitz o con la visione per l’ennesima volta di La Vita è bella, o il divertirsi applaudendo alla sfilata del carro delle checche più sfacciatamente folkloristiche. Continuando a fregarsene dei diritti sul lavoro del genere femminile, trattandole come quel padre che dice Jezabel (e con l’accondiscendenza della madre), o peggio, come spesso vediamo accadere. O continuando a discriminare ebrei e omosessuali, anche semplicemente raccontando le solite barzellette su di loro, per gli altri 364 giorni dell’anno.
    Con tutto questo mi sembra lo stesso opportuno ricordare le emblematiche vittime del rogo di lavoratrici di una fabbrica americana all’alba del ‘900, come tutte quelle donne uccise di Cidad Juarez cui Bolano dedica tutto il quarto libro del suo capolavoro “2666” e per le quali è stato coniato il termine “femminicidio” (che spesso leggiamo tristemente in Italia di questi tempi sui nostri giornali). E quindi forse, come dice Renza, anche una data in cui celebrare un rito ha la sua funzione. Non per festeggiare, ma per tenere desta un’idea di un’esigenza vitale, un diritto basilare alla dignità, per sentirci (tutti) più civili. Ma vi prego, non solo l’8 marzo.

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  38. Avatar carloesse
    carloesse

    Approfitto del recente ritorno di Adour sul tema “Ezequiel” (PARLARE DA SOLI di A. Neumann, per chi non ricordasse l’argomento) per tornare anche io sul tema “Baganis” (uno degli ultimi libri da me segnalati: LA FELICITA’ ESISTE di P. Zardi), perché mi viene spontaneo fare un parallelo su questi due personaggi: entrambi puttanieri incalliti, scopatori indefessi. Anche se in ruoli diversi: Ezequiel è un comprimario, di cui in fondo sappiamo poco. Baganis il protagonista dell’altra storia.
    E allora provo a rovesciarla: si può fare un parallelo tra Elena e Sveva, le due co-protagoniste femminili? Entrambe in fondo “si servono” del sesso con “lo sciupafemmine” che le trame dei rispettivi romanzi assegnano a loro con l’uguale scopo di disperdere un’ombra nella propria vita. Ed ecco che viene fuori l’interessante punto di vista di queste due storie: la donna che “si serve” di un uomo, non per dare sfogo alle proprie insoddisfazioni di una vita noiosa e frustrante (di cui Emma Bovary è il primo e ancora insuperato prototipo) o per affermare semplicemente la propria libertà, in aperta ribellione verso una società maschilista e fallocratica, dove per secoli il puttaniere è stato considerato con aperta accondiscendenza, se non con malcelata ammirazione (a volte addirittura con invidia) e la donna, “la puttana”, con profondo disprezzo, ma il cui rischio è quello di andare a cadere comunque anch’essa nel profondo squallore di una vita dominata dal sesso indiscriminato in cui l’uomo scopatore compulsivo in realtà si immerge (l’Ezequiel alla fine “umiliato” da Elena, il Baganis nel ritratto che ci fornisce Zardi), in realtà tristemente vuota e, se vogliamo, ridicola.
    Elena e Sveva non vogliono minimamente innamorarsi (è proprio perché Emma “… adora le sue imperfezioni, i suoi peli incarniti, i suoi fianchi un po’ appesantiti, adora ogni suo orifizio” che dimostra di amare solo il suo corpo, capace di donarle piacere, ma non la sua persona, che in cuor suo vuole (e infine riesce) ad umiliare), ma nemmeno semplicemente divertirsi: vogliono servirsi del sesso per riappropriarsi della propria vita, della vita in senso più generale, dalla quale a causa delle loro (pur diverse) sofferenze si sono sentite escluse. E per fare questo vogliono entrambe evitare di servirsi di un uomo che le possa fare soffrire, ma anche che possa soffrire egli stesso (pensiero che in genere non sfiora minimamente il puttaniere, casomai attento solo a non creare complicazioni per la propria vita), in questo rispettando un aspetto e una sensibilità più tipicamente femminili, che gli autori (maschi) attribuiscono ai loro protagonisti o co-protagonisti femmine. Facendole partecipare a questo gioco, nel quale la direzione (c’è sempre una parte, la più forte, che lo dirige, perché ce n’è sempre una che è più debole e che lo subisce) è per una volta in loro mano.
    Un gioco che deve separare il fisico dall’emotivo, il piacere dal sentimento. Un gioco a cui l’uomo è avvezzo da secoli. La donna un po’ meno. E che talvolta (spesso ?) non riesce. Ed è forse per questo che entrambe, alla fine, si tirano indietro.

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  39. Avatar carloesse
    carloesse

    PS: Mi sono accorto di avere scritto un “Emma” invece di “Elena” citando l’adorazione delle membra di Ezequiel, riportata in virgolettato dal post di Adour.
    Ovviamente un “lapis”.

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  40. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Caro Carlo,mi pare che le tue parole contino,dunque,molto!

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  41. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Carlo,leggo solo ora il post su PARLAR DA SOLI.Lo trovo bellissimo,credo di aver finito di capire il romanzo solo adesso(la mia prima riflessione nel leggerlo e’ stata per capire il tipo di rapporto che lega Elena al marito).Sono d’accordo che la separazione di cui parli non riesce-quasi mai-,ma nel caso di Elena mi e’ parso di si’..forse mi stai dando una diversa chiave di lettura,Elena secondo te lascia perdere per non farlo soffrire?L’osservazione,poi, che far soffrire Ez.per una storia cosi sia attribuire al personaggio una caratteristica di solito data ai personaggi femminili ,la trovo divina.Non so se ho colto bene il tuo pensiero,ma mi e’ piaciuto leggerlo!

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  42. Avatar carloesse
    carloesse

    No, non credo che lo lasci perdere per non farlo soffrire. Credo (almeno penso) che scelga di permettere a un uomo come lui (che non sarà mai capace di soffrire) di corteggiarla e di scoparla. Ma alla fine lo vorrà umiliare (e forse proprio perchè non lo ritiene capace di soffrire, come invece lei lo è). Come vedi è un po’ diverso. Semmai è un po’ più nell’altra storia, che tu non hai letto, che le cose vanno (anche) come dici tu.

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  43. Avatar carloesse
    carloesse

    Leggo ora ora in rete di un fresco sondaggio SWG/Agorà secondo il quale gli italiani vorrebbero in questo momento:
    1) Renzi premier (seguono nell’ordine: Bersani, Grillo, Berlusconi, Monti, …)
    2) Emma Bonino Presidente d. Repubblica (seguono: Prodi, Monti e Berlusconi e poi Dario Fo)
    Ed un parlamento che voti come più urgenti le seguenti leggi:
    1) Riduzione dei parlamentari
    2) Misure per la crescita
    3) Legge elettorale
    4) Abolizione del finanziamento ai partiti
    5) Misure per i disoccupati
    6) Abolizione delle province
    Per una volta mi trovo sostanzialmente d’accordo con quello che sembrerebbe di primario interesse per la maggior parte degli italiani. Soprattutto sul Premier e sul presidente.
    Ma anche (in buona parte) sull’urgenza di quelle leggi per prime (specie se in quella elettorale includessimo chiari principi di ineleggibilità e conflitto di interessi).
    Peccato che dopo tutte le speranze che i sondaggi spesso accendono, la maggior parte delle volte il risultato elettorale effettivo mi trovi poi profondamente deluso.

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  44. Avatar illex
    illex

    Sulle donne e per le donne.

    Sono d’accordo con Renza a proposito dei riti e della necessità di ricordare, per non dimenticare.

    E non dimenticare, oggi, per noi, vuol dire soprattutto trasmettere, alle milioni di donne discriminate per motivi religiosi o culturali in giro per il mondo, un messaggio di speranza sull’uguaglianza tra i generi e sui diritti umani.

    E per l’occasione, stavolta, invece di un libro propongo un film, un film israeliano, un film bellissimo per ricordare che festeggiare l’8 marzo è ancora un dovere.
    Ed è un dovere farlo tutto l’anno.
    http://www.cineblog01.org/la-sposa-promessa-2012/

    Renza for president!!

    Un caro saluto

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  45. Avatar adour
    adour

    @carloesse ottima analisi su elena e sono interamente d’accordo sul’ “vogliono servirsi del sesso per riappropriarsi della propria vita…”
    Certo che Elena rimane indefinita emotivamente ama suo marito? non penso forse gli vuole bene( come molte mogli). Non ama ezequiel. Perchè ne parla con la sorella? ha dubbi? comunque, Io l’ho trovata incredibilmente sensuale seducente,ingiudicabile,Al di sopra del modo comune di essere e di pensare delle donne comuni.
    @Maria-teresa : perchè metafisica? una pizza può essere solo edonisticamente materiale ora hai anche una missione trascinarti cami 😉
    PS: @carlo com’è la pizza da gigetto o al pompiere anche se i posti dove ho mangiato meglio a roma sono il ragno d’oro,e a campo dei fiori da der pallaro signora scorbutica però 🙂

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  46. Avatar adour
    adour

    scusate mi sono sovrapposto

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  47. Avatar camilla
    camilla

    @carloesse — come non sentirmi sollevata di fronte a quanto scrivi sul rapporto di tipo amoroso-erotico-sessuale tra maschio e femmina? Le donne, ancora oggi, si vedono attraverso gli occhi e le esigenze della libido narcisista dell’uomo. Mi sembra, inoltre, che il maschio duro e forte, quello pericoloso per le donne, quello stronzo, quello che deve sempre fare “ben altro” che non la sua parte di padre e compagno stia di nuovo spopolando , tra il plauso di tutti. Un esempio, ma ce ne sono moltissimi, è il successo di quell’ “eroe” mascalzone, violento, troglodita e supermacio di Ed. Limonov, che , come figura di uomo eroe romantico,è piaciuto vergognosamente tanto a troppi critici letterari e intellettuali sia maschi che femmine, ovviamente, pronte poi a fare le sfilate contro il femminicidio.E’ di moda l’educazione siberiana, non diversa dall’educazione mafiosa, e dall’educazione maschilista. Inutile fare feste o cortei. Sono gli uomini che devono fare autocoscienza nei confronti delle donne, e dei razzismi di ogni tipo e genere.Il caso di Elena e di Ezequiel esce, per fortuna dagli stereotipi e entra, trionfante nell’arte letteraria, dove tutti ritrovano, autentica, la loro umanità.A domani, mi tocca uscire. ciaociao

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  48. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Per adesso,metafisica,come simbolo della voglia di incontrarci scrivendo!

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  49. Avatar camilla
    camilla

    @ adour– aiutami, antonio, perchè quando io compero un libro ( in questo caso CANADA di Richard ford- Feltrinelli, euro 19,pagine 424, carta orrenda, caratteri grigi e piccolissimi, righe fitte, fitte, un memoir ossessivo, che si rotola e si crogiola dentro una storiaccia triste e opaca,con un un unico tempo, passato remoto o prossimo) e lo apro con la furia e il grande desiderio di leggere qualcosa di stupefacente come PARLAMI DI BATTAGLIE, DI RE E DI ELEFANTI, dove ho incontrato un giovane uomo , ingenuo di cose del mondo e dell’amore e della gioia di saper vivere il piacere sei suoi sensi solo perchè viene da un mondo ancora chiuso dentro le gabbie di un cattolicesimo totalizzante, e vivo con Michelangelo i sapori e le poesie e la sensualità dell’oriente, di Costantinopoli del ‘500 e mi stupisco e gioisco e mi emoziono , dentro una teca estetica meravigliosa…., quando compro un libro che si chiama canada, dicevo, e arrivo, annoiata, fino a pag. 100 e qui decido di lasciar perdere, mi sento svuotata, stupida, delusa e annoiata fino alla lacrima, devo chiederti aiuto. Canada non ho proprio voglia di leggerlo oltre . Si dice : “racconta come mai prima la provincia americana” ma figuriamoci. La provincia americana gode di scintillanti scrittrici e scrittori americani fantastici, indimenticabili. E tanti, tantissimi, da riempire righe su righe solo con i loro stupendi nomi.ne dico tre, ma sono 300 e oltre : J.C. Oates, Elizabet Strout, Richard Yeates. Aiutatami e dammi una cura. GRRRRRRR!A pag 9, la prima, c’è una piccola nota dell’autore assolutamente assurda. A meno che non sia stata tradotta dal traduttore automatico.
    @lettoreambulante -aiuto!!!

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  50. Avatar Dani
    Dani

    @Ciao Camilla.
    Solo un appunto. Il macho Limonov nelle relazioni con le donne esce sempre piouttosto scornato mi pare. Pensa solo al rapporto con Natalia Medvedeva, la cantante ninfomane che periodicamente lo tradisce col primo venuto e lui pazientemente la cerca per le strade di Parigi (dove lei si concede ad approfittatori vari) o per mezza Russia. Questo è amore! Decisamente l’individuo non è simpatico, neanche a me, ma nei rapporti amorosi si riscatta un po’.
    Ciao a te e buona domenica

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