I libri più belli, letti nel 2011

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011.

Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere.

Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza della quale dobbiamo ringraziare tutti i lettori che partecipano: i lettori, la vera forza di questo blog.

Le regole sono sempre le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ma ovviamente valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

Usiamo i commenti.

Pronti via!

1.400 commenti

  1. a me sono piaciuti Casa di Marilynne Robinson., la cura di andres Beltrami, follia di Patrick McGrath,, controvento di angeles Caso, a un cerbiatto somiglia il mio amore di David grossman,
    gente indipendente di Halldòr Laxness, il gabbiano di Sàndor Màrai,la tomba del tessitore di Seumas O’kelli,Shantaram di Gregory Roberts,per mano mia di Maurizio De giovanni .ne dimentico senz’ altro qualcuno . Auguro a tutti quelli che amano leggere tantissimi auguri di buomn anno.

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  2. Le liste! Una delle cose più difficili da compilare, ma al contempo anche più divertenti da leggere e commentare, alla ricerca di titoli che abbiamo letto, che ci sono sfuggiti, che il compilatore ha tralasciato….E dunque ci provo anch’io, sapendo già che appena finito di scrivere me ne verrà subito alla mente qualcuno che ho dimenticato….

    Garcia Marquez: Cent’anni di solitudine , il capolavoro di una delle voci più alte della letteratura
    Maurensig: La variante di Luneburg, un romanzo unico, fuori da ogni schema
    Shakespeare: Amleto non ha bisogno di commenti
    Beckett: Aspettando Godot, il teatro dell’assurdo alla massima potenza
    Murakami: Norwegian Wood (Tokyo Blues) un romanzo di grande delicatezza
    Pasolini: Amado mio una maniera unica per cantare l’amore
    Bassani: Le storie ferraresi una città che si fa romanzo
    Hemingway: Per chi suona la campana uno stile narrativo che crea personaggi indimenticabili
    Brizzi: Jack Frusciante è uscito dal gruppo un giovane Holden di una tenerezza assoluta
    Cervantes: Don Qujote il più immortale dei classici della letteratura

    Scelte ovviamente del tutto personali, e già mi pento per non essere riuscito a mettervi dentro Pirandello e Molière, senza pretesa di fare delle classifiche di qualità (dove Brizzi non potrebbe prendere il posto di Dante, è ovvio). Ma ogni libro si lega indissolubilmente al momento in cui lo abbiamo letto e a quello che ha significato per ognuno di noi….

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  3. Si chiude un anno di letture molto fortunato. Grazie a voi tutti, amici dai mille nomi, che mi avete spesso guidato nelle scelte. La scelta finale è ardua. Comincio con lo sfoltire la mia lista che è ricca di ben 9 titoli. Soffrendo e un po’ barando (tralascio quelli come ‘Il lamento di Portnoy’ la cui grandezza è scontata) arrivo ai fatidici cinque. Eccoli:

    LA CITTA’ E I CANI – Mario Vargas Llosa
    IL VANGELO SECONDO GESU’ CRISTO – José Saramago
    IL GIARDINO PERDUTO – Ellen Humphreys
    COME VOLA IL CORVO – Ann-Marie Mc Donald
    LA STRADA – Cormack Mc Carthy (ma anche lo stupendo Sunset Limited…..)

    buon anno a tutti!

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  4. @marino angela e falco: ho preso nota di Casa di M. Robinson (che domani voglio comprare) e sono felice di risentire nominare David Grossman e il grande Patrick Mc Grath di cui non si parla mai.Andrò anche a cercare il giardino perduto di Humpheys che ancora non ho letto. Belli tutti gli altri libri. Grazie e auguri a tutti.

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  5. “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi. Universalità dei valori, sentimenti. “Dove abitano le emozioni” di Paolo Crepet. Ne aspetto altri di libri. Buon 2012 a tutti i lettori segreti come me.

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  6. ….. Io invece vorrei introdurre una lista di ALCUNI dei LIBRI PEGGIORI letti nel 2011, non necessariamente di letteratura, e in relazione alle mie personali aspettative (ma purtroppo non solo quello). Ecco la mia lista TOP OF THE FLOP!!!! 🙂

    BURGESS, Anthony – MF

    MURAKAMI, Haruki – A SUD DEL CONFINE

    PYNCHON, Thomas – L’ARCOBALENO DELLA GRAVITA’

    DE LILLO, Donald Richard – PUNTO OMEGA

    ZAGREBELSKY, Gustavo – SULLA LINGUA DEL TEMPO PRESENTE

    MUSA, Gilda – GIUNGLA DOMESTICA

    MAZZANTINI, Margaret – NESSUNO SI SALVA DA SOLO

    LEWIS, Roy – IL PIU’ GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE

    CAROFIGLIO, Gianrico – LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE

    TARDI – LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI ADELE BLANC-SEC (graphic novel)

    THOMPSON, Craig – BLANKETS (graphic novel)

    AVOLEDO, Tullio – L’ELENCO TELEFONICO DI ATLANTIDE

    CELATI, Gianni – FATA MORGANA

    i miei migliori auguri di buon anno, senza ironia…

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  7. E’ difficile scegliere i libri più belli letti nel 2011. Io leggo moltissimo e quello che mi ha colpito di più è stata La storia di Lisey di Stephen King. Meraviglioso. Ho scoperto anche Neil Gaiman e il suo American Gods mi è davvero piaciuto.

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  8. @Antonella che idea brillante segnalare qualcosa che non è piaciuto, che non ha convinto….Mi accodo con piacere a questa idea del TOP OF THE FLOP, anche se sono consapevole che scandalizzerò molti amici:
    IL MAESTRO E MARGHERITA, Bulgakov …non ce la faccio a finirlo
    DETECTIVE SELVAGGI – Roberto Bolano. Ne leggo 200 pagine e non riesco ad andare oltre
    STORIE DELLA MIA GENTE – premio strega, mi annoio a morte
    NON LASCHIARMI .- Ishiguro, non mi convince e non mi coinvolge. Fatico a finirlo.

    E adesso attendo i giusti rimproveri ………….

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  9. Vi leggo sempre e molto volentieri, pur partecipando raramente. Ecco la mia lista dei libri più belli (non necessariamente in quest’ordine) letti nel 2011:

    Le lacrime di Nietzsche‎, Irvin D. Yalom
    La veglia inutile‎, Nadeem Aslam
    Una stanza tutta per gli altri‎, Alicia Giménez Bartlett
    Suite francese‎, Irène Némirovsky
    Il Vangelo secondo Gesù Cristo‎, José Saramago
    The Lace Reader, Brunonia Barry

    Auguri e buona lettura a tutti per il 2012.
    Sybl

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  10. @ antonella b – Sono d’accordo su tutti i libri che hai elencato tranne le graphic novel che non conosco.
    @ falco- Ti “rimprovero” solamente per non lasciarmi di Ishiguro- per il resto (tutto bello) non è facile arrivare alla fine senza ammazzarsi di sbadigli.ciao e auguri

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  11. L’elenco dei miei libri preferiti 2011 è complessa da stilare.
    Sono parecchi quelli che ho amato, devo riflettere.
    Più facile invece quella dei libri interrotti. Sono solo cinque.
    Generalmente non amo interrompere una lettura, provo&riprovo sperando sempre in una svolta, mia o del libro…ma quando non ce la fo’ più.. beh! allora.. Addio 😦

    IL CIGNO NERO – saggio
    di Taleb N. Nassim – argomento interessante ma scrittura troppo ripetitiva e scrittore spocchioso!
    LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA BICICLETTA Robert M Pirsig – Per ben 2 volte ed a distanza di parecchi anni ho provato a leggerlo. Fino a pag. 200 tutto bene, poi ha quando ha iniziato con l’argomento “qualità” e gli assiomi geometrici, lì c’è stato il divorzio.
    LIBERA NOS A MALO Luigi Meneghello – Amato da una mia carissima amica. Odiato da me.
    Non ho trovato trama, non ho apprezzato né la scrittura in dialetto veneto né quella del “suo” italiano. Piccolo es. per me odioso “con la=colla”
    L’ARTE DELLA GIOIA Goliarda Sapienza -Ho resistito fino a pag. 340. Di questo libro si è ampiamente discusso in _QuestaBLOGCasa_ e, ora come allora, concordo con il commento che fece @Camilla.
    DETECTIVE SELVAGGI – R. Bolano Questo libro l’ho tenuto per ultimo perché al contrario degli altri l’ho letto tutto. Una fatica durata ben 800 pagine,.. maa..non volevo mollare!
    Nella _BLogCasa_ so che è stato amatissimo, quindi aspettavo sempre il momento della svolta, quello dove entri dentro, quello che ti segue anche quando riponi il libro…
    Purtroppo non é successo nulla di tutto ciò.
    Auguro a tutti Voi, un 2012 sereno e ricco di Sensazion.Ali Letture !

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  12. Prima che finisca questo ultimo giorno dell’anno vorrei far avere i miei auguri affettuosi e i miei ringraziamenti al nostro “capo”, sempre presente anche se spesso silenzioso.

    Ciao Luigi, questo bel gruppo di amici lo dobbiamo a te, come anche i tuoi commenti intelligenti, i tuoi interventi precisi e misurati, l’accoglienza gentile verso i nuovi arrivati, insomma l’atmosfera familiare e piacevole che si respira in questo blog.

    Ti auguro un felicissimo 2012 con i tuoi cari e… con tutti noi, gli amici dai molti nomi

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  13. voglio anch’io salutarvi, fargli gli auguri e ringraziarvi per lo scambio sempre civile e sentito di letture e non solo. Poi appena ho un attimo mando la mia lista. un abbraccio a tutti! simonetta

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  14. intanto auguri a tutti e poi accidenti che letture importanti! a me piace moltissimo leggere ma le mie scelte cadono su libri molto più semplici. tra i miei autori preferiti ci sono cussler, martini, paolini… tutti libri dove c’è molta azione e non si deve riflettere molto. sto scoprendo i vecchi thriller (anni 60): intrigo, suspence e zero volgarità. perfetti
    penultimo libro letto “il libro segreto di dante” di fioretti. ad essere sincera non ho capito grandi cose la struttura da thriller serve da…supporto?… per parlare di dante e della Commedia ma mi ha lasciato la voglia di leggerla.

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  15. @ Camilla
    … tu mi spiazzi! Pure su Burgess mi dai ragione! Il fatto è che Burgess l’ho conosciuto prima come saggista e mi aveva entusiasmato, così ho iniziato a leggerne la prosa; ma sono rimasta delusa. MF continuo a considerarlo un flop eppure voglio approfondire l’autore. Ho altri suoi libri in attesa. E che preludono a grandi cose.

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  16. @ Falco
    macchè rimproveri… ci sono realtà oggettive e ci sono realtà soggettive in lettura. Ci sono i veri flop e quelli passeggeri.
    L’altro ieri parlavo con un maturando in filosofia e mi diceva che ha trovato “Le affinità elettive” un po’ come una soap opera… quante risate mi son fatta ahahahah 🙂 Questo lo ritengo un flop passeggero da parte sua.
    Per leggere Goethe non occorre aver sofferto, bisogna anche aver superato il dolore e considerarne e utilizzarne il risvolto positivo. E io conosco l’anima di quel ragazzo che ho visto crescere. Quando passa a trovarmi per via del mio figliolo preparo sempre un buon pranzetto e tante chiacchiere in stile mamma-Giulia (che era una mia amica) e che ha perso per sempre solo un paio d’anni fa.

    Invece, le parole di Carofiglio (la manomissione, intendo), tanto per fare un esempio, sono proprio un flop. Basta rileggere il libro e già ci si accorge, a un paio d’anni dalla pubblicazione (credo, dovrei controllare), di quanto sia già vecchio, superato, inutile. Questo succede quando si scrive in malafede, oggettivando i propri pregiudizi personali – ma altri le chiamano opinioni – a verità assolute. Insomma, nessun sguardo alto e la furbizia di darsi arie da filologo – con titolo conturbante e avvincente per gli ingenui come me che credevano veramente di leggere uno studio spassionato sulle parole – e si ritrovano in mano un libello “politico” (virgoletto, perchè la politica è ben altra cosa). Dove l’intento comincia a farsi chiaro solo dopo una ventina di pagine, forse anche trenta o quaranta; perchè lo introduce di soppiatto, in modo mesmerico e seduttivo, fra le righe, in toccata e fuga alla maniera di un cane che vorrebbe azzannare ma non ne ha il coraggio
    Per me, con Carofiglio ho chiuso. Va bene tutto, ma la furbizia proprio no. Perchè non è sintomo di intelligenza giocarsela solo con quella. Anche se siamo in recessione e la vita costa di più.

    Il flop, insomma, ha vari stadi di entratura.
    ciaaaao

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  17. @antonella b –MF di Burgess me lo prestò, molti anni fa’ un’amico. si tratta di una opera teatrale nerissima, piena di incesti e simili storie non è vero? Non riuscii a finirlo non per gli argomenti trattati ma per la noia mortale, del resto non mi ricordo niente di quel libro. E’ Strano, io non ho la tua preparazione, ma Carofiglio non mi piace affatto. buon anno.

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  18. @ Camilla, MF appartiene a un periodo di Burgess in cui lui effettua una sperimentazione esagerata con la lingua, a mio parere. La sperimentazione è sacra ma, quando va a scapito della lingua stessa e della narrazione, mi pare sia il momento di fermarsi e riconsiderare il punto focale dell’intento che ci si prefigge; un po’ come per certa produzione di Calvino, Manganelli, Sanguineti: la trovata, l’idea, il rovesciamento della regola portati all’eccesso e alla esasperata ripetizione. Del primo dei tre, mi viene in mente perfino “Il castello dei destini incrociati” dove la trama è combinatoria e, a un certo punto della faticosa stesura, anche Calvino stesso confessa che non ci si raccapezzava più.
    Al punto tale che, quando mi imbatto in testi del genere e magari li conduco a fine per capirne la costruzione, dopo ho bisogno di leggere favole, fiabe, cioè vere Storie; perchè l’aridità del gioco forzato della lingua spegne il magico e la voglia di ascoltare.
    Al contrario, nel suo saggio “1984 & 1985” si legge un Burgess dalla prosa splendida, lo sguardo sereno, profondo, chiaro. Insuperabile.

    Tra l’altro, a chi si propone di leggere l’Ulisse – come ho constatato in uno degli ultimi post promulgati in questa sede -, Burgess ha scritto bella e importante saggistica su James Joyce.

    … che stai leggendo? Io tutti racconti, neri, crudeli e fantastici di Maupassant.
    Ciao 😉

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  19. In questo inizio di anno ripercorro anche io il 2011 delle mie letture con il meglio e il peggio.
    Non mi dilungo nei commenti perchè credo di aver commentato queste letture dopo averle terminate (è ormai un’abitudine condividere con voi questi piaceri).
    In vetta alla piramide sta senza dubbio LA TRILOGIA DELLA CITTA’ DI K. ciò che di più innovativo-sconvolgente ho incontrato quest’anno. Essenziale, preciso, scarno, un pugno allo stomaco che…si incassa volentieri.
    Quelli che seguono mi sono piaciuti in egual misura per cui li offro in ordine sparso:
    LA VERSIONE DI BARNEY di Mordechai Richler
    PASTORALE AMERICANA di Philip Roth che associo a un altra notevole lettura che ne riecheggia il titolo:
    UNA FAMIGLIA AMERICANA di J.C.Oates
    E ancora
    LE BRACI di Sandor Marai (che scrittura sontuosa!)
    MOLTO FORTE INCREDIBILMENTE VICINO di Safran Foer
    il dibattutissimo L’ARTE DELLA GIOIA di G. Sapienza (rimando al mio e ad altri post per saperne di più)
    e IL VINO DELLA SOLITUDINE di I. Nemirowsky (che non mi delude mai).

    E rubando ad Antonella l’idea del Top of the Flops
    BASSURE di Herta Muller (non ho potuto finirlo, cosa per me rarissima, solitamente procedo contro la noia a testa bassa, ma qui non ce l’ho fatta).
    DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME (ma anche Tutte le Anime). decisamente io e J. Marias non siamo compatibili e…
    scandalo degli scandali LA FINE di S. Scibona. Ho arrancato fino all’ultima pagina nella speranza di trovarvi un senso, una connessione che legasse gli avvenimenti, una qualche architettura ma… niente. E pensare che l’ho comprato leggendo qui i commenti dei suoi sostenitori. Ma va bene così, evviva la varietà di gusti e opinioni. Se qualcuno vuole provare a convincermi del contrario leggerò volentieri il suo intervento ma non rileggerò mai più La Fine.

    Polissena, io non disdegno le liste: è un gioco divertente e ci ho provato a rispondere al tuo invito ma solo in ambito anglosassone ero già a quota 5. Il limite di 10 titoli mi sta stretto. Mi concedi licenza di estenderlo un po’?

    Ciao a te e a tutti gli amici dai molti nomi

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  20. Mi proponevo di leggere l’ ultimo libro uscito di Stephen King,ma non ho mai letto un libro scritto da lui……..quindi qual’ è la vostra esperienza personali con i suoi libri?
    Vi sono piaciuti o erano noiosi? E intanto buon 2012 a tutti!!!!!!!!! 🙂

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  21. Ben trovati e corro via per finire le ultime pagine di Libertà di Franzen per il prossimo incontro del nostro GdL.
    Sono sconcertata riguardo questo romanzo, indecisa, ecco: devo farlo sedimentar qualche giorno.Anche a me, come ad altri, fa venire in mente Solar di McEwan, sia per il tema di fondo sia per le contorsioni della struttura narrativa. Anzi Solar è più lineare.
    Ma ecco quel che ricordo delle mie letture del 2011:
    I Viceré di De Roberto: un’illuminazione!
    Ristorante nostalgia, A. Tyler
    L’altra Grace, M. Atwood
    Una brava ragazza, Oates
    I vecchi e i giovani, Pirandello
    I barbari, Baricco
    I libri bruciano male, M. Rivas
    Anatomia di un istante ; j. Cercas
    riletture: Memorie di Adriano
    Cosima, G. Deledda
    Bianca

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  22. @antonella b–Se mai avessi avuto dei dubbi, basta un’occhiata agli ultimi post per dimostrare le diversità di piacere o dispiacere suscitate da letture vecchie e nuove. Forse tu hai qualche ragionata teoria in proposito e sarei molto contenta di leggerti nel merito. Se penso che il buon giovane Salvatore Scibona col suo affresco, per me magnifico, sull’immigrazione, è ancora in giro tra i miei libri impilati, quelli che non mi decido a mettere a posto perchè ho bisogno di avere a portata di mano per rileggerne alcuni brani, quelli che risuonano ancora con estremo piacere dentro di me, se penso al fatto che autori come Sapienza, o Mazzantini non posso nemmeno averli in casa tanto mi disturbano…eccetera, capisco la grande impossibilità di condividere molti tipi di sensazioni.. Conosco bene Maupassant nelle sue varie fasi, dai racconti più pieni di luce e di sole, così adatti e perfetti gemelli della grande pittura del periodo, fino all’Horlà, al buio della mente. I romanzi di M. li ho letti molti anni fa’ e non li ho più ripresi . Amo molto leggere cose nuove, pensate in contemporaneità, non so bene il perchè.Ciò non toglie che ora stia leggendo alcune traduzioni di grandi poesie dei primi del ‘900—francesi, inglesi, e di poeti nativi di molte parti dell’europa, a volte quasi sconosciuti se non nella loro patria. Sono 60 poesie, pubblicate da una grossa rivista letteraria e c’è dietro tutta una storia personale che non è raccontabile. Sto leggendo anche Il pozzo, regalo di Natale, di Magda Szabò. Ciao- ti leggo sempre con attenzione.

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  23. Mi proponevo di leggere l’ ultimo libro uscito di Stephen King,ma non ho mai letto un libro scritto da lui……..quindi qual’ è la vostra esperienza personali con i suoi libri?
    Vi sono piaciuti o erano noiosi?
    E poi 1984 di George Orwell a voi è piaciuto?Quando ho bisogno di consigli mi affido a voi che
    avete un’ esperienza molto più grande della mia ancora giovane…….Vi seguo praticamente da un anno e siete diventati i miei “maestri” in letteratura……..Un ringraziamento a tutti 🙂 Ciao!!

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  24. Ciao promettente Colonnello Filippo Aureliano ecc..
    Non ho mai letto King per cui non posso darti consigli, mi spiace ma non è neanche in coda per essere letto. Non mi attira, magari mi ricrederò in futuro.
    Penso però che tu abbia trovato spunto per il tuo nuovo nick da uno dei romanzi che più ho amato nella mia adolescenza e riletto con piacere in età, diciamo matura.
    Ciao Filippo, buon anno a te, denso di letture entusiasmanti.

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  25. Ho letto un meraviglioso e coinvolgente romanzo di una scrittrice israeliana che non conoscevo: Il suono dei nostri passi di Ronit Matalon. Mi aveva attratto la traduzione di Elena Loewenthal. Il libro non ha deluso le mie attese.

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  26. Ecco la lista dei miei libri più belli del 2011, che segue l’ ordine temporale di lettura di quest’ anno.

    Imre Kertész ( premio Nobel 2002) “ Essere senza destino”. La storia dello stesso scrittore, di famiglia ebraica ungherese, che nel 1944 a quindici anni fu imprigionato in un lager, dove rimase quasi un anno. L’ io narrante, Gyurka, ripercorre le tappe – come un viaggio dentro di sé- che, passo dopo passo, lo portarono dal momento iniziale della prigionia in un campo di concentramento a quello finale della liberazione. E’ un viaggio interiore ( la metafora del viaggio e delle stazione è dello stesso autore) in cui il lettore che sa tutto assiste, impotente e straziato, alle “ illusioni” e agli aggiustamenti che Gyurka si costruisce per poter sopravvivere al lager. Tuttavia, nulla ci viene taciuto di ciò che succede ( forni crematori, odori di carne umana bruciata, violenze varie) ma ogni rivelazione è espressa con una lingua asciugata dalle emozioni. E’ la lingua di chi deve darsi ragione della realtà per poter pensare che il minuto successivo possa rivelarsi diverso. Ecco quindi il rinchiudersi in sé del protagonista che coltiva anche dei ( forse incredibili) momenti di “ felicità”. E’ un processo del passo dopo passo e dell’ abitudine a ciascun passo che si dirigerà però verso il momento della perdizione totale, quello in cui egli non vorrà più salvarsi. Gyurka si salverà per caso e per fortuna e dopo si dirà che “ non esiste assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza e sul mio cammino, lo so fin d’ ora, la felicità mi aspetta come una trappola inevitabile” . Parole inusuali, ma di grande forza emotiva ed intellettuale.

    Israel Joshua Singer, “I fratelli Ashkenazi” ( di cui sono debitrice al blog di Gabiella Alù). Grande e fluviale romanzo che rappresenta- come meglio non si potrebbe- l’ ascesa dell’ industria tessile a Lodz e la relativa ascesa e caduta degli ebrei dell’ Europa orientale. Rimando al post di Gabriella per una lettura più approfondita di questo opera grandiosa. Non saprei dire quale dei due fratelli Singer sia più
    “ grande”. Secondo Harold Bloom, Israel lo è di più di Isaac. “Si parva licet”, direi che i due fratelli agiscono su piani diversi. Più interessato ai grandi eventi e alle trame strutturali, Israel ( e meno alle psicologie individuali); più attento alla caratterizzazioni dei personaggi il secondo ( e meno alle descrizioni storiche), Isaac. Tuttavia, entrambi scrittori di razza.

    Thomas Mann, “I Buddenbrook” ( rilettura) . Sarà che l’ ho riletto durante una vacanza a Lubecca, con sotto gli occhi la “location”( !), e quindi le vie e i luoghi della città e il mare di Travemünde, di cui Hanno beveva i colori e godeva i suoni, ma l’ ho trovato ancora più emozionante della prima volta in cui l’ avevo letto.

    Uwe Neumann-Astrid Roffmann, “La Famiglia Mann”, obbligato corredo alla rilettura precedente. Ottima ricostruzione “ filologica” ( attraverso le lettere e i documenti) dei rapporti inquieti ed inquietanti tra i vari componenti di questa famiglia, autodefinitasi “ bizzarra”. Eufemismo per caratterizzare personaggi misteriosi come Katia Mann e morbosi come Thomas Mann, solo per citare i più importanti.

    Infine due romanzi sulla memoria che il caso mi ha fatto leggere insieme e che hanno mostrato elementi comuni, pure se oppositivi.

    Magda Szabó, “Il vecchio pozzo” e Christa Wolf, “Trame d’ infanzia”. Due ritorni nel passato di due grandi scrittrici. Ma, mentre per la Szabò il viaggio è lineare e alla fine irenico e serve a risistemare in un quadro razionale e categoriale la propria infanzia e la propria giovinezza ( e qui la scrittura che nei romanzi è razionalmente dura e incisiva diventa pacate e serena); per la Wolf il ritorno è aspro e faticoso, dovendo lei combattere con una memoria che non vuole ricordare con piacere. La bambina-Szabò prende vita facilmente, la bambina- Wolf non vuole ritornare in vita e scalcia e combatte con chi vorrebbe rianimarla. Mi è parso un bel duello tra una memoria rasserenante ed una memoria lacerante.

    Buon anno a tutti. Renza

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  27. @ Camilla
    Sui libri di oggi prendo in prestito una frase R. W. Emerson, corrosiva e attualissima come mai ma, probabilmente, anche ai suoi tempi capitava di galleggiare nel mediocre o nell’infimo, e cioè:”Non leggete libri che non abbiano almeno un anno”.

    Da questo assunto ne risulta che sono poco ferrata sul romanzo attuale; d’altronde, in certi giorni, mi pare che mi stia perdendo un regno perchè – torno a dire mi pare -, sia un’epoca in cui nascano geni scrittori ogni giorno. E lasciare passare un anno mi cuoce un po’.
    Mai come nel passato, questa sembra un’epoca in cui la versatilità creativa umana stia dando, nel campo delle lettere, una rivoluzione per altro inaspettata. Pareva fosse stato scritto tutto: l’aveva detto perfino Fontana con i suoi tagli pittorici, venduti a ripetizione.

    E invece no. Ogni giorno nasce una nuova stella, un nuovo maestro, in un’incessante epifania di stupore da parte della critica stipendiata. Senza parlare degli oceani già conosciuti battuti da ondate baricchiane, o dei reimpasti collettivi “ad usum cinemae” in cui il verso dell’autore (animale superiore?) lo si vede (solo!) nei titoloni della sceneggiatura; o gli stupefacenti reimpasti kinghiani di superba letteratura d’epoca rivisitata.
    Ah, la creatività postletteraria!! Il suo lessico! La ripetizione così ben congegnata! L’uovo alla coque così ben descritto. La doccia così ben disegnata che, a fin di pagina, mi pare di essere umida!

    In questo tripudio fastoso, mi aggiro con scarponi di piombo per non volare sempre più in alto e svanire nel nulla.
    *
    Dai, Camilla, che un po’ di buona voglia e pazienza, troveremo anche noi qualche bel capolavoro dimenticato, in questo bailamme di super-uomini letterati.

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  28. Migliori letture 2011: mutuo da Carloesse il perfettissimo 3X3 (+3)

    Sabato Sopra eroi e tombe
    Bolaño I detective selvaggi
    Agota Kristof Trilogia della città di K

    Yehoshua Viaggio alla fine del millenio
    Oz Storia di amore e di tenebra
    Fransen Le correzioni

    Sorrentino Hanno tutti ragione
    Vargas Llosa La zia Julia e lo scribacchino
    Mc Carthy Suttree

    A questi aggiungo 3 autori, presi dal vostro blog, che sono stati per me di piena soddisfazione:

    Szabo La porta e Via Katalin
    Munro Le lune di Giove
    Yasushi Il fucile da caccia

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  29. Caro giovane Colonnello Filippo… pur non essendo un aficionado di S.King credo che sia un autore interessante per una giovane mente.. In eta’ adolescenziale ricordo con piacere la lettura delle “notti di Salem” e “l’ombra dello scorpione”: Ti consiglierei comunque “stagioni diverse” da cui e’ tratto il bel film Stand by me poi – il miglio verde – misery non deve morire e poi non mi e’ dispiaciuto il penutimo “notte buia, niente stelle”. L’ultimo libro uscito ha delle buone recensioni ma non l’ho ancora letto…Dimenticavo …magari non sarebbe male, se non lo conosci gia’, leggere qualche libro di Edgar Allan Poe.
    Ciao e buona lettura

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  30. @ antonella b — La letteratura femminile inglese innanzitutto ma anche anglofona in generale, ci ha dato tantissimi capolavori, ancora oggi vivi e pieni di passione e di ironia e umorismo e gioia di essere letti,e grande amore e fiducia nei lettori. I nomi sono davvero tanti e anche la letteratura americana contemporanea ci offre continuamente romanzi davvero belli.L’anno scorso, in un periodo abbastanza lungo in cui non stavo bene, ho trovato un grandissimo piacere, purissimo quasi esaltante, leggendo la triologia di Rebecca West La famiglia Aubry, romanzi ambientati negli anni che vanno dalla prima guerra mondiale fino alla fine degli anni ’30. Per esempio. ciaociao

    Io non sono capace di fare liste, no no.

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  31. Grazie per le informazioni, sì sì

    ps.: a proposito di donne, stamattina, per mercatini, ho trovato:
    Virginia Woolf: Gli anni
    la nostra Ortese: Il porto di Toledo
    la bravissima belga Francoise Mallet-Jori: La casa di carta (provare per credere, consiglio “Le tre età della notte”) .

    ps 2: Rebecca West, sì!, ma non è postletteratura, giusto per capirsi e se pensavi che non amassi la letteratura anglofona. Il mio discorso è un altro.

    ps 3: super-uomini letterati è da intendersi sia in senso femminile che maschile

    Ciao Camilla … però una lista dei maggiori nomi femminili di letteratura contemporanea potresti farla, e magari anche qualche nome maschile…. perchè anche a me piace leggere quello che scrivi. Così si scambia, non è vero?

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  32. @ Dani, no non sono stata io a proporre la lista dei 10 libri più belli della nostra vita. Non lo potrei proporre e non lo saprei fare io stessa. Chi dovrei buttare dalla torre?

    Carloesse aveva scritto che CENT’ANNI DI SOLITUDINE era uno dei 10 libri più belli che avesse letto ed io gli ho chiesto quali fossero gli altri nove

    Al massimo potrei elencare i più amati del 2011 quando Luigi ci darà il via
    Ciao e buon anno con buone letture

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  33. @giulio : grazie per i consigli su Stephen King li seguirò,a proposito di Edgar Allan Poe ho già letto di suo “I racconti”,ma niente di approfondito.
    Grazie e ciao…….. 🙂

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  34. Salve a tutti. Ho letto con piacere i Vs consigli. Mi permetto di segnalare un pilastro della letteratura: La montagna incantata di T. Mann. Aggiungo Herzog di Bellow, i Racconti di Leskov e tutto Pamuk.
    Buomna lettura a tutti

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  35. il libbro piu brutto che ho letto è L’arte della gioia. Scusate ma dirlo era una esigenza: è come leggere fotoromanzi se si parla di fumetti

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  36. Non dimentichiamoci i Russi e nello specifico: Goncarov (Oblomov), Turgenec (Padri e Figli), Lermontov(un eroe del nostro tempo) e non ultimo Gogol (le anime morte)

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  37. chiaramente Turgenev…..mi piacerebbe avere una vostra opinione su Eco e in particolare sul “Cimitero di Praga”, stroncato dalla maggior parte della critica.
    Attendo fiducioso

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  38. ciao Fausto, non ho tempo per parlare molto in questi giorni! scusami! e neppure per cercare il link esatto al mio commento su Eco …. ma dai un’occhiata tu ai miei commenti precedenti, se cred,i se ne hai voglia! perche’ io ne ho parlato del Cimitero di Praga.. anche abbastanza diffusamente… e ancora, se hai voglia, dicci poi cosa ne pensi tu! grazie! non potevo disattendere chi attende fiducioso…
    ciao

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  39. Ehi cosa vi è successo?Che fine hanno fatto gli amici dai molti nomi? Dani,Polissena,Carloesse,Camilla,Renza e tutti gli altri?E poi il nostro silenzioso e onnipresente luiginter?Vi prego,ho bisogno dei vostri commenti!!!!! 😦

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  40. @fausto
    Di Eco, e del Cimitero di Praga si è parlato molto qui a cavallo del 2010 e 2011: basta che che scorri queste pagine verso il loro inizio (pag.1 e pag.2, p.es) e quella dei più bei libri del 2010 verso la fine e dovresti trovare diversi commenti. Poi se non sbaglio Theleeshore vi dedicò anche un apposito post. Anche questo è rintracciabile: clicca il mese di gennaio 2011 nella colonna Archivi qui a destra e troverai ciò che cerchi.

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  41. @Colonnello Filippo …..ecc. ecc.
    Ciao Colonnello! Come vedi non sono sparito. E’ che a volte non si ha molto da dire, ed allora si legge e basta (io passo di qui quasi ogni giorno, anche se non tutti i giorni scrivo, anche per non annoiarvi troppo).
    Vedo che ti sei interessato a King. Io non lo amo moltissimo (anche se ho apprezzato molto un racconto come “Stand by me” ed anche il film che ne era stato tratto. Ed altri film nati da sue opere (Shining, Il Miglio verde, Misery non deve morire,…) che confesso di non avere mai letto. Ma se vuoi un tuffo nel terrore di grande qualità ti consiglio (oltre a Poe) i racconti di H.P. Lovecraft, che Stephen King se lo mangia a colazione, e di cui esistono in commercio diverse raccolte edite da Newton Compton a prezzi stracciati (c’è anche l’opera omnia intorno ai 10 Euro).
    Oppure quelli che io considero due veri grandissimi capolavori:
    – La casa sull’abisso, di W. Hope Hodgson, e
    – Il piccolo popolo, di Arthur Machan
    Sono due opere dell’800, ma veri grandissimi classici del terrore. Lovecraft è invece uno scrittore americano della prima metà del ‘900. Ma dopo di lui nessuno, a mio parere, lo ha superato in questo genere.

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  42. @antonellab — le liste non sono per me e nemmeno, mi sembra, siano rispettose di grandi artisti di ogni tempo e nazione che hanno regalato al mondo tanto importante nutrimento dell’intelletto.Mi piacerebbe molto che qualcuno, per esempio tu antonella b., facesse un pochino di ordine. almeno tra libri da mettere sotto la dicitura creazione e libri sotto quella di prodotto commerciale. E’ evidente che sia tra le “creazioni” , ciò che ancora non c’era, ciò che è “unico” nel suo genere, ci siano opere magnifiche e opere misere, così come tra il prodotto industriale di consumo. Anche qui c’è l’ottimo e il pessimo. tuttavia, l’opera _creata rispetto a quella industriale va , comunque, mi sembra, giudicata diversamente. come con i tortellini, le torte e le marmellate.. almeno questa separazione mi sembra davvero importante per poter , in qualche modo, fare liste o dire i preferiti o gli scartati, mescolando Proust con king, o wolf con Mazzantini eccetera. Ma forse no. Che dite voi? Certo si tende a dire che tutto è uguale e tutto vale nello stesso modo “purchè mi piaccia”.????

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  43. bulgakov : il maestro e margherita è il più attuale dei romanzi visto come stanno adando in fumo gli avidi sogni di ricchezza dell’umanità…

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  44. @ Io credo che, Camilla, o c’è la qualità o non c’è; o il libro ti cambia o non ti cambia. O ti appassiona o ti annoia. Le mezze misure del mi-piace/non-mi-piace esistono quando non si è pronti a leggere l’opera di uno Scrittore, per molti motivi: vuoi per mancanza di esperienza, vuoi per una diversità intellettuale-razziale-antropologica; o perchè, addirittura, si è già avuta quell’esperienza, la si è superata e “guarita”; ma questo non significa non riconoscerne il valore.

    E tutto questo premesso che sto solo parlando di Libri, libri che “lasciano il segno”.

    Sulla commercializzazione, l’autore stipendiato, quello furbo che si avvale di strategie editoriali, blog e siti di marcamento, l’egocentrico snob-letterario che fa letteratura per i diseredati e arriva in aereo di prima classe e alloggia in hotel di prima categoria e parla agli ultimi della terra come ne sapesse qualcosa degli ultimi della terra, non li prendo nemmeno in considerazione. Come non prendo in considerazione gli autori che si sentono arrivati perchè sono arrivati in televisione, che più che autori sono marionette del giro editoriale, che soffrono per un’intervista e di manie di autoaffermazione. Non prendo in considerazione quelli che chiamo i ladri, che fanno passare per nuovo il “vecchio”, magari il classico rivisitato. Oppure quelli che, in mancanza d’argomenti, addirittura fanno assurgere a personaggi i veri scrittori e gli danno un’identità che la loro fantasia non avrebbe mai escogitato (facile, era la loro vita un romanzo!).
    Agli scrittori politici faccio una risata. Anche a quelli etico-sociali che cavalcano l’onda delle principali testate. A quelli che sono convinti di fare paraletteratura e che la paraletteratura non possa superarsi e assurgere a Letteratura (per forza, non lo sanno fare! ma allora, perchè scrivono?)
    Come non prendo in considerazione chi crede che la lingua sia l’ultima cosa di cui è costituito un libro, magari usando un linguaggio triviale, sfruttando e per assurdo lodandosi della propria ignoranza lessicale; insomma, chi manca di stile.
    E si potrebbe continuare a lungo, perchè siamo immersi nel lordume; e ognuno fa il suo a seconda della dieta. Ma c’è un punto in comune a tutta questa gente che fa il mestiere di scrittore, ma non è Scrittore. Letto un loro libro, passa un po’ di tempo, e non se ne ricorda niente. E’ scivolato dalla testa come se non fosse mai esistito (qui sta per: come se non fosse mai stato letto). Era nulla, dunque. E se ne ricordi qualcosa, non era certo per lo stile, o perchè ti aveva distrutto le opinioni e costretto a ricrearne di nuove, più universali (!); ma piuttosto per la sua bruttezza, l’insignificanza, il già detto rimasticato. Ti resta come un ricordo nauseante, un colpetto allo stomaco pesante.

    Questa la dico, e non è mia, ma non dico da chi viene: “Scrivere: un segreto che invoca il segreto”.
    Chi sa farlo, è sulla buona via.

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  45. p.s.: La lista che chiedi è un lavoro lungo. Non prometto niente, perchè significa fare la storia del romanzo. Io credo che non si possa parlare dell’essere umano senza raccontarne la storia che l’ha preceduto. Non si può parlare degli animali a cui siamo arrivati ad essere oggi se non ritorniamo sulle tracce che abbiamo lasciato. I grandi scrittori ce lo avevano detto. Chi li ha ascoltati? E allora: era questo l’implicito compito dei grandi scrittori? Avevano l’innocenza del dire e, nell’innocenza, erano veraci (presaghi?); questo il cuore lo sente e sente la furbizia come una nota stonata. Forse il cuore non sa spiegare come individua lo stridore della stonatura ma la coglie immediatamente e, se è verace con se stesso, non la premia. Anzi, la estromette. Chi sa scrivere così oggi? Credo che questo potrebbe essere un buon termine di riferimento, nelle proprie letture (non l’unico). Mi riferisco anche e soprattutto alla produzione degli ultimi decenni che: conscia di non essere verace, è ignorantemente e subdolamente veritiera, ma non reale.

    Mi rendo conto di essere al limite dell’oscuro, nelle mie affermazioni, ma è proprio questa la difficoltà del parlare oggi: la proprietà di molta scrittura attuale è quella di essere subdola. Per dirla con una metafora, si presenta come un vitellino innocente che non può fare del male, e lo fa, ma lo si vezzeggia perchè piccolino; senza pensare che, nei tempi dovuti, metterà corna e zoccoli potenti, cioè sarà impossibile da fermare.
    Quindi, la miglior cosa, è tenerlo separato e fasciare le corna prima che facciano del male. Cioè: evitare di leggerla, prima che rovini la buona fede dei lettori e, in specie, la Letteratura.
    Aggiungo finalmente che leggere una lista significa dapprima leggerne il contesto generale; nel particolare, esaminare il contesto del nome (autore) per inserirlo in una zona geografica, culturale, intellettuale; chiarire se esiste un contesto comune a tutti gli elementi contenuti e di che tipo e, se non appare, chiedersi da dove provenga l’inserimento in lista; cioè: giustificare le presenze e – massima cosa – individuare le assenze (!) perchè è dal non detto, dalla mancanza, dall’omesso, volontario o no, che si può cominciare (cominciare) a fare un’interpretazione oggettiva. L’esercizio serve anche nel caso in cui la lista provenga da una mente che abbia esercitato una manipolazione cosciente, seppure una mente di massimo grado: non tutti i pensieri di una mente grande sono veri, non tutti i pensieri di una mente piccola sono falsi. L’ideale è saper pensare da se stessi.

    Tutto questo per dire che una lista non è solo una sequenza di nomi e può essere molto istruttiva, nel vero e allo specchio.

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