Gruppo di lettura e pluralità democratica

Ernst Ludwig Kirchner, Arceri, 1935 - 1937

La molteplicità di voci e di prospettive diverse, che si esprimono liberamente, configurano l’esperienza della discussione nei gruppi

Il bel titolo dell’incontro «corale»  dedicato ai gruppi di lettura, della seconda edizione della Scuola di lettura dell’associazione La Lettura Nonostante (al quale è stato un grande onore per me partecipare) – La variantistica del gruppo di lettura come omaggio alla bibliodiversità. A ciascuno il suo co-lettore – mi ha colpito per la consonanza di senso con l’idea di fondo della pluralità che è l’idea che dovrebbe fare dei gruppi di lettura un laboratorio di democrazia e partecipazione.

Perché dentro la discussione del gruppo di lettura sono proprio la pluralità, la molteplicità di voci e di prospettive diverse che si esprimono liberamente a configurare l’esperienza. O meglio così dovrebbe essere l’esperienza della discussione del gruppo.

Esperienza che, inoltre, per ciascun lettore [maschile non marcato*] è anche, in modi differenti, l’espressione dell’intreccio fra la lettura e la vita, della rilevanza della lettura per la propria vita.

La pluralità è dunque una sorta di premessa generale, forse anche una promessa, uno sfondo, sul quale si proietta, per ciascun lettore, tutta l’attività del gruppo. L’espressione di questa pluralità è quel che importa.

Nel gruppo dovremmo tenere lontana la trappola della ricerca di un accordo a tutti i costi, di una sintesi, di uniformità di prospettive, di una versione ortodossa dell’interpretazione del libro.

Su questo sfondo della pluralità, vi propongo cinque questioni sulle quali porre l’attenzione, sia nell’osservare ciò che avviene nella discussione di condivisione, sia nell’organizzare e condurre le discussioni.

1. Contro la noia 

All’inizio di novembre, in un articolo su una rivista americana, una scrittrice e lettrice che partecipa a due diversi gruppi di lettura, lamenta una certa noia che ricava quasi sempre dagli incontri di discussione del suo gruppo di lettura (book club come lo chiamano negli Usa).

Il suo è un discorso articolato ma in sostanza indica nella genericità e superficialità delle parole dei lettori e in una routine un po’ sciatta, le cause del fastidio. 

Secondo Naomi Kanakia* il punto è che per produrre discussioni pertinenti e significative, profonde, i discorsi dei gruppi andrebbero portati su un territorio dove però rischia di venir meno il piacere della lettura. 

Sarebbe come se non ci fossero alternative fra una discussione superficiale e generica e una discussione simile a un laboratorio scolastico o universitario.

Ecco, potremmo dire che il compito principale di chi organizza, conduce, coordina e partecipa a un gruppo di lettura dovrebbe essere proprio smentire questa diagnosi, queste idee del gruppo di lettura. 

L’esperienza del discutere bene di un libro non dovrebbe ostacolare l’esperienza del piacere di leggere.

La noia per ciò che avviene dentro le discussioni è il principale segnale d’allarme per chi si occupa dei gruppi: una discussione debole anticipa la fine dell’esperienza oppure la trascina in modo inutile e irritante.

Noi invece siamo qui per dire che si può intervenire, si può fare in modo che l’esperienza dei gruppi di lettura non si trasformi in un attentato al piacere di leggere. 

Intanto, dobbiamo considerare che il lavoro non finisce nel momento in cui il gruppo si è costituito e ha deciso il libro da leggere.

Cose che si possono fare contro la noia, per esempio:

– ascoltare i lettori

– attenzione alla qualità nella scelta del libro: potremmo, per esempio, puntare su un libro che sappia generare dubbi, che veda i punti ciechi e ambigui della vita, ci mostri la complessità morale delle relazioni fra le persone invece di uno che punti a dare risposte semplificate. 

In genere la grande letteratura lo fa meglio.

lettura e discussione «ravvicinate» o «profonde»: vicine al testo, specifiche, articolate; discussioni da sostenere con inventiva, ritagliando percorsi di senso specifici per i lettori di quel gruppo; Senza cercare sintesi uniformi, giudizi finali, riassunti, analisi sistematiche coerenti, ecc.

– l’obiettivo della discussione è la scoperta e l’espressione polifonica dei partecipanti, non qualche istanza morale o di altro tipo, predefinita: se per esempio ci sta a cuore l’inclusione sociale, dovremmo raggiungerla attraverso una discussione davvero aperta e partecipata, non passando da una lettura pilotata di un testo a tesi; anche a costo di discussioni estremamente parziali, eterodosse, sfuggenti.

– favorire l’espressione della rilevanza personale di quel che si è letto  (incroci fra la propria vita e le storie lette, digressioni nelle storie personali).

2. Un gruppo è un gruppo

È importante ricordare sempre che il gruppo è – appunto – un gruppo, un’entità sociale, composta di relazioni fra persone che si esprimono soprattutto nella discussione, in un contesto unico, situato in quello spazio e in quel momento, a proposito di quel libro. 

Contesto nel quale ciascuno porta una versione di sé che chiede di essere riconosciuta dagli altri; e nel quale ciascuno mette in scena anche le proprie conoscenze, la propria posizione sociale, le proprie esperienze.

La discussione, insomma, è molto molto più del riferire il proprio parere sulla lettura.

3. Spazio pubblico di partecipazione civile

Prima abbiamo parlato di democrazia, di partecipazione. In effetti, la partecipazione al gruppo di lettura è (potrebbe essere) anche una partecipazione a uno spazio pubblico di relazione che assomiglia – idealmente – a una circoscritta Agorà. 

È uno spazio pubblico* nel quale non si va a lavorare, non ci si occupa di rimediare il sostentamento, né di misurare l’operato con un denominatore comune come il denaro. 

Qui si confrontano dialogicamente prospettive differenti.

È democrazia espressiva, aperta, senza secondi fini se non affermare se stessa, nel quale si pratica una specie di azione pubblica e civile, che va oltre la vita privata.

4. Lettura «privata» e emozione relazionale

Questa natura sociale del gruppo di lettura, e la possibilità di un’espressione pubblica del pensiero attorno a quanto letto, modificano, è inevitabile, anche la lettura come attività personale e privata. 

Le forme di questa trasformazione sono tutte da indagare, anche attraverso domande specifiche e l’ascolto delle esperienze dei lettori. 

Mi limito a sottolineare, per esempio, cosa succede all’emozione di lettura fra il momento in cui si legge una pagina che lascia il segno e il momento in cui se ne parla nell’incontro di discussione. L’emozione di lettura ha carattere «costitutivamente relazionale»? Si genera, nella lettura appartata, già intrecciata all’esperienza dello stare con altri?

5. Le voci

Propongo una attenzione particolare all’ascolto delle voci nei contesti di discussione dei gruppi. Significa, come abbiamo già detto favorire l’espressione aperta di tutti i lettori. Ma è una polifonia che si esercita, si allena ascoltando con attenzione e in modo dialogico anche le voci dentro il libro: i narratori, i personaggi, la loro credibilità. Che interazione mettono in scena con le voci dei lettori?

Polifonia e dialogo ci aiuteranno ad ascoltare tutti, dentro il libro e dentro il gruppo, e a rappresentare le molteplici prospettive senza pretendere sintesi, accordo, riduzioni all’uniformità. L’ascolto di tutte le voci – anche nel libro – dovrebbe indurre tutti a tenersi disponibili per aprirsi ai dubbi, alle ambiguità, alla riconsiderazione di ciò che si è pensato leggendo. Quindi alle riletture. La discussione del gruppo come serie di possibili riletture. È possibile?

**

*. Andrea De Benedetti, Così non schwa. Limiti ed eccessi del linguaggio inclusivo, Einaudi.
**. Naomi Kanakia, (@rahkan) The Dreariness of Book Club Discussions, «The Los Angeles Review of Books», novembre 2022  <https://lareviewofbooks.org/article/the-dreariness-of-book-club-discussions/&gt;.
***. Tutte le considerazioni sul gruppo di lettura come spazio pubblico sono ispirate ad alcune idee di Hannah Arendt, in particolare in Vita Activa. La condizione umana, Bompiani.

**

Leggi anche:
Gruppi di lettura e partecipazione civile
Una lettura solo “privata” è più incerta e meno reale di una lettura condivisa?

Ultimi articoli pubblicati

Unisciti ad altri 6.913 follower

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: