Gruppo di lettura, spazio politico. E di performance pubblica

Mi chiede un amico cosa intenda quando dico che il gruppo di lettura, anzi la condivisione che in esso si pratica, sia (almeno potenzialmente) uno “spazio pubblico”. E dico: “devi vederla come una performance d’arte contemporanea.”

Più o meno gli rispondo nel modo seguente:

Caro amico, partirei dall’idea che con la lettura si possa agire. Leggere per agire con la lettura ci proietta verso azioni che intessono relazioni influenzate, perlomeno influenzate dalla lettura, a volte però addirittura determinate dalla lettura. Se ci si interroga e si indaga empiricamente nelle nostre vite su questo uso della lettura, scopriamo un continuum di azioni che in alcuni casi si avvicinano in modo approssimativo ma ripetuto al suo uso pubblico. Siamo in un territorio dominato da attività cui si attribuisce significato pubblico di effetto soprattutto simbolico, almeno al loro debutto, nel quale micro azioni e interazioni sociali di portata anche estremamente limitata, molecolari, assumono via via rilevanza pubblica e possono avere rilevanza emotiva, genericamente sociale ma persino politica.

Performance artistiche – Un buon modo per ragionare su ciò che intendiamo per azione in questa cornice è, per esempio, pensare a alcune performance artistiche che prevedono la partecipazione del pubblico e dalle quali emergono forme di agire linguistiche e simboliche dai risvolti anche politici. Parafrasando Peter Brooks, potremmo dire che possiamo prendere qualsiasi spazio e chiamarlo spazio per un gruppo di lettura. La performance della condivisione pubblica della lettura (qualsiasi sia il limite dello spazio nel quale avviene) può scaturire, come le performance del teatro d’avanguardia, oltre gli spazi attesi. Oltre le biblioteche per esempio, per mostrarsi in un parco, in uno scantinato, nei locali di un’associazione di volontariato o in un bar.

Tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2022 il Milano al PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, ha ospitato la mostra di Tania Bruguera, “La verità anche a scapito del mondo”. La prima installazione di questa mostra consisteva in una poltroncina accanto alla quale c’era una copia dell’opera di Arendt, Le origini del totalitarismo. Il visitatore era invitato a sedersi e a leggere ad alta voce una pagina del libro. L’installazione è una rappresentazione dell’azione-performance pubblica compiuta da Bruguera il 20 maggio del 2015 nella sua abitazione di Avana, Cuba, per una lettura di oltre cento ore, da parte di numerosi partecipanti, del testo di Arendt. Dopo quella lettura-pubblica è nato il cosiddetto INSTAR – Instituto de Artivismo Hannah Arendt, un centro aperto nella capitale cubana per discutere di nuove idee di democrazia; un centro aperto a persone di qualsiasi età e classe sociale. L’idea di INSTAR è arrivare a una “alfabetizzazione civica” che permetta di conoscere i diritti personali e collettivi, anche per poterli difendere. Con il termine Artivismo si intende un insieme di strategie per innescare collettivamente un cambiamento sociale attraverso “un linguaggio alternativo basato sull’arte e l’attivismo”.

Perché dunque una mostra-performance artistica spiegherebbe l’azione politica del gruppo di lettura? Perché nelle performance di questo tipo lo spazio pubblico viene occupato da cittadini che esprimono con i corpi, la presenza, e soprattutto il linguaggio riflessioni esplicite, implicite e simboliche sui bisogni, le emozioni, l’espressività, le relazioni, le storie private e pubbliche. Le performance che coinvolgono i visitatori aprono a questi ultimi canali di comunicazione e di relazione per istanze di osservazione della vita, della società, della storia, favorendo l’espressione del pensiero, la rappresentazione dei punti di vista, il confronto e il dialogo, la narrazione di storie, la comprensione di realtà complesse, prismatiche. I gruppi di lettura, analogamente, possono creare e occupare spazi pubblici con caratteristiche simili, accentuando però le possibilità espressive e dialogiche dei partecipanti, che hanno più tempo e spazio per elaborare i propri discorsi. In questo senso i gruppi di lettura sono piccole performance di attivismo espressivo distribuite sul territorio.

Questa interpretazione del gruppo di lettura sottolinea come una delle caratteristiche decisive il suo essere pubblico, visibile, raggiungibile liberamente. Inoltre, evidenzia un passaggio decisivo. Vale a dire: il carattere aperto, inclusivo, e in definitiva politico del gruppo di lettura dipende da questa sorta di performance democratica che inscena quando i lettori si incontrano e discutono ciò che hanno letto (o che alcuni dei partecipanti si sono rifiutati di leggere). Dipende da questa performance, non dalla scelta di indirizzare la lettura verso qualcosa di moralmente adeguato e orientato a qualche fine.
Si tratta di una questione decisiva della quale ci siamo già occupati più volte ma che merita un ulteriore approfondimento. Al quale ci dedicheremo presto.

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2 risposte a “Gruppo di lettura, spazio politico. E di performance pubblica”

  1. […] Spazio pubblico e azione pubblica con la/della lettura sono concetti che nella pratica si intrecciano da anni (con i gruppi di lettura, con alcune forme di performance artistiche, con le narrazioni nelle piazze) e che diventano ogni giorno più importanti.Soprattutto se confrontati con la scarsità di Vita activa (Hannah Arendt) e la colonizzazione dello spazio pubblico da parte delle aziende, e di ogni genere di interessi privati. […]

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  2. […] Leggi anche:Il gruppo di lettura è uno spazio pubblico politico […]

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