Domande sui gruppi di lettura

Ken Danby, Towards The Hill
Ken Danby, Towards The Hill, 1967 (WIkiart)

(che sono soprattutto “gruppi”)

Un gruppo è di lettura è anche (e soprattutto) un “gruppo sociale”: vorrei partire da qui, da quando sembra che il più sia fatto: il gruppo esiste e lavora, condivide. È una piccola commedia umana che va in scena, ed è questa commedia il fenomeno che più ci dovrebbe interessare.

Prima di vedere come si può organizzare e coordinare il gruppo di lettura; prima di parlare di come scegliere i libri, dove incontrarsi; prima di tutto ciò – tutti aspetti molto importanti, ovviamente – dovremmo guardare alle caratteristiche e alle dinamiche sociali specifiche di un gruppo di lettura, che ne condizionano l’andamento, situano la discussione di condivisione dedicata al libro in una cornice dentro alle quali vigono regole, si creano dinamiche di relazioni, confronti, collaborazioni e competizioni che descrivono e definiscono tutta l’esperienza del gruppo. Da queste considerazioni dipende molto del giudizio che diamo – che danno i lettori – al lavoro del gruppo e nel gruppo. 

Queste dinamiche influenzano, in modi diversi e tutti da analizzare, anche le forme di lettura di ciascuno nella propria stanza appartata, le letture che continuano a essere private ma si preparano a essere condivise.

Dobbiamo inoltre prestare attenzione agli aspetti emotivi, di pudore e timore nel rivelare aspetti privati della propria lettura. Le emozioni ma anche le difficoltà di comprendere o sopportare una storia, la natura dei personaggi, di sostenere le aspettative che si sono create attorno al modo di leggere di ciascuno. 

In generale, i lettori nei gruppi decidono di mettere in pubblico idee e sentimenti suscitati da un’attività piuttosto importante per la loro vita ma che abitualmente tengono per sé o, in alcuni casi, condividono solo con qualcuno molto vicino o con interlocutori silenziosi, disposti ad ascoltare, più difficilmente a dialogare e discutere. È un carico emozionale che si portano dietro ogni volta che si incontrano ma anche ogni volta che pensano a quell’incontro.

Le aspettative, i desideri dei lettori nei gruppi, sono un altro aspetto decisivo: cosa cercano i lettori che condividono le loro letture private in contesti strutturati come questi? E quanto sono ricche di soddisfazioni le loro esperienze di condivisione nei gruppi?

E questo ci porta alla qualità della discussione nei gruppi. Come dovrebbero essere le discussioni? Come vorremmo che fossero noi lettori? E come si possono o si devono guidare queste discussioni? (Ma si devono guidare?)

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