I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

2.739 commenti

  1. Prima che lo faccia Luigi vorrei ricordare che questo blog si chiama gruppodilettura ed è preferibile evitare dei fuori tema che innescherebbero interminabili discussioni che qui non c’entrano una cippa. Scusate ma siamo già stati ripresi una volta

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  2. @Claudio hai ragione, mi sembra un tantino ipocrita ignorare totalmente quello che tutti ci riguarda, come i programmi elettorali e e idee stupidamente razziste del muscoloso Salvini. Sei stato correttissimo a ricordare l’insulto all’intelligenza che costui fa col Vangelo cristiano : oltre che volgare e’. blasfemo. E chi sta con lui evidentemente trova giuste le sue …contraddizioni. @ Dani. tra un momento ci sono le elezioni e non è. nemmeno giusto far finta di nulla. Non è in atto nessuna trasgressione alle giuste regole del blog, ma non si può neanche far finta di nulla. Viviamo tutti in questo Paese che vorremmo umano e giusto. ciao Claudio😊 e Dani 😍

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  3. Vedi Dani su questo blog ho letto fortunatamente di tutto, pur essendo principalmente di libri, di cinema, di belle città, di viaggi, a volte di politica. Oggi ti meravigli, perchè qualcuno si permette di turbare la coscienza sociale di un patito di letteratura, parlando degli ultimi. Hai ragione, non parliamone, assopiamoci, ignoriamo e, soprattuto, non risvegliamo la coscienza civile, parliamo di libri e taciamo tutto il resto. Luigi sarà contento e l’ignoranza (nel senso di ignorare) ringrazia.

    Claudio

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  4. So che sembra una risposta cerchiobottista, ma sono d’accordo sia con Dani che con la coppia Claudio – Camilla. Questi ultimi hanno ragione a dire che la sceneggiata del giuramento sul Vangelo è stata una scena pietosa, così come pietoso è stato il confronto tra la Meloni e il direttore del museo egizio: ho troppo rispetto di me stesso per mettermi a difendere l’indifendibile, e quindi ammetto senza mezzi termini che è stata una disfatta per lei. Peraltro, questo danno di immagine la Meloni se l’è procurato totalmente da sola: non avrebbe mai dovuto mettersi a tu per tu con lui, perché non aveva gli strumenti culturali per reggere quel confronto. Anzi, non aveva neanche gli strumenti per perderlo con onore.
    Non sono d’accordo invece sul colpevolizzarla per essersi messa con Salvini: soltanto unita la destra può vincere le elezioni, ed è stato un segno di intelligenza capirlo e agire di conseguenza. Casomai le si può imputare, oltre ad un’eccessiva fiducia in se stessa (che la porta a fare figurucce come quella del museo egizio), anche un’ostinata e anacronistica ritrosia all’inciucio, in un momento storico in cui la destra e la sinistra devono unire le forze contro l’assalto dei movimenti antipolitici. Dobbiamo diventare un’unica grande chiesa, che va non da Che Guevara a Madre Teresa (come cantava Jovanotti), ma dall’ANPI a Casa Pound (finché non lo sciolgono per fascismo, come spero).
    Sono d’accordo anche con Dani, perché a Giugno Luigi (al quale dobbiamo obbedienza, perché il blog è suo e noi siamo soltanto suoi ospiti) ci aveva ordinato di parlare soltanto di lettura. Mi scuso con lui per aver trasgredito il suo comando.
    P.S.: In questo stesso post che stiamo commentando Luigi ci ha dato anche un’altra regola: “Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.” Di fatto l’ha tollerato, dato che non ha mai espulso chi insultava, ma cerchiamo lo stesso di seguire anche quest’altro suo ordine.

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  5. @Camilla io non faccio finta di nulla, ho un mio pensiero che qualche volta (poco) ho anche espresso qui. Però qui c’è qualcuno che parla quasi solo di temi che esulano dalla lettura.. forse perché sui libri ha poco da dire. Inoltre certi discorsi, fatti senza guardarsi in faccia, rischiano di essere divisivi e innescare polemiche interminabili. Di politica ne parlo quotidianamente, in famiglia, con i colleghi, gli amici ma a voce, con più tempo per spigare ciò che penso e la possibilità di evitare facili fraintendimenti.

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  6. Dani, come diceva Levi le parole sono pietre. Quindi scritte, o dette di persona, come dici tu, guardandosi negli occhi, non fa nessuna differenza. L’importante è aver qualcosa da proporre. Anzi scritte rimangono, parlando, a volte, vengono rinnegate. Ci sono fraintendimenti solo se hai le idee confuse. Capita. Riguardo i libri intervengo solo quando leggo qualche libro che mi lascia il segno e purtroppo non sono molti. Ne leggo tanti, alcuni anche con spunti interessanti, ma, che lasciano il segno, sono pochi. Quando capita li segnalo. Tutto qui. Saluti, Claudio.

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  7. @Dani: Se per qualcuno intendi me, ti do ragione: in questo 2018 mi sto dedicando più al cinema che alla lettura (gli unici 2 libri che ho provato li ho mollati per disperazione), e quindi i miei interventi, oltre che più rari, sono diventati anche sempre più lontani dal tema della lettura. Ti ringrazio per avermi fatto prendere coscienza di questo, e spero che a breve potrò ricominciare a segnalarvi dei buoni libri (come sono riuscito a fare più volte l’anno scorso).

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  8. Solo un’ultima precisazione Dani. Sono intervenuto per dire la mia dopo una lecita argomentazione di wwayne. La penso diversamente da lui abbiamo già avuto modo di ‘scontrarci’. lui dice la sua io ribatto con la mia. Punto. Ora non capisco il tuo intervento. Tu avevi due opzioni: una intervenire per dire la tua sull’argomento. Due tacere perchè ritenevi la cosa ininfluente col blog. Tu hai scelto una terza opzione che in caso toccava a Luigi il quale se deciderà che sono fuori tema per il blog e non vuole interventi di questo tipo mi farà presente il suo rammarico. Ma che tu cassi il mio intervento e di conseguenza quello di wwayne mi lascia quantomeno perplesso.

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  9. Se Dani fosse intervenuta con fare ammonitorio, sarei d’accordo con Claudio: avrebbe assunto un ruolo che spetta soltanto a Luigi. Tuttavia, in questo caso mi sembra che Dani ci abbia semplicemente rivolto un appello a parlare soltanto di lettura, e che l’abbia fatto non per il gusto di fare la maestrina che riprende gli alunni indisciplinati, ma perché le dispiacerebbe veder infuriare nuovamente una polemica su questo blog. Preciso comunque che potrei sbagliarmi, perché non ho riletto il suo commento.
    Un’altra cosa che ci tenevo a puntualizzare: è vero che spesso ho deviato dall’argomento principale di questo blog, anche per periodi molto lunghi. Ed è vero anche che in molte polemiche sorte in questa sede io ho giocato un ruolo di primo piano: in merito a questo ho già fatto mea culpa l’anno scorso, e da allora mi sono molto disciplinato. Tuttavia, anche quando non ho parlato di lettura e ho dato vita a contrasti accesissimi, non ho mai superato determinati confini, ho sempre mantenuto quel senso del limite di cui parlavo la settimana scorsa con Jezabel. Il mio evitare accuratamente l’insulto è stato interpretato da Camilla come un segno di viltà (se fosse stata un’altra, avrei schiantato una querela sul capo anche a lei per quest’affermazione); io invece lo ritengo un segno di integrità morale, quella stessa integrità che mi permette di fare l’educatore a testa alta e con il petto gonfio. Commenti come questo, ad esempio, non li ho mai scritti e mai li scriverò:

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  10. @tutti @Claudio @Camilla @Dani @Artemisia

    Sono d’accordo con Dani che mi ha preceduto solo perché non avevo a disposizione il PC. Né Dani né io abbiamo la responsabilità di questo blog, siamo solo due partecipanti, ma penso abbiamo il diritto di dire che aprire questo l’articolo e trovare pagine e pagine di polemiche – e qui cito il commento di Artemisia del 27 gennaio – “tanto velenose quanto stupide e superficiali” non è una bella esperienza: non attrae nuovi partecipanti e scoraggia i vecchi.

    Se vogliamo che questo blog abbia un minimo di forza attrattiva, riprendiamo a parlare di libri, detto in altre parole: se ci teniamo a questo luogo di confronto cerchiamo di avere rispetto della sua specificità.

    Saluti,
    Mariangela

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  11. @Mariangela: La tendenza a colpire gli altri con commenti gratuitamente velenosi e/o con attacchi personali c’è anche quando rimaniamo nel recinto della lettura. Ed è questo che ha reso il blog di Luigi un deserto. Anzi, se vogliamo c’è anche un altro fattore: la mortificazione sistematica di ogni tentativo di condivisione (se viene da un commentatore sgradito). Io stesso l’ho subita più e più volte: non da tutti i partecipanti a questo sito, ma da più utenti sicuramente sì.
    Insomma, qua è anche il comportamento delle persone che deve cambiare, non solo gli argomenti di conversazione. E Luigi, che non a caso è stato invocato da più parti, deve fare la sua parte in questo, se necessario anche con soluzioni drastiche.
    So benissimo che se lui si mette a fare il satanasso potrei venire bannato anch’io: non ho mai insultato, ma ho comunque violato le sue regole, e quindi ci sono gli estremi per cacciarmi. Ma accoglierei di buon grado questa decisione, se alla mia espulsione si sommassero altre decisioni che riporterebbero il sereno qua dentro con relativa facilità.

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  12. pace e bene…..

    Dopodomani parto, per una volta non voterò nemmeno ( la prima o forse la seconda volta in vita mia). Sono comunque sgomenta per questo paese alla deriva nel peggiore dei modi.

    Claudio, Dani, Mari mi pare che si possa parlare anche un po’ di quello che ci circonda, nei dovuti modi e toni, pechè se la letteratura è vita, la vita , la nostra, il nostro vivere – non può esserle estraneo. Se no saremmo sterili lettori, invece siamo persone intere.
    Peraltro se non ricordo male Luigi è intervenuto più sui modi che sul cosa. e con questo a presto, a dopo ( che sarà orribile e fosco)

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  13. @Mari hai compreso esattamente. Wayne mi auguro di non vedere più qua sopra immagini di Twitter, facce di Boldrini o Trump ecc.. La rete è piena di luoghi in cui esprimere i tuoi pensieri in merito. È inutile dire che Luigi ha ragione e poi seguitare ha lanciare sassi e nascondere la mano.
    Senza intento polemico ok? Sono distante anni luce dalle tue idee ma sei libero di esprimerle dove vuoi. Qui però si parla di libri… certo Camilla che ci stanno divagazioni sul mondo, ma mi pare che si esageri troppo spesso, e si cade poi nell’offesa. Buona giornata a tutti e buone letture

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  14. @ Dani. cara Dani, non posso non darti ragione, tuttavia credo che i fraintendimenti siano inevitabili qualche volta, specialmente attraverso una comunicazione frammentaria come e’ quella di un blog.La politica, può essere oggetto di comunicazione senza nessun uso di insulto , e’ un argomento più che degno di essere presente ,del resto ogni scelta di libri porta con sé anche la possibile presenza di certi argomenti, i migliori libri , in qualche modo, sono anche politica. E’ vero che il nostro ww difficilmente parla “di libri”,gli interessano di più il cinema o l’espressione di se’ ma io non scapperei di fronte a idee che parlano di valori essenziali che le scelte e le simpatie politiche rivelano e …fanno paura. I fraintendimenti temo che siano inevitabili. Bisogna se possibile cercare di spiegarsi cercando di riuscirci.Il che non è scontato né qui ne’ altrove.Non mi sembra che qui nessuno insulti o violenti nessun altro. Ti prego , se vuoi, di dirmi cosa ne pensi.Tengo molto al tuo parere. ciaociao Cam

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  15. @Dani: “Senza intento polemico” somiglia molto ai celeberrimi “Senza offesa” e “Non ti offendere, però…”: spessi chi si affida a queste formule vuole eccome offendere o far polemica, e nega di avere quest’intento per smorzare un po’ i toni della sua bordata. Io invece non ho mai sentito la necessità di edulcorare le mie considerazioni: finché non si degenera nell’insulto, non ce n’è alcun bisogno.
    Riguardo al discorso del lanciare il sasso e nascondere la mano, non ho capito a cosa ti riferisci, ma credo proprio di non averlo mai fatto.

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  16. @Camilla, molto semplicemente, dico che non bisognerebbe andare fuori tema. Certo che ci sta la considerazione politica, ma visto che questo è un gruppo di lettura, la stessa ha un senso se è un libro che la suscita, in linea di massima ok? Poi qualche eccezione ci sta santapace. Ma intervenire regolarmente solo con discussioni di quel tipo è, appunto, uscire fuori tema.
    Chi non scrive ma ci legge cerca consigli di lettura. Se venendo qui trova chilometri di considerazioni su Meloni e Boldrini si stanca e cerca altrove. Mi pare che sia molto semplice, senza bisogno di lunghe disquisizioni, o no?
    Io mi sto godendo a piccole tappe il mio Dickens, proprio lo sorseggio piano piano e mi gusto le belle illustrazioni. Questo VIAGGIATORE SENZA SCOPO è una meraviglia. Unico difetto, trascurabile, pesa tanto!! Non è uno scherzo. Quando leggi di notte e lo reggi con una mano (perché fa freddo) ti affatica il polso. Hanno usato una carta lucida e spessa, molto lussuosa,,ma non era il caso. Inoltre è scritto piccolo piccolo, altro difetto per le presbiti nottambule come me. Ahaha
    A parte queste inezie, leggetelo!!!

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  17. @Wayne scusa non ti ho risposto. Se ti eri ripromesso di non fare interventi che qui non c’entrano in conformità con quanto chiestoci da Luigi e poi invece continui a farli, mi ha fatto pensare appunto a un bambino che lancia il sasso e in qualche modo corregge il tiro con un buon proposito (forse il paragone non è proprio calzante te lo concedo, ma sono certa che mi hai capita). Il proposito andrebbe messo in pratica, non solo enunciato

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  18. @ Dani. .Insomma. Dani non posso che accettare in pieno il tuo parere. I post si sono accavallati e prometto che resisterò a queste digressioni abbastanza. sciocche , soprattutto inutili a tutti i nostri interessi.
    Anch’io ho i tuoi stessi problemi a leggere a letto d’inverno…viene anche male al polso. Dickens e’ sempre una buona e bella compagnia.Sto leggendo diversi libri che sono lievi , pesano niente e sono bellissimi.Mi e’. piaciuto moltissimo MARIE ASPETTA MARIE di Madeleine Bourdouxke, tutto in una sera e senza alcun “peso”.Consigliato. per riposare il braccio.Cam

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  19. @Dani: Come saprai se hai letto il Canzoniere, dalle poesie di Petrarca emerge un uomo contraddittorio, che dichiara ottimi propositi e buone volontà, ma poi viene distolto da questi fini positivi dalla forza di attrazione dell’amore. Petrarca è quindi una persona che ondeggia tra il desiderio per Laura e l’amore per Dio, tra l’aspirazione cristiana alla salvezza dell’anima e la ricerca dei piaceri mondani, tra i quali c’è anche la fama, la gloria poetica, non soltanto l’amore per Laura.
    Petrarca ci appare come un uomo contraddittorio a prescindere dal suo rapporto con Laura: ad esempio, da un lato rivendica l’assoluta libertà dell’intellettuale di fronte al potere, ma dall’altro è lui per primo che si rapporta con i potenti del suo tempo e ne cerca la protezione. Inoltre, da un lato è un uomo fortemente coinvolto nelle vicende politiche del suo tempo, dall’altro però si lamenta del fatto che esse lo distolgono dalle sue occupazioni, una su tutte lo studio dei classici, che influenzano moltissimo la sua produzione poetica.
    E’ proprio questa una delle chiavi del successo del Petrarca: non soltanto il valore letterario delle sue poesie, ma anche e soprattutto il fatto che in molti ci si possano riconoscere, perché molti di noi si portano dietro dei conflitti interiori e delle contraddizioni non superate. Anche se ovviamente non tutti hanno una così lucida e profonda capacità di autoanalisi.
    Tutto questo per dirti che in fondo il contraddirsi e il non riuscire a tener fede ai propri buoni propositi fa parte da sempre della natura umana, non di tutti certamente, ma di molti sì.
    Attenzione: non mi sto paragonando al Petrarca, ci mancherebbe. Per quanto abbia un’autostima gigantesca, so bene che sarebbe un atto di hybris imperdonabile e ridicolo. Sono partito dal suo caso soltanto per spiegare meglio un concetto, e anche perché era un’occasione per tornare a parlare di letteratura.

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  20. Bene! Continuiamo a parlare di libri,allora!
    Ho letto anch’io, qualche tempo fa, IL SIMPATIZZANTE di V.T.NGUYEN e l’ho trovato molto coinvolgente perchè mi ha riportato agli anni della mia giovinezza, quando la guerra del Vieth Nam era una questione che ci toccava quotidianamente e che tante volte ci ha spinto a scendere in piazza per protestare, non diversamente da quanto facevano i nostri coetanei d’oltreoceano.
    Il libro presenta quegli eventi in una prospettiva diversa dal solito e cioè dalla parte di un infiltrato comunista tra le file dei comandi sudviethnamiti, un uomo, quindi, costretto ad assumere una doppia personalità,con tutte le laceranti implicazioni che questo comporta,ma sorretto da una fede politica incrollabile. Un libro che ancora una volta fa riflettere su come la letteratura spesso riesca a far comprendere la realtà più di quanto non facciano saggi e commenti politici,penetrando nell’intimo dei personaggi e cogliendone le sfumature più profonde.
    Ad analoghe riflessioni mi ha portato peraltro anche l’ultimo libro che ho appena finito di leggere: 4321 di P.AUSTER, che, nella seconda parte,relativa alla prima giovinezza del protagonita, parla dello spettro della guerra che negli anni ’60 incombeva sulle vite dei ragazzi americani e delle rivolte studentesche che contribuirono a far conoscere al mondo quell’orrore e ad imprimere una svolta alla storia di quel paese.
    Il libro,ovviamente, non parla solo di questo,ma di molto altro.Magari ne riparleremo in seguito.
    Ciao a tutti,Artemisia

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  21. @Artemisia grazie del consiglio. Se hai voglia di rimanere in tema, ti suggerisco PELLE DI LEOPARDO di Tiziano Terzani. È un racconto della sua esperienza in Vietnam. Lui sostenne con entusiasmo la liberazione di Saigone finché… non vide le degenerazioni di quel movimento. Tutto è raccontato bene, in modo coinvolgente, con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue.
    Ciao

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  22. Parlando di Vietnam ricordo un libro in particolare: Vietnam,una sporca bugia; premio pulitzer.I ricordi di un americano diplomatico in Vietnam(se non ricordo male).Ricordo che mi ha sconvolto!

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  23. @Wwayne
    Se la precedente ti è sembrata una risposta piccata, stai bene attento a questa.

    Ti ho gentilmente chiesto di evitare di usare una squallida (nonché pesantemente manipolatoria) modalità comunicativa con me; il risultato non è stato quello di guardare in faccia la realtà ma

    A) Minimizzare (Manco t’avessi messo in bocca un’apologia del nazismo).

    B) Trattarmi come se fossi la tua sorellina che ti mostra i compiti: come ti permetti di rispondermi “mi dispiace non tanto la replica in sé, quanto il fatto che di un commento lungo, articolato e ricco di spunti tu ti sia voluta soffermare soltanto su una minima e trascurabilissima parte” ????????
    Non so se sei più paternalistico con me o con te stesso.

    C) Concludere con un “accetto” in nome di un fintissimo ed edulcorato mito del vogliamocibeneatuttiicosti (ed è un miracolo se non hai tirato fuori il cristianesimo che fa rigare TE sempre su una retta via, contrariamente a tutti NOI esseri imperfetti) a cui hai attaccato la solita sviolinata da voltafrittata (spero quest’ultimo epiteto non mi valga una querela) a cui appiccichi un “apprezzo questo tuo senso del limite” che ti permette poi di autoincensarti ancora citando i “nostri” alunni e il “nostro” lavoro.
    Qui mi fermo, perché aprirei una squallidissima parentesi; devi sapere infatti che non condivido nulla con te in questo ambito né idee sull’utenza, né idee sui metodi, né teorie sui contenuti. Non vorrei che la mia mancanza di interventi ti abbia fatto capire male.

    Io ignoro buona parte dei tuoi commenti, scorrendoli per vedere se per caso c’è qualche riferimento a me, in nome di quella educazione che ritengo debba essere al primo posto nei gruppi (sia face to face sia on line). E quelle che tu chiami “sporadiche e inaspettate risposte puntute” sono soltanto la punta dell’iceberg; se volessi scadere nell’insulto (e mi pare di leggere un invito costante e pressante da parte tua rivolto a tutti, ma non cadrò nella trappola!) di materiale ne avrei perché ne fornisci in abbondanza. In molti casi poi il mio controllo è soltanto il frutto della mia mancanza cronica di tempo che porta a dare priorità a ben altro che non sia il blog.
    Saluti.

    @tutti @Luigi
    Mi scuso davvero per questo post così poco conforme al mio modo di fare. Ma la mia resistenza ha raggiunto il limite e non ho potuto tacere.
    Naturalmente sono pronta anche a raccogliere eventuali strali, da chi giustamente richiede che si torni a parlare di libri e da chi gestisce il blog.

    Buona serata!

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  24. @Jezabel: Confesso di non aver capito molti passaggi della tua replica. Ad esempio, quando ti ho detto che avresti potuto soffermarti anche su altre parti del mio commento, non penso di essermi preso chissà quale libertà o confidenza: di conseguenza, la frase “Come ti permetti di…” te la potevi risparmiare. Inoltre, non vedo in che modo lodarti (tra l’altro sinceramente) per il tuo senso del limite sia un modo di girare la frittata.
    Ad ogni modo, a me interessa fare luce non su questi passaggi oscuri, ma sui motivi dell’evidente e fortissimo astio che provi nei miei confronti. Astio che tra l’altro trovo assolutamente sproporzionato.
    Ovviamente mi piacerebbe anche superarlo quest’astio, e tornare ad avere un buon rapporto con te: e questo non “in nome di un fintissimo ed edulcorato mito del vogliamocibeneatuttiicosti”, ma perché mi dispiace seriamente quando degenerano i rapporti tra me e un’altra persona. Mi dispiace così tanto che, se ti ricordi, ho provato a ricucire in ogni modo anche i rapporti con Cristina, prima di capire che non c’erano margini di trattativa.
    Proprio riguardo a Cristina, ti prego di risparmiarti anche le frecciatine sulla mia querela: non sono un esagerato che butta là denunce come caramelle, ma una persona che vede la querela come un’extrema ratio. Non a caso vi ho fatto ricorso una sola volta in vita mia, e solo perché esasperato da una sequela impressionante di insulti gravissimi e totalmente gratuiti. Cos’avrei dovuto fare, continuare a stare zitto a subire? Reagire nel modo sbagliato, ricambiando gli insulti con altri insulti? O reagire nel modo giusto, tutelandomi nelle sedi opportune? Io ho scelto la terza opzione, e onestamente non credo di aver commesso un errore.

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  25. @Tutti
    Sempre per rimanere in Medio Oriente, anzi, proprio in Palestina e più precisamente in Cisgiordania nei territori occupati, ho letto questo libro:

    ►Rula Jebreal, “La strada dei fiori di MIral”, BUR, 2010

    Riprende, in parte, la biografia di Hind Husseini, attivista femminista che, a seguito del massacro di Deir Yassin, perpetrato nel 1948 da gruppi sionisti a danno dei palestinesi, fondò un orfanotrofio per ospitare il gruppo di bambini (scampati all’eccidio) che aveva raccolto.

    Il libro può essere apprezzato per tutte le informazioni che consegna a proposito delle vicende arabo-israeliane di quegli anni e dei decenni successivi, non sarà un capolavoro, ma presenta una trama abbastanza interessante e ha un suo perché: è un libro più che dignitoso.

    So che ne hanno tratto un film la cui sceneggiatura è stata scritta dalla stessa Rula Jebreal. Voi, che oltre ad essere lettori siete anche cinefili, magari lo conoscete.

    Ciao,
    Mariangela

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  26. @Wayne: lascia perdere! Non hai capito che a questo blog non interessano i tuoi libri,i tuoi film,non condividiamo i tuoi orientamenti politici,religiosi,morali…sei fuori tema!
    Vorrei darti solo un consiglio:guardati intorno,dedicati agli altri(un qualsiasi volontariato ti farebbe solo bene) esci dal tuo dorato isolamento e sarai certamente più felice

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  27. @Nonnaci: Mi fa piacere che tu ti sia resa conto da sola dell’errore che hai commesso: non sei nella testa degli altri commentatori, quindi non puoi sapere quanti dei miei consigli letterari e cinematografici siano stati accolti o meno. Mi fa piacere anche che tu abbia confermato ciò che ho detto qualche giorno fa: in questo blog vengono spesso mortificati i tentativi di condivisione. Lo hai fatto anche tu, dicendo “Non ci interessa ciò che hai da dire” (frase orrenda, che ti squalifica moltissimo come persona).
    E’ evidente che Jezabel era convinta di aver scritto un commento epico (lo si vede dalla baldanza del suo incipit: “Se la precedente ti è sembrata una risposta piccata, stai bene attento a questa”), quando invece è stata soltanto fuori luogo. Lo sei stata anche tu. E lo sono stato molte volte anch’io, ci mancherebbe. Proprio per questo, non serbo rancore a nessuna delle 2: capita a tutti di interpretare male le parole altrui (come ha fatto Jezabel) o di esprimersi in maniera orrenda (come hai fatto tu).

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  28. @Nonnaci non sono d’accordo , per chi viene qui per prendere spunto per le sue letture non e’ vero che non interessano i libri o i film proposti da @wwayne..altra cosa sono le sue idee politiche, il cercare troppo spesso la polemica con altri/e utenti, ma direi che la colpa non e’ esclusivamente sua…

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  29. @laura …non è una la ” colpa” accettare. Ww anche nelle sue esternazioni ideologiche ( la politica e’ altro) discutendo con lui, alla pari, senza preoccuparsi …non si sa bene di cosa. Proprio perché. ww e’. uno del blog ,personalmente, io non ho mai cercato di non considerarlo alla pari degli altri né di “censurare” alcune sue affermazioni e ritengo di avere tutto il diritto di rispondergli con la massima sincerità , come faccio con chiunque altro . Come ha fatto Jezz, che interviene pochissimo, che non è. certo una attacca brighe,ma che ha giustamente. deciso di entrare nel merito di certe ” docce scozzesi” che il nostro ww le ha propinato. Ho ammirato molto il suo intervento, privo di qualsiasi possibile ipocrisia, sincero e chiaro. A ww non piace ” non vincere” sempre e comunque ogni discussione, rivoltando la frittata , con una tenacia e una dialettica , sicuramente robuste e non ammette critiche. Sarebbe meglio forse ignorarlo, fare finta che ww non sia dei nostri ? Io non sono d’accordo e sia qui dentro che nella vita vera non ammetto di ignorare qualcuno perché ” le polemiche” spesso sono anche dolorose. Ww ha tutto il diritto di esprimersi come vuole e io ho tutto il diritto di rispondergli con sincerità. Perciò ho molto ammirato Jezz e nonnaci. Ignorare ciò che non piace o usare l’ ipocrisia e far finta di niente non va bene per nessuno.Nemmeno, credo io, per ww. E a volte la sua logica e’ stringente ma il suo schema “te ne dico di tutti i colori” ma poi ti perdono perché. non voglio litigare e sono troppo buono può diventare esasperante.
    I film e i , pochissimi libri che propone ww a volte piacciono e a volte meno. Ovvio. ciaociao. Cam

    @ ww. 2 cose voglio dirti, trovo penosamente ridicolo che tu minacci DENUNCE a Cristina, il senso della misura deve farti capire che non c’è. lesa maestà, suvvia.
    Trovo un poco eccessivo anche il paragone. con Petrarca, comunque . Anche per proporlo come ripresa per parlare di letteratura.Lasciamo in pace i grandi nel loro Pantheon. Con simpatia . Cam

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  30. @tutti
    Purtroppo non posso dirmi esperta di nessuna letteratura, ma c’è un libro di cui voglio proprio chiedervi perché in rete è recensito in termini entusiastici, ma, tra i lettori che ho interpellato, pochi lo conoscono:

    ► Tayeb Salih, “La stagione della migrazione a Nord”, Sellerio, 1992

    Nel romanzo si narra di due ritorni in patria che si fondono e si mischiano, quello del narratore e quello di uno straniero che egli trova al suo paese quando, appunto, dopo alcuni anni in Europa, torna a casa, in Sudan.

    Della trama non dico niente, il punto centrale penso sia da ricercare nella vicenda della migrazione: chi torna dopo avere lasciato la propria terra torna cambiato, non trova più quello che aveva dovuto abbandonare, ma non trova più neppure se stesso.

    A me è piaciuto, per come è scritto (il linguaggio è molto raffinato), per la tensione che sa creare (c’è anche una storia d’amore torbida) e per il contenuto: anche l’io narrante, tornato a casa dopo un lungo periodo all’estero, deve fare i conti con un modo di pensare che no gli appartiene più.

    Lo conoscete? L’avete sentito nominare?

    Ciao,
    Mari

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  31. @marian. Cara Marian ho avuto per le mani il romanzo, di Salih un paio o più. di anni fa’, ma non ho fatto altro che sfogliarlo e leggere un po’. qua e un po’.la. Ricordo che non l’ho. letto e l’ho restituito in biblio. Non so perché, non mi interessa va? Mi sembrava complicatissimo ? Non mi ricordo più nulla e nessuno dei miei gruppi ne ha mai parlato. Mi dispiace. Io poi non riesco a leggere senza nessuna. conoscenza un libro che mi ” capita” per caso. Ho sempre bisogno di un minimo di informazioni e
    recensioni, sia dell’ autore che del libro stesso. Buone ricerche e buone letture. Ciaociao CAM 😐

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  32. @tutti: delusa dalle ultime letture sono ritornata,con mio immenso piacere, alla lettura dei grandi.Faulkner: Mentre morivo.Ogni capitolo esprime i pensieri di uno dei componenti di una povera(economicamente,culturalmente,affettivamente) famiglia di un piccolo paese americano agli inizi 900.Capitolo dopo capitolo si forma il quadro d’insieme.Magnifico!Buone letture a tutti

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  33. Un abbraccio Cristina, mi sono mancate le tue osservazioni argute e perspicaci. Beata te che sei stata in Spagna…l’ho girata tutta, ma sono un paio di anni che manco. Vorrei visitare proprio Bilbao visto che tu ne parlavi in maniera positiva.

    Saluti a tutti, Claudio

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  34. Ciao Claudio, grazie. Bilbao è una città piacevolissima, e sorprendente. Quindi MOLTo consigliabile.

    Buon 8 marzo a tutte, giornata internazionale di lotta delle donne

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  35. @Dani @Camilla @Tutti
    Camilla, probabilmente il libro di Tayeb Salih “La stagione della migrazione a Nord” non ti ha preso, non ti ha entusiasmato subito e quando è così … Però qui lo sapete tutti, chiunque abbia letto questo libro e voglia dirmi qualcosa, è il benvenuto!

    Camilla, dici che non riesci a leggere senza nessuna conoscenza del libro, tutto il contrario di certi lettori che invece dicono di voler “leggere al buio”, senza nulla sapere del libro che si accingono ad iniziare. Se non è vero che ognuno di noi lettori è fatto alla sua maniera!

    @Cristina
    Bentornata! Presumo che tu stia un po’ meglio, vedo che viaggi mica male!

    @Nonnaci
    Dicci, se vuoi, quali letture ti hanno deluso.

    @Camilla
    Dimenticavo, conosci Frank McCourt? Secondo me, lo conosci e lo apprezzi (non ricordo tu ne abbia mai parlato, sto andando a naso, e dico che lo hai letto e che ti piace).

    Ciao,
    Mariangela

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  36. Mari, la mia gamba sta alla grande,si direbbe, e quindi giro quasi normalmente, sono anche in credito di movimento dopo un fermo di 7 mesi, eh . Poi qui c’era da vedere una bimbina appena nata, e quindi quale ragione migliore??
    Il resto invece, tutto intorno a noi pare miseria…oimmei, come dicono qui, oimmei

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  37. @Mariangela, Frank McCourt ha scritto un bellissimo libro che è LE CENERI DI ANGELA (anche il film non è male). Una perfetta commistione di tragedia e ironia, solo un anglosassone poteva riuscirci, anzi, un irlandese. Io l’ho letto in inglese, ma spero che la traduzione sia fatta bene, davvero si ride e si piange. Sulla scia dell’entusiasmo ho poi letto un altro libro che nel racconto autobiografico segue Le ceneri, Ehi prof, sul suo esordio come insegnante, ma mi ha delusa. Come se la mancanza del dolore che caratterizzava il primo romanzo avesse tolto verve, al contenuto e allo stile. Vediamo che dice la Cam.

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  38. Anche io ho letto entrambi i libri ma il suo capolavoro è senza dubbio LE CENERI DI ANGELA. Racconta una storia molto tragica di miseria economica di inizio secolo. In alcune parti anche commovente.

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  39. ciao a tutte/i 🙂
    In questo periodo purtroppo la lettura di narrativa va a rilento a causa di tanti impegni ma la mia continua “ricerca” in ambito poetico mi ha portato a conoscere autori semi-ignoti, a volte spicca tra le pietre il luccichio di qualche pietra preziosa, almeno per me e per la mia anima.
    Così vorrei dare il mio piccolo contributo al blog citando una poetessa afroamericana nata nel 1936 e morta nel 2010, Lucille Clifton, poco nota in Italia ma molto affermata e di cui mi hanno colpito la forza di un suo video in cui legge per il pubblico e alcune poesie, in particolare “Homage to my hips”, di cui copio/incollo il testo e un piccola recensione che mi è piaciuta :

    – Nel 1980, a quarantaquattro anni, la poetessa afroamericana Lucille Clifton pubblicò la raccolta Two-headed Woman, la donna a due teste. Era il suo quarto libro di poesie. Nella scena poetica americana, la sua era una voce affermata, che fin dagli esordi sul finire degli anni Sessanta aveva raccolto vasti consensi dalla critica e dai lettori. Two-headed Woman venne candidato al premio Pulitzer per la poesia e quell’anno vinse il Premio Juniper.

    Il libro si apre con la sezione Homage to mine, che contiene poesie dedicate ad alcune parti del corpo dell’autrice, parti che solitamente venivano svilite e mortificate. La poesia Homage To My Hips, che vi invito ad ascoltare di seguito, contiene 78 parole, e tante bastano a 1) zittire coloro che pensano di poter accampare diritti sul corpo di una donna e 2) distruggere la dominazione degli ideali di bellezza caucasici.

    Omaggio ai miei fianchi

    questi fianchi sono fianchi larghi
    hanno bisogno di spazio
    in cui girarsi.
    non ci stanno in piccoli
    spazi meschini. questi fianchi
    sono fianchi liberi.
    non vogliono essere trattenuti.
    questi fianchi non saranno mai schiavi,
    vanno dove vogliono andare
    fanno ciò che vogliono fare.
    questi fianchi sono fianchi possenti.
    questi fianchi sono fianchi magici.
    ho saputo che sono capaci
    di fare un incantesimo a un uomo
    e farlo girare come una trottola!

    Se già la conoscete mi piacerebbe sentire il vostro parere; che grande la determinazione delle donne nel voler rompere gli stereotipi e distruggere maschilismo, sessismo, razzismo!
    Di un altro poeta, italiano stavolta, mancato purtroppo lo scorso anno scriverò pìù avanti.
    Buon fine settimana a tutti!

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  40. @Mariangela per me un libro da leggere ( cosa e’ leggere se non fare con anima e corpo una esperienza intima, profonda, tra le più importanti. e interessanti che una persona possa sperimentare) non è. una scatola di cioccolatini. Io non conoscerei tante cose della esistenza umana se non avessi conosciuto il più possibile, la vita e l’anima , per esempio , di Mercé. Rodoreda ? Ovviamente anche dei grandi classici, Maupassant, Proust, Manzoni eccetera.
    Le ceneri di Angela mi e’ piaciuto il prof non tanto. Ma non ricordo più nulla.
    Naturalmente un nuovo libro che mi colpisce e mi ” cambia” e’. come un seme piantato nel giardinetto della mia anima e sboccerà e continuerò a cercare di far fiorire qualcosa di buono .

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  41. @ nonnaci tre giorni fa’ hai parlato. di libri che ti hanno delusa. Hai mai letto , p. es. William Trevor, uno dei tanti grandi della letteratura irlandese. Ha scritto moltissimi. romanzi ( e racconti) e se per caso non lo conosci bene potresti leggere romanzi davvero speciali. Fammi sapere. Cam

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  42. @Editalara
    Grazie!

    @Cristina
    Sono contenta, veramente, che tu stia meglio. Non angustiarti troppo per il resto.

    @Dani @Claudio @Camilla
    E infatti, quale libro di Frank McCourt sto finendo di leggere io? Proprio “Le ceneri di Angela” e avete detto bene voi: è un libro che riesce a commuovere e a fare ridere allo stesso momento, miseria e degrado sono qui raccontati con ironia e umorismo da un io narrante che usa un linguaggio infantile efficacissimo.

    È una famiglia molto povera che deve molto della sua indigenza anche all’alcolismo del padre, ma Franckie vuole bene a questo genitore che spende la sua magra paga al pub, ne riconosce la doppia anima, quasi nella sua innocenza di bambino sapesse individuare la dipendenza del padre.

    Molto poetico, a tratti è tenerissimo: il padre gli racconta che i bimbi vengono lasciati dall’angelo sul settimo scalino quindi non di rado leggiamo quanto il bimbo racconta, seduto sulla scala, al suo angelo; ci sono scene umoristiche ma anche strazianti, come quando ci viene raccontato della morte dei fratellini.

    Il rapporto con la religione si intreccia con quello con la lettura perché il nostro protagonista, lettore neofita, in biblioteca si dedica alla lettura delle vite dei santi: torture e martirii vengono raccontanti in modo esilarante.

    Vedo che molti di voi l’avevano letto a suo tempo, io, buona ultima, sono ben felice di essermi accodata. Vedrò di procurarmi il film.

    Ciao,
    Mariangela

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