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I libri più belli, letti nel 2026 (aggiornamento 25/6)

I libri che meritano attenzione; incontrati e letti nel corso dell’anno. Lasciate le vostre scelte nei commenti

Gorèe, Dakar Senegal - foto di Luigi Gavazzi

La prima regola è, come ogni anno, che i libri segnalati si siano letti o incontrati* quest’anno, il 2026; potete mandarmi le vostre letture preferite a luigi.gavazzi@gmail.com. o aggiungendo un commento a questo post,
1) I libri segnalati dai lettori verranno riportati anche nell’articolo;
2) lo staff del blog aggiungerà le proprie segnalazioni (sempre nel corpo dell’articolo). Quindi, quando venite a controllare, cercate gli aggiornamenti sia nei commenti sia nel testo del post.
*3) Alcuni libri segnalati sono ancora in corso di lettura oppure sono giudicati “interessanti” e meritevoli di lettura o almeno di consultazione.
[L’ordine è: il primo della lista è l’ultimo aggiunto].

[Leggi anche: I libri più belli, letti nel 2025.]

***

Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del ‘500, 2019, Adelphi (originale 1976). Uno dei primi bellissimi libri del grande storico appena scomparso. Dalle carte dell’inquisizione un ritratto di un uomo, delle sue letture e di come le usava.

Richard Flanagan, Domanda n.7, 2026 (originale 2023), La Nave di Teseo. Un memoir dell’infanzia in Tasmania, una storia di famiglia, la ricognizione del ruolo di uno scienziato incompreso nella costruzione della bomba atomica, il romanzo preveggente di H.G. Wells. Un libro oltre i generi. Imperdibile.

Samanta Schweblin, La pesante valigia di Benavides, Fazi, 2010, racconti fulminanti di una scrittrice argentina nata nel 1978.

Han Kang, Non dico addio, 2025 (originale 2021), Adelphi. Una scrittrice va da Seoul fino all’isola di Jeju per salvare dalla fame e dalla sete un piccolo pappagallo. Lì scoprirà storie terribili di repressione avvenute negli anni ’40.

Remo Rapino, La scortanza, 2025, Minimum fax. Un romanzo in forma autobiografica: un uomo anziano sulla piazza del paese ricorda e racconta la sua vita modesta ma ricca di umanità, di occasioni vissute e occasioni perdute. La storia fluisce nell’inconfondibile stile di un uomo di origini modeste, autodidatta ma dal fascino narrativo inconfondibile.

Gilles Deleuze, Su Spinoza, Corso novembre 1980 – marzo 1981, Einaudi 2025. Curato da David Lapoujade, questo volume contiene le straordinarie lezioni del filosofo francese dedicate al grande Spinoza. Tradotto da Claudio D’Aurizio, il volume con le lezioni di Deleuze promette la comprensione di Spinoza a tutti, la sua importanza, non solo teorica, ma anche profondamente vitale e pratica.

Pubblicato nel 2024, La felicità dello spettatore (Garzanti) di Roberta De Monticelli e Francesca Forlè è un lavoro composto da una serie di lezioni per introdurci al metodo dell’estetica fenomenologica. L’obiettivo è costruire una relazione con l’oggetto estetico e l’opera d’arte che superi la strettoia fra soggettivismo e rigida dipendenza dalla tradizione critica, riportando il fruitore attivo al centro.

Una delle prime voci di questa nostra galoppata lunga un anno è anche il primo libro del gruppo di lettura Grandi libri del 2026, L’urlo e il furore di William Faulkner. Pubblicato nel 1929, è la storia della famiglia Compson raccontata da quattro personaggi e punti di vista differenti. Faulkner venne profondamente influenzato da James Joyce e dal suo Ulisse, uscito all’inizio di quel decennio, in particolare, sembra di sentirne l’eco nel flusso di coscienza di Benjy che racconta nel primo capitolo di L’urlo e il furore. Un romanzo bellissimo e letteralmente senza tempo. Attualmente si trova nella traduzione Einaudi.

Commenti

3 risposte a “I libri più belli, letti nel 2026 (aggiornamento 25/6)”

  1. Avatar luigi gavazzi

    Segnalo Remo Rapino, La scortanza, Minimum fax, 2025

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  2. Avatar Scegliere il libro del gruppo di lettura – GRUPPO DI LETTURA

    […] I libri più belli, letti nel 2026 […]

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela
    • Sándor Márai, “Bébi, il primo amore”

    Certamente non il miglior libro dell’autore, ma secondo me tipico di una certa letteratura mitteleuropea votata all’introspezione, all’autoanalisi, allo scandaglio psicologico, fino alle estreme conseguenze.

    Io l’ho apprezzato,

    Mariangela

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