Cinque regali scomodi per lettrici e lettori

Provo ad abbracciare (e piangere sulla sua spalla) l’idea stessa di regalo di Natale, mettendo in fila cinque regali che probabilmente una lettrice o un lettore gradirebbero. O almeno gradirebbero se fossero disposti alla benevola accettazione di un fastidio.

1. Primo regalo: scrivete una lettera (possibilmente manoscritta su foglio a righe, inchiostro blu o nero) a un amico, a una vecchia compagna di scuola, al vostro compagno o alla vostra compagna di vita; a un avversario politico, o a una persona che avete amato senza senso e senza essere ricambiati. A vostra moglie o marito. A una figlia vicino e a una lontana, a una sorella o al fratello. A chi vedete ogni mattina ma non salutate mai. A chi vi fece un torto contro il quale vi sarebbe bastato dire con la massima serietà che vi sentivate davanti a uno stronzo.
A chi volete, insomma. Importante: deve essere una persona in vita (altrimenti si tratterebbe di un regalo diverso, che descriveremmo in modo diverso). La lettera dovrebbe essere lunga almeno due facciate, con qualche riga/parola cancellata con un tratto di penna. Sono ammesse anche lettere sgarbate, rivendicazioni di imprese non riconosciute, scongiuri, rimpianti, lettere in bianco ma con i convenevoli e i saluti. 
Non sono ammesse delazioni. Pare siano molto gradite le confessioni di peccati o malefatte, ma se sono inventate. Importante è essere sinceri: sentire di volere davvero quel che si augura. Dovreste invece fingere di essere disposti a riabbracciare. Ovviamente, è possibile anche scrivere d’altro: i sogni sono molto graditi, quasi quanto immaginare un’estate in sanatorio, prima della Grande Guerra.

2. Il secondo è uno di quei regali che andrebbero fatti in combinazione con un altro regalo. In questo caso con la lettera del punto 1): consiste nel chiedere alla destinataria o al destinatario della lettere precedente di parlarne apertamente; magari prendendola dal cassetto e discutendola, riga per riga. Parlarne non necessariamente con chi l’ha scritta, anche se discuterla con chi l’ha scritta sarebbe più agevole. E porterebbe da qualche parte. Aggiungerebbe senso.

3. Il terzo regalo è composto da cinque repliche di immaginazione delle vecchie schedine con le quali venivano classificati i libri nelle biblioteche, prima dell’introduzione dei cataloghi elettronici. Inventateli, per esempio simile a questo:

Ma va bene anche se è scritto a mano. Potete per esempio usare della carta di un vecchio quaderno e tagliarla nel formato adatto. Se scrivete a mano meglio sceglierne una a righe. 
Preparatene cinque consigli di lettura per chi riceverà il regalo. Attenzione però. Le schedine dovrebbero avere sul retro una dedica che faccia piangere o susciti rimpianto in chi l’ha scritta.
Il nome dell’autore e il titolo del libro sono fondamentali se vi aspettate qualche domanda da chi avrà ricevuto il regalo. Le domande sono il principale scopo del regalo.

4. Questo è un regalo adatto più che altro a chi lo fa: fatelo a voi stessi. Solo in un secondo giorno potrete cercare un amico a cui consigliarlo.

È il disegno del fantasma che è in voi. Più facile conversare con (e disegnare) il vostro fantasma che con i fantasmi degli altri. Oltre al disegno dovete scrivere attorno al disegno. Interrogare l’ombra. Invitarla a parlare con voi a lungo. Insomma capitevi.

5. La mappa dei lettori. Disegnate una mappa sapendo che non sarà mai finita. Nella mappa ci staranno dei luoghi delle persone dei libri delle strade del tempo. Tenetela vicino a voi, e rifatela ogni volta che vi sembra piccola.
Alcuni consigliano di incominciare direttamente da un foglio molto grande. Altri sostengono che andrebbero usate solo penne con inchiostro nero. Ma su questo ancora si discute.

Buon Natale a tutti

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