I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar Cristina
    Cristina

    ariangela, no. Ne evinco la grandiosità della nomenclatura umana, la sua fantasia, la sua variegatezza. Che me importa dell’arstocrazia a me? nada de nada

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  2. Avatar camilla
    camilla

    @mariam. per noi italiani solo donne di ina classe sociale privilegiata potevano permettersi scelte intellettuali. Le donne in genere erano relegate al ruolo di angelo del focolare
    Nei Paesi nordici cominciarono qualche tempo prima. Tuttavia la tua intuizione sull’appartenenza sociale delle scrittrici che ti stanno interessando sia esatta.

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  3. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Sì @Mariangela, ho letto e apprezzato moltissimo in particolare ciò che ha scritto Domenico Fina, tra l’altro il volume che mi ha trovato il mio bravissimo bibliotecario è proprio il volume uscito per la biblioteca di Repubblica, curato da Fausto Malcovati che Domenico consiglia, non ho il tempo però (e nemmeno la competenza) per scrivere.
    comunque lettura di Cechov fatta nel periodo scolastico quasi trent’anni fa (sigh!) non aveva lasciato traccia in me, evidentemente fu breve, superficiale, obbligata, chissà.. ora scopro uno scrittore magnifico, modernissimo e soprattutto franco, così limpido e senza moralismi da saziare la mia fame spesso inappagata di Libertà intellettuale. E così profondo e senza fronzoli, così schietto ma mai deprimente. Insomma , per usare quasi un ossimoro, un inedito classico.

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  4. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Mesi fa mi ero procurata un saggio di Leon Poliakov, Il mito ariano. Saggio sulle origini del nazismo e dei nazionalismi. Un saggio molto interessante ma davvero ostico e lungo, ho letto a salti non riuscendo a farne una lettura completa e fluida, richiedeva tempo e concentrazione impossibili con i miei ritmi.

    Ora ho trovato un più agile volume ma non meno interessante che vi segnalo:
    Razzismo:un’origine illuminista , di Marco Marsilio. L’ho appena cominciato, quindi ne sospendo il mio (umile) giudizio ma mi ha colpito davvero tanto leggere nero su bianco ( ah, pare ‘na battuta) le parole giustificative del razzismo in Voltaire, Diderot, Montesquieu, Marx, Darwin ecc.

    da archiviostorico.info – “In questo studio, l’Autore ricostruisce la storia del mito della razza, individuando nei filosofi che fondano il pensiero moderno le radici di un nuovo atteggiamento di fronte al genere umano. Si è spesso notato come la cultura occidentale, non volendo più essere razzista, abbia cercato di non esserlo mai stata, scaricando ogni “responsabilità” sul Nazionalsocialismo in particolare, come se fosse un accidente della storia. Indagando a ritroso sui presupposti filosofici del razzismo biologico, troviamo al contrario robuste origini nel pensiero illuministico: l’inserimento dell’uomo nell’ambito della storia naturale, la classificazione della specie, la critica della dottrina biblica della comune origine dell’umanità. Su questo terreno si sono poi sviluppati il positivismo, le misurazioni antropometriche e la nascita di nuove discipline che daranno dignità scientifica al razzismo. La riduzione dell’uomo alla sua sola dimensione materiale e quantificabile, la deificazione della ragione, il paradigma tecnologico assunto a criterio di verità, sullo sfondo di una costante polemica anticristiana, sono il filo conduttore della cultura razzista, che con la scoperta delle leggi della genetica associate all’evoluzionismo toccherà gli esiti estremi dell’eugenetica.

    DAL TESTO – “Questo à un libro sgradevole. E scomodo. Sgradevole perché non è simpatico che qualcuno ricordi che Kant pensava che i negri puzzassero .. mentre Voltaire era convinto che le negre si accoppiassero con gli scimpanzé. Non ci sono solo i soliti Gobineau e Rosenberg in questa galleria degli orrori prodotti dal pensiero umano. Da Linneo a Darwin a Spencer – passando per Lombroso, Marx e Carrell – la galleria costruita da Marco Marsilio comprende il meglio della filosofia e della scienza moderne.” (dalla prefazione di Gianni Scipione Rossi.

    magari ne riparlerò. ciao a tutte/i

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  5. Avatar Dani

    Anch’io, sulla scia di Theleeshore, Domenico ecc. leggerò i racconti di Checov presi ieri alla biblio. Appena termino VErgogna di Coetze (che stile mamma mia, non l’avevo mai letto).
    Ho anche terminato da poco La Ferrovia sotterranea. Non so che dire, non mi ha entusiasmata, ma non azzardo altri giudizi perché l’ho letto in un momento di sconquasso emotivo che potrebbe aver influenzato la mia percezione.
    Diciamo che, su quel tema, avevo trovato grandiosa AMATA di Toni Morrison.
    Bye

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  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Non condivido alcuni commenti entusiastici che ho trovato in rete a proposito dell’ultimo libro che ho finito: “Tre piani” di Eshkol Nevo.

    Tre famiglie vivono nel medesimo condominio, vivono storie travagliate, di divisione e recriminazione. I primi due racconti a me sembrati sembrati inconclusi, tronchi, non a finale aperto, che è un’altra cosa), il terzo, pur nella sua prolissità, qualche emozione potrebbe anche regalarla, verso la fine, a patto di essere pazienti e di saper apprezzare qualche sdolcinatura.

    Sono drammi famigliari diversi che vorrebbero rappresentare la tripartizione freudiana tra es, io e superio (i tre piani non sono solo quelli del caseggiato, alludono proprio alla teoria dell’inconscio). La faccio breve: per scandagliare gli anfratti più reconditi dell’animo umano non basta citare Freud e alludere a concetti psicanalitici, ci vuole altro.

    Ciao,
    Mariangela

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  7. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Buona giornata a tutti!
    I miei pupi di quinta scrivono. Io vi leggo e vado anche indietro a spulciare per gli spunti di fine anno, soprattutto per regalare qualcosa di degno a lettori sopraffini.

    @Edita
    Il fatto che filosofi di chiara fama (e dall’ingegno infinito) siano stati razzisti è messo nero su bianco anche dai programmi ministeriali di Italiano e Storia. Pertanto se nella concitazione del momento ti interessa cogliere qualche spunto, trovi schede e approfondimenti di vario genere anche sui manuali di scuola superiore.
    E meno male che questi concetti si trovano ancora. . .

    Con i ragazzi di quarta abbiamo fatto un lavoro specifico sul cosiddetto “paternalismo”, che dal mito del buon selvaggio ci affligge ancora.

    Sto leggendo un bel libro, BIANCO COME DIO, scritto in un mese e mezzo da un ventenne di tutto rispetto.
    Conoscete Nicolò Govoni? Ha creato una scuola a Samo, per i ragazzi migranti, il libro però serve a finanziare un progetto in India, dove ha operato in un periodo precedente. Un tipo speciale, che ho avuto il piacere di incontrare nella “valle remotissima”.

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  8. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Jez ciao, mi fa piacere saperlo, non ho modo di avere sotto mano manuali delle superiori, ma leggerò questo che ho preso. Il fatto che fossero razzisti non mi stupisce dato i secoli in cui vivevano, mi ha stupito che ne argomentassero con tesi scientifiche, con dimostrazioni come fossero equazioni matematiche e a dire il vero io non ricordo per nulla che ai miei tempi al Liceo si sia mai parlato di razzismo, paternalismo, insomma in questo voi – tu – ora siete molto più sensibili e in sintonia con i tempi, bravi! per me il massimo era tradurre Erodoto con le sue Storie che sembravano così esotiche e stravaganti e che però ora ritorna con un suo filo lungo e resistente in molte mie letture, con una sua visione decisamente più moderna e tollerante degli illuministi mi pare ! ma non è il mio campo, non vorrei dire sciocchezze . ciao!

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  9. Avatar camilla
    camilla

    STUART MILL da metà 800 e’ il più bello e eccezionale scienziato di tutti. A proposito dei razzismi dal sessismo alle etnie alle religioni ecc. Leggetene un pochino. per tirar su il morale. Cam

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  10. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Edita
    Ahhhhh , che bellezza Erodoto!
    La mia tesi di laurea (: Dorieo, fonti e commento) nasceva da quattro righine di Erodoto sulla Sparta di fine VI secolo.
    Io ricordo la mia prof del V ginnasio: attualizzava sempre tutto e ci faceva sganasciare dalle risate mimando sciurette (“signuruzze” in siciliano) che sparavano sentenze pseudosocialpolitiche sull’autobus la mattina…
    Tra i miei modelli c’è lei.

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  11. Avatar Cristina
    Cristina

    Dani! anche io ho letto mesi fa La ferrovia sotterranea e no, nemmeno a me mi ha entusiasmata… quindi confermo la tua impressione.
    Invece Coetzee Vergogna, hai visto che roba? potente eh questo scrittore così algido eppure, eppure…

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  12. Avatar Cristina
    Cristina

    erodoto, mai letto io ignorante…. ah quanti buchi mi porterò dietro per sempre… mannaggia

    Devo dirvi sottovoce che ho letto alcuni racconti e raccontini ( alcuni sono proprio minimi) di cechov da due mie i libretti BUR ediz 1957 ( siii proprio!!). Non ho trovato i titoli citati da voi, ne ho letti alcuni qua e là, mah, si, insomma, che dire, forse devo leggere una traduzione diversa, insomma non sono saltata sulla sedia…no, per ora no.,

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  13. Avatar cla055

    Ho appena finito Middle England di Jonathan Coe, insieme a Mcewan tra i miei preferiti di cultura anglosassone.
    Il libro è molto bello, immancabile per chi ha letto La banda dei brocchi visto che si ritrovano gli stessi personaggi con qualche anno in piu’. Buon romanziere anche se negli ultimi libri aveva perso un po’ di smalto, ma con questa opera riprende il suo meritato posto tra i migliori scrittori inglesi, secondo me ovviamente. Si parla molto di Brexit, vista come il male peggiore specie per le persone meno abbienti e gli immigrati.

    Ciao a tutti, Claudio

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  14. Avatar Dani

    @Cristina, si su Vergogna ci sarebbe parecchio da dire. La storia, lui che sceglie la convivenza con una figlia che subisce violenza, quando lui stesso l’ha inflitta. Il libro avrebbe potuto intitolarsi Espiazione, ma qualcun’altro ci aveva già pensato..
    Figure tagliate con l’accetta di uno stile asciutto, pulito. Come mi piacciono i libri senza fronzoli. Solo l’essenziale che ti incolla letteralmente alla pagina e una psiche che si evolve e muta sotto i colpi degli eventi. Bello anche il rapporto con gli animali, una pietà appresa tardi ma profonda. Un bel libro, decisamente.
    Di La Ferrovia sotterranea che dire. Inizialmente mi prendeva la scrittura, frasi smorzate, sincopate, come una musica jazz… poi cambia. Non ho trovato uniformità. L’idea di inventarsi binari sotterranei…ma, ce n’era bisogno? Non posso dire sia un brutto libro, ma io preferisco l’adesione ai fatti storici, nudi e crudi oppure uscire di brutto dal reale e approdare nella narrazione fantastica, metafora però di temi reali e umani. Non so se mi spiego. Le vie di mezzo mi lasciano fredda..

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  15. Avatar Cristina
    Cristina

    Dani, Vergogna è un libro sull’impotenza e sui limiti, secondo me.Un libro su un uomo che fallisce, preso in un gorgo, e un padre che non riesce a proteggere. Un libro sulle mancanze, l’incapacità, la violenza propria e altrui. La parte sulla violenza subita dalla figlia è terribile.

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  16. Avatar Anna Lupo
    Anna Lupo

    primi regali in arrivo
    “Cambio di rotta’ E. Howard…”Le assaggiatrici Pastorino e ” La famiglia Aubrey R. West
    li avete letti? e se si’ mi piacerebbe conoscere il vostro giudizio.
    Buona serata e Buone letture a tutti/e

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  17. Avatar camilla
    camilla

    @Anna Lupo. Elizabeth Jane Howard e’ una splendida scrittrice. Ho letto IL LUNGO SGUARDO bellissimo, e qualche volume della saga dei Cazalet . Credo che ogni sua opera sia molto pregevole.
    Pastorino non ho letto nulla mentre LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West è. un capolavoro. di indimenticabile bellezza. Buona lettura. Cam

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  18. Avatar Cristina
    Cristina

    Ciao Anna, de Le assaggiatrici avevo scritto qualche tempo fa. Ottimo libro, molto ben scritto, in qualche modo anche stupefacente per ingegnosità, materia incandescente e plot.
    Del resto fidaTI DI cAMILLA, CHE SA.

    iO INVECE HO APPENA FINITO – CON UN PUGNO NEL CUORE – Molto forte, incredibilmente vicino, DI SAFRAN fOER. Madonna mia, che libro, che libro, che libroooooo. non ho parole per dirlo.
    Commoventissimo, a suo modo persino sublime, è dire davvero poco.

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  19. Avatar Cristina
    Cristina

    Cam, per impegnare le lunghe ore di queste malinconivhe feste – si e come potrebbero essere di questi tempi??- ho preso sulla tua parola, sia la West che la Howard. vedi, come mi metto nelle tue mani ( io…)

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  20. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina attenta cri IL LUNGO SGUARDO di Howard l’ hai già letto e ti era piaciuto. Baci. cam

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @cristina
    Cristina, in merito ai racconti di Cechov mi permetto di risponderti sull’altro articolo.

    ciao,

    Mari

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  22. Avatar Cristina
    Cristina

    l’ho già letto Camilla ??? mannaggia e quando? smemoratissima sono, acci, me devo preoccupa’

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  23. Avatar camilla
    camilla

    @Cristina sono talmente rari i libri Che abbiamo condiviso, amato , e la condivisione. di un libro e’ per me una delle avventure più emozionanti e divertenti che ci sono. Noi due siamo diventate vere amiche con Mercé Rodoreda.Amiche per sempre. Ecco perché mi ricordo che hai già. letto IL LUNGO SGUARDO. J.Elizabeth Howard e che ti era molto piaciuto (!!!) e’ che baruffiamo su altri libri che tu trovi bellissimi e io orrendi. Buffo no?. Ma io ci spero sempre in una prossima condivisione con te. baci Cam

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  24. Avatar Cristina
    Cristina

    mah, camilla, ora proverò a vedere se me lo ricordo… Sto leggendo Casa Aubrey, bah…. non mi prende più di t anto ma proseguo volenterosa…. ahahah si, o unite per la pelle, o coi peli dritti come i gatti… ahahaha Camilla mio amor

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  25. Avatar camilla
    camilla

    @ se non ti piace la Rebecca West è inutile che continui quel capolavoro. della famiglia Aubrey. Quella mamma, grande pianista, quel padre fetentone, le sorelle i fratelli che andranno alla prima guerra mondiale . Insomma sono mondi , ambienti , di persone tutt’altro che ricche, ma colte. La West straordinaria scrittrice e indomita giornalista fino a una età avanzatissima(85/90) seguì , con grandi reportage, il processo di Norimberga. Fu la prima a raccontare dei soldati che tornavano dalla prima. guerra apparentemente. senza mutilazioni o malattie conclamate ma sofferenti di gravi turbe psicologiche con magnifico romanzo IL RITORNO DEL SOLDATO.Insomma una scrittrice superba e una donna coraggiosa e fantastica e buona (!) perché. ce ne sono di perfide. Non è. che i romanzi belli devano essere per forza pauperisti, urlati , pieni di sentimenti primitivi. Porca miseria.E diventare best seller. Guardarsi dai best seller, la qualità non è mai grandissima. non ti consiglierò più nulla, così. non ti devi incazzare ogni volta. Cam

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  26. Avatar camilla
    camilla

    @ proposito di Mercé. Rodoreda ti piacciono tutti i suoi libri?
    Moltissimi sono fatti di grazia, di introspezione raffinata, di case bellissime .Fronzoli? No certo, gioielli , raffinatezza. Letteratura non per tutti , sicuramente.Sono libri che non possono. essere best. seller. Per fortuna.

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  27. Avatar Cristina
    Cristina

    Camilla, e che forse io difendo i best sellers? mahhhh. io non mi incazzo, figuriamoci.al limite con alcuini libri mi annoio un po’, ma incazzarmi perchè un libro che tu hai segnalato mi piace poco, giammai. (quello semmai lo fai tu, my super dear ahahah)

    No , non tutti i libri di Mercè mi piacciono, o almeno non tutti allo stesso modo. Alcuni mi piacciono poco. ma la perdono, cioè perdono me che non capisco lei. ( qui uno perdonava ma per fortuna non c’è più)

    Pauperisti, urlati, primitivi. Mah, sempre con Ferrante ce l’hai? no, perchè ultimamente io ho adorato, Safran Foer, Coetzee, Philip Roth ( si lui), Aramburu… e fra questi quei tre aggettivi non stanno addosso a nessuno, giusto per dire. Esci dai clichè, anche tu, amica mia , su, fammi un favore

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    Non c è come leggere romanzi per rendersi conto di quanto si ignori della storia patria: ho finito ”Guardati dalla mia fame”, scritto a quattro mani da Milena Agus e Luciana Castellina.

    Lo definisco romanzo anche se il libro è diviso in due parti: si tratta di un eccidio avvenuto nella Puglia del dopoguerra, l’assassinio delle sorelle Porro; romanzata la prima parte, ad opera di Agus, e studiata negli aspetti storici, la seconda, da Castellina.

    Nel caos di quegli anni, a causa dell’esasperazione creata dai rapporti tra agrari e braccianti, sono le sorelle Porro a farne le spese.

    Brava Agus a tratteggiare queste donne non più giovani: benestanti, ma dimesse nello stile di vita; discrete, assolutamente lontane da qualsiasi posizione politica, benefattrici, ma solo attraverso la chiesa, sono aristocratiche, ma è difficile prendersela con loro, almeno, a me, la loro esistenza ”grigio topo” ha ispirato, nonostante la loro ignavia politica, più tenerezza che rabbia.

    Certo che abbiamo subito patimenti e tribolazioni, qui al Nord, dove la guerra è continuata per altri venti mesi, ma quanta fame e miseria anche al Sud, dove la guerra era ufficialmente finita!!

    Lo conoscete?

    Mariangela

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  29. Avatar Cristina
    Cristina

    CHe strana coppia Luciana Castellina e Milena Agus. Incredibile che abbiano scritto a 4 mani. BRava Mari che ne hai parlato , nulla ne so nè sapevo, ovviamente delle sorelle Porro.

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  30. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian e anche a Cri ( che non sempre è. carina come la vorrei)
    Appena vedo qualche scritto di Milena Agus me lo sbafo immediatamente. Cara Marian lo ho letto , appena uscito, lo aspettavo perché era stato ampiamente. annunciato dalla stampa che leggo tutti i giorni.
    Naturalmente. non solo mi e’. piaciuta ma mi ha commossa. Bellissimo e sincero e pulito, e lieve come solo Agus sa essere, ritengo e l’ho sempre detto che Milena Agus e’. la più. brava scrittrice italiana contemporanea. Tengo tutti i suoi (pochi !) libri e spesso ne rileggo alcune pagine.Marian, sono tutti belli, potenti e lievi e pieni di grazia. Naturalmente e’ snobbata, solo ai tempi di Sinibaldi si poteva…condividere.
    La Agus e’. della stessa materia di cui è. fatta la Natalia Ginsburg. Sinibaldi. fu d’accordo Ciaociao Cam

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  31. Avatar Cristina
    Cristina

    Camilla, la Agus è snobbata ( ma davvero lo è o è solo un’impressione? l’ultimo SUO LIBRO insomma,,,, lei poi scrive poco) perchè credo sia creatura troppo timida e sognante per farsi davvero avanti nelle menti.
    Io – chre all’inizio non l’avevo proprio capita – la trovo adorabile, vagamente fatata, con quel suo mondo di creature buffe e strampalate, ma tutte amorose, CALOROSE, ACCOGLIENTI, PAZZERELLE (aaargh scappo’ il maiuscolo)

    .
    anche se non la definirei la migliore scrittrice italiana contemporanea.
    Non so chi definirei la miglior scrittrice conteporanea italiana… Una volta avrei detto Ferrante senza dubbi, prima della quadrologia, ora l’inflazione mi da noia…In effetti il paborama è pieno di figure ma nessuna mi cnvince fino in fondo, nemmeno la mia adorata Michela Murgia, che trovo acutissima e di intelligenza sublime, ma non tutto quel che ha scritto mi piace davvero.

    Secondo voi chi è la migliore scittrice italiana contemporanea?

    Non riesco in questo momento a trovare analogie fra AGUS, COSì LEGGERA, e Natalia Ginzburg, così terrosa e diritta E PIENA DI HUMOUR, ma ci devono essere se tu le vedi, quali sono a tuo parere ? sono davvero curiosa

    Sono a 250 pagine della Famiglia Aubrey e certo deve esserci qualcosa che mi sfugge perchè non riesco a trovarlo incantevole come sicuramente può apparire ad altri lettori/trici.
    IN quel genere amo di più Dickens, questi bambini non riescono ad agganciarmi sul serio

    psst( io sono sempre carina con te – ma se mi attacchi gratis – rileggiti Camilla….davvero – mi risento e punzecchio, carinamente, ogni tanto mi pare che parli di altri).

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  32. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti@Cristina@Camilla

    Brava Milena Agus, secondo me, a tratteggiare queste sorelle, ma altrettanto commovente, a mio parere, la ricostruzione storica di Castellina: non è propriamente “scritto a quattro mani” per la verità, le due scrittrici si sono divise i compiti, come dicevo, ma alla fine le due parti si integrano perfettamente.

    Neppure io sapevo nulla del Sud dopo il ’43, quello di portare alla luce una vicenda di questo tipo e attirare la nostra attenzione sul Mezzogiorno del dopo 8 settembre è un merito indiscusso del libro! Mancata defascistazione, ingerenze degli Alleati, soprusi e grandi patimenti per i braccianti che, alla fine, si vedono costretto ad emigrare in gran numero.

    Ciao,
    Mariangela

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  33. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian e Cristina\\ Castellina e Milena Agus sapevano/sanno ovviamente che tra loro due ci sono delle profonde affinità sia umane che politiche. Per un episodio ( e quanti ce ne devono essere di quel tempo buio ) noto e estremamente significativo come quello descritto nel piccolo libro. Per dare alla storia esemplare un rilievo non solo cronachistico ma profondamente letterario ben poche e pochi scrittori italiani sarebbero stati all’altezza poetica e appassionata di Agus.
    Infatti ne è. venuto uno splendido risultato.
    per il resto ok cri spesso ci irritiamo a vicenda con un peso …simile. Forse il motivo della nostra antica amicizia e’ fondato di più nelle affinità umane che nei gusti e nella esperienza sui libri. La ” letteratura ” non c’entra .Un abbraccio a tutte e due. ( apprezzo moltissimo la indomita curiosità di Marian). Cam

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Ecco Cam, così è di certo…
    Ho mollato a 300 pagine la famiglia Aubrey e mi sono dedicata a Il lungo sguardo. Nulla mi pare noto di questo libro per ora, ma io sono smemorella.
    Sicura sicura che io lo abbia letto Camilla del mio cuore ( in senso letterale)??

    sono stanca , queste feste mi pesano più di ogni altra, non ho motivo di letizia da alcuna parte…

    Il fascismo al sud è rimasto incrostato moltissimo Mariangela, attaccato anche a un residuo monarchismo ( vedi Lauro etc), e a una struttura socio economica afgriciola,arretratta e simil feudale.

    Dove c’è modernità in genere il fascismo si dissolve, o almeno così sembrava.. aaargh, basta se no mi butto giù dal campanile torre

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  35. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Non ne avevo parlato ma il mese scorso ho condiviso una lettura molto speciale..con mia figlia!
    un libro davvero particolare, leggero e profondo al contempo, un’esperienza più che una lettura che consiglio a tutti, dico voi adulti insomma, non è un romanzo solo per ragazzi, ne è stato tratto un film su cui ho qualche riserva, quindi avanti col libro cartaceo, no ebook in questo caso e no audiolibro.
    “La stanza delle meraviglie” di Brian Selznick, ( autore anche di Ugo Cabret per intenderci) un romanzo grafico ,non un graphic novel, non un fumetto , lui lo definisce un «silent novel» in cui a brevi pagine di testo si alternano pagine di disegni senza parole.
    Una lettura davvero diversa, lontana dai libroni “pesanti” che a volte ci imponiamo, pure un po’ deprimenti a volte per quanto splendidi, una storia delicatamente profonda, un bel regalo da farsi 🙂

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  36. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    io a scuola sto facendo D’Annunzio … che barba!
    Languore, sensualità stanca, rinuncia, estetismi…
    I ragazzi mi stanno guardando con tanto d’occhi.
    Ci siamo talmente immedesimati in Pascoli, con i suoi palpiti e le domande poste alla natura et cetera et cetera, che adesso ci sentiamo defraudati da tutto questo crogiolo di inautenticità.

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  37. Avatar camilla
    camilla

    Jez.
    ………Ascolta.
    La figlia dell’aria
    e’ muta; ma la figlia
    del limo lontana,
    la rana,
    canta nell’ombra piu’ fonda
    chi sa dove, chi sa dove !
    E piove su le tue ciglia,
    Erminone.

    Piove su le tue ciglia nere
    si che par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.

    Ecc. Non e’ noioso D’Annunzio !
    E’. Come ogni Poeta , ogni artista
    figlio del suo tempo.
    Ma che magnificenza la sua invenzione di una lingua originalissima, unica, perfetta.
    potrebbe affascinare anche i ragazzi, come una musica ( dannunzianamente ) arcana.
    Un abbraccio e tantissimi auguri.
    Cam

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Ho lasciato un commento su questo articolo del blog, ma non so se si veda.

    Granta 109, WORK, l’intero numero dedicato al lavoro

    Ciao, Mari

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  39. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    anche la classe ha i suoi palpiti.

    Su questa manciata di cuochi simpaticissimi e rivolti già al loro futuro con progetti concreti (e soldi messi da parte) e vita da vivere, D’Annunzio sta scivolando come un povero illuso.
    Si appropriano della lingua per scimmiottarlo.
    E sono ragazzi…si divertoooono!
    E anch’io.

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    Mah, io D’annunzio – per il poco che lo conosco – non lo sopporto, del resto ognunio deve pur avere le sue idiosincrasie.
    Anni fa a Palazzo Reale a Milano c’era una bellissima e ricca mostra sugli anni fra il 900 e il 925 e re le varie cose anche un armadio da viaggio di d’annunzio. Tutto un ordine, un biancore, tanti pataloncini a righe ordinati, e guanti di seta, e sciarpe e giacche, una scarpina lucida, una cravatina di raso, un implacabile rigore moltiplicatorio, e la sua wunderkammer, il suo megascrittorio pieno di cose e cosette e grande enorme con lui così piccolino….mah. va bene, D’annunzio non fa per me.

    Camilla non avertene , ma sai che mi scambi per qualcun’altra? (ohibo’ dico io, sigh). Io MAI avevo letto Il lungo sguardo di Howard!! Non potevo essere io quella a cui era piaciuto!
    Anche ora mi sono fermata a metà – sarà che non è il momento e non mi acchiappa lo stile elusivo-allusivo – ma escludo di averlo mai avuto prima fra le mani. Con chi mi confondi Camilla del mio cuore? Si alcune letture ci allontanano, e pace,MA altre ci avvicinano e di quelle io faccio tesoro. il resto conta meno/poco, dài

    Ho finito I FATTI di quell’egotista di Philiph Roth. Non ce n’è, quello parla (quasi sempre) avvitandosi di sè, ma è super bravissimo, va riconosciuto, mannaggia, che penna!

    Ora mi sono munita di alcuni gialletti italiani per passare il Natale e il dio degli inferi e del buio li abbia in gloria.
    Scusate ma l’allergia alle feste che manda in depression i soli e i sensibili quest’anno mi ha dalla sua parte.

    L’esautorato parlamento italiano ( tanto in basso cademmo) aumenta la depression, per cui vi abbraccio, di cuore, di più non riesco a fare

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti@Cristina

    Cristina, sapete oramai tutti come io la pensi a proposito del Natale e delle feste comandante: condivido e ti capisco! Su di te ho però un vantaggio: ho perlomeno l’aspettativa di qualche giorno di riposo lontano dall’ufficio (peccato che proprio da ieri, ultimo giorno di lavoro prima dei cinque giorni di vacanza, sia subentrato un noioso raffreddore, che sarà una stupidata, dirai tu, però, mannaggia, proprio quando pensavo di farmi qualche giretto per Milano, lontano dai negozi e dalla bolgia natalizia …pazienza!).

    @tutti
    Perdonatemi, so che voi amate Annie Ernaux, non voglio offendere i gusti degli altri, ma per me la lettura de “Gli anni”, contrariamente alle aspettative, è stata una gran delusione. Ammetto che sia scritto bene, ma quell’elencazione di avvenimenti storici, quel susseguirsi di tendenze, quella mera registrazione di fatti, priva o quasi di coinvolgimento personale, mi ha proprio annoiata.

    Amo i libri che propongono le mode e i prodotti dei tempi passati: le cose, gli oggetti nella loro materialità possono evocare situazioni, sentimenti, riescono a commuovere anche perché ricordano persone care che non ci sono più. Ne ho in mente un paio, di libri di questo genere, uno di Guccini e uno di Matteo B. Bianchi. Ma sono rammemorazioni che vanno proposte con la formula giusta, con frasi brevi e incisive, altrimenti l’effetto evocativo sfuma (è il caso di Matteo B. Bianchi che usa la frase ”mi ricordo”). Onestamente, nel libro di Ernaux, pur blasonato, ho avuto l’impressione di trovarmi davanti ad una lista della spesa.

    Non penso valga l’obiezione che quelli del libro sono, in parte, fatti e prodotti francesi di un tempo che io non ho vissuto: i buoni libri sanno divertirci anche quando le situazioni riportate si svolgono in luoghi che non conosciamo e in tempi che non hanno neppure lambito la nostra esistenza.

    Ciao,
    Mariangela

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  42. Avatar camilla
    camilla

    @cri e Jez.
    Povero D’Annunzio sempre relegato nel solito. , angusto , luogo comune . C’è un D’annunzio eccezionale nei romanzi ( L’ innocente, Le Vergini delle rocce ( il famoso dipinto),con tre donne stupende protagoniste , Violante, Anatolia ,
    Massimilla. E Il piacere, Il fuoco e La figlia di Iorio. Le Laudi e tanto altro.. Una lingua meravigliosa che il mondo ci invidia. Poi certo a quel tempo c’era la grande guerra, il coraggio, la Patria … Ma c’è molto, molto altro , semplicemente. meraviglioso.Mi dispiace che faccia ridere. mah!

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  43. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Ah D’Annunzio! non certo il mio preferito, ma ricordo con grande entusiasmo la gita al Vittoriale, la sua “nave” tra gli alberi e quella sua forza vitale!! il volo su Vienna, che esaltante esistenza al confronto della mia ordinaria..le mie pazzie incoscienti ormai lasciate ai miei vent’anni..mentre Lui mai smise la sua vita così straordinaria.
    ricordo il mio tentativo fallito di leggere Il piacere, gli altri romanzi nemmeno ho tentato, ma La pioggia nel Pineto, ah quella sì la ricordo, anche dopo tanti anni, e il suo monito che ogni tanto mi ripeto: Memento Audere Semper.

    cambio genere e mi tuffo, per rallegrarmi durante le feste in John Niven, Le solite sospette, ah ah promettono bene queste ragazze attempate 🙂 !! vecchiette ( ma mica poi tanto) in fuga dopo aver svaligiato una banca!

    Baci 🙂

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  44. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari,
    Gli anni possono apprezzarlo solo quelli/e che hanno vissuto quel periodo. Credimi, altrimenti è incomprensibile, ma quelle pubblicità, quei mobili, quegli oggetti sono così evocativi di un’epoca di rivoluzione ( del gusto e delle modalità di relazione) che da sole dicono tutto. Poi tu e Ernaux non vi prendete, da tempo, sono cose che capitano. Gli anni è un diario di un’epoca, un passaggio di gioventù, dove per la prima volta Ernaux non racconta di sè esplicitamente e della sua famiglia, ma del contorno sociale. E’ uno sfondo, una rievoicazione, un inno. Bisogna essere attempati per amarlo, quel libro.

    Cam, Edita
    Vi lascio D’annunzio – a cui nulla mi lega. Non capisco, ma pazienza, non è importante.Sarà pure un luogo comune, hai ragione, ma in fondo una base per quel luogo comune c’è. A me quell’ometto energico e vitale dà un senso di…. morte, figuratevi voi.,

    Vi abbraccio, ripeto, teniamoci stretti/e.

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  45. Avatar EditaLara
    EditaLara

    ps. ovviamente è impossibile confrontare una vita normale come la mia con quella di un personaggio simile, di tale coraggio intelligenza e grandezza, volevo solo far capire che se anche non l’ho amato molto come scrittore l’ho però ammirato per la sua incredibile forza e vitalità, ed è quello che del Vate più mi è rimasto impresso. C’è molto di più, e Cam giustamente l’ha ricordato.

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    vedo ora una nota che dice che il mio commento qui sopra deve ancora essere moderato. Ricordo con dolore che nel vecchio Forum di Fahrenheit quando intervenne un moderatore iniziò la velocissima discesa verso la fine di quell’esperienza ricca e gloriosa. Speriamo bene…

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Ho deciso di ripetere l’esperienza: dal libro di Luciana Tufani “Leggere donna: guida all’acquisto dei libri di donne”, ho pescato un altro titolo. Ho voluto fidarmi di Thomas Mann che teneva questa autrice nella massima considerazione:

    ►Ricarda Huch, “L’ultima estate”, traduzione di Simona Martini Vigezzi, Ponte alle Grazie, 2017, 101 p.

    È un breve romanzo epistolare, ambientato nella Russia del 1906, che si legge con piacere. A protezione del marito, minacciato dai rivoluzionari a causa della sua posizione istituzionale, la moglie assume un ”protettore”, tra quest’ultimo e i tre figli della coppia si instaurano rapporti di natura diversa e poi… poi bisogna leggerlo perché per certi versi assume anche una colorazione gialla, quindi non dico niente.

    Non mi ha certo entusiasmata come “Perché questo è il brutto dell’amore” di Nicole Müller, anch’esso scovato grazie al libricino di Tufani, ma sono contenta di avere dedicato del tempo a questa autrice che proprio non conoscevo.

    Ciao,
    Mari

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  48. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @LuigiGavazzi

    C’e qualcosa che non capisco,sulla posta elettronica ho ricevuto il messaggio di Cristina delle 0.17 di stanotte, ma qui io non lo vedo.

    Ciao,
    Mariangela

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  49. Avatar luigi gavazzi

    Ciao a tutti, non vedo nessun commento in sospeso; a volte WordPress si allarma per qualcosa di strano; mi confermate che ci sia un commento mancante?

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Ciao Luigi, leggo che Cristina lamenta, alle 13.58 di ieri, di non vedere un suo precedente commento (che in effetti non vedo neppure io); inoltre io ho un suo commento delle 0.17 di stanotte, sulla mail, in risposta al mio giudizio su “Gli anni”, che qui non c’è.

    Inoltre, se ci fai caso, ance il tuo commento di adesso non viene segnalato nei “commenti recenti”.

    Ciao e grazie,
    Mariangela

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