*Leggere per raccontarsi *Gruppo di lettura Grandi libri *Gruppo di lettura Un racconto

I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar Cristina
    Cristina

    Tempi infami, anche se penso che Gramellini sia stato frainteso o si sia spiegato malissimo

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  2. Avatar wwayne

    @Cristina: Sicuramente lui punterà su questa linea di difesa. Aspetto l’immancabile rettifica, con l’ormai celeberrima chiusa “Mi scuso se ho involontariamente ferito i familiari della vittima.” Involontariamente, soprattutto.

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  3. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Tanto per chiarire: Gramellini ha toppato alla grande. Non che mi piaccia particolarmente, il più delle volte lo trovo banale e superficiale, ma stavolta non si è solo spiegato male , punto.
    e il rattoppo di oggi ( su twitter) era peggio dello strappo di ieri, altro che scusarsi, ha dato colpa ai lettori che non leggono fino in fondo gli articoli e si fermano al titolo, come se fossimo tutti decerebrati incapaci di una lettura completa ( tra l’altro un articolo breve per quanto infame, paternalista e sciocco) e come se tutti lo avessero preso di mira. In realtà tutti i commenti in quella piattaforma social erano assolutamente educati, civili, circostanziati e precisi. ha sparato cazzate. punto. e pensare che mi sembrava un pochino meglio da giornalista piuttosto che scrittore! cancellato.
    basta che i tempi sono pessimi e oggi è una giornata di incazzature varie, ci manca anche qualche giornalista, maschio, incapace di starsene zitto per una volta!
    La vignetta su cappuccetto rosso di oggi ( sul Manifesto che non è certo il mio giornale ) vale più di mille parole!

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  4. Avatar wwayne

    @EditaLara: Massima solidarietà nei confronti dei commentatori insultati da Gramellini: anche a me è successo di venire insultato pur avendo scritto un commento civile e ben argomentato. Purtroppo in pochissimi sanno rispettare l’opinione altrui quando diverge dalla loro.
    Attenzione: rispettare l’opinione altrui non significa rinunciare al diritto di replica. Se un’opinione ci sembra ingiusta, è perfettamente legittimo cercare di smontarla. Ma denigrarla, o peggio ancora denigrare come persona chi l’ha scritta, è un comportamento moralmente sbagliato.
    Comunque Gramellini conferma quello che scrissi qualche mese fa su questo gruppo di lettura: quando fai una figura di merda, cercare di recuperarla peggiora soltanto la situazione. In questi casi devi soltanto stare zitto e aspettare che il caso si sgonfi da solo.

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  5. Avatar Cristina
    Cristina

    si, rileggendo con cura il tutto concordo Editalara, ma che vogliamo farci? i problemi sono gli insulti alla cooperante. e il fottuto maschilismo patriarcal-razzista che le augura stupro e quant’altro. Che bruttissimo paese , qui hanno liberato i cani, anzi le iene. e azzannano non solo a parole, ‘nu schifio

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  6. Avatar Cristina
    Cristina

    Trovo questa cosa su FB di Loredana Lipperini e mi piace. per cui la metto anche qui condividendo ogni virgola

    “Se posso, ogni volta che fate gli spiritosi sulla declinazione delle parole al femminile, ogni volta che fate battute su Boldrini, convinti che sia stata lei a imporla nonostante sesquilioni di smentite, discussioni, interventi della Crusca, ogni volta che vi scappa di ammiccare sulle femministe. Ebbene, non solo non fate ridere, ma vi dimostrate per quel che siete. Piccoli. E, sì, il senso dell’umorismo ce l’ho. E, no, questo non è umorismo, ma il sassolino che vi ferisce la pianta del piede. !

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Tutti
    Ciao, state bene? Io così, così.

    Sapete che mi piace girare per gli scaffali delle biblio e, ogni tanto, tirare su qualche volume poco appariscente, anzi, dall’aspetto decisamente polveroso; due settimane fa, incuriosita dal titolo, ho trovato questo libro:

    ►Luciana Tufani, “Leggere donna: guida all’acquisto dei libri di donne”, E/O, 1994, 123 p.

    Camilla, non mi sgridare se torno con un elenco, spero non ti appaia sterile, in realtà, ci ho già trovato qualcosa di molto originale (un libro appena iniziato), ma prima di gridare alla folgorazione, voglio leggere qualche pagina in più. Per ora mi limito a chiedere se conosciate qualcuna di queste autrici (il libro è suddiviso per aree geografiche e, io, ho iniziato dal capitolo di Germania e Austria:

    • Struck Karin, “Amore di classe”, Feltrinelli, 1975, 232 p.

    • Müller Nicole, “Perché questo è il brutto dell’amore”,E/O, 1993, 91 p.

    • Schwaiger Brigitte, “Perché il mare è salato?”, Rizzoli, 1979,133 p.

    • Reschke Karin, “L’inventario di Henriette Vogel”, Giunti, 1989, 210 p.

    • Frischmuth Barbara, ”Inganni e incanti di Sophie Silber”, Giunti, 1988, 259 p.

    • Schubert Helga, ”Donne giuda: dieci casi di delazione femminili nel Terzo Reich”, e/O, 1991,146p.

    • Wander Maxie, “Ciao, bella: 19 storie, quasi un romanzo”, prefazione di Renate Siebert-Zahar, Feltrinelli, 250 p.

    • Irmtraud Morgner, “Nozze a Costantinopoli”, e/O, 1982, 205 p.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  8. Avatar Cristina
    Cristina

    Ciao Mari, il libretto della Tufani è un vademnecum preziosissimo che uso da anni

    No di quelle autrici conosco forse per sentito dire dire solo Karin Struck, ma temo sia roba di accesa militanza femminista , visti gli anni, per cui FORSE un po’ caduca. ma magari mi sbaglio

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  9. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina

    Il fatto è che leggo volentieri i libri che maggiormente vengono citati, dalla critica, da voi qui, dai contatti di lettura, penso di avere curato bene la mia sindrome da minoritaria che avevo ancora quattro anni fa, però mi rendo conto che cercando qui e là potrebbe uscire qualcosa di nuovo, di originale, magari pur sconosciuto, ma meritevole.

    Adesso, veramente, del primo che ho iniziato non posso dire niente, però, no, non penso siano libri “caduchi”: ritengo che un libro possa essere non recente, ma ancora attuale, magari, semplicemente, per motivi commerciali, non hanno avuto la giusta diffusione. Sicuramente sono libri che, già allora, secondo me, erano, se non di nicchia, proprio per chi se li andava a cercare. Però vedremo.

    Ciao
    Mariangela

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  10. Avatar Cristina
    Cristina

    maggiormente da voi e dalla critica….. sarebbe??
    non facciamo confusione, però. Qui si rivendica il primato di originalità, ohibo’, e alla grande

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Se ci fai caso, parliamo dei libri che a fine anno ritroviamo nelle classifiche, anche autorevoli , che vengono puntualmente pubblicate sui giornali e ne vale la pena; però ai “libri marginali”, riprendo il titolo di un’articolo che Luigi aveva pubblicato, non dedichiamo molto tempo e penso sia umano, visto che il tempo per la lettura non è illimitato.

    In questo senso è sintomatico che di certi libri nei sistemi bibliotecari trovi pochissime copie, talvolta 1 sola,anzi, dei libri che citavo può essere che molti non siano neppure più in commercio.

    Mariangela

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  12. Avatar camilla
    camilla

    @Marian Abbiamo più volte sostenuto cha ognuno legge cosa vuole e come vuole questo è indiscutibile,però il tempo non è mai troppo e gli occhi. hanno bisogno di riposare : voglio dire che, secondo me, i libri che si leggono meritano sempre una scelta accurata. Il buon libro è una forza importante per il lettore, entra nella mente e comunque la contamina positivamente il libro scarso o poco importante , e’ un vero spreco di tempo e di. ” nutrimento” necessario alla nostra salute. Quindi mai farne una questione di quantità ma di qualità. Come l’ alimentazione rispetto alla salute del corpo. Cosa ne pensi? Procurarsi buone letture non è difficile leggere tutto quello che capita ma in grande quantità fa male al cervello come mangiare troppi cibi grossolani e deleteri per lo stomaco, anche se …golosi. Dopo l’adolescenza sarebbe bello diventare lettori attivi e non passivi. E come dicevo non è troppo difficile procurarsi solo libri interessanti. Ho solo espresso il mio parere. Se non lo hai già letto e’ uscito per poco, allegato al Corriere METÀ DI UN SOLE GIALLO.di Chimamanda Adichie. E’ bello e buono e fa bene. Un affettuoso ciaociao Cam

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  13. Avatar Cristina
    Cristina

    Confermo, è come dice la mia Cam, bellissimo, buonissimo e fa benissimo lo splendido Metà di un sole giallo.

    Allora,però, intendiamoci, cosa vuol dire libro marginale? libro pubblicato anni fa, introvabile,o di paesi poco letti, o cosa? ci sono milioni di libri marginali, di quali vogliamo parlare e perchè?

    Io sto leggendo libri del nord Europa, Africa again, ho letto scrittrici italiane contemporanee pure ( è vero abbiamo parlato di Balzano e Postorino, ma quando ci sono due libri italiani mica male e diciamolo santa pace!), ho letto un vecchio Wu Ming, Dickens, persino riletto racconti di Cechov, non capisco di cosa stiamo parlando Mariangela, i percorsi di lettura qui mi pare siano i più vari e diversi.

    Ognuno/a legge come vuole e può., ma NON venire a dire qui che stiamo dietro alle mode e alle case editrici perchè non è così ( e anche se così fosse, nulla ci sarebbe di male penso io). Qualcuno/a di noi è curioso dell’ultimo libro di uno scrittore che ama e lo legge , ma ma va bene… I libri marginali… Forse nessun libro è marginale, o forse lo sono un po’ tutti…. chi lo sa?

    —–

    comunque, per parlare d’altro, ho trovato un intervento video di Michela Murgia illuminante e lo linko : sul valore della parola e sull’assordante confusione che troppe parole generano

    https://video.repubblica.it/cronaca/liberta-di-stampa-michela-murgia-i-due-modi-con-cui-il-potere-annichilisce-il-dissenso/320581/321208?fbclid=IwAR3YC2ddR8Ciyz0gWubId0BH83IT7UR-dSW-_3jRui7WJFToCZUWlpVJrU8

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  14. Avatar wwayne

    Da inglese, piango lacrime di gioia sincera e profondissima. E’ uno dei momenti politici più belli della mia vita. E il fatto che Juncker la definisca una tragedia è davvero la ciliegina sulla torta, un po’ come quando nei film Disney fanno vedere il cattivo sconfitto che sbatte il pugno sul tavolo.
    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/brexit-gli-stati-ue-approvano-l-accordo-di-uscita-della-gran-bretagna-juncker-questo-divorzio-e-una-tragedia-_3176902-201802a.shtml

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  15. Avatar camilla
    camilla

    @ ww ecco vedi ww le tue sono opinioni .Io posso dire che non le condivido, anzi mi fanno da vvero Paura. Ma sono opinioni e hanno il diritto di essere rispettare . . Ma se io dico che tu non devi insegnare, o essere tifoso di calcio o fumare o credere nella chiesa cattolica o, amare un uomo feroce come Salvini ecc. non sono più. opinioni ma indiscutibili diritti in quanto ognuno deve essere libero di fare di sé quello in cui crede purché. non nuoccia agli altri. Perciò Il Gramellini già commette un sopruso chiamando una coraggiosa e ammirevole donna ” cappuccetto rosso, simbolo di obbedienza alla mamma sennò lupo ti mangia.Non fare confusione. Ciao

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  16. Avatar wwayne

    @Camilla: Per Machiavelli, se un sovrano vuole creare un governo stabile, deve abbandonare totalmente i propri principi morali e religiosi. Secondo lui infatti, quando si governa uno stato, capitano delle situazioni in cui l’unico modo per conservare il potere o garantire ai propri sudditi la difesa e la sicurezza è il ricorso a dei mezzi discutibili come la violenza, il tradimento, il venir meno alla parola data eccetera: di conseguenza, se una persona non è abbastanza spregiudicata per fare questo passo, allora non è adatta a governare.
    Sarebbe bello poter essere sempre pietoso, leale e buono, ma purtroppo in un mondo spietato come quello della politica è un lusso che non ci si può permettere: per sopravvivere in un mondo di squali, bisogna saper diventare uno squalo a propria volta. Questo principio è stato sintetizzato con la celeberrima formula “il fine giustifica i mezzi”: Machiavelli non ha mai scritto questa frase, però riassume il suo pensiero in modo efficace, perché è vero che secondo lui per il bene superiore di garantire ai sudditi stabilità e sicurezza è giustificabile il ricorso ai mezzi discutibili che ti ho elencato prima.
    Per chiarire meglio questo concetto, Machiavelli fa l’esempio di Cesare Borgia, che proprio in quegli anni era riuscito a diventare signore non di una singola città, ma di tutta la Romagna. Prima della sua ascesa, la Romagna era una terra lacerata dalle guerre civili; poi, quando lui ne assunse il controllo, cominciò a governarla con una tale durezza e una tale crudeltà che i romagnoli, terrorizzati da lui, ritornarono rapidamente all’ordine. Questo per Machiavelli è la prova che un comportamento sbagliato dal punto di vista morale può essere invece perfetto dal punto di vista politico.
    Machiavelli fa anche un altro esempio, quello di Pistoia. Nel periodo in cui viene scritto il Principe c’era una guerra civile anche lì: il comune di Firenze (che governava Pistoia in quegli anni) “per fuggire il nome di crudele” preferì non intervenire, e quindi i fiorentini lasciarono che i pistoiesi si ammazzassero tra loro senza muovere un dito. Se invece fossero intervenuti con la durezza di Cesare Borgia, la guerra civile sarebbe finita subito e ci sarebbero stati molti meno morti. Machiavelli ci dice questo per farci capire che la “bontà” dimostrata dai fiorentini era risultata, a conti fatti, molto più pericolosa della crudeltà di Cesare Borgia.
    Insomma, secondo Machiavelli per chi governa uno stato è perfino pericoloso essere buono, e l’unico modo per garantire la tranquillità dei propri sudditi è l’utilizzo di metodi moralmente discutibili ma politicamente efficaci.
    Il sovrano machiavellico diventa quindi una sorta di eroe tragico: è solo al centro di un’umanità costantemente intenzionata a minacciare il suo potere e i suoi sudditi, e lui è disponibile anche a condannarsi all’Inferno pur di difendere se stesso e il proprio popolo. Per questo motivo il sovrano machiavellico è anche una figura controversa, valutabile come molto positiva o molto negativa a seconda del punto di vista da cui la si giudica.
    Tutto questo per dirti che non ci trovo niente di male nel fatto che Salvini sia capace di diventare un uomo molto feroce. Al contrario, lo trovo inevitabile, e la mia cultura mi insegna che sarebbe più pericoloso un politico totalmente privo di cattiveria. Certo, magari Salvini con i migranti è stato un po’ troppo feroce (non uso termini peggiori perché il ministro dell’Interno ha la querela facile perfino più di me), e infatti l’ho sempre detto che su questo punto io non lo appoggio.

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla, @Cristina @tutti

    Non mi sono spiegata bene: non ho detto che non dobbiamo leggere i libri menzionati sui giornali, i libri che vincono i premi (magari x partito presso), i libri che entrano nelle classifiche di fine anno, anzi, sono ben contenta di avere superato tutti quei pregiudizi che mi impedivano di godere di autentici capolavori (parlavo di sindrome di minoritria). Io li leggo e ne traggo costrutto e divertimento. Ho detto che, talvolta , fa piacere andarsi a cercare qualcosa di nascosto, qualche libro dimenticato oppure a suo tempo poco notato. Quindi, quantità, bulimia e cibi grossolani non c’entrano.

    Neppure, ho detto che qui “si va dietro alle case editrici”, ho scritto solo, in risposta a Cristina che parlava di scritti “caduchi”, che talvolta un’opera passa inosservata, non per la cattiva qualità, ma per una serie di motivi commerciali, non viene più ristampata e magari passa nel dimenticatoio.
    Sarebbe bello, ogni tanto potersi dedicare a un’opera di salvatggio (cosa che io non penso di essere in grado di fare, anche per questo chiedevo il vostro aiuto).

    Il libro della lista che ho scelto io, “Perché questo è il brutto dell’amore” di Nicole Müller, per esempio, a me sembra di una modernità sconvolgente, vuoi per la forma, vuoi per il contenuto. Per ora dico solo che è una storia di amore saffico, e questo, nel 1992, lo rendeva probabilmente un libro di nicchia, visto che non era ancora di moda inserire scene d’amore lesbico ad ogni piè sospinto come oggi. Vi dico, io lo sto trovando originale, sofferto, vero.

    Quello che semplicemente volevo dire io che, per quanto dell’autrice non avessi mai sentito nominare il nome, leggere questo suo romanzo è un piacere.

    Ciao,
    Mari

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  18. Avatar Cristina
    Cristina

    Mariangela di libri belli, buoni e dimenticati probabilmente, anzi di sicuro ce ne sono migliaia se non di più. Guarda cosa era successo a Rodoreda, stampata negli anni 90 nessuno/a se l’era filata, poi ristampata ( e ritradotta) nel 2008 o giù di lì, qualcuno/a l’ha notata, amata, ne ha parlato è iniziato un passaparola ed è partito il circuito virtuoso di farla diventare visibile, e adorata al punto di diventare libro dell’anno di Fahre.

    Quindi ma certo. I motivi dei successi/insuccessi sono eminentemente sempre commerciali, distributivi, casuali, di scuderia, sa il cielo ionsomma.

    Però pescare “a caso” da un elenco di nomi da un calepino, boh, per me non avrebbe alcun senso. Ma si sa i percorsi sono tanti, e infiniti, pur di leggere.
    Il guaio è l’orizzonte infame, dove persino MOzart viene vietato a dei ragazzini, il crocefisso obbligatorio qui dove vivo a scuola, Altro che Minculpop, qui siamo al buio delle caverne. il mio sgomento e la mia furia aumentano a dismisura. usciremo da questo incubo oscuro??
    ci mancano solo i gilet gialli soffiati dalla destra estrema, aaaaargh

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  19. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti

    E appunto, non possiamo giudicare l’attualità di un libro dalla data di pubblicazione!

    Perdonami, poi, perché lo stesso libro, quello di Tufani che propone letture di donne, in mano tua è “un preziosissimo vademecum che usi da anni”, mentre per me sarebbe un semplice “calepino ” da cui pescherei a caso?

    Ciao,
    Mariangela

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  20. Avatar Cristina
    Cristina

    Mariangela, io non pesco da Tufani, mi documento sul suo libricino se incontro un nome sconosciuto di una scrittrice. E’ insomma il mio google della letteratura – quando ci riesce.

    Calepino e vademecum per me sinonimi sono. Ma io faccio un uso diverso, MOLTO, della lista di Tufani.

    Possiamo in genere giudicare almeno in teoria della polverosità di un libro da alcune date di pubblicazione: lòa letteratura “militante” sia politica che femminista ( e meno male che c’è stata eh), è datata fra gli anni 70 e la metà degli 80- A rileggerla oggi, dal mio punto di vista, indigeribile. Ma all’epoca servi da apriporta e apriteste, adesso può servire a tenere su la gamba di un tavolino, e ancora….

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Non penso avrò il tempo di verificare di persona tutti i titoli suggeriti dal mio “calepino”, per quello che sto vedendo ora non c’è proprio niente di tutto quello che dici,, cl e una storia d’amore e uno stile aforismatick che io apprezzo molto.

    Il bello di andarsi a cercare questi libri “polverosi” serve proprio a capire che certi giudizi sono frettolosi, anzi …, pure un po’ maschilisti a dir la verità.

    Mari

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  22. Avatar Cristina
    Cristina

    Mariangela, ti lascio le parole che dici , sono tutte tue.
    Non so a cosa ti riferisci, io ho parlato in generale, non di un libro in particolare e maschilista è un commento che rispedisco indietro.

    La cattiva letteratura – quando c’è stata – femminista, è solo cattiva letteratura e basta. il maschilismo c’entra come le pere coi pennarelli.

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  23. Avatar Cristina
    Cristina

    ascoltate, silenzio, meraviglia, calore. La mia stra amata Mariangela Gualtieri, sacerdotessa amorosa

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  24. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Mariangela Gualtieri meravigliosa, da brividi.

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  25. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina e Marian vi assicuro che non capisco niente del vostro dialogo sui libri da ” non farsi scappare” di Marian. Libri che mi lasciano molto perplessa.
    Cristina potresti spiegarmi cosa mi sono persa nella letteratura di avanguardia di cui discutete? grazie molte. Cam 😐

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  26. Avatar Cristina
    Cristina

    Lassa perde Camilla, nulla di troppo rilevante rispetto al panorama circostante Non si parlavca di letteratura d’avangiuardia ma di quella che fu – in un certo periodo – letteratura militante di lotta politica o femminista e che spesso per me è datatissima. Mariangela sta leggendo libri di quegli anni e io ho supposto che potesse essere cosa diq eul genere, sbagliando evidentemente, ma io parlavo in generale… Insomma una discussioen sulle nuvole, come spesso…
    .
    Sto leggendo Fabio Stassi – Ogni coincidenza ha un ‘anima. Mahhh, ino ino ino, ma proprio ino.

    vedo che il link a Gualtieri se ne sparì, e vedo di rimetterlo ohibò (che carino Jovanotti lì accanto no??)- lei è così luminosa, calda, tenera, rigorosa, amorevole,,,e e e e

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  27. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Magnifica notizia: nel 2019 uscirà il seguito de I racconti dell’ancella, ah grazie Margaret!!

    Oggi: forza Ancelle, entrate con i vostri mantelli rossi e i vostri copricapi bianchi in tutti i consigli comunali.

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  28. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cristina, nel cellulare i video si vedono , su pc no.

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  29. Avatar Cristina
    Cristina

    vedi Edita ? a saperlo, ma perchè no, poi mahhhhhhh ??

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  30. Avatar camilla
    camilla

    @ ma non sarebbe bello almeno provare ad avere un co/lettore con cui condividere riflessioni e confronti. No?

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    Non vi ho ancora detto che qualche settimana fa ho terminato “Lettera al mio giudice” di Simenon: libro potente, scritto divinamente.

    Il condannato, scrivendo al giudice che lo ha condannato, ripercorre la sua vita, la sottomissione alla moglie, l’adeguamento della sua vita alle regole da lei imposte, che sono poi quelle della borghesia perbenista, e poi la passione ossessiva per una ragazza.

    È uno di quei casi dove la perizia dello scrittore ti fa sospendere il giudizio morale; è un femminicifio, ma tu sei così dentro alla storia che sei incapace mentre leggi di uscire dal racconto è fermarti a riflettere.

    Grande Simenon, grandissimo!

    Ciao,
    Mariangela

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  32. Avatar Cristina
    Cristina

    Camilla, in questa mia raggelata disperazione sto leggendo un giallo di Banville, in tuo onore, sperando in un qualche sollievo obliquo

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  33. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina spero cara che il malinconico ma indomito anatomo-patologo , dei gialli di Banville possa distrarti dal precipizio osceno ( non uso a caso questo aggettivo)in cui questo povero Paese , pieno di Lumpen, ricchi e poveri ma Lumpen, ci ha cacciati.
    Io comincerò oggi a leggere un Peter Cameron, scrittore raffinato , mite , dall’ animo gentile e elegante. Un abbraccio
    Cam

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  34. Avatar wwayne

    @Camilla: Quanto sta accadendo in Francia con i gilet gialli dimostra che il popolo ha ancora il potere di tenere sotto scacco i propri governanti. E così Macron, che solo poche settimane fa rimproverava aspramente un ragazzo perché l’aveva chiamato Manu anziché presidente, sta imparando a sue spese che ha fatto male, molto male a ritenersi un gradino sopra ai suoi compatrioti. Inizialmente li ha presi addirittura per il culo i gilet gialli (“Le persone che si lamentano dell’aumento dei prezzi sono le stesse che chiedono un’azione contro l’inquinamento dell’aria”, diceva sprezzante), ma adesso al signorino è passata la voglia di scherzare.
    Anche in Italia c’è del malcontento contro i nostri governanti, ma lo vedo sfogare soltanto dietro a una tastiera. Quando si tratta di fare una manifestazione, son sempre in 4 gatti, e non raggiungono neanche un centesimo dei risultati dei gilet gialli. Forse perché non ci mettono neanche un centesimo della loro determinazione. O forse perché il malcontento riguarda una fetta minima della popolazione, e la maggioranza degli italiani è invece dalla parte di Salvini e Di Maio.
    Ad ogni modo, anche questa minima fetta potrebbe raggiungere dei grandi risultati: come i gilet gialli sono riusciti a far rimangiare a Macron il suo aumento dei prezzi, voi potreste indurre Salvini e Di Maio a stracciare ognuno dei loro provvedimenti, se foste animati dalla stesso spirito indomito dei nostri cugini d’Oltralpe. Non avreste neanche bisogno di un leader che vi guidi: i gilet gialli hanno fatto tutto da soli, senza nessun trascinatore a fomentarli e coordinarli. Dimostrate ai governanti che tanto odiate che avete le palle anche voi, e che siete in grado anche voi di mettere i piedi in testa ai nostri politici. Potete cominciare subito, sabotando la mega – festa che Salvini ha organizzato per domani a Roma. Tutto questo lo dico contro il mio interesse, perché uno dei 2 governanti mi sta molto simpatico, ma preferisco mille volte una manifestazione a cui sono contrario che una sterile protesta virtuale.

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti

    Ho finalmente terminato “Perché questo è il brutto dell’amore” di Nicole Müller, rispetto al quale avevo anticipato la mia impressione positiva. Secondo me è un libro bellissimo, vero, vissuto, scritto in un forma originale; è un romanzo, perché romanzo rimane nonostante l’esposizione della storia avvenga per paragrafi puntati, che ci racconta dell’amore di due donne che convivono per quattro anni. Poi – e non anticipo nulla perché l’autrice stessa lo svela nella prima pagina – la donna che, per dare inizio alla convivenza, aveva lasciato assieme ai propri figli il marito, a poche settimane dalla sentenza di divorzio, decide di tornare da lui. A Nicole, l’io narrante, rimane il dolore dell’abbandono: da qui il titolo, il brutto dell’amore è che quando finisce si porta via qualcosa di noi.

    Molte sono le considerazioni profonde sulla vita, sull’amore e anche sulla scrittura che potrebbero essere estrapolate e godute come aforismi, questo potrebbe far pensare a una certa frammentarietà, invece no: l’autrice è brava, ci sono salti temporali, cambiamenti di scena, ma la trama rimane integra e la comprensione immediata.

    La cifra che maggiormente colpisce è la naturalezza con cui il tema dell’omosessualità femminile è trattato, e già questo è un merito che all’autrice va riconosciuto, visto che nel 1992 non era un argomento alla moda, anzi, era piuttosto scomodo parlarne. Mi viene quasi da definirlo (però non ho letto molto di letteratura lesbica quindi non so dire) il corrispettivo femminile di “Un uomo solo”, di Isherwood: non c’è militanza o rivendicazione, salvo quella di voler raccontare il proprio dolore per l’amore perduto.

    Saluti
    Mari

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  36. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian. Un uomo solo di Christopher Ischerwood e’ talmente splendido , la scrittura di Isherwood e’ raffinatissima, un grande scrittore pieni di pathos, insomma. se il tuo libro ha una qualche affinità con questo grande maestro , allora sei una scopritrice di talento eccezionale. Cam

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  37. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Camilla

    Camilla, non ho detto che Nicole Müller ha la medesima levatura letteraria di Isherwood (tra l’altro i loro stili sono diversissimi e non confrontabili), io ho affermato che questa autrice svizzero tedesca sa parlare dell’omosessualità femminile – tema allora scabroso – con molta naturalezza; penso fosse facile, ai tempi, cadere nei toni militanti o rivendicativi e noi lettori sappiamo che quando in un romanzo c’è molta militanza o ideologia, i personaggi rischiano di risultare ingessati e la storia mirata a dimostrare una tesi. In questo libro, “Perché questo è il brutto dell’amore”, tutto questo non c’è. Io ci ho trovato per contro molta sensibilità nel trattare il tema dell’abbandono, tema universale.

    Talent scout? Perché no, in fondo sta anche a noi lettori il recupero di qualche libro che, come ci siamo dette, per i più svariati motivi, non ha ricevuto ai tempi la dovuta attenzione. Non io, però, parlo in generale!!!!!!

    Ciao,
    Mariangela

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  38. Avatar Cristina
    Cristina

    1992, scabroso il tema dell’omosessualità femminile? ma scherziamo Mariangela? Dal femmminismno in poi se n’è scritto e parlato e letto parecchio.

    Ci sono Libreria delle donne in molte città, poetesse, scrittrici, attrici, registe… mah,,, a volte mi sbalordisci sul s erio. Conosci la casa editrice La Tartaruga? Laura Lepetit, tutto il gruppo delle Filosofe? Tutte lesibiche dichiarate dagli anni ’90 e forse anche prima. E gente di pensiero eh

    C’erano comunità gay e lesbiche da almeno 20 anni ovunque, due lesbiche erano o stavano per andare in Parlamento in Italia, in Svizzera poi sui diritti civili sono molto più avanti da tempo.
    Il riflusso è ora semmai, NON 25 anni fa.

    Isherwood è un grandissimo, non ci piove.
    Fra noi e la Svizzera e la sua letteratura ci sono le Alpi, quello che là è acquisito come diritto civile qui risulta stravagante. Paese bigotto, chiuso, soffocato, italietta meschina, altro che…

    e ora la marea nera ( ops loro la vedono in gilet giallo) monta anche nella mia douce France. Tremendo è il paese che non riflette su se stesso, non sa dove va e si consegna allo sbando violento.
    come vedete l’umore non migliora..neanche a leggere Banville

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  39. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Anche qui: non ho messo in dubbio che esistessero comunità lesbiche e intellettuali di spicco, lesbiche dichiarate da anni; ho definito “scabroso” il tema dell’amore saffico per dire che l’argomento non era scontato (scontato in letteratura, perché l’omofobia purtroppo esiste ancora) come lo è oggi.

    In generale, nonostante il riflusso, non si può negare che, negli ultimi 30 anni, la mentalità in merito all’omosessualità sia molto cambiata, questo è un fatto.

    Mari

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  40. Avatar EditaLara
    EditaLara

    “Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.” Re Lear

    per restare in ambito letterario..

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  41. Avatar luigi gavazzi

    Avviso: d’ora in poi sul blog saranno ammessi solo commenti relativi alla lettura e ai libri. Cancellerò ogni commento che vada oltre. Inutile che dica cosa mi ha indotto a prendere questa decisione. Mi spiace.
    A presto

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  42. Avatar Cristina
    Cristina

    Camilla, ho finito il Banville con l0’anatomopatologo senza particolare enusiasmo, fra l’altro si arriccia su se stesso e a forxza di colpi di scena in crescendo io mi sono anche un po’ annoiata. Non credo che sia questo il Banville di cui sei innamorata.
    Sono passata a Molto forte, incredibilmente viicino di Safran Foer- lui scrive in questo modo strepitoso, pungente, commovente, profondo, dentro il cuore di un bambino…
    ahhh che scrittore, che profondità ,che immensità

    Voglio, assolutamente voglio leggere Chandra Livia Candiani, so di averne bisogno.

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    Intanto questo su Chandra Livia Candiani, la cui purezza mi pare disarmante

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  44. Avatar camilla
    camilla

    @ cris. A me invece questa dolce signora che ha tante certezze e e’ curiosa della morte, mi mette una depressione assoluta. Il lavorio continuo della mente, infinitamente. complesso e complicato, dove nessuna verità , nessuna “illuminazione durano più di in lampo, e sfuggono a qualunque teoria,in un continuo incomprensibile caos.E in questo caos gli umani le bestie la vegetazione , nel caos tutto l’esistente gira a vuoto….trafitti da un raggio di sole ed è subito sera.baci. cam

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Camilla @Cristina

    Cristina, Camilla, vi prego, non arrabbiatevi: io sono così contenta di avere scoperto Nicole Müller, attingendo dal libricino di Luciana Tufani, (“Leggere donna: guida all’acquisto dei libri di donne”, E/O, 1994, 123 p.), che non resisto alla tentazione di mettere qui anche questo elenco di libri, non ditemi che sono out solo perché non sono libri recenti! Magari qualcuno lo conoscete e forse vi può attingere anche il visitatore che passi di qui per caso. Io ne ho già scelto un altro.

    Vi avverto, del volumetto di Tufani ho letto il capitolo dedicato alle scrittrici di lingua tedesca a ritroso, quindi non ho rispettato l’ordine cronologico:

    • Unica Zurn,” L’ uomo nel gelsomino”, La tartaruga 1980,240 p.

    • Christine Lavant, “La bambina”, Gallio, 1992, 61 p.

    • Luise Rinser, “Nel cuore della vita”, Mondadori, 295 p.195

    • Irmgard Keun, “Dopo mezzanotte”, Rizzoli, 1984, 140 p.

    • Irmgard Keun, “Gilgi, una di noi”, 234 p.

    • Annette Von Droste-Hulshoff, “Il faggio degli ebrei”, Marsilio, 1998, 242 p.

    • Franziska zu Reventlow, “Piccoli amori”, 119 p.

    • Franziska zu Reventlow, “Il complesso del denaro”, Adelphi, 1994,128 p.

    • Lou Andreas-Salomé, “Riflessioni sull’amore”, Eitori Riuniti, 1993 , 63 p.

    • Marie von Ebner-Eschenbach, “I baroni Gemperlein”, Trachida, 1994, 92 p.

    • Marie von Ebner-Eschenbach,”Bozena”, Artis, 1994, 191 p.

    • Else Lasker-Schüler, “La Terra degli Ebrei”, Giuntina, 1993, 167 p.

    • Else Lasker-Schüler, “La gatta rossa”, Sellerio, 71 p.

    • Else Lasker-Schüler, ”Il mio cuore e altri scritti”, Giunt, 1990, 253 p.

    • Gertrud Kolmar, “Susanna”, Essedue, 1992, 91 p.

    • Ricarda Huch, “L’ultima estate”, Garzanti, 1981, 145 p.

    • Ilse Aichinger, “La mia lingua ed io”, Ripostes, 1990, 121 p.

    • Ilse Aichinger, “La speranza più grande”, La Tartaruga, 227 p

    • Gertrud von Le Fort, “L’ultima al patibolo”; “La figlia di Farinata”; “La moglie di Pilato”, Massimo, 235 p.

    Ciao,
    Mari

    "Mi piace"

  46. Avatar Cristina
    Cristina

    bè sai cosa, Mari? hanno, queste scrittrici , dei nomi super affascinanti…Franziska zu…Unica Zurn, già questi che panorami semantici e geografico-sociali spalancano!

    Camilla! Chandra è buddista, quindi il lavorio della mente è il contrario, lei cerca il silenzio e la pace, e la meditazione questo è o divrebbe: fare spazio, al poco, al piccolo, all’infinitesimo, alla composizione…al tutto dentro tutto.
    Baci, Camilla, c’è più aria,ora…e si fa sera

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  47. Avatar camilla
    camilla

    @ cris. le religioni , buddismo compreso , servono per fare ordine nel disorndine.Lo spazio incommensurabile non si sottomette a regole. Beati i religiosi che spiegano l’ inspiegabile. Non è colpa mia !

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  48. Avatar EditaLara
    EditaLara

    CA-VO-LO !!!!

    Cechov è di una modernità stupefacente!! Sia nello stile che nei contenuti!

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  49. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian. Lou Andreas Salomè era una grande psicanalista. Musa di Nietzsche partecipò anche al grande saggio COSÌ PARLÒ ZARATUSTRA.

    HO LETTO SUOI SCRITTI BELLISSIMI ANNI FA.

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Editalara
    Certo, Edit, ne stiamo parlando nell’altro articolo, “Le carote di Cechov”, lo sai?

    @tutti @Camilla @Cristina
    Grazie, Camilla, lo terrò presente.

    Cristina, nel senso che dai nomi delle autrici che ho elencato ne evinceresti un’estrazione aristocratica ed elitaria?

    Ciao,
    Mari

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