I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

1.151 commenti

  1. Ho appena finito un libro di fantascienza molto interessante: “Futuro al rogo” di James Gunn. In questo libro si immagina una società in cui il popolo comincia a guardare con estremo sospetto le persone istruite, perché ritiene che usino la loro cultura per ordire dei complotti ai suoi danni: un politico (il senatore Bartlett) si accorge di questo clima ostile nei confronti degli intellettuali, e lo cavalca proponendo una legge che dichiari nemici del popolo tutti i laureati. La legge passa: a quel punto il protagonista del romanzo (il professore universitario John Wilson) prima inizia a girare per gli Stati Uniti sotto falsa identità, poi comincia a progettare una difficile fuga verso il Brasile, uno dei pochi stati al mondo ancora tolleranti nei confronti degli intellettuali.
    Questo libro è stato scritto addirittura nel 1956, e quindi l’autore ha previsto con 60 anni di anticipo ciò che si sta verificando oggi. Una parte del popolo si è fermamente convinta che alcune persone istruite (più precisamente i medici) abbiano architettato un complotto ai suoi danni per arricchire le case farmaceutiche, e quindi ha deciso di ribellarsi smettendo di vaccinarsi. E come nel caso del senatore Bartlett, anche in Italia abbiamo dei politici che, anziché riportare il popolo alla ragione, legittima o addirittura incoraggia le sue paranoie. James Gunn ha dimostrato una lungimiranza davvero eccezionale.

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  2. @Cristina ma, ma, ma.. io sono senza parole!!!!! ma ormai in questo Paese siamo fuori di testa! mi esprimo terra terra e senza fare l’intellettuale , non sia mai che si avverino pure le previsioni del romanzo di cui ha scritto Ww; ah il distopico! che filone potente e interessante, sempre così profondamente legato all’oggi anche quando parla di futuro, purtroppo.
    Sinceramente mi vien da piangere! per fortuna il nostro Presidente difende con grande forza la libertà di stampa.
    Fantascienza e distopie varie ormai sono nulla in confronto alla realtà, c’è da avere paura, anzi no, c’è da darsi da fare per riaffermare i Diritti Civili , e la letteratura e i gruppi di lettura in questo senso sono fondamentali!

    Negli ultimi mesi ho letto libri diversissimi per tematiche e forma, non riesco a parlare di tutti, ma vorrei segnalarne uno assolutamente pertinente : Valerio Calzolaio e Telmo Pievani: Libertà di migrare. Perché ci spostiamo da sempre ed è bene così ,Einaudi .
    Continua anche la mia lettura lenta di “Voci del verbo andare”, né romanzo, né saggio, più una cronaca informale, certo un libro profondissimo, che merita riflessione , quindi lento in senso buono.
    In pochi giorni poi, in vista dell’uscita della serie tv, ho letto i primi due romanzi de “L’amica geniale” ( sì , io i libri tanto acclamati li leggo sempre a distanza di anni, per non essere troppo influenzata dalla massa e per conservare un minimo spazio di scelta personale non dettata dalla moda e dal vortice promozionale delle grandi case editrici ). Devo dire che partivo prevenuta negativamente, in realtà sono romanzi interessanti, con personaggi ben delineati e originali almeno per la mia esperienza di lettura. Trovo che quel mondo , quella terribile condizione della donna, pur riferita agli anni ’50-’60, sia purtroppo tremendamente attuale.
    Ed ecco che proprio oggi leggo un articolo che mi prende tantissimo, che mi tocca e mi fa gridare di rimando: MA NON CI RICORDIAMO PERCHE’ SI SONO FATTE TANTE LOTTE PER I DIRITTI ???

    http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2018/11/13/aborto-avete-dimenticato-il-mondo-comera/

    Letteratura e vita sono indissolubili e ciò che più conta per entrambi è la Libertà .

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  3. @EditaLara: Il nostro presidente ha il grande merito di aver difeso la libertà di stampa, ma anche il grande demerito di aver parlato bene dell’Unione Europea. L’ha fatto non Domenica scorsa, ma la Domenica ancora prima. E non si è limitato a qualche parola vagamente elogiativa, è stata una vera e propria sviolinata: il mio Meravigliosa Creatura rivolto a Salvini in confronto era una critica. Quegli elogi erano così smaccati che mi avrebbero dato noia anche se fossi stato un europeista: spero che Mattarella li abbia pronunciati per calcolo e non per sincera convinzione, perché in tal caso avremmo a capo del nostro stato un uomo totalmente fuori dalla realtà. E non mi sembra il caso di Mattarella.
    Riguardo al distopico, sono totalmente d’accordo: se amo così tanto questo sottogenere della fantascienza è proprio per la sua capacità di saper leggere il presente e prevederne le conseguenze nel futuro. Evidentemente l’humus sociale su cui è fiorito il movimento novax era già intuibile decenni fa, e James Gunn ci è arrivato prima di tutti. Ci sono numerosi passi del suo libro che potrebbero essere pubblicati domani in un articolo sui novax, e non ci sarebbe bisogno di cambiare neanche una virgola.

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  4. @Ww apprezzo i tuoi post su letteratura e fantascienza, ma ti prego di non sparlare del Presidente Mattarella, nostro ultimo baluardo di civiltà, difesa dei Diritti , educazione , etica.
    Seguiamo l’indicazione di Luigi.
    Io ho parlato di attualità e diritti e letteratura, non scrivo apologie di questo o quello.
    ciao

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  5. @EditaLara: Luigi ha imposto solo di non elogiare Salvini. Inoltre, io ho criticato un’azione di Mattarella, ma non attaccherei mai lui, perché odio gli attacchi alla persona (e l’ho detto più volte).

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  6. @ ww. vedo che l’ubriacatura sui nuovi vincitori delle elezioni ( sono moltissimi, ma sono la metà. del popolo italiano…sobrio, solo la metà)
    Le tue critiche ridicole su Mattarella sono stupidissime, un uomo come lui , comunque, merita moltissimo rispetto. Vittima di mafia e profondo esempio di moralità e di coraggio civile tu devi lasciarlo stare. Accontentati delle meravigliose creature che tanto ammiri.
    La distopia in letteratura non la. ha inventata il tuo giallista, fu definita così nel 1880 da Stuart Mill e la letteratura di ogni Paese ne è. piena.
    Io non parlerò. più con te . da quando ti senti ” vincitore assoluto, asfaltatore gioioso ecc. ti trovo sgradevole . Auguri. cam

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  7. non c’è peggior sordo….ufffff. davvero deve ancora re intervenire Luigi?

    Ho finito ieri La signora della porta accanto di Yewande Omotoso,
    scrittrice nata alle Barbados e cresciuta in Nigeria. Lo cercavo da tempo e l’ ho comprato al Pisa Book Festival
    Inciso: però. è tollerabile che una casa editrice sia pur piccola metta fuori libri con decine di refusi gravi
    ??in questo caso si tratta della benemerita peraltro 22thand2nd, grrrrrrrrrrrrrrr

    Libro divertente, arguto e acuto. la trama è sostanziata sull’inimicizia e antipatia di due anziane signore 80enni, una bianca e l’altra nera, borghesi colte e vicine di casa nel Sudafrica post apartheid.
    Da fatti minimi, ma anche da eventi personali, la storia si dipana con una certa fatica all’inizio, ma poi il rapporto fra queste due vecchie agli antipodi – per storia, ideali, caratteri e pensiero – si incrocia e diventa una coabitazione vagamente ostile ma curiosa, dove l’umanità reciproca alla fine l’avrà vinta. Davvero un bel libro, intelligente e commovente a suo modo, soprattutto nella seconda parte, dove tutto sembra capovolgersi.
    L’Africa – ogni volta che mi capita di leggere la sua letteratura ( e la Nigeria in particolare) mi sorprende sempre e positivamente.

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  8. @Camilla: Come ho già spiegato nel mio commento precedente, non ho affatto criticato la persona Mattarella. E se non l’ho neanche criticato come persona, figuriamoci se gli ho mancato di rispetto. Ad ogni modo, il fatto che sia vittima di mafia è una sfortuna, non un merito.
    Comunque non sono un vincitore assoluto perché il partito che ho votato sta all’opposizione, e che io abbia un enorme talento nell’asfaltare gli altri non l’hai scoperto certo ora. E se questo ti è andato bene fino ad oggi, non vedo perché di punto in bianco ti sia diventato così insopportabile da indurti ad ignorarmi, proprio tu che avevi scritto più volte quanto fosse orrendo comportarsi in questo modo.
    Vedo che qualcuno (indovinate chi) invoca un nuovo intervento dell’amministratore. Luigi intervieni pure, espellimi anche se vuoi, non mi cambierebbe la vita.

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  9. dai , su , stiamo calmi che già tutto intorno infuriano le tempeste. Questo blog è un porto sicuro cui approdare e dal quale salpare .. non lo faremo naufragare !
    🙂

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  10. Ti ringrazio EditaLara. Anch’io ho capito che su questo blog non devono infuriare tempeste, e infatti non riesco neanche a ricordare l’ultima volta che ho asfaltato un membro di questo gruppo di lettura. Qualche volta critico un politico, questo sì, ma questo lo facciamo praticamente tutti: da quando si è insediato il governo gialloverde credo che non sia passato un solo giorno senza riferimenti diretti o indiretti alla politica.
    In merito all’attuale governo abbiamo delle posizioni diverse, questo sì, ma arrivare a chiudere un rapporto per divergenze politiche lo trovo davvero eccessivo. La libertà d’espressione va sempre difesa, e quindi non devono esserci emarginazioni né stigmi sociali di nessun tipo nei confronti di nessuno, compreso chi esprime un’opinione controversa e lontanissima dalla propria. Soprattutto nell’epoca post – #jesuisCharlie.

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  11. Ciao a tutti,
    per un progetto al quale sto lavorando, avrei bisogno di alcuni lettori – più sono meglio è – che siano disponibili a raccontarmi il loro punto di vista su cosa significhi per loro condividere con altri lettori le proprie esperienze di lettura e che affrontino anche la differenza fra condividere a distanza – nei commenti di un blog o su un social network – e condividere in presenza degli altri, come in un gruppo di lettura ma anche in situazioni meno strutturate come il parlare di libri davanti a un bicchiere con uno o più amici.
    Chi volesse partecipare può scrivermi a gruppodilettura@gmail.com – potremo procedere via mail o anche via telefono, se qualcuno preferisce.
    grazie

    ciao ciao

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  12. @tutti

    Ho finito “Il diario di Jane Somers” di Doris Lessing: meritevole, secondo me; pur non avendo questo lavoro la potenza dei “Racconti africani”, ha il merito di esplorare la realtà della terza età e dell’indigenza contrapposte al mondo luccicante cui appartiene la protagonista, giornalista di una rivista di moda. Forse risultano poco amalgamate al filone principale e poco compiute le vicende della collega più anziana (il marito ha una doppia vita e, d’un tratto, le chiede di seguirlo negli USA), quella della nipote e quella della giovane segretaria.

    È il tema, comunque, quello della vecchiaia, che dà il senso al romanzo. Il welfare inglese, ancora negli anni ’80, assicurava una rete assistenziale (aiuti domestici, pasti a domicilio e assistenti sociali) che poi, come sappiamo, è stata spazzata via dal liberismo thatcheriano. Il romanzo offre anche molti spunti di riflessione e ci impone di rispondere ad alcune domande su aspetti che riguardano l’età avanzata: meglio una vecchiaia indipendente, ma “poco pulita” (l’autrice non tralascia aspetti escrementizi della vita quotidiana della sua amica), come quella di Maudie, novantaduenne che fino all’ultimo rifiuta il ricovero, oppure una lunga degenza in un lindo letto di ospedale? Ancora, di quanto è peggiorata oggi la situazione? Oggi le famiglie sono spessolasciate sole e la vecchiaia crea nuova schiavitù: quella delle badanti straniere che si occupano dei nostri anziani.

    Nel complesso mi è piaciuto.

    Ciao,
    Mariangela

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  13. Mariangela, un libro potentissimo quello! altro che, un verissimo pugno nello stomaco. sferzante, duro ( poi la schizofrenia palese della donna è e resta un mistero , dolcissima e schiava di un’estranea, intollerante e distaccatissima dalla madre, almeno se la memoria non mi inganna).
    Più che la condizione della vecchiaia ( peraltro tematica pazzesca sul corpo, cosa di cui raramente i libri parlano, a me viene in mente solo Patrimonio, il grandissimo roimanzo di Roth sulla vecchiaia del padre , e La porta di Szabo’) è la psicologia di Jane a essere indagata, questa quasi suora laica che fa quello che fa…perchè?
    Lessing non è certo interessata a confronti sociologici, io non ho trovato domande imposte in questo senso ( la letteratura non è a questo che si rivolge a mio parere) ma a indagare l’animo umano. Jane si sottomette, dedica tutta se stessa a un’estranea. Cosa la spinge? qual è il rapporto fra le due donne? cosa cerca ? quale dolore, aspirazione, necessità alloggiano nel cuore di Jane?

    Nella tempesta fetente di questi mesi i libri sono sempre stati zattere, ma ora ho scoperto un autore che è zattera di valore e qualità:
    Luce d’estate ed è subito notte, di Jon Kalman Stefansson.
    Bellissimo, mi da fremiti di profondità e poesia come non mi aspettavo, aria fresca e pulita e scrittura alta.
    Ve ne dirò appena finito, ma sono già qui che scodinzolo.

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  14. Oggi Mattarella ha rilasciato delle dichiarazioni sull’Unione Europea di segno totalmente opposto rispetto a quelle che avevo criticato nei giorni scorsi: ad esempio, ha in pratica giustificato l’antieuropeismo, dicendo che, se è maturata una certa avversione nei confronti dell’UE, è stato perché l’UE è diventata un comitato d’affari che non garantisce a tutti i suoi figli le stesse opportunità. Ha detto che l’UE fa figli e figliastri, insomma, e purtroppo noi italiani siamo i figliastri.
    Ovviamente non adotterà mai i toni di Salvini, ma è evidente che nei 10 giorni passati tra quando Mattarella definiva la UE “la più alta espressione di amicizia e collaborazione tra i popoli” è avvenuto un suo deciso avvicinamento al pensiero antieuropeista. Solo gli stupidi non cambiano mai idea, quindi complimenti per la Sua conversione Presidente, e benvenuto tra noi: ha fatto la scelta giusta.

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  15. @tutti @CRISTINA
    Rispetto alla situazione di certi anziani di oggi, magari più vecchi della novantaduenne Maude del romanzo, ma ridotti a larve, quella descritta nel libro è una situazione quasi invidiabile: salvo che nelle ultime settimane, Maude pretende ed ottiene di rimanere a casa sua, incontinente, sporca, dipendente dall’aiuto altrui, ma nel suo nido, là dove è vissuta per più di trent’anni.

    Lessing inserisce diversi pezzi dedicati proprio al personale addetto all’assistenza e anche se non l’avesse fatto, non riuscirei proprio a leggere un libro su questo argomento senza fare il confronto con la realtà del mondo oggi, dove quello degli anziani è un problema che travaglia diverse famiglie.Senza trascurare che la medicina,nel frattempo, ci ha concesso di vivere più a lungo,ma non ha saputo salvaguardare la qualità della vita di chi, oggi, vive di più di una volta. L’attualizzazione del libro (chiamiamole pure “domande sociologiche) è a carico del lettore, non di chi scrive.

    L’evoluzione di Jane, donna in carriera che decide di sottrarre tempo al suo lavoro per occuparsi di un’anziana indigente, è proprio l’aspetto che secondo me, nel libro, rimane un po’ in sospeso, poco sviluppata. Così come rimangono a livello di abbozzo altri personaggi che pure presentano, in nuce, aspetti interessanti.

    Certo il merito di avere parlato della vecchiaia, negli anni ’80, all’autrice va riconosciuto.

    Mari

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  16. mmmmh Mariangela, sarà un caso che Doris Lessing abbia avuto un Nobel? Il libro sta tutto nella giovane donna, nel suo darsi – a mio parere. E’ lì l’autentico mistero dell’anima del libro, la sua strada per una santità o per un’espiazione forse…?

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  17. @@Cristina

    Di Doris Lessing ho di gran lunga preferito “Racconti africani” e “Racconti londinesi”, quelli sì da Nobel. Anche lì, difficile, leggendoli, non porsi domande sul colonialismo, sullo sfruttamento dell’uomo bianco a danno degli africani; improbabile, voglio dire, che al di là delle emozioni, anzi proprio grazie alle emozioni, il lettore attento non si interroghi sugli esiti, attuali, di oggi, che quella situazione ha prodotto.
    Mariangela

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  18. @ Marian la tua frase” la schiavitù delle badanti straniere”mi ha fatto davvero male.Fino a una quindicina di anni fa’ non sai forse cosa significava per noi donne con un lavoro trovarsi di fronte alla non autosufficienza di una persona cara.E qui tivoglio dire che non esiste una categoria degli ” anziani”,anziani siamo tutti come siamo handicappati fisici o psichici in quanto tutti siamo persone che da un attimo all’altro possono. perdere l’ autosufficienza. E diventa. necessario essere aiutati e assistiti.fino agli anni novanta le badanti straniere,non esistevano.Poi questi angeli , con un enorme sacrificio, sono venute a ” occuparsi ” di noi , vivendo accanto ai bisognosi di aiuto, nelle nostre case, con sistemazioni spesso scomode e troppo spesso guardate con sospetto.
    Io ho avuto bisogno di queste signore per molti anni perché. la mia mamma e’ sopravvissuta con la sua totale invalidità . Solo gratitudine e quasi sempre affetto profondo mi legano ancora ad altre donne che mi hanno aiutata , ognuna con la sua creatività, assumendosi compiti durissimi. Tutte con le loro nostalgie, sensi di colpa verso i loro figli ..eccetera. Solo grazie posso dire a queste sorelle di vita.
    Sono sicura che mi hai compresa.
    Per il resto sono molto d’accordo con tutto quello che scrivi. ciaociao Cam

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  19. Cam, Mari:
    Non esiste lo stato sociale perciò le badanti sono necessarie. Ce ne sono anche di italiane, fra l’altro. Ne conosco di bravissime, serie e dolci, ma anche di menefreghiste e un po’ sadiche. L’umanità dovunque è di tutti i colori. Certo spesso sono sfruttate, ma noi sfruttiamo tutti gli stranieri extra europei, e se si deve riflettere la riflessione impone uno sguardo ad ampio raggio, basta pensare ai campi di arance e pomodori e ai ghetti spaventosi di cui vogliamo ignorare l’esistenza.
    Gli ambiti della cura. bambini, anziani, sono sulle spalle domestiche delle donne, e a volte vengono trasferite sulle spalle di altre donne, che hanno famiglie e figli lontani.
    L’umanità avrebbe dovuto renderci più comprensivi e migliori accanto a queste persone, invece siamo incattiviti e feroci eaggressivi e violenti.
    Oggi a Pisa un ragazzo di colore è stato sbattuto violentemente giù da un autobus dal guidatore solo per aver chiesto come mai era stata saltata una fermata.
    Sono stravolta. Ogni giorno il baratro si fa più profondo e buio.
    Seguite Michela Murgia e quello che scrive ( su Morgana, su Facebook) , s erve. La disperazione anche serve, bisognerà riprendere la resistenza in prima persona, non solo dannarsi l’anima impotenti. Io non so come, ma è l’unica strada. E la lettura ci permette di esistere e resistere, fino a che ce la faranno fare (ribadisco, Cinislelo Balsamo è solo un segnale)
    Baci

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  20. Non ti dico speranza. Ma è speranza.
    Questa parola che ti porgo è niente,
    la sperde il giorno e me con essa. E niente
    ci consola di essere sostanza
    delle cose sperate. In queste lente
    sere di fumo e calce la città

    che mi porta s’intorbida nei viali,
    su battistrada di autotreni, muore
    fra ponti di bitume, fari, scorie.
    Qui sarò stato io vivo: e ai generali
    destini che mi struggono, l’errore
    che fu mio, e il mio vero, resterà.

    (FRanco Fortini)

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  21. @Cristina @Camilla

    Sull’argomento badanti, se ho letto bene, siamo in linea, mi sembra. Camilla, non ho capito quale frase possa averti ferita: senza santificare nessuno, e pur ammettendo che adesso una qualche forma di tutela sta sviluppandosi, non si può negare che queste donne siano perlopiù sfruttate e obbligate a tour de force incredibili.

    Non volevo offendere nessuno
    Mari

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  22. Mariangela, guarda, dipende. le tre che si sono occupate di mia madre non facevano tour de force e erano retribuite bene. Come moltealtre. Peraltro una ha pure rubato tutta l’argenteria. Quindi, insomma, dipende.

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  23. Dai cri ” L’ ARGENTERIA”” la triste meschinità delle Padrone di casa dei tempi passati, passati per sempre.Quando in casa arriva una ” sconosciuta” , straniera ( che a quei brutti tempi bastava che fosse di un altra zona d’Italia) era sempre una ladra potenziale. Spesso se succede un piccolo furto ( sempre molto pompato) da parte di una donna che viene a fare un mestiere orrendo, in posto sconosciuto, in una solitudine dove. mancano simpatia, affetto, dove ti senti una nemica, dove i soldi che ti danno sono sempre troppi per i padroni e troppo pochi per compensare il tuo sacrificio un piccolo furto o dispetto e’ una reazione di difesa.
    Chi viene a cercare lavoro , da lontano diventa un sorvegliato speciale, guai sbagliare.ecc. Tra un povero ragazzo che raccoglie pomodori, e una che viene a accudire una persona non autosufficiente non c’è differenza. Strano che ” le badanti
    non destino la stessa ( teorica) simpatia . Eppure sono quasi sempre donne .
    @marian io non ho mai pensato che tu volessi offendere. Comunque e’. difficilissimo capirsi.

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  24. Camilla, erano le cose della mia bisnonna, a me non importa nulla, per mia madre è stata una tragedia. Un furto è un furto, e basta. E ha trovato solo quello, quindi, non so, ma che mi vuoi dire? che è colpa mia se mia madre aveva dei vassoi e posate d’argento? o che ha fatto bene la ladra in questione? ma no, Camilla, è stata una stronzata. e comunque un furto non è uno sbaglio, è un’offesa alla persona disabile che stai accudendo e che si affida e fida di te. quindi fai tu
    uffff

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  25. Ho finito uno dei migliori libri letti quest’anno (credo di poterlo scriver, a questo punto di novembre). LUOGHI SELVAGGI di Robert MacFarlane edito da Einaudi. Il sottotitolo recita “In viaggio a piedi tra isole, vette, brughiere e foreste” e lì sta il succo del libro, che mi evita di riassumere il contenuto: 15 capitoli ognuno dei quali dedicato/intitolato ad un aspetto del paesaggio (palude costiera, crinale, via cava, faggeto..). L’autore, che è insegnante a Cambridge e alpinista, scrive assai bene e sa rendere tangibili le osservazioni che riporta dalle sue escursioni. Il testo è scorrevole, godibile, diventa facile immedesimarsi nelle peregrinazioni che seguono mappe bizzarre, interiori, mutevoli. Ogni esperienza ha un che di iniziatico, porta cambiamento e acuisce consapevolezza di sè in quanto parte delle forze naturali. Si viaggia per paludi, cime ventose, boschi dai colori cangianti, si osservano rapaci e lepri bianche. MacFarlane non è un semplice narratore-osservatore, non ha con la natura un incontro soltanto razionale o spirituale, ma fisico, perchè sfidando temperature rigide e climi inospitali nuota nei fiumi, dorme su laghi ghiacciati o in ripari di fortuna. Ci racconta di praterie, cieli che nello scorrere delle ore modificano i colori delle rocce, dei prati e delle profondità lacustri, di luoghi sempre più rari, ma necessari per riportarci alla nostra condizione umana più profonda e liberarci dal rischio di vivere da “termiti tecnologiche” per usare un termine suo. Ma non è tutto qui: dal’incontro con questi luoghi che miracolosamente resistono all’azione antropizzante dell’uomo, alla plastica e al cemento, scaturiscono ricordi di storie e personaggi singolari, e incursioni nella storia passata come la carestia in Irlanda della seconda metà dell’800, per fare un esempio.
    Ora vi suggerisco, quando potete, di farvi una passeggiata in un bosco, anche piccolo, e di osservare, annusare, ascoltare tenendo a mente questa riflessione che si trova verso la fine del libro “Quando si guarda un bosco o una foresta, si deve pensare al terreno come alla superficie di uno specchio, perchè il sistema sotterraneo delle radici può raggiungere la stessa ampiezza della corona aerea. Per ogni chioma visibile se ne deve immaginare un’altra, inversa e nascosta, avida d’acqua come la gemella lo è di luce”.
    Ciao a tutti e, se volete, leggete MacFarlane. Baci baci

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  26. @tutti
    In queste settimane ho letto il mio primo Maigret, di Simenon ho finito “Il cane giallo” e mi è piaciuto veramente: buona scrittura, gradevolezza di lettura, personaggi azzeccati. Mi sono trovata d’accordo con Anré Gide: questa non è letteratura popolare! Interessantissimo l’epistolario tra di due:

    ►Andre Gide, Georges Simenon ,”Caro Maestro, Caro Simenon: lettere 1938-1950”, prefazione di Marco Vallora, Archinto, 1989, XXX, 88 p.

    D’altro canto, che Simenon fosse un grande l’avevo già scoperto.

    Ciao,
    Mariangela

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  27. @Cristina tu tua nonna e i l’ argenteria non c’èntrano proprio niente, ovviamente. C’entra il fatto che bisogna renderesti conto degli squilibri di potere. Per favore non fare finta di non capire.
    Sennò e’ meglio che anche tu ti rilegga L’AIUTO. Che strazio!

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  28. @Mariangela Su Cechov ha scritto un dolcissimo saggio critico la Irene Nemirovskj .Morta per mano nazista alla stessa età del sui amato Cechov, lui il grande Anton morì giovane un anno prima della nascita di Nemirovskj. ciaociao Cam

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  29. Camilla, basta, ti prego, ma con chi credi di stare dialogando? tipare che non so come stanno le cose ? ecchediamine
    insomma, davvero a volte, guarda, cAM, davvero grrr sgrunt, blof sigh

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  30. Cara Cristina, sono dopo una medicazione in una saletta del mio dentista in attesa di riprendere la…connessione.Approfitto di questo momento per risponderti: le tue stesse parole avrei spesso voluto scrivertele anch’io ma sono un pochino meno impaziente di te perciò le dici prima.Quello che irrita e sia me che te e’ proprio la difficoltà , per altro reciproca, di attenzione , di pazienza, insomma una carenza ( ridotta , piccola)in un momento dove le nostre letture sono molto lontane tra loro e così. a me manca molto il confronto sul libro con un calo di comunione e intimità …dannose. Ti voglio sempre tanto bene, tantissimo. Cam

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  31. le nostre letture lontane e vicine, Camilla, è così a fasi alterne, no? ma tu La signora della porta accanto l’avevi letta noo?
    . Io reduce da gastroscopia, bè si vedrà dopo biopsia, ma almeno ho dormito e sentito niente! siamo tutte un acciacco e un malor, ohimè.

    Sto leggendo un romanzo di Rosa Montero, vista dal vivo a Pisa Book, lei simpaicissima e tosta, come scrittrice, insomma vabbè, anni fa avevo letto due libri suoi, è una tipetta simpatica, ma non grande letteratura purtroppissimo. Il libro qui medita sull’invecchiare. e una donna sessantenne si affitta un gigolò, mahh

    invece Stefanssnon ah quello, Camilla mia, se non lo conosci quello lo devi leggere, è un po’ frammentario ( alla Stoner diciamo),ma tanto tanto rasserenante e saggio, e buffo e profondo e moltoi riposante per l’anima. Di una tolleranza umana che avercene.

    Devo dire che sto rileggendo a spizzichi alcuni racconti di Cechov, di cui ero praticamente ignara. Sarà che la mia edizione BUR 1957 è un po’ datata ( si avete letto bene ahah) ma per ora non faccio salti per aria.

    Mariangela Simenon è un grande, lo abbiamo detto più volte, la dimensione del giallo peraltro lo penalizza.e lo stringe in un vestito troppo stretto ( gialli fantastici peraltro)

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  32. @tutti
    buongiorno dalla classe quarta.
    Stiamo guardando il film sul povero S. Cucchi, SULLA MIA PELLE.
    Niente da dire, se non che metà dei ragazzi non sapeva chi fosse!!!!
    Ma dico: “sti genitori?!?”
    Fatemelo dire. Lo so che le variabili sono tante. Ma fatemelo dire.
    Buona giornata.

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  33. @Dani carissima grazie ! I libri “sui libri” e i libri “sul viaggio” sono musica per le mie orecchie e cibo per il mio Spirito inquieto ed errabondo! Il romanzo di cui parli quindi è già in lista degli acquisti.
    E vedi che sincronia di tematica: sto leggendo , tra gli altri ( e consiglio davvero tanto), un libriccino piccolo nel formato ma grande nel contenuto che riguarda proprio la filosofia del Viaggio e in particolare della sosta.

    L’autore è Patrick Manoukian “ L’arte di perdere tempo. Piccola celebrazione della sosta.” ed. Ediciclo .
    Oltre al fascino di un autore dalla biografia ricchissima in quanto ad attraversamento del mondo e delle culture, leggendolo vi sto ritrovando una corrispondenza perfetta con ciò che significa per me il viaggio; non ne scriverò qui perché il tempo e lo spazio sono ridotti e meriterebbe uno scambio via à vis ma voglio condividere con voi la mia gioia nel trovare scritte parole che sembrano sgorgare direttamente dalle mie esperienze di viaggio e riflessioni profonde che richiamano una “nonchalance” ( termine che usa l’autore) e una lentezza di cui sento molto il bisogno e di cui tutti di questi tempi avremmo bisogno, per non fermarci sempre solo alla superficie delle cose, dei luoghi, delle persone..

    Altro piccolo romanzo che sto finendo è “La libreria” di Penelope Fitzgerald, qualcuna/o lo ha letto?
    È talmente strano e stranamente scritto che mi sta affascinando in modo del tutto inaspettato.
    La narrazione è assai fredda per i miei gusti, persino quando descrive il fantasma che sbatte le porte della vecchia casa della protagonista, donna vecchio stile e al contempo modernissima (la adoro); forse è lo stile britannico dell’autrice, ma nonostante ciò la trovo assolutamente godibile e ironica e ha il grande merito di avermi portato l’emozione dello stupore !
    L’autrice è nota e ha vinto qualche premio mi pare, insomma da consigliare.

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  34. P.S. @Cristina in arrivo dalla biblio e presto anche nelle mie mani i racconti di Cechov di cui nulla ricordo delle letture di taaaanti anni fa.
    magari ci confronteremo.

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  35. @Edita ciao. Sai qual è stato un merito di quel libro: aprirmi gli occhi anche in piccoli viaggi fuoriporta, ovvero le camminate che spesso faccio nella mia campagna per respirare un po’, scaricare tensioni.. e in questo periodo ne ho molto bisogno. Ora presto più attenzione ai particolari, ai cambiamenti stagionali, agli elementi. Si trovano sorprese anche in ciò che ci sta accanto e che a volte per la fretta non notiamo (diversamente dalla dimensione del viaggio in cui siamo più predisposti ad aprirci al nuovo e al diverso).
    Io mi segno invece il tuo libro 😘

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  36. la mia Biblio è sotto attacco, 3 persone in pensione non sostituite e 3 spostate di colpo ad altri incarichi in altri uffici. Proprio vero che la Lega della cultura non s a che farsene anzi la boicotta. Alla responsabile del personale è stato chiarito : ma così chi seguirà tutte le iniziative? ( per bambini, per la cultura del territorio etc etc)=. Bè vuol dire che non le farete, semplice.

    E non ci si può sedere per terra, o su un gradino pena multa. Andassero a farsi stra benedire

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  37. @Cristina: Non credo che la Lega abbia responsabilità dirette riguardo al pensionamento o alla ricollocazione del personale nella tua biblioteca. Probabilmente non sussiste neanche una responsabilità indiretta. E se anche fosse, te lo ripeto: gli avversari politici si smontano trovando qualcuno che “funzioni” più di loro, non attaccandosi a tutto pur di dargli contro. Anzi, così facendo gli si fa solo un favore.

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  38. Avvicinandosi la fine dell’anno e’ arrivato il momento di fare il punto sulle migliori letture.
    Vi segnalo LA FINE DEI VANDALISMI di Tom Drury uscito una ventina di anni fa e pubblicato sulla rivista New Yorker; primo romanzo di una trilogia ambientato in un paese immaginario (Grouse County) che a me ha fatto pensare all’elettorato trumpiano, ai capannoni abbandonati e fatiscenti, ai vasti campi coltivati a mais;
    inevitabile pensare alla fortunata trilogia di Kent Haruf e anche qui piccole storie minimali di provincia (il furto degli attrezzi agricoli, l’elezione dello sceriffo, il neonato abbandonato nel carrello del supermercato..)
    La vita scorre senza sussulti apparentemente noiosa e banale scandita dall’incalzare delle stagioni…
    Altre letture interessanti (di alcune ne avete gia’scritto quindi non staro’ a dilungarmi):
    RESTO QUI – M.BALZANO
    LE ASSAGGIATRICI – R. POSTORINO
    1947 – E. ASBRINK
    ZUCCHERO NERO – M. BONNEFOY
    PATRIA e ANNI LENTI – F. ARAMBURU
    OGNI RICORDO UN FIORE di Luigi Lo Cascio si proprio lui l’attore/regista che ha scritto questo libro non proprio facile (alcune recensioni hanno definito una scrittura “barocca”); duecentocinquanta incipit (alcuni di poche righe) come inizi di un possibile romanzo… io l’ho trovato delizioso…
    RICORDI DORMIENTI – L’ERBA DELLE NOTTI – NEL CAFFE’ DELLA GIOVENTU’PERDUTA – DALL’OBLIO PIU’ LONTANO – PEDIGREE tutti di P.Modiano che come avrete capito mi piace parecchio anche se sembra che scriva sempre lo stesso libro (la gioventu’ tra i bar di Parigi, gli amici malfamati,le donne giovani che si intuisce bellissime, una certa atmosfera da foto di Doisneau, i ricordi e il tempo che passa, la militanza e la guerra d’Algeria)
    Per ultimo una scoperta per me inaspettata: la poesia. Per anni ho evitato di accostarmi a questo tipo di lettura preferendo romanzi,saggi, novelle e fumetti ora anche se capisco probabilmente solo il 5% di quello che leggo mi piace l’accostamento delle parole, la musicalita’ e il ritmo che si crea. E quindi assalto in biblioteca dei bianchi volumetti Einaudi con le poesie di Valduga, Marcoaldi, De Luca,Gualtieri, Scarpa, Rosadini ecc ecc

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  39. Giulio, la poesia è un balsamo, è il sublime, è il privato è l’anima! bravo, lasciati andare

    Ti raccomando moltissimo Mariangela Gualtieri, magnetica e pura poetessa dell’essere e della tenerezza, Antonella Anedda ( tutto di lei) – e Wislawa Szymborska! la enorme poetessa polacca. Poi , più avanti, sotto con Fortini, Montale e…. via!

    Condivido con te molti dei titoli che hai scritto, e tutti i Modiano, di cui hai detto bene, una Pariig in bianco e nero, sottile, toponomastica, notturna e malinconica come un sogno

    Di Zucchero nero nulla so, ne scrivi qualcosa se puoi??

    ( ma che bisogno avete di fare i consuntivi, io non lo sento sto bisogno è sempre gennaio anche a dicembre per le letture…. vivaddio siamo sempre diversi, bene)

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  40. Ah che fine amara per la mi cara libraia Miss. Florence.
    Speravo in un finale ironico ma di riscatto, invece i più forti , ricchi, perbenisti conservatori vincono sempre. Eh, mi direte, sembra scritto oggi!
    Un piccolo libro davvero particolare in cui una donna non più giovane ha ancora voglia di mettersi in gioco, essere autonoma, cambiare un po’ le cose attraverso i libri, ma il suo paesello retrogrado non glielo permetterà; la sconfitta subita però a mio modo di vedere non è davvero sua, la sconfitta è della piccola comunità chiusa, che preferisce restare mediocre nel suo bozzolo.
    Cavolo potrebbe essere la storia di molti paesetti dei dintorni, compreso il mio.

    Di questi tempi ,poi, in cui le donne preparate e in gamba che “osano” fare scelte coraggiose e umanitarie vengono insultate dagli idioti o ridotte da giornalisti superficiali e paternalisti a mere ragazzine imprudenti perché giovani a cui fare la “ramanzina”……….. e non dico altro.

    Grazie Miss. Florence per il tentativo, mi ricorderò della sua audacia e ne trarrò ispirazione e grazie a Penelope Fitzgerald, “ La libreria” .

    *** ATTENZIONE SEGUE SPOILER ***

    “… prese il 10,46 per Liverpool Street. Mentre il treno usciva dalla stazione se ne stette col capo chino per la vergogna, perché la città dove era vissuta per quasi dieci anni non aveva voluto una libreria.”

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  41. @EditaLara: Anche a me è dispiaciuto molto l’articolo di Gramellini su Silvia Romano. Lo ritengo un frutto più o meno consapevole di una certa propaganda politica, che ha portato a identificare i migranti e i neri in generale come il Nemico. Di conseguenza chiunque collabori con loro, da don Biancalani a Silvia Romano, è perfino peggiore del Nemico stesso, perché ha tradito il suo popolo e quindi si meriterebbe un bel viaggio ad Auschwitzland. Accoglione infame, per te solo lame: questo il pensiero medio di chi è influenzato da tale propaganda. In questo processo Salvini ha avuto un ruolo enorme, e non ho problemi a riconoscere questa sua colpa.
    Purtroppo a fare da contraltare e da antidoto a tutta questa monnezza non c’è una propaganda di segno opposto altrettanto efficace: infatti dall’altra parte abbiamo la stucchevole retorica con cui una parte della sinistra vorrebbe convincerci che l’immigrazione di massa nel nostro paese è stata una gran botta di culo, e dovremmo festeggiarla unendoci tutti in cerchio a cantare We are the world.
    La verità? Sono demenziali entrambe le posizioni. Mi farebbe piacere che sul tema dell’immigrazione e degli aiuti umanitari si potesse discutere con equilibrio, evitando sia la visione manichea per cui noi siamo il bene e i migranti il male, sia quella altrettanto ridicola in base alla quale dovremmo stappare lo spumante per l’arrivo dei migranti, perché sono delle preziosissime risorse che ci pagheranno la pensione. Ma parlare di equilibrio in questo periodo storico, caratterizzato da un imbarbarimento e da un’incazzatura della popolazione mondiale con pochi precedenti nella storia, mi rendo conto benissimo che è pura utopia.

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