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I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi


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Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar Dani

    @Edita io ti suggerirei piuttosto GLI ANELLI DI SATURNO, più rappresentativo di Austerlitz della sua scrittura. Ti catapulta nel suo mondo fin dalle prime pagine e capisci subito se può piacerti o no. Io avevo iniziato con Austerlitz ma è con l’altro che l’ho compreso e mi ha conquistata

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  2. Avatar camilla
    camilla

    @ Dani forse trovo Austerliz speciale per una specie di ” clima” Proustiano, penso al magnifico Swan e al poderoso pulsare del tempo . Certo anche GLI ANELLI DI SATURNO e tutto il resto di Sebald e’ bellissimo. Nell’infinito Pantheon dei grandi Autori, femmine e maschi.ciaociao Cam

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  3. Avatar cristina
    cristina

    mah, Austerlitz l’avro’ letto? mi pare di si, però nella mia testa c’è il nulla. So’ vecchia e pure smemorata. Sob. Che periodaccio

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  4. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Editalara
    Non intervengo da settimane, non sono riuscita a scrivervi neppure una parola di incoraggiamento, il fatto è che è un momentaccio anche per me: vi basti che da quasi tre settimane non riesco a leggere romanzi. Comunque, coraggio!

    @Tutti
    Ho letto “Patria” di Aramburu, da voi tante volte citato. Che dire, a me come romanzo è piaciuto, salvo qualche rigidità in qualche personaggio, mi ha insegnato tante cose però mi rimarrebbe la curiosità di leggere dell’altro sui paesi baschi per vedere se proprio la questione possa essere posta in questo modo, da questo libro ne escono male, o meglio, io ci ho visto tanto fanatismo, dico la verità: radici, identità creano un mucchio di guai, secondo me.

    Non un brutto libro, comunque.

    Ciao,
    Mariangela

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  5. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, mizzica, non un brutto libro.
    O tu ti esprimi in modi a me alieni, oppure proprio abbiamo registri di passione, gusti e godimento diversissimi.
    Patria secondo me – e moltissimi più titolati di me, compresa Murgia – è il GRANDE libro del 2017, un quasi capolavoro.
    Credo davvero tu e io abbiamo gusti troppo diversi per trovare un minimo filo comune, Mariangela, e mi dispiace, sul serio dico, rispetto le tue scelte, ma non ci incrociamo mai sui giudizi, e quindi sui valori ( letterari e non) che stanno sotto ai giudizi. Non ti vedo mai emozionare ma solo cercare notizie. Mah, la letteratura è soprattutto altro, per me,è la poesia, lo stile peculiare, quella cosa detta in quel modo..

    Mi dispiace per il periodaccio che travaglia anche te. Mal comune mezzo gaudio però, è sempre stato un proverbio che trovo odioso.
    Forza , passerà, d eve passare.e che diamine, una avrà diritto a un po’ di requie. e fa sempre troppo caldo.

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  6. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @lle @miche bibliche
    Brave, bravissime.
    Tornare a studiare nella mia vita è stata una scelta radicale verso la quale mi sono avviata con molta umiltà.
    Mi capita di preparare degli esami addirittura con degli ex alunni (io vado a rilento e di conseguenza vengo raggiunta) ed è bello scoprire come l’AT sia davvero immortale e perciò dica qualcosa a ciascuno di noi a distanza di secoli.
    Carità, Amore e il loro significato in altre lingue, lingue antichissime, a volte morte, ma non per questo meno ricche di sfumature.

    Questa sera vado ad una festicciola: ex alunna ventiduenne che mi ha chiesto di non farle nessun regalo.
    E che poteva fare una prof di italiano???
    Prenderle Al faro della Woolf😂

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  7. Avatar cristina
    cristina

    Brava Jezz tesoro

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  8. Avatar wwayne

    @Mariangela: Se non degenerano nel fanatismo (come hai detto anche tu), la riscoperta delle proprie radici e l’attaccamento alla propria identità nazionale non sono affatto pericolose né negative, anzi. Nel secolo scorso questi temi sono stati un cavallo di battaglia dei regimi totalitari, e quindi ad alcuni treman le vene e i polsi solo a sentirli nominare, ma a mio giudizio ci vorrebbe un approccio più imparziale e rilassato nei confronti di questi argomenti.

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  9. Avatar cristina
    cristina

    a me piace nostra patria è il mondo intero, le radici e le origini, mah a che mi servono se non a volarne via e a diventare pià grande, comprensiva, tollerante, aperta? che miserie i confini ristretti, le identita’ piccine, i localismi gretti, la paura del diverso, che miseria.e che tragedia nascondono sempre.

    Ho letto Qoelet, sapevatelo ( ediz Paoline, ma mi rifiuto di leggere tutto il testo critico e analitico e il corredo a margine) e anche la lettera ai Corinzi. Per oggi sono stata fin troppo brava:

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Cristina, ma un po’ di tolleranza proprio mai?

    Mariangela

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  11. Avatar cristina
    cristina

    tolleranza? ma di cosa Mariangela? Tu dici la tua (diminutiva) su un libro che io – e molti – trovaNo strepitoso e io dico la mia. Non ho detto NULLA di offensivo, ho solo rimarcato le divergenze che ci vedono – praticamente sempre – distanti..

    ma sai che sei strana, a volte faccio proprio fatica a capirti. sic est

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  12. Avatar camilla
    camilla

    @ Mariangela so di mettere “il cul nelle peade” a dichiarare che la tua frase “radici e identità”possono creare un mucchio di guai ” la condivido in pieno. Io non ho voluto leggere PATRIA e a suo tempo ho cercato , senza successo,di raccontare una mia vicenda personale molto dolorosa. legata, appunto , alle tragedie che queste lotte fratricide per le radici e le identità portano inevitabilmente.
    Perciò trovo. più. che legittima la tua , per altro appena accennata, riserva non sul valore letterario del libro ma sulla scottante problematica che tratta. Certo che qui su alcuni libri, la critica e’ “pericolosa”. Apprezzo perciò la tua sincerità che sfida il rimbrotto. Del resto ww col suo commento gentile ti spiega quanto le radici e identità siano importanti, per lui. Io le temo moltissimo. ciaociao Cam

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  13. Avatar camilla
    camilla

    @ tutte/i. post scriptum.
    temo radici, patrie e tutte le religioni . Cam

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  14. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    Allora, vediamo se riesco a spiegarmi. Il libro “Patria” di Aramburo mi è piaciuto come romanzo in sé: la storia ha una sua tenuta, l’intreccio è più che buono e, ripeto, salvo qualche personaggio, anzi, con la sola eccezione di quello di Miren, tagliato giù con l’accetta, presenta protagonisti credibili e ben sviluppati psicologicamente. E questo va deddo chiaramente e subito. Nel caso di un libro del genere, però, io penso che proprio per la vicenda storica che propone, gli anni di piombo dell’ETA, difficilmente se ne possano sopravalutare i contenuti conoscitivi: a prescindere dal giudizio che mi sono fatta sulla questione basca (e qui ci sarebbe da discutere), a me ha spalancato una finestra su una parte di mondo di cui non sapevo assolutamente nulla e questo è un merito che al libro mi sento di riconoscere con gratitudine.

    @Cristina @Tutti

    Il libro di Aramburo meritava due righe in più rispetto a quelle che ero riuscita a spiccicare io ieri sera, in effetti, ma talvolta il tempo è tiranno. Ciò non di meno, io rimango sempre piuttosto sbalordita quando leggo giudizi così tranchant sul modo di leggere degli altri, sulle altrui finalità di lettura, proprio, sul modo di diversi leggendo, che è diverso in ognuno di noi in quanto molteplici sono i piaceri che dispensa la lettura. Cristina! Non leggiamo tutti alla stessa maniera e con gli stessi esiti, saremmo macchine da lettura, non esseri umani leggenti!

    @Camilla @Tutti
    Tu sei entrata nel merito, io prima ho voluto specificare (dammi tempo)

    Ciao,
    Mariangela

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  15. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela,
    le tematiche “conoscitive” ( in questo caso il nazionalismo fanatico dell’ETA con tutte le tragedie che ha comportato da ogni parte) sono una cosa, ma solo una parte di una creazione letteraria. Vedo che hai aggiustato il tiro e adesso in quanto dici mi ci ritrovo e riesco a accettare con tranquillità la tua opinione.
    Forse il tuo giudizio lapidario e stringato meritava di essere motivato.

    Certo che non leggiamo tutte/i allo stesso modo. Io quindi non faccio altro che prendere atto delle nostre – enormi – differenze ( e bisogni diversissimi). Non vedo quale sia il problema.
    E’ una critica? un’intolleranza? Ma no! Ribadisco: leggiamo in modo diverso – io sicuramente più emozionale e sentimentale e appassionato, e attento allo stile che a volte – se non sempre – secondo me è tutto.

    Se puoi spiegami cosa vuoi dire dicendo “il romanzo di Aramburu mi è piaciuto come romanzo in sè”.
    E come doveva piacerti diversamente? non riesco a capire.

    Camilla;
    so cosa hai vissuto con la tua amica basca. Prendo atto con delicatezza. MA secondo me hai fatto male a non leggere Patria, perchè avresti potuto motivare dal dentro qualcosa che non conosci, cioè il libro.
    Qui si parla dell’ETA, del suo operare nella vita delle persone per decenni, delle fiamme identitarie(giustissime inizialmente) e delle tragedie di una lotta alla fine perdente e fuori tempo, dell’ottica claustrofobica dell nazionalismo e del soffocante doverlo essere per forza a costo di essere ostracizzati ( ma anche delle torture spagnole ai militanti Eta eh).
    La magnificenza DI aRAMBURU è NON SOLO ESSERE UN GRANDISSIMO SCRITTORE MA LA SUA PIETAS verso tutti, assolutamente tutti gli attori di questa vicenda lunga e tragica..

    La riserva di Mariangela era sul libro, NON sulle tematiche, e il libro – ripeto, secondo me e non solo- è un grande libro, e coraggioso.
    Così è stato visto anche da tutte coloro che lo hanno letto, qui, e non sono poche.
    Ciao

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  16. Avatar wwayne

    Sto leggendo “The Store” di James Patterson. E’ un romanzo ambientato in un futuro distopico, in cui un sito di e- commerce si è capillarmente e subdolamente inserito in ogni settore della società, arrivando a controllarla sotto tutti gli aspetti. Uno scrittore si è accorto di tutto questo, ma sa che se denunciasse queste manovre senza un’esperienza diretta lo prenderebbero per un paranoico: di conseguenza si fa assumere come facchino dal sito in questione, e una volta infiltratosi dentro l’azienda comincia a raccogliere delle prove a sostegno delle sue teorie. Ad un certo punto i vertici del sito si accorgono del suo piano, ed è lì che cominciano i guai…
    Il sito in questione si chiama The Store, ma il j’accuse nei confronti di Amazon non potrebbe essere più trasparente. Vengono denunciati tutti i lati oscuri di questo colosso, dalla mania del controllo di Bezos alle condizioni disumane in cui fa lavorare i suoi dipendenti. Mi dispiace solo che Patterson non abbia avuto il coraggio di andare fino in fondo, lasciando inalterato il nome del sito. Ma forse è stata un’imposizione dell’editore.

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Prima di tornare a “Patria”, in particolare, scusatemi ancora una specificazione generale, perché se non ci capiamo su un punto è inutile continuare, secondo me.

    Tu non prendi atto “di bisogni diversissimi”, tu, come molti altri a questo mondo, tranci giudizi in base a convincimenti tuoi: è diverso; ti ho già scritto che giudichi le reazioni altrui in base alle tue di reazioni. I tuoi meccanismi mentali, che immancabilmente generalizzi, non sono gli unici possibili, ne esistono degli altri.

    Poi, se mi tornerà la voglia, vi scrivo perché “Patria” è un libro che mi ha fatto riflettere.

    Ciao,
    Mari

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  18. Avatar wwayne

    Adesso su Rai3 sta andando in onda una splendida intervista a Paolo Savona: vi consiglio caldamente di guardarla.

    #dallapartedegliitaliani

    #ocapitanomiocapitano

    #UEpuppacelo

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  19. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, non so, certo che io penso, e giudico in base ai miei convincimenti e alle mie predilezioni, credo che anche tu lo faccia, non vedo come si possa fare diversamente. Quindi prendo atto di diversità esistenti – con un certo stupore, che ammetto senza difficoltà.
    Ma è questo un giudizio negativo, o addirittura intollerante? a me pare di no, anzi sono proprio sicura di no.
    Camilla non ama tanti libri che io adoro, e io mi dispero , il suo cuore mi pare lontano, e non capisco come è possibile . e a lei capita lo stesso. Poi – magia e dono, a volte co-incidiamo, ci infiamma lo stesso libro e per le stesse ragioni e le nostre anime si toccano con intimità e conoscenza. e di questo ri-conoscimento a quel libro siamo grate per sempre ( vero Cam?)

    Io cerco (in letteratura) a b c d-
    Tu sembri cercare z f w o q.
    Bisogni e desideri inconciliabili, esistenti, legittimi ma diversissimi.

    Il mio è meglio? Per me – per la persona che sono io, oggi, si.
    Per te – per come sei, per i tuoi gusti esigenze etc, è meglio il tuo. Quindi ?
    Possiamo metterli a confronto?
    Non credo. o forse possiamo farlo solo su un libro, di cui io dico perchè a me piace e perchè consiglio di leggerlo e tu dici la tua.
    Ma in fondo, alla fine restano le visioni del mondo e i gusti divergenti.
    Se a me emoziona – fino alle lacrime LA PIAZZA DEL DIAMANTE o PATRIA, che quindi coinvolgono fibre intimissime del mio essere al mondo – e a te no, che ci si può fare ? ti voglio bene lo stesso, in tutta la tua diversità e misteriosità, cara amica divergente.

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  20. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Ciao , mi intrometto solo perché Patria l’ho letto da poco.
    D’accordo ovviamente con Mariangela che ognuno legge a modo suo, altrimenti non si può fare, ma capisco la reazione di Cristina per il giudizio molto freddo di Mariangela; Patria per me è un romanzo magnifico e profondissimo, davvero pieno di Pietas ( nel senso latino ) e scritto in modo originale ma mai troppo sopra le righe. Fate attenzione, non è un saggio o un approfondimento storico sul terrorismo basco, non cercate di conoscere quelle tragiche vicende in Aramburu, il suo romanzo avvicina a quel tragico periodo, instilla la curiosità di conoscere di più e cercare oltre, risveglia il triste ricordo di quegli anni, ma non può e non deve insegnare nulla a riguardo, non è suo compito.
    Quanto ai personaggi , secondo me sono calibrati perfettamente, creati e voluti esattamente così; sono talmente “veri” che per settimane hanno continuato ad accompagnarmi , a commuovermi, irritarmi, farmi arrabbiare,impietosirmi, accendermi, confondermi, emozionarmi. Ed ecco raggiunto lo scopo del romanzo.

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  21. Avatar cristina
    cristina

    Grazie, Editalara, hai detto le parole che non riuscivo a dire.

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  22. Avatar cristina
    cristina

    Romain scusate…

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  23. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    questa ve la devo raccontare.
    Vi dicevo che ho regalato alla mia ex alunna AL FARO.
    Ne prendo in mano una copia e comincio a rileggerlo.
    Scopro che non l’ho mai letto!!!!
    Certamente è “colpa” del mio lavoro, sono continuamente sollecitata da trame e contenuti narrativi.
    Ma magari è capitato anche a voi… o sono solo io la storditella????

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  24. Avatar cristina
    cristina

    Càpita, càpita ( Al FARO è bellissimo!!!). a me capita pure il contrario penso di non aver letto/visto ( perchè smemorata sono da siempre), leggo o vedo e poi dopo un po’, ma come, ma forse, ma dai l’ho già letto/visto, e nemmen un’ombra di ricordo. c’è roba che mi passa addosso come lisciva, senza lasciare traccia alcuna. la memoria l’è una roba strana va’
    .

    Vado a farmi togliere la cosetta dal naso, 25 settembre, era pure il compleanno della mia mamma, e qua intorno il monte brucia forte, povero paese, sempre disastrato, socialmente, geologicamente, politicamente. Irrecuperabile, mi pare, e con personaggi che nemmeno i cessi potrebbero pulire eppuyre stanno al governo, o nei ministeri o nei portavoci. bleah, ma come è stato possibile? Si lo so la scuola, la scuola, i libri, i poteri occulti, neri, sottobanco, la corruzione, l’illegalità.. le mafie, quinto mondo, guerre fra bande e ignoranza a gogo. uffff

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  25. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cristina spero tutto al meglio per la tua salute. un pensiero positivo e very strong per te.
    Dici cose vere purtroppo , è così, da più di cinquant’anni. Chissà se c’è speranza..a volte sembra di no, ma forse sì..
    “Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle.”
    Notte a tutti

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  26. Avatar wwayne

    Noi italiani siamo le stelle. Lo siamo dai tempi di Roma caput mundi, e anche in seguito non ci siamo fatti mancare niente in nessun campo, dagli splendori culturali del Rinascimento alle esplorazioni geografiche dei nostri navigatori. Tutt’oggi abbiamo una cultura eccezionale: lo dimostriamo ogni volta che vengono banditi dei concorsi per l’insegnamento (sono sempre durissimi, eppure li superano in molti), e lo vedo ogni giorno sul posto di lavoro.

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  27. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Ww che “noi italiani siamo le stelle” ah ah magari!! Il tuo appassionato nazionalismo mi fa tenerezza perché , per la maggioranza degli italiani, è di certo malriposto purtroppo. Siamo stati grandi artisti, inventori, scienziati, astronomi ecc, ma è un passato talmente remoto che ormai nemmeno ce lo meritiamo più.
    Ora regna la mediocrità, l’ignoranza, la ristrettezza mentale quasi ovunque.
    Lo dico a malincuore.
    Poi sai che non voglio approfondire tematiche politiche in questo blog, il discorso potrebbe essere lungo e interessante ma di persona non coi post.
    Ti auguro una buona giornata con una frase meravigliosa di Frida che ben mi rappresenta:

    “Non far caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini…”

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  28. Avatar wwayne

    @EditaLara: Ho già scritto in passato che nazionalismo e orgoglio nazionale sono concetti da tenere ben separati. Il nazionalismo oltre all’orgoglio nazionale implica anche un’aggressiva volontà di prevaricazione sugli altri popoli, o quantomeno un pericoloso senso di superiorità rispetto ad essi; l’orgoglio nazionale invece è un concetto totalmente privo di queste sfumature negative.
    Mi spiace inoltre che tu abbia buttato in mezzo la politica, come se l’orgoglio nazionale dovesse essere per forza appannaggio di una sola parte politica, quando invece dovrebbe riguardarci tutti.
    Mi dispiace ancora di più che tu ti accodi a quanti reputano gli italiani degli ignorantoni indegni del loro passato: se rileggi la parte finale del mio commento, capirai che anche oggi siamo un popolo di cervelli sopraffini e di eccezionale cultura.

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  29. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Ww sì vero che nazionalismo e orgoglio nazionale sono due concetti diversi, ovviamente mi riferivo al secondo per quanto ti riguarda.
    Per il resto purtroppo confermo che la mediocrità va per la maggiore, e i cervelli migliori li lasciamo fuggire.
    Ciao

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  30. Avatar cristina
    cristina

    Cara Edita,
    il popolo col peggior livello di istruzione e il maggior abbandono scolastico dei tutta la zona EU. analfabestismo funzionale al 70 percento. La maggioranza non solo non legge, ma non sa capire un bugiardino o un foglio ufficiale di richiesta documenti.

    Mah, sarà che ho l’occhio pesto ma vedo nerissimo sui giovani italiani e sugli italiani in genere, che ritengo caprette rancorose e pappagalli preso al laccio dello slogan ( cattivo) urlato più forte.

    Certo qualche persona colta e intelligente qua e là c’è, ma la maggioranza pensa e agisce come al bar di casa, sbragato e ruttante, e ora pure legittimato da un governo inverecondo, incapace e paranazista che con una comunicazione infantileggiante e violenta soddisfa i peggiori istinti ( ma verrà il nodo al pettine e amaro,per tutti). Fare del male agli ultimi dà soddisfazione miserabile e immiserisce. Siamo tutti miseri in questo paese,nemmeno la carta dei diritti dell’uomo si riconosce.

    Grazie per la citazione di Frida, luminosa.
    Oimmei

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  31. Avatar wwayne

    Ho cercato delle conferme riguardo ai dati sopra citati. Riguardo all’istruzione siamo non gli ultimi, ma i penultimi dell’area EU (fonte: http://www.avantionline.it/2018/07/istruzione-in-europa-noi-in-fondo-alla-classifica/#.W6uFhmgzbIV). L’analfabetismo funzionale è non al 70, ma al 28% (fonte: https://www.investireoggi.it/economia/la-classifica-dei-paesi-piu-analfabeti-funzionali-triste-primato-dellitalia/).
    Sono invece totalmente d’accordo con Cristina riguardo all’atteggiamento sbragato di molti italiani. E vi dirò che la maggior parte degli abbandoni scolastici è dipeso da questo: molti ragazzi si ritirano non tanto per scarsa voglia di studiare o per limiti intellettivi, quanto per la loro assoluta incapacità di convivere civilmente con professori e compagni in un contesto scolastico. Di conseguenza la loro presenza viene tollerata molto a fatica fino al fatidico traguardo dei 16 anni, raggiunto il quale è l’alunno stesso a scappare a gambe levate dalla scuola.
    Ci sono poi quelli che invece a scuola ci vegetano il più possibile, perché voglia di studiare ne hanno poca, ma voglia di lavorare ne hanno proprio zero. Generalmente però loro non creano problemi: si limitano a scaldare la sedia, e ad osservare il professore con lo sguardo apatico e disincantato di chi pensa “Sempre meglio che lavorare.”

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  32. Avatar camilla
    camilla

    @ww certo che sarebbe importante se la scuola, e gli insegnanti devono essere la parte attiva, militante direi, appassionata, dove lo scopo è quello di aiutare i giovanissimi a ” diventare” cittadini dignitosi, colti, preparati a partecipare a costruire attivamente una società consapevole, evoluta, informata,capace di scegliere e di pensare come cittadini del mondo, curiosi , attivi., critici. aperti ad accettare ogni ” diversità” senza stupidi pregiudizi.
    Continuare a lamentarsi della pochezza dei più giovani limitandosi a criticarli e disprezzarli e’ facile e vile. Ci sono tanti insegnanti molto preparati e molto. creativi
    , che. riescono a fare…miracoli, applicare i programmi creano donne e uomini cittadini del mondo.Il destino di un Paese è. affidato agli insegnanti. Che devono essere capaci e fieri di un compito che può essere magnifico e cambiare un Paese di cialtroni.

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  33. Avatar wwayne

    @Camilla: Concordo con te quando dici che noi professori abbiamo una grande responsabilità a livello di formazione umana prima ancora che culturale. Da applausi anche il punto in cui dici che deplorare la pochezza dei più giovani e degli italiani in generale è una lamentela fine a se stessa. Tra l’altro, come ho già detto, questa pochezza semplicemente NON ESISTE. Abbiamo un sistema scolastico inferiore ad altri paesi europei (questo lo dicono i fatti), ma restiamo dei GIGANTI a livello sia di intelligenza che di cultura. E anche questo lo dicono i fatti.

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  34. Avatar cristina
    cristina

    occhio violaceo e gondio, l mondo lo vedo a metà, forse è meglio ahah

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  35. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina riposati cris, questi ” piccoli interventi”,e’ vero che passano presto, che tra pochi gioni sarai come nuova e tuttavia si prende una mazzata.Lo so per esperienza che ho avuto qualche anno fa’ . Tutto bene ma ricordo un periodo post intervento in cui mi sono sentita …sfinita anche se avevo ripreso la mia normale routine. Forse la psiche era ancora arrabbiata: certo e’ che ho avuto un po’ di giorni e notti dove volevo solo dormire e mi sentivo un sacco pieno di segatura. Perciò trattati bene.
    A proposito di Patria ( che almeno si chiamasse matria…) ti assicuro che non ho POTUTO leggere quella storia. Ci sono ferite “patriottiche ” che sono catastrofiche per gli esseri umani : io non leggerò mai un libro che si chiama Patria.
    Invece ti ridò gli estremi di un libro dove la diversità, l’ arte la poesia, la purezza dei sentimenti e un pizzico di magia, dove il grande Auden, giovanissimo insegnante per sopravvivere, povero in canna ma grande anima ricchissima, permette a Polly Clark
    di scrivere una storia magnifica.Il titolo è LARCHEFIELD, la casa ed.
    ATLANTIDE.Da tanto non leggevo un romanzo così , così, speciale. Ti abbraccio. Cam

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  36. Avatar cristina
    cristina

    come vuoi tu Camilla

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  37. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Camilla, appena acquistato Larchefield! lo leggerò , per ora tempo poco.
    “Voci del verbo andare ” è davvero promettente, come ha detto una amica è un vero “nutrimento” per mente e anima.

    Vi posto un articolo che ho trovato bellissimo !!!

    https://www.iltascabile.com/letterature/letteratura-infanzia/

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  38. Avatar wwayne

    Ieri sera stavo ascoltando Radio 105: dalle 18 alle 20 va in onda “A me mi piace”, e mi fa spanciare dalle risate tutti i giorni. Proprio quando stavo per spegnere la radio e uscire dall’auto, una splendida notizia è giunta alle mie orecchie: Marcello Foa, sovranista più di me (ed è tutto dire), era diventato il nuovo presidente della Rai. Ho provato profonda gioia per quest’uomo che ha avuto il coraggio di assumere una posizione impopolare, non l’ha rinnegata per agguantare più facilmente una poltrona, e alla fine ha visto ripagata la sua coerenza con un incarico pienamente meritato e proporzionato alla sua grandezza umana.
    Oggi pomeriggio un’altra delizia: il premier Giuseppe Conte ha fornito un’ulteriore legittimazione a noi sovranisti, dichiarando: “Il sovranismo è in Costituzione, la sovranità appartiene al popolo.”
    Ma la soddisfazione più grande è arrivata questa sera: abbiamo disintegrato la legge Fornero, che ha costretto tanti esodati a rimanere in un limbo angoscioso e logorante per anni interi, e adesso potranno finalmente ottenere anche loro ciò che gli spetta. Per non parlare poi del reddito di cittadinanza, degli investimenti per le scuole e di tanti altri provvedimenti che mi hanno fatto sciogliere per la commozione soltanto a sentirli dire.
    Naturalmente al telegiornale c’era un commentatore che, anziché evidenziare gli effetti positivi di queste sospiratissime decisioni, ha pensato bene di tirare fuori il vecchio ritornello “Arriva il default! Arriva il default!”. Avreste dovuto vedere con che occhi spiritati diceva di temere come la morte le reazioni dell’Europa. Ovviamente quando ha detto così la mia soddisfazione è salita alla stelle: per me l’Europa è il male assoluto, quindi qualsiasi cosa irriti l’UE a me anziché timore instilla soltanto un infinito senso di beatitudine. Noi sovranisti proviamo per l’UE lo stesso immarcescibile odio che provavano gli indiani d’America per i bianchi: come loro siamo in minoranza, siamo più deboli e forse perderemo, ma prima di allora ci godiamo fino in fondo ogni duro colpo che riusciamo ad infliggere al nemico, e neanche la consapevolezza delle possibili ritorsioni può sporcare la nostra gioia. E’ inutile agitarci sotto gli occhi lo spettro del default, perché noi italiani non siamo così codardi e materialisti da rinunciare a dei provvedimenti giusti e favorevoli per paura di pestare i piedi a qualche alto papavero. E infatti le immagini dei telegiornali e le reazioni sui social parlano chiaro: gli italiani sono in piazza a festeggiare, non a casa loro a tremare per le possibili vendette dell’UE. Sanno che ci saranno delle ritorsioni, ma il loro infinito coraggio li porta a godersi lo stesso questo momento indimenticabile. Quanto orgoglio nell’appartenere a questo grande popolo.

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  39. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Breve sfogo di amarezza estrema.
    Questo pseudo governo incompetente e incapace ci affonderà. povero Paese, poveri giovani, poveri noi e povera mia figlia senza futuro.

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  40. Avatar wwayne

    @EditaLara: Rispetto il tuo punto di vista.

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  41. Avatar cristina
    cristina

    come darsi la zappa sulle palle e essere contenti. Lo sfascio è dietro l’angolo, anzi fra di noi, io questi qui…no, non lo dico. Nutro pessimi sentimenti di cuore e di testa,e ho un occhio messo super male con ematoma viola e problemi ( derivanti dall’operascion di martedi). Un paese in balia di una manica di irresponsabili miopi e con uno stile da bar sport che nemmeno in paesini della bassa.
    Altro che :miserabili. ne parleranno sui libri di storia col disprezzo dovuto agli sfascia paesi.dittatorelli del super put.
    pfui, bleah, sciò

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  42. Avatar wwayne

    Dalla prima pagina del Fatto quotidiano di oggi:

    “Vorrei capire come sia possibile che tanti uomini… talvolta sopportino un tiranno solo, che non ha altro potere se non quello che essi stessi gli accordano, che ha la capacità di nuocere loro solo finché sono disposti a tollerarlo, e che non potrebbe fare loro alcun male se essi non preferissero sopportarlo anziché opporglisi… Sono i popoli stessi che si lasciano incatenare, perché se smettessero di servire, sarebbero liberi. È il popolo che si fa servo, che si taglia la gola da solo, che potendo scegliere tra servitù e libertà, rifiuta la sua indipendenza e si sottomette al giogo… Il padrone che vi domina ha solo due occhi, due mani, un corpo, niente di diverso dall’ultimo dei cittadini… salvo i mezzi per distruggervi che voi stessi gli fornite… Decidete una volta per tutte di non servire più, e sarete liberi.” (dal “Discorso sulla servitù volontaria” di Étienne de La Boétie)

    Ieri è stato il giorno in cui ci siamo liberati. Il giorno in cui abbiamo deciso di spezzare le catene che l’UE ci aveva stretto attorno, e di smettere di assumere un atteggiamento servile nei suoi confronti. L’UE voleva imporci un deficit che non superasse il – 1,6%, e noi per tutta risposta le abbiamo schiantato sul capo un bel – 2,4%. A Bruxelles non saranno contenti? Un motivo in più per farlo.

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  43. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    “Denti bianchi” di Zadie Smith è un libro che mi è piaciuto e che consiglio a cui, però, non posso attribuire i pieni voti. È sicuramente scritto in modo divertente, scanzonato e riesce a far ridere, in certi punti, però, si avvicina un po’ troppo alla farsa. Dico subito che “Swing time”, della stessa autrice (sempre sui temi dell’emigrazione e del meticciato), mi è parso in questo senso più equilibrato, meno brioso, più doloroso e sofferto, questo sì senz’altro, ma anche più autentico.

    I motivi delle mie remore sono in parte, lo riconosco, molto soggettivi, quindi opinabilissimi, il primo però, a mio parere è incontestabile: per me c’è una falla nella trama: uno dei gemelli, figlio di emigrati dal Pakistan in Inghilterra, viene rispedito nel paese natale per motivazioni (recupero tradizioni e radici) che ho ritenuto poco credibili. Questo per me è stato un grumo irrisolto che già a cento pagine dall’inizio mi ha tagliato le gambe.

    Per molti aspetti, inoltre, e qui arrivo ai motivi puramente personali che hanno inficiato il mio giudizio, questo romanzo aveva, come dire, dei termini di paragone illustri che, inevitabilmente, lo schiacciavano ai miei occhi al secondo posto di qualcos’altro; uno dei protagonisti parla spesso di un suo antenato, un sepoy responsabile della famosa rivolta antinglese, questo è una sorta di recupero della storia dell’India in termini postcoloniali e il mio pensiero andava immediatamente a “I figli della mezzanotte” e, manco a dirlo, competere con Sulman Rushdie rischia di essere una lotta impari. Tutto il discorso dei capelli stirati e “occidentalizzati”, pratica a cui si trova a ricorrere una delle ragazze, di origine giamaicana, trova nel mio cervello un confronto con la stessa questione trattata in “Americanah”: vince Chimamanda Ngozi che ne dà una interpretazione meno gridata. Insomma una serie di fattori, non ultimo il fatto che a 80 pagine dalla fine l’autrice sembra arrampicarsi sugli specchi faticando a concludere la sua storia, mi fanno dire che sono contenta di averlo letto, ma, per le recensioni che avevo visto, tutte encomiastiche, pensavo meglio.

    Ciao,
    Mariangela

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  44. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @ Mariangela
    L’ho iniziato due volte e mai finito. Ti dirò che quella di rinviare i figli nel Paese natale è una pratica diffusa, anche tra gli stranieri residenti in Italia. Quindi quella potrebbe essere una nota realistica.
    Devo tentare per la terza volta…

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @marian. sapere cosa si legge. DENTI BIANCHI e’ stato scritto molti anni fa, credo opera prima di Z S molto giovane. Nessuno ne parlò come di un libro importante e certo e impossibile metterlo vicino a grandi libri come I FIGLI DELLA MEZZANOTTE, tanto meno a l’ attuale , grande kimamanda. Un minimo di “storia” di ogni libro e’ necessaria per farsi un idea di cosa si sta leggendo.
    Molti anni fa lessi denti bianchi come un romanzo carino e Basta. Mi chiedo come mai salti fuori adesso , e venga paragonato a opere assai maggiori . Ad esempio. il bel romanzo GLI EREDI DI UNA SCONFITTA, di Kiran Desai ( anno 2006) Booker prize, ecc. Insomma Denti bianchi non ha mai avuto ambizioni simili. ciaociao

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  46. Avatar cristina
    cristina

    una fra le tante critiche giuste e inoppugnabili. Che poi, ce l’avessero uno straccio di lavoro, sti poveri giovani sulle cui spalle si mette sciaguratamente tutto sto carico. Povero paese, e chi viene bistrattato, plaude. Assurdo ma vero. Non un euro a creare più lavoro, tutela ambientale, paesaggio, infrastrutture, terremotati. Niada de nada, solo condoni fiscali e assistenzialismo. poveri scemi chi ci crede

    Hanno deciso di portare l’Italia alla rovina.
    Il debito aumenterà e costerà di più. Gli italiani prima o poi dovranno pagarlo, obbligati a finanziare la campagna elettorale per le europee a Salvini e Di Maio, governanti irresponsabili stretti da un patto di potere, interessi e valori.
    Si poteva decidere lo stesso di cambiare la Fornero e di combattere la povertà, facendo pagare i ceti alti e mettendo una patrimoniale per i più ricchi e sui grandi capitali. Si poteva decidere anche di far crescere gli investimenti e il lavoro, di finanziare di più sanità, scuola e ricerca, puntando sul futuro.
    Invece si è scelto di mettere la flat tax, favorendo i più abbienti, e di fare un ennesimo condono per gli evasori.
    Il governo del cambiamento spende a gogo denaro che non possiede, come i peggiori governi democristiani della prima repubblica.
    Su questa strada l’Italia finirà come la Grecia; a pagare di più saranno i giovani, i lavoratori, i ceti medi.
    La finanziaria del popolo, purtroppo, danneggerà soprattutto il popolo.”

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