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I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar cristina
    cristina

    Ho riletto per il mio Gdl il libro di cui avevo già parlato di Majgull Axelsson svedese – NON MI CHIAMO MIRIAM Iperborea.
    Bel libro, storia fortissima di una ragazzina rom che dopo 2 campi di concentramento riesce a salvarsio solo grazie al fatto di farsipassare per ebrea con la stella gialla, altrimenti nella civile svwezia degli ani 45 non sarebbe stata accolta.
    La sua vita è una menzogna fino agli 85 anni, una rimozione continua della sua identità per poter vivere e bene nella Svezia comunque razzista e antirom degli anni 50 e dopo.

    Ma le pagine più forti e dure sono sui campi, sulla fame, sulle percosse sulle torture, sulla morte ovunque intornop. Duro, ben scritto, un libro che spaventa e intenerisce al tempo stesso. Un’opera che vuole fare memoria, come dice l’autrice, visto che i testimoni stanno tutti sparendo.Il perbenismo borghese è messo così in evidenza da essere palpabile e tangibile oltre ogni dire. Ed è lo stesso che la salva, una contraddizione ficcata nel cuore delle propria stessa vita.

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  2. Avatar wwayne

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Camilla
    Carissime amiche del blog, mi permettevo solo di chiedere se qualcuno conoscesse gli autori tedeschi contemporanei, i cui titoli avevo trovato in rete, non stavo suggerendo di leggerli tutti, e tutti assieme, quei libri che ho elencato, voleva essere solo uno scambio di informazioni.

    Leggiamo tanta di quella letteratura contemporanea americana che mi sembrava di variare un po’, per questo vi ho chiesto. Io sono in area tedesca in effetti, sulla carta, voglio dire. Roba mica male, ma vi saprò dire.

    “Di tutto di più” sarebbe il massimo, per me; potrebbe essere quasi un obiettivo programmatico, visto che mi propongo di imparare a leggere e a apprezzare di tutto, senza sacrificare troppo quello che già mi piace.

    Ciao,
    Mari

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  4. Avatar cla055claudio

    Grazie a Wwayne per l’anticipazione su Murakami….non vedo l’ora di leggerli. Spero che siano come 1Q84 che usci’ in diversi tomi e fu un libro bellissimo.

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  5. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, quando non vuoi capire…. cioè ci fai girare la testa, dai classiconi dell’800 ai classiconi in auduiolibro, a melville,ai Finzi e Contini a cappa e spada, poi i tedeschi, e poi Cataluccio, e i rimandi, che minestrone.
    insomma cara ragazza, d’accordo essere onnivori ( e qui lo siamo tutti/e) ma un filo, una guida, un orizzonte che abbia un s egno di una qualche continuità, coerenza, approfondimento, insomma una linea di senso (non obbligatorio, ci mancherebbe, ma per me si).
    a me le insalate miste con dentro tutto mi hanno stufata da tempo.

    comunque io non riesco a seguirti per tutti i tuoi meandri, vicoli e svicolamenti. Meno male che ci riesci tu.
    Ma qualche contemporaneo di valore ? qualche titolo per cui tutte abbiamo sobbalzato? macchè, e vabbuò, me ne farò una santa ragione. buona lettura

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  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti, @Cristina

    Il consuntivo delle letture estive non può che essere debitore a cataluccio, in effetti, che si è portato dietro 3 autori che non conoscevo (Hrabal, Huelle e Kiss) , bravissimi, e che mi ha condotta al libro di Crainz (hanno in comune la medesima zona geografica).

    L’altro polo attorno al quale hanno girato le mie letture, gli audiolibri, mi ha portato alla scoperta di molti libri che non conoscevo, tra cui proprio “Il giardino dei finzi Contini”, ma quello lo devo anche ad Augias. Bellissimi!

    Cristina, mi fai morir dal ridere, vedrai, fra un po’ potrò parlare anche di qualcuno dei soliti titoli su cui, più o meno , talvolta a ragione, sobbalziamo tutte!

    Saluti Mariangela

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  7. Avatar cristina
    cristina

    bè poi si tratta di gusti. e Mercè Rodoreda no, e Christa Wolf no, e Ingeborg Bachmann no. Abbiamo evidentemente gusti ed e sigenze MOLTO diversi.

    va bene così. Piove, governo ladro, così ho detto la mia banalità anche io

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  8. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @Camilla
    Non è solo questione di gusti, è proprio la voglia di scoprire cose nuove, secondo me. Posso fare un esempio, dell’elenco che avevo postato parlando di autori tedeschi contemporanei, mi ero procurata questo libricino anche perché dalle recensioni avevo capito che trattava di un argomento di mio interesse (ex DDR):

    • Friedrich Christian Delius, “La ballata di Ribbeck”, traduzione di Elena Bonetto, a cura di Karin Birge Gilardoni-Büch, Il quadrifoglio tedesco, Mimesis, 2012

    È un libricino di 100 pagine (incluse quelle in tedesco sul testo a fronte) che si rifà a una ballata di Theodor Fontane, che parla di un proprietario terriero dell’800. In realtà il pezzo dell’autore di “Effi Briest” è un pretesto per ripercorrere la storia tedesca dagli Junker alla caduta del muro. Qui l’attenzione è soprattutto incentrata sul periodo della svolta (la Wende): la calata dei tedesco occidentali, la loro rapacità, la nuovo valuta. ecc. È stato scritto nel 1991 e per molti versi è stato profetico. Non è un’opera narrativa nel senso in cui credevo io, forse è più vicino al saggio che non al racconto. Interessante, comunque. Ovvio, non può competere con il romanzo di Ruge “In tempi di luce declinante”, o con “La torre”, che Camilla ha qui consigliato,quello di Delius è solo un breve scritto, quello di Ruge è un grande romanzo.

    Ma non era del libro in sé che volevo dire adesso, ho citato questo libricino per dire che, pur nella sua essenzialità, è stato motivo di una nuova scoperta: mi ha condotto alla collana “Il quadrifoglio tedesco” che sembra proprio interessante: propone alcune novità provenienti dall’area di lingua tedesca con tanto di testo a fronte. Nelle 100 pagine è inclusa una postilla della curatrice della collana, con tanto di utili note a piè di pagina che, volendo, possono condurre a nuove letture; insomma, io dico che qualcosa di buono questa “ricerca”, come la chiameresti tu, Camilla, l’ha già portata, a me voglio dire, non ho la pretesa di avere fatto una cosa utile per il mondo, ma ha me questo volumetto di 100 pagine ha già dato tanto.

    Saluti,
    Mariangela

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  9. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian. mi dici con esattezza il motivo per cui non ami Rodoreda?mi interessa . Grazie

    @ tutte/i. un nuovo libro davvero molto bello e molto originale.Autrice. Polly Clark titolo. LARCHFIELD. edtrice Atlantide. .
    Un libro trascendente. misterioso, appassionante.
    Wystan Auden giovanissimo insegnante in una scuola di Larchefield e Dora una giovane e artista che scrive poesie, 80 anni dopo. Lei …si sposa e la sua vita diventa quella di una giovane mamma che abita in mezzo a persone che non possono capirla e …Ma Dora ” incontra” Wystan e ne esce un romanzo tra i più. belli. che io abbia letto. Eccezionale.Misterioso e magnifico originalissimo e ci si ritrova , noi donne …un po’ “diverse”. cam

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  10. Avatar wwayne

    Finalmente voi di sinistra l’avete capito, che per avere almeno una speranza di vittoria bisogna mettersi tutti insieme. Meglio tardi che mai. Quando avrete finito di unirvi tra di voi unitevi anche a noi di destra, perché è l’unico modo per sopravvivere all’assalto dell’antipolitica.

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla

    Camilla, “Piazza del diamante” di Rodoreda l’avevo incluso tra gli abbandoni dolorosi di fine 2015; abbandono doloroso per me significa: libro che avrei voluto leggere, ma che non sono riuscita, per i più svariati motivi, a leggere.

    Come sai – e lo sapete tutti perché qui scrivo quello che leggo e riconosco i miei debiti – dai vostri consigli attingo oramai da anni, e con soddisfazione, però non è sempre possibile – e meno male! – avere una completa sovrapposizione di titoli. Può essere che non l’abbia letto perché avevo altro in ballo, forse ci ha giocato il carattere di stampa troppo piccolo, forse il libro ha dovuto soccombere per la concorrenza spietata di altri autori (raramente le mie scelte mi deludono, succede quando decido di sperimentare ed è normale), forse il libro non si è imposto, e forse, chi lo sa, ho inconsciamente deciso di non fare fatica per un libro che, semplicemente, non mi aveva incantata subito. Sai che, soprattutto negli ultimi tempi, un po’ di pazienza ho imparato ad averla coi libri, quindi, che dire, è andata così.

    Ciao,
    Mari

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  12. Avatar cristina
    cristina

    abissi che ci dividono, Rodoreda è un’autrice immensa.Una delle grandissimissime. E va bene, siamo diverse. e quanto.

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  13. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian. scusami se insistoPiazza del diamante e un romanzo tragici, sulla guerra e fame. Se tu provassi LO SPECCHIO INFRANTo? saresti forse lieta du aver conosciurto una scrittrice eccezionale , voce necessaria alla letteratura spagnola / Catalana. cam

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  14. Avatar cristina
    cristina

    Tragico ma magnifico, imprescindibile. Il migliore, con quel suo linguaggio piccolo e quotidiano dove si apre lo squarcio del mondo e del dolore. Se non si legge La piazza del diamante non si conosce Mercè Rodoreda, no Camilla mia dolce? Perchè la grandezza lì è al suo massimo grado di tenerezza e inventiva.

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  15. Avatar Dani

    @Mariangela io avevo letto Rodoreda, La piazza del diamante e non ne ero rimasta folgorata, ora non sono in grado di motivare la cosa, ma sicuramente l’avevo fatto allora. De gustibus..tutto normale.
    Ho appena concluso LA FAMIGLIA F. di Anna Foa. Libro non eccelso, ma vi si racconta di eroismi, passione civile, politica etica, sembrano cose estinte, che tristezza! Poi ho scoperto Eduard Von Keyserling e il suo romanzo breve NELL’ANGOLO DI QUIETE. Una perla. Atmosfera decadente, vagamente onirica. I momenti che precedono primo conflitto mondiale, una famiglia borghese in vacanza in montagna, i turbamenti di un fanciullo, voce narrante pura e senza i filtri dell’età adulta. Bellissimo, da leggere.
    Ora sto leggendo LA FINE DI GERUSALEMME di Lion Feuchtwanger, ma sono all’inizio e non mi esprimo. Ciao

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  16. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Dani çtutte/i , di Rodoreda lo scorso anno avevo letto “Il giardino sul mare” e nemmeno io ero rimasta particolarmente colpita; prima o poi leggerò La piazza del diamante per poter davvero dire se mi piace o no come autrice.

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  17. Avatar cristina
    cristina

    la differenza, le differenze. Come mi costa tenere conto delle differenze. Avete fatto bene a dire la vostra su Mercè Rodoreda. Quando un autore/un’autrice mi prende così tanto il fatto che gente che stimo non condivida le stesse emozioni mi dà dispiacere, ammetto e confesso, non mi arrendo e invece dovrei, dovrei.

    Lei è scrittrice non per tutti/e, evidentemente, nel senso che NON tocca le corde emozionali ( e culturali) allo stesso modo.. Sottile, raffinatissima sotto l’apparenza di un linguaggio di piccolo passo, fatto di ripetizioni e notazioni cromatiche , delicata e nella sua delicatezza struggente al massimo grado. Forse bisogna coglierne il lato estremamente femminile – la sua maternità ad esempio, la sua biografia così drammatica – vabbè,mi fermo. Per me è stata folgorazione e meraviglia sempre.

    Anna Foa, anche io volevo leggerlo, come testimonianza di un’epoca di grandi valori che sembrano dispersi in un ventaccio volgare e egiosta al massimo grado. Grazie Dani bella.
    buon settembre a tutte/i

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  18. Avatar Nonnaci
    Nonnaci

    Ciao a tutte,ho letto piazza del diamante alcuni anni fa,su vostro consiglio,ma mi ha deluso.Non mi ha avvinto né emozionato anzi,l’ho trovato un po noioso e,se ben ricordo, superficiale.Tutt’altro coinvolgimento ed emozioni invece in libri come Parlami di battaglie, di re e di elefanti(ed in quasi tutti i libri di Enard)o Inferno e paradiso di Steffanson che ho letto w riletto con immenso piacere.
    @Mariangela: anch’io ho sempre seguito mille strade,sia in lettura che nella vita e non me ne pento affatto
    @tutti: ho letto La casa dei nomi di Toibin e ve lo consiglio caldamente

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela @tutti
    per me puoi fare come ti pare; hai un’innata capacità di stare attenta a quello che viene detto qui e da chi, scopri testi continuamente e li leggi e leggi anche le critiche e i commenti dei commenti!!!!
    Vorrei avere io queste skills!!!!!!
    Pur avendo letto diverse cose di ambiente tedesco, non ho conoscenze su alcuno dei libri che citi.

    Sono tornata a scuola…vorrei già ripartire! Infatti, sono già con le scarpe da trekking per una passeggiatina qui intorno (ma fino a ieri ero ancora in Liguria), non ho pace di questi tempi!

    Buone letture a Voi (visto che io sono donna del fare per ora)

    Ciao

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  20. Avatar cristina
    cristina

    Nonnaci, superficiale? La Piazza del Diamante…superficiale? ma scusa, in che sesno? Comunque se è stato libro dell’anno di Fahrenheit…. ma secondo voi, sarà o non sarà un LIBRO di grande valore?

    poi, non sta nelle tue corde, non mi piace la scrittura, non l’ho capito, non ci sono entrata dentro, va tutto bene. ma superficiale santiddio… sgrunt, nonnaci

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  21. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri @nonnaci
    che appaia superficiale perché molte cose vanno lette tra le righe?
    Non credo assolutamente che lo sia, infatti! C’è il contesto storico/sociale, il carattere dei personaggi, una trama non banale, il ruolo della donna (madre, moglie, figlia etc)
    Forse non ci sono approfondimenti manzoniani, ovvero spiegazioni dettagliate e richiami al lettore e riprese per non perdere il filo. La scrittura è essenziale e a volte caustica; la profondità sta in frasi brevi, in cenni rapidi.
    Pennellate espressioniste, direi, in tutto il romanzo.
    Ciao

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  22. Avatar cristina
    cristina

    bah e meno male che non ci sono approfondimenti manzoniani.
    E’ un romanzo modernissimo, che dice il piccolo e lascia intuire l’enorme, che gioca sulle emozioni, sui sospiri, sui mancamenti, sul dolore che dice solo con una bottglia di acido presa da una donna disperata. E’ un parlare e un sentire piccolo e poetico, che scava fra i sentimenti e li proietta sul grande schermo della lettura, dove se hai l’orecchio aperto senti la musica della vita e della guerra che passa sullo sfondo. E senti l’amore, per il marito, per i figli, lo strazio della fame. Tutto senti, ma non è detto, è fatto sentire, sulla pelle, con le parole e i gesti minuti.

    Va bè, potrei parlarne per ore, mi scuso, ma l’ho letto tre volte e approfondito di diritto e di rovescio, è un incantesimo e di una bravura pazzesca, di quelle in controluce, sottilissime..

    Ho in mano Le assaggiatrici di Postorino. Molto se ne è parlato sui giornali, lo raccomandano alcune scrittrici di vaglia, staremo a vedere.

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  23. Avatar cristina
    cristina

    Ritengo che possa essere utile:( è di Michela Murgia)

    Piccolo discorso sul fascismo che siamo:

    A te che hai vent’anni e mi chiedi cos’è il fascismo, vorrei non doverti rispondere. Vorrei che nel 2017 la risposta a questa domanda la sapessimo già tutti, ma se me lo chiedi è perché non è così.
    So perché me lo domandi. Credi che io sia intollerante se dico che il fascismo è reato e deve rimanerlo sempre. Credi che “se il fascismo e il comunismo hanno causato entrambi tanto dolore nel corso della storia devono essere considerati reato senza distinguo”.
    È quindi colpa mia se me lo chiedi.
    Colpa del fatto che non ti ho detto che il fascismo non è il contrario del comunismo, ma della democrazia. Dovevo dirtelo prima che il fascismo non è un’ideologia, ma un metodo che può applicarsi a qualunque ideologia, nessuna esclusa, e cambiarne dall’interno la natura. Mussolini era socialista e forse non te l’ho spiegato mai. Ho dimenticato di dirti che si intestava le istanze dei poveri e dei diseredati. Ho omesso di raccontarti che i suoi editoriali erano zeppi di parole d’ordine della sinistra, parole come “lavoratori” e “proletariato”. Non ti ho insegnato che un socialismo che pretende di realizzarsi con metodo fascista è un fascismo, perché nelle questioni politiche la forma è sempre sostanza e il come determina anche il cosa. Per questo il fascismo agisce anche nei sistemi che si richiamano a valori di sinistra e anzi è lì che fa i danni più grandi, perché non c’è niente di più difficile del riconoscere che l’avversario è seduto a tavola con te e ti chiama compagno.
    Dire che il fascismo è un’opinione politica è come dire che la mafia è un’opinione politica; invece, proprio come la mafia, il fascismo non è di destra né di sinistra: il suo obiettivo è la sostituzione stessa dello stato democratico ed è la ragione per cui ogni stato democratico dovrebbe combatterli entrambi – mafia e fascismo – senza alcun cedimento. Tu sei vittima dell’equivoco che identifica il fascismo con una destra ed è un equivoco facile, perché il fascismo è la modalità che meglio si adatta alla visione di mondo di molta della destra che agisce in Italia oggi. Ma guai se questo ti rendesse incapace di riconoscere i semi del pensiero fascista se li incontri quando sei convinto di guardare da qualche altra parte.
    Può esserti utile sapere come riconosco io il fascismo quando lo incontro: ogni volta che in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c’è un fascismo in azione. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il partito di sinistra, il gruppo parrocchiale e il circolo della bocciofila.
    Nessuno è al sicuro, se non dentro allo sforzo di ricordarsi in ogni momento che cosa rischiamo tutti quando cominciamo a pensare che il fascismo è solo un’opinione tra le altre.
    Michela Murgia

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  24. Avatar Artemisiapro
    Artemisiapro

    Superficiale “La piazza del diamante”??? Sono sconcertata!

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  25. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cristina grazie, le parole di Michela Murgia sono sempre perfette, semplici, necessarie.

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  26. Avatar cristina
    cristina

    e comunque ,non per essere pallosa, ma precisa e rivendicatrice almeno nella lingua dell’esistenza del genere, VI prego, anzi VI SCONGIURO, se potete, fateci attenzione, se siete donna, non scrivete
    XY mi ha deluso, sconcertato, annoiato.

    Vi prego, scrivete al femminile che esiste, è bello e misconosciuto ( si direbbe), :
    XY mi ha delusa, sconcertata, annoiata.

    Vi prego, siamo la metà del cielo, cerchiamo di esistere almeno nelle parole che ci sono ( perchè molte, troppe, mancano). la lingua è performativa, ovvero dà forma al pensiero, se pensiamo noi stesse al maschile il femminile non esisterà, e siamo fritte, cioè siamo ancora più fritte di quanto già non siamo ( noi donne, ragazze dico, non vi tedio col numero delle violenze, degli stupri etc etc delle diseguaglianze di salario, dei ruoli sociali etc etc etc)

    sigh sob gasp gulp vogliomorì

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  27. Avatar Dani

    @Cri dove trovo quell’editoriale di Michela Murgia? Vorrei condividerlo qua e là…
    Grazie

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  28. Avatar cristina
    cristina

    non lo trovi, è l’inizio del suo “spettacolo” su come riconoscere il fascismo che avevo sentito di persona mesi fa a Lucca ( e dal vivo la sua incisività decuplica credimi, lei è donna di fuoco), Io l’ho trovato su FB perchè qualche anima pia ce lo ha messo, ma il testo non credo sia disponibile per intero ora smanetto e ti dico

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  29. Avatar Nonnaci
    Nonnaci

    Credo proprio di dover rileggere Piazza del diamante,chissà a cosa si riferiscono i miei ricordi!
    Salutoni a tutte

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  30. Avatar cristina
    cristina

    ottima idea nonnaci

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  31. Avatar Dani

    Grazie Cristina

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  32. Avatar camilla
    camilla

    @ nonnaci. io credo che tu, come me e la maggior parte delle lettrici mentre legge un libro metta in moto ( inconsciamente)tutti i suoi sensi. Perciò di ogni racconto d’autore , dopo molto tempo,si tende a dimenticare la trama precisa, lae sequenza degli avvenimenti ecc.
    Quello che resta per sempre dei bei libri che abbiamo letto sono i colori, le atmosfere alcuni ” momenti”. che ormai fanno parte della nostra storia personale.Perciò ogni libro d’autore / trice ci forma profondamente e diventa una nostra inalienabile parte del nostro immaginario. Se si legge con convinzione si esce dal libro più ricchi, più aperti, più ” grandi”, più comprensivi. più sim-patici , immaginifici, interessanti e un mucchio di altre cose belle. Perciò. saper leggere letteratura e meraviglioso. Se un libro non ci piace buttiamolo via, lontano e dimentichiamolo. Sennò amiamolo con rispetto senza giudizi sommari. ciaociao. Cam

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  33. Avatar cristina
    cristina

    Ecco, Camilla: anche leggere se non è un “saper” leggere è roba che scorre via, non lascia segno, traccia, impronta, non cresce insomma, è solo di-vertimento. E a saper leggere si impara …leggendo, leggendo tanto.

    Io credo di aver imparato da una decina di anni, non di più, prima è stata tutta una lunga lunghissima interminabile gavetta ( magnifica si intende)

    Siete d’accordo ? pensate a voi stessi/e di 20 anni fa,o più ai libri che leggevate, a come eravate…
    Io leggevo come uno stomaco che ingurgita. mandavo tutto giù, credo di NOn aver mai riletto, anche se qualche nota a margine si, ma leggevo di pancia, tutta con le emozioni, di pancia anche i testi cerebrali, razionali, freddi. mi ricordo un entiusiasmo sinapsico per Monsieur Teste di Valéry, l’intelligenza mi sembrava un sentimento, un fibrillazione altissima, un incantamento anche quello. Mi cimentavo e mi mettevo alla prova, ora che amo Dickens penso che all’epoca non lo avrei amato, ero snob, intellettualina, le cose facili e sentimentali no, non me le concedevo.
    Come si cambia! vero?

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  34. Avatar wwayne

    Copio&incollo questo commento, lasciato sotto l’ultimo post Facebook di Selvaggia Lucarelli. Mi fa molto piacere di non essere solo nella mia battaglia, e mi fa ancora più piacere che l’autrice del commento sia una mia collega.

    Sono un’ insegnante di italiano in un istituto di istruzione superiore di secondo grado. Nella mia scuola è stato previsto, a partire dal biennio, un intervento di un paio d’ore per classe in modo che gli studenti vengano messi a conoscenza delle sanzioni anche di natura penale in cui si incorre in caso di diffamazione sui social. Con l’aiuto di un collega informatico lo scorso anno ho già sperimentato in una mia classe uno di questi incontri, e ho constatato quanto poco si sappia dei rischi concreti e delle responsabilità connesse ad un uso scriteriato dei social.
    Volutamente abbiamo strutturato la lezione partendo dalla normativa e accennando soltanto in minima parte all’aspetto etico ( quello lo faccio quotidianamente attraverso l’insegnamento delle mie discipline) poichè il nostro obiettivo era far comprendere ai ragazzi che la realtà virtuale di virtuale non ha nulla, che se insulti qualcuno sul web quello è reale e che puoi essere denunciato come se avessi rubato un motorino.
    Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che il sistema scolastico riconosca la necessità e l’importanza fondamentale di un’ educazione strutturata sull’utilizzo del web a prescindere dall’indirizzo di studi, ma bisogna tenere presente che la nostra è la prima generazione di docenti concretamente coinvolta nella rivoluzione digitale e quindi ci ritroviamo sovente sprovveduti e impreparati. Confido tuttavia che si stia lavorando nella direzione giusta.
    Buona serata.

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Sicuramente bisogna lasciarsi alla spalle tanti pregiudizi per leggere un po’ di tutto, per imparare a leggere generi e autori differenti senza preclusioni e per liberarsi da tante zavorre, in questo sento, e solo in questo, sì, si può “imparare a leggere”. Ma leggere non è mai “solo divertimento”, ce lo spiegano gli esperti meglio di quanto sappia argomentarlo io, devo ricorrere a uno stralcio che spiega alla perfezione il mio pensiero:

    ► “Non chiudere mai la frontiera tra processi primari e processi secondari, tra colui che crede solo di sognare quando sogna e colui che crede solo di pensare quando pensa” (Jean Bertrand Pontalis)

    Per il resto, no, Cristina, ovvio che con sono d’accordo, sono lettrice, come potrei essere d’accordo?

    Ciao,
    Mari

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  36. Avatar cristina
    cristina

    Mari, non capisco niente di quello che hai scritto, ma proprio niente, mi dispiace

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  37. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Cristina, unicamente per mancanza di tempo (devo uscire) non posso diffondermi in spiegazioni, però mi sembrava chiaro ed eloquente il pezzo citato. Ci sentiamo.

    Saluti
    Mari

    ► “Non chiudere mai la frontiera tra processi primari e processi secondari, tra colui che crede solo di sognare quando sogna e colui che crede solo di pensare quando pensa” (Jean Bertrand Pontalis)

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  38. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian il parere di Cristina mi e’. semrato molto azzeccato anche se non applicabile a tutte le lettrici/ori. Dipende da troppo elementi
    E’. certo che saper leggere somiglia molto a una disciplina. Occorre almeno il rispetto per gli Autori , un minimo di conoscenza degli Autori ( da dove vengono, chi sono, quali opere hanno scritto oppure , in caso di un NOME sconosciuto poter individuare da quale Paese e da quale storia personale l’ A. provenga.Poi il nostro gradimento potrà esprimersi con autenticità. Del resto facciamo lo stesso ( o dovremmo farlo) nei confronti di tutto ciò con cui viviamo : dal cibo al vestiario ecc.Insomma sapere cosa leggiamo e’ uno dei salvavita più necessari alla nostra esistenza.Saperne qualcosa, di tutto senza mai fidarsi del ” sentito dire della rete di un social.😈

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian il parere di Cristina mi e’. semrato molto azzeccato anche se non applicabile a tutte le lettrici/ori. Dipende da troppo elementi
    E’. certo che saper leggere somiglia molto a una disciplina. Occorre almeno il rispetto per gli Autori , un minimo di conoscenza degli Autori ( da dove vengono, chi sono, quali opere hanno scritto oppure , in caso di un NOME sconosciuto poter individuare da quale Paese e da quale storia personale l’ A. provenga.Poi il nostro gradimento potrà esprimersi con autenticità. Del resto facciamo lo stesso ( o dovremmo farlo) nei confronti di tutto ciò con cui viviamo : dal cibo al vestiario ecc.Insomma sapere cosa leggiamo e’ uno dei salvavita più necessari alla nostra esistenza.Saperne qualcosa, di tutto senza mai fidarsi del ” sentito dire della rete di un social.😈

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  40. Avatar cristina
    cristina

    Ed eccomi qua con un nome a me finora sconosciuto: Di lei so solo il volto in copertina, che ha scritto altri 3- 4 titoli, che è calabrese ma vive a Roma e che ha due anni meno di mio figlio. Rosella Postorino.

    Ho letto – fra alcune altre piccole e medie tragedie di salute mie e non solo che non mi danno tregua – LE ASSAGGIATRICI.

    E’ un po’ come con Le ragazze di Emma Cline: un libro che si divora, che ha moltissimo ritmo e una storia estrema, tutti ingredienti che sono un mix per riuscire ma che forse puzzano un poco ( no, a me no):
    Postorino sa scrivere in modo accattivante, nervoso, incisivo, mai ridondante: è una storia di tedesche, giovani donne costrette ad assaggiare il cibo di Hitler per verificare che non fosse avvelenato. Di amicizie e violenze di guerra, di SS e guardie, di costrizione e desiderio e sfrontatezza e attrazione dei corpi

    Diciamo che è un bel libro godibile, ben strutturato, ben scritto, che ha persino un buon finale e che non pare troppo furbo da destare inquietudine e che squaderna quesiti morali “estremi”. Non profondissimo, ma nemmeno superficiale, l-avvio è la biografia vera di una delle donne di allora.
    Il resto è romanzo, ma un buon romanzo, per essere italiano, davvero buono secondo me, anche sul nazismo, le connivenze, le illusioni, la cecità bovina dei più.

    Un libro non imprescindibile, forse, ma con una buona polpa, una buona storia metastorica, e una buona fattura.
    In fondo, a volte, può bastare.
    Rosa Sauer – la protagonista, molto fisica , molto fatta di carne, ossa ,sangue e saliva, denti e tatto – non è facile da dimenticare.
    Da tenere d’occhio questa Postorino.

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  41. Avatar cristina
    cristina

    PS: Camilla, NON è un libro che ti piacerebbe, quello qui sopra, NB

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  42. Avatar cristina
    cristina

    questa è un’altra delle persone che seguo come ancore di salvataggio ,piccoli fari, nella nera corrente di questi tempi infami. Dice bene secondo me:

    GIULIA BLASI
    La cosa che sta succedendo – quella di Salvini che rivendica l’impunità perché è stato eletto, e dice a quel 17% di italiani che lo hanno eletto (ma di fatto a quella massa molto più grande di gente che lo sostiene) che sono suoi “complici” – rischia di farci perdere di vista il quadro generale delle cose, allora faccio un passo indietro.
    Stiamo pagando, e pagheremo per chissà quanto tempo ancora, decenni di tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica, unico vero cardine della civiltà e luogo che nelle intenzioni dovrebbe aiutare ad appianare le disparità di cultura e risorse delle famiglie d’origine e portare gli studenti sullo stesso piano di preparazione, per poter fare una vita migliore dei loro genitori. L’educazione civica, in particolare, ha fatto la fine del topo: la gente non sa per chi vota, non sa cosa vota, mette crocette che non capisce, non conosce la Costituzione, la separazione dei poteri, il sistema messo in piedi dai costituenti per evitare che il fascismo si ripetesse e con il fascismo tutto il corollario di morte, repressione e disperazione che si è portato dietro. Questa cosa di dire “Io sono stato eletto e faccio quello che voglio” non è nuova. La disse pure Berlusconi, per citarne solo uno abbastanza recente.
    Il mio sospetto, però, è anche un altro. Non è solo di matrice culturale, ma anche e soprattutto di matrice psicologica. Ed è che la democrazia è impegnativa; la dittatura è deresponsabilizzante. Un Mussolini, un Putin, un Salvini che si pone al di sopra delle leggi dello Stato, di fatto, ti levano dall’impaccio di dover pensare. Fa tutto lui, decide tutto lui, ha un’opinione e un parere su tutto e si appresta a far cadere il governo (tanto, Conte basta soffiare e va giù) e a prendersi tutto.
    La dittatura – se sei bianco, maschio, etero, specificamente – non è una roba così terribile, basta adeguarsi. Tu fai il tuo, il dittatore fa il suo, diritti non ne perdi, a posto così: le donne, i non bianchi, i non etero si arrangino. La democrazia, invece, è un casino. Tocca informarsi, pensare, prendere delle decisioni, affrontare la possibilità dell’errore, riconoscerlo, prendere altre decisioni. A volte tocca votare obtorto collo per gente che ti fa solo un po’ meno schifo di altra. Solo di rado capita di credere in qualcuno, ma un sincero democratico si ferma davanti alla possibilità che quel qualcuno violi la legge. È una questione di evidenza: se un Ministro viola la legge, quel Ministro deve subirne le conseguenze, come tutti. Il voto democratico non garantisce l’impunità. La separazione dei poteri, appunto. Le garanzie disposte dalla Costituzione per impedire che qualcuno commetta degli abusi con la protezione della sua carica.
    Se invece sei un dittatore, fai quello che vuoi: le garanzie saltano, non vale più niente. E da quel punto lì non solo tu cittadino non conti più, ma non sei nemmeno tutelato a livello personale e umano. La tua voce sparisce. E quello che pensavi potesse succedere solo agli altri, le persecuzioni, le repressioni, può succedere a te.
    Stiamo pagando una combinazione devastante di ignoranza e incapacità di apprezzare il valore della democrazia, pure se imperfetta.

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  43. Avatar wwayne

    “La gente non sa per chi vota, non sa cosa vota, mette crocette che non capisce, non conosce la Costituzione, la separazione dei poteri, il sistema messo in piedi dai costituenti per evitare che il fascismo si ripetesse.” In queste righe è possibile rintracciare la consueta ed enorme sottovalutazione degli italiani, definiti immancabilmente come stupidi e ignoranti.
    Immancabile anche il ritornello “Arriva il fascismo! Arriva il fascismo!”, ormai talmente abusato da non venire più preso sul serio neanche quando dovrebbe.
    Nel complesso comunque le riflessioni copia&incollate nell’ultimo commento presentano degli spunti interessanti, e non ho alcun problema a riconoscerlo. L’autrice del commento in questione ha più volte tentato di mortificare i miei tentativi di condivisione, quindi adesso avrei un’occasione d’oro di renderle pan per focaccia, ma la mia onestà intellettuale mi impedisce di stroncare in toto il contributo da lei posto alla nostra attenzione.
    Ora torno ad ascoltare Radio Italia – Solo musica italiana: nella macchina di un sovranista anche la musica batte bandiera tricolore.

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  44. Avatar camilla
    camilla

    @ ww goditi le tue patriottiche illusioni e spera nell’asfissiante sistema detto sovranismo. E che tu non deva mai svegliarti dai tuoi sogni di gloria patria. Perché i risvegli sono orribili.La Storia ce lo insegna.

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  45. Avatar wwayne

    @Camilla: La mia era un’autocaricatura: chi mi conosce sa che ascolto quasi sempre Radio Capital, e quando è in onda una canzone che non mi piace passo a m2o.
    Inoltre, ho già spiegato qual è il significato corretto della parola sovranista: se lo intendi in quell’accezione, vedrai che nel sovranismo non c’è nulla da temere.

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  46. Avatar cristina
    cristina

    e il mio Gdl che ha deciso per quest’anno, autori nordici baltici scandinavi… Uff, forza svezia!

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  47. Avatar cristina
    cristina

    questo, stasera mi rifugio in Baricco, l’affabulatore furbino ( quel tantino che va) ma bravo

    http://www.ufficiostampa.rai.it/dl/UfficioStampa/Articoli/MANTOVA-LECTURES–27993325-f2b5-4f17-ad40-982fe7ae834c.html

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  48. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    Se ho capito bene si è parlato di snobbare per pregiudizio qualche sacro testo.
    Scusate l’eccesso di sintesi.
    Se così non fosse, voglio comunque farvi sapere che io non ho mai letto IL GIOVANE HOLDEN.
    Eppure all’università i colleghi se lo passavano e lo citavano e quanto è bello e quanto è interessante.
    Poi sull’antologia adottata dai miei colleghi ho trovato un brano e devo dire che non ha suscitato in me nessuna voglia di leggere il resto.
    B.domenica.

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