I libri più belli, letti nel 2014

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

2.606 commenti

  1. Buongiorno e Buona domenica 😛

    Dato l’enorme successo, del “weekend deejay” ormai diventata pietra miliare del blog, desidero ringraziare ed in 1 caso auto-ringraziare, chi coniuga lettura e musica.

    Mr wayne… esperto in musica Funky- Blues-Soul, anni 80-70, che deve aver sbagliato epoca di nascita.

    Mr adour…. musica tecno-pop-Rock con rare incursioni new wave, anche questi deve aver sbagliato epoca di nascita, invertendosi con wayne.

    Miss Cristina… musica di nicchia,altamente ricercata in varie lingue, fino al greco ortodosso, l’unica ad aver azzeccata l’epoca di nascita, a quanto sembra.

    Numerosissime sono cmq le offerte di lavoro, giunte sinora, da tutte le radio nazionali, anche se il mio sogno segreto è quello di fare il deejay per “Radio Maria”.

    Un sorriso a tutti quelli che non si prendono sul serio 😉

    PS: “Se siete seri, siete bloccati. L’umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se potete ridere di una cosa, potete anche cambiarla.”
    Bandler

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  2. In questo weekend dj-musical-letterario-culturale, dopo tanta musica “foresta” (straniera) voglio regalarvi una poesia in musica, di uno fra i più grandi poeti italiani del novecento, il mitico Fabrizio De Andrè, per tutti Faber…
    La registrazione è stata effettuata durante un concerto dal vivo.
    Le immagini di una splendida genova che pochi conoscono, accompagnano una musica che a me fa da sempre venire i brividi…
    Aggiungo sotto la traduzione dal genovese.

    Video di Boss982

    CRÊUZA DE MÄ
    Ombre di facce facce di marinai
    da dove venite dov’è che andate
    da un posto dove la luna si mostra nuda
    e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
    e a montare l’asino c’è rimasto Dio
    il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido
    usciamo dal mare per asciugare le ossa dell’Andrea
    alla fontana dei colombi nella casa di pietra
    E nella casa di pietra chi ci sarà
    nella casa dell’Andrea che non è marinaio
    gente di Lugano facce da tagliaborse
    quelli che della spigola preferiscono l’ala
    ragazze di famiglia, odore di buono
    che puoi guardarle senza preservativo
    E a queste pance vuote cosa gli darà
    cose da bere, cose da mangiare
    frittura di pesciolini, bianco di Portofino
    cervelli di agnello nello stesso vino
    lasagne da tagliare ai quattro sughi
    posticcio in agrodolce di lepre di tegole
    E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
    emigranti della risata con i chiodi negli occhi
    finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
    fratello dei garofani e delle ragazze
    padrone della corda marcia d’acqua e di sale
    che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

    Buona domenica

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  3. Per chi fosse interessato e per curiosità, posto anche le parole in genovese…non un dialetto, ma una vera lingua, che i commerci che per tutta la storia hanno visto i genovesi navigare per il mondo, hanno intriso fra le molte, soprattutto di sonorità portoghesi e arabe.

    CRÊUZA DE MÄ
    FABRIZIO DE ANDRÉ
    Umbre de muri muri de mainé
    dunde ne vegnì duve l’è ch’ané
    da ‘n scitu duve a l’ûn-a a se mustra nûa
    e a neutte a n’à puntou u cutellu ä gua
    e a muntä l’àse gh’é restou Diu
    u Diàu l’é in çë e u s’è gh’è faetu u nìu
    ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria
    e a funtan-a di cumbi ‘nta cä de pria
    E ‘nt’a cä de pria chi ghe saià
    int’à cä du Dria che u nu l’è mainà
    gente de Lûgan facce da mandillä
    qui che du luassu preferiscian l’ä
    figge de famiggia udù de bun
    che ti peu ammiàle senza u gundun
    E a ‘ste panse veue cose che daià
    cose da beive, cose da mangiä
    frittûa de pigneu giancu de Purtufin
    çervelle de bae ‘nt’u meximu vin
    lasagne da fiddià ai quattru tucchi
    paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi
    E ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
    emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
    finché u matin crescià da puéilu rechéugge
    frè di ganeuffeni e dè figge
    bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
    che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä

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  4. cazzate : diglielo agli ebrei, ai neri massacrati, alle donne infibulate, a quelle picchiate e ferite dai loro uomini….di riderci sopra per cambiare le cose.
    (Poi, se una canzone è in inglese, la si mette in inglese)

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  5. Grazie Ennore e grazie Adour.

    Non posso dare il mio contributo musicale perchè non so fare niente, non so pubblicare una canzone, nè un video, nè una mia foto.

    E quindi ringrazio chi lo fa, purchè non ci affligga con tutti i mali del mondo che ha deciso di portarsi sulle spalle.
    Io di tragedia ho la mia e c’è chi la conosce.

    Nonostante questo, o proprio per questo, sono per la leggerezza, per il sorriso e per la voglia di scherzare.

    Altrimenti che vita sarebbe?

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  6. @Polissena
    …passiamo alle cose facili…pubblicare un video è una delle cose più,più,più difficili che si possano fare, ma vediamo di aiutarti: vai per esempio su youtube, cerca il video che ti interessa, fai copia dell’indirizzo in alto corrispondente al video, poi vai sullo spazio delle risposte qui nel blog e fai incolla del titolo…magicamente comparirà il video…è incredibile, ma l’ho scoperto anch’io dopo essermi picchiato per un sacco di tempo…😉😄😄😄
    Un abbraccio e grazie
    @Laura
    Grazie, ma grazie soprattutto a Genova che mi ha adottato da sempre e a Faber, la cui musica ha accompagnato la mia vita fin dall’adolescenza.

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  7. “Volevo parlare della distruzione di Gaza postando delle foto sul mio sito, ma su internet la gente guarda solo immagini di gattini”. Banksy

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  8. @Tutti, @Cristina

    Cristina, cara, hai visto quanti articoli interessanti ci sono su questo blog? Ne ho trovati su Calvino, sulla lettura, su George Steiner e su tante altre cose dove potresti comunicarci tanto delle cose che sai e che senti. Perché, tu viaggiatrice, ti mostri così sedentaria?

    Ciao
    Mariangela

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  9. @tutti

    Senza farla lunga, incollo qui sotto l’appello promosso da alcuni scrittori in merito al possibile acquisto della RCS Libri ad opera della Mondadori

    L’appello degli scrittori
    Noi autori della casa editrice Bompiani (insieme ad alcuni amici che pubblicano presso altri editori, intellettuali e artisti) manifestiamo la nostra preoccupazione per il ventilato acquisto della Rcs Libri (che comprende le case editrici Adelphi, Archinto, Bompiani, Fabbri, Rizzoli, Bur, Lizard, Marsilio, Sonzogno) da parte della Mondadori. Pur rispettando l’attività editoriale della casa acquirente ci rendiamo conto che questa fusione darebbe vita a un colosso editoriale che non avrebbe pari in tutta Europa perché dominerebbe il mercato del libro in Italia per il 40 per cento. Un colosso del genere avrebbe enorme potere contrattuale nei confronti degli autori, dominerebbe le librerie, ucciderebbe a poco a poco le piccole case editrici e (risultato marginale ma non del tutto trascurabile) renderebbe ridicolmente prevedibili quelle competizioni che si chiamano premi letterari. Non è un caso che condividano la nostra preoccupazione autori di altre case: questo paventato evento rappresenterebbe una minaccia anche per loro e, a lungo andare, per la libertà di espressione.
    Non ci resta che confidare nell’Antitrust.

    Gli autori
    Roberto Andò, Nanni Balestrini, Sergio Bambarén, Franco Battiato, Tahar Ben Jelloun, Ginevra Bompiani, Pietrangelo Buttafuoco, Rossana Campo, Furio Colombo, Mauro Covacich, Michael Cunningham, Andrea De Carlo, Roberta De Falco, Paolo Di Stefano, Luca Doninelli, Maurizio Ferraris, Mario Fortunato, Fausta Garavini, Enrico Ghezzi, Paolo Giordano, Giulio Giorello, Hanif Kureishi, Raffaele La Capria, Silvana La Spina, Lia Levi, Dacia Maraini, Mario Martone, Michela Marzano, Laura Morante, Carmen Moravia, Edoardo Nesi, Aldo Nove, Nuccio Ordine, Roberto Peregalli, Sergio Claudio Perroni, Aurelio Picca, Thomas Piketty, Lidia Ravera, Antonio Scurati, Amina Sboui, Toni Servillo, Simona Sparaco, Susanna Tamaro, Chiara Valerio, Giorgio Van Straten, Sandro Veronesi, Drenka Willen.

    Buona serata,
    Mariangela

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  10. Non so come sia finita la vicenda dell’acquisto, ma il concetto resta valido e il rischio concreto.
    Mariangela

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  11. @ Adour,

    Avevi scritto di essere un po’ preoccupato per aver dimenticato quelli che chiami ‘autori persi’. Io non credo di avere dimenticato gli autori, ma ho fatto di peggio, ho dimenticato molti ‘contenuti’. Vi sono libri di cui non ricordo assolutamente niente e voglio pensare e sperare che valessero poco, perchè quelli che ho amato non li ho dimenticati affatto.

    E voglio parlare anche di un altro controsenso. Sto leggendo adesso un libro che è senz’altro un bel libro, importante e pieno di pensieri profondi. Come si spiega che mi stia annoiando profondamente e mi susciti solo voglia di scaraventarlo lontano da me?
    Sto parlando di quel TRENO DI NOTTE PER LISBONA che sto leggendo dopo aver visto il film. E’ più o meno la storia di una fuga, in questo caso da una fredda e piovosa Berna verso una solare Lisbona. La fuga sì che la capisco, ma non condivido il fascino che il professor Gregorius, dottissimo insegnante di lingue antiche, abbia trovato in un vecchio libro portoghese scoperto in una libreria antiquaria, fascino che lo spinge a seguire le tracce dell’autore verso il Portogallo. Almeno nel film Jeremy Irons su quel treno ci saltava d’impulso, addirittura senza bagaglio, dando un calcio alla sua prevedibilissima e monotona vita. Gregorius invece si organizza, monotono anche nella fuga.
    IL libro, pubblicato dopo la morte dell’autore, medico ed eroe della resistenza, considerato un genio, morto non in battaglia, ma per un banalissimo aneurisma, è un insieme di pensieri e riflessioni di una noia mortale, scontato e soporifero e, personalmente, non mi avrebbe spinto a prendere nessun treno.
    Sono a metà libro e non ho nessuna speranza per l ‘altra metà.

    Che ne dicono i miei due o tre lettori, un libro può essere insieme bello e scocciante?

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  12. Ieri, come ogni venerdi, mi sono recato in un wine-book. E’ un luogo di decompressione, tipo quelle stanze dove devono sottostare i sommozzatori a rischio di embolia. Nasce dall’idea di un simpatico architetto, giramondo, giragonnelle, un tipo che molti definirebbero, secondo una codificazione becera, un po’ naif.
    E’ un locale posto nella parte vecchia della città, con volte a botte e lampadari neri. Grandi tavoli centrali o comode poltrone in alcuni angoli illuminati, dove poter leggere.
    Sfili tra le librerie decentralizzate, prendi un libro, fai un ordinazione di un calice di vino, che può essere un viaggio lungo la nostra penisola. Se il libro ti piace puoi acquistarlo, nel punto vendita.

    A questo punto vi state chiedendo se questo posto sia una succursale di un punto di ritrovo degli alcolisti anonimi, ma non è cosi. 😉
    No,è un’altra idea, per promuovere libri, o scambio di opinioni tra lettori, quando non siamo indaffarati dopo una dura giornata di lavoro, a Rimanere soli con se stessi o con una storia.

    Bene . Ieri su un suggerimento di una abile e incredibile, lettrice, ho acquistato James Salter UNA PERFETTA FELICITÀ .
    So dell’autore che è un quasi 90enne, magnificato da alcuni critici americani, per la capacità di visione della borghesia americana.
    Ma appena acquistato la mia prima delusione è la mancanza della dedica. Penso che la dedica sia una condizione necessaria per capirne il senso o il perchè di un libro da parte dell’autore.
    Le prime pagine però girano bene

    Qualcuno conosce il libro? O l’autore?

    Sorrisi weekend-iali

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  13. @adour — Ecco , in quel wine- book che hai descritto qui sopra, con le comode poltrone e i libri e un buon bicchiere e tante chiacchiere , posso vederti assieme a Nidra, per esempio o a Viri e ai loro amici. La bellezza di Salter è quel sublime talento di raccontare,rendendo aperte le porte del suo cielo, luminoso o terribilmente grigio e triste, ma sempre con un occhio fisso sulla bellezza. di quello che scegliamo attorno a noi, che prediligiamo, che ci rende non dico felici ma che scegliamo, appunto. Tra tanti altri luoghi, assai, assai più comuni e esteticamente,per qualcuno, fastidiosi, senza fascino alcuno. Non si possono cercare “messaggi”, nè proclami nei libri di Salter Si può solo goderne. c’est magnifique, utilise-le bien.
    @ POLISSENA – E’ una questione di atmosfere. come il libro, NON il film, TRENO DI NOTTE PER LISBONA. prova a leggere la storia del giovane medico Amadeu, della fantasia di Gregorius, la sua fuga verso qualcosa di bello e di nuovo. Prova – Promets – moi. Ciaociao.

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  14. @ Adour che invidia ho per il tuo wine-book! il posto che descrivi mi ha ricordato un luogo simile del quale si parla in un libro di Carofiglio….. possibile?
    Dove vivo io, se sei fortunato al massimo trovi una Feltrinelli dove ti fanno un anonimo caffè….
    In due giorni ho finito LACCI. Grazie del consiglio!

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  15. @Falco : il libro di Starnone ( alias Elena Ferrante?) l’ho trovato duro spietato e crudele.
    E’ tanto spietato in quanto vicino ad una realtà che si consuma sempre più spesso all’interno della famiglia.
    Il Dolore lancinante di una famiglia che si spezza, è un dolore profondo dove tutti sono vittime.
    Mi piacerebbe,davvero, sapere il tuo pensiero riguardo questo libro e questo autore che scrive in maniera diretta ed incisiva.

    @Cam: il libro di James Salter lo trovo incantevole, con una scrittura lirica, che lascia spazio all’immaginazione del lettore, la storia entra quasi in secondo piano rispetto alla scrittura di questo magnifico autore. Sono a più della metà del libro, e sinora al di sopra delle mie aspettative.

    @Polissena P : Certo. Esistono libri che ti possono sembrare noiosi, ma da cui non riesci a staccarti, ed alla fine non ti deludono mai.

    Abbracci e sorrisi per tutti

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  16. @ Adour,
    ma certo che riesco a staccarmi dai libri che non mi interessano. Non ci perdo proprio tempo, se non quello strettamente necessario a capire che questo autore, questa storia, questo stile non fanno per me. C’è tanto da leggere, perchè dovrei incaponirmi su qualcosa che non mi darà niente.

    A volte è un po’ come quando andavamo a scuola, c’erano professori che ti facevano amare anche le materie più astruse ed altri che proprio non avevano il dono di tenerti svegli. Scusa Camilla, ma Pascal Mercier, per me è uno di questi.

    Ma la mia domanda era un’altra. Avete incontrato anche voi dei libri che ritenevate importanti, profondi, degni di ammirazione, ma che invece vi hanno profondamente annoiato? E, nel caso, siete andati strenuamente avanti o vi siete arresi, come spesso faccio io?
    Mi sarebbe piaciuto che qualcuno fosse intervenuto con le sue esperienze.
    @ Ennore?

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  17. Ciao @Polissena, a me è successo con “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, per il quale ancora mi sento in colpa ad averlo abbandonato a più di metà lettura , prima o poi lo finirò perchè mi sembrava potesse rivelarmi qualcosa di importante.
    Poi con “tre donne forti” di Marie Ndiaye, letti i primi due racconti l’ho abbandonato terribilmente infastidita dal suo stile di scrittura, ogni riga e ogni parola sembravano una seduta dallo psicanalista, non lo reggevo anche se magari proprio quello era l’intento, sondare nei minimi dettagli la psiche dei protagonisti e darcene conto, ma insomma è andato , amen.
    Infine ho trovato parecchio pesante “Luce d’agosto” di William Faulkner, ma ho tenuto duro, l’ho terminato e non me ne sono pentita perchè mi ha lasciato come dire, un’ombra di consapevolezza profonda sul problema razziale degli stati americani del sud e sugli abissi dell’anima umana e un’immagine unica che pare una forografia stampata nella mia testa: una donna di colore incinta in viaggio lungo una strada assolata che vince su tutti con la sola sua forza e la pazienza ..eh le donne..!
    In attesa anche “Cassandra” della Wolf, in attesa dai tempi della seconda liceo.. 🙂

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  18. @Polissena,
    innanzitutto non dobbiamo sentirci in colpa quando abbandoniamo una lettura, perché ci stiamo avvalendo di un diritto inalienabile del lettore, sancito anche dalla convenzione di Ginevra…😏
    Personalmente ho tre modi di approcciare una lettura che non mi soddisfa:
    Abbandono 60%
    Continuo fino alla fine per sapere come finirà o per la speranza che migliori 10%
    Dal momento in cui mi rendo conto che non mi piace, comincio a saltare paragrafi e a leggere velocemente, per vedere comunque come finisce 30%

    Del primo caso ho molti titoli, ma non li diró neanche sotto tortura per rispetto degli scrittori e di chi magari invece, ha apprezzato.

    Per il secondo caso ho una lettura recente : LE PARTICELLE ELEMENTARI

    Terzo caso, ad esempio un paio di libri di Umberto Eco, successivi a IL NOME DELLA ROSA ( fra i miei preferiti in assoluto)

    Riguardo a Treno di notte…, non posso esprimere un parere, in quanto ho visto solo il film, per me bello, ma non imperdibile.

    Buone letture a tutti

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  19. @Adour, Lacci è la storia di un matrimonio affogato nel dolore, nel rancore e nella tortura che il tornare sui propri passi porta con se. Starnone mi è piaciuto: è diretto e incisivo, come dici tu, bravo a raccontare con stile, con linguaggio pulito, senza eccessi né valutazioni morali. I piani temporali sono ben congegnati . Tutti i personaggi sono vittime? mi è parso che le vittime più incolpevoli siano i due figli a cui è stata regalata una infanzia e una giovinezza straziante e la cui ferocia finale mi pare nell’ordine delle cose ……
    Davvero Starnone potrebbe essere la Ferrante? A parte la città di Napoli che ricorre in entrambi gli autori, non trovi che le due scritture siano molte diverse?

    @Polissena, proprio a proposito della Wolf, che ne diresti di chi abbandona La Signora Dalloway pur nell’assoluta certezza di perdersi qualcosa di unico?

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  20. @Polissena
    più specificatamente sulla tua domanda: non ricordo di essere rimasto profondamente deluso da un libro sul quale avevo molte aspettative, forse per un paio di libri di Eco e qualche altro come detto nel post precedente (L’ISOLA DEL GIORNO PRIMA o LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI ad esempio) . A volte mi è successo di aspettarmi qualcosa di diverso, vuoi per il titolo, per la sinossi o magari per la critica (Murakami ad esempio). Fortunatamente, spesso ho invece avuto sorprese positive ( PARLAMI DI BATTAGLIE DI RE… ad esempio).
    Parafrasando su situazioni più importanti, spero che il libro più bello che abbia mai letto, sia il prossimo…

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  21. @Adour,Falco
    Forse il libro di Carofiglio potrebbe essere “Testimone inconsapevole”?
    Anche a Genova, nella città vecchia, fra i caruggi (o caruggi)…sono nati alcuni di questi wine-bar libreria (ma si possono sorseggiare anche thè speciali e tisane) normalmente sono ricavati nei fondi di splendidi palazzi seicento/settecenteschi. Per chi mai capitasse a Genova, potrei consigliare il Nouvelle Vague di Vico Sarti…no Adour, so già che pensi…da buon genovese, sto facendo pubblicità ad un mio locale… ;-)Magari, mi piacerebbe, comunque non è vero che i genovesi sono tirchi e amano le “palanche” e se mi dai…5 euro ti spiegherò perchè!!! 🙂

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  22. @tutti –E poi ci sono libri ambigui, che attirano e deludono, per attirare di nuovo dopo una o due pagine. Come certi innamoramenti, ma chi sei tu? Ti chiedi. Così mi sta succedendo con IL REGNO di Emmanuel Carrere. E quando hai deciso di mollarlo, perchè di te ( di me lettrice) non gli importa affatto, preso come è da sè stesso, in ammirazione costante del proprio talento da mago della scrittura, che crea continuamente costruzioni letterarie che poi crollano come castelli di carte. E allora aspetto a dirgli basta a questo libro, mi accontento di dirmi quanto sia inutile, per me agnostica e disinteressata all’argomento,questo libro, spesso noioso, mi domando cosa mai mi importa che uno come Carrere mi racconti la storia degli evangelisti che da ben altre sapienze è stata migliaia di volte raccontata, da millenni . Ma non ci riesco, devo leggerlo, magari poche pagine al giorno , con pazienza ma con attenzione. Ci sono le sorprese, nascoste tra fiumi di storie di cui non . Eppure. Qualcuno lo ha letto tutto ? ciaaociao

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  23. @ Editalara,
    è veramente strano ma dei tre libri che hai nominato il primo e l’ultimo li ho anche io ed anche io non sono riuscita a leggerli. L’OPERA STRUGGENTE DI UN FORMIDABILE GENIO l’avevo iniziato e credo di averne letto un bel po’ prima di arrendermi. Se qualcuno mi convincesse a leggerlo, dovrei ricominciare da capo e, probabilmente interrompermi di nuovo.
    LUCE D’AGOSTO sta lì, come un muto rimprovero. Un giorno o l’altro lo riprenderò visto che mi incoraggi.

    @ Ennore,
    quando il non dimenticato Illex scriveva ancora sul blog ci siamo pubblicamente confessati quanti libri abbiamo lasciato sui muretti. Di alcuni c’era da vergognarsi, dato che erano considerati capolavori. Tu invece non confessi e mi lasci con la curiosità.

    @ Falco,
    lasciare la Signora Dalloway?
    E perchè no, ho fatto anche di peggio

    E mi auguro, come Ennore, che il libro più bello sia il prossimo

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  24. @ennore
    Un genovese tirchio,ma quandomai, ho visto genovesi affittarsi il proprio letto di giorno, o raccogliere le monetine da 1 centesimo dicendo “sa ne faccio collezione”, o pregare che il camioncino dell’idraulico davanti a casa sua, fosse l’amante della moglie.
    Ma un genovese che per 5 euro ti da solo indicazioni, mai.
    Troppo caro.
    Per 50 centesimi, alcuni ti fanno anche la mappa dettagliata se gli presti matita e carta.
    E per 1 euro ti portano pure in spalla, imitando un taxi 😉 😀 😀

    Non ci sono più i genovesi di un tempo

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  25. @Polissena davvero una coincidenza divertente!
    p.s. riguardo Luce d’agosto Quel romanzo sta avendo un effetto postumo alquanto anomalo ma che accolgo con piacere : il personaggio positivo e dalla volontà di ferro di Lena, che incinta intraprende un viaggio davvero difficoltoso per l’epoca, si è trasformata nella mia mente in una donna di colore anche se non lo è affatto! Non so spiegarmelo ma nella mia testa il suo “ricordo” è di una bella ragazza incinta che cammina nel caldo torrido lungo una strada polverosa.. ed è di colore !
    forse è proprio questo il segreto di una lettura faticosa ma che alla fine porta dei frutti..cambia il tuo modo di vedere le cose in modo inaspettato e sorprendentemente positivo !

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  26. A Roma, all’Auditorium Parco della Musica, abbiamo avuto per tre giorni “Libri Come” ed a giudicare dalla folla che comprava libri e che cercava di trovare i biglietti per le varie manifestazioni, non si poteva proprio dire che l’amore per la lettura fosse in declino.
    Gli autori erano moltissimi, tanto per citarne alcuni, Eco, Ferrante, Baricco, Carofiglio, Camilleri, Mazzucco e tra gli stranieri Ellroy, Zadie Smith, Pennac, Carrère, Sepulveda, che ha però dato forfait come anche Barry Gifford .
    Ma, a parte il fatto che era molto difficile trovare i posti e che molti biglietti si sono esauriti subito, io ero lì per un solo scrittore, con il suo libro TERRE RARE già letto in mano e con il mio biglietto. Insomma ero lì per amore di Sandro Veronesi.
    Che ci posso fare, l’amore è cieco e anche se qualcuno arriccerà il naso, io trovo in lui una profondità rara sotto una leggerezza ironica. Uno stile moderno, attuale ed una vicenda più che plausibile ed ancorata al presente.
    Ritroviamo nel libro, il Pietro Paladini di Caos Calmo, trasferito a Roma con un lavoro molto meno prestigioso ed una vita molto più modesta. Gli capiteranno una quantità di problemi e disavventure da cui saprà faticosamente uscire, prendendo contemporaneamente coscienza di sè e di quello che realmente è e vuole essere.
    Le ultime pagine in cui l’amata figlia Claudia lo prega di tacere e di fare parlare solo lei perchè finalmente si arrivi ad una mutua comprensione, sono, per me, un pezzo di bravura addirittura commovente.
    Fatto sta che mi sono fatta firmare il libro e, cercando esprimergli la mia ammirazione, mi sono impappinata in una tale serie di sciocchezze di cui ancora mi
    vergogno. Per fortuna sono stata subito dimenticata!

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  27. Elena Ferrante? Mi sono sbagliata perchè ho visto il suo nome tra gli altri. Lei non c’era, ma un gruppo di 6 donne, tra cui Anna Bonaiuto e Melania Mazzucco – le altre non le conosco – il 13 marzo si sono riunite per un ‘reading’ chiamato “Come Elena Ferrante”.
    Per altre informazioni cerca su “Libri Come”. E’ stato veramente un gran successo. Purtroppo gli scrittori erano tanti ed in contemporanea e le sale, un po’ troppo piccole, non erano sufficienti per tutta la gente che c’era. Mi sono persa Carrère!
    Ciao

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  28. @Polissena…considerati i tuoi eccellenti consigli, ti do credito anche per Veronesi il cui CAOS CALMO mi è stato bruciato da un film modesto ( fra le mie innumerevoli manie c’è anche il non leggere mai un libro dopo averne visto la trasposizione cinematografica ).

    Qualcuno conosce Nevo Eshkol? ho trovato NEULAND di cui non so proprio nulla e comprato perché non so resistere agli scrittori israeliani.

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  29. @Cristina: Mi fa piacere che tu stia tornando a commentare. I tuoi ultimi interventi non hanno mai superato il rigo e mezzo di lunghezza, ma è già un progresso rispetto alla Cristina che si esprimeva solo per citazioni. Adesso il prossimo step sarebbe tornare ad essere la Cristina vivace di un tempo, che esprimeva pareri articolati e intavolava piacevoli discussioni con nipoti e non. Buon fine settimana! 🙂

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  30. @Cristina
    Cristina, per combinazione sto rileggendo “L’amore molesto”, da te consigliato quest’estate! Non so dirti quanto mi stia tornando utile questa rilettura!! Cosa stai leggendo?

    @WWayne
    In quale prateria letteraria stai scorrazzando?

    Ciao a tutti,
    Mari

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  31. @Mariangela: Proprio stamani ho finito di leggere un bel libro di Storia Romana: “Il delegato del principe” di Paolo Viotto.
    Adesso sono già a pag. 50 del libro successivo: “Il maledetto” di Joyce Carol Oates. Da quel poco che ho letto mi pare di capire che l’autrice sia tornata su un tema frequente nella sua produzione, il razzismo: infatti il romanzo si focalizza soprattutto sul Ku Klux Klan e su come esso venisse percepito dagli americani agli inizi del 900.

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  32. UNA PERFETTA FELICITA’ di James Salter Guanda editore

    James salter è un 90enne autore americano, poco noto, enormemente rivalutato dalla critica, in quest’ultimo romanzo. Di cui grandi cose ha scritto Banville e #nientedimenoche Barnes.
    Un altro cantore della famiglia “Borghese americana” che affonda la sua differenza, nella liricità della sua scrittura, asciutta, fitta, con dialoghi spietati e solo apparentemente superficiali.

    Il libro si snoda in poco più di 50 anni, per raccontare un microcosmo, che racchiude in se tutti gli ingredienti per una PERFETTA FELICITÀ.
    Una famiglia borghese,(alta borghesia ) due figlie, un cane festante, (beh un cane non manca mai) una elegante casa sul fiume, amici, cene, teatri. Una mondana quotidianità.

    Può Bastare?

    No.

    Poichè, come diceva Gabo, “Nessuna medicina è in grado di curare ciò che la felicità non riesce a curare.”
    E questa malattia insanabile, si chiama “inquietudine.”

    E’ l’inquietudine di Nedra, che non le permette di riconoscere la felicità in quello che ha, la sua casa, i suoi figli, i suoi amici. Ma cercarla attraverso, la scoperta di nuovi continenti, l’europa, e di uomini capaci di possederla più che amarla. Nedra è bella, lucente, desiderata, ed il suo più grande vantaggio, è che sa di esserlo.
    Ma l’inquietudine, è un buco nero che tutto divora, dapprima le vite, poi i sogni, ed infine la speranza di una ricerca, quella della felicità, che alla fine è stata solo vana.
    ___________________________________
    “….ci sono due vite in realtà, quella che la gente creda tu stia vivendo,e c’è l’altra. E’ quest’altra a causare guai, quest’altra la vita che desideriamo vedere” (Viri)
    ____________________________________
    Viri, è il suo alter ego. E’ il marito sottomesso. Cinematograficamente, l’attore non protagonista.
    E’ l’uomo senza ambizioni, operoso, apparentemente padre devoto, in realtà anche lui infedele, per una sola donna che gli rimarrà nel cuore. Fino a quando, abbandonato, si risposerà e scoprirà, quello che la sua viri e la sua amante gli hanno sempre rifiutato, l’amore, che è quasi adorazione da parte di una donna (italiana, chissa perché).
    Ma l’inquietudine è anche un male contagioso che non risparmia nessuno.

    La crisi di una coppia alla ricerca vana della felicità, permette a Salter di sviscerare tematiche profonde, l’amicizia, l’arte, l’amore, l’essere genitori, la vecchiaia che incombe come fine dei sogni, fino alla morte. Tutto questo in una storia, che la magnifica e potente scrittura di Salter mette in ombra, esaltando un dedalo di personaggi, profondi, spiritosi, sognatori, cinici. ViVi.
    __________________________________
    Sei felice?
    Si, supponglo di si.
    Sai cosa dice Krishnamurti? Che consciamente o inconsciamente siamo tutti dei perfetti egoisti, e che crediamo che vada tutto bene,soltanto finchè riusciamo ad ottenere quello che vogliamo.
    E’ questa la felicità?
    Non lo so. So solo che non ottenerlo, rende di sicuro infelici.
    __________________________________

    PS : oggi è la giornata mondiale della Felicità, e voi avete fatto qualcosa, qualsiasi cosa. per poter essere felici anche per un sol attimo?

    PS: ringrazio per questo libro, Luisa e la nostra adorabile Cam .
    Felicità 🙂

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  33. @Cristina: Per me erano piacevoli. Per gli altri chiaramente non posso parlare, ma suppongo che fossero piacevoli anche per loro, dato che in molti ti abbiamo chiesto di tornare ad essere la vecchia Cristina. E piano piano stai tornando ad esserlo, per fortuna. 🙂

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  34. @Wwayne @tutti
    Vedo che il romanzo di Oates conta più di 650 pagine, sapresti consigliarmi un titolo della stessa autrice un po’ meno corposo che a tuo parere valga la pena leggere? Io non la conosco.

    @Cristina @tutti
    I tuoi commenti non sono (naturalmente mi esprimo al presente) sempre “piacevoli”, ma per quello che mi riguarda, qui, sono indispensabili.

    @Tutti @Camilla
    Qualcuno di voi ha letto “Divorzio all’islamica in viale Marconi”? Camilla, non sto “usandovi” come un ufficio informazioni, è proprio che mi piace sentire il vostro parere sui libri che ho letto anch’io. Io l’ho gradito molto, leggero, spiritoso, potrebbe anche aiutare a superare qualche pregiudizio.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  35. @polissena
    Magari Ferrante era una di quelle sei. O comunque forse era tra il pubblico.
    Oppure era Umberto Eco.

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  36. @adour — Grazie della recensione, Una perfetta felicità non è un libro facile. Tu ne hai colto la magia.
    @cristina– indispensabili , anche per me.
    @Mariangela . non ho letto quel libro. Anche a me piace moltissimo sentire i vari pareri ma, purtroppo, le letture comuni sono poche. speriamo diventino di più. ciaociao

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  37. Bisogna stare attenti alle parole meglio aggettivi.
    ____________________________________
    Le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste (Carver.)
    ——————————————————

    @Polissena P @carlo . Anch’io vedo sempre più gente partecipare ad eventi letterari e non. Ed è meraviglioso, sapere, vedere questa nuova socializzazione culturale, il bisogno di uscire dalla propria “nicchia” di lettore solitario,neghittoso (mi piace questa parola carveriana), questa voglia di stare insieme.

    Pertanto propongo (ma forse anni fa l’avevo gia proposta?) questa idea.
    Sarebbe bello , che chiunque di noi che partecipi ad un festival , sia letterario che artistico, nella propria città o sia intenzionato a farlo, potesse condividere qui,con noi, la sua esperienza. Magari anticipando, qualche eventuale avvenimento culturale, qualcuno si potrebbe organizzare e magari partecipare. La troverei , una squisita gentilezza verso tutti noi, e comunque di pubblica ed amichevole utilità Bloggaria.
    Non sarebbe magnifico?
    Ora non vi entusiasmate troppo,vi vedo già già accalcarvi, come quando è successo sulla giornata mondiale della felicità 😉 😛

    PS ora Scrivo a Miss @lettoreambulante, per invitarla nuovamente a riscrivere, mi manca.
    PS post PS: vedo nel re-tweet di luigi (detto giggino) 😉 qui alla sinistra che il libro di Giorgio Fontana, è piaciuto moltissimo ad ilaria, bene.

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  38. @Adour, la tua é un’ ottima idea ed io penso di aver sempre cercato di condividere tutto, ma forse siamo troppo individualisti. Se ti ricordi, quando tu gproponevi di vederci a Roma per una pizza ho addirittura offerto ospitalità ma…non mi ha risposto nessuno.
    Chi vuole venire alla mostra di Matisse?

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  39. @Polissena
    purtroppo non c’ero: non mi hanno invitato!!
    (Naturalmente scherzo: avrei voluto andarci, ma avevo programmato il w.e., nel quale, a causa di una scadenza, ho dovuto invece lavorare). E per la stessa ragione è da un paio di anni che non riesco ad andare neanche alla fiera dei piccoli editori (Più libri, più liberi), alla quale partecipavo sempre potendovi pure entrare gratis, essendo accreditato da anni (e pensa cosa possa significare per me, essendo genovese..!!!).
    Quanto a Matisse debbo confessare di non amarlo molto. E di essere attratto molto di più dal mio amato Morandi. E siccome poi tra lavoro, assistenza ai miei vecchi ultranovantenni abbandonati a badanti, una cosa e l’altra, non riesco mai a vedere le mostre che pure mi interessano molto (negli ultimi tempi mi sono già perso altre che consideravo irrinunciabili: Vermeer, Turner, Memling, …) …

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