I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne @Tutti
    Wwayne, mi permetto di offrirti qualche pensiero di questo grande aforista (tela sei voluta):

    • Due specchi l’uno di fronte all’altro: per il miope significa confusione, per il presbite immensità.
    • La verità si troverebbe nel mezzo. Nient’affatto. Solo nella profondità.
    • Fra due verità parimenti crudeli abbiamo interposto la consolatoria menzogna dell’immortalità.
    • Ciò che logora le nostre anime nel modo più rapido e peggiore possibile è: perdonare senza dimenticare.

    Gli aforismi di Schnitzer io li ho apprezzati nei seguenti testi, ma mi sembra di ricordare che siano state pubblicate anche altre raccolte:

    • Arthur Schnitzer, “Opere”, Mondadori, 1988.
    • Arthur Schnitzler, “La trasparenza impossibile”, Passigli Editore. A cura di Luisa Coeta.

    Ciao,
    Mariangela

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  2. Avatar carloesse
    carloesse

    Gabrilù, se tu fossi veramente bannata mi sentirei di organizzare una sommossa, ma al pari di Cristina non ci credo proprio (da quel che mi pare di conoscere ormai del Gavazziluigidettointer).
    E neanche io ho però capito il tuo riferimento ai “commenti individuali”. Ci sono anche quelli “collettivi” ? E i 2 che tu hai postato oggi che cosa sarebbero?
    Non comprendo…

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  3. Avatar wwayne

    Tra l’altro non è possibile bannare su WordPress. Lo so per esperienza personale: a Gennaio volevo bloccare un blogger che aveva scritto 2 commenti molto sgradevoli sul mio blog, e scoprii che WordPress non contempla questa opzione. Puoi cestinare i commenti di chiunque, ma non puoi bannare nessuno.
    Carloesse, ma davvero organizzeresti una sommossa sotto casa di Gavazziluigidettointer? Se sì, porteresti armi da fuoco o armi bianche? E non scordare la giubba rossa, fa garibaldino! : )

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  4. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne
    Scusami Wwayne, ma non sono d’accordo con l’incipit della tua recensione: io ho sempre fatto il tifo per i barbari, fin da ragazzina; quando poi mi sono imbattuta in Arminio il Cherusco che nella selva di Teutoburgo ha sbaragliato le legioni di Augusto, ho trovato il mio eroe, alto, biondo con gli occhi grigi come il metallo della sua alabarda (così melo figuravo io, azzurri sarebbe stato banale) con il rischio di sorbirmi tanta magniloquenza pangermanica pericolosamente sbandierata da sinistre ideologie.

    Ognuno ha le proprie debolezze, non siamo sempre immuni alla retorica: se solo nomino Armin, sento ancora oggi il gorgoglio del Reno e il canto della Loreley (Boll diceva che il Reno è una cloaca, anche culturale, da cui tanti – e non sempre con buone intenzioni – hanno attinto), ciò non di meno: “Varo, Varo, ridammi le mie legioni”

    Ciao,
    Mariangela

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  5. Avatar wwayne

    @Mariangela: Hai capito male. Ho scritto che il lettore VIENE PORTATO a tifare per loro; poi certo, il singolo lettore ha sempre la facoltà di ribellarsi e supportare gli altri. Io stesso quando leggo un romanzo storico faccio come te e tifo per gli altri (siano essi i barbari o gli indiani d’America), perché so che nella maggior parte dei casi avevano perfettamente ragione loro. Grazie per avermi fatto conoscere il tuo parere sulla mia recensione! : )

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  6. Avatar cristina
    cristina

    @Mariangela…ma che gusti strani che hai! se ti piace un bel fustacchione biondo tutto OK perchè no, ma proprio fra i barbari te lo devi cercare? scherzi di quando si è piccoli, non si capisce proprio nient…. (no?)

    Sto leggendo ,abbastanza piano, IL FIGLIO di P. Meyer. Sono a circa un terzo ( sono quasi 600 pagine toali)
    Non sono abituata a questo genere di narrativa, dove gran parte ( non tutto) tratta di uccisioni, di scorribande a cavallo, di fegati crudi di bisonte mangiati innaffiati dal succo della bile, di sangue bevuto caldo dalla vittima agonizzante , di scotennamenti ( e poi al morto casca la faccia non più tenuta dallo scalpo, ohi ohi) e di come si costruisce un arco o uno scudo, di come si scuoia un cervo, di come si fa la corda di un arco e si uccidono gli animali pe il gusto di esercitare la mira. Per dire: le ciotole per bere quando uscivano a cavallo erano le mammelle – tagliate e essiccate – delle bufale.
    Roba abbastanza forte, insomma.
    Bè …poi sotto la narrativa guerriera di un ragazzino di 14 anni – di cui non posso dire altro – c’è l’epopea di una famiglia :4-5 generazioni di americani bovari e coltivatori prima, poi petrolieri ricchissimi negli anni 20-40 del Novecento. La loro storia, le loro ambizioni, i loro errori, le loro colpe.
    Tremendi i Comanches, ma tremendissimi anche i McCulloughs, che sterminano s enza battere ciglio i loro vicini tejanos, trucidando il vecchio Pedro, le bambine, la moglie, i figli e poi dando fuoco alla veccjia bella casa, per un supposto e nemmeno tanto sicuro furto di bestiame.

    Il meccanismo però è potente: si infiamma uno, mette in giro il sospetto contro i messicani ( “scimmie mal sopportate”…), predica vendetta, altri bianchi si uniscono, l’ira collettiva sobbolle e aumenta fomentata dalla banalità del male – invidie, dicerie, maledizioni, bisogno apparente di difendere la poprietà, il bestiame, la terra, le donne,razzismo, s enso di superiorità – e via che parte la spedizione punitiva, notturna, l’agguato infame. Intanti contro pochi, giusto per essere cavallereschi.
    Vi ricorda nulla? nulla di recentissimo? C’è un feroce realismo in questo libro, il meccanismo è disvelato appieno, e messo sotto i riflettori così che lo si capisce poprio bene: è la ferocia di chi ragiona a questo modo: prima lui ha rubato la terra uccidendo gli indiani, ora io la rubo a lui uccidendolo, è la storia umana che gira, il mondo va avanti così. Chi parla è un patriarca,il Colonnello, e su di lui grava un fitto mistero che è,in parte, anche il sale del libro.
    C’è il tessuto del capitalismo rampante americano, il fatemi largo che passo io, la brama di potere, di denaro….la tracotanza oppressiva e violenta del bianco ricco su chi sente inferiore e sottoposto.

    Copio tre belle righe dal Washington Post su questo – bel – libro:
    “Ecco la storia degli Stati Uniti scritta nel sangue sulle pianure del Texas, un ciclo di duecento anni di ruberie e assassini che fa a brandelli qualunque mito aureo di sviluppo civile”.

    Altro che i tuoi barbari cara Mariangela, rispetto a questi quelli erano degli agnellini inesperti !!

    Ne parlerò ancora, de IL FIGLIO. Ma il libro è davvero avvincente, e ben scritto oltre che ben costruito narrativamente.

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  7. Avatar cristina
    cristina

    Non ce la faccio a non copialo-incollalo. Sommessa, modesta e acuta, com’è lei, Michela Mugia così scrive sul suo blog ( che vale sempre la pena di tenere sottocchio…)

    “Ho passato cinque giorni al Festivaletteratura di Mantova. Ho assistito a incontri su temi su cui aspettavo da anni una riflessione acuta, una parola sensata, uno sguardo che andasse oltre quel che si può vedere. Ho vissuto collisioni con intelligenze di tale portata da farmi chiedere come ho fatto fino a questo momento a credere di capire qualcosa del mondo senza ancora averle incontrate. Ho imparato facce nuove e rivisto facce amate. Ho condiviso tutto quello che potevo dare e dire. Non oso però raccontare davvero cosa ho vissuto. Ho la certezza malinconica che qualunque descrizione provenisse da quella zona franca di lettori, idee e pensatori somiglierebbe suo malgrado a una cartolina spedita da un mondo che muore. Leggete, prima che sia troppo tardi.”

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  8. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina, @WWayne
    il fascino di Armin non discendeva ai miei occhi di adolescente dal fatto di immaginarlo fustacchione (ai tempi, semmai, faceva più presa la capigliatura bionda), ma dal fatto che era un germano e che era riuscito a sconfiggere gli invasori, i ben più organizzati romani, un po’ la storia di Davide contro Golia. D’altro canto, come non rimanere sedotta da gente che, nel folto della foresta, adora i propri dei, ecc. ecc.?

    Scusatemi la banalità, se i libri di WWayne ogni tanto mi ricordano “Quel treno per Yuma”, quello che hai descritto oggi mi ha ricordato “Dallas”, i primi episodi, però, dove JR era cattivo, ma così cattivo da fare veramente arrabbiare. Lo so che non c’entra niente, ma è stato il primo pensiero.

    Ciao,
    Mariangela

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  9. Avatar wwayne

    Lietissimo d’averti evocato dei ricordi del passato, zia Mariangela! : )

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  10. Avatar cristina
    cristina

    Dallas???????? ma sto parlando del 1850 …. son senza parole.

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina@WWayne
    Sono due termini di paragone illustri, mica un’offesa!

    @Maria_Teresa @Tutti
    MariaTeresa, tu scrivi che chi legge cose profonde non sempre brilla per empatia, e posso essere anche d’accordo, ma mi capita più spesso, molto più spesso, di trovare intolleranza e diffidenza verso chi legge, se poi ha deciso di leggere cose profonde, peggio per lui se l’è proprio cercata, deve pagare il fio della sua colpa.

    Ciao a tutti,
    Mariagela

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  12. Avatar cristina
    cristina

    @… allora cambia frequentazioni Mariangela!

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina@Tutti@MariaTeresa
    Beh, per fortuna le persone che incontro quando mi confronto sui libri non sono, in genere, diffidenti verso chi fa letture impegnate, per quanto, pur restringendo il discorso al GdL, anche lì, non manca mai quello che non sa andare oltre a quello che piace a lui (capita anche a noi e non ce ne accorgiamo).

    Fuori dal GdL, in generale, non so voi in base alla vostra esperienza, ma penso che la diffidenza provocata dal fatto di essere lettore l’avrete pure sperimentata una volta nella vita, o no? Cara Cristina, c’è poco da cambiare frequentazioni, il mondo è quello che è.

    Ciao,
    Mariangela.

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  14. Avatar antonellina
    antonellina

    @Mariangela, proprio come hai scritto, “subisco” da una vita la diffidenza provocata dal fatto di essere lettrice. Ho, tuttavia, virgolettato, perché ho sempre considerato questa diffidenza, da parte di chi non legge affatto, una sorta di invidia che, nel tempo, ha provocato in me soltanto, come riscontro, una grande forza interiore, un accrescimento, ma anche, brutto a dirlo, un leggero senso di superiorità. Certo è che la lettura forte, fatta a certi livelli non moderati, ma che rasenta i limiti della compulsione, sicuramente rappresenta un’attività a dir poco isolazionista, e questa è la spiegazione che attribuisco al fatto che non sia per tutti, e che dipenda esclusivamente dall’indole più o meno solitaria. Ciao a tutti e buone letture.

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  15. Avatar alex
    alex

    M’intrufolo anch’io in mezzo a quest’animata discussione, un po’ a casaccio, solo per elencare i miei preferiti (per ora) del 2014:

    – “La pazza di casa” di Rosa Montero (me ne sono praticamente innamorata!)
    – “Settanta acrilico trenta lana” di Viola Di Grado
    – “Zia Mame” di Patrick Dennis

    Tutti gli altri sono passati senza lasciare praticamente alcun segno.

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  16. Avatar wwayne

    Io invece elenco TUTTI i libri che ho letto nel 2014, nell’ordine con cui li ho letti:

    Paul Doherty, “Alessandro Magno e l’ uomo senza dio”
    Fred Grove, “L’ ultima mandria”
    William Hopson, “I mocassini di sangue”
    George Pelecanos, “Angeli neri”
    Lewis B. Patten, “L’ avvoltoio non aspetta”
    William Hopson, “Trentacinque cavalieri indiani”
    Stephen King, “Doctor Sleep”
    Lewis B. Patten, “L’ uomo del Montana”
    Joyce Carol Oates, “Ragazza nera ragazza bianca”
    Lewis B. Patten, “Hai perso la testa, perderai tutto”
    Michael Brett, “Morte tra gli hippies”
    Paul Doherty, “Alessandro Magno e la vittoria impossibile”
    Q. Patrick, “Il caso Cragge”
    Lewis B. Patten, “La sola pace per i killer”
    Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
    Lewis B. Patten, “Vieni avanti e spara”
    Patrick Quentin, “Da’ una spinta al destino”
    Lewis B. Patten, “Con gli indiani alle calcagna”
    Stephen King, “Duma Key”
    Joyce Carol Oates, “Ragazze cattive”
    Richard Stark, “Flashfire – Fuoco a volontà”
    Joaquín Guerrero Casasola, “La legge del più forte”
    Philip K. Dick, “L’ uomo dei giochi a premio”
    Davide Del Popolo Riolo, “De bello alieno”
    Lewis B. Patten, “Salute a te”
    David Gibbins, “Distruggi Cartagine”
    Lewis B. Patten, “Le pistole pazze”
    Lewis B. Patten, “Se piangi se ridi”
    Lewis B. Patten, “La vedova e Geronimo”
    Richard Stark, “Parker: a ferro e a fuoco”
    Richard Stark, “Luna – Parker”
    Claudio Barrella, “La bambina e il buio”
    Michael Harvey, “Chicago Way”
    Lewis B. Patten, “Ti uccido per niente”
    Lewis B. Patten, “La banda Youngerman”
    Lewis B. Patten, “Il figlio della vendetta”
    Lewis B. Patten, “Il gigante dei pascoli”
    Lewis B. Patten, “Sapore di sale”
    Bruce Boxleitner, “Pianeta di frontiera”
    Elin Hilderbrand, “La nostra ultima estate”
    Richard Stark, “Backflash – Ritorno di fiamma”
    Lewis B. Patten, “Settimo cavalleggeri”
    Audie Barr, “I figli della nuvola”
    Michele Gazo, “Il flagello di Roma”
    Richard Stark, “Comeback – Colpo su colpo”
    William R. Burnett, “Good – bye, Chicago”
    James Crumley, “La cattiva strada”

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  17. Avatar alex
    alex

    ps: bellissimo il pezzo di Fabio Geda!

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  18. Avatar alex
    alex

    pps: anche la citazione della Murgia mi piace molto (e tutto ciò nonostante io abbia letto un libro di Geda ed un libro della Murgia … ed entrambi non mi siano piaciuti affatto)

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  19. Avatar cristina
    cristina

    @alex.- sei come me- scrivi, poi ti manca un pezzetto e fai un altro post. Anni fa nel mio altro GdL avevamo letto fra le altre scrittrici spagnole anche LA PAZZA DI CASA din Rosa Montero, che io considero una scrittrice simpatica, sincera e intelligente, ma assolutamente non una fra le grandi. Di Lei avevo gustato NOTTURNO DI SOLE – una sorta di giallo con dei personaggi scombinatissimi e molto simpatici. quello è una lettura divertente e frizzante se vuoi altro di lei…

    @wwayne- ma perchè non esci dal buco e metti il naso anche su qualche libro “diverso”? hai unaa compulsività di lettura quasi preoccupante….dai che ce la puoi fare e troverai polpa per i tuoi denti. Forza bello di zia non stare sempe nel recinto chiuso ( io leggo di tutto e guardo OGNi genere di film, by the way…)

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  20. Avatar wwayne

    @Cristina: Qualche uscita dal recinto giallo/western c’è stata. Le eccezioni alla regola sono:

    Paul Doherty, “Alessandro Magno e l’ uomo senza dio” (romanzo storico)
    Stephen King, “Doctor Sleep” (horror)
    Joyce Carol Oates, “Ragazza nera ragazza bianca” (romanzo)
    Paul Doherty, “Alessandro Magno e la vittoria impossibile” (romanzo storico)
    Stephen King, “L’ ombra dello scorpione” (fantascienza)
    Stephen King, “Duma Key” (horror)
    Joyce Carol Oates, “Ragazze cattive” (romanzo)
    Philip K. Dick, “L’ uomo dei giochi a premio” (fantascienza)
    Davide Del Popolo Riolo, “De bello alieno” (fantascienza)
    David Gibbins, “Distruggi Cartagine” (romanzo storico)
    Bruce Boxleitner, “Pianeta di frontiera” (fantascienza)
    Elin Hilderbrand, “La nostra ultima estate” (romanzo)
    Audie Barr, “I figli della nuvola” (fantascienza)
    Michele Gazo, “Il flagello di Roma” (romanzo storico)

    14 libri su 47 non sono né gialli né western: è quasi un libro su 3, non puoi dire che non mi piace sperimentare.
    Di questi 14, oltre ovviamente all’ormai leggendario “La nostra ultima estate”, ti raccomando anche “Il flagello di Roma”.
    “L’ombra dello scorpione” e “De bello alieno” sono altri 2 libri a mio avviso ottimi, ma se non ti piace la fantascienza potresti non gradirli.

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Antonellina @MariaTeresa @Cristina @Tutti

    Antonellina, per certi versi è vero, può essere invidia, ma io temo che per la maggior parte dei casi si tratti proprio di incapacità di certi lettori, di molti lettori, di immaginare che leggere in modo diverso da come leggono loro possa essere attività di puro divertimento e svago.

    Un effetto benefico della lettura che spesso mi provoca problemi in società è il suo effetto domino, la sua forza di sfondare tanti portoni e farti arrivare ad altri libri e a titoli per effetto di trascinamento. È capitato che un romanzo mi abbia condotto a libri di saggistica su argomenti da me sconosciuti (quelli che Cristina chiama “gli approfondimenti”).

    Credimi, questo vale anche all’interno del GdL, ho avuto la fortuna, alcune volte, di trovare qualcuno che ha capito che è passione, curiosità, voglia di scoprire cose nuove, ma almeno in altrettante occasioni ho incontrato chi ha scambiato il mio entusiasmo per saccenteria, pedanteria, protagonismo. Lasciando stare, poi, che se cerchi di confrontarti sulla critica letteraria, anche solo, magari, per criticare il critico, per dire che ha torto, che non la pensi come lui, ti tacciano per quella che non sa pensare in proprio e che manca di autonoma capacità di giudizio (tu dici che è solo invidia? Spero proprio tu abbia ragione, In qualsiasi caso, l’importante è ascoltare tutti, ma poi fare di testa propria).

    @Cristina Nel nostro piccolo ambito, per esempio, io non ho capito, Cristina: perché mio nipote WWayne non potrebbe continuare a divertirsi leggendo i libri che piacciono a lui e nella misura e nel modo in cui decide lui?

    @Wwayne, dovessimo mai fare una di quelle belle riunioni di famiglia dove i parenti di parte di padre si incontrano con quelli di parte di madre, casa tua si trasformerebbe in un ring: ma non ci sarebbe gara, contro zia Cristina butterei subito la spugna.

    Ciao
    Mariangela

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  22. Avatar cristina
    cristina

    ah insomma!| @ Mariangela, che domanda sciocchissima ( e che spirito da ragioniera puntuale…sometimes, no?)
    perchè non dovrebbe? ma perchè se allarghi il giro ti diverti di più, apri le finestre e entra più aria! e cambi orizzonti e ti abitui a altri panorami e la mente si apre. E – per stare in tema col libro che sto leggendo – metti più frecce al tuo arco.
    A te piace solo Michelangelo e Giotto o Masaccio ? io invece amo anche O’Keefe e Man Ray e Moore e Marina Abramovic, e Carrà e e e e etc etc.

    Poi che mio nipote – non ho capito perchè dovrei avere discendenze patrilineari, proprio io!!! (!!) – continui a divertirsi in ambito ristretto sarà una condanna personale che subirò , mi sa:
    Anche mio figlio – quello auitentico – fa così, solo fumetti, horror e fantascienza ( questa in passato). Ma, giuro, proprio nessun western.
    I suoi teschi,(sai che fra i giovani il teschio va fortissimo? che generazione vitale no? ) più che di cadaveri, sono s egni di incubi post moderni.

    Sai Mariangela, io di quello che dicono questi altri che citi…me ne farei due baffi così. anzi forse quattro baffi così.
    Ma che ti importa benedetta? fai la tua strada, e compra buone scarpe! il cammino ,quasi sempre, lo si fa da soli.
    Perchè leggere, conoscere, si sa, è un cammino ( interiore).
    Smack

    (sinalefe, ma vedi quanto ci metto a leggere IL FIGLIO… anche tu?)

    Ah…
    Mai letto un libro di S. King,io, le mie amiche dell’ex forum di Fahre mi dicono che ci perdo moltissimo. Non so, ma ieri s era ho visto pe la prima volta IL MIGLIO VERDE; filmotto belloccio parecchio – tratto da una novel di King. mah, insomma chi lo sa….non mi basta una vita però, coi libri che vorrei leggere
    ma a voi, non vi viene l’ansia ogni tanto, quella di non avere abbastanza tempo? parlo per leggere – che se ampliamo il c ampo, sprofondiamo.

    Cam!! !Fatti viva, e dicci che leggi, da brava , su! anche furiosa, se vuoi, eddai

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Cristina, che dopo avere sentito tutti, ognuno debba andare avanti per la propria strada, l’avevo già premesso io; prima, però, almeno un tentativo di capire il mondo, o per lo meno di capire le persone con cui ho deciso di condividere la lettura, lo vorrei proprio fare, nel senso: se solitudine deve essere che sia solitudine per mancanza di alternative, non per non aver durato la fatica di aver fatto almeno uno sforzo, altrimenti, scusami, diventa alterigia! Come diceva Chiaromonte, dalla caverna si esce uno alla volta, con l’aiuto degli altri.

    Ciao,
    Mari

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  24. Avatar wwayne

    @Wwayne: Avrei già pronto il menù. Crostini toscani e Montebore come antipasto, schiaffettoni di primo, carne grigliata per secondo, torta della foresta nera come dolce. : )

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  25. Avatar wwayne

    Errata corrige: Al solito sbaglio l’intestatario. Il mio ultimo commento era rivolto a zia Mariangela. : )

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cristina
    Gran bel film IL MIGLIO VERDE! Sono contento sia piaciuto anche a te. Un altro gran bel film tratto da Stephen King (e forse per me il migliore) era “STAND BY ME” di Rob Reiner, da un racconto (The Body – Il Corpo) che rimane un bel gioiellino, incluso nella raccolta “STAGIONI DIVERSE”. Lo stesso King disse però che sotto diversi aspetti il film di Reiner era ancora più bello del suo racconto nel libro….

    NB: non è un horror nè un thriller, pur trattando della morte. In questo caso della avventurosa ricerca del cadavere di un ragazzino da parte di un quartetto di suoi coetanei nell’America di provincia, a cavallo tra gli anni 50 e 60. Ovviamente l’avventura resterà un’esperienza fondamentale per la maturazione di chi narra la vicenda (uno scrittore: lo stesso King?) come un ricordo indelebile della propria gioventù.

    NNB: non mi considero un particolare estimatore dello scrittore S. King, del quale peraltro ho letto molto poco.

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  27. Avatar cristina
    cristina

    @mariangela- diramazioni e approfondimenti potrebbe andar meglio?

    @carlo- sai, se non fosse che scrive dei romanzi fiume e quindi uno ci impegna settimane un libro di King me lo leggerei pure.
    Anche se mio figlio scuote la testa e dice che di certo non mi piacerebbe. Ma che ne sa un figlio, di una madre? e del mio leggere poi? nulla sa, come, forse, è giusto che sia.

    @ariangela: questo è un ordine (affettuoso, si capisce), vai alla Biblio e prendi MAUS di Art Spiegelman. Non chiedere, do it please.

    @wwayne, in quanto zia, a parte il menu cannatissimo ( io sono vegetariana…!!) l’ordine vale anche per te. Per favorissimo, dammi retta, fallo per me.
    Mi ringrazierete.

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  28. Avatar wwayne

    @Cristina: La lunghezza non è un problema quando leggi Stephen King. I suoi romanzi sono così scorrevoli e ti prendono così tanto che li divori in pochi giorni. 22/11/’63, The Dome e L’ombra dello scorpione li ho finiti tutti e 3 in meno di una settimana ciascuno.
    Per quanto riguarda il menù, ti sostituisco gli schiaffettoni con i cannelloni ricotta e spinaci, e al posto della carne grigliata ti faccio le crocchette di patate. Ma giusto perché sei mia zia! : )

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  29. Avatar carloesse
    carloesse

    IL CORPO (Stand by me) non è un romanzo fiume, ma solo un racconto (forse un romanzo-breve) in una raccolta di quattro (come le stagioni) , di circa 500 pagine (questa sì, raggiunge la tipica mole Kinghiana). Curiosamente il film è sottotitolato “Ricordo di un’estate”, mentre quello del racconto è “L’autunno dell’innocenza”. Molto più appropriato.
    Non ho mai letto gli altri tre racconti, anche se vidi il film “L’allievo” (tratto da “Un ragazzo sveglio”). Film interessante anche quello (anche se non un capolavoro), forse il racconto anche di più (storia di un brillante studente americano che scopre tra i suoi vicini un ex criminale nazista in incognito, e in qualche modo rimane affascinato dagli orrori che riesce piano piano a farsi narrare) ….
    PS: scrivendo queste poche righe mi è venuta voglia di cercare il libro e leggere tutti e 4 i racconti che lo compongono…..!!!

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  30. Avatar cristina
    cristina

    Appena finito IL FIGLIO – di Philipp Meyer – romanzo complesso, affascinante, duro, dalla struttura intersecata e dai personaggi formidabili. Non voglio scriverne oltre perchè lo ha già fatto – meglio di quanto io potrei – Michela Murgia.
    Rimetto dunque qui il link, consigliando a mio nipote di leggere questa recensione in particolare gli ultimi capoversi – che lo riguardano da vicino.

    http://www.michelamurgia.com/cultura/libri

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  31. Avatar wwayne

    @Cristina: Ho capito benissimo a cosa ti riferisci. Tu e l’autrice dell’articolo condividete un senso di superiorità nei confronti dell’America e degli Americani. E’ un modo di pensare abbastanza diffuso, anche il mio compagno di banco del liceo ce l’aveva. C’è in molte persone l’idea per cui gli Americani ci sono inferiori, perché non hanno storia, perché hanno una cultura ma vale meno della nostra, eccetera.
    Sono argomentazioni che non condivido. Non solo perché ci sento un pericoloso puzzo di razzismo (anche se imbellettato da motivazioni storico – culturali), ma anche perché non è affatto detto che un popolo senza storia e/o una rilevante cultura debba essere per forza inferiore ad un altro che questi requisiti ce li ha. Ma sono opinioni personali, e io rispetto il vostro punto di vista.

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  32. Avatar Sinalefe
    Sinalefe

    Cosa significa per il pastore Biartur l’indipendenza? Vivere fuori dal mondo, trascurare gli affetti e qualsiasi relazione umana, lottando contro un ambiente ostile ma considerato l’unico mondo possibile, resistendo alla fame, alle intemperie, alle divinità nemiche. Ma Biartur affronta tutto questo con orgoglio e totale abnegazione, opponendosi alla natura matrigna, solo per essere proprietario della propria terra. Anche se questa è arida e il gregge è infestato di vermi. Il romanzo GENTE INDIPENDENTE dello scrittore islandese Halldór Laxness, premio Nobel nel 1955, mi ha appassionata perché, pur raccontando un mondo a me ignoto, ha generato una profonda affinità di sentimento. Un romanzo, a mio parere, difficile, da leggere poco per volta, ma capace di stimolare riflessioni profonde e indimenticabili.

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  33. Avatar cristina
    cristina

    …”Quel che nella prateria texana ci appare tanto facilmente come epico, nelle campagne maremmane probabilmente lo considereremmo marginale, periferico. Quel che nella sua dimensione culturale e linguistica è ancora oggi l’anima dell’America e dei suoi contraddittori e moderni melting pot, in Italia finirebbe con facilità rubricato come retaggio di uno stereotipato e folklorico regionalismo.

    Il Figlio di Meyer non si muove dentro questi limiti culturali ed è proprio questo che gli permette di portare il lettore in un luogo collettivo dove la verità storica, qualunque sia, può essere interrogata e giudicata da quella narrativa, senza ideologie e senza sconti. Nelle piccole praterie dell’immaginario locale appare invece tutto sommesso e intimo, agito sottotraccia anche dove in quei silenzi si cambia e si è cambiata la storia di tutti. Il motivo per cui amiamo tanto l’epica altrui è forse tutto qui: non ci sono epiche possibili dove le genealogie si declinano nel familismo e nessuno riesce a fare i conti con l’idea che ci sia ancora da salvare una memoria collettiva.!

    questo dice – chiaramente – Michela Murgia del libo IL FIGLIO . E’ una lode al libro , ai suoi spazi, al vento che ce lo porta da lontano senza le piccolezze di casa nostra e le nostre piccole ristrette periferie regionalistiche ( è anche questione di spazi,e di proporzioni, si capisce).

    Cosa diavolo c’entra la superioità o l’inferiorità qui?? un bel cavolo di nulla, caro @wwayne.
    secondo me non hai voluto capire. (potesti rileggere ??).
    Poi – se mai- quel che dici riguarderebbe al limite del limite i bianchi degli States, non gli “americani ” che non vuol dire un accidente – che ci sono i cileni i brasiliani, i canadesi i messicani i venezuelani e via dicendo fra gli americani, noo?…..
    Ma nè in me nè in Murgia vedo giudizi o confronti di valore. Hai per caso la coda di paglia caro nipotastro?

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  34. Avatar wwayne

    @Cristina: La Murgia dice tra le righe che gli americani si entusiasmano per poco, e quello che a loro pare fantastico a noi europei apparirebbe banale. Se non è mettersi su un piedistallo questo… ad ogni modo, non voglio litigare con te, zia, quindi se tu dici che la Murgia non ha (in modo più o meno consapevole) un senso di superiorità nei confronti degli Americani, io rispetto la tua opinione.

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  35. Avatar wwayne

    P.S.: Ovviamente per Americani intendo i bianchi degli States, lo so che i due termini non sono equivalenti ma nel linguaggio corrente sono usati come sinonimi.

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  36. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Buon giorno!
    A me di S. King sono piaciuti IT, MISERY e CARRIE (che non è per niente lungo). Interessanti negli ultimi due casi i film che ne sono stati tratti (non l’ultimo Carrie, ma quello con la grande Sissy Spacek…)

    L’OMBRA DELLO SCORPIONE mi ha ricordato troppo lo sceneggiato I sopravvissuti. Magari non c’entrano nulla, perchè si tratta di ricordi lontanissimiiiiiiiii…

    Ho abbandonato CUORI IN ATLANTIDE e IL TALISMANO.

    Bye bye

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  37. Avatar wwayne

    Jezabel ha messo in rilievo un dato importante: alcuni libri di King sono di una lentezza così esasperante che davvero non ce la fai ad arrivare in fondo. A lei è successo con Cuori in Atlantide e Il talismano, a me con Il gioco di Gerald e La bambina che amava Tom Gordon.

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  38. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    @Ciao a tutti.Si’ ,Mariangela,io volevo dire quel che dici anche tu in un post qui sopra,ci sono persone che leggono ma non migliorano,cioe’ restano intolleranti delle opinioni altrui(e’ successo anche qui,io mi infastidivo un bel po’ anche quando non c’entravo in prima persona.).La mia esperienza e’ anche che molti dicono di amare la lettura,in realta’ non non ne hanno la pazienza o l’interesse o la passione,cioe’ non leggono .Insomma,i casi sono tanti!buona domenica a tutti

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  39. Avatar cristina
    cristina

    eh maria teresa… eh….

    @cam… CAmmmmmmm?????

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  40. Avatar camilla
    camilla

    @cri — non so cosa dire. baci

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  41. Avatar cristina
    cristina

    Cam. magari dicci che stai leggendo, santa donna

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Ho finito qualche settimana fa “L’aggancio” di Nadine Gordimer, libro amaro, non facile, ma che sono contenta di aver letto.

    Su di me i libri di Gordimer hanno questo effetto: dispiegano i loro pregi più a lettura ultimata che non mentre li sto leggendo; dopo che li ho finiti mi rimangono in mente a lungo, diversamente da altri che vivo intensamente durante la lettura, ma che poi (solo apparentemente) dimentico (in realtà li metabolizzo).

    È uno di quei libri che ha tratto giovamento dalla lettura parallela con altri testi, altrimenti era a rischio abbandono.

    @Cristina, peccato che nessuno abbia risposto al nostro quesito sulla lettura in contemporanea di più libri: questa autrice io sono in grado di leggerla solo così: poche pagine al giorno, lette assieme di qualcosa di più leggero e di più spedito.

    Voi avete letto il libro? Io di Gordimer ho letto anche “Un’arma in casa” e “Sveglia”; ho invece mollato subito “Ora o mai più” che ho trovato semplicemente illeggibile.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  43. Avatar cristina
    cristina

    eh…a molte domande non ci sono state risposte, che vogliamo farci? Camilla! non mi piace che stai zitta (e forse pure un po’ imbronciata, così ti immagino…).
    Cam, dovresti leggere IL FIGLIO. mi piacerebbe la tua opinione su un libro così americano e così sconvolgente. e così poco psicologico, anche – ma bello, capiamoci, assai bello!

    sto finendo IL SENSO DI UNA FINE di J.BARNES.
    accidenti che tipo questo scrittore dallo scandaglio lungo, impietoso e preciso.

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  44. Avatar Sinalefe
    Sinalefe

    @Mariangela Io solitamente leggo due romanzi insieme. Uno a casa (quindi nel tardo pomeriggio e alla sera) e l’altro sui mezzi pubblici mentre vado e torno dal lavoro. Lo faccio per questioni logistiche (uno di solito è in cartaceo, l’altro scaricato sul tablet), ma anche perché mi piace confrontare il diverso interesse che le due letture suscitano. Quindi in un certo senso è come se li mettessi in competizione. Ora a casa sto finendo MIDDLESEX di Eugenides (vado piano perché mi piace moltissimo e mi pento di non averlo acquistato in lingua originale), mentre il libro della settimana che porto con me è IL MARE COLORE DEL VINO di Sciascia. Insomma due gran belle letture, tanto che in questo caso mi è impossibile propendere per l’uno o per l’altro.

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  45. Avatar cristina
    cristina

    @ariangela. avevi detto da qualche parte che c’erano due commenti su Il senso di una fine con cui concordavi…ma dove? qua non li trovo….
    Questo libro mi ha spiazzata… devo provare a raccapezzarmi

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Sinalefe
    Ci scrivi che stai leggendo Sciascia, io l’ho scoperto solo questa estate, ma non ho letto il titolo che tu citi. Se sei in grado di fare a meno dell’intermediazione linguistica, ti invidio: io non sarei più in grado di apprezzare senza sforzo la lettura in inglese.

    Anch’io, come scrivevo, abbino i libri, anche, a seconda del luogo di lettura, e lascio che un titolo sopperisca alle mancanze dell’altro. È metodo a cui non potrei rinunciare.

    @Cristina
    Clicca sulla lente in alto a destra, digita “Julian Barnes”, otterrai degli articoli il primo dei quali è proprio dedicato al libro che hai letto che a me è piaciuto moltissimo.

    Ciao,
    Mariangela

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  47. Avatar Sinalefe
    Sinalefe

    @Mariangela In realtà non credo di essere in grado di leggere in lingua originale qualsiasi scrittore. Finora ho affrontato solo autori come Philipp Roth e Ian Mc Ewan (qualche mese fa ho letto senza grandi problemi ENDURING LOVE). Certo bisogna evitare la tentazione di cercare qualsiasi parola sul vocabolario però, dopo la fatica iniziale, la lettura diventa più scorrevole.
    IL MARE COLORE DEL VINO è una raccolta di racconti. La misura breve, l’acume, la leggerezza e l’ironia con cui Sciascia delinea la storia della nostra società ben si prestano alla lettura sui mezzi pubblici.

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  48. Avatar rosamavir

    Ciao a tutti!
    @Mariangela, anche io leggo più libri contemporaneamente: uno che porto sempre dietro, al momento BEL AMI, di De Maupassant. Ieri sera ho terminato il libro da comodino, DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI, e poi leggo un libro in lingua quando voglio allenarmi un po’, (da mesi, ormai, OPEN, la biografia di Agassi, che giace sul bracciolo del divano). Io riesco a tenere il filo di più storie, è anche una cosa che mi diverte! 🙂
    A tutti una buona giornata.

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