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I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Che cosa fare da grande,me lo chiedo tutti i giorni.Mi associo per @Carloesse

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  2. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Adour
    l’irritante qui ha appena visto il commento su di sè…
    Ti ringrazio per il fatto che mi vuoi bene NONOSTANTE TUTTO 😉
    Sei proprio una brava persona.
    Non capisco se vuoi convincere gli altri che io abbia una vita oltre la lettura (e anche oltre twitter) o che cosa.
    C’è da scompisciarsi dalle risate – come diresti tu.
    Se qualcuno pensa che io legga soltanto e che non viva la mia vita, amen. Sin da piccola sono stata definita Giacoma (con chiaro riferimento al nostro Leopardi) e me ne sono fatta presto una ragione.
    Ho avuto tante passioni, ma la lettura è quella che mi accompagna da sempre. Posso smettere quando mi pare… 🙂

    Quanto al nostro personale rapporto lettorio (?) hai dimenticato un piccolo particolare : lo sconcertante libro che ti ho consigliato è LE MENZOGNE DELLA NOTTE di G. Bufalino.
    Non si può, pena la defenestrazione immediata, liquidarlo con un BO. Mi oppongo. Qualcuno gli dica che è un bel libro, per favore!!!

    Adour, non mi resta che affidarti a san Ruggero per un rapido rinsavimento!!!

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  3. Avatar wwayne

    @Jezabel: Aspettavo a gloria il tuo ritorno su questo gruppo di lettura. Quando ti ho elencato i western da leggere, ho imperdonabilmente dimenticato un libro di raccontini western di recentissima pubblicazione: “Sfida al Canyon Infernale” di Robert E. Howard. L’ho comprato qui: http://www.fratinieditore.it/sfida_canyon_infernale.html. Quasi quasi ci scrivo un post. Buona giornata! : )

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  4. Avatar polissena
    polissena

    Beh, questa Giorgia è proprio divertente e ha scatenato reazioni contrastanti. Vi rendete conto di quante cose ha fatto scaturire?
    Nei suoi spassosi ritratti non si è rivolta a nessuno in particolare, erano solo scherzosi. Eppure c’è chi si è sentito offeso e preso di mira.
    Secondo me lo scherzo l’ha capito solo Adour, infatti si può essere bravissime persone, colte, sagge, ma se uno il senso dell’umorismo non ce l’ha non se lo può inventare e, purtroppo per lui/lei la sua vita sarà molto meno divertente.
    Ciao Adour e ciao Giorgia

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  5. Avatar polissena
    polissena

    Oddio @Reader, scusami! Ti ho imperdonabilmente dimenticato quando ho parlato di senso dell’umorismo. Tu sei arguto (si dice ancora?), acuto e veloce a colpire il bersaglio in pieno centro.
    Grazie del saluto che ricambio con un grande abbraccio
    Paola

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  6. Avatar carloesse
    carloesse

    Le MEMORIE DELLA NOTTE di Bufalino l’ho letto diversi anni fa. Ricordo vagamente una certa atmosfera da “Conte di Montecristo” e sicuri richiami alla letteratura ottocentesca in genere. Con qualche sorpresa finale, tanto per mettere in gioco il discorso tra verità e finzione. Ma ricordo che mi avevano colpito molto di più ARGO IL CIECO e DICERIA DELL’UNTORE.
    Quanto a western personalmente ho trovato molto bello BUTCHER’S CROSSING di John Williams. Scritto negli anni 60 ed edito in Italia (forse per la prima volta) da poco, sulla scia del successo di “Stoner”, non è alla stessa altezza di quello, ma l’ho trovato comunque un gran bel romanzo.
    Western un po’ anomalo, senza sceriffi, banditi, agguati di indiani, assalti alla diligenza o sparatorie, ma un gigantesco affresco sulla natura selvaggia e sulla vita dei cacciatori di bisonti. Con una specie di ossessivo capitano Achab a capo di una sfortunata spedizione (assalita dal gelo dell’inverno), come se fosse alla ricerca del suo personale “bisonte bianco”. Ma di Williams e dei suoi romanzi (compreso questo) ne ho già parlato a lungo in questo sito, e non vorrei tediarvi oltre ripetendomi.

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  7. Avatar wwayne

    @Carloesse: I romanzi sui mandriani sono uno dei 3 grandi sottogeneri della letteratura western. Gli altri 2 sono:
    – i romanzi sul rapporto tra indiani e bianchi (il filone che ci ha regalato i capolavori più belli della letteratura western);
    – i romanzi ambientati in città, con risse nei saloon, duelli nelle strade polverose e tutti gli elementi tipici di questa location.
    Altri ottimi “western sui mandriani” sono “Cowboys” di Clair Huffaker e “L’ultima mandria” di Fred Grove.

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  8. Avatar adour

    Oggi qui, è festa patronale, una specie di parata popolare, dove vengono riesumati cittadini che pensavi morti da tempo. Vestiti a festa e bardati di tutto punto vengono lasciati liberi di girare per il corso centrale sotto una luminaria il cui bagliore, costringe all’uso di occhiali per la visualizzazione delle fasi lunari.
    Alcuni cittadini non più abituati, alla luce si perdono tra la folla per essere ritrovati dopo giorni, alcuni dopo mesi, di altri, sono invece molti anni, che non si hanno più notizie.
    E tu hai voglia a chiamarli “ruggiero ruggiero dove sei?” Qui, in questo assolato pezzo di terra sul mare se gridi “Ruggiero” si girano in centomila.

    Ciao @editalara sono un nomade, ma appena c’è un po’ di vento, ritorno. Non vivere troppo mi raccomando sembra che ultimamente “vivere” è una controindicazione assoluta per un lettore. 🙂
    @wwayne Mio giovane e “ginnico” amico, te la sei presa per la storia dell’ipovitaminosi D ? dai era solo per ironizzare, su un argomento che a me sembrava ininfluente.
    Però a questo punto, bisogna mettere da parte ogni tentennamento o accenno di timidezza e “cominciare a fare sul serio” (appaloosa 2008 con ed harris) e dire “ehi baby dammi il tuo indirizzo email o twitter e forse un giorno ti scriverò” ( assolutamente vietato scriverle dopo 20 secondi john wayne docet). 😉
    @Jez continui a non beccarle, odio essere definito una brava persona . Ma davvero ti chiamavano Giacoma?? guarda ti tolgo il saluto
    @carloesse anch’io non sono sempre d’accordo con te, specie quando fai assumere ai libri un potere catartico, che non hanno, ad es. quando dici “Ognuno di noi è quel che è anche in base a quel che ha letto.”
    No io credo più semplicemente che “l’uomo si compie nelle proprie azioni, non basta il solo pensiero……..ma questa è un’altra storia
    @Ciao polissena P
    PS : anch’io mi aggiungo al ps circai @carloesse ;)))))

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  9. Avatar wwayne

    @Adour: Non mi ero risentito per il tuo precedente intervento, infatti non ti avevo indirizzato nessun commento. Mi sto volutamente tenendo fuori dalla questione. Buona festa patronale! : )

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  10. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    @Simonetta,per favore,mi indichi il sito per il festival di Mantova?grazie!

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  11. Avatar carloesse
    carloesse

    Caro Adour, la tenzone tra uomo di pensiero e uomo d’azione è vecchia come il mondo, ma vedo sempre attuale, malgrado tutto. Tu non ne vorresti parlare, sbrigandotela con “l’altra storia”. A me piace invece proprio parlare di questo, rischiando di cadere nell’ovvio e nel banale.
    E’ che nessuno riesce a togliermi dalla testa che l’azione senza pensiero sia cacca, altrettanto quanto il pensiero non utilizzato per l’azione, rivelandosi quindi solo sterile speculazione.
    Anche dall’azione naturalmente posso imparare del nuovo e confrontare con quanto avevo già letto per arricchire il pensiero e produrre nuova azione. E così all’infinito, seguendo un moto spiraloide in cui pensiero e azione si confondono arricchendosi di continuo.
    E’ per questo che trovo sciocco metterli in antitesi, e sono piuccheconvinto nel ribadire che siamo anche (in parte) ciò che abbiamo letto.
    E guai se così non fosse!!! che leggeremmo affà sennò? Giusto per passare il tempo ?
    Ciao,
    😉

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  12. Avatar editalara

    @adour la descrizione della nostra festa patronale è forte! Mi fa pensare a una sera di vacanza nella bellissima Lecce durante la festa di Sant’Oronzo , uguale uguale !
    E se di vita vera vogliamo parlare di certo è impossibile districarla dai libri che passo passo l’accompagnano, in ogni occassione.. ieri appena fuori dal mio cancello per una passeggiata mi sono ritrovata per l’ennesima volta sbigottita di fronte, fin quasi a perdita d’occhio, ad una esplosione di verde da togliere il fiato (e non per l’umidità 😉 ) e per quanto la nostalgia di New York sia tanto forte da farmi male al petto, amo questo mio angolo di smeraldo, così leggo le poesie di Susan Vega e Ferlinghetti e dal mio angolo di smeraldo sogno “back roads to far places” ….

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  13. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Adouuuuuuur, il saluto te l’ho tolto io… 🙂

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @wwayne
    Scusa, ho inviato il precedente commento per errore, mentre scrivevo pure a te.
    Grazie per la completezza. Appena torno in Sicilia, mi organizzo.
    Ciao ciao.

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  15. Avatar adour

    @carloesse : alla fine tutto ritorna a perché leggiamo? Come dici tu.

    Certamente, penso che io e tu leggiamo in maniera diversa, e forse per motivi diversi, che dipendono da mille cose o condizioni, ma tutte riconducibili, allo stato d’animo che stiamo vivendo.
    Per quanto mi riguarda nella maggior parte dei casi leggo per piacere.
    E’ logico e ridondante pensare che durante la lettura possa trovare dei punti che mi aiutino a rafforzare nel bene o nel male un determinato concetto o visione di vita e questo ci riporta a perché si sceglie un determinato autore o libro.
    Cambiarla radicalmente, a me non è mai capitato.

    Per cui, la nostra contrapposizione nasce dalla tua parafrasi sibillina che ricorda tanto Feuerbach se non sbaglio : “Noi siamo anche ciò che leggiamo.” In quell’ anche ci sta tutto.
    E’ certo che noi siamo anche ciò che leggiamo, come siamo ciò che respiriamo, mangiamo, amiamo, odiamo, lasciamo, prendiamo e soprattutto scegliamo. Tutti verbi che precludono all’azione.

    Ma se l’azione si limita a leggere, e rafforzare concetti già presenti, o al max prendere in considerazione altri avvenimenti che allargano il nostro orizzonte, continuando però a vivere tranquillamente stravaccati sulla propria poltrona in ecopelle , noi non siamo più persone, ma abulici osservatori di una realtà che rifuggiamo attraverso il libro.
    Basta ? in sintesi Basta leggere per essere delle “brave persone”,per sentirsi parte integrante della società.
    Questo è anche quello che si chiedeva l’amico del giovedi di Luiginter.

    Tornando alla tua parafrasi io credo che, ogni nascita comporta un cammino, e ogni vita percorre un sentiero diverso, e il libro non è la guida michelin, ma più spesso un drone che ti fa osservare l’altro sentiero. Logicamente escludiamo tutti i libri religiosi dal vangelo al corano.

    Se non vi siete ancora annoiati e avete già saltato a piè pari questo post vi racconto come la penso io. (cont.)

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  16. Avatar adour

    Ritornando al Tema principale il pensiero e l’azione, filosofeggiamo, 😉 e cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione su alcuni concetti.

    Generalmente “L’incoerenza” è la discrepanza tra pensiero e azione. Mentre
    Una persona è “cosciente” quando è in grado di compiere azioni coerenti con il proprio pensiero .
    Il contrario succede “nell’incosciente”.

    Secondo me l’essere umano, per gran parte della sua vita, non è in grado di controllare le proprie azioni né tanto meno di farle coincidere con le proprie emozioni.

    L’essere umano, per definizione, è “incoerente”.

    Nella misura in cui potrebbe agire con coerenza, in quanto essere pensante, preferisce invece abdicare a se stesso per viltà o ripiegamento nel mondo. Certo il mondo, lo attrae, lo eccita, ma il timore di restarne invischiata trattiene la coscienza, che in questa maniera evita di esporsi e accetta di restare all’oscuro nella caverna, perché rassicurante, come nel mito raccontato da Platone, e restare prigioniero delle tenebre (e dunque nell’oblio della sapienza). Perchè la sapienza è oblio

    Ci sono molti libri che possono raccontarti di questo come IL SENSO DI UNA FINE ricordi ne abbiamo parlato, anche STONER in un certo senso parla di questo.
    Difficile? Filosofico?che centra ? Prova a sostituire Lettore al posto di Essere umano.
    Logicamente non tutti gli esseri umani sono cosi 😉
    PS : essere serio però mi annoia,prossima volta però, promettetemi che ci insultiamo
    Un sorriso Filosofico 😉

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  17. Avatar cristina
    cristina

    bah sarà che sono chiusa per malattua ma ho trovato tutto abbastanza noiioso. Se si vuol fare cicip e ciciap c’è Facbook per frullare il nulla

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina Cristina, lascia stare e goditi tanta leggerezza.

    @Cristina, @Tutti

    Sulla scorta delle tue indicazioni, sto procedendo nella mia operazione di avvicinamento agli scrittori italiani contemporanei: ho finito “Accabadora” della Murgia e, della medesima autrice, ho giusto iniziato “Ave Mary”.

    Posso dire che “Accabadora” mi ha veramente colpita, mi spingo ad affermare che è uno dei libri che maggiormente mi hanno impressionata da un bel pezzo a questa parte (devo essermelo sognato di notte: temevo i cuscini). Il linguaggio è essenziale, ma mai artefatto, inoltre, avendolo sentito con l’audiolibro, ha concorso al mio coinvolgimento l’ottima interpretazione della lettrice che poi è la stessa Murgia.

    Con “Ave Mary” l’autrice deve avere puntato all’opera divulgativa, ma, a mio parere, ha annacquato troppo i concetti che le stavano a cuore; ne ho lette solo poche pagine perché proprio su di me non ha avuto presa.

    @Camilla, ti ringrazio per la segnalazione di Repubbica di domenica scorsa. Se non riuscissi a reperirlo, puoi farmi un breve riassunto tu?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  19. Avatar carloesse
    carloesse

    Ammettere i propri errori a volte non è facile, ma in questo caso non è difficile rileggendo il commento di Giorgia che aveva suscitato la mia reazione, alla luce dei successivi di Reader, di Adour, di Polissena.., che forse hanno avuto miglior occhio del mio.
    Non che non avessi colto il tono ironico dell’avvocatessa travestita da sirenetta sullo scoglio di Pantelleria, ma lo avevo tramutato in acre sarcasmo verso qualcuno in particolare, laddove l’ironia era più probabilmente leggera e genericamente rivolta al gruppo nel suo insieme.
    Deformazione mentale tutta mia, pertanto.
    Faccio ammenda. In special modo nei confronti dell’interessata.
    E accetto qualsiasi penitenza mi vorrà infliggere.

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  20. Avatar carloesse
    carloesse

    Quanto ad Adour…..
    Mi è abbastanza chiaro il tuo punto di vista, e non ho nulla da obiettare (potrei mai io, come chiunque altro ?) . Ma qualche punto mi scricchiola. Ad esempio non direi mai neanch’io che i libri debbano modificare “radicalmente” il nostro pensiero: semplicemente aiutano ad ampliarlo, ad accrescere la capacità di assumere punti di vista diversi (anche per pura ipotesi), ad affinare la nostra capacità di osservare ed esprimere giudizi corretti sul mondo che ci sta intorno. In poche parole ci arricchiscono, o almeno io la vedo così, e questo mi basta.
    Che poi debbano in qualche modo anche divertirci…. Beh, per me basta che non mi annoino.
    Ciao, un abbraccio
    (e ricordami la prossima volt di darti del “vecchio puttaniere”….)
    😉

    @Cristina
    Sorry. Io il Fessbuk non ce l’ho! E manco il Tuitto. Salta pure questa discussione!

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  21. Avatar wwayne

    @Carloesse: Qua la mano: anch’io non ho Facebook. E se anche ce l’avessi, nessuno ha il diritto di fare lo sceriffo e dire “Questo si fa su Facebook, quest’altro su Twitter, quest’altro ancora su WordPress.” Ognuno coi social e i blog ci fa quel che gli pare, senza dover chiedere il permesso a Cristina o chi per lei. Non è la prima volta che tenta di comandarci a bacchetta: anche quando feci una digressione sul mio abbigliamento lei mi disse che non potevo farlo perché divagavo dall’argomento – libri. E dove sta scritto che dobbiamo fossilizzarci su questo tema? Sapete bene che non lascio mai commenti aggressivi, ma in questo caso ho deciso di fare uno strappo alla regola.

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  22. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Carloesse @Tutti

    Perdonami, dove leggi la sottile ironia negli interventi dei giorni scorsi?

    Volevo astenermi da questa discussione perché potremmo decisamente concederci di meglio, la materia di discussione e l’intelligenza non ci mancherebbero, ma tengo a dire subito che io sono d’accordissimo con Mariateresa: anche in rete, pur non conoscendosi e pur nell’irresponsabilità garantito dal mezzo, ci si può e ci si dovrebbe rispettare; le provocazioni e le divagazioni sono benvenute, le spiritosaggini e gli elementi di disturbo, un po’ meno, ma passi, quelli, pur da neofita del blog, me li potevo anche aspettare. Attaccare le persone – non è una novità, questa è l’edizione estiva, solo un po’ più folcloristica di quella invernale – per come scrivono, per come leggono, per quel che leggono, per quanto leggono può scoraggiare il confronto, ma è soprattutto, lasciatevelo dire, una contraddizione in termini: il vero lettore sa che non c’è un modo giusto di leggere, ognuno legge alla sua maniera, “relativismo” in lettura è la parola d’ordine.

    Quello che come lettrice mi ha sbalordita, infatti, non è tanto l’attacco alla vita delle persone che da quegli interventi è scaturito, (Carloesse non chiedere scusa per avere detto una cosa giusta e sacrosanta) ma la serie incredibile di luoghi comuni e stereotipi su lettura e lettori che quegli stessi interventi hanno inanellato: per i libri facili non si potrebbe piangere; se non sei in manicomio e in carcere non puoi dedicarti continuativamente alla lettura; se non ti astieni dallo scrivere giornalmente sul blog, non lasci sedimentare appieno quello che hai letto; se leggi troppo, sei bulimico; se leggi, non vivi veramente.

    È vero che sono luoghi comuni abbastanza diffusi e ripetuti, ma speravo di non doverli leggere su un blog di lettura.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  23. Avatar carloesse
    carloesse

    Ohi, ohi. Speravo proprio che con il mea culpa si fosse spenta la polemica. Invece va a finire che l’ho riaccesa.
    E’ che la lettera di Giorgia (come tutto ciò che si legge, senza la possibilità di vedere l’interlocutore o ascoltare i toni di voce) si può interpretare in diversi modi: a) provando a immaginare un bonario sorriso in chi la pronuncia e la si può intendere quindi una critica sì, ma sparando nel mucchio e inventandosi un contraltare edonistico altrettanto ironico. Si può gradire o non gradire, essere o non essere d’accordo, ma la si può accettare.
    b) una frecciata diretta verso alcune persone qui in particolare, pronunciata con acredine e sprezzante sarcasmo più che non una leggera ironia, e questo non piace neanche a me. E questa lettura è quella che ha provocato la mia prima reazione, che ribatteva con altrettanto tentato sarcasmo, neanche troppo velato.
    La verità la conosce solo chi l’ha scritta.
    Io mi sono scusato per il tono della mia, che ammetto essere stato sprezzante oltre il dovuto, una vera pisciata-fuori-dal-vaso nel caso il tono voluto volesse essere stato il primo. Nel dubbio non vorrei giudicare nessuno.
    E con questo, per ciò che riguarda me, non vorrei neanche più tornare sull’argomento.
    Saluti

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  24. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mmmah! Buona notte a tutti ( anzi: @ tutti)!
    FC

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  25. Avatar adour

    Non voglio fare polemiche né tantomeno parlare di chi crede che basti dire “fuffa “per scrivere di libri, o di chi deve leggersi tremila recensioni prima di comprare un libro (poi dicono che l’editoria è in crisi)
    Pertanto salto a piè pari le gemelle Kessler.

    Volevo solo ribadire il concetto che qui ognuno è libero di Pensare, e di affermare il proprio pensiero, senza aver il bisogno di rivendicare questa libertà. E soprattutto senza passare sotto il giogo discriminatorio o censorio di personaggi autoreferenziali che vorrebbero dettare modi e tempi di qualsiasi discussione .
    La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere. Ricordatelo.
    @WWayne : mi hai colpito 😉
    @carloesse: per un maschilista sessista narcisista e per giunta marinaio il più bel complimento ricevuto è vecchia bagascia 😉

    Ps: Si sono su Twitter embè ? se fossi romano avrei detto molto elegantemente e sti **** ?
    Ah si dimenticavo che chi si iscrive ad un social è un imbecille, beh allora non avete nulla da temere, forse tranne voi stesse.
    E con questo mi avete tolto pure il sorriso
    PS del PS : oh io sti @tutti non ho ancora capito chi sono, se scrivono sempre i 4-5 gatti (io sono un cane)

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  26. Avatar wwayne

    @Adour: In effetti ho usato dei toni che non mi sono abituali. Sono uno spirito libero, quindi quando qualcuno pretende di dirmi cosa devo fare senza averne il diritto tendo ad avere delle reazioni di questo tipo. Buona serata! : )

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  27. Avatar Dani

    @Felice Celato, che mi aveva chiesto un parere su IL CAVALLO ROSSO di Eugenio Corti. Cercherò di essere breve, ma chiara. Ho comprato il romanzo dopo il parere entusiasta mi pare di Stefano, ma non solo, e dopo aver letto che lo scrittore era vittima di mancati riconoscimenti da parte di una critica di sinistra. Leggo inoltra su alcune recensioni: “Il più grande scrittore del secolo”, “libro paragonabile a Guerra e Pace, a Vita e Destino di Grosmann”. Caspita – mi dico – come ha potuto sfuggirmi finora? Devo farmene un parere personale, visto i favori dei lettori francesi ecc..
    Bene, innanzitutto voglio chiarire quali sono per me i requisiti minimi che fanno un libro “grande” (termine oggi aimé abusato ed elargito a piene mani, come le perle ai porci): il contenuto deve essere avvincente, scorrevole, la scrittura impeccabile, i personaggi ben delineati, la visione che sottende l’opera chiara, onesta. Ebbene, tralasciando i fastidiosi errori di stampa, imputabili magari ad un risparmio nella correzione delle bozze leggo: pg. 242 “la divisione Tridentina, dopo avere sbarcata dai treni…” “si immaginava l’amico che scarpinava nella neve…a quell’ora invece egli stava già scarpinando nell’eternità”. Frequentissime infatti le intrusioni dell’autore che interviene e anticipa la conclusione di una vicenda, guastando l’effetto sorpresa e non lasciando che l’azione si dipani per giungere naturalmente alla sua conclusione. Questo per quel che riguarda la forma, piuttosto deludente. Gli esempi potrebbero essere infinito ma mi fermo.
    Veniamo al resto. Il libro potrebbe anche presentare un certo interesse storico. La ritirata in Russia, le battaglie partigiane (ma vogliamo ricordare la maestria di Fenoglio o Rigoni Stern?). Invece a fine lettura ciò che mi resta è un trattato in difesa del cattolicesimo, posto come baluardo contro il pericolo del marxismo, che l’autore vede come la peste, e passi visto che è reduce dalla Russia e dai lager staliniani. Premetto che sono cattolica, anche praticante, ma la lettura di queste pagine è quanto di più irritante io abbia mai letto. Ho concluso il libro per te, caro Felice, altrimenti sarebbe stato riposto a due terzi della lettura. Questa visione manichea della realtà bellica e post bellica è grottesca. Inaccettabile l’assunto brianzoli brava gente, laboriosa, romagnoli scriteriati, volgari e bestemmiatori, la parlata romanesca grossolana e accusata di imbastardire la lingua italiana. E poi tutta quella pruderie, insopportabile. Ambrogio si scandalizza per un quadretto che rappresenta la dea Diana con le ninfe (in una casa “laica”), Bologna città perduta, il critico teatrale che è solo un “invertito”, Gerardo Riva che legge tutti i giorni solo i Promessi Sposi. Insomma, questo Corti mi pare baciapile e bacchettone: arriva definire il cattocomunismo una catastrofe, Papa Giovanni XXIII troppo tiepido nel contrastarlo. Ironizza su Togliatti, tace su De Gasperi (forse perché aperto e contrario ad aprirsi alle destre come voleva Pio XII?), definisce il protestantesimo la matrice di tutti i totalitarismi, Lutero un demonio (e non forse qualcuno che si opponeva alla corruzione ecclesiastica?). Insomma a mio parere Corti rappresenta la parte peggiore del cattolicesimo, quella per capirci che ha allontanato la gente, svuotato le chiese e causato quei danni a cui Papa Francesco sta ora tentando di porre rimedio. Alcuni passi mi facevano così infuriare che avrei sbattuto il libro contro il muro. Per farmi un’idea della persona vado poi a leggermi un’intervista fattagli nel 2010 dove arriva a definire Berlusconi “uomo della Provvidenza”. So che non c’entra col libro, ma insomma, cosa potrà mai venire da uno scrittore così ottuso? Lui così puro nella sua fede, scandalizzato dal referendum sul divorzio cos’è, perde la vista davanti a un uomo che per vent’anni ha imbarbarito il popolo con le sue tv e la sua visione delle donne? Comunque pace all’anima sua.
    Per concludere e non tediare troppo, sicuramente la peggior lettura di quest’anno!
    Ciao caro Felice, non volermene.
    Domani andrò in biblioteca a cercarmi qualcosa di bello e poetico, che mi faccia sbollire la rabbia.

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  28. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Cara Dani,
    Non te ne voglio affatto, dei tuoi giudizi su IL CAVALLO ROSSO ; anzi, mi dispiace di aver concorso a consigliare un libro che ti è così tanto dispiaciuto ( e che, addirittura, hai letto fino in fondo “per me”). Consentimi però alcune osservazioni: (1) concordo con te, integralmente, nella descrizione dei “requisiti”che fanno di un romanzo un grande romanzo; francamente mi era parso ( e tuttora mi pare) che le prime due parti de Il cavallo rosso rispondano perfettamente a questi requisiti; (2) la terza parte, che a me è apparsa la più debole ( se vuoi, leggi il mio post del 16 marzo proprio su questo libro), effettivamente mette in luce la pesantezza del conservatorismo religioso ( e politico) dell’autore, che oggi appare difficile da accettare ma che – credimi – era, allora, anche diffusa, specialmente fra quei cattolici più anziani che hanno guardato con grande diffidenza a quell’autentica rivoluzione che fu il Vaticano II e che magari hanno vissuto la loro giovinezza fra l’antifascismo e il terrore del comunismo; posizioni, le loro, che ho anche animosamente avversato ( sono anziano, ma non tanto da non essere…..ecclesiologicamente post- conciliare!), ma che comunque ho sempre rispettato forse solo perché mi è capitato di sentirmele esposte da persone più che rispettabili; (3) gli scivoloni grammaticali non li avevo notati; se l’avessi fatto avrebbero veramente infastidito anche me, ammesso che siano riferibili all’autore; (4) quanto ai giudizi politici dell’allora novantenne Corti, sarei un po’ più mite di te, non tanto per il merito degli stessi quanto per la generalizzata fallacia dei giudizi che spesso noi tutti formuliamo. Anche persone che ci sono tanto piaciute e che tuttora ci piacciono hanno espresso, talora, incauti giudizi su fatti politici e sui protagonisti degli stessi.
    Sul resto, cara Dani, rimango in….pacato disaccordo con te, ma, come vedi, ho letto e considerato attentamente e con vero interesse le tue critiche.
    FC

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  29. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    La ‘GIORGIA’ e’ stata divertente,io mi riferivo a giudizi sgradevoli che ogni tanto ricompaiono,proprio sulle persone ed e’ una abitudine sciocca,secondo me.Buone letture,ciao!-auguri a @Cristina(malata?)

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  30. Avatar camilla
    camilla

    @dani — cara Dani , ho letto con attenzione il tuo post su cavallo rosso, di Corti, e ti ammiro molto. Quando si riceve un consiglio su un libro da un coblog e lo si accetta è anche ovvio che vi si dedichi una attenzione particolare. Io non ho mai letto questo romanzo nè altro di corti proprio per la sua dichiarata e , a suo tempo , nota “militanza” religiosa, i militanti religiosi (incatenati cioè alle loro sicurezze) mi fanno sentire il pericolo delle crociate, dei roghi, (anche solo simbolici) . Sono convinta che solo il dubbio profondo possa rendere accettabile qualunque genere di pensiero, e il dubbio non accetta scusanti di periodo storico : Galileo ne è un microesempio imperituro su milioni, e qualcuno con i dubbi c’è sempre stato e , purtroppo, spesso l’ha pagato caro..Raccontare la Storia alla luce di un CREDO inconfutabile ( di qualunque orientamento religioso o ideologico) è comunque un modo inaccettabile, da maneggiare con cautela e spirito critico, indipendentemente dal valore letterario ,e da qualsiasi altro elemento di interesse.Ciaociao

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  31. Avatar Dani

    @Felice, gentile Felice. Non devi scusarti per aver consigliato un libro che non mi è piaciuto, ci mancherebbe altro. Anzi si accettano nuovi suggerimenti.
    @Camilla, sono in parte d’accordo con te. Credo che anche un saggio storico sottenda sempre un pensiero di parte, chi mai riesce a porsi al di sopra? E’ difficile. Tuttavia Corti è un talebano, e se il suo vissuto giustificava un certo rigorismo nel dopoguerra, immediato e non, nel nuovo millennio vedere ancora in piena Europa il pericolo comunista quando le vecchie ideologie sono ormai morte e sepolte…. E poi non avere un minimo di lucidità intellettuale (quella che caratterizzava ad esempio Montanelli) e coerenza. Beh, ora basta o mi vado a impegolare in pensieri che c’entrano poco con questo luogo. Con te concordo comunque sul fatto che il dubbio sia sempre un terreno fertile su cui possono germogliare capolavori.
    Un bacio a voi e a tutti

    Mi aspetta ora Cataluccio con “Vado a vedere se di là è meglio”

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  32. Avatar cristina
    cristina

    quella che con garbo che la contaddristingue ,ariamgela chiama leggerezza io la chiamo maleducazione. e basta lì

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  33. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina spero tu stia meglio.

    @Cristina @Tutti

    Mi è venuto in mente che dei tanti autori italiani di cui abbiamo parlato, non vi ho mai chiesto di autori famosissimi che, di nome, conosco anch’io: che mi dite di Vitali e Camilleri e Ammaniti? Voi li conoscete? Vi piacciono? Io so solo che sono gettonatissimi in biblioteca e tra i più venduti al supermercato (naturalmente qualche puntata di Montalbano in TV l’ho vista anch’io).

    @Cristina Dopo l’accabadora potrei imbattermi in un’altra isolana da te consigliata, potrebbe essere che decida di spostarmi dalla Sardegna alla Sicilia, tra Messina e Catania.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  34. Avatar cristina
    cristina

    camilleri è camilleri . noin ce n’è. sempre grande gofibile, spiritoso e fine. Il resto lisca per gatti

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina Ti ringrazio per la risposta, ne terrò conto più avanti.

    @Tutti Ho visto che da qualche tempo i titoli disponibili in audiolibro sono in aumento. Voi usate mai questo supporto di lettura? A me torna utile quando devo stirare, sempre per il fatto che, non per snobismo, la TV non riesco quasi più a guardarla.

    Vuoi mettere come si stirano meglio le camicie mentre ti senti la Murgia?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  36. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Appena arrivata in Sicilia, non posso non rispondere su Camilleri.
    A casa mia si sono aggiunti scaffali per fargli posto. Sono l’unica in famiglia che ne critica alcuni aspetti (anche se quello che possediamo è stato da me letto integralmente).
    Non si può dire che non sia una buona penna e come hai potuto vedere in TV, le storie di Montalbano sono molto articolate e avvincenti. Inoltre è ben rappresentata la nostra cultura, il nostro modo di comunicare e di gesticolare (da cui sono stata investita oggi attraversando coi mezzi tutte le Aci).
    Io divido in due l’opera di Camilleri.
    Un gruppo di opere è da me amato particolarmente. Si tratta di romanzi ambientati in periodi storici lontani, ma che con la contemporaneità hanno molto in comune : corruzione, ipocrisia, prevaricazione dei deboli. IL BIRRAIO DI PRESTON, LA SCOMPARSA DI PATO, UN FILO DI FUMO, etc
    L’altra serie è quella di Montalbano, un commissario che si muove tra Vigata e Montelusa, luoghi inventati che nella fiction televisiva hanno il volto di Ragusa e delle spiagge relative. Per me è una figura irritante. Troppo fissato col cibo e a volte addirittura poco umano. In TV è stato reso più amabile, forse volutamente.
    Su tutto campeggia il linguaggio. Un mix fra siciliano e italiano (sia lessico sia sintassi) che può divertire moltissimo noi siculi, ma riuscire ostico ad altri. Anche se è molto letto anche al Nord.

    Vitali l’ho abbandonato subito senza pietà…
    Di Ammaniti ho visto solo i film ispirati ai suoi libri.
    Buona notte.

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  37. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, per quel che vale eccoti il mio parere ( largamente coincidente con quello di Jezabel) sugli autori di cui chiedi: Camilleri/Montalbano, gradevoli libri leggeri, a me è anche simpatico il protagonista ( le riduzioni televisive sono, però, secondo me anche migliori, anzi uno dei migliori prodotti della Rai di questi ultimi anni; ne ho cercato, invano, una edizione doppiata in Francese per regalarla ad un mio amico parigino che non conosce la Sicilia). Nel tempo il blend linguistico fra italiano e siciliano – gradevole anche per un non siciliano – ha però perso un pò di equilibrio a favore del siciliano, ormai prevalente almeno nei dialoghi ( all’inizio mi piaceva di più, per la verità, perchè mi pareva che riflettesse meglio l’amore per il dialetto che in Sicilia – e non solo- hanno anche le persone “istruite” che di solito non lo parlano).
    Camilleri/ altri libri: il Birraio di Preston è uno dei libri più divertenti che abbia letto.
    Vitali, secondo me, meglio non perderci tempo.
    Di Ammaniti ho letto un solo libro ( La festa è finita, o cominciata o qualcosa di simile); lo giudicai un pastrocchio e,dove sono – non in vacanza -, non ho modo di consultare il mio “calepino” per qualche dettaglio in più.
    FC

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  38. Avatar editalara
    editalara

    @Mariangela, di Camilleri ho letto “Il tailleur grigio” e mi è piaciuto, ma come diceva Jezabel la lingua michiata al dialetto mi risulta ostica e non mi invoglia a leggere altro.
    di Ammanniti lessi anni fa il bellissimo “Io non ho paura”, duro e commovente , non ho voluto leggere altro di suo per non rimanere delusa e per lo stesso motivo non ho nemmeno visto il film.
    Un libro meraviglioso che ho nel cuore , forse anche perchè mi riguarda molto da vicino la vicenda, è “Nati due volte” di Pontiggia, per me imperdibile.
    sos @tutti : qualcuno mi minacci e mi costringa a non abbandonare Faulkner Luce d’agosto!

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  39. Avatar rosamavi
    rosamavi

    @editalara: il film tratto da Io non ho paura è molto bello, anche solo la fotografia vale la spesa! E’ girato tutto con telecamera ad altezza bimbo!
    Ciao a tutti!

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  40. Avatar editalara
    editalara

    @rosamavi grazie, allora presto lo guarderò . ciao!

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  41. Avatar carloesse
    carloesse

    Il mio parere su Camilleri è che i primi libri siano sicuramente i suoi migliori. IL BIRRAIO DI PRESTON, ma forse ancor di più LA CONCESSIONE DEL TELEFONO sono veri capolavori di comicità. Anche LA STAGIONE DELLA CACCIA (mi pare fosse il suo primo “non Montalbano”) era già un piacevolissimo romanzo d’ambientazione storica con indiscutibili spunti umoristici.
    Anche per i Montalbano i primi sono i migliori: tra essi potrei citare LA FORMA DELL’ACQUA e IL LADRO DI MERENDINE. Ma dopo i primi 4 o 5 la formula ha cominciato a essere ripetitiva e mi ha cominciato a stancare (e questo forse per entrambe le forme di romanzi abitualmente da lui prodotte, il giallo e lo storico, che lo scrittore continua ad alternare con spasmodica regolarità).
    Quanto ad Ammanniti luci e ombre: IO NON HO PAURA rimane anche per me la sua opera più riuscita, romanzo duro ma ricco di sfumature di sapore dolce-amaro che ne fanno un libro coinvolgente e commovente (mi associo a Editalara), ancora al di sopra del pur pregevole film che ne trasse Salvatores. Tra i precedenti TI PRENDO E TI PORTO VIA non è male, ma è un po’caotico, e nella sua caustica ironia alterna pagine felici ad altre che lo sono un po’ meno.
    Non ho letto i suoi romanzi più recenti.

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  42. Avatar polissena
    polissena

    @Editalara, LUCE D’AGOSTO ce l’ho anche io e non sono riuscita a leggerlo. Non ho avuto il coraggio di lasciarlo sul muretto, ci vuole un po’ di rispetto, ma sta lì nella libreria e mi rimprovera.
    Se ce la farai tu, fammelo sapere e magari ci riprovo anche io.
    Mi piacerebbe sapere dove sei e dove ti sei immersa in tutto quel verde.
    Ciao

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  43. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @Felice Celato @Editalara @Carloesse
    Vi ringrazio moltissimo per i vostri pareri sugli autori citati. Vedo che su Camilleri i giudizi sono abbastanza concordanti, mentre Ammaniti riceve favori meno unanimi.

    @Jezabel
    Se ho capito bene ieri hai percorso quel tratto di costa, tra cielo, terra e mare, che corre da Capo Sant’Alessio fino ad Aci Trezza, Aci Castello e giù di lì per luoghi verghiani; potresti essere passata per Letojanni, ai piedi di Taormina, immagino tu abbia lambito Giardini Naxos, all’ombra dell’Etna, magari sei stata anche a Giarre (per le paste di mandorle da Giarre bisogna passare per forza). Basta, le definizioni superlative hanno sempre un qualcosa di arbitrario, ma se questo tratto di costa è stata definito “il più bello del mondo” un motivo ci sarà pure, o no?

    @Cristina,
    Rimango almeno letterariamente in Sicilia. Come avrai capito sto procedendo, su tuo consiglio, con “La Mennulara” della Agnello Hornby. A me piace, e lo trovo abbastanza coinvolgente (non però come la sua cugina sarda “L’accabadora”). Peccato che le edizioni economiche Feltrinelli di qualche anno fa siano stampate con carattere disincentivante. Ho notato che negli ultimi anni hanno allargato i caratteri (l’avranno capita che la gente non ha voglia di lasciarci gli occhi per leggere).

    @Tutti
    Vi sono mai capitati sotto mano quei libri ristampati dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi con caratteri grandissimi, rilegati con copertina rigida bianca e, necessariamente, piuttosto voluminosi? Penso che di Camilleri leggerò qualcosa in questo formato (ho visto che alcuni titoli sono disponibili).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  44. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    @Mariangela, ACCABADORA mi sta piacendo moltissimo,mi sembra d’essere tornata ai 18 anni,quando mi immergevo in un romanzo.M.Murgia in questo romanzo e’ proprio brava,secondo me !ciao a tutti

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  45. Avatar cristina
    cristina

    ma io mi dico -ok che è luglio ma tutto sto putiferio di cattivo gusto (perchè uno che arriva e insulta SIMPATICA? ma state a scherza ‘ ? manco morta la vorrei in casa una che si presenta in casa tua a sputa dentro i bicchieri e infaccia agli altri commensali) -, a mio parere, per una che si dice Giorgia ( e son sicura che cela qualcuno di noto e ride sotto i baffi) e si presenta in bikini rosso.
    Ma quanta cattiva letteratura di luoghi comuni ci dobbiamo ancora sorbire da un blog che si vuole leterario? uè so’ ggiovane so’ avvocata so’ figa so’ in bikini rosso e vi mando tutti a sminchionare!
    risposta: si componga, si vesta,si faccia anche una doccia, e se ha qualche argomento di sostanza ce lo venga a dire che la ascoltiamo volentieri ? Macchè – Applausi.!!! ma BLEAH.
    Ma a che serve leggere se una scemenza maleducata del genere riesce a scatenare tutto questo “ritorno” ?
    Allora questo nulla nel nulla e sul nulla io lo chiano frullare l’aqua che è quello che si fa a ogni momento su Facebook. Non era un’indicazion, era un fatto, Se si deve fare anche qui – contenti loro..

    @Mariangla, sto guarendo ma a fatica. La mennulara è molto bello secondo me.spro i piaccia
    Pontiggia aveva un figlio fortemente disabile NATI DUE VOLTE citato da Edit è il libro della loro storia

    Poi dovrai DOVRAI dico, leggere CLARA SERENI – IL GIOCO DEI REGNI _ libo su tre generazioni di italiani, su una famiglia, un mondo, un amore, la stia del socialimso e comunismo italaino, e insieme del sionismo ebraico, intrecciato a una scrittura bella, viva, fortem piena. Un libro che rileggo ogni 10 anni. Un dono

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  46. Avatar editalara
    editalara

    ciao @Polissena , non demordo con Faulkner e tento di andare avanti, avevo grandissime aspettative (lo so bisognerebbe partire più modestamente..ma io sono così, parto sempre in quarta seguendo la mia natura di fuoco purtroppo..) ma lo sto trovando noioso e non è la lentezza che non va, spesso mi piacciono i libri e i film lenti, è che tutti i personaggi hanno una calma , un distacco, tutti che seguono il proprio destino su un binario e non hanno alcun “moto dell’animo”, nessuna intemperanza, almeno per ora, sono solo alle prime 100pp.
    io vivo in provincia di Padova ( città bellissima tra l’altro, diventata tristemente un piccolo Bronx , abbandonata al suo Santo che poco riesce a fare.. 😦 ) .
    Intorno a casa mia sui quattro lati solo una stradina bianca, vigne e campi di frumento..
    ciao e buon weekend a tutti !

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  47. Avatar cristina
    cristina

    @editala! mollalo Faulkner! hai diritto a qualcosa di meglio! vai, sii libera! roba ammuffita , lassa sta’

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  48. Avatar editalara
    editalara

    @Cristina ah ah sei forte! tento ancora 50pp poi vediamo… la quarta di copertina recitava ” se esiste un paradiso dei lettori, quello è Luce d’agosto” . uehh 😦

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  49. Avatar cristina
    cristina

    le quarte di copertina… girone dei bugiardissimi tutte!

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  50. Avatar lettoreambulante

    scusami per il ritardo Maria Teresa, il sito del festival di mn è http://www.festivaletteratura.it
    sono in ritardo con tutti i commenti e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno. Sugli italiani. Io trovo che TI PRENDO E TI PORTO VIA sia un libro imprescindibile ed espressione perfetta della mia generazione che poi è quella di Ammaniti.
    Per gli altri, beh niente da dire su Pontiggia e Murgia, che avete già segnalato. Più però che a degli autori io rimango legata a dei libri, come nel caso di Ammaniti. come per esempio DI QUESTA VITA MENZOGNERA di Montesano o BELLA MIA di Donatella Di Pietrantonio. se me ne vengono in mente altri, scrivo di nuovo.
    Invece per i libri a caratteri grandi, nelle biblioteche ce ne sono molti, a Mantova un’intera sezione e sono molto utili
    a presto
    simonetta

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