I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Baci @l muretto di Polissena!
    🙂

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  2. Avatar cristina
    cristina

    quindi al muretto solo le … boiate ( come direbbero qui nella rozza tosxcana…)?
    mi sono sempre chiesta se per fare bookcrossing si debbano solo usare i libri che non ci sono piaciuti – e, per chiarire , l’ho anche chiesto a me stessa E PER ORA NON MI SONO RISPOSTA IN MODO SODDISFACENTE

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  3. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    ….basta pensare che non tutto quello che non piace a me non possa piacere ad altri….io avrei molti esempi, presi anche da questo blog, per dimostrare la bontà di questo assunto
    FC

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  4. Avatar polissena
    polissena

    @Cristina, questo vorrebbe dire che io compro boiate?
    Ma mi devo sempre spiegare?
    Io sto molto attenta prima di comprare un libro e mi informo per quanto possibile; ciò non toglie che a volte si prendano fregature, libri lasciati a metà, doppioni, storie superate che non vogliamo più tenere perchè trabocchiamo di carta stampata, regali sbagliati.
    Questo non vuol dire che non possano piacere ad altri.

    Il book crossing si dovrebbe fare con libri che ci sono piaciuti e che vogliamo condividere, ma io non arrivo a tanta generosità.
    E poi book crossing vorrebbe dire che io do e ricevo e su quel muretto non ho mai trovato niente, davvero

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Polissena
    Proprio perché mi sembrava mancare l’elemento dello scambio, non avevo inteso che lasciavi i volumi sul muretto perché qualcuno li raccogliesse. Meglio così, sei nella posizione di quella che dà senza chiedere niente in cambio.

    Ma, a questo punto… mi viene un dubbio: io un controllino sui giorni di ritiro rifiuti lo farei. (Io di cassonetto non ho parlato).

    @Tutti
    Finito libro breve ma densissimo:

    Giuliio Giorello, “Di nessuna chiesa. La libertà del laico”, Raffaello Cortina, 2005

    Ho lasciato le mie impressioni su

    http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do#2

    Chi fosse interessato lo trova con queste semplici operazioni:
    • cliccando su “catalogo”
    • digitando “giorello”
    • Aprendo la tendina dei commenti

    @Felice Celato, mi astengo dai temi che riguardano la fede, ma almeno di laicità, lasciatemi dire la mia.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  6. Avatar cristina
    cristina

    boh a me capita di comprare boiate, delusionissime, robetta. ah mi è capitato anche troppo ( ora solo libri della Biblio )

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  7. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela con la tua grazia puoi dire quel che vuoi! Poi sulla laicità, troverai tutti d’accordo…..
    FC

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  8. Avatar cristina
    cristina

    “da quando ho cominciato questo viaggio mi interrogo sul rapporto tra la natura e le storie. Il continente antartico, come ebbi modo di scoprire, non è quello delle immagini scattate nei rari gioni di tempo buono, dove tutto è ” bello” e il bello corrisponde all’imperante criterio fotografico di solarità.
    Se c’è una bellezza è quella complicata dei grigi e degli opachi, del diafano e della luce drammatica e irreale. Nonostante la grande violenza, la natura qui non è ostile o tanto meno amica, è solo indifferente alla presenza umana che è un fatto del tutto accidentale. Pe noi il paesaggio è sempre un sentimento del paesaggio, ma quel che qui chiamiamo paesaggio non sgorga dalla coscienza, bensì la altera e le impone un’altra direzione.Per questo le storie antartiche sono così nervose. ”

    Da ORIZZONTE MOBILE Daniele Dl Giudice – Einaudi

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  9. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Se non sbaglio, su questo blog era stato blandamente e pacatamente raccomandato un libro di qualche anno fa che, con grande ritardo (di cui non mi vergogno perché un po’ di stagionatura fa bene ai libri), ho appena finito di leggere: LA PORTA di Magda Szabò (Einaudi, 2005). Per quanto irrilevante, il mio tardivo “giudizio” è più che positivo: la scrittura mi pare di grande qualità, l’autrice sa che cosa vuol dire narrare e lo fa con mestiere e raffinatezza, forse, tutto sommato, concedendosi qualche pagina in più del necessario ma la storia che mette insieme prende ed appassiona senza pause. Emerenc – la protagonista – è un personaggio affascinante e paradossale : la sua scorbutica ed irreligiosa religione del bene, il suo profilo drammatico e quasi sciamanico ne fanno un personaggio forse incredibile ma direi anche memorabile. Un buon suggerimento, grazie
    FC

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  10. Avatar cristina
    cristina

    ahahah felice! proprio pacatamente era stato consigliato! birbantello!
    Sono felice,caro felice, che ti sia piaciuto! Emerenc è della stessa razza di Natalia-Colometa, una illetterata col cuore grande come una reggia e un’intelligenza vivissima . personaggi più che memorabili di grandiosa umanità e tragicità ( e purezza- pechè quello fa LA differenza)

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  11. Avatar adour

    No!
    Non credo assolutamente che esistano libri per ragazzi e per adulti, peggio, per uomini o per donne o più semplicemente non credo che esistano “libri per…”

    Odio ogni forma di discriminazione, soprattutto di “genere”, soprattutto quando riguarda i libri, che è quanto di più vicino allo specchio dell’animo del lettore.
    E chi sono io per giudicare l’animo di un lettore ?

    Nella mia vita sono sempre stato dalla parte degli “ultimi”, mi sono sporcato le mani, ho cercato di fare, ma forse, sono rimasto cosi tanto tempo con loro da non credere più alla speranza.
    Peggio credo che la provvidenza sia un invenzione manzoniana, che gli ultimi continuano a rimanere ultimi ed i poveri a morire poveri.
    Sconfortante cinico realista?
    Non so, ma credo fortemente in quello che dice Polissena P qui, “parlare di noi per parlar di libri” o camilla quando tuona sulle facili stroncature.
    In questo contesto, ho appena finito di leggere non rileggere, FURORE di John Steinbeck, 74 anni dopo la a prima e unica traduzione di Carlo Coardi. Era il 1940, per cui il testo, anche se coraggiosamente pubblicato da BOMPIANI, fu fortemente condizionata dal contesto storico e perseguitato dalla censura fascista.

    Oggi ho letto un altro libro.
    La ritraduzione a cura di SERGIO CLAUDIO PERRONI (non solo scrittore ma traduttore di Houellebecq, Ellroy, Foster Wallace e altri) fa di FURORE ediz Tascabili Bompiani, un nuovo romanzo, un magnifico capolavoro di incredibile intensità, che si nutre della povertà e dell’ingiustizia, che da sempre pesa sulla condizione umana, senza provvidenza o miracoli gridati, solo perché spesso così è la vita.

    “Nell’anima degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia.”

    Da leggere e rileggere anche l’introduzione di Luigi Sampietro e non è poco.
    Un sorriso 🙂

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  12. Avatar wwayne

    @adour: Di Steinbeck ti consiglio di leggere anche, se non l’hai già fatto, I pascoli del cielo. E’ uno dei libri più belli che abbia mai letto.

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Sto leggendo questo breve testo di critica letteraria che mi ha spalancato una finestra su un mondo a me ignoto:

    • Giulio Ferroni, “Scritture a perdere La letteratura degli anni zero”, Laterza, 2010

    Nel libro Ferroni afferma, tra le altre cose, che la forma del romanzo non è atta, oggigiorno, a lasciare una traccia del presente; il romanzo a suo parere è troppo condizionato dalla fruibilità. Anche a livello linguistico non può fungere da palestra di sperimentazione perché il suo linguaggio deve essere rapido, scorrevole, legato com’è oggi il romanzo ai ritmi dei media.

    Secondo Ferroni le forme dello scrivere più adatte a cogliere la realtà in cui viviamo sono il racconto e l’autofiction che è, per dirla con Emanuele Trevi, “un modello contemporaneo di narrazione capace di mescolare il romanzo, la confessione personale, la divagazione saggistica”, (CdS dicembre 2007).

    Ferroni, dopo avere demolito nei capitoli precedenti, Mazzantini, Scarpa, Giordano e altri, ricorda alcuni titoli precisi come esempi di buona letteratura:

    • Storia naturale dei giganti / Ermanno Cavazzoni, Guanda, 2007.
    • Il contagio / Walter Siti, Mondadori, 2008.
    • Il tempo invecchia in fretta: nove storie / Antonio Tabucchi Feltrinelli, 2009.
    • Dove credi di andare / Francesco Pecoraro, Mondadori, 2007.
    • La lucertola / Andrea Carraro, Rizzoli, 2001.
    • Secoli di gioventù / Eraldo Affinati, Mondadori, 2004.
    • Shorts / Vitaliano Trevisan, Einaudi, 2004.

    Dopo avere elencato una serie di titoli, qui sopra riassunti in modo non esaustivo, fa anche il nome di autori che a suo parere non sono proprio da buttar via (la rozza semplificazione è mia): Michele Mari, Antonio Moresco, Giuseppe Montesano, Alessandro Piperno, e altri.

    A voi piacciono i racconti? Conoscevate la definizione di autofiction? (io la ignoravo) Avete letto qualcuno dei titoli citati? Conoscete qualcuno degli autori che hanno avuto l’onore di essere “salvati” dal graffiante Ferroni?

    Io non ne conosco nessuno. Illuminatemi se potete.

    Grazie,
    Mariangela

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  14. Avatar camilla
    camilla

    @mariangela – Interessante quello che riporti di Ferroni : provo a fare qualche minima (nel senso che io minima mi sento come “critica”, solo il sentire di una qualunque che legge però , da anni e anni,una montagna di libri)Per quel poco che posso posso dire mi vien da dire che Cavazzoni è sempre molto originale, sincero, surreale e fantastico oltre che, spesso, assai divertente.Siti non lo amo proprio, non lo leggo più (dopo il libro su Pasolini), perciò boh!,Tabucchi è un animo fulgido e sincero, uno scrittore umanamente purissimo e commovente, come uomo intendo.,Affinati è certamente estremamente onesto e , per quel poco che ho letto di suo mi è piaciuto. Degli altri che nomina salverei, sempre dal mio minimo punto di vista (miope e presbite e ipermetrope)Piperno, il suo primo libro rimane bellissimo (CON LE PEGGIORI INTENZIONI), gli altri assai, assai meno. Ma scrive molto bene come letterato e studioso.Demolisco volentieri Mazzantini, che trovo stomachevolmente furbastra e orrida scrittrice.Sarebbe bello , però, che questi critici bravi, come Ferroni, fossero meno autarchici, suvvia ormai il mondo è piccolino per costringerci a leggere solo roba locale.Purtroppo non sono in grado di dirti di più,leggo assai poco gli italiani.
    @adour – la tua lettura di Steimbeck è bella e mi commuove. condivido tutto, ma tutto. Ciao mon cheri..

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  15. Avatar wwayne

    Ho scritto un nuovo post a tematica letteraria, ve lo segnalo e spero che vi piaccia: https://wwayne.wordpress.com/2014/06/30/la-bambina-e-il-buio/. : )

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  16. Avatar adour

    Certo @wwayne lo rileggerò spero nella nuova edizione della Bompiani. Sembra infatti che questa casa editrice stia ritraducendo e pubblicando integralmente questo autore.
    Se non sbaglio I PASCOLI DEL CIELO fu tradotto dal grande Elio Vittorini e pubblicato nel 1940 e penso anch’ egli sottoposto a censure più o meno occulte.

    @Camilla Ma cheri ho visto i nomi dei partecipanti al festival della letteratura di Mantova c’è Michael Cunnigham, Sebastiano Vassalli, Elizabeth Strout, Jonathan Gottschall. Si Parla di immigrazione.
    Forse faccio un salto, so che certamente ci sarai tu e simonetta immancabili .
    Anzi per chi è interessato ci potremmo incontrare lì per una “pizza letteraria”
    Passaparola : Paga @luiginter 😉

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  17. Avatar wwayne

    @adour: Mi ha stupito sapere che I pascoli del cielo ebbe problemi con la censura. Che io ricordi non c’era niente che potesse scandalizzare anche un pubblico molto castigato come poteva essere quello del 1940. La mia copia è del 1965: il nome del traduttore non è specificato, ma in una pagina si precisa che è una ristampa dell’edizione del 1940, quindi suppongo che, del tutto inconsapevolmente, io abbia letto questo romanzo nella traduzione di Vittorini. Grazie per le preziose informazioni! : )

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla
    Ti ringrazio moltissimo per la tua risposta. Sono andata in biblio e, alla fine, sommando Camilla + Ferroni, mi sono decisa per “Il tempo invecchia in fretta” di Antonio Tabucchi. Saprò dirti.

    @tutti
    Ho scoperto che questo Blog propone nell’articolo A PROPOSITO DI BARICCO E DI ALTRI SCRITTORI ALLA MODA anche un altro lavoro di Ferroni ove il critico è coautore assieme a La Porta, Berardinelli e Onofri di “Sul banco dei cattivi”, lo leggerò con attenzione perché ho in cantiere Erri De Luca.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  19. Avatar camilla
    camilla

    @adour -Mantova letteratura– ho consultato , stamani, l’elenco degli ospiti di Mantova di quest’anno : Ci sono alcuni nomi di autori che amo, la STROUT, TOIBIN,NEUMAN e qualche altro, di cui però , compresi gli illustri nominati, non è uscito recentemente nessun nuovo libro (a parte quello sullla Madonna di Toibin, che non mi ha detto niente,)Perciò grande delusione. Ho ancora caldi nel cuore ( o non so dove, di dice cuore per convenzione) libri come FELICI I FELICI di Yazmina Reza, IL POSTO , di annie Ernaux, IL CORPO IN CUI SONO NATA, di guadalupe Nettel,GUARDATI DALLA MIA FAME di Milena Agus-deliziosa scrittrice italiana assolutamente negletta da critica e media,VITA DOPO VITA, di Kate Atkinson, un romanzo , romanzo, in cui crogiularsi, il magnifico ANDoRRA del dolcissimo peter Cameron, LA BIONDA DAGLI OCCHI NERI, di Black – Banville, una delizia per Philip Marlove, oltre al terzo libro della triologia da LA SPIEGAZIONE DEI FATTI a ANTICA LUCE di John Banville, eccezionale!!!,i cinque volumi della saga dei MELROSE, Un romanzo a mio parere molto importante sia sulla paternità che sulla immarcescibile aristocrazia inglese, magnifico lavoro I MELROSE di Edward ST Aubin,Qulalche ottimo autore della casa Editrice Keller, impegnata in narrativa di altissima qualità di zone calde e limitrofe al nostro Paese, come AI MARGINI DELLA FERITA di Sepp Mall, qualcosa di cui parlare veramente sul serio, senza i soliti uggiosi lamenti dell’incompreso Moresco, per esempio, e….potrei continuare ma mi rendo conto che ho già detto troppo. Perciò sono delusissima. Tanti bei nomi che sento alla radio un giorno si e l’altro anche. uffa.Siamo sempre più autarchici, e l’aria che tira è bolsa. Ciao mon cher Adour, scusa se ti ho scocciato. Comunque Vedremo. Ho altre decine di autori recentissimi e bravissimi che mi frullano per la testa e che avrei sperato di trovare tra gli ospiti di Mantova.Anche la Luise Erdrich, nativa americana, per esempio e….bastaaaa!. ma pazienza. a tutti un saluto.

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  20. Avatar wwayne

    @camilla: Sono un fan del western, quindi quando ho letto “nativa americana” mi sono fiondato su ibs a cercare informazioni su Luise Erdrich. La maggior parte dei suoi libri non li prendo nemmeno in considerazione, perché m’hanno fatto venire la depressione solo a leggere il riassuntino di ibs; “La casa della betulla” e “Il giorno dei colombi” invece mi riprometto di leggerli.

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  21. Avatar camilla
    camilla

    @wwaine- la erdrich ha origini indiane e LA CASA TONDA è un piccolo capolavoro. Il suo più bello. CREDIMI

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  22. Avatar wwayne

    @camilla: Grazie mille per la segnalazione! E io contraccambio segnalandoti una raccolta di racconti western molto carina: “Sfida al Canyon Infernale” di Robert E. Howard. Ogni singolo racconto è pervaso da una suspense e da un’ironia davvero notevoli, che rendono il libro una lettura piacevolissima anche per i non appassionati del genere. Grazie ancora, e buona serata! : )

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  23. Avatar lettoreambulante

    Adour sarebbe troppo bello vedersi a Mantova! Contate su di me se avete bisogno per la logistica.
    Camilla guarda che la Ernaux a Mantova c’è e anche molto altro. E Neumann non è lo scrittore, che è venuto l’anno scorso.
    Io trovo invece che sia uno dei più bei festival degli ultimi anni e te ne accorgerai quando vedrai il programma anche per gli abbinamenti tra gli autori e i temi trattati. So che sono di parte ma guarda la bibliografia fatta per le biblioteche e ti ricrederai.http://www.biblioteche.mn.it/shelf/view/persistent:3516?sort=autasc
    o almeno spero. Sulla ELDRICH sai che siamo in disaccordo. La trovo un’ottima scrittrice per ragazzi, ma trovo LA CASA TONDA un libro non riuscito. Il tema certo è importante ma la scrittura non all’altezza. Di Keller ci sarà lo scrittore ucraino KURKOV che uscirà a settembre.
    Ci sono tantissimi scrittori veri, autori molto letterari come ACIMAN, HEMON, COLE, ENQUIST, WIERINGA, WAGNER, ROHE e mi fermo perchè l’elenco è lungo. Ma come ti dicevo devi solo guardare con calma o aspettare che siano pubblicate sul sito le schede degli autori.
    E poi non è necessario trovare delle conferme, il bello è scoprire autori non letti. A proposito, scappo a finire le schede del programma!

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  24. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Sì, bello, incontriamoci a Mantova!!!!!!

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  25. Avatar Jezabel
    Jezabel

    In fondo Mantova non è così lontana dal mio rifugio alpino….
    forse potrei fare un salto anch’io!

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  26. Avatar adour

    Non dimentichiamo che tra i tanti, ci sarà anche un certo adour 😛 il che non è poco ahhahahaa
    @cam Edward ST Aubin ti ha rapito il cuore 😉
    @simonetta: dove sei finita? ti leggo sempre. Sto leggendo John Niven, MASCHIO BIANCO ETERO godibilissimo 😉 irriverente per i più e per alcuni di questo blog, ma vera arte contemporanea.
    @rosamavi : su forza tutti a mantova 😉
    @Jezabel: da quanto tempo 😉 . Sei sempre molto gentile,e sensibile,nella tua affabilità volta non solo alla letteratura mondiale ed ai suoi scrittori ,ma anche ai tuoi amici del blog.
    Da cosa l’ho capito?
    quando hai scritto ” E siccome mantova è vicino casa mia (forse) vengo anch’io. 🙂 ahahhaha
    Bene ora qualcuno spaventato da tanta vita sul blog, scriverà ” quando tornerete a parlar di libri ?”
    Ok sono incorreggibile!

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  27. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Letto libricino, carino, ma non del tutto convincente:

    • Irène Némirovsky, “Il ballo”, Adelphi, 2005

    Può un adolescente, maltrattata dalla madre, vessata dall’insegnante di musica, ignorata dal padre, tacere un misfatto per fare un dispetto ai genitori? Non sono forse amore e attenzioni che danno consapevolezza ai figli?

    Ho spiegato più diffusamente la mia opinione su

    http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do#2

    Per chi fosse interessato
    • cliccare su “catalogo”
    • digitare “ballo”
    • Aprire la tendina dei commenti

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  28. Avatar camilla
    camilla

    @lettoreambulante – per prima cosa sono felice-felice di leggerti. Ognuno ha un suo proprio modo di “godersi” Mantova, per me non è una fiera qualunque ma una grandiosa occasione di arricchimento profondo.Sono tanto grata a questo Festival per avermi fatto incontrare e ASCOLTARE grandi persone che hanno scritto libri importanti per me ,importanti per “sempre”, perciò io ho bisogno di aver letto un libro, almeno uno, di colui o colei che, in pochi momenti, mi parlerà. Se non ho avuto modo di conoscere nulla dell’autore non sarò , ovviamente, interessata a “vedere”, da turista per caso, delle interviste da cui esce ben poco.Nè ho la curiosità di vedere in faccia alcuni scrittori, anche noti, se non ho modo di “ascoltare” quanto dicono rispetto ai piccoli universi rappresentati dalle loro opere. Sarebbe davvero bello ritrovare qualcuno che scrive qui nel blog ma non è una cosa semplice: ho potuto constatare quanto tu sia occupata, l’anno scorso non sono riuscita nemmeno a passarti un libro piccolo piccolo ma raro che ti avevo portato, c’è un casino infernale e tutto si rincorre tra locali strapieni e eventi vari, ovviamente. Comunque rivedrò con cura i programmi: quest’anno ho pochissimo tempo a disposizione di Mantova per motivi seri, perciò cercherò di condensare il meglio possibile. Ti ringrazio di esserci cara Simo, buonissimo lavoro e un abbraccio.
    @ adour – Sei tu la vera , possibile, attrazione clamorosa del festival di mantova. Eventualmente. ciaociao.

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  29. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    IL BALLO mi ha convinto proprio perchè è un concentrato perfetto : la difficoltà di relazione madre-figlia nell’età dell’adolescenza è lì accentuata dal contesto sociale assai ipocrita e perbenista.
    Io l’ho trovato un capolavoro. Chiaramente la letteratura, in particolare il racconto, a volte si concentra su un caso limite, un episodio estremizzato.
    Baci a tutti.
    Pure @ Adour! 😉

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  30. Avatar wwayne

    @Jezabel: Hai ragione, spesso la letteratura è una versione estremizzata della realtà. Se invece fosse una sua riproduzione fedele, se raccontasse pari pari la nostra realtà quotidiana, probabilmente finiremmo per trovarla molto noiosa, e soprattutto verrebbe meno una delle sue qualità più belle, che è quella di offrire al lettore la possibilità di evadere, di “visitare” un mondo che non è il suo.
    Ci sono però alcuni scrittori che, pur raccontando la realtà quotidiana, riescono comunque a produrre dei libri molto interessanti. Carmine Abate, ad esempio, è riuscito a tenermi incollato alla pagina perfino quando ha scritto un libro interamente composto da piccoli aneddoti autobiografici (“Vivere per addizione e altri viaggi”), che scritti da qualsiasi altro mi sarebbero apparsi insignificanti, e mi avrebbero fatto mollare il libro a pagina 5.

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel,@ wwayne, @Tutti

    In generale: la letteratura può estremizzare quanto vuole, a patto che rimanga credibile, altrimenti, per dirla alla Vargas Llosa, la menzogna svela se stessa e il gioco è finito.

    Nel caso specifico: del breve romanzo della Némirovsky non mi torna facile immaginare una ragazzina di quattordici anni che, da sola, senza il sostegno di un amico, di un fratello, riesca a tacere il segreto per un’intera settimana. Se la scrittrice non fosse stata avara di informazioni sul torno di tempo trascorso tra la distruzione delle buste e il giorno del ballo, oppure, se il lasso di tempo fosse stato più breve, avrei avuto meno difficoltà a seguirla nelle sue conclusioni.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  32. Avatar wwayne

    @Mariangela: Affrontando il tema della verosimiglianza si apre un mondo, potremmo discuterne in eterno. La vuoi sapere una cosa curiosa? Trovo che spesso i libri di fantascienza, che uno potrebbe reputare come i meno verosimili in assoluto, in realtà sono molto più aderenti alla realtà di tanti altri romanzi di finzione. Infatti spesso ritraggono un’evoluzione della realtà assolutamente plausibile, o hanno una trama che, pur essendo ambientata nel futuro, in realtà rievoca il passato. Un esempio per tutti è il celeberrimo 1984, che è ambientato in un futuro distopico ma rievoca molto fedelmente i regimi totalitari del ‘900.
    Ci sono poi i libri di fantascienza più curiosi in assoluto, i romanzi steampunk, che sono dei romanzi storici in cui però vengono inseriti degli elementi moderni. Qualche mese fa ne ho letto uno molto bello, “De bello alieno” di Davide Del Popolo Riolo: era ambientato nell’età di Giulio Cesare, ma l’autore immaginava che già allora fossero state inventate tecnologie come i treni, i giornali, le armi da fuoco eccetera, con esiti molto interessanti. L’ho divorato in 2 giorni, e ve lo raccomando ad occhi chiusi.

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  33. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Lungi da me voler essere insistente, ma gli adolescenti hanno capacità e qualità insospettabili.
    Buona serata

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  34. Avatar camilla
    camilla

    @mariangela — non credi, @ Mariangela, che “la credibilità” nulla, NULLA, abbia in comune con la creazione artistica? Che di per sè l’opera d’arte creata dall’umano, sia la negazione stessa della credibilità? Non può mai essere la descrizione esatta del verosimile ma il suo contrario. Credo, io, almeno. Ma credo tanto, ed è , a mio avviso, una delle cartine di tornasole indispensabili per comprendere cosa sia arte, cioè cosa sia nel pantheon dell’arte, e ciò , invece,che è sia pure ottimo artigianato per es., o mille altre espressioni del pensiero , del talento, dell’intelligenza umana che, tuttavia, rimangono opere terrene, ingegnose, innovative, ammirevoli o meno ma credibili, dimostrabili, terrene, ben fatte ma, alla fine, ovvie. E lontane dall’arte. che è imperscrutabile,scandalosa, rara, stupefacente, salvifica, è l’impossibile che si fa “possibile”, per dare all’esistenza umana un significato indefinibile ma unico.E aiuta gli esseri umani a vivere nel “senso”.IL BALLo, di Némirovskj, è un piccolo segno di quanto di artistico, assai spesso, vi sia nell’opera di questa autrice, che è l’incredibile, lo stupefacente, l’inatteso. il resto è mestiere, artigianato, spesso nobile. spesso ignobile, anche se magari premiato da streghe varie.Ciao bella e sottile studiosa.

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  35. Avatar carloesse
    carloesse

    Non ho letto il libro in questione, ma mi permetto di calarmi nella diatriba, che mi pare (benchè vexata quaestio) sempre interessante.
    Pur dando ragione in linea di massima a Camilla e concordando pienamente con wwayne riguardo alla SF, tutto può ancora tornare nelle opinioni di Mariangela spostando il termine da “credibilità” a “forza di convincimento”. Guai se fosse il “verosimile” il metro di giudizio di un romanzo, ma è altrettanto vero che per fare accettare l’inverosimile il grande autore deve possedere la forza di trascinarvi il lettore.
    Poi entrano in gioco le resistenze del lettore stesso, e con esse i “gusti personali” che da queste si fanno guidare.
    Io fin da piccolo amavo J.Verne , e poi Kafka, Buzzati, Lovecraft, la SF da Orwell a PK Dick, Il Marquez dei Cent’anni di solitudine….; mia moglie di quest’ultimo non è riuscita a digerire neanche le prime trenta pagine.
    Vargas Llosa dica pure quel che vuole (ma forse intendeva anche lui questo ?), ma il romanzo è menzogna per sua natura (v. Kundera: “L’Arte del romanzo”) . L’arte è nella capacità di fare in modo che non si sveli, e il sipario non cada svelando i trucchi di scena.

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  36. Avatar wwayne

    @carloesse: Di PK Dick ho letto soltanto, 6 mesi fa, “L’uomo dei giochi a premio”: é stato pubblicato anche con il titolo “Tempo fuor di sesto”, ed é uno dei romanzi distopici più geniali che io abbia mai letto.

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  37. Avatar carloesse
    carloesse

    Tempo fuor di Sesto l’ho letto anche io, qualche mese fa. Gran bel romanzo. Tra i suoi migliori ti consiglierei UBIK, e LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRTICH.
    Comunque Fanucci ha pubblicato anche i suoi romanzi “non FS” , e trovo interessanti anche questi (anche se forse meno riusciti) perchè fanno comprendere in pieno quella realtà “America anni ’50” che lui trovava così opprimente e che trasfigurava nella fantascienza.
    “Mary e il Gigante” (appena letto) è quello che probabilmente ha più a che fare con “Tempo fuor di sesto”, ma “Confessioni di un artista di merda” e “Voci dalla strada” mi sono apparsi migliori.
    Comunque sì, PKD era veramente geniale. E alla fine (ma solo dopo averne letto altri) approderei alla trilogia di VALIS, l’ultima sua opera prima della morte, la più visionaria, con implicazioni religiose e filosofiche (che peraltro vengono già affrontate con “Palmer Eldritch”).

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  38. Avatar wwayne

    Ultimamente mi sto facendo una cultura sulla letteratura fantascientifica: il mese scorso http://emporiocircolare.wordpress.com/ mi ha fatto scoprire la saga di Dirk Gently, e adesso grazie al tuo commento so da dove cominciare quando deciderò di ampliare la mia conoscenza di Dick. Grazie mille per il prezioso commento! : )

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  39. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Vorrei dire la mia sulla bella ed antica questione sollevata da Mariangela e commentata con varie (e secondo me appropriate) considerazioni da Jezabel e da Camilla; secondo me, Mariangela, la questione della “verosimiglianza” ha pieno senso o non ha senso a seconda del “genere” di romanzo di cui si tratta (io non ho letto quello della Neimirowsky che tu citi, e quindi non posso dire la mia al riguardo). Perché, checché se ne possa dire, anche nell’arte del romanzo esistono i “generi” (come del resto in ogni altra arte, dalla pittura alla musica; e, ovviamente, classificare non è discriminare!); così, non avrebbe senso il problema della “verosimiglianza” in molte narrazioni di Borges (per fare solo un esempio) ma lo avrebbe pienamente se leggessimo, chessò, i Malavoglia di Verga (che, non a caso, viene considerato un capolavoro del “verismo”). Che poi i confini fra generi non siano mai certi è anche vero (sempre secondo me); ma quale confine, al di la di quelli fisici, segnati da sbarre guardati da soldati, è sempre (almeno provvisoriamente) certo? Lo è per esempio il confine fra vita e morte, al giorno d’oggi? La letteratura è assai spesso proprio una esplorazione di quelle immaginarie e provvisorie linee di separazione che costituiscono il risultato della spesso inane attività definitoria dell’uomo. Ciò non toglie, sempre secondo me, che porsi un problema di “verosimiglianza” in certi generi di romanzo è perfettamente fondato.
    FC
    P.S. Segnalo un libro che ho appena letto: ESTRELLA di Ugo Sestieri (Gorée, 2011). Non alta letteratura, intendiamoci, ma veramente un bel racconto che intreccia vicende ebraiche con vite da immigrati clandestini ( che io ami molto la storia e la cultura dell’ebraismo moderno ed antico, l’ho già detto molte volte; invece degli immigrati non ho mai parlato anche se costituiscono – per me, in questa fase della mia vita – un’attività ed un tema molto caro, al quale dedico un po’ della mia passione per l’uomo)

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  40. Avatar wwayne

    @Felice Celato: Anch’io adoro visceralmente Verga. Di lui però preferisco Vita dei campi, in cui tra l’altro vengono introdotti alcuni personaggi dei Malavoglia.

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  41. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @wwayne TVB :),

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  42. Avatar wwayne

    @Jezabel: Anch’io! : )

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  43. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Può essere che mi sia imbarcata in un discorso più grande di me, ma non credo che la credibilità sia un concetto coincidente con la verosimiglianza, semmai è più vicino al principio di forza di persuasione e di trascinamento cui faceva efficacemente cenno Carloesse.

    Per essere credibile lo scrittore non deve necessariamente ricorrere al realismo verista, può usare lo stile che vuole, ma deve essere così bravo da fare in modo che io non scopra il trucco. Dipende dalla sua capacità di convincimento riuscirci o meno: se io dovessi scrivere che stamane mi sono trovata sdraiata sul guscio e che ho scoperto di essere diventata uno scarafaggio, vi mettereste a ridere e chiudereste il libro; molto diversamente andrebbero le cose se ad avere scritto la vicenda fosse un certo signor Kafka, con il suo talento e con la sua perizia di scrittore.

    Sto ultimando un altro libro che sull’argomento potrebbe fornire materiale di discussione. Si tratta di “Il nuovo inquilino” di Cercas.
    Lasciatemi il tempo di finirlo e di fissare le idee, e poi vi dico.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Ho finito il brevissimo “Il nuovo inquilino” di Cercas di cui vi dicevo. Volevo innanzitutto chiedervi se conosciate l’autore e se vi piace (io non lo conoscevo prima di questo romanzo).

    In merito al libro specifico, mi permetto di riprendere l’argomento della credibilità perché questo titolo cade come il formaggio sui maccheroni: l’avete letto? Secondo voi il finale regge? Non vi è sembrato un Coup de théâtre?

    Lo so anch’io che si può mettere in rete un rigore con il metodo del cucchiaio, ma, se il portiere non ci casca, chi fa una figuraccia per presunzione è il rigorista.

    Ho detto la mia in merito al libro di Cercas su
    http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do#2
    Per chi fosse interessato:
    • cliccare su “catalogo”
    • digitare “inquilino”
    • aprire la tendina dei commenti

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  45. Avatar carloesse
    carloesse

    Ho letto quel librodi Cercas, due o tre anni fa, e già l’ho dimenticato. Il che la dice lunga su quanto io l’abbia apprezzato. Mi pare comunque di ricordare di averlo trovato esilino, nella forma come nella sostanza, anche se con un’idea di partenza interessante, ma sviluppata forse troppo debolmente.
    Non era comunque il “Coup de theatre” finale in sè a disturbarmi, ma la scarsa forza di costruzione dell’insieme. Esattamente quello che intendevo con “capacità” di trascinare il lettore ad accettare tutto, verosimile e inverosimile.
    E’ il cemento con cui si fanno le fondamenta che deve reggere l’insieme, fino all’ultimo piano. Mi era sembrato che qui ce ne fosse poco. Mi sorprese che fosse piaciuto tanto a Bolano, uno che di cemento per le fondamenta hai voglia se ne usava, e se sapeva usarlo!

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  46. Avatar cristina
    cristina

    torno dal mare e… che bel dibattito! Ah Maeiangela cara, sempre in bilico tra la terra e il cielo come sei, scateni piccole bufere di senso e comprensione

    sono d’accordo con quanto dice carloesse, del tutto. Non avrei saputo dire meglio e quindi mi accodo.
    Ad esempio Emerenc (LA PORTA) è verosimile? è credibile? verosimile e credibile lo è come figura tragica letteraria. Non come donna della porta accanto alla nostra. Ma non è quello che ci interessa….
    E se no come facciamo a leggere e godere – che so – Agota Kristof e i suoi deliri? eccetera….

    Cam… sto leggendo e quasi finendo Metà di un sole giallo…notevole ,doloroso, strano, commovente,lancinante …..

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  47. Avatar cristina
    cristina

    @mariangela… DEVI – leggere IL POSTO di ERnaux- e poi se mi vuoi bene La PIazza del diamante – lascia sare le cose brevissime in quanto tali scegli le brevi-ma-di-sostanza che ti segnaliamo…
    Javier Cercas non so perchè non mi tenta—–anche se ha un nome attraentissimo ( ma a me piace Marias molto – sarà per l’assonanza delle esse finali?)

    @carloesse – leggo moltissimi libri e parecchi me li dimentico, anche qualcuno che forse mi era piaciuto,o almeno un po’ ( alzheimer? ingordigia eccessiva? fasi lunari della mia anima?). Non s arei certissima che la dimenticanza sia s egno di libro insignificante.
    Ho dimenticato qualche Bolano che ho letto ( so che ti ferisco al cuore ma non è un autore per me) e anche un Foster Wallace, ho vaghe briciole di ricordo, qualche sfolgorio, due luccichii , un moto di sopresa, un senso di non adesione…ma la storia- la letteratura,il libro no, non me li ricordo – per fortuna sto anche dimenticando quella schifezza di Scurati – non perdete tempo e non leggetelo,che davvero non merita

    Forse bisognerebbe davvero fare come Felice che scrive tutto su un calepino ma io sono impulsiva e un po’ sregolata e so che ora non ce la posso fare. Avrei dovuto cominciare mille anni fa… quindi mi affido alla mia memoria labile ( quella di Camilla invece è di ferro acciao! sono invidiosa da matti!!)…
    devo Finire Adichie LA META’DI UN SOLE GIALLO – che ho letto spinta da Cailla e che …non riesco a dire ancora

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  48. Avatar Stefano1
    Stefano1

    @tutti: nessuno conosce Anita Brookner? Ho fatto una veloce ricerca nel blog e nel web e non ho trovato riscontri, neppure da lettore ambulante o da gabrilù. Signora Cristina? Signora Camilla? Anita è sfuggita alle fitte maglie delle capienti reti con cui sondate tutto ciò che viene pubblicato in Italia? Come mai? Lo dico senza ironia … eppure mi sembra un’ottima scrittrice, a cui concedere una possibilità. Inglese, vivente, il suo capolavoro è GUARDATEMI. Io ho portato a casa tre sui romanzi (oltre a Guardatemi, anche Lasciando casa e Una vita a parte). Per il momento ho letto le prime 80 pagine di Guardatemi e mi sembra un ottimo romanzo, ma è troppo presto per un bilancio complessivo. Ciò che mi ha spinto a “provare” questa autrice è il tema della solitudine che ricorre in tutte le sue trame, sembra quasi che voglia esplorare questa condizione in tutte le sue forme. Oltre alla solitudine, mi sembra che l’amore e la libertà siano gli altri temi che fanno da cardine perlomeno a Guardatemi. E’ una scrittrice che parla di donne principalmente, in due suoi romanzi fanno anche le bibliotecarie (e sono sole … solissime). In Inghilterra, come recita la quarta di Lasciando casa, “hanno coniato l’espressione Brookner Experience” per definire “un viaggio interiore nell’isolamento, nella perdita di emozioni, nella difficoltà di misurarsi con la società”. Sono romanzi senza una fitta trama, succede poco (almeno per quel poco che ho letto io!), l’attenzione è tutta rivolta all’interiorità dei personaggi. E’ stata paragonata alla Austen, a me per i temi trattati, più che per lo stile di scrittura che comunque è alto, ricorda la Munro o, meglio ancora, la Strout. Perciò? Nessuno l’ha letta o la leggerà?

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  49. Avatar rosamavi

    Interessante, Stefano1, io segno! 🙂

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  50. Avatar camilla
    camilla

    @stefano 1 –chissà perchè non ho mai parlato della splendida anita Brookner. penso di non essermene persa nessuno. E parla anche di uomini :per es, in UNA VITA A PARTE ci appare Paul Sturgis, un uomo solo (e qui non posso non ricordare uno dei magnifici romanzi di Isherwood che bravo, che belli!!!) e la sua esistenza , potentissimo racconto. elegante e perfetto come tutti i suoi libri. Brookner è davvero bravissima: RUE LAUGER,,LE REGOLE DELL’IMPEGNO, GUARDATEMI, PROVIDENCE, HOTEL DU LAC (Booker prize ’84) e vari altri.Ogni suo libro è una preghiera laica, un’implorazione di fronte a……Vale la ena di leggerla. E grazie Stefano 1 di averne parlato.Ah, questi nostri amici libri, che ricchezza, che meraviglia, che ricordi lasciano dentro di noi. e che esperienze.Un abbraccio veloce perchè devo scappare. A presto.
    @ cristina – Io non ho più dimenticato Kainene, e spero che ancora spunti , là, in fondo alla strada…..Baci

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