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I libri più belli, letti nel 2013

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del…

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del 2012 ha superato i mille commenti (sì 1000) ed è – come quelli degli anni precedenti – un enorme giacimento di ragionamenti e idee sulla lettura. La lettura e i libri; i lettori e i libri, i lettori con i lettori.

Ora partiamo con quello del 2013: speriamo di mantenere tutti gli amici degli anni trascorsi e di incontrarne nuovi. Sarà un viaggio bellissimo.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti. Valgono tutti i libri che volete.

Come sempre usiamo i commenti.

Commenti

1.778 risposte a “I libri più belli, letti nel 2013”

  1. Avatar Ennore
    Ennore

    @Illex
    Auguri ( mi perdoni se a volte uso i tuoi saluti ® ?) a te e a tutti i Giuseppe…., ma ai mitici papà…niente???
    @ Polissena
    sono già a buon punto e questo è buono per una lumaca come me, ho già in mente un pò di annotazioni per i Murakamiani…ma preferisco attendere la fine.
    @ ciao Lu
    Ciao a tutti

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  2. Avatar adour
    adour

    @illex : grazie ugualmente salderemo ad aprile ,va bene per vo?i per tutti?

    @Paola : certo che esistono da noi si chiamano zeppole e possono essere sia fritte (sintomi immediati ipercolesterolemia 1200 mg ) e al forno più leggeri qui il colesterolo si aggira su 800 mg . Terapia : palestra 4 volte die x 2 anni
    non so se riesco a postare la foto

    PS : Non bevi? 😦 come ministro della salute devo avvisarti che :
    “Il 33% degli incidenti stradali mortali sono causati dall’abuso
    d’alcool;
    da questo dato possiamo facilmente desumere che
    il 67% degli incidenti mortali coinvolgono
    persone che non hanno bevuto.
    Dunque, appare chiaro che la cosa più sicura da
    fare è guidare ubriachi.” (spero che tu non abbia la patente) 🙂

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  3. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    La’.E con questo,ci chiudono il blog..!Auguri ai Giuseppe e ai papa’!!

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  4. Avatar adour
    adour

    @maria – teresa era ovviamente un paradosso ,o se preferisci un altro modo per analizzare i dati statistici d’altronde come diceva bukowski “ un uomo con la testa nel forno e i piedi in un congelatore ,”statisticamente” dovrebbe avere una temperatura media. Ora mi devi un sorriso 😉

    @Ennore : ma il marchio r di registrato ? sono mesi che lo cerco sulla tastiera

    In occasione degli 80 anni di roth o forse per la festa del papà?,mi è stato regalato PATRIMONIO,(sottotitolo) -Una storia vera di Philip Roth Einaudi. Sino ad ora mi è sembrato il solito immenso roth, addirittura autobiografico in cui spicca la figura del figlio , che accudisce il padre anziano, colpito da un tumore che gli deforma il volto. Il figlio, voce narrante, è lo scrittore stesso, che diventa una sorta di infermiere capace di sostenere nell’animo e nel fisico il padre morente dandone un ritratto dolce e geniale in cui tutto l’amore, ma anche la rabbia per un padre mi è sembrata ritrovarla in questa frase che prontamente ho sottolineato

    “Non era un padre qualunque, era il padre, con tutto ciò che c’è da odiare in un padre e tutto ciò che c’è da amare.”
    sinora una delle più belle definizioni dell’essere padre
    qualcuno di voi l’ha letto ?
    A.

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  5. Avatar Renza
    Renza

    Non ho letto, Antonio, il libro di Roth, ma le pagine più belle, intense e toccanti sul padre le ricordo in ” Confessioni di un borghese” di Sandor Marai, nella descrizione della morte di quest’ uomo dolce e mite. Ma anche l’ occhio penetrante di Tondelli che guarda quel suo padre strano e che si sente a lui simile anche se non si abbracciano da vent’ anni crea un ritratto che tocca le corde dell’ emozione.
    Per i papà ( e per chi ha avuto un padre) ecco una poesia di Sbarbaro ( con il pensiero ad Ennore) che resta un punto forte.

    PADRE, SE ANCHE TU NON FOSSI IL MIO

    di Camillo Sbarbaro
    Padre, se anche tu non fossi il mio
    padre, se anche fossi a me un estraneo
    per te stesso egualmente t’amerei.
    Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
    che la prima viola sull’opposto
    muro scopristi dalla tua finestra
    e ce ne desti la novella allegro.
    E subito la scala tolta in spalla
    di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
    Noi piccoli stavamo alla finestra.

    E di quell’altra volta mi ricordo
    che la sorella mia piccola ancora,
    per la casa inseguivi minacciando
    (la caparbia avea fatto non so che).
    Ma raggiuntala che strillava forte
    dalla paura ti mancava il cuore:
    ché avevi visto te inseguir la tua
    piccola figlia e, tutta spaventata
    tu vacillante l’attiravi al petto,
    e con carezze dentro le tue braccia
    l’avviluppavi come per difenderla
    da quel cattivo che era il tu di prima.

    Padre, se anche tu non fossi il mio
    Padre, se anche fossi a me un estraneo,
    fra tutti quanti gli uomini già tanto
    pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

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  6. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Certo che lo so che era uno scherzo,caro Adour,e di sorrisi adesso me ne hai fatti fare due !Ciao

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  7. Avatar Lucilla
    Lucilla

    Asciugata una lacrima dolce dolce com’era il mio papà, ringrazio per le poesie e mi unisco agli auguri per il nostro Giuseppe svelato e per gli altri nascosti, e per tutti i papà (per non parlare dei papà dei papà).
    Caro Antonio, aprile andrebbe bene, sabato andrò a provare una pizzeria all’Ostiense, le altre già le ho provate, ma se non vi sbrigate, divento la donna cannone…. purtroppo il computer fa i capricci, vi devo lasciare (ciao En)

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  8. Avatar Ennore
    Ennore

    @ Renza
    grazie
    @Adour
    tre modi per scriverlo:
    magico: tieni premuto il tasto Alt e scrivi 0174 magicamente al rilascio apparirà
    pratico: vai in word su Inserisci, poi Simbolo, li lo troverai
    semplice: vai sul mio, e fai copia incolla
    Ora però tu spiegami come inserire le faccette su questo blog….!!!!
    Scusatemi questo piccolo momento intimo…
    Vorrei scrivere una piccola cosa che un amico lontano scrisse di mio padre quando seppe che…
    “Ricordo il suo sorriso di discreta ma irridente ironia, troppo intelligente per vivere questo mondo di stupidi, tanto buono per accettare di farlo con grande dignità.”
    credo che ne avesse colto la sua essenza
    Un abbraccio

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  9. Avatar Stefano
    Stefano

    Io ho letto PATRIMONIO e mi è piaciuto molto. A me i memoir dedicati ai padri piacciono un sacco e non me ne perdo uno. Sono diventati un genere oramai. Ho letto il bellissimo ERA MIO PADRE di franz krauspenhaar, l’eccellente VITA E MORTE DI UN INGEGNERE di edoardo albinati, GEOLOGIA DI UN PADRE di valerio magrelli. Ho prenotato in biblioteca TUTTO MIO PADRE di quelle grande scrittrice che è rosa matteucci e, adesso, che renza l’ha segnalato, prenderò anche quello di Marai (adelphi, una garanzia). Poi c’è il libro di Tonon che avevo regalato a dani, dove, invece, c’è una madre morente e il figlio (lo scrittore stesso) che la accudisce. A parte che io queste cose le faccio concretamente e un po’ mi rispecchio in quello che leggo, però, secondo me, questo genere letterario è “formativo”, “educativo”, soprattutto per gli uomini, che sono analfabeti di cura, e quando si trovano degli ammalati in casa, di solito, tagliano la corda.

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  10. Avatar lettoreambulante

    ciao a tutti
    scusate la latitanza, ma sono sempre in giro, naturalmente per conoscere gli elettori…
    a parte gli scherzi parto dalla fine: un libro bellissimo sul padre è quello di Kureishi IL MIO ORECCHIO SUL SUO CUORE. E grazie per la poesia di Sbarbaro, che leggo periodicamente da quando sono bambina. Soprattutto PADRE CHE MUORI TUTTI I GIORNI UN POCO.
    Poi il ministero assegnatomi: io non sono assolutamente all’altezza e posso prendere la delega alla lettura, alle biblioteche e alle librerie. Al massimo posso tenere il teatro, ma qualcuno deve farsi carico del cinema, perché sono ignorantissima. Manderò al più presto il programma che sto preparando.
    Di OCCHI DI TEMPESTA avevamo parlato tanto tempo fa, è un libro splendido che io continuo a consigliare ai ragazzi e anche agli adulti. Secondo me uno dei migliori libri della Oates.
    Camilla, non riesco in poche parole a raccontarti di KELLER e dei sui libri e corsi. Trovo Roberto un editore geniale, premiato dal Nobel alla Muller, ma anche ora da una buona attenzione dei media verso i suoi libri. Io li leggo tutti, tra i miei preferiti MAL TIEMPO di Fauqeumberg, che è stato il primo libro che ho recensito su GQ. Sulla Overach sono d’accordo, ho appena finito LA TELA di Stein, è un libro a tratti geniale. Ne scriverò presto. Per il corso, io sono andata quest’anno a parlare del mio lavoro e del gruppi di lettura. Ho trovato un ottimo clima e una ragazza mi ha detto che ha imparato di più in quelle poche lezioni che alla facoltà di editoria che ha frequentato. E Rovereto è bellissima!
    Devo già partire ma mi farò sentire presto
    simonetta

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  11. Avatar garife123
    garife123

    In questo momento che il Sudamerica è alla ribalta mi ricollego a quanto scritto da Jezabel e Lucilla: gli scrittori sudamericani sono stati anche per me una grande passione giovanile.
    Chi ricorda nelle edizioni Savelli (molto economiche) Le sette vite del bandito Josefo di Gabriel Caro Montoya oppure Il giocattolo rabbioso di Roberto Artl? E poi certamente Borges, Bioy Casares, Silvina Ocampo,Amado,Marquez,Puig.
    E come non ricordare Manuel Scorza (storia di Garabombo l’invisibile – rulli di tamburo per rancas – la danza immobile – cantare di Agapito Robles) purtroppo scomparso in un incidente aereo nel 1983 assieme ad altri scrittori sudamericani…quante cose avrebbe potuto ancora raccontarci….
    Degli ultimi anni mi sono piaciuti Osvaldo Soriano (un’ombra ben presto sarai -.triste, solitario y final – mai piu’ pene ne’ oblio) F.Coloane (naufragi – l’ultimo mozzo della baquedano –terra del fuoco) e certamente anche Sepulveda (il vecchio che leggeva romanzi d’amore che spicca su tutti)-
    Paco Ignacio taibo II, Vargas Llosa, Bolano, Piglia,Sabato,Reyes,Ramos non li conosco.
    Si accettano consigli per buone letture latinoamericane.

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  12. Avatar Stefano
    Stefano

    Ai nomi che già avete fatto aggiungo Skarmeta che è l’autore del celeberrimo IL POSTINO DI NERUDA, best seller un po’ di anni fa (anni 90 se non ricordo male) da cui fu tratto l’altrettanto celeberrimo film con troisi, poi Clarice Lispector, un’ebrea che visse in brasile di cui ho letto un bellissimo libro di racconti di cui però non ricordo nemmeno il titolo, e poi aggiungerei Sergio Pitol (che non conosco), messicano, di cui hanno parlato molto in rete in occasione del suo 80esimo compleanno. Io mi ricordo di aver letto sepulveda, qualcosa di garcia marquez, bolano ovviamente (2666), la allende … ma non ho mai amato molto né la letteratura sudamericana né il sudamerica in generale e nemmeno la gente di quei posti a dirla proprio tutta.

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  13. Avatar garife123
    garife123

    Ciao Stefano, spero che almeno il Papa ti piaccia….

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  14. Avatar Stefano
    Stefano

    Il papa mi piace, anche se sarebbe meglio giudicare il suo operato alla fine della “carriera”, per adesso mi sembra sopravvalutato: d’accordo di gesti simbolici importanti ne ha fatti ma è anche vero che l’attenzione mediatica su di lui è eccessiva e frastornante e, a volte, mi sembra che si stia dando molta importanza anche a gesti che di importante hanno poco perché in questi giorni il papa è di moda. Però, io che sono un ateo devoto, ho molta simpatia per il papa e tutti i credenti e il loro entusiasmo mi sembra bello, a volte commovente come quando ho sentito la gente piangere in piazza de mayo alle parole di bergoglio che si era messo in contatto con loro telefonicamente. Allora, guarda, ti dico la verità: sono stato un po’ troppo ingeneroso con i sudamericani, perché non sono il peggio che esista (ma non con la letteratura sudamericana perché effetivamente mi interessa poco). Però, se mi consenti di usare degli stereotipi, ma non si può fare diversamente quando si trattano questioni così ampie, i sudamericani sono – o io li trovo – pigri, poco professionali (guarda i calciatori come rolandino …), sentimentali ed enfatici al limite dell’ingenuità (e qui ci vanno dentro di diritto le loro ideologie comuniste e pauperiste che poi danno luogo a ORRORI come la cuba di castro o chavez o morales) e poi, tante volte, sono violenti da far paura (chiedere a luigi giavazzi quanti si accoltellano o si prendono a bottigliate la notte a milano, tanto che le tribù latine sono le peggiori della città) e poi sono così spesso enfatici nei discorsi, si riempono sempre la bocca di discorsi che non mi piacciono. Io preferisco la cara vecchia europa. Sono solo mie opinioni, che non chiedono di essere condivise. Dimenticavo: anche nelle scienze se il mondo progredisce (medicina, fisica, tecnologia) è grazie a europa, israele e stati uniti, non certo il sud america.

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  15. Avatar carloesse
    carloesse

    In base alla delega per il Sudamerica recentemente conferitami..bla,bla,bla,.., mi fa piacere vedere l’interesse anche di Garife per l’argomento. Preziosi i suoi suggerimenti. Io (per fare un po’ di ordine) metterei Borges al di sopra di tutti, e comunque in prima linea Marquez, in verità non sempre all’altezza di quel capolavoro che è Cent’Anni di Solitudine, il libro che aprì comunque ad una intera generazione (la mia) il mondo della letteratura latino-americana, scarsamente esplorato in Europa prima di allora, e Bolano, come il più interessante tra quelli più recenti, anche se (ahimè) prematuramente scomparso già da diversi anni (e ne sento fortemente la mancanza). E poi Cortazar, come si può dimenticare Cortazar ?
    Confesso di non avere mai letto diversi degli autori citati da Garife, ed altri (Soriano, lo stesso Sepulveda) non m’hanno entusiasmato così tanto.
    Ma alla lista si potrebbero aggiungere (credo si dovrebbe) Juan Carlos Onetti, Miguel Angel Asturias, Rodolfo Wilcock e chissà quanti altri. La letteratura di un intero continente è un continente essa stessa, e c’è tantissimo da esplorare.
    Condivido molto meno (o per niente) l’atteggiamento di Stefano, pur rispettando le sue scelte e i suoi gusti. Chiudersi in ambienti circoscritti, specialmente se in forza di a quelli che a me paiono del tutto pregiudizi, oltre a tutto basati su una presunta “superiorità” di alcune culture rispetto ad altre, mi suona un tantinello razzista. Non vorrei riaprire una polemica, ma ancora una volta mi sembra non cogliere il peso delle sue parole. Bollare di “comunismo pauperista”, e per tale ragione volere ignorare culture diverse, nate e sviluppatesi in condizioni diverse, e senz’altro più difficili di quelle formastesi in Europa e in Nord America, che hanno dominato per diversi secoli il mondo occidentale (citare anche Israele non è che aggiungervi un’appendice, con caratteristiche proprie ma, in soldoni, facente parte di quel ramo), mi pare volere chiudere aprioristicamente gli occhi di fronte a chi è diverso da noi. Guardare sempre e solo al proprio ombelico a me pare un atteggiamento destinato ad arricchirci meno (e non parlo, naturalmente, di soldi) rispetto a quello di prestare un’attenzione aperta e curiosa al mondo degli altri. Liberandosi dei propri pregiudizi. Citare gli “ORRORI” di Castro, Chavez, Morales, (per carità, se ne può discutere…) senza citare quelli che a me paiono ancora più gravi di Videla, di Pinochet, o del colonialismo politico Ispanico durato secoli, e quello successivo economico statunitense (sicuro , caro Stefano, che i cubani stessero meglio sotto il regime di Batista piuttosto che non sotto Fidèl ? Forse sicuramente i ricchi, quelli poi fuggiti in Florida, ma non di certo la stragrande maggioranza dei “poveri”).
    Le dottrine “pauperiste” da Stefano tanto avversate non avrebbero del resto ragione di nascere e prosperare se la povertà non fosse così diffusa , e così sofferta da enormi strati di popolazione in quei Paesi dove pochi ricchi hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo, imponendo regimi militari dove ingiustizia, corruttela, iniquità e violenza l’hanno quasi sempre fatta da padrone.
    Caro Stefano, non vorrei che ti accorgessi, fra breve, che anche la nostra cara e vecchia Europa (specialmente nella sua parte economicamente più fragile, quella “medditerranea”) si sta sudamericanizzando anch’essa.

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  16. Avatar Renza
    Renza

    Stefano, anch’ io non ho una grande passione per la narrativa sudamericana. Ho letto CENT’ ANNI DI SOLITUDINE, le scrittrici di cui parlava Lucilla ( e condivido con lei il giudizio) , la Lispector , LEGAMI FAMILIARI ( probabilmente la raccolta di racconti che hai letto anche tu), ma non ho ancora preso in mano Bolano, malgrado i continui richiami ( da carloesse qui a altri rimandi che trovo altrove) Non mi pare però di poter includere tutto il modulo, per così dire, in un falò distruttivo. La realtà è un po’ più complessa dei nostri gusti. Sono, i sudamericani, sentimentali ed enfatici? Bene, noi ( tu ed io) non lo siamo, ma vivaddio, mica siamo la misura di tutte le cose, vero? Non ho competenze per esprimere giudizi sui progressi delle scienza, ma l’ esperienza dell’ orchestra di Abreu il quale ha strappato, grazie alla musica, tanti bambini del Venezuela dalle strade della povertà, è da sola una grande capolavoro. http://www.ted.com/talks/lang/it/jose_abreu_on_kids_transformed_by_music.html.

    Passo ora a CAMERE SEPARATE di Vittorio Tondelli.
    Ti ringrazio subito perchè se non ci fosse stata la tua segnalazione qui avrei rimandato ancora il mio incontro con lui.
    A me è parso più un congedo di Tondelli dal mondo che un testamento spirituale. Infatti, le date della composizione ( 1989), della sua morte ( 1991) e le ultime righe del romanzo in cui egli dichiara espressamente di attendere ” quella fitta diversa” che gli farà capire che non c’è più nulla da fare tracciano un triangolo esistenziale che racchiude un senso. In questa ottica, tutto il libro diventa uno sguardo rapido al mondo e uno sguardo prolungato dentro di sè per interrogarsi e capirsi. Ecco quindi che la morte del compagno diventa occasione per un’ analisi che a volte a me pare resti personale senza diventare universale. Sentimenti e attrazioni carnali restano legate alla sua personalità ma forse non potrebbe essere diverso poichè la visione di lucida e consapevole amarezza che lo accompagna lo induce a tentare un estremo tentativo di sciogliere l’ enigma della sua vita. Le parti più belle sono state, per me, quelle in cui il suo sguardo osserva il mondo ( il viaggio in Europa, i quartieri sordidi di Londra, i suoi genitori ( la madre che rincorre le galline e quel padre con cui non si abbraccia da vent’ anni perchè ” sono uno lo specchio dell’ altro” ) ; gli autori emiliani , Antonio Delfini e Silvio D’ Arzo , in cui trova descritta “quella certa impenetrabilità del carattere emiliano, quella certa scostanza , quella bizzarria o lunaticità malinconica e assorta che ha conosciuto in suo padre e ora conosce in se stesso.”
    Non ‘ c’è malinconia nè senso della tragedia nè rabbia in questo addio al mondo. Tondelli nomina cose, sentimenti , esperienze ed angosce come a formare un bagaglio da portare con sè. La sua ultima previsione ci mostra il coraggio di chi sa accogliere un destino a cui ha in un certo senso partecipato e di cui non si pente.

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  17. Avatar camilla
    camilla

    @lettoreambulante–leggo i tuoi post con tantissimo interesse. Rovereto è vicinissima Trento, è una piccola cittadina dove ci sono alcune eccellenze di grande rilievo e, come spesso accade, sul piano dell’arte e della letteratura , contiene vere rarità. Oltre al più noto , MART e dintorni, e a editori come il bravissimo Keller,il primo a tradurre e pubblicare LA CAMERA BIANCA a cui devo la conoscenza del grandissimo Laurent Mauvignier, allora ancora sconosciuto dall’editoria italiana,e tutto il resto che sai bene,e, a proposito di LIBRI ,c’è per esempio il filosofo FRANCO RELLA, un superlettore,per nulla accademico, espertissimo anche nella letteratura contemporanea, con quel gusto da lettore che spesso i “grandi”come lui snobbano,ho letto i suoi libri e , anni fa’, ho seguito alcuni suoi seminari sulla letteratura, eccetera. Purtroppo non lo si sente mai sui media.Cara simonetta se ti capitasse di aver tempo di fare un salto a Trento e ne avessi voglia , ovviamente,fammelo sapere : ti invito a pranzo all’osteria AL CAPPELLO, nel centro storico di Trento, che è piuttosto bello, anche lui.Mi piacerebbe tanto chiacchierare con te. Ma forse è solo un sogno. Hai letto l’ultimo di Rodoreda? E’ bellissimo e , mi pare, nelle tue corde. ciaociao.
    @ carloesse– caro carlo, come non sentirmi d’accordo con te e non ammirare la tua pazienza e il tuo garbo nel contrastare pregiudizi e luoghi comuni,apparentemente banali se presi singolarmente, gravissimi e terreno di coltura di tragiche derive .
    @ Stefano– il fatto che tu ami Tondelli,( e io condivido la bellezza di CAMERE SEPARATE) mi sembra davvero contraddittorio con certe tue “convinzioni” di superiorità /inferiorità di persone,popoli, culture e tutto. Per l’intolleranza Tondelli ha sofferto orribilmente, per esempio. E l’intolleranza è sempre, una grave malattia dell’anima.
    @ adour – fatti venire una buona idea, adour, che ritiri su l’orchestra.

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  18. Avatar lettoreambulante

    grazie Camilla, accetto volentieri. è un segno del destino che dobbiamo conoscerci di persona, visto che sto leggendo la Rodoreda, è veramente notevole. Poi posso ricambiare e invitarti io a mantova. e così gli amici del blog saranno contenti che ci sfoghiamo di persona e smettiamo di fare un uso privato dello spazio (!)
    per il Sudamerica vi segnalo in uscito il bellissimo libro di Ronaldo Wrobel TRADUCENDO HANNAH di Giuntina. Racconta di un calzolaio polacco che negli anni Trenta emigra rocambolescamente in Brasile e si trova a tradurre delle lettere e si innamora di questa Hannah che scrive spesso alla sorella che vive in Argentina. E’ un romanzo incalzante, quasi di spionaggio, pieno di colpi di scena che racconta un capitolo della storia sudamericana che conoscevo poco. Dovrebbe uscire oggi.
    buona giornata! qui c’è un po’ di sole

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  19. Avatar Stefano
    Stefano

    @Renza: Leo è l’alter ego di piervittorio quindi il personaggio è in parte autobiografico. Chi ha conosciuto Tondelli di persona riferisce che Leo è tondelli: in questo senso CAMERE SEPARATE può essere considerato il suo testamento spirituale. Tu scrivi: “Non ‘ c’è malinconia nè senso della tragedia nè rabbia in questo addio al mondo”. Esatto. Per Leo la morte è LIBERAZIONE. Infatti, nello struggente finale del romanzo, il narratore (che non è il protagonista in questo caso) dice “per lui, finalmente, una buona volta, per grazia di dio onnipotente … è giunto il momento di dirsi addio”. Perché Leo è un disadattato, uno che non trova il suo posto nel mondo, un inadeguato (ricordi la scena bellissima e significativa della processione in cui si sente fuori posto, non può o non riesce a portare la statua della madonna e si sente irrimidebilmente diverso da tutti?).

    @ carlo, camilla e tutti: guardate che io NON sono razzista o, probabilmente, lo sono meno di voi. Ma dove avete sentito o dove avete letto che non si possono esprimere opinioni sulle altre culture, gli altri popoli? L’ha fatto celine, lo fa houellebecq solo per fare due nomi … io ho solamente detto che non condivido l’entusiasmo che percepivo per il sudamerica, nè per la letteratura latino americana né per le forme di governo che hanno il potere laggiù, neppure per il carattere dei sudamericani. Ma da qui a dire che sono razzista ce ne passa. Razzista è chi toglie i diritti agli altri, non li considera suoi pari. Le mie erano opinioni. Provate a chiedere a chi vive in sudamerica il livello di violenza che esiste nelle città: rio, medellini, messico, colombia … poi chiedete a chi vive in thailandia se laggiù c’è violenza oppure no. Sono due mondi in questo senso opposti. Faccio questo paragone perché ho conoscenti che vivono in sud america e nel sud est asiatico. Secondo voi l’unico popolo di cui si può parlar male sono gli ebrei? A me sembra di sì. A camilla voglio fare una domanda secca: tu dici che non si devono mai paragonare due culture: secondo te l’italia e l’afghanistan dei talebani sono evoluti alla stessa maniera (con le donne velate, le spose bambine eccetera?). Io temo che le vostre posizioni nascano da una malintesa idea di politically correct, come se non stesse bene esprimersi sugli usi, i costumi, la cultura degli altri popoli. Io non ho le vostre fisime che, sottolineo ancora una volta, sono delle fissazioni tipiche delle persone di sinistra. Ma io NON SONO PIU’ DI SINISTRA, lo volete capire? Saluti

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  20. Avatar Ennore
    Ennore

    @ Stefano
    Se non ci fossi, bisognerebbe inventarti e lo dico con affetto e simpatia.
    E’ fantastico il tuo modo di buttarti senza rete, una nettezza di posizioni giovanile, quando tutto è bianco o nero e non è ancora inquinato dall’ esperienza della vita e dai compromessi che trasformano tutto, in una tonalità di grigio.
    Come poter essere completamente d’accordo con te? Praticamente impossibile ! Tu sei la persona più onesta e Politically Scorrect che in questi ultimi anni abbia avuto modo di ascoltare. Sei una fonte infinita di spunti per discussioni e non ti tiri mai indietro. Sono altresì convinto, che nella vita,
    il tuo comportamento, in realtà sia sempre corretto con tutti, qualsiasi colore, nazionalità e pensiero.
    Sul Papa, anche a mio parere dobbiamo attendere, ma ho la certezza che la “luna di miele” con la stampa e altri, finirà quando Francesco, si esprimerà su famiglia ed etica e tutti i valori che la Chiesa giudica non negoziabili. Vedrai, in realtà dietro quello sguardo mite, c’è un combattente vero.
    Sulla presunta indolenza dei sudamericani, però l’ esempio sportivo non è perfettamente calzante: per uno sfaticato, ma geniale, Ronaldino, ci sono stati grandi faticatori, come Dunga e altri. Se poi scendiamo in Argentina, il rugby è quasi una religione e i “Pumas” come viene chiamata la nazionale, è simbolo nel mondo di grande senso di sacrificio e combattività (anche la nostra amata nazionale è intrisa di argentini: capitan Parisse, il mitico Castrogiovanni, Jorquera e altri per non parlare di Diego Dominguez , il più grande)
    Gli scrittori possono piacere o meno, come per tutte le nazionalità, sugli inventori, non ci avevo mai pensato…non me ne viene in mente nessuno…
    Vero sulle dittature sudamericane, ma non che in Asia si sia stati meglio :Myanmar (ex Birmania), Cina, in passato i Kmer e dittatori come Pol Pot, non si sono distinti per sobrietà e anche in Europa, qualche dittatore mi pare di ricordarlo, per non parlare dell’Africa. Concordo con te, che Israele non meriti il disprezzo che lo circonda.
    Quando guardo sulla mia libreria, un piccolo pezzo di avorio rappresentante le tre Grandi Piramidi, la nostalgia mi riporta a quando da ragazzo, durante un giro per ostelli della gioventù, incontrai fra ragazzi di tutto il mondo, due egiziani. Facemmo amicizia subito e il giorno della partenza mi regalarono quell’oggetto di valore. A distanza di tanti anni, mi sono ritrovato a guardare con sospetto, alcuni nordafricani sulla metropolitana di qualche città europea o su qualche aereo….che tristezza.
    Un abbraccio sperando che tu non cambi

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  21. Avatar Ennore
    Ennore

    @Stefano
    so che non sei un ragazzo, spero di essermi fatto capire, quando parlavo di nettezza di posizioni giovanile, intendevo che sembri un ragazzo
    Riciao

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  22. Avatar Stefano
    Stefano

    Ennore, non ti preoccupare, non sono permaloso e poi sono davvero ancora un ragazzo almeno nell’aspetto 😉 Le cose da dire sarebbero troppe. Mi limito a risponderti sull’indolenza dei sudamericani: io non ho ancora conosciuto un sudamericano che lavora qui nel pavese. Lavorano i cinesi, lavorano gli egiziani (anche nell’edilizia), lavorano i apchistani nelle stalle … i sudamericani? dalle cronache sembrerebbero tutti invischiati nello spaccio e nella prostituzione, ma qui a pavia e a milano non se n’è mai visto uno che lavora! Hai ragione a dire che i calciatori argentini sono diversi dai brasiliani, perché i rolandino, gli adriano, i muller abbiamo visto che pasta di uomini erano. Un ultimo esempio: prenditi in casa una badante sudemaricana e una ucraina, poi vedi la differenza. Le ucraine ti ribaltano una casa, le sudamericane ci mettono mezza giornata a pulirti un water.

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  23. Avatar antonellina
    antonellina

    Qualcuno ha letto SONO TUTE STORIE di NICK HORNBY? Così come in UNA VITA DA LETTORE, segnala e commenta, anche divertendo, le sue letture! Per citarne due a caso, di STONER scrive: romanzo geniale, bellissimo, inesorabilmente triste, sapiente ed elegante….di FUORI A RUBAR CAVALLI: romanzo bello e convincente, PETTERSON ha delle cose da dire e riesce a dirle con una prosa ricercata. Molti spunti e molti consigli di letture, ma purtroppo non tutto è tradotto in italiano.

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  24. Avatar antonellina
    antonellina

    hops! SONO TUTTE STORIE 😉
    ciao e buone letture

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  25. Avatar Dani
    Dani

    Ciao Stefano. Tuitto bene? Mi inserisco per un breve commento relativo al tuo invito a paragonare Afganistan e Italia. Un paio d’anni fa ho partecipato a una serata dove era presente Enzo Bianchi che parlava di intolleranza in modo mirabile, da quella persona aperta che è. Sosteneva che alcuni popoli (leggi Afganistan) non sono poi così diversi da molti paesi europei diciamo un secolo o due fa. Sosteneva quindi, secondo me a ragione, che hanno solo intrapreso più tardi di noi un cammino di “modernizzazione” in fatto di diritti. Ogni popolo è a un punto diverso della stessa strada. Anche in Italia le donne si velavano un tempo, e non dimentichiamo che il delitto d’onore è stato eliminato da poco.
    Tutto qua. Un saluto a te e tutti gli altri
    Ciao

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    Scusami ancora Stefano, ma non riesco proprio a capire le tue equazioni:
    a) I sudamericani sono indolenti ? ammettiamo pure sia vero.
    b) I sudamericani sono violenti ? Ammettiamo anche questa.
    c) I sudamericani non hanno partecipato al progresso scientifico e tecnologico ? E sia.
    d) I loro sistemi di governo non mi piacciono ? Se è per questo neanche a me.
    Ma se dici che a+b+c+d = non mi interessa la letteratura sudamericana, qui non riesco più a seguirti.
    Che tu dica che non ti interessa perchè non ami il tono enfatico, sopra le righe (come dici), o quello eccessivamente magico-fantastico (come dicono altri) posso anche capirlo (e qui siamo proprio nella sfera del gusto personale), ma il resto non lo comprendo.
    (PS: a me piace proprio per a+b+c+d, perchè è il terreno sul quale acquista significato una letteratura come la loro, enfatica , sopra le righe, che mischia violenza – reale, e non quella spesso gratuita di tanti hard boiled europei o USA – e poesia, realtà e fantasia spesso sfrenata).
    (PPS: nessuno pretende che tu sia di sinistra, che se è per questo neanche io mi definisco come tale. Se devo prendere una posizione diciamo che sono fermamente contrario a qualsiasi totalitarismo e soprattutto nemico di qualsiasi fanatismo: politico, religioso, sportivo, che sia; e contro lo strapotere economico di pochi sulla pelle di tutti gli altri. Pauperista ?)
    Ciao

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  27. Avatar Lucilla
    Lucilla

    qua ci vuole subito una bella inezione di Cortazar e Borges (come abbiamo potuto dimenticarli, davvero, Carlo! mi ritengo tirata nelle orecchie!), che non so se fossero pigri nella loro quotidianità ma nella testa avevano rotelle che giravano a tremila…. appena torno a vedere cosa scrivo, vi digito “LEZIONE PER SALIRE LE SCALE” che leggo da 30 anni e mi fa sempre ridere (ogni tanto, se si può, ridere fa bene). Alto che politically scorrect, scusate tutti, e Stefano per primissimo, ma per ragioni che ci ha fatto intravvedere, mi sembra piuttosto triste e sconsolato e, come dicevano i mei amici pavesi?, malmostoso. E mi sa che ha pure ragione ad esserlo. Insomma, non condivido molte cose che dici, ma mi sento tanto dalla tua parte. ora non leggo piò nulla e scrivo alla cieca… ciao a tutti

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  28. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Ciao a tutti.Cado dalle nubi,Stefano.Che cosa significa PIU’ RAZZISTA MENO RAZZISTA?non lo si e’,punto.Nel cammino dei popoli ,come fa notare Dani,ci sono progressi diversi,una cosa e’ notare indole e ‘carattere'(ma di un popolo in toto??),un’altra giudicare cosi’,Il ‘carattere’italiano NON e’ stato il fascismo,la mafia,la disonesta’ dei politici.La voglia di lavorare ,tutti i giorni, delle donne di servizio (e di ognuno di noi)non c’entra con la geografia.Anche un bravo scrittore puo’ sparare cretinate fuori dai libri.Perche’ scrivi che secondo noi l’unico popolo criticabile negativamente sono gli ebrei?Cosa c’entra sinistra e destra con la capacita’ di non disprezzare?boh.Il ‘mio’libro PIETRA DI PAZIENZA e’ un piccolo gioiello!Vi saluto con un po’ di Malvasia stasera,ciao!

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  29. Avatar adour
    adour

    Di questo passo su questo blog si comincera’ a parlare di napoletani scansafatiche e di meridionali mafiosi tutto in nome di una liberta’ di espressione che permetta di dire qualsiasi castroneria gli frulli per la testa senza nessuna sensibilita’ o rispetto di chi sta dall’ altra parte. E trovo tristi anche le vostre giustificazioni

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  30. Avatar carloesse
    carloesse

    @lucilla
    Alla cieca, è proprio il caso di dirlo: mica ho capito se dalla parte di Stefano o dalla mia, pur non condividendo (ma cosa? ). A volte conviene rileggere prima di schiacciare il ditino su “invia”.
    (ma non ti preoccupare, capita anche a me)
    🙂
    E comunque “malmostoso” è un bel termine. Va rispolverato.
    🙂 🙂

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Ehi! Cos’è successo oggi? Ma siamo seri?
    Sapete cosa mi dicevano prima che partissi dalla Trinacria verso l’operoso Nord?
    “Attenta, ti troverai male, perché la gente non è accogliente come qui e se hai bisogno non ti aiuta nessuno!!!!”
    Devo farvi tutto l’elenco dei tanti episodi di calore e accoglienza?
    No, non credo sia necessario. Insegno storia: il Sudamerica, lo cito giusto perché è diventato attuale in questi giorni, non ha forse ricevuto dall’Europa un po’ di attenzioni che non gli hanno permesso di crescere in modo “sereno”?
    Buona notte

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  32. Avatar Polissena
    Polissena

    @adour, sono con te parola per parola.
    Che tristezza questi ultimi post
    Vediamo se ci é possibile dimenticarcene

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  33. Avatar Stefano
    Stefano

    @adour e polissena: non vi preoccupate. In questo blog non scriverò più così non rattristerò l’ambiente con le mie fesserie. Auguro buone letture a tutti e saluto dani, carlo, luigi ed ennore.

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  34. Avatar Stefano
    Stefano

    Dimenticavo: un saluto anche a renza.

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  35. Avatar Vera
    Vera

    Vi leggo in maniera discontinua, come posso. La mia impressione e’ che Stefano continui a provocare inseguendo convinzioni sue personali e sovrapponendo piani discorsi ambiti differenti … senza alcuna logica e con grande confusione.
    LA MIA OPINIONE.
    E non sono affatto d’accordo con lui in niente! e non interverro’ ancora a discutere, a certi livelli, davvero, non e’ snobismo… ritengo inutile anche solo tentare di discutere! E credo che Stefano non renda onore nemmeno a coloro che lui con tanta passione difende… e che non hanno bisogno di paladini come lui! grazie Polissena Carlo e Adour. tristissimi questi ultimi post. parliamo di libri che e’ meglio.

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  36. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    @a TUTTI :leggendo l’ultimo post di stefano mi viene un dubbio.Esiste o l’hanno creato?Ogni tanto risponde con questa frase..Io ho messo lettera piccola,allora..Ciao,buon lavoro

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  37. Avatar paoletta
    paoletta

    Scusate avevo voglia di farvi conoscere, se non la conoscete già, questa bellissima poesia di Erri De Luca:
    Considero valore ogni forma di vita, la neve, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l’assemblea della stelle.
    Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale poco
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
    Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
    Molti di questi valori non ho conosciuto.
    Ho finito AUSTERLITZ bello, bello, bellissimo. Ho conosciuto una persona della quale mi dimenticherò molto difficilmente.
    Ho iniziato a leggere IL DONO di Nabokov, aiuto!!
    un caro saluto

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  38. Avatar polissena
    polissena

    @di malavoglia devo scrivere un’ultima cosa su stefano. Se vi rileggete il suo post del 2 marzo vedrete che confessa la sua sofferenza per le continue discriminazioni cui è stato oggetto, fatto che gli ha dato il ‘diritto’ di comportarsi allo stesso modo con altre categorie di persone (non la sua naturalmente, facilmente intuibile)
    Non farò commenti, potrei essere offensiva
    Vera cara, è la prima volta che ti vedo perdere la calma e l’ho apprezzato molto.
    Ti abbraccio forte

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  39. Avatar Stefano
    Stefano

    Sono ripassato nel blog e ho trovato nuovamente commenti sulla mia persona sebbene avessi annunciato la mia cancellazione. Sapete che non si fa? proprio tu polissena, che ti atteggi a moderatrice del blog, che dici cosa si deve fare e cosa no, cosa si deve scrivere e cosa no! Allora: questa è la mia mail: corbellini.stefano[at]gmail.com, se volete sapere chi sono, cosa ho fatto, come vivo, scrivetemi in privato. Altrimenti dimenticatemi. Una cosa è sicura: smettete di parlare di me altrimenti sarò costretto a rientrare e poi ce ne sarà per tutti. Ok?

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  40. Avatar adour
    adour

    Ora la misura è colma,Dopo le stronzate di un tizio,siamo arrivati alle minacce…. .
    tutto questo è intollerabile e trovo angosciante il silenzio di luigi.
    E me ne dispiace.

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  41. Avatar garife123
    garife123

    Tornando a parlare di libri, e in particolare ai libri piu’ belli letti nel 2013 ne segnalo un paio:
    LA DERIVA DEI CONTINENTI di Russel Banks, un libro del 1985 che e’ stato tradotto solo ora per Einaudi.
    L’autore americano narra due storie parallele che alla fine si incontreranno e non sara’ un bell’incontro. Per fare il quadro: lavori sottopagati, fuga dal paese dove si vive, senso di speranza, illusione e disillusione, il sogno americano che si frantuma in un presente di miseria e orrore.
    Il personaggio principale Bob Dubois emerge da queste pagine con le sue paure, rabbie, angosce in un continuo senso di spaesamento senza sapere mai esattamente chi e’ e che cosa fara’..
    Un libro duro, alla Cormac McCarthy solo piu’ spostato verso gli anni ottanta/novanta.
    Altro libro e altra storia invece LIMBO di Melania Mazzucco sempre Einaudi (non sono stato pagato da questa casa editrice:e’ un caso) libro che in verita’ sto ancora leggendo ma finora e’ certamente al disopra delle aspettative. Intanto l’autrice, che avevo sottovalutato, sta scrivendo degli articoli bellissimi nella pagina domenicale di Repubblica dedicati all’arte; poi il libro vale veramente il prezzo (anche se io l’ho trovato in biblioteca). In breve. La storia di una donna soldato italiana rimasta ferita in un pattugliamento in Afghanistan. Una vicenda e un’occasione per ripensare alle azioni di peacekeeping di questi ultimi anni.
    Una scrittura quasi da sceneggiatura di un film; periodi molti brevi che non superano mai le due o tre righe ma molto accurati. Come accurata e’la descrizione “tecnica” delle armi e di tutta l’organizzazione militare narrata veramente con grande sapienza.
    Nel blog ho letto la recensione di Simonetta e i vari interventi successivi e anche questo e’ stato uno dei motivi per cui l’ho scelto. Saluti a tutti.

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  42. Avatar Stefano
    Stefano

    Adour, io sono una persona più civile di te! mi chiedo a cosa ti serva leggere i libri: dove hai letto le minacce? studiati la netiquette: quando un utente si cancella da un gruppo non si parla più di lui. Se hai qualcosa da dirmi, usa la mail.

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  43. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    ma non ti sei mica cancellato ,mi pare

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  44. Avatar maurizio
    maurizio

    @stefano
    Non scrivo da tanto tempo ma non posso non commentare quanto scritto da Stefano. Mia moglie e mia figlia sono sudamericane, ho casa e trascorro molti mesi all’anno in quel continente dove ho tanti amici e dove vedo persone che faticano come n qui da noi molti italiani non fanno, persone che lottano contro la violenza della miseria ogni santo giorno.E sarebbero indolenti? e poi lo sarebbero ,mi par di capire ,geneticamente in quanto sudamericani….che tristezza , caro Stefano spero proprio tu ti sia cancellato per non dover leggere più sciocchezze di tal fatta .

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  45. Avatar Illex
    Illex

    Stefano se ripassi per sbaglio sul blog leggi anche il mio intervento.

    Ho letto tutti i tuoi commenti e ho seguito, anche se in ritardo, tutta la discussione che ne è seguita.
    Devo dire che mi trovo in disaccordo su quasi tutto quello che hai scritto: non condivido assolutamente la tua posizione sui palestinesi, ho un diverso parere della cultura sudamericana e del popolo di quella parte di mondo anzi, direi che il mio parere è diametralmente opposto al tuo riguardo il giudizio che riguarda tutti i popoli meno fortunati di noi.
    Pur tuttavia, tu hai tutto il diritto di esporre le tue idee perchè: posso disapprovare tutto quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo (Evelyn B. Hall).
    Ma il principio si infrange però davanti alla maleducazione, e scrivere: ‘smettete di parlare di me altrimenti sarò costretto a rientrare e poi ce ne sarà per tutti’, oltre ad essere minaccioso è decisamente maleducato e quindi non permesso: neanche dalla netiquette.

    Ergo, sempre nel rispetto dei principi del galateo informatico ma, soprattutto, nell’osservanza di quelli che regolano la civile convivenza, sarebbe opportuno da parte tua far arrivare alla comunità intera un messaggio conciliatore e di scuse ovvero la tua uscita di scena senza ulteriori, inopportune e non gradite provocazioni.

    A te la scelta.

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  46. Avatar camilla
    camilla

    @illex — gentile illex, ubi maior …..mi sono detta, leggendo il tuo ultimo post:un severo ultimatum a Stefano e alle baruffe relative.Hai ragione su tutto ma vorrei dire che dare per scontata la uscita dal blog di Stefano mi fa male. Mi sembra una persona con un animo buono e sensibile, ama letture tutt’altro che eversive. Insomma vorrei che rimanesse e scrivesse ancora , a m e dispiace di avergli fatto paternali, con quale diritto?,ma , anche se mi ha attaccata personalmente, non sento certamente fastidio verso di lui. Mi sembra sincero e anche , a volte, molto arrabbiato e non ritengo che sia mio compito volergli fare cambiare le sue convinzioni. Non mi pare, inoltre, che sia il caso di enfatizzare una questione più che altro di scarsa comunicabilità fino al punto di demonizzare un “collega” che ha le idee diverse dalle mie. Scusa caro Illex, ma questo penso,e spero proprio che Stefano rimanga nel blog..

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  47. Avatar Polissena
    Polissena

    Eh no, camilla, non é proprio nello stile di illex ‘demonizzare’ qualcuno per le sue idee. Qui si parla di mancanza di educazione e di minacce e questo non è tollerabile da parte di nessuno.
    Non è in nostro potere escludere qualcuno, ma ignorarlo d’ora in poi, questo sì

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  48. Avatar adour
    adour

    @camilla : mi dispiace dirti che non sono assolutamente d’accordo con te,in niente .
    Ho scritto qualche post fa che a delle affermazioni secondo me assurde, alcuni di noi hanno provato a darne delle giustificazioni, e che anche questo appariva assai triste . Spesso tu o altri o io stesso siamo tentati ad interpretare la persona dall’altra parte dello schermo attraverso i libri che legge .
    Secondo la mia personalissima opinione” una persona Non è ciò che legge ma è ciò che pensa.”
    E’ impensabile dedurre la mia persona dai miei libri,più facile immaginarmi per quello che scrivo al di fuori del libro . Ma questo ci riporta ad un altro tema “il diritto di esprimere la propria opinione”. Io non sono cosi democratico o poetico come illex tanto da morire per difenderla poichè se le tue opinioni mi sembrano contrarie alla mia morale o persino offensive declamo il mio diritto a difenderle,anche con vigore.Ho sempre fatto mia,cercando di trasmetterne il senso anche ai miei figli,la frase Martin Luther King “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”.Libertà intesa come rispetto reciproco e non univoco.la cui mancanza sfocia spesso nell’arroganza,nella superiorità,sino a giungere alla maleducazione.La tolleranza questa misticae ancora oscura parola,il rispetto non solo per le idee ma soprattutto per le persone,e non entità astratte.
    Devi ammettere,che tra un libro e l’altro,in questo blog si è cominciato a parlare in maniera elitaria, anzi secondo me Razzista dando giudizi sommari su interi popoli o civiltà, con pensieri,a cui poi alcuni elogiavano la schiettezza in cui si diceva,offendendo cosi altre sensibilità presenti in questo blog,come nel caso di maurizio a cui esprimo tutta la mia solidarietà,per l’ingiuria subita,o altri. Tra un po’ ne sono sicuro si sarebbe incominciato a parlare di napoletani calabresi pugliesi come feccia inquinante del nord in un continuum vaneggiante di elitarismo.
    D’altronde rimango biasito quando si inneggia e giustamente a romagnoli quando nella sala cerca uno “stoner” alla ricerca di una dignità perduta,che si alzi e chieda delle scuse per la signora e per tutti,per il comportamento del premier,mentre in pratica qui questo atteggiamento da parte di illex viene stigmatizzato.
    A me tutto questo sembra un controsenso e ne sono rattristato.Le parole camilla come tu ben sai,possono essere molto più violente delle armi,ed il buon senso o l’educazione non possono essere inficiate ,nascondendosi dietro una presunta.qualsiasi libertà di espressione,nè lanciando minacce o guanti di sfida,attraverso indirizzi e-mail,o ergendosi a giudice di se stessi sul grado di civiltà,degli altri.
    PS:Ho seguito questo blog per molti anni,mi piaceva la sua cordialità,la gentilezza delle parole,la tolleranza alle idee anche se diamentralmente opposte e mai violente o inneggianti, e di attacchi questo blog ne ha subiti ,ho scritto alla fine perché mi sono sentito a casa,tra amici,spesso non sono d’accordo ma tutto si svolge nei limiti del rispetto della persona e del pensiero,almeno sin’ora così è stato.

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  49. Avatar carloesse
    carloesse

    A me dispiace sempre quando una persona, qualsiasi persona, esce sbattendo la porta. Di Stefano abbiamo letto diversi post, perlopiù molto civili, spesso anche interessanti. Abbiamo dissentito con lui (ritengo civilmente) solo quando si è pericolosamente lanciato in opinioni generiche ed a nostro parere scarsamente fondate, soprattutto offensive (quel che mi dispiace è che Stefano pare non se ne renda neanche conto) riguardo a popoli di regioni del mondo o di interi continenti, che nulla hanno (apparentemente) a che vedere direttamente con la letteratura. Qualche tono stizzito da parte sua si è destato solo di fronte alle molte critiche ricevute, ed è comprensibile. Sbattere una porta senza fare rumore oltre a tutto diventa anche ridicolo (mi viene in mente una scena di un film, ma non ricordo quale, però era molto divertente vedere quest’omino che si incaponiva a voler sentire sbattere la porta dotata di un marchingegno che rendeva assolutamente soft la sua chiusura, incazzandosi ancora di più ad ogni tentativo).
    Però lo ribadisco. Se Stefano non comparirà più qui, un po’ mi dispiace, e forse mi mancherà.
    Lui stesso diceva che la lettura gli aveva cambiato la vita. Forse leggere ancora glie la cambierà ancora di più. Forse leggere proprio i sudamericani gli farà capire che l’indolenza a volte può essere una virtù, e non un difetto, o che la violenza è generata dall’ingiustizia, dai continui soprusi di tirannie secolari subite dai popoli che solo poche volte sono riusciti ad alzare la testa, per tale ragione enfatizzando tali momenti storici, esaltando fino a epicizzare le loro vittorie e i loro condottieri, creando una cultura e una letteratura unica nel suo genere, ricca di contrasti, di chiaroscuri che rispecchiano la loro storia, il loro carattere, la loro vita.
    La letteratura è conoscenza. La più bella, la più magica, la più stuzzicante e profonda forma di conoscenza che l’uomo abbia mai inventato. Ci permette di calarci nelle vite degli altri, nei paesi che non conosciamo, nelle loro culture. L’immedesimazione nei personaggi ci permette di entrare nelle loro psicologie, anche le più contorte di assassini, di malati, di folli. Di provare a essere chi non siamo, ma che potremmo essere, potremmo essere stati o potremmo diventare, anche nel futuro. Ci permette di viaggiare e molto spesso di imparare molto di più su un paese o di un popolo di quanto ci potrebbe insegnare un viaggio turistico. Specialmente se alla fine questo si limitasse a giornate intere passate su spiagge assolate di qualche esotico resort, con una puntata in un museo e un paio di cattedrali, tanto per tacitare la coscienza. Il 90% del turismo alla fine è così, e girare il mondo così non serve a nulla, non insegna nulla. Leggere costa cento volte di meno ed arricchisce cento volte di più.
    Ed ha ragione quindi Stefano quando dice che può cambiare la vita. Ha palesemente torto quando dice aprioristicamente che non gli può interessare la letteratura di certi paesi. Sarebbe come dire: voglio conoscere, ma non più di tanto. Voglio limitare il mio sapere. Voglio aprire i miei occhi, ma per mettere a fuoco solo una parte del mio campo visivo. Una cosa è darsi delle priorità, un’altra è escludere categoricamente. Mai dire mai (lo diceva James Bond, mica Pancho Villa!).
    Per quel che mi riguarda pertanto Stefano sarà sempre il benvenuto, se e quando vorrà tornare. L’ho sempre considerato un lettore come tutti gli altri, mai un troll, o un provocatore entrato con intenti distruttivi, non gli ho mai attribuito l’intento di tentare di fare proselitismo su idee o teorie che in questo sito potranno trovare ben poco terreno fertile (come era successo con quel negazionista dell’olocausto un po’ di tempo fa, che forse qualcuno ricorderà e che sono felice, lui sì, non sia più ricomparso), perché chi ama leggere sarà sempre (almeno in potenza) la vera “sacca di resistenza” di fronte a qualsiasi forma di pregiudizio e di oscurantismo.
    Voglio considerare la sua “sbattuta di porta”, certamente un po’ maleducata come sottolinea Adour, ma forse giustificata dal comprensibile momento di ira provata forse nel sentirsi solo di fronte alla valanga di nostre critiche. Considerarla una minaccia mi pare eccessivo. Tra il dire e il fare… e , francamente, io, dicesse quel che gli pare, non mi sento proprio nulla da temere. Credo di avere dimostrato (questo è successo ancora più tempo fa) di essere tetragono anche di fronte agli aperti insulti (che anzi, in quell’occasione mi avevano molto divertito).
    Saluti a tutti (e sottolineo tutti).

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