Vertigini dell’ombra

Non è il titolo di un libro, ma di una bella mostra fotografica che ho avuto il piacere di visitare a Palazzo Magnani di Reggio Emilia e che vi invito a visitare: sarà aperta fino al 24 febbraio 2008 ed è un antologica del fotografo reggiano VASCO ASCOLINI. Potrete ammirare il percorso artistico di un fotografo, le cui foto sono state giudicate eccezionali da critici come Gombrich o F.Zeri.

Per…arcani motivi Vasco Ascolini non è molto conosciuto in Italia, mentre lo è di più all’estero, dove ha avuto importanti riconoscimenti e dove ha fatto importanti esposizioni dal Canada alla Finlandia, dal Portogallo alla Grecia, dall’Egitto alla Svizzera.Le sue foto sono, per esempio, presenti in grandi musei come il Moma, il Metropolitan o il Guggenheim Museum di New York. La Francia è certamente la nazione che gli attribuito maggiori onori. E Le Goff è tra i suoi grandi ammiratori

La sua città – Reggio Emilia – in occasione del suo settantesimo compleanno – gli dedica questa retrospettiva di circa 300 fotografie con l’affascinante titolo Vertigini dell’ombra. Il titolo è stato scelto dal curatore della mostra S. Parmeggiani ed io lo trovo molto pertinente, per sintetizzare una fotografia che ha in sè qualcosa di misterioso, di inquietante in quel suo privilegiare il nero sul bianco, in quei giochi di luce e di ombra, in quei particolari punti di vista che scaturiscono dai tagli asimmetrici che creano una particolare complicità con l’osservatore che è sollecitato ad immaginare ciò che resta nell’ombra.

Le fotografie non sono esposte in ordine cronologico, se pure si tratta di un’attività che abbraccia 40 anni ( 1965-2007 ), ma secondo un ordine tematico, per cui siamo affascinati dal corpo di danzatori dal volto enigmatico del teatro giapponese, da sculture fotografate nel verde o nel silenzio dei musei, da antiche rovine o anche dagli oggetti che testimoniano l’assurda realtà degli ex manicomi psichiatrici. La freddezza di quegli oggetti è più perturbante proprio per l’assenza di coloro che li hanno utilizzati.

E per finire Vasco Ascolini, che dice di avere molto amato la lettura e di essersi formato attraverso le pagine di W. Benjamin e di R. Barthes, esprime il suo gusto per il fantastico e per l’onirico, ispirandosi ai Bestiari di Borges, con fotografie ottenute con bruciature e graffiature del negativo.

Un invito dunque ancora a non perdere una mostra che ho trovato stimolante e appagante come un buon libro !

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