Il Neruda di Mastella, il blog e l’intelligenza collettiva che si corregge ;)

L’infelice uscita di Mastella, che ieri ha citato una poesia di Neruda che di Neruda non è, ha portato un po’ di gente sul blog, via Google. In effetti una delle nostre autrici ne aveva parlato a fine anno. Poi nei commenti avevamo precisato che si trattava di una bufala; la nostra xochitl2 ce lo ha ricordato lei stessa in un simpatico commento ieri sera, a caldo.
In generale, giusto per sottolineare che “l’intelligenza collettiva” 😉 crea e quando sbaglia si auto-corregge.

un abbraccio a tutti

Ps: ieri sera dopo il fattaccio, un’amica mi diceva che in generale Neruda le ricorda le frasette dei baci perugina…

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12 risposte a “Il Neruda di Mastella, il blog e l’intelligenza collettiva che si corregge ;)”

  1. il problema ovviamente non è l’attribuzione della poesia, ma l’uso che ne è stato fatto!
    Mi ha dato fastidio sentire quei versi, comunque ricchi di significato, in bocca ad un politico che non stimo e soprattutto in quel contesto, cioè in un senato, che è una grande conquista della democrazia, ma che subito prima era stato il luogo in cui ci si era espressi , invece che con parole, anche attraverso sputi, seguiti da svenimenti.

    Quando vedo il nostro parlamento così ridotto mi vengono in mente certe parole di un certo D’Annunzio ( chi mi tocca citare!) che in LE VERGINI DELLE ROCCE, quando parla dei rappresentanti del popolo che discutono in parlamento li chiama “GLI STALLIERI DELLA GRANDE BESTIA( espressione rubata a Nietzsche)..,mani atte a raccattar stabbio ma non degne di levarsi per sancire una legge in assemblea. Difendete il Pensiero ch’essi minacciano, la Bellezza che essi oltraggiano!”
    Già la Bellezza..e invece inquiniamo le poesie!!!

    Non sto dalla parte dell’aristocraticismo antiegualitario di un D’Annunzio, ma le sue parole fotografano il nostro oggi.

    EL PAIS di oggi, a commento della caduta del nostro governo commenta: “La sensazione è che l’Italia
    sia avviata lentamente verso un’inesorabile decadenza,
    dalla quale sarà difficile risollevarsi”
    Nonostante tutto spero non abbia ragione!

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  2. Concordo, per gusto personale, con l’amica di Luiginter…e anche amici lettori di origine latinoamericana sbuffano un pò quando si parla di Neruda…

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  3. Aggiungerei che un vorrà dir pur qualcosa se un parlamentare
    ricorra ad un falso letterario per portare acqua al suo mulino: che tempi!
    Leggiamo ad occhi aperti!

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  4. Se il vero Neruda fa sbuffare, figuriamoci il falso…

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  5. Corriamo ai ripari arriva la “Mastellite Berlusconiana”.

    staff freesud

    http://www.riberaonline.blogspot.com

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  6. scusate : 2 errori in due righe: “un” di troppo e “ricorra” al posto di “ricorre”. .. appunto la rete continua ad autocorreggersi!

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  7. Nobilitare il trasformismo dietro il paravento di una poesia, neanche autentica,è la prova “gustosa “che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Ma tanto a Ceppaloni continueranno a votarlo, a qualsiasi partito appartenga.E poi dicono che questa classe politica ce la meritiamo tutti! Sinceramente io non credevo d’aver fatto niente per meritarmi Mastella alla giustizia.

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  8. La poesia letta da Mastella è della poetessa brasiliana Martha Medeiros. Lo ha dichiarato Stefano Passigli, editore di Neruda in Italia. Tra poesie citate a caso, sputi e mortadelle non so cosa mi fa sentire peggio.

    Su Neruda invece ci andrei più cauta. Anche a me sembra stucchevole ma credo sia solo perché non lo conosco a sufficienza. Insomma, dire che Neruda è da baci Perugina è come dire che Manzoni è bigotto e andrebbe letto in oratorio o che Nietzsche è un individualista e ha inventato il mito del superuomo ariano. Sono generalizzazioni letterarie.
    Rimango dell’idea di Bonami: bisognerebbe avere un approccio più luterano dell’arte. Andare a leggere i testi degli autori è meglio che credere all’immagine marketing che di un autore ci riflette la comunicazione di massa.
    Quindi (lo dico a me stessa in primis) andrò a rileggere Neruda, magari mi farà venire in mente qualcosa di meglio di un cioccolatino…

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  9. Theleeshore, con le cui osservazioni , riflessioni e analisi spesso concordo, mi ha preceduto; è da ieri che volevo scrivere cose analoghe, poi ho rimandato..spesso ho scrupoli di ..troppo presenzialismo!
    Io ho letto Neruda da adolescente e mi piaceva molto…amavo il suo colore e calore, quel uso intenso e costante della metafora, che è tipico di tutta la letteratura sudamericana.
    E’ chiaro che, dopo tanti anni, ricordo poco delle poesie di Neruda. E anch’io, guarda caso, ero andata in biblioteca a cercare l’opera omnia di Neruda qualche settimana fa e non avevo trovato quello che cercavo.
    A maggior ragione lo farò ora!!!
    NOn credo che Neruda sia poesia da cioccolatino e, comunque tutti, anche Leopardi , possono diventare poeti..da cioccolatino, se estrapolo un verso e lo tolgo da quel contesto in cui ha un significato.
    Interessante poi sapere qual è la paternità o …maternità di Lentamente muore o ODE ALLA VITA
    Andrò a vedere chi è Martha Madeiros!!!

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  10. L’accostamento tra Mastella e l’intelligenza collettiva mi sembra un efficace ossimoro… Quanto a Neruda (Neruda, non Martha Madeiros), viene usato come un cioccolatino, ma non è affatto un cioccolatino. Basterebbe rileggersi il “Canto general”, il cui solo inizio, anche a sessant’anni di distanza, fa correre un brivido lungo la cordigliera della schiena:

    “L’uomo fu terra, ciotola, palpebra
    del tremulo fango, calco dell’argilla,
    anfora caraibica, pietra chibcha,
    coppa imperiale o silice araucana.
    Fu tenero e cruento, ma sull’impugnatura
    della sua arma d’umido cristallo,
    le iniziali della terra erano
    scritte”.

    (traduzione di Dario Puccini)

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  11. Intanto mi sembra bello che il dibattito sia scivolato lontano da Mastella per arrivare a Neruda 😉
    Io, ve lo dico sinceramente, non conosco affatto Neruda: riportavo il giudizio pacato e un po’ divertito dell’amica. Amica che tra l’altro egolector conosce bene, quindi la prossima volta che si incontreranno avranno di che discutere, anche di questo Neruda.
    Infine, i baci perugina li trovo buonissimi 😉

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  12. I miei amici lettori di origine latinoamericana non apprezzano che si ricordi solo Neruda e lo trovano sopravalutato. Propongono altri poeti latinoamericani nonchè cileni con i quali ampliare la panoramica della lirica del continente.
    Io mantengo la mia “non preferenza” probabilmente molto epidermica. Neruda, assieme ad altri (Hesse per esempio) letti durante l’adolescenza ad una rilettura adulta non mi hanno detto più nulla. Questione di poco approfondimento è vero, ma anche di gusti personali che cambiano.

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