Non è un paese per vecchi e il tempo sbagliato dell’Einaudi

Dentro fino al collo nei guai di Llewelyn Moss, l’eroe di Non è un paese per vecchi, di Cormac McCarthy, mi sento anche proiettato al confine fra Texas e Messico e all’indietro nel tempo, in quel 1980 nel quale è ambientato questo noir torcibudella. Peccato che all’Einaudi nessuno sembra aver letto il romanzo: altrimenti come potrebbero aver scritto sulla quarta di copertina “Nel Texas di oggi“?

Oggi? 25 anni, ragazzi, sono tantissimi: le auto sono degli anni settanta, le coperte dei letti dei motel sono degli anni settanta, i fucili e le pistole son cambiate, allora si fumava nei locali pubblici, c’è una moneta del ’58 in giro da 22 anni (parola di Chigurh, il cattivissimo psicopatico del romanzo!): insomma il tempo – anche questo tipo di tempo – credevo c’entrasse qualcosa con le narrazioni (e poi un romanzo con un titolo così…).
Alcuni mi dicono che quando abbiamo a che fare con gli autori americani son pignolo. Forse hanno ragione 😦

12 commenti

  1. No, è che proprio non ci riesco a parlar male dell’Einaudi… Non è un paese per vecchi – a proposito – lo ritengo un tantino sopravvalutato. Qui da noi se ne è parlato più altro perché Ferrara si è infatuato di McCarthy (come all’epoca fece con Barney Panofsky) e l’ha recensito e recensito e recensito…

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  2. ehm, non so se è sopravvalutato _Non è un paese per vecchi_, non credo di aver mai letta una recensione di questo libro. Mi ha attratto l’idea di McCharty che si cimenta con il genere. E me ne hanno parlato bene alcune persone. E la lettura mi sembra meriti (son poco oltre la metà).
    In generale a me McCarthy piace moltissimo – Cavalli selvaggi e Meridiano di sangue mi sembrano capolavori -. E sicuramente non sono stato influenzato da Ferrara: non lo leggo, né lo vedo, né lo ascolto: per principio, per scelta: di qualunque cosa si occupi.

    ciao ciao

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  3. Condivido qui quello che mi sono segnato su “Non è un paese pervecchi”:
    “Scoperta folgorante. Grande scrittura asciutta. Un inseguimento a tre nelle terre di confine del Texas. Paesaggi e destino, l’impossibilità di fuggire e il confrontarsi tra uomini.”

    L’ho scoperto quando ho visto che i fratellli Cohen volevano farci un film: secondo me potrebbe essere simile a “Fargo”. Almeno per lo psicopatico inseguitore.

    C’è molto altro, quando ho letto poi Cavalli selvaggi: ad esempio, l’individuo solo ma con un grande rapporto con il padre; un Messico povero e gentile, la fedeltà a un impegno, cioè a un destino…

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  4. Però ho notato che a pagina 57 del libro l’autore fa riferimento ad un telefono cellulare!!! non so se nei primi anni ottanta fossero già così utilizzati…

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  5. sì l’ho notato anche io; dovremmo controllare l’originale americano; sicuramente non si trattava di “cellulari” nel senso attuale… Provo a cercare una copia in americano

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  6. Consiglio anche la lettura dell’ultimo McCarthy La strada.
    Anche questo è un bel gancio al plesso solare.

    p.s. scoprire cosi inopinatamente che condivido con Ferrara la stessa passione per McCarthy e per Richler mi ha devastato.
    Sento il bisogno di prenotare una visita urgente dal mio analista.

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  7. tranqui anche a me piaccono da morire mccarthy e richler. pensa che avrai anche altre cose in comune con ferrara, tipo l’amore per le torte o per il vino o che so io… insomma fa niente. Son più importanti le differenze che le affinità no? 😉

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  8. nel libro si parla di celulare anche quando chircug (o come si scrive) sente squillare il cellulare del sicario che ha appena ucciso, lo tira fuori dalla sua giacca e risponde!

    come fa ad essere il 1980?

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  9. Beh, in effetti il telefono portatile che usano sembra strano, ma non è un “celullare” nel senso nostro: non sono un esperto di telefonia ma si potrebbe indagare sugli apparati portatili dell’epoca.

    Che la vicenda si svolga nel 1980 è indubbio: lo si capisce dagli elementi interni al libro (auto, episodio della moneta, ambienti) e da numerose recensioni che lo sottolineano.

    ciao ciao

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  10. Ho riletto il libro nella versione originale. Per quanto riguarda il cellulare dello sceriffo Bell, credo che la parola “cellulare” sia riferita ad una specie di ricetrasmittente, dato che nelle pagine precedenti alla 57 si parla di un walkie-talkie Motorola in dotazione alla polizia.

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  11. Scusate ma non sapevo dove mettere la notizia.

    OT

    Sunset Limited

    Leggo oggi sulla terza pagina del Corsera (non è ancora on-line) un commento di Franco Cordelli sull’ultimo libro di Cormac McCarthy.

    Uscirà, in Italia, il 10 giugno “Sunset Limited” pubblicato da Einaudi.

    Un buon commento sul sito dell’autore stesso: The Sunset Limited.

    Buon lettura, dunque.

    Fubar/080602

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