Il nostro blog e i gruppi di lettura

L’avevo promesso a una delle nostre autrici e ora mantengo: trovate qui sotto la presentazione del nostro blog fatta al convegno sui gruppi di lettura, a Chiari, nell’ambito dellaRassegna della Micro Editoria (9, 10, 11 novembre 2007). E’ una descrizione parziale e un poco civettuola e provocatoria.
Il pubblico era composto quasi esclusivamente da bibliotecari, per i quali l’avvio di un gruppo di lettura è prevalentemente un lavoro. Le altre presentazioni erano di impostazione professionale, con risvolti teorici importanti.

Io invece ho cercato di introdurre il punto di vista dei lettori e dell’esperienza “meticcia” di lettura condivisa: dentro il gruppo di lettura “fisico”, che si incontra faccia a faccia, e nello spazio del blog, una specie di gruppo di lettura virtuale.
Ho anche cercato di raccontare come il blog sia cambiato nel tempo e soprattutto come sia diventato qualcosa di molto diverso del semplice portavoce di due gruppi di lettura fisici.
Per la presentazione sono in debito con due amiche che hanno realizzato il ppt e mi hanno dato molte idee.
Ribadisco si tratta di una descrizione parziale di questo blog. Ovviamente spero che molte delle persone presenti a Chiari siano venute sul blog: il modo migliore per capire di cosa si tratta. Del resto qui avevano a disposizione anche i punti di vista sul blog lasciati in quella sequenza bellissima di commenti che abbiamo raccolto. Perché questa serie di commenti – alcuni citati nella presentazione – sono l’ideale complemento del mio racconto.
Qui trovate anche la traccia del ragionamento che ha dato un po’ di contesto alla presentazione e alla chiacchierata che è seguita.
Se avete da dire, criticare, aggiungere, chiosare, annotare, sarò ben lieto di leggere e imparare cose che potremo usare la prossima volta. Ecco invece la presentazione:

12 commenti

  1. la presentazione di Luiginter mi sembra, proprio perchè non accademica, simpatica, piacevole, ma nello stesso tempo anche efficace.

    Mi chiedo, tenendo conto delle origini del blog e della sua evoluzione, se ha ancora senso conservare il nome di partenza. Non potremmo inventare un’altra denominazione? E’ chiaro che non è un grande problema, anzi non lo è affatto, però mi è parso un piccolo parere da esprimere.
    Complimenti per la presentazione!

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  2. beh devo ammettere che sei stato corretto luiginter, hai inserito nella tua presentazione anche un intervento poco benevolo (il mio). Ma perchè lo rappresenti come un diavolo che deve essere contrastato addirittura da Superman? E soprattutto perchè hai citato QUELLA parola?
    Questo blog può essere considerato familiare, amichevole, casalingo, delicato, soffice, caldo, affettuoso, tenero, morbido può anche essere visto come un nido, una cuccia, un letto , un piumino, una tana, una casa … tutto quello che vuoi…ma HOMIE NO, TI PREGO! lo diranno gli anche gli inglesi ma siamo piuttosto stufi di friendly, trend, gap, top, briefing and so on…
    La lingua italiana merita di essere frequentata di più e conosciuta meglio. Chi, se non voi lettori, possono impegnarsi a farlo?
    Una mia amica diceva di non essere cicciottella bensì cuddly. Invece di abbracciarla, l’avrei schiaffeggiata (per modo di dire)
    Anch’io mi sento distante da questo blog, come la gentile signora della tua presentazione, ciononostante ritengo giusto che qui si possano sentire tutte le voci.
    Solo così questo spazio potrà crescere.
    Buona la proposta di xochitl2. Probabilmente il blog è già cresciuto e ha diritto di un nome che gli vada meno stretto.

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  3. Luigi2 non usare la parola blog. Impegnati a trovare nella meritevole lingua italiana un corrispondente semantico o crea un neologismo.

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  4. dai luigi2, le immagini: era per rappresentare un po’ le differenze e i punti di vista, in modo che suscitassero qualche sorriso leggero. Non starei a preoccuparmi troppo no? Per la scelta delle foto nello specifico comunque dovrei consultarmi con le due persone che hanno realizzato la presentazione (grazie ancora!).
    Sono completamente d’accordo con te che la cosa più importante siano tutte le voci. Son contento che tu sia rimasto fra noi per far sentire la tua. Grazie!

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  5. Blog è un termine nato dalla contrazione di Web e Log, ovvero dalla contrazione dei termini “rete” e “diario/traccia”.
    Il weblog, o meglio il blog, è infatti nato come un diario personale dove l’autore, o gli autori, narrano in ordine cronologico avvenimenti, notizie o fatti personali.
    In Italiano potrebbe essere chiamato
    Diario Collettivo in Rete (DCR?)
    Diario aperto (Dap?)
    Parole regalate in rete (Parere?)
    Comuni meditazioni (Come?)
    Pensieri Collegati in rete (Pecore?)
    Tracce collettive (Tracolle?)
    Diario in rete (Dire?) e così via…
    Invece di mettere insieme acronimi forse sarebbe meglio chiamare il blog con termini italiani come
    “diario” “giornale” “note” “appunti” e così via….
    marinaforlani, certo che hai atteggiamenti proprio antipatici, e provocatori nei miei confronti. Ciao luiginter.

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  6. Ciao! Condivido l’indigestione da acronimi. L’italiano è una lingua molto accogliente (e questo è un bene se non vogliamo che riamanga ai margini della comunicazione… processo che peraltro è già in atto purtroppo!) ma anche molto ricca a livello semantico. Finché è possibile, meglio percorrere tutte le soluzioni terminologiche che è in grado di offrire o no?
    “Diario” è semplice ed efficace… ma Luigi2… non te ne tieni mai una!

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  7. Sugli acronimi e l’intrusione di termini inglesi:
    non amo l’abuso di nessuno dei due.
    Non mi sembra però che in Italia si ricorra così spesso alle sigle, in Germania la situazione è mooolto peggio. Qualche anno fa un gruppo rap tedesco aveva scritto un testo fatto tutto di sigle appunto per ironizzare su quest’insana abitudine, dal titolo MFG che sta per “mit freundlichen Grüssen” cioè cordiali saluti.
    Le idee di luigi2 per cercare sostituti alla parola “blog” mi sembrano comunque interessanti e ognuna a suo modo azzeccata.

    Sulla presentazione al convegno:
    voleva essere solo uno stralcio, che oltre a raccontare la storia del blog portasse a Brescia la voce dei protagonisti di questo spazio (questo il motivo del post in cui siamo stati tutti invitati a dire la nostra). L’idea di fondo era di rendere la presentazione leggera. Le foto scelte sono simboliche, volevano solo suggerire e non rappresentare, le frasi purtroppo solo una parte di tutto quello che è stato scritto come commento al post. Mi spiace se qualcuno se ne è avuto a male…
    Mi è sembrata positiva la partecipazione collettiva.

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  8. Luigi2 hai lavorato molto e molto bene.

    Fenice e Luiginter , a me la vostra presentazione è piaciuta proprio per la leggerezza.

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  9. fenice, io me la sono presa più per la parola homie, che per l’immagine del povero diavolo (volevo solo farvi notare che inconsciamente mi demonizzate, ma questo non mi dispiace).marinaforlani, io lavoro SEMPRE bene, vedo che hai incominciato a notarlo pure tu. Se voi darmi altri compiti per casa……

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  10. Luigi2 apprezzo anche il tuo saper essere lieve…niente compiti a casa vai pure a giocare…ti sei ricordato la merenda? :-)))))
    Ciao e resta con noi, come già detto da Luiginter…

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  11. sì, in generale pure io. Questo però secondo me è più leggibile: i post, i titoli, i commenti sulla spalla. Meno piacevole ma più chiaro. non trovi?
    Comunque anche io ogni giorno son tentato di tornare all’altro. ero affezionato alla bambina in piazza del campo 🙂

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