Poesia Dorsale – Un amore visionario per i libri

Quella sera dorata
Roseanna,
Calendar girl,
Lentamente prima di morire
Lasciami entrare
Un altro tempo un’altra vita

Una poesia? Sì, o meglio, una *poesia dorsale*.
Se vi domandate cos’è, basta leggere qui:

Mettere dei libri uno sopra l’altro in modo che i titoli si concatenino fino a formare dei versi. Questo è fare “poesia dorsale”. Si chiama così perché nasce dai dorsi dei libri, non dai titoli. La differenza è solo visiva; infatti l’ha inventata un graphic designer e fotografo, Silvano Belloni. Che non ha avuto l’ispirazione pensandoci su, ma fissando uno scaffale con dei libri ammucchiati. La giornalista Antonella Ottolina si è innamorata dell’idea e le ha dato vita componendo le poesie dorsali.

Accostando libri, si scopre che nascondono, nella loro vicinanza e casualità, un nuovo mondo. Il bello è anche fare una foto, io purtroppo per mancanza di spazio ho solo una piccola scorta qui con me, e mi sono accontentata di questi pochi versi farneticanti.

Che poesie suggeriscono i vostri libri?

*giuliaduepuntozero

31 commenti

  1. Certo è curioso sapere che esiste anche la POESIA DORSALE, che coniughi parola e fotografia, che ci facciano anche delle mostre, ma poi…al di là della curiosità…mi lascia un senso di vuoto.
    Il gusto della provocazione…il piacere di una epidermica emotività, che nasce dall’accostamento casuale di parole…o di titoli di libri…e poi?

    Sono passati quasi 100 anni da quando Palazzeschi scriveva “Lasciatemi divertire” e poesie con parole delle insegne dei negozi o della pubblicità, o meglio quando TRISTAN TZARA scriveva PER FARE UNA POESIA DADAISTA:
    “Prendete un giornale
    prendete le forbici
    scegliete un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia
    ritagliate l’articolo
    ritagliate accuratamente ognuna delle parole che compongono l’articolo e mettetele in un sacco.
    Copiate scrupolosamente
    La poesia vi somiglierà
    Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benchè incompreso dal volgo.

    E poi Tzara ci dava anche un esempio di poesia
    Vi risparmio il titolo:
    “prezzo essi sono ieri accordandosi poi quadri
    apprezzare il sogno epoca degli occhi
    pomposamente che recitare il vangelo genere si oscura
    raggruppa l’apoteosi immaginare disse fatalià potere dei colori
    tagliò sesti stordito la realtà un incanto, spettatore tutti da sforzo di qui non è più 10 a 12
    durante le divagazioni giravolta scende pressione……

    la poesia…continua, ma non mi sembra necessario continuare con queste farneticazioni.
    In tempo di avanguardie storiche aveva un senso..provocare..distruggere un vecchio modo di fare poesia..così come aveva un senso mettere i baffi alla Gioconda…ma oggi sarebbe solo testimonianza del vuoto.

    Delle parole di Tzara mi colpisce proprio quel LA POESIA VI SOMIGLIERA’ e quella SQUISITA SENSIBILITA’, BENCHE’ INCOMPRESA DAL VOLGO.
    Io non voglio assomigliare a una poesia come questa, nè essere incompresa dal volgo di cui mi sento parte.

    Mi è piaciuto rileggere il POST di theleesshore di febbraio 2007 su CHE COSA E’ POESIA, soprattutto quando dice:
    ” non so che cosa è poesia , so solo l’effetto che genera su di me. Omero mi dà forza. Dante mi riempie.Leopardi mi fa tremare le vele dei polsi. Emily Dickinson mi fa ammalare. Neruda mi fa tornare carne e sangue. Baudelaire mi consuma. Ungaretti mi fa paura….

    Non volevo entrare in polemica con Giuliaduepuntozero, di cui apprezzo sempre i post, ma non volevo fermarmi alla curiosità di qualcosa di nuovo come “la poesia dorsale” o altre performance simili!!!

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  2. Mi piace giuliadue, l’effetto poetico c’è…vediamo un pò, ecco la mia piletta…

    La doppia assenza
    La realtà inventata
    Donne a colori
    La città e le ombre

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  3. Che bella idea! Ecco ben tre poesie dorsali prendendo un po’ di titoli dalla mia libreria (vengono fuori poesie ermetiche!):

    Il mondo nuovo.
    Doppio sogno:
    gli amori difficili,
    finzioni.
    Le vie dei canti,
    aspettando godot
    chiedi alla polvere:
    poesie d’amore e libertà.

    ———————————-

    Il tuo curriculum vitae:
    o quest’uomo è morto, o il mio orologio si è fermato.
    Come trovare il lavoro che piace:
    aspettando godot.
    Il professore va al congresso:
    alice nel paese delle meraviglie.

    ———————————-

    Va’ dove ti porta il cuore…
    il giovane holden,
    infinite jest.
    I capolavori.
    Sulla strada,
    opinioni di un clown.
    Il bar sotto il mare.

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  4. Xochitl2, a parte ringraziarti per la citazione al mio post (che cosa carina!), volevo dirti che forse questa iniziativa – che io ho trovato divertente – non va presa così sul serio… Senz’altro non come le avanguardie, tutt’al più mi sembra un gioco letterario da prendere con leggerezza, perfetto per un blog di lettura (ma certo, non andrei a vedere la mostra).
    Sono dei furbetti i due autori (per la cronaca, un grafico-fotografo e una giornalista)? In effetti sembrano. E sul Venerdì di Repubblica di oggi c’è un intervista ai due sperimentatori (massì, siamo generosi) in cui se la tirano parecchio:

    “Poesia dorsale l’abbia chiamata – dice il fantasioso grafico – dai dorsi dei libri su cui Antonella ha composto e io fotografato. Sembrava un’idea buttata lì e invece è diventata una mostra. E molto altro”.

    E la giornalista rincara la dose:
    Siamo entrati in un viaggio incredibile tra i libri. Via via che i libri si accatastavano abbiamo scoperto una dimensione ludica, giocosa della poesia dorsale. Che è una cosa seria.

    Ora ecco, io fossi in loro sarei più prudente nel decretare la nascita di un genere letterario… E con tutta la buona volontà, io quel molto altro non lo vedo. Però l’idea è carina, quindi ecco la mia:

    L’amante
    Un divorzio tardivo
    Il signor Mani
    Una storia d’amore e di tenebra
    Non dire notte

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  5. Hai ragione Theleeshore il mio intervento sulla POESIA DORSALE era un po’ troppo serio…prendeva troppo sul serio qualcosa che in fondo poteva essere preso come un divertissement, uno scherzo…come del resto avete fatto voi .

    Io mi sono lasciata trascinare, non tanto in relazione a quello che avremmo potuto fare noi nel blog…ma piuttosto in relazione al fatto che sapevo dell’esistenza di una mostra… con certe ambizioni.
    Forse avevo anche dato troppa importanta all’elemento del caso, cioè alla scelta casuale del dorso dei libri, da cui certamente non sarebbe venuto fuori nulla di …evocativo.

    Comunque continuo a pensare che- al di là di chi lo fa per gioco – chi invece lo fa…sul serio e ci costruisce una mostra sopra che poi molti vanno diligentemente a vedere, fa solo un’operazione vecchia…scontata…un ritornare al READY MADE dei dadaisti, senza nessuna provocazione…senza nessuna volontà di polemica, anzi credendoci e proponendolo come novità.
    Scusate se poi mi sono ripetuta…con la stessa grinta seriosa !!!

    Comunque l’espressione UN AMORE VISIONARIO per i libri mi piace molto

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  6. xoch2 sono d’accordo su quanto, talvolta, viene proposto come nuovo e provocatorio. Ma è un fatto anche generazionale e culturale, di punti di riferimento cognitivi e /o generazionali.
    Ora, io non mi scandolezzo più di tanto visto che ho lacune culturali amplissime. Di fatto la conoscenza invecchia, ciò che per alcuni è una novità per altri non lo è.
    Non entro nel merito della provocazione. Chi provoca cosa e soprattutto rispetto a cosaltro?

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  7. Eccomi qui di nuovo.
    Confesso di non avere chiaro il messaggio di Marinaf., per cui non posso rispondere in merito punto per punto.
    Ritorno soltanto sull’ultima frase relativa alla PROVOCAZIONE.
    Io parlavo di una novità che non è una novità, o lo è in minima parte, e di un qualcosa che trovo piuttosto vuoto, puro…edonismo, che però fa molto parlare di sè: v. mostra di Castelgioioso, v. articoli da Panorama a Repubblica a Donna Moderna… v. i tanti blog i cui utenti si improvvisano poeti di poesia dorsale.
    Tanto rumore per nulla… mi verrebbe da dire!
    In quel …passato, a cui io facevo riferimento si usava lo scherzo, il gioco letterario come PARS DESTRUENS…per dire basta con un certo tipo di poesia, che magari poteva essere …Pascoli, D’Annunzio, o Carducci o tanti altri…per dire che ci voleva qualcosa di diverso…di veramente nuovo.
    Ecco allora che che la provocazione, il gioco, il divertimento aveva un obiettivo…per andare avanti.
    Comunque basta…da parte mia, mi sembra che la poesia dorsale non meriti tanti interventi o polemiche… è vero che le ho innescate io con i miei discorsi seriosi, mentre voi volevate semplicemente aderire con leggerezza e creatività ad un gioco letterario!

    E ancora…trovo comunque postivo il fatto che la poesia dorsale abbia messo me- nuova del blog – in relazione con alcune di voi, che certamente più giovani di me, siete però… vecchie utenti e autrici del blog.
    A confrontarci dunque in futuro con simpatia su queste pagine virtuali su temi più significativi, che certamente non mancano in questo blog!

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  8. In effetti hai ragione, xochitl2, rileggendomi mi trovo io stessa un pò incomprensibile, dovrei spiegarmi e non ho tempo,ora. Però insisto, e su questa mia opinione credo di essere molto chiara, nel ritenere che ciò che è novità per alcuni non lo è per altri. Non parliamo poi di quello che può essere ritenuto una “provocazione”.

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  9. Ciao. Siamo in due: il fantasioso grafico e la giornalista che rincara le dosi. I due sperimentatori, insomma, a essere generosi (sono tutte citazioni dai vostri interventi…) E la cosa più buffa è che interveniamo solo per dare ragione un po’ a tutti. Mica per diplomazia: c’è un errore di fondo. Giuliaduepuntozero (che ringraziamo tantissimo, se ha in qualche modo apprezzato) apre con una foto che non è nostra. Guardando quella… boh. Noi non capiremmo che cos’è questa poesia dorsale. E’ una pigna di libri con titoli casuali. Queste sono alcune delle nostre poesie.

    Da quando sei parte di me,
    io e te soltanto,
    non riesco più a camminare.
    Dì a qualcuno che sono qui.
    Voglio urlare senza voce prima che
    passi la poesia.

    Educare ad essere perfetti
    bambini del silenzio,
    cattivi esempi
    guardati a vita
    sul banco dei cattivi…
    Qualunque cosa pensi, pensa il contrario,
    a tv spenta,
    a testa in giù.

    Compagni segreti
    fate come noi.
    La sublime pazzia
    della rivolta
    sull’odio.
    Non basta dire no
    come si dice
    fuori pasto.
    Così come siamo, armati di sogni
    siamo invincibili.
    Non c’è notte
    che non veda
    il giorno
    dalla nostra parte

    Non è un accostamento casuale di parole, no?
    Sono tutte sul sito http://www.poesiadorsale.it.
    Detto questo, il fatto di farci una mostra… E’ una mostra fotografica. Silvano, che ha avuto un’idea poi sviluppata da Antonella nella consapevolezza di entrambi dell’esistenza di – tanto per fare un nome – Tzara (di cui abbiamo anche riportato un brano messo in mostra a “Parole nel tempo” proprio per … sdrammatizzare), è un fotografo. Che ci avreste fatto, con questi scatti, al posto nostro?
    Ce la tiriamo? Massì. Magari. Non saremmo così preoccupati di essere fraintesi, credo, se ce la tirassimo.
    Domani vi scriviamo ancora.
    ciao

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  10. eila’ a tutti, buona notte.
    non sono intervenuto prima sul tema della poesia dorsale e… in relatà non lo faccio nemmeno ora. (non ci ho pensato in effetti).
    Volevo solo ringraziare i due autori dell'”amore visionario per i libri” che son intervenuti nel dibattito fra alcuni di noi, su questo blog.
    Mi sembra il modo migliore per parlare con i lettori e tutto il resto. Insomma, bella idea. Grazie ancora per essere passati di qui.

    a presto

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  11. ciao di nuovo. Grazie a luiginter, sei molto carino. E poi, molto più che “autori”, ci sentiamo decisamente lettori, anche se nessuno dei due frequentatore di blog (forse perché col computer ci abbiamo a che fare tutto il giorno, e dopo un po’…).
    Comunque, ci tenevamo a dirvi anche che a suo tempo avevamo pensato di raccogliere sul sito http://www.poesiadorsale.it poesie fatte (e fotografate) da chiunque trovasse l’idea divertente per poi usare le più belle per altre mostre. Certo: come dicevamo Silvano è fotografo e rifarebbe gli scatti a modo suo, ma la scelta riguardo alle migliori (ossia, “costruite” per dire qualcosa che sia condivisibile da tutti, con una loro musicalità – per quel che è possibile….) sarebbe fatta democraticamentissimamente. Ciao a tutti

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  12. per Silvano e Antonella: la foto di Giuliadue nonchè la poesia dedicata a Roseanna potrebbero essere la prima di questa vostra raccolta per prossime mostre…

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  13. Rispondo con ritardo perché ho avuto una settimana difficile, lavorativamente parlando. E rispondo proprio io, che ho postato l’intervento più malizioso e provocatorio su Silvano e Antonella.

    Cerchiamo di capirci: il sospetto letterario è la qualità indispensabile di ogni lettore, di ogni buon lettore. Soprattutto in un’epoca in cui qualunque trovata (novità letteraria, evento multimediale, mostra di design e chi più ne ha più ne metta) viene sparata dalla fanfara mediatica.

    Povera Giulia, nonostante il suo intento sincero e genuino, è stata gentilmente snobbata da Silvano e Antonella che, con cortesia, hanno ribadito il loro copyright e la loro esclusività nel comporre poesie dorsali. E fin qui, potrebbe anche andare più o meno bene, se però poi venisse fuori cosa c’è sotto. Perché io non ho capito il significato di questa operazione.

    Comporre a partire dai dorsi dei libri è una forma di poesia automatica? Allude alla circostanza che nel flusso ininterrotto di informazioni letterarie in realtà si celi una poetica nascosta? Prendendo le distanze da Giulia ci volete forse dire che questo gioco letterario non si fa in modo casuale ma secondo dei criteri? E quali sono? Perché la poesia di Giulia non fa capire il senso della poesia dorsale e le vostre sì?

    Dalla avanguadie storiche abbiamo capito che al lettore spetta la responsabilità di indagare il senso di un’opera (è anche quello che dice Eco nell’Opera Aperta o più recentemente Francesco Bonamo in Lo potevo fare anch’io). Da qui nasce anche la giusta malizia, il doveroso sospetto che bisogna assumere guardando quello che ci sta di fronte. Ma questo non esime, anzi ulteriormente responsabilizza l’autore, se interpellato, a schiudere il senso delle sue intenzioni, soprattutto laddove non si risparmia la sottolineatura della distanza tra la propria arte e quella altrui.
    I dadaisti ai primi del Novecento erano abituati a spericolatezze artistiche ben più scandalose delle poesie dorsali dei nostri autori, ma quando si trattava di scrivere dei manifesti per spiegare le loro intenzioni, erano ancor più prodighi di parole. E aggiungo: molto meno ansiosi di rivendicarne il copyright.

    Quindi, eccoci: siamo tutti orecchie.

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  14. abbiamo avuto una settimana (per non parlare dell’ultima ora) lavorativamente parlando molto difficile.
    Cerchiamo di capirci: non è poi così strano che un fotografo voglia tutelare il proprio lavoro. Se, invece, le poesie non vi dicono nulla, che dire?, pazienza. Noi ci siamo divertiti.

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  15. Gentile Silvano fotografo, mi sembra che anche Giulia2 si sia divertita e lo ha fatto proponendo una foto fatta da lei, a libri suoi, con una poesia dorsale che a me è sembrata aggraziata ed evocatrice. Si è ispirata al vostro lavoro, non ha utilizzato una vostra foto.Perciò non capisco: di quale tutela si sta parlando?

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  16. cara marina, tutale del lavoro fotografico, visto che si parla di un fotografo che ha fatto una mostra. Quando invece scriviamo di divertimento, ci riferiamo ad aver fatto le poesie, e siamo più che felici che Giulia2 abbia condiviso lo spirito. Ma la sua foto era stata “presa” per sbaglio per illustrare un articolo sulla mostra, capisci? Tutto qui

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  17. Come volevasi dimostrare, alla fine il piccolo spillo di Giulia ha sgonfiato il pallone. L’unica cosa che importava ai nostri autori era divertirsi, esattamente come avevo suggerito all’inizio. Null’altro c’è, diversamente da quanto avevano sostenuto. Ma non era necessario ci fosse, anche noi infatti ci siamo divertiti a leggere le loro poesie, esattamente come quella composta da Giulia, ma tutto finisce qui. Con buona pace di chi fa mostra di sé esibendo il gesto dell’artista ma non la sua arte.

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  18. Che dire, sono contenta che il mio post abbia suscitato tante discussioni, alla fine ritengo che sia il miglior premio per chi scrive.
    Non voglio rubare idea a nessuno, semplicemente avendo letto dell’iniziativa ed essendomi entusiasmata, volevo partecipare al *gioco*, così come è stato suggerito anche dagli stessi Silvano e Antonella.
    Se il copyright è vostro, scusate e prendetela semplicemente come un gesto di ammirazione e apprezzamento.
    In un mondo come quello di oggi, così globale, interattivo e dinamico grazie al web, avrei preso il nostro interesse e la nostra partecipazione in modo un po’ diverso.
    Ma il mondo è bello perché è vario.
    Io intanto, comunque, continuo con le mie foto.

    *giuliaduepuntozero

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  19. scusate, se a questo punto mi riaffaccio anch’io…
    Sono d’accordo la cosa più bella è il dibattito che c’è stato e fa onore al blog…
    A questo punto però, vista la piega che ha preso la discussione, non mi pento del mio intervento iniziale… polemico e giudicato troppo serioso, visto che ci si voleva solo divertire.
    Forse aveva ed ha un senso domandarsi che cosa è poesia?

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  20. ragazzi, adesso però basta! Non riusciamo a farci capire! Il copyright non è stato depositato per impedire agli altri di creare poesie dorsali, anzi!
    Abbiamo apprezzato la poesia di Giuliaduepuntozero, e molto pure. Non sapete quanto. Ma non abbiamo apprezzato l’errore (peraltro in buonissima fede, buonissima: per motivi di impaginazione) di mettere quella foto – in un altro sito – a illustrare la mostra di fotografia di silvano. Si poteva credere ne facesse parte.
    Per quel che riguarda la poesia, io (antonella) non mi ero mai cimentata, prima. E neanche adesso lo farò. Ne ho troppo rispetto. Mi ha stupito, però, rileggere le poesie dorsali senza guardare la foto e trovare che, non solo mi “appartenevano” perché riuscivo a raccontare un po’ di quello che provavo, ma sembravano anche simili a… poesie.
    Se poi siamo intervenuti, a un certo punto, era perché ci sembrava che tutto avesse un po’ trasceso il nostro intento. Scusateci. Non ci faremo più sentire. comunque ciao

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  21. theleeshore, però, scusa se ti dedico un ultimo commento. Noi abbiamo aperto un sito. Lì si può scaricare il comunicato stampa. Il “manifesto” è tutto lì. Su vari livelli di lettura, insomma. Perché ci dai solo due possibilità? 1) Siamo due palloni gonfiati che non hanno inventato niente ma hanno fatto in modo di alzare un polvere per far parlare di sé (?)
    2) Siamo due palloni gonfiati che non sanno neanche che cosa vogliono dire, ma credono di voler dire qualcosa?
    diamine, non sai dell’invenzione del televisore a colori? antonella

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  22. Cara Antonella, evidentemente non ci hai reputato interlocutori abbastanza validi per parlarne qui, quando ve l’abbiamo chiesto.

    Sinceramente, lascerei perdere la televisione a colori e parlerei di internet, dove il copyright è libero (o dovrebbe esserlo).

    Marcel Duchamp magari a un’idea come la vostra avrebbe detto: che bello! facciamolo tutti! E non: scusate, ma la foto non è la nostra…
    Ma appunto, era Duchamp.

    E ora forse basta davvero, mi sa che la gente sta cominciando ad annoiarsi…

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  23. Silvano e Antonella scrivono:
    “Ma la sua foto era stata “presa” per sbaglio per illustrare un articolo sulla mostra, capisci? Tutto qui”

    Dico io:
    ma che c’entra Giulia se hanno usato una sua foto per illustrare un articolo sulla vostra mostra????
    prendetevela con il photoeditor che ha messo la foto senza curarsi di verificarne la fonte, senza citare l’autore della foto ecc. sigh

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  24. Giuliaduepuntozero mi sembra abbia fatto quanto segue:

    parlato di 1 mostra
    citato gli ideatori e curatori della mostra
    tentato (con successo, a mio giudizio) di imitare e replicare il divertimento che l’idea degli autori le avevano ispirato.
    Postato una foto fatta da lei esplicitando, con parole chiare e in sottotono, che “lo scatto”era il suo.

    In questo modo si è parlato molto della mostra “Poesia Dorsale”; si è parlato abbastanza di copyright; si è parlato un pò di Duchamp ( piccolissima mostra, l’anno scorso, qui a Genova, da una collezione privata).

    …altra piletta…

    Chiedi alla polvere
    la lingua salvata.
    E non disse nemmeno una parola
    il sesto angelo.
    Dove gli angeli esitano
    fammi un indovinello.

    Ciao!

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  25. Infatti Giulia non mi pare che abbia fatto nulla di lesivo.
    Piuttosto invece di venire a dire Giulia di non fare foto ai libri impilati, Silvano e Antonella avrebbero fatto meglio a rimproverare la rivista che ha utilizzato la foto di Giulia facendola passare per un loro lavoro.

    Come al solito le riviste usano e abusano delle fotografie di tutti, non citano mai gli autori!
    Perchè Silvano e Antonella non vanno a rimproverare chi di dovere!!!
    Ovviamente… con i potenti meglio tacere… e rivendicare il copyright con Giulia che non ha fatto nulla di male… sigh

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  26. Intervengo, anche se non avrei voluto più mettere becco in questa discussione, sulla mia foto usata a corredo di un articolo, solo per dire che:
    – ne ero informata
    – ero citata come autrice della foto
    – le mie foto sono in creative commons e quindi chiunque le voglia più usarle.
    Fatta questa precisazione a beneficio dell’autrice dell’articolo incriminato, vi lascio con altre due poesie, sperando che queste piacciano un po’ di più a silvano e antonella: una e due.

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  27. ciao a tutti, da qualche settimana ho scoperto anche io la poesia dorsale e devo dire che mi ha decisamente entusiasmato e ho cominciato a produrre anche io poesie e foto, che trovate sul mio blog (e tante altre ne ho gia pronte).
    Sinceramente sono rimasto un po deluso dai tanti commenti seriosi e critici a questo post. Insomma… se vogliamo discutere del fatto che due persone abbiano con una ideuccia semplice e neanche tanto innovativa alzato un tale polverone, registrato un copyright e magari se la stiano tirando un po, potremmo anche essere daccordo, ma tutte le altre argomentazioni sul valore della poesia dorsale le trovo sinceramente davvero troppo seriose. Non penso proprio che l’intento fosse creare un nuovo genere letterario e tantomeno un’avanguardia. E’ un bell’esperimento e lo trovo davvero un bel gioco. E trovo particolarmente bello che i libri debbano essere fotografati e quindi devono essere fisicamente presenti nella libreria dell’autore. come dicono i due “inventori” sarebbe troppo facile scrivere poesia dorsale con i soli titoli reperiti da archivi e cataloghi. In fondo i libri che leggiamo parlano di noi, io appena arrivo in casa di qualcuno, non riesco a resistere alla tentazione di curiosare fra i dorsi (sempre che di libri nella casa che visito ce ne siano.. purtroppo capita) quindi la poesia dorsale non puo essere altro che un simpatico ulteriore modo per esprimere noi stessi attraverso i nostri libri ma in un modo diverso ed originale. Ciao a tutti

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  28. Preso da questo intrigante atto creativo, invio un paio di poesie , garantisco che i libri sono nella mia biblioteca, se faccio una foto come la invio?

    ” Sulla strada
    Un indovino mi disse
    In te non c’è nulla di sbagliato
    A ciascuno il suo
    Se questo è un uomo
    L’amore non si arrende. ”

    ” Frammenti di un discorso amoroso
    L’amicizia
    Il piacere
    Il profumo
    La pelle
    La nausea
    Le cose dell’amore. ”

    Marco ……………………………………………………

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  29. Tempo da cani, piove da giorni e fa freddo, si sta forzatamente in casa…tra un controllo alla pasta e ceci sui fornelli e una partita online a mahjong, girovagando per il web mi sono ritrovata nel nostro GdL a leggere questo post di giuliaduepuntozero che non conoscevo. Ai giochi non mi sottraggo mai ed ecco le mie poesie dorsali( alcune) :

    La donna di Gilles
    Un vestito nero con pailletes
    Dance Dance Dance
    Tutti i figli di dio danzano
    Verso nord guardando verso sud
    Non ora non qui
    After dark.

    La ragazza di Vajont
    La figlia perfetta
    La figlia oscura
    La donna che leggeva troppo
    La sovrana lettrice
    Quella sera dorata
    Dopo una parola
    Nei boschi eterni
    Presagio triste
    Una voce lontana
    Voci fuori campo
    Ricordando l’apocalisse
    Le sirene di titano
    La fine del mondo e il paese delle meraviglie.

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