Un po’… di Cina anche al festivaletteratura di Mantova

A Mantova non poteva mancare qualcuno che rappresentasse la Cina, come QIU XIALONG, anche se dal 1989 vive negli Stati Uniti, dove scrive gialli che che gli hanno dato fama internazionale, e insegna alla Washinghton University di Saint Louis.

Nella cornice suggestiva di Campo Canoa- il lago davanti e il Castello di S. Giorgio sullo sfondo – in un pomeriggio caldissimo Qiu Xialong si lascia simpaticamente intervistare da LUCA CROVI, che …di gialli se ne intende!

Parla un ottimo inglese e scrive in americano. I suoi libri sono stati tradotti anche in cinese, ma opportunamente censurati, per cui anche SHANGHAI, la Parigi d’Oriente degli anni 30, che nei 3 romanzi finora pubblicati in Italia è il luogo privilegiato dell’azione dei suoi personaggi, diventa la città H e sono cambiati persino i nomi delle strade, dei ristoranti, per non parlare dei titoli dei libri

Non volevo apportare alcun cambiamento , ma poi compresi la situazione delicata in cui si trova l’editore, se un libro è problematico e accettai il compromesso. Del resto anche in tutti i film polizieschi cinesi nessuna città si chiama con il suo vero nome.”

Secondo il sinologo F. RAMPINI Qiu è il maestro assoluto del noir cinese.

Non so se sia più corretto parlare di GIALLO o di NOIR o di POLIZIESCO per i 3 romanzi pubblicati da Marsilio, che hanno in comune la figura dell’ispettore CHEN CAHO della polizia di Shanghai e del suo fidato aiutante YU.

I romanzi sono quasi il seguito uno dell’altro, perchè numerosi sono i richiami a fatti e personaggi presenti nei precedenti. E’ quindi lo stesso il tempo e lo spazio di ambientazione delle storie: gli anni novanta del 900 e la città di Shanghai. Frequenti sono i richiami a tempi precedenti che sono quelli della Rivoluzione culturale, in cui alcuni personaggi sono nati o hanno vissuto esperienze valutate dai più negativamente, tempi di Guardie rosse, di lavoro nei campi di rieducazione, di vergognose autodenunce, di autoumiliazioni.

Di questo tempo fu vittima lo stesso padre di Qiu e QUANDO IL ROSSO E’NERO è dedicato proprio ai suoi genitori “i quali- come molti altri personaggi del libro- durante la Rivoluzione culturale soffrirono perchè erano politicamente neriOggi invece – ribadisce il giallista – in tempi di capitalismo spietato, camuffato da socialismo autoritario – il rosso è diventato nero.”

L’ispettore Chen ha in sè qualcosa di Xialong, che, laureato in letteratura inglese, si ritrova a fare il poliziotto, ma è poeta e continua ad amare la letteratura e numerosi nei romanzi sono i richiami, le citazioni di versi di antichi poeti cinesi, ma anche di poeti inglesi o americani. Del resto – dice Qiu – è tipico del romanzo cinese classico inserire poesie almeno all’inizio e alla fine dei capitoli.

E ancora Chen- come Qiu- ama la buona cucina e numerosissime sono le descrizioni di piatti cinesi, abbastanza strani, tanto che Luca Crovi domanda se sono piatti veri Lo scrittore conferma. ” In Cina si mangia tutto ciò che ha le gambe tranne i tavoli. Io cucino, amo la cucina e a S. Louis ne sento la mancanza e lo scrivere, il descrivere, il raccontare compensa questa mancanza.”

I gialli di Qiu sono il modo migliore per conoscere la Cina contemporanea e un lettore, che come la sottoscritta non ha un particolare interesse per il genere giallo, legge volentieri questi romanzi, che con il loro risvolto sociologico e politico ti prendono per mano e ti conducono dentro questa realtà cinese, con cui oggi dobbiamo necessariamente fare i conti e quindi conoscere.

Nella MISTERIOSA MORTE DELLA COMPAGNA GUAN Chen indaga l’omicidio di una famosa lavoratrice e modello della nazione sempre in tempi di Rivoluzione culturale tra intellettuali, poveri e nuovi ricchi, uomini di partito, gestori di night club…

VISTO PER SHANGHAI ci conduce invece nel mondo delle Triadi che controllano il traffico di clandestini tra Cina e Stati Uniti per la scomparsa di un ex guardia rossa, forse rapita dalla mafia

Al centro di QUANDO IL ROSSO E’NERO c’ è il delitto di una scrittrice dissidente con un’infelice storia d’amore. E l’agente Yu ancor più dell’ispettore si muove nei bassifondi, dove decine di famiglie vivono in stanze anguste, mentre intorno ambiziosi progetti urbanistici trasformano Shanghai.

Il volto sorridente di Qiu Xialong e la piacevole e disinvolta conversazione con Luca Crovi sono un ulteriore invito alla lettura dei suoi romanzi, in cui -come si dice nel risvolto di copertina- si rivela acuto interprete della fase più sconvolgente della transizione della nuova Cina.

Un po’ più deludente rispetto alle mie aspettative sempre a Mantova è stato l’incontro con CHEN GUIDI e WU CHUNTAO, giornalisti cinesi, marito e moglie, autori di PUO’ LA BARCA AFFONDARE L’ACQUA?, un po’ grezzi nella loro esposizione in cinese e guidati in modo un po’ impacciato dalla dolcissima, ma poco efficace ANGELA STUDE, moglie di Terzani.

Più interessante probabilmente la lettura diretta del libro , che conto di fare in tempi brevi, per conoscere la vera realtà della Cina, che non è quella di megalopoli comePechino, Nanchino, Canton o Shanghai, ma quella dei 900 milioni di contadini, la cui vita nelle campagne è oggi peggiorata, perchè soffocati dalle tasse, senza una assistenza sanitaria decente, senza un sistema pensionistico adeguato

non abbiamo nè potere nè denaro, abbiamo solo le nostre penne. Per questo il libro denuncia torture, omicidi, sfruttamento dei contadini soprattutto da parte dei brutali funzionari locali

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