Libro adorato, ora ti strapazzo!

Charles Dickens, Casa desolata: la pagina dell’autocombustione di Mr Krook, originally uploaded by luiginter.

 

Scarabocchio sui miei libri. E sottolineo interi periodi. Ecco, non li evidenzio con i colori. Se non ho un segnalibro a portata di mano, magari faccio un’orecchio sulle pagine. Ovviamente non con i libri della biblioteca.
E mi piace se qualcuno cui presto il libro mi lascia qualche segno del suo passaggio. Amo molto comprare libri usati e trovarvi le tracce dei precedenti lettori.
Insomma cosa ci permettiamo di fare a un libro (inteso come oggetto) e cosa invece proprio non è tollerabile?

Per esempio, che dire dell’atto (consapevolmente?) distruttivo di aprirlo fino al punto in cui la colla sul dorso non sopporta più la tensione e permette il distacco delle pagine? Oppure la lettura mentre mangiamo, con dita unte?

Tra lettori ogni tanto si discorre – un po’ di chiacchiere – di cosa sia il rispetto per l’oggetto-libro ma mi ha sorpreso nei giorni scorsi vedere che il Chicago Tribune dedicasse alla questione addirittura un lungo articolo nel quale l’autore ci spiega cosa secondo lui si può fare e cosa no: lui non ci scarabocchia per esempio; ma si occupa anche di pratiche più estreme: val la pena di bruciare i libri che non intendiamo più tenere in casa, quando non abbiamo cuore di buttarli nella spazzatura?

Ecco, è banale dire che molto dipenda dalla qualità, non dell’oggetto, ma di quel che vi è scritto e che questo determini anche il tipo di manipolazione che ci concediamo: per esempio, sulle pagine di un libro di Bruno Vespa (se mai entrasse in casa) sicuramente non scriverei (primo perché non lo aprirei nemmeno, secondo perché non saprei che annotarci), mentre potrei con sollievo metterlo, ancora nuovo, nel bidone (da noi è di plastica bianca) della carta da riciclare.

32 commenti

  1. Ah, bello questo post! Allora, io sono una lettrice orribile: sottolineo, scrivo commenti, note a margine, cerchio i numeri delle pagine, mi è perfino capitato di romperli, ma mai consapevolmente, questo no.

    Per esempio, mi è successo con un libro di un amico, con una vecchia edizione a cui sapevo che questa persona teneva molto – ma le economiche di una certa età, si sa, sono traditrici – e ancora non mi do pace. Insomma, ero lì sul letto una sera e lo stavo sfogliando delicatamente quando tac, quel rumore sordo della colla che si stacca mi ha fatto correre dei brividi lungo la schiena. Nooooo, ho pensato, perché mi doveva capitare proprio con questo? Un atto inconscio? Volevo lasciare un segno? Chissà. Però ancora non sono riuscita a ridarglielo e quando gli ho accennato al danno ha anche abozzato (per educazione? Per gentilezza? Sta di fatto che il danno è irreparabile, non esiste più quell’edizione!) Speriamo che mi perdoni.

    Quello che proprio non si può fare con un libro: mangiarci sopra, toccarlo con le dita unte o sporche, usare evidenziatori. Anche la biro è vietata (a meno che non ci si trovi a qualche centinaio di chiometri da una cartoleria e senza macchina). E, tutto sommato, anche bruciarlo (non ricorda troppo i roghi in cui si distruggevano le opere messe all’indice?) Direi che il riciclo va benissimo o meglio, si può anche regalarlo (un libro può sempre trovare qualcuno che gli voglia bene).

    Sul gualcirlo, invece, no. Io più amo un libro più diventa usato. Perché lo porto sempre con me, spesso anche dopo che ho finito di leggerlo (a volte, anche per dei mesi, dorme nella mia borsa) e mi piace leggerlo e sfogliarlo in giro. Quindi, spesso le pagine sono stropicciate, la copertina distrutta, la carta nera di note. E più è così, più ha valore, più mi piace toccarlo e sentire le pagine cambiare consistenza. Diventa insostituibile, un oggetto transizionale per vivere meglio…

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  2. anch’io sono una che legge sempre con la matita in mano, sottolineo, faccio asterischi, annotazioni..i segni devono essere tali che, se riprendo in mano il libro, devo riuscire a ritrovare quel passo che mi ha interessato..i segni più evidenti per i passaggi chiave e confesso che… anche l’evidenziatore giallo in talune circostanze è… un’arma nelle mie mani.

    Evito le sottolineature in libri di un certo pregio rilegati, per questo preferisco i libri in edizione economica, sia perchè costano meno e così ne compro uno in più, sia perchè in quel caso con la massima disinvoltura faccio tutti i segni che mi pare.

    Detesto i libri incollati in modo tale che non si riescono a tenere aperti, come mi è capitato di recente con un libro di Iperborea.

    Avete presente i libri che compaiono dietro… il Cavaliere nelle sue performance televisive..beh ..i miei sono …più vissuti..forse mi credete, anche se non li avete mai visti!!!

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  3. Non ce la faccio proprio….scrivo nome e data dell’acquisto, a volte riporto, sempre nelle pagine iniziali, frasi che mi hanno colpito un breve commento ma basta. I miei libri possono essere un po “usati” se li porto in giro con me, ma ne ho estrema cura, li proteggo e detesto prestarli. Bruciare un libro? Aberrazione, clausura, atto indecente, come buttarlo, piuttosto regalarlo ad una biblioteca di quartiere, a qualche luogo ricreativo frequentato da persone diverse e con gusti diversi ma mai e poi mai potrei pensare di buttare o bruciare un libro; una delle miei gioie è sapere che per tutto il tempo che sarò in questo mondo una cosa che potrò sempre fare è leggere!!

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  4. A me invece il libro bruciato ha fatto venire in mente al volo una figura letteraria: il Carvalho di Montalbàn che la sera sceglie dallo scaffale l’esemplare da gettare nel caminetto, ci ragiona su, come in un rito dissacrante forse. Io non ne ho mai seguito l’esempio, anche se con certi orrori sorbiti obbligatoriamente all’università ci ho pensato per davvero.
    Io da un po’ di anni sottolineo, di solito a matita, anche se sicuro non mi metterò mai a cancellare quelle tracce che sembrano solchi. Non ho edizioni di prestigio, credo che gli unici libri che non mi permetterei di segnare in nessun modo sono due vecchie copie del Giornalino di Gian Burrasca e di Pinocchio, ereditate dal babbo. Ma non si tratta di rispetto per l’oggetto in sè, quanto per il legame affettivo e per l’età avanzata del libro.
    Lo strapazzo maggiore l’ha subito, ahimè, una copia BUR con testo a fronte delle Metamorfosi di Kafka: dimenticato in uno zainetto portato in vacanza è finito in lavatrice. Ne è uscito in cattive condizioni, ma non l’avevo ancora finito di leggere e così ho rimesso insieme i pezzi. E’ tuttora sulla libreria, streto tra altri due per evitare che si sfaldi.

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  5. io provoco brividi a molti amici.
    per prima cosa prendo un libro, lo apro a metà e gli rompo l’anima (ovvero lo piego e faccio fare scopa alle prima e quarta di copertina ) in modo che stia aperto.
    per non parlare di sottolineature fatte anche a penna, frasi e macchie di vario genere.
    questo trattamento colpisce tutti i libri tranne quelli antichi, i libri d’arte e i prestati di ogni genere e grado.

    a me piacciono usati da me o da altri. mi piace ritrovarci frasi, biglietti del tram, fiori secchi.

    ho superato la fase “mi piacciono solo nuovi” anni fa, idem per quella “li devo assolutamente finire” e ora sto superando anche quella “se proprio fanno schifo e non oso nemmeno regalarli ” (a proposito chi vuole un faletti abbandonato e quasi nuovo in brossura??? ;-)) li abbandono o li metto nella carta da riciclo.

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  6. Evidenzio con la matita a margine solo all’interno delle introduzioni o prefazioni quando ci sono. Mai all’interno del testo vero e proprio.

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  7. Io li sottolineo… con le matite colorate. E’ un’abitudine presa all’università, mi aiuta tantissimo a studiare. E infatti lo faccio sempre sui libri “da studio”, meno sui libri “di lettura”, a meno che non siano libri particolarmente pieni di “fatti”, come i diari di viaggio, e allora sottolineo le date, le coordinate geografiche, ecc, e mi aiuta a seguire il viaggio. Se trovo una frase che mi piace particolarmente, è bello sottolinearla con un colore…
    E poi scrivo la data sulla prima pagina, e inoltre ho un timbro con la mia iniziale e così ho timbrato tutti i miei libri.
    Per me è bello vedere un libro vissuto, e mi piace quando in un libro preso in biblioteca trovo appunti e sottolineature (se non sono eccessive!) o qualche foglietto. Io però ovviamente su quei libri non scrivo niente!
    A buttarli mi piange il cuore… ma mica è facile darli via, la biblioteca non li vuole, a venderli non sempre li comprano, lasciarli in giro (tipo bookcrossing) sarebbe una buona idea ma se poi finiscono buttati, meglio che li butto io, così almeno vanno nella carta da riciclare…

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  8. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Io non potrei mai e poi mai deturpare un libro con un singiolo tratto di matita, figuriamoci sottolineare o evidenziare! AHHHHH Mi sento male!! Ahhhhhhhh orrore!
    I libri sono sacri, non si toccano! Ecco, ho detto la mia 😉

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  9. Per un anno ho utilizzato una pila di libri scemi, inutili, come sostegno per un lettore dvd.
    Poi li ho buttati nella campana riciclo.
    Non ricordo i titoli. Nella mia enorme presunzione:-)))), non riuscendo a capire come libri tanto stupidi mi fossero capitati in casa, ho scordato tutto.

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  10. I libri miei sono letti, annotati, sottolineati (a matita, magari colorata, mai l’evidenziatore che passa le pagine), riletti, orecchiettati, letti ovunque e comunque (mentre giro il sugo, mentre aspetto che la lavatrice finisca di centrifugare, sull’autobus, in pausa pranzo mangiando un panino, ecc…)
    I libri altrui (prestati da amici, conoscenti, biblioteche) le tengo benissimo, uso il segnalibro e non squinterno le pagine.
    I libri che non voglio più tenere con me, li bookcrosso.

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  11. No, non ci siamo. Vedo che qui le barbarie imposte ai libri sono molte e varie! (lo dico con affetto non vi arrabbiate per favore 🙂 ). Io sono della scuola dei puristi. Ho un foglietto a parte per scrivermi le pagine e le righe interessanti da rileggere o belle come citazioni a se stanti da copiare a parte. Quindi niente sottolineature ne scritte o segni di nessun tipo. Uso sempre il segnalibro (niente orecchiette) e i libri brutti li rivendo o, abitando in una zona dove non ci sono i cassettoni della carta riciclata, finiscono nel camino, almeno scaldano casa. Non li butterei mai nella mondezza “ordinaria”. Di regalarli non mi va. Io regalo solo libri che mi sono piaciuti e che credo possano piacere a chi sono destinati. Non li presto mai, preferisco regalarne una copia o consigliarne l’acquisto, proprio perchè ho avuto brutte esperienze in passato con libri tornati malconci…

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  12. Nessuna sottolineatura, nessun segno, mai piegato le pagine, sempre cercato di aprirli con delicatezza per farli restare come nuovi il più a lungo possibile; il deterioramento è solo dovuto all’età ed ai frequenti spostamenti;
    non per questo non amo i libri vecchi ma un libro nuovo è un’altra cosa;
    Mai bruciato o venduto un libro.

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  13. A proposito dell’annotare, in una bella e grande biblioteca di una città europea ho notato segnalibri, in distribuzione gratuita, colore “giallo evidenziatore” con: lato A-> info sugli orari di apertura ecc.;lato B->sotto l’intestazione “NOTES” tutto lo spazio del segnalibro per annotare (senza danneggiare un libro pubblico).
    Per me è una novità, semplice e intelligente.

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  14. Ma è geniale! Marina, fuori il nome della città e della biblioteca… Aggiungerei solo una matita (io spesso in giro non ce l’ho e inizio a cercare disperatamente qualcosa di simile con cui annotare il numerio delle pagine – una volta ci ho provato anche con un cerino)

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  15. …Thelee, ecco i nomi…Parigi, Bibliothèque Centre Pompidou…
    l’aggiunta di una matita è perfetta!!! facendo due tagli sul cartoncino del segnalibro, sopra la parola “NOTES” si otterrebbe un fermamatita. La matita potrebbe essere cortissima, col gommino…
    Biblioteche e bibliotecarie/i in ambascie per i libri annotati…si può tentare la strada del segnalibro????

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  16. Ciao a tutti io non faccio parte del gruppo di lettura, ma ogni tanto mi intrufolo e leggo i vostri post!I libri per me sono sacri. Li leggo e dopo averli letti li ripongo nella libreria. Li spolvero periodicamente. Odio annotarci su infatti tengo un quadernino a parte sul quale scrivere quando leggo un libro. E soprattutto entro in uno stato d’ansia quando qualcuno mi chiede di prestargli uno dei miei libri… Da poco ne ho prestato uno ad una amica e, preoccupata perchè ce l’aveva da più di un mese, sono andata a casa sua con la scusa di farle visita e ho potuto tranquillizzarmi quando l’ho visto “in buona salute”!Roba da pazzi…

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  17. Ah! La biblioteca del mio paese fornisce tutto: segnalibro, matite, fogli. Li mette a disposizione di tutti coloro che ne abbiano bisogno. Io me ne servo regolamente, pensavo fosse una cosa scontata invece ora mi accorgo che non tutte le biblioteche lo fanno!

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  18. BREVE COMMENTO AD UN LIBRO CHE MI HA PARTICOLARMENTE COINVOLTO
    “La Cattedrale del Mare è certamente un bel libro.
    Dal punto di vista dell’architettura narrativa può essere definito un romanzo corale dove trovano spazio la storia medievale travagliata di una città come la splendida Barcellona, le vicendi umane di personaggi che si fanno amare come il “servo” liberato Guillem o la bella Mar, o altri che si fanno detestare come la perfida Elionor o ci fanno impietosire come Francesca o Aledis, o si fanno odiare: Nicolau Eymerich con l’ipocrisia e spietatezza della sua Inquisizione è l’esempio più calzante.
    E poi ci sono i grandi sentimenti positivi come l’Amore portato all’estreme conseguenze (l’amore per una donna o per un’entità suprema come la Madonna, all’amore filiale)e l’Amicizia, o quelli negativi dall’invidia all’accidia, alla rivalità amorosa.
    Su tutti una menzione speciale al protagonista: Arnau, il grande- piccolo uomo che ci fa stare con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, rendendoci complici della sua vita travagliata, attraverso una scrittura che, grazie ad una buona traduzione, ci tiene inchiodati alla lettura, pagina dopo pagina, dall’inizio alla fine per lasciarci poi… orfani di una trama complessa e di un bel personaggio del quale, oggi, abbiamo tutti tanto bisogno
    gennaio 2008

    Che condivide con me?

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  19. L’unica cosa che scrivo su un libro è il mio nome e cognome la data in cui ho inizato a leggerelo e qualla in cui l’ho finito!
    Non ho mai sottolineato niente (a parte i libri universitari che praticamente diventavano multicolore…), per me i libri sono delle reliquie…prestarli…raramente…venderli?? mai…BRUCIARLI…MA SIAMO MATTI????

    UN SALUTO A TUTTI… E BUONA LETTURA!!!!

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  20. Strapazzare volutamente un libro? è come arrivare in ritardo al lavoro o a un appuntamento…non ci riesco, mi causa troppa ansia!Il primo gesto rispetto ai libri è di possesso:marco il territorio scrivendo il mio nome in una pagina il cui numero per me ha un significato speciale e,con questo rito,spero che i libri che presto agli amici ritornino indietro( per me esiste il teorema “libro prestato che viene restituito = libro raro”).Per ogni libro preparo io stessa un segnalibro col cartoncino bristol :su un lato disegno qualcosa e sull’altro scrivo titolo,data di inizio e fine lettura e una piccola recensione, a lettura avvenuta;questo cartoncino rimane poi nel libro, come una pagina a sé ,che ritrovo con piacere quando inizio una rilettura.Se fossi costretta a disfarmi di un libro…no ,ho ancora un pò di spazio in cantina che ha una temperatura ottimale per la conservazione della carta.BUONA ESTATE A TUTTI!

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  21. Carissimo ***ildoppio***
    mi riferisco ai comnts 22 & 23 (oggi nn son in vena di tags)
    Le photos/pix di ***luginter*** sono una apertura verso l’anima. Non so se tu abbia avuto occasione di incontare la pic de ”Giulia” (la mia memoria sui nomi è andata ma…). Ma quella immagine mi regalato tutto l’amore filiare del quale si potesse rappresenatere. Io, non potendo averne, non avrei mai potuto offrirne una ecuale. Una donna /teen in sfondo blue. Avessi io amato una persona in tal modo…
    E poi mi si viene a quesitare poiché adoro questo sito, parte gli interventi inerenti al topic di fondo…
    Hugs
    Fubar/080628

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  22. OT
    Scuso un refuso. Ho usato ”amore filiare” mentre era ”amore paterno”. Ultimo. Ho scritto ”ecuale”. Cattiveria del fatto che ieri la mia testa ragionava in suomi. Ovvio era un ”eguale”/”simile”.
    Hugs
    Fubar/080629
    /OT

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  23. Care ***Olga*** e ***Silvana***,
    cmnts #s 24 & 25.
    Per me i libri sono stati in passato cosa sacra.
    Al Gynnasio mi insegnarono sottolineare i passi significativi per produrre relazioni scritte. Ma, poi, apposi solo il mio mio nome.
    Ora -penso siano 15 anni- scrivo nome e mm/yy di finita lettura.
    Mi permetto piccoli ripieghi alla pagina inferiore per quanto mi avesse veramente attratto.
    Da alcuni mesi, felicemente e purtroppo- i miei parenti/genitori hanno cominciato ad apprezzare anche il mio genere di lettura e mi sono trovato grandi ”orecchie” sulla parte superiore di alcune pagine. Che fare? Ripianare tutto. Ma ho imposto, almeno a mio padre, l’uso dei segnalibri (a 65 anni li ha scoperti! 🙂 Grande uomo!).
    Sottolineature? Qualcuna. Ma dimentico facilmente. Ed il lapis e’ stato posto in cassetto.
    Pero’, la mia domanda finale, e’: perché non strapazzarli un poco questi adorabili amici ed amanti? La mia idea e’ che siano come un partner. Si puo’ amare, come fece il Sommo Poeta, solo Beatrice o siamo ancora esseri terreni? In fin dei conti non se parla ma i figli in qualche modo nascono… 🙂
    Hugs
    Fubar/080629

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  24. OT
    Commento troppo terreno (perverso?) il mio. Me rendo conto.
    Saro’ esautorato a vita dallo scrivere in GdL… 😦
    rgrds/Fubar/080629
    /OT

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  25. Caro FUBAR condivido in toto quello che hai scritto…..infatti io parlavo di strapazzare “volutamente” un libro. Forse ho immaginato scenari troppo trucidi con questa parola.Anche i miei libri hanno orecchie,macchioline ecc. diciamo,però,che proprio per un atteggiamento mio verso ciò che mi circonda, tendo ad avere cura delle cose,a maggior ragione dei libri che rappresentano una parte importantissima della mia vita.Ti sono grata del commento,comunque,perchè c’è sempre bisogno di qualcuno che ,simpaticamente,ti aiuta a riflettere su abitudini che tendono a cristallizzarsi e rendono la vita meno fluida…..CIAO!

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