Siamo salpati da Napoli…

“Gomorra” di Roberto Saviano è stato il libro su cui ha discusso venerdì scorso il nostro GdL casalingo: serata di tempesta improvvisa a Milano, adatta al tema che inevitabilmente scuote il lettore.

Mi è sembrato un incontro diverso dal solito. C’è stata un po’ di reticenza all’inizio, forse perchè in questo contesto non è facile trovare delle parole per dire, forse perchè le emozioni smosse da Saviano sono molteplici e disomogenee. Molti non erano arrivati alla fine, data la sua “densità” e quindi la concentrazione necessaria alla lettura, non sempre compatibile con i mille impegni di ognuno, soprattutto di chi oltre a lavorare fa anche la mamma o il papà. Una voce, di solito abbastanza riservata, si è levata per sottolineare invece che la sua è stata una scelta di non proseguire. Mai come questa volta il libro è stato un punto di partenza, un pretesto per poi parlare di noi, in modo esplicito o implicito, ognuno secondo il proprio essere.

E Napoli è diventata Milano e le guerre tra clan le viviamo anche al nord, magari senza kalashnikov e morti ammazzati, ma nella quotidianità dell’incontro con lo straniero, col diverso, con quello che ci sembra un delinquente e quindi fa paura. E la legalità spesso la freghiamo anche noi, pur senza spacciare o ricattare o sentirci criminali.

Ci si è chiesti che fare, concretamente, per cambiare il marcio in cui siamo immersi. Non mi sembra siamo arrivati a conclusioni, ma il dibattito è stato molto acceso, a volte con posizioni radicalmente differenti. E’ stata forse l’occasione per conoscere un po’ di più noi stessi, e i compagni di questo avvincente percorso di lettura. 

6 commenti

  1. “Gomorra” è stato il primo libro discusso dalk nostro GdL.
    Il libro è stato variamente criticato da “critici” con la puzzetta al nasino: non dice nulla di nuovo, son cose che si sanno, ha fatto copia/incolla, inventa, etc.
    “Gomorra” secondo me ha portatto al grande pubblico una realtà quotidiana e sommersa dall’abbondanza strabordante di informazione quotidiana. Già è un merito.
    Ma ho l’impressione che sia stato “letto” ancora una volta come una visione sull’abnorme, su Napoli, sulla devianza economica etc. Purtroppo credo che il quadro che viene mostrato è la norma, non l’abnorme. Gomorra non parla di camorra, non parla di Napoli, non parla di mitra; Gomorra parla del funzionamento “normale” dell’economia e della vita sociale. A me ha ricordato quello che a Terzani dicevano degli yakuza (mafia giapponese), usando la nota metafora del corpo umano: in un corpo c’è bisogno anche di organi che svolgano compiti poco nobili e necessari… gli yakuza sono questi organi.
    Il cosa fare diventa complicato. Drammatico. Non intendo diluire il problema (tutti ladriu quindi nessuno è ladro), bensì ingigantirlo…
    Scusate gli errori sono al trabajo…

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  2. ho cominciato a leggerlo ieri notte.

    me ne hanno parlato tutti bene.

    comunque il problema non è se sono cose già note o meno…..il problema è “di chi sono le responsabilità”?

    cioè, le dinamiche del potere economico non si muovono mica per caso…..sono le regole che disegnano le interazioni tra individui e il modo di interpretarle degli agenti che vi si muovono a formare il risultato aggregato. Non è una evoluzione “naturale”.

    quindi, prima di decidere “che fare?”, bisogna capire di chi sono le responsabilità….cioè: con chi mi incazzo oggi?

    e qui c’è solo da sbizzarrirsi: innanzitutto i incazzo con un modello di sviluppo che esalta solo il profitto, poi con i politici che sono gli unici che non lo vedono, e/o ne approfittano; poi mi incazzo con la polizia, i carabinieri e la finanza; poi mi incazzo con i giornalisti; etc….

    una volta che mi sono incazzato, vedo se ci sono altre persone incazzate. E si fa qualcosa insieme. Attenzione, non sto dicendo che si “delega” qualcun’altro a farlo al posto nostro….tipo: io voto chi mette nel programma questo e quello.

    non bisogna delegare nessuno. bisogna fare.

    ma adesso ho un pò fretta, perchè purtroppo c’è pure da lavorare.

    lavorare, lavorare….preferisco il rumore del mare…

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  3. Quello che si è ripetuto più volte durante la discussione del nostro GdL è stata proprio la forza di tutto un sistema economicamente vincente, cioè ne viene fuori un’organizzazione che fa girare un mucchio di soldi. Impressionante! *coscinedipollo* parli di regole, ed è una parola che abbiamo molto usato anche noi: regole altre però, che danno un’interpretazione alla realtà che ci circonda completamente diversa da quella a cui siamo abituati.
    Non sono tanto d’accordo sul capire con chi incazzarsi oggi. Ma forse solo perchè è una dinamica che mi è estranea e con cui ho a che fare – ahimè – spesso in ufficio: c’è un problema e invece di cercare soluzioni si cercano colpevoli. E troppe volte la situazione è stata “risolta” ricorrendo al capro espiatorio di turno. Peccato che a differenza di quello di Pennac, il nostro non veniva pagato profumatamente ma di solito riceveva solo mazzate.
    In ogni caso, buon proseguimento di lettura!

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  4. bhe, mica ho detto che l’incazzatura è la soluzione, cioè che trovati i responsabili è tutto a posto. In ufficio può essere così, perchè l’obiettivo di tutti è “pararsi il culo” dal punto di vista individuale. Ed è anche normale. 😉

    però, tornando a noi, l’individuazione dei responsabili è un passaggio indispensabile, poi si deve agire. O almeno provarci.

    ciiaaaoooooooo

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  5. Ok, son d’accordo…
    Difficile però trovare i responsabili di un sistema che sembra aver penetrato tutte le trame del tessuto, che vedi ovunque e non sai dove inizia.
    Questo naturalmente non significa però che bisogna rinunciare a cercarli.

    Cambiando discorso:
    un breve spazio durante il gdL siamo riusciti a dedicarlo anche allo stile di Saviano (siamo sempre un paio legate al mondo delle lettere fissate con queste cose..).
    Per tutti era molto denso, qualcuno l’ha definito a volte troppo colto, come desiderasse far vedere che sa. A me sembra assolutamente fulminante. Usa delle espressioni che vanno all’osso, le leggi e non potrebbero essere altre.
    Sicuramente conosce la potenza evocativa della parola.
    Leggevo (anzi leggo, non l’ho ancora finito..) e vedevo i luoghi e le persone, sentivo gli odori e i rumori. Notevole.

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  6. Lo stile di Saviano credo sia di buon/ottimo giornalismo. Fulminante, appunto. Ma credo anche che il suo essere “fulminante” e coinvolgente dipenda anche dal fatto che noi sappiamo che non è un racconto più o meno inventato, più o meno “rappresentativo”, ma è storia, per molti vita quotidiana, semplicemente. Mi capita spesso di leggere storie “vere” (e di viverle…) che ti fanno venire voglia di appaudire al “regista” che non c’è… 🙂
    Beh, scusatemi l’invasione di campo… 🙂
    Da Vaiano con simpatia 🙂
    W i gruppi di lettura

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